{"id":29165,"date":"2009-05-15T04:21:00","date_gmt":"2009-05-15T04:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/15\/un-cuore-riconoscente-sa-tesaurizzare-tutte-le-cose-belle-che-ha-vissuto\/"},"modified":"2009-05-15T04:21:00","modified_gmt":"2009-05-15T04:21:00","slug":"un-cuore-riconoscente-sa-tesaurizzare-tutte-le-cose-belle-che-ha-vissuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/05\/15\/un-cuore-riconoscente-sa-tesaurizzare-tutte-le-cose-belle-che-ha-vissuto\/","title":{"rendered":"Un cuore riconoscente sa tesaurizzare tutte le cose belle che ha vissuto"},"content":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo \u00abChe ne \u00e8 di una persona dopo che l&#8217;ala dell&#8217;Assoluto l&#8217;ha sfiorata?\u00bb (sempre sul sito di Arianna Editrice) ci eravamo domandati, nei limiti del possibile, che cosa accade nel mistero dell&#8217;anima umana, a distanza di tempo, dopo che essa \u00e8 stata protagonista di una profonda esperienza spirituale, di un&#8217;esperienza di tipo mistico.<\/p>\n<p>In quella sede, avevamo sfiorato &#8211; ma solo fugacemente &#8211; il caso specifico di una intensa esperienza amorosa, per interrogarci se sia legittima l&#8217;aspettativa di vedere radicalmente trasformata la vita di coloro i quali l&#8217;hanno vissuta, magari molti anni prima; se ci si debba attendere che una tale esperienza abbia il potere di agire cos\u00ec in profondit\u00e0, da trasparire in tutto il modo di essere e, in ultima analisi, nel destino di una creatura umana, la quale abbia avuto la ventura di viverla anche una sola volta nella propria vita.<\/p>\n<p>Naturalmente, potremmo aggirare parzialmente l&#8217;ostacolo e rispondere che tutto dipende dal tipo di carattere di quella determinata persona: perch\u00e9 \u00e8 noto che vi sono caratteri primari, i quali tendono a metabolizzare in fretta ogni esperienza, sia positiva che negativa; ed altri, secondari, i quali rimangono a lungo sotto l&#8217;impressione delle proprie esperienze, le quali, cos\u00ec, finiscono per orientare tutto il loro futuro.<\/p>\n<p>Non sarebbe una osservazione sbagliata, tutt&#8217;altro; ma sarebbe un modo di aggirare la domanda, perch\u00e9, pur ammettendo che gli esseri umani hanno un diverso modo di reagire alla risonanza che le proprie esperienze hanno nella loro anima, nondimeno quel che ci domandavamo non era se tutti gli esseri umani rispondano in maniera uniforme alle esperienze spirituali profonde, ma quale sia l&#8217;eco che queste ultime producono in essi, al di l\u00e0 della ovvia e scontata differenza dei caratteri individuali.<\/p>\n<p>Si tratta di un interrogativo che ha qualcosa in comune con la questione pedagogica: anche l\u00ec, come nel nostro caso, si tratta di vedere se l&#8217;essere umano sia suscettibile di educazione, cio\u00e8 se sia perfettibile; e non di disquisire sulla banale verit\u00e0 che non tutti apprendono allo stesso modo e nella stessa misura, o con i medesimi tempi e ritmi.<\/p>\n<p>Ora, anche coloro i quali vogliano contestare in maniera radicale la perfettibilit\u00e0 dell&#8217;uomo e la possibilit\u00e0 di educarlo mediante opportune strategie, cadono poi nella contraddizione di esporre le loro teorie mediante scritti o discorsi: affidandosi, con ci\u00f2, alla convinzione che vi sar\u00e0 qualcuno disposto, se non ad accogliere, quantomeno a comprendere ci\u00f2 che essi sostengono; il che costituisce gi\u00e0 un atto di fede non solo nella comunicazione, ma anche nella possibilit\u00e0 di una educazione, nel senso pi\u00f9 ampio del termine.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la base da cui partire per ogni successivo ampliamento del discorso, tanto nel campo educativo, quanto nel campo di quella particolare forma di pedagogia, che consiste nell&#8217;apprendere il segreto del proprio perfezionamento interiore mediante le esperienze spirituali profonde che la vita offre l&#8217;occasione di fare.<\/p>\n<p>Dopo di che, cos\u00ec come possono esservi dei casi di totale refrattariet\u00e0 all&#8217;insegnamento, dovuti a circostanze particolari, allo stesso modo si potr\u00e0 ammettere che vi siano persone totalmente incapaci di fare esperienza: di accogliere, cio\u00e8, in un movimento progressivo dell&#8217;anima, ci\u00f2 che le ha toccate e coinvolte nel profondo.<\/p>\n<p>In altre parole, non dovremmo basarci sull&#8217;eccezione per formulare una regola: se \u00e8 certo che vi sono persone le quali non imparano mai nulla dalle proprie esperienze, e che, meno ancora, se ne lasciano trasformare in profondit\u00e0, \u00e8 pur vero che ci\u00f2 attiene piuttosto alla patologia dello spirito che non al corso normale delle cose.<\/p>\n<p>Fra parentesi, tale \u00e8 stato l&#8217;errore fondamentale di Freud e di gran parte della psicologia moderna: avere la pretesa di costruire una scienza dell&#8217;uomo a partire dai casi patologici, dalle menti disturbate, dalle personalit\u00e0 stravolte. L&#8217;immagine dell&#8217;uomo che ne risulta (a parte una serie di altri eccessi speculativi, come le deliranti teorie sull&#8217;orda primitiva parricida che divinizza il ricordo del padre assassinato) non pu\u00f2 essere che tremendamente deformata.<\/p>\n<p>Dunque, possiamo tranquillamente ammettere che un individuo normale &#8211; qualunque cosa possa significare l&#8217;espressione \u00abnormale\u00bb &#8211; non si lascia scivolare via le esperienze spirituali importanti della propria vita; e, anche se non \u00e8 dotata di una particolare propensione verso il misticismo e se non possiede un carattere fondamentalmente contemplativo, tuttavia finir\u00e0 per incorporarle nella propria struttura spirituale, trasformandole, sia pure parzialmente, in un modo di essere permanente dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Come dire che noi siamo quello che siamo, perch\u00e9 siamo stati quello che siamo stati; e, cos\u00ec come il nostro corpo trae le sostanze necessarie alla vita dall&#8217;ambiente circostante, allo stesso modo la nostra anima si alimenta delle esperienze importanti, e perci\u00f2 potenzialmente formative, che ne caratterizzano l&#8217;evoluzione.<\/p>\n<p>L&#8217;amore, evidentemente, costituisce, nella vita della stragrande maggioranza degli esseri umani, l&#8217;esperienza che pi\u00f9 tocca nel profondo e che pi\u00f9 coinvolge l&#8217;io, talvolta fino al limite estremo del consapevole auto-annullamento; e, bench\u00e9 l&#8217;amore sessuale rappresenti una sola di tali situazioni estreme, nondimeno essa \u00e8 quella che si presenta alla mente con maggior forza, allorch\u00e9 si ragiona di queste cose; per cui vi dedicheremo alcune specifiche riflessioni.<\/p>\n<p>Quando camminiamo per la strada, o entriamo in un locale, e ci troviamo ad incrociare sguardi e volti di persone sconosciute, \u00e8 difficile sottrarsi all&#8217;impressione che quegli sguardi e quei volti rechino i segni indelebili delle esperienze spirituali profonde che esse hanno vissuto; che le loro rughe siano la testimonianza del travaglio spirituale, delle ansie, delle preoccupazioni, delle attese deluse, del disincanto.<\/p>\n<p>\u00c8 la qualit\u00e0 del vissuto, e pi\u00f9 ancora quella della sua rielaborazione in chiave di crescita spirituale, che fa la differenza: per cui vi sono sguardi vivi e brillanti e sguardi opachi e annebbiati, quasi spenti; e vi sono rughe espressive &#8211; sulla fronte, intorno agli occhi, ai lati della bocca &#8211; che rendono il viso pi\u00f9 interessante e persino affascinante; e, viceversa, rughe di amarezza, di delusione, di sconfitta, che lo rendono scostante e repulsivo.<\/p>\n<p>In fondo, non avevano poi tutti i torti gli antichi studiosi di fisiognomica: \u00e8 cosa perfettamente naturale ammettere che le passioni dell&#8217;anima si riflettano nell&#8217;espressione del viso; e che, a lungo andare, la persistenza di determinati stato d&#8217;animo &#8211; di collera, di angoscia, di timore, oppure di serenit\u00e0 e benevolenza &#8211; lascino il segno nello sguardo e nel volto, modellando quest&#8217;ultimo e quasi scolpendolo insensibilmente, giorno dopo giorno, ora dopo ora.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 osservato che, come il nostro corpo si nutre di sostanze solide, liquide e aeriformi &#8211; l&#8217;ossigeno che respiriamo continuamente, mediante i polmoni -, allo stesso modo la nostra anima si nutre delle proprie esperienze spirituali; e, sia che decida di rielaborarle con spirito costruttivo al fine di perfezionarsi, sia che decida di lasciarle cadere l&#8217;una dopo l&#8217;altra, con superficiale leggerezza, \u00e8 certo che esse la modellano gradualmente, e che tale azione si riflette anche all&#8217;esterno, ossia nell&#8217;aspetto fisico della persona &#8211; compresa la postura e il modo di camminare.<\/p>\n<p>E, continuando il paragone tra mondo fisico e mondo interiore, potremmo anche aggiungere che, cos\u00ec come l&#8217;esperto giardiniere sa riconoscere dai cerchi del tronco non solo l&#8217;et\u00e0 di un albero, ma anche se le diverse annate sono state secche o piovose, allo stesso modo una osservazione penetrante potrebbe rivelare, attraverso lo sguardo e l&#8217;espressione di un volto, di che genere sia stata, nel complesso, la sua vita interiore, se arida o feconda.<\/p>\n<p>\u00c8 un fatto che le persone le quali hanno trovato un equilibrio interiore, e che, pur essendo in cammino, riescono a poggiare il piede su qualcosa di solido, rivelano una luce nello sguardo che esprime speranza, pace e benevolenza; mentre lo sguardo di quelle che si dibattono in un groviglio di contraddizioni irrisolte e che non riescono a conciliare le spinte contrastanti e disordinate del proprio animo, esprime inquietudine, turbamento, sofferenza chiusa in se stessa (vedi la mirabile descrizione manzoniana della monaca di Monza, cos\u00ec come ella apparve a Lucia e ad Agnese, nel parlatorio del convento).<\/p>\n<p>Le persone, poi, che mai hanno cercato di innalzarsi spiritualmente e che mai si sono avvicinate ad una forte esperienza interiore, ma che sempre hanno vissuto in modo egoistico e superficiale, si riconoscono dallo sguardo amorfo e inespressivo.<\/p>\n<p>Ma torniamo al nostro tema principale, ossia a quello che accade nelle profondit\u00e0 dell&#8217;anima a distanza di tempo, magari di anni e decenni, dopo che essa ha vissuto una intensa ed esaltante esperienza spirituale.<\/p>\n<p>Le storie sentimentali cui siamo abituati dalla letteratura e dal cinema seguono, quasi sempre, lo schema fisso di un intreccio che corre verso lo scioglimento e che conduce i due protagonisti al culmine di un \u00abclimax\u00bb sapientemente costruito: al culmine, cio\u00e8, del disastro finale o del trionfo finale; ed \u00e8 in quel momento che si spengono i riflettori.<\/p>\n<p>Ebbene, chi nutra un minimo di curiosit\u00e0 filosofica nei confronti del mistero dell&#8217;anima umana, non sar\u00e0 tanto interessato al momento culminante del \u00abclimax\u00bb (sia esso tragico o a lieto fine), quanto al \u00abdopo\u00bb: a quello che accade, cio\u00e8, dopo che le luci si sono spente.<\/p>\n<p>Dopo una grande esperienza interiore, l&#8217;anima rimarr\u00e0 uguale a ci\u00f2 che era prima, o ne risulter\u00e0 profondamente cambiata? E, se s\u00ec, tale cambiamento sar\u00e0 visibile all&#8217;esterno quanto basta per riconoscere nei gesti, nello sguardo, nell&#8217;espressione del viso, un riflesso di quella grande luce, di quella intensa rivelazione di s\u00e9 che l&#8217;amore necessariamente comporta?<\/p>\n<p>Se Didone non si fosse uccisa alla partenza di Enea da Cartagine, se il destino le avesse concesso di vivere ancora molti anni, che sarebbe accaduto dentro di lei, che cosa sarebbe diventata la sua vita, dopo un cos\u00ec grande amore e una cos\u00ec grande sofferenza? E se Catullo non fosse morto giovane, che cosa avrebbe significato, nel corso della sua vita, il ricordo dell&#8217;esperienza esaltante e drammatica dell&#8217;amore per Lesbia? Oppure prendiamo Renzo Tramaglino: come sar\u00e0 stato a quarant&#8217;anni, a cinquant&#8217;anni, a sessant&#8217;anni; che segni avr\u00e0 lasciato, nel suo cuore e nel suo aspetto, l&#8217;esperienza del grande e contrastato romanzo d&#8217;amore vissuto con Lucia Mondella?<\/p>\n<p>Caso ancora pi\u00f9 interessante (perch\u00e9 sempre pi\u00f9 frequente nella frettolosa societ\u00e0 odierna): se Lucia lo avesse lasciato, dopo alcuni anni di vita coniugale, magari per seguire un altro amore, o per la noia soffocante di un rapporto divenuto monotono e grigio (ipotesi puramente fantastica, dato il contesto culturale e il carattere del personaggio), come avrebbe conservato Renzo nel suo cuore l&#8217;esperienza della loro grande storia d&#8217;amore?<\/p>\n<p>Non diciamo: come avrebbe conservato l&#8217;immagine di Lucia; perch\u00e9 altro \u00e8 l&#8217;oggetto dell&#8217;amore, altro l&#8217;amore in se stesso, come moto dell&#8217;animo che si effonde per sovrabbondanza di energia vitale (cfr. il nostro precedente articolo \u00abOgni persona che abbiamo amato \u00e8 una pianta che stormisce al vento nel giardino della nostra anima\u00bb). Renzo, perci\u00f2, avrebbe anche potuto pensare con amarezza e con dolore a colei che lo aveva profondamente deluso; ma non per questo, crediamo, avrebbe dovuto necessariamente disprezzare il poderoso sentimento che lo aveva legato a lei: perch\u00e9 quel sentimento era stato grande e puro, e &#8211; come tutte le profonde esperienze spirituali &#8211; esso lo aveva avvicinato, finch\u00e9 era durato, al tesoro pi\u00f9 riposto della sua stessa anima.<\/p>\n<p>Oppure spostiamoci dall&#8217;ambito dell&#8217;amore sessuale a quello dell&#8217;amore filantropico.<\/p>\n<p>Alcuni studiosi hanno ipotizzato &#8211; con pochissima plausibilit\u00e0, a nostro avviso &#8211; che Ges\u00f9 Cristo potrebbe non essere morto sulla croce; che potrebbe essere stato deposto da essa ancor vivo, sia pure svenuto e gravemente provato; ed essere sopravvissuto, tanto da riprendere, poi, la sua predicazione, ma in lontane regioni dell&#8217;Oriente. Anche di queste ipotesi abbiamo gi\u00f9 parlato in alcuni precedenti articoli. Ora, a parte l&#8217;inverosimiglianza storica di una tale vicenda, la domanda che turba il cuore \u00e8 questa: che cosa avrebbe serbato nell&#8217;anima Ges\u00f9 Cristo, della propria vicenda in Palestina; con che spirito l&#8217;avrebbe custodita in s\u00e9; in che misura ne sarebbe stato illuminato il rimanente della sua vita terrena?<\/p>\n<p>Che cosa c&#8217;\u00e8 nello sguardo di una persona, la quale abbia dato tutta se stessa in una grande esperienza spirituale, che si sia messa in gioco sino in fondo, quando quella esperienza \u00e8 passata e appartiene ormai ai lontani ricordi?<\/p>\n<p>Ebbene, crediamo che la risposta sia semplice; pi\u00f9 semplice di quanto si potrebbe credere.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che le grandi esperienze spirituali, se sono veramente tali, non passano affatto; non passano mai. Non entrano a far parte dei ricordi, perch\u00e9 vivono nell&#8217;eterno presente dell&#8217;anima. Nulla ve le pu\u00f2 scacciare, nessuno le potrebbe allontanare.<\/p>\n<p>Una grande esperienza dell&#8217;anima \u00e8 per sempre.<\/p>\n<p>Il fatto che, poi, le circostanze della vita possano operare una separazione fra l&#8217;esperienza stessa e l&#8217;oggetto che le fece da catalizzatore, appartiene alla biografia esteriore degli individui, non alla storia dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Perci\u00f2, chi ha veramente amato, non sar\u00e0 mai pi\u00f9 lo stesso di prima: a lui \u00e8 stato spalancato un mondo di pura bellezza, che non tramonter\u00e0 mai pi\u00f9, anche se potr\u00e0 accadere che &#8211; talvolta &#8211; densi strati di nubi lo possano offuscare.<\/p>\n<p>Se, invece, la persona ricade nello squallore, nell&#8217;egoismo e nell&#8217;indifferenza, vuol dire che non ha amato davvero; che non \u00e8 stata capace di tanto.<\/p>\n<p>Parliamoci chiaro: l&#8217;amore \u00e8 un evento raro, ed \u00e8 riservato alle persone mature, alle persone forti. Non \u00e8 roba per pusillanimi o per furbastri da quattro soldi, per gente che conosce solo l&#8217;arte di prendere ma non quella di dare.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che l&#8217;amore, quando \u00e8 vero, \u00e8 sempre amore dell&#8217;Assoluto, amore dell&#8217;Essere: anche se pu\u00f2 accadere che non lo sappia.<\/p>\n<p>Anche quando si dirige su un oggetto determinato, vi \u00e8 tuttavia, in esso, una misura eccedente, un qualcosa in pi\u00f9, che non si appaga mai interamente, anche nella situazione pi\u00f9 felice; una nostalgia di ci\u00f2 che sta oltre, dell&#8217;amore indeterminato e incondizionato.<\/p>\n<p>Il vero amore esorbita sempre dall&#8217;oggetto amato, perch\u00e9 ignora che quell&#8217;oggetto \u00e8 solo una occasione per manifestare un riflesso della pienezza dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Pertanto, alla domanda iniziale che ci eravamo posti, possiamo rispondere che colui il quale abbia veramente amato, conserver\u00e0 per sempre nello scrigno pi\u00f9 prezioso della propria anima l&#8217;esperienza vissuta. Anzi, per esprimerci meglio, diremo che la trasformer\u00e0 in un diverso modo di vivere la propria vita, giorno per giorno, ora per ora, mostrando che non di un ricordo si tratta, pi\u00f9 o meno lontano, ma di una trasformazione permanente del proprio essere, di una trasfigurazione radicale dell&#8217;eterno presente in cui la vita dell&#8217;anima consiste.<\/p>\n<p>Questo, e non altro, significa amare: avvicinarsi di un passo alla dimora dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 una strada che non conosce ritorni o pentimenti: avvicinarsi all&#8217;Essere, significa riceverne la luce per tutto il resto della propria vita terrena.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel precedente articolo \u00abChe ne \u00e8 di una persona dopo che l&#8217;ala dell&#8217;Assoluto l&#8217;ha sfiorata?\u00bb (sempre sul sito di Arianna Editrice) ci eravamo domandati, nei limiti<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[250],"class_list":["post-29165","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-sigmund-freud"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29165","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29165"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29165\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29165"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29165"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29165"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}