{"id":29164,"date":"2011-04-04T10:22:00","date_gmt":"2011-04-04T10:22:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/04\/sul-cammino-della-consapevolezza-spirituale-terza-tappa-il-viandante\/"},"modified":"2023-09-15T20:15:41","modified_gmt":"2023-09-15T20:15:41","slug":"sul-cammino-della-consapevolezza-spirituale-terza-tappa-il-viandante","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/04\/04\/sul-cammino-della-consapevolezza-spirituale-terza-tappa-il-viandante\/","title":{"rendered":"Sul cammino della consapevolezza spirituale: terza tappa, il Viandante"},"content":{"rendered":"<p>Dopo quelle dell&#8217;Innocente e dell&#8217;Orfano, siamo arrivati a parlare della terza tappa nel cammino della consapevolezza spirituale: quella del Viandante.<\/p>\n<p>L&#8217;essere umano \u00e8, in quanto tale, fondamentalmente un \u00abhomo viator\u00bb: cos\u00ec lo vedevano i grandi teologi del Medioevo, un viandante in cammino lungo le strade del mondo, alla ricerca della sua vera patria, la celeste Patria perduta.<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo descrive anche Dante nel suo immortale poema: un uomo che vaga nella selva oscura, di notte, pieno di sgomento, per poi affrontare un cammino lungo e difficile, pieno di pericoli e di angosce, ma sorretto dalla speranza di uscire a \u00abriveder le stelle\u00bb.<\/p>\n<p>Anche nei romanzi medievali del ciclo arturiano, particolarmente con la figura del Cavaliere alla ricerca del Santo Graal, noi vediamo agire questa forza poderosa di natura trascendente, che spinge gli uomini alla ricerca di qualche cosa che non si trova quaggi\u00f9, o che quaggi\u00f9 pu\u00f2 trovare solo un simbolo, un richiamo allusivo della sua realt\u00e0 vera; di fatto, senza il concetto della ricerca del Graal, non \u00e8 possibile capire nulla della civilt\u00e0 medievale e dei suoi valori.<\/p>\n<p>Con l&#8217;affermarsi del nuovo paradigma della modernit\u00e0, l&#8217;uomo occidentale smette di sentirsi un viandante, incomincia a insediarsi nel mondo da padrone pago e soddisfatto, bench\u00e9 gli morda il cuore un&#8217;ultima inquietudine, quella della propria mortalit\u00e0; il movimento era gi\u00e0 iniziato con l&#8217;Umanesimo e il Rinascimento, ma \u00e8 solo con la cosiddetta Rivoluzione scientifica del XVIII secolo che si afferma pienamente e prosegue, poi, fino ai nostri giorni.<\/p>\n<p>Anche nella cultura antica esisteva la figura del viandante, ma era un viandante d&#8217;altro genere: Odisseo, ad esempio, si affatica per ritrovare la strada d casa, ma si tratta della sua casa terrena, non di una casa celeste; \u00e8 solo con Platone che compare, nel mondo greco, l&#8217;idea di una patria originaria che non \u00e8 di questo mondo, e di una ricerca che non si risolve entro l&#8217;orizzonte delle cose umane, ma che tende verso la dimensione dell&#8217;infinito.<\/p>\n<p>Nella cultura moderna, la nostalgia per la dimensione perduta dell&#8217;Innocenza, che \u00e8 una manifestazione della nostalgia per la Patria perduta, fa capolino gi\u00e0 all&#8217;epoca dell&#8217;Illuminismo, con il mito del &quot;buon selvaggio&quot;; per poi manifestarsi pienamente con la figura dell&#8217;eroe romantico, sempre irrequieto e in lotta contro tutto, inseguito da un sogno di pienezza e di felicit\u00e0 che non ha niente a che fare con l&#8217;\u00aboggetto del desiderio\u00bb di cui parlava Ariosto, perch\u00e9 non \u00e8 un oggetto terreno, bens\u00ec ultraterreno.<\/p>\n<p>Uno dei pochi filosofi moderni che hanno ripreso il concetto e il termine, tipicamente medievali, di \u00abhomo viator\u00bb, \u00e8 stato Gabriel Marcel, nell&#8217;ambito del cosiddetto esistenzialismo cristiano; ma si tratta, appunto, di una rarissima eccezione, perch\u00e9, in linea generale, la filosofia moderna, dimentica della metafisica e dell&#8217;Essere, ha obliato anche la nozione di Viandante, anche se non ha potuto impedire che l&#8217;inquietudine, cacciata dalla porta, rientrasse dalla finestra.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il Viandante \u00e8 un personaggio inquieto?<\/p>\n<p>Perch\u00e9 lo muove il desiderio di pi\u00f9 vasti orizzonti che non quelli terreni e perch\u00e9 avverte la pungente nostalgia di una Patria lontana, di una Patria perduta, che egli aspira a ritrovare e alla quale vorrebbe fare ritorno.<\/p>\n<p>Non \u00e8, dunque, una inquietudine dovuta alla mancanza di qualche bene terreno, non ha a che fare con il regno della quantit\u00e0, ma con quello della qualit\u00e0: \u00e8 l&#8217;espressione di una nostalgia dell&#8217;essere, non dell&#8217;avere e tanto meno dell&#8217;apparire.<\/p>\n<p>Significativamente, la letteratura europea moderna \u00e8 piuttosto povera di figure del Viandante, anche se essa si apre con un romanzo che ne presenta una sorta di caricatura nel personaggio, fra il tragico e il grottesco, di don Chisciotte della Mancia, smarrita ed alquanto stranita controfigura del cavaliere medievale senza macchia e senza paura.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come galleggia fra il banale ed il grottesco l&#8217;altra grande controfigura del Viandante di antica memoria, quel Leopold Bloom dell&#8217;\u00abUlysses\u00bb di Joyce, che, vagando per le strade di una Dublino che rappresenta l&#8217;anonima citt\u00e0 moderna, alla ricerca della moglie e del &quot;figlio&quot; (che in realt\u00e0 non ha mai avuto), ricalca, capitolo per capitolo e ogni volta con una diversa tecnica narrativa, i ventiquattro canti dell&#8217;\u00abOdissea\u00bb omerica<\/p>\n<p>Comunque, a ben guardare, la figura del Viandante non \u00e8 realmente scomparsa dall&#8217;orizzonte della letteratura moderna, quanto piuttosto si \u00e8 mimetizzata, assumendo, volta a volta, le sembianze di qualche altra figura tipica della modernit\u00e0, ma conservando le caratteristiche essenziali della sua struttura originaria: il senso dell&#8217;inquietudine, il bisogno di dare forma all&#8217;informe e ordine al disordine, di individuare una vasta rete di significati di cui la sua vita sia parte.<\/p>\n<p>In questo senso, non ci sar\u00e0 difficile scorgere la figura del Viandante fare capolino, pi\u00f9 o meno travestito sotto mentite spoglie, in moltissime opere narrative moderne, dal dottor Faust di Goethe, al Seduttore di Kierkegaard, allo Zarathustra di Nietzsche e perfino dietro il fu Mattia Pascal di Pirandello, l&#8217;Antoine Roquentin di Sartre (ne \u00abLa nausea\u00bb), Emma Bovary di Flaubert, per non parlare di molti indimenticabili personaggi dostoevskiani, primo fra tutti Ivan Karam\u00e0zov, che finisce per impazzire a causa della sua incapacit\u00e0 di trovare un senso all&#8217;esistenza; e senza scordarsi del professor Aschenbach di Thomas Mann (ne \u00abLa morte a Venezia\u00bb) o del Narratore della \u00abRecherche\u00bb proustiana.<\/p>\n<p>Perfino nelle carte dei Tarocchi, pallido riflesso di un sapere tradizionale molto pi\u00f9 augusto e pi\u00f9 antico, a tutta prima si resta interdetti su quale degli Arcani Maggiori possa venire accostato alla figura del Viandante; a nostro parere, quella che pi\u00f9 gli si avvicina \u00e8 la figura del Matto, che non solo \u00e8 spesso rappresentata con il bastone da viaggio, come un tipico pellegrino, ma che, soprattutto, inizialmente era identificata con il numero zero e, quindi, corrispondeva all&#8217;Arcano senza numero: come dire che nel Matto esistono tutte le possibilit\u00e0, senza che alcuna sia attualmente definita; e tale \u00e8, appunto, la condizione del Viandante.<\/p>\n<p>Il Viandante \u00e8 colui che pu\u00f2 diventare qualsiasi cosa, l&#8217;angelo o la bestia, con tutte le possibilit\u00e0 intermedie; egli \u00e8 alla ricerca di un senso nel mondo e, di conseguenza, \u00e8 anche alla ricerca di una identit\u00e0, essendosi reso conto di non averne alcuna (proprio come il fu Mattia Pascal pirandelliano). Il Viandante, dunque, \u00e8 l&#8217;Orfano che si \u00e8 reso conto di essere tale e che va tenacemente alla ricerca di una verit\u00e0, anzi, della Verit\u00e0, affinch\u00e9 essa dia un significato nuovo al suo essere nel mondo e guidi con sicurezza i suoi passi nella polvere d&#8217;infinte strade.<\/p>\n<p>Dicevamo che quella del Viandante, a differenza dell&#8217;Innocente e dell&#8217;Orfano, non rappresenta una tappa &quot;obbligata&quot; nel percorso esistenziale degli esseri umani; infatti, non basta essersi smarriti per divenire, con ci\u00f2 stesso, dei Viandanti; manca ancora la cosa principale, senza la quale non si ha un peregrinare, ma un girare a vuoto: ossia la consapevolezza dello smarrimento e, allo stesso tempo, una profonda insoddisfazione per ci\u00f2 che esso comporta.<\/p>\n<p>In altre parole, il Viandante \u00e8 un uomo (o una donna) in cammino, alla paziente ricerca di qualcosa: egli sa di aver perduto la strada e sa di rischiare il disastro, per cui il suo vagabondare non \u00e8 casuale e non \u00e8 spensierato, ma, al contrario, terribilmente serio, per quanto possa, talvolta, camuffarsi dietro la risata o dietro lo scherzo.<\/p>\n<p>In questo senso, bench\u00e9 l&#8217;intellettuale moderno sia, spesso, uno &quot;spostato&quot; e un declassato rispetto all&#8217;ordine sociale vigente, e quindi &#8211; inevitabilmente &#8211; uno scontento e, talvolta, un buffone, nondimeno nulla \u00e8 pi\u00f9 lontano dall&#8217;autentico Viandante di figure come quella del Perdigiorno dello scrittore romantico Joseph Freiherr von Eichendorff o come quella dello Scaramouche di Rafael Sabatini; semmai lo si potrebbe avvicinare all&#8217;Uomo Senz&#8217;Ombra di Adelbert von Chamisso ed anche, perch\u00e9 no, al Grande Meaulnes di Alain Fournier, senza dimenticare il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exup\u00e9ry.<\/p>\n<p>Se ci \u00e8 concessa una brevissima digressione personale, dobbiamo dire di aver incontrato l&#8217;archetipo del Viandante, un giorno, in carne ed ossa &#8211; o, almeno, tale era la sua apparenza. Fu molti anni or sono, alla periferia un paesino dell&#8217;interno del Brasile, precisamente nello Stato del Goi\u00e1s, su una di quelle strade polverose di colore rossiccio, che spiccano cos\u00ec caratteristicamente sullo sfondo della verde boscaglia tropicale.<\/p>\n<p>Era di primo mattino, le vie erano ancora deserte ed ecco, non si sa da dove provenisse, ci sfior\u00f2 un giovane dal sorriso enigmatico, che guardava dritto avanti a s\u00e9 con aria intenta. Camminava spedito, a grandi passi, eppure leggero, come se danzasse; per tutto bagaglio portava uno zainetto sulle spalle, ma si capiva che doveva aver percorso una strada lunghissima, e che una forse ancor pi\u00f9 lunga lo aspettava.<\/p>\n<p>Non \u00e8 facile riportare alla memoria tutti i particolari, a una cos\u00ec grande distanza di tempo, ma una cosa \u00e8 certa: vederlo passare e scomparire fu tutt&#8217;uno, come se fosse stata una visione; e al tempo stesso, la sua fuggevole presenza aveva portato con s\u00e9 una strana ventata di aria fresca, come di liberi orizzonti che, per un istante, si fossero spalancati, dischiudendo prospettive di inaudita profondit\u00e0 e mai prima neppure sospettate.<\/p>\n<p>Non siano inclini alle fantasticherie sulle apparizioni angeliche o suoi dischi volanti, ma quella volta, lo sentimmo con viva intensit\u00e0, percepimmo di essere stati sfiorati dal Mistero, come se la sua ala evanescente ci avesse toccati per un attimo, al preciso scopo di suggerirci un indizio di infinito.<\/p>\n<p>Non stiamo dicendo che quel giovane fosse qualcosa di diverso da un normale essere umano, anche se il suo apparire fu tanto misterioso quanto il suo allontanarsi e se, mentre ci passava accanto, avevamo percepito un non so che di diverso, come un&#8217;atmosfera trasognata, allorch\u00e9 &#8211; stando a quel che si dice &#8211; la realt\u00e0 ordinaria appare sospesa, quasi attendesse una rivelazione arcana.<\/p>\n<p>Tutto quel che sappiamo e che possiamo dire, \u00e8 che un alito di mistero ci pass\u00f2 accanto con quel suo passo elastico, con quel suo sorriso assorto; e che quella strana scena, da allora, ci \u00e8 rimasta impressa ben viva nella mente, per tutti questi anni.<\/p>\n<p>Ecco: cos\u00ec ci piace immaginarlo, il Viandante: come un giovane uomo in cammino lungo le interminabili, polverose strade del mondo, con un piccolo bagaglio sulle spalle e con l&#8217;andatura decisa di chi non sta girando a vuoto, ma sta andando alla ricerca di qualcosa di ben preciso, anche se non facile da trovare; qualcosa che pu\u00f2 giustificare qualunque fatica e qualunque sacrificio, perch\u00e9 potr\u00e0 dare un senso nuovo a tutta l&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Il Viandante \u00e8 colui che non si adagia, che non si accontenta, che non prende per buone le verit\u00e0 prefabbricate e le formulette preconfezionate; \u00e8 colui che vuole andare al fondo delle cose, a qualsiasi costo, senza risparmiarsi e senza scoraggiarsi facilmente.<\/p>\n<p>\u00c8 un uomo raro (o una donna rara) e, proprio per questo, tanto pi\u00f9 ammirevole e tanto pi\u00f9 prezioso: una persona che sa guardarsi dentro almeno quanto sa guardarsi intorno, con sguardo limpido ed acuto e con profonda onest\u00e0 e verit\u00e0 interiori; e ci\u00f2 in un mondo sempre pi\u00f9 caratterizzato dalla finzione, dal nascondimento, dalla inautenticit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma la Patria perduta di cui il Viandante \u00e8 alla ricerca, la Verit\u00e0 per la quale \u00e8 pronto a vivere e a morire, non sono tanto fuori di lui, quanto dentro di lui: il Viandante \u00e8, essenzialmente, un uomo alla ricerca onesta di se stesso; perch\u00e9 chi trova realmente se stesso, finisce per trovare anche tutto il resto, come naturale conseguenza.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di pi\u00f9 Viandanti e di meno perdigiorno, turisti, vagabondi del non senso e cacciatori del tutto e subito; il Viandante, infatti, \u00e8 paziente, d\u00e0 tempo al tempo e sa che nessuna scorciatoia, nessuna furbizia sono possibili per abbreviare il percorso, per giungere alla meta prima che sia giunto il momento.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di Viandanti che ci aprano la strada, che ci facciano provare il desiderio di metterci in cammino: anche quando sbaglia strada, il Viandante \u00e8 ugualmente un esempio da ammirare e da seguire, perch\u00e9 quel che conta sono il coraggio e la buona fede con cui si \u00e8 messo in gioco, senza riserve.<\/p>\n<p>E poi il Viandante, in fondo, non sbaglia mai strada. A volte la allunga, ma non la perde mai del tutto. Perch\u00e9 la meta \u00e8 la strada stessa; e il senso del cercare, \u00e8 nel cammino stesso&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo quelle dell&#8217;Innocente e dell&#8217;Orfano, siamo arrivati a parlare della terza tappa nel cammino della consapevolezza spirituale: quella del Viandante. 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