{"id":29158,"date":"2015-07-28T06:04:00","date_gmt":"2015-07-28T06:04:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-teoria-degli-equilibri-intermittenti-un-goffo-tentativo-di-salvare-levoluzionismo-dal-naufragio\/"},"modified":"2015-07-28T06:04:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:04:00","slug":"la-teoria-degli-equilibri-intermittenti-un-goffo-tentativo-di-salvare-levoluzionismo-dal-naufragio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/la-teoria-degli-equilibri-intermittenti-un-goffo-tentativo-di-salvare-levoluzionismo-dal-naufragio\/","title":{"rendered":"La teoria degli \u00abequilibri intermittenti\u00bb: un goffo tentativo di salvare l\u2019evoluzionismo dal naufragio"},"content":{"rendered":"<p>La scarsit\u00e0 dei cosiddetti &quot;fossili di transizione&quot; \u00e8 sempre stata, e lo \u00e8 tuttora, una delle principali maledizioni della teoria dell&#8217;evoluzione biologica mediante la selezione naturale: come mai sono cos\u00ec rari i resti delle forme viventi che indicano il passaggio da una specie all&#8217;altra; come mai la natura \u00e8 stata tanto avara nell&#8217;affidarli al terreno, in rapporto alla quantit\u00e0 complessiva di fossili di cui pu\u00f2 disporre la ricerca paleontologica?<\/p>\n<p>E non si tratta, si badi, di un problema puramente quantitativo: il problema, infatti, non \u00e8 dovuto solo al fatto che i fossili di transizione sono pochi, ma, ancora di pi\u00f9, al fatto che tali fossili non coprono, come sarebbe logico aspettarsi, tutto il lungo periodo della trasformazione, ovvero del &quot;passaggio&quot;, da una specie vivente ad un&#8217;altra (e parliamo di peridi lunghissismi, in senso biologico, anche se non necessariamente cos\u00ec lunghi come quelli della geologia), ma sono limitati, pressoch\u00e9 esclusivamente, alla fase iniziale di codesto, supposto (non dimentichiamolo!), &quot;passaggio&quot;, come se in alcune migliaia di anni la parte principale di esso si fosse realizzata, e, in seguito, i cambiamenti fossero stati minimi, o &#8212; come devono riconoscere, a denti stretti, gli stessi biologi evoluzionisti &#8212; non vi fossero stati affatto.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 equivale ad ammettere, necessariamente, tempi estremamente brevi per la trasformazione di una specie in un&#8217;altra, per il passaggio da una forma ad un&#8217;altra forma (ad esempio, da rettile a uccello): cosa che non va assolutamente d&#8217;accordo con il lentissimo gradualismo teorizzato da Darwin, e che lo stesso Darwin aveva mutuato, o, se si preferisce, &quot;ereditato&quot;, dal suo maestro ideale, Charles Lyell, che era, appunto, un geologo, il quale partiva dal presupposto di una lenta, graduale, uniforme trasformazione della superficie terrestre, secondo dinamiche sempre uguali a se stesse. Il guaio \u00e8 che il gradualismo, o &quot;attualismo&quot; (come veniva chiamato) di Lyell ebbe, s\u00ec, un grande successo sul momento, ma in seguito, e sempre pi\u00f9 col trascorrere del tempo, apparvero tutti i suoi limiti, sia teorici, che pratici: esso non va per niente d&#8217;accordo con quel che sappiamo, n\u00e9 con quel che possiamo ragionevolmente ipotizzare, circa lo svolgimento complessivo della storia della Terra (cfr., in proposito, il nostro precedente articolo: \u00abCome il paradigma dell&#8217;attualismo ha spinto la geologia verso un vicolo cieco\u00bb, pubblicato sul giornale informatico \u00abIl Corriere delle Regioni\u00bb in data 17\/06\/2015).<\/p>\n<p>Ora, il crollo del paradigma attualista non ha mancato di riverberarsi sulla teoria evoluzionista darwiniana, com&#8217;era inevitabile, anche se schiere di biologi evoluzionisti si sono prodigate per far s\u00ec che solo un&#8217;eco alquanto attutita di un simile urto giungesse fino all&#8217;attenzione della pubblica opinione: non era bene che i profani avessero sentore che la teoria darwiniana \u00e8 e rimane, dopo tutto, una semplice teoria scientifica, come tante altre, e che, di conseguenza, forse sarebbe il caso di smettere di presentarla, come si fa invece nelle scuole, nelle universit\u00e0 e sui media, come un Verbo definitivo e indiscutibile, ormai irrevocabilmente dimostrato una volta per tutte. Non era possibile, per\u00f2, passare i dubbi e le perplessit\u00e0 completamente sotto silenzio; e, tornando alla domanda iniziale: bisogna forse pensare che la Terra, in combutta con gli strampalati (e pochissimi) scienziati non evoluzionisti, abbia cospirato per nascondere allo sguardo dei paleontologi la maggior parte dei fossili di transizione, s\u00ec da avvalorare, malignamente, tali dubbi e perplessit\u00e0?<\/p>\n<p>Per uscire dal punto critico, alcuni biologi evoluzionisti &quot;moderati&quot;, ossia disposti a riconoscere che Darwin, dopo tutto, non \u00e8 stato un teorico perfetto e infallibile, e a sacrificare alcuni punti della sua teoria, pur di salvarne la sostanza, si sono industriati per mettere a punto una sotto-teoria alternativa, che tenesse conto di una simile obiezione e che tentasse di rendere ragione di quella malaugurata scarsit\u00e0 dei fossili di transizione. \u00c8 nata cos\u00ec, per opera di Niels Eldrege (nato nel 1943, vivente) e Stephen J. Gould (1941-2002) la cosiddetta teoria degli &quot;equilibri intermittenti&quot;, la quale, fin dal nome (ci si perdoni l&#8217;irriverenza), tradisce la sua natura contorta e funambolica, facendo venire subito alla mente del pubblico italiano la teorizzazione delle famose &quot;convergenze parallele&quot; che Aldo Moro teorizzava nel campo, invero quasi esoterico, della vita politica nostrana. Di che cosa si tratterebbe, in buona sostanza?<\/p>\n<p>Ce lo spiegano, ovviamente in senso filo-evoluzionista, David Saldava e alcuni altri divulgatori scientifici (in: D. Saldava, Craig H. Heller e altri, \u00abBiologia\u00bb; titolo originale: \u00abLife: the Science of Biology\u00bb, Sinauer Associates, 2008; traduzione dall&#8217;americano di Rossana Brizzi e altri, Bologna, Zanichelli Editore, 2012, vol. 3p. 202):<\/p>\n<p>\u00abLe accelerazioni a cui l&#8217;evoluzione pare andare incontro in certi periodi non contrastano necessariamente con la moderna visione del processo, ma sembrano mettere in crisi uno dei presupposti tanto cari a Darwin, quello del gradualismo.<\/p>\n<p>Nel 1972, i paleontologi statunitensi Niels Eldrege e Stephen J. Gould proposero una teoria che basava gran parte della propria originalit\u00e0 proprio sulle variazioni di ritmo del processo evolutivo . L&#8217;obiettivo principale della loro teoria, nota come teoria degli EQUILIBRI INTERMITTENTI, era di fornire una spiegazione convincente della scarsit\u00e0 dei fossili di transizione.<\/p>\n<p>Di fatto la teoria permette di spiegare perch\u00e9 le specie viventi non sembrano cambiare affatto con regolarit\u00e0 e gradualit\u00e0 nel tempo, ma piuttosto appaiono mutare molto pi\u00f9 rapidamente al momento della loro origine, per poi assestarsi in una lunga fase di cambiamento relativamente modesto o addirittura nullo (&quot;stasi evolutiva&quot;).<\/p>\n<p>Spesso la teoria degli equilibri intermittenti viene intesa come alternativa alla visione globale di derivazione darwiniana. La contrapposizione per\u00f2 \u00e8 solo apparente, come si pu\u00f2 comprendere tenendo conto di un particolare importante: quando, negli equilibri intermittenti, si parla di accelerazione del processo evolutivi e si sostiene che la speciazione [ossia il processo evolutivo mediante il quale si formano nuove specie viventi, a partire da quelle preesistenti] avviene in termini RELATIVAMENTE brevi, non si deve trascurare l&#8217;importanza di quel &quot;relativamente&quot;. Se una specie esiste da 50 milioni di anni e si \u00e8 formata in 50.000 anni, il periodo della sua formazione corrisponde a un millesimo della sua esistenza ed \u00e8 quindi relativamente molto breve, eppure sufficiente perch\u00e9 si verifichi la speciazione.<\/p>\n<p>\u00c8 stato fatto osservare, da alcuni critici, che la teoria non \u00e8 particolarmente innovativa e che si limita a estremizzare alcune idee gi\u00e0 proposte da altri. Si tratta di un&#8217;osservazione legittima, ma che nulla toglie al fatto che gli equilibri intermittenti si sono dimostrati uno strumento utile ai biologi dell&#8217;evoluzione.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLapsus in calami\u00bb: gli eccellenti Autori del brano qui riportato non concludono dicendo che \u00abgli equilibri intermittenti si sono dimostrati uno strumento utile per la comprensione e per la spiegazione del FATTO della evoluzione biologica\u00bb, ma che \u00abgli equilibri intermittenti si sono dimostrati uno strumento utile ai biologi dell&#8217;evoluzione\u00bb: utile, cio\u00e8, ai biologi evoluzionisti, che gi\u00e0 erano credenti, e non all&#8217;insieme della comunit\u00e0 scientifica, la quale, ahim\u00e8, ospita pure alcune frange di dissidenti, di eretici e persino d&#8217;infedeli veri e propri. Il che equivale ad ammettere che l&#8217;intera teoria degli equilibri intermittenti \u00e8 stata pensata e messa a punto al solo scopo, non gi\u00e0 di scoprire la verit\u00e0 sulla storia delle forme viventi, ma per fornire un puntello ad una teoria complessiva ormai vacillante, l&#8217;evoluzionismo darwiniano di stretta osservanza, aggiornando e revisionando un aspetto secondario di essa.<\/p>\n<p>Quando una teoria scientifica incomincia a fare acqua, nel senso che emergono troppi elementi di dubbio o di critica verso di essa, i suoi seguaci, specialmente se si tratta di una teoria affermata e consolidata, non si rassegnano facilmente a mandarla in pensione, ma si danno parecchio da fare per rivederne questo o quell&#8217;aspetto, per ritoccare, aggiustare, migliorare singole parti di essa: lo spiega molto bene il filosofo e storico della scienza Thomas Kuhn (1922-1996), nel suo ormai classico \u00abThe Structure of Scientific Revolutions\u00bb, del 1962. Per esempio, allorch\u00e9 le osservazioni astronomiche mostrarono in maniera inequivocabile che alcuni pianeti parevano muoversi in maniera irregolare, e perfino &quot;retrograda&quot;, rispetto al modello tolemaico, basato sull&#8217;idea di orbite planetarie perfettamente circolari), fu necessario mettere a punto la teoria degli epicicli, secondo la quale i pianeti non ruotano al centro della loro orbita, ma ruotano intorno all&#8217;orbita stessa o deferente, ossia intorno ad un centro che non \u00e8 fisso, ma trasportato a sua volta da un moto di rivoluzione intorno al centro dell&#8217;orbita (epiciclo \u00e8 allora il cerchio descritto dal pianeta intorno a un centro mobile, dotato di moto circolare).<\/p>\n<p>Tuttavia, poich\u00e9 anche la teoria degli epicicli presentava alcuni gravi inconvenienti, senza contare che era terribilmente complicata dal punto di vista matematico, l&#8217;astronomo Tycho Brahe propose, nel 1588, una nuova teoria, oggi detta &quot;ticonica&quot;, che si configurava come geo-eliocentrica: vero compromesso fra quella geocentrica (la vecchia) e quella eliocentrica (la nuova, copernicana): un modello che era perfettamente equivalente a quello eliocentrico per ci\u00f2 che riguarda i moti relativi dei pianeti fra di loro e rispetto al Sole (e che, quindi, implicava un sostanziale abbandono della fisica aristotelica e tolemaica), ma che, nello stesso tempo, salvava la centralit\u00e0 della Terra, posta immobile al centro dell&#8217;Universo, e, grazie a ci\u00f2, tutto il significato, anche filosofico e religioso, del modello precedente.<\/p>\n<p>Ebbene: la teoria degli equilibri intermittenti di Eldrege e Gould sembra avere alcune caratteristiche della tipica teoria di compromesso fra un vecchio modello teorico, pressoch\u00e9 in procinto di venire abbandonato, ed un modello teorico nuovo (con la notevole differenza, tuttavia, che gli astronomi del tardo Cinquecento e dei primi del Seicento avevano gi\u00e0 pronto, per cos\u00ec dire, il nuovo modello: quello di Copernico; mentre i biologi odierni non hanno sottomano un modello teorico complessivo che sia alternativo a quello evoluzionista). Uno degli elementi che lo fanno pensare \u00e8 la furibonda levata di scudi che si \u00e8 verificata negli ambienti accademici, specialmente anglosassoni, allorch\u00e9 la teoria di Eldrege e Gould, chiamata anche degli &quot;equilibri punteggiati&quot;, \u00e8 stata resa di pubblico dominio: i darwinisti di stretta osservanza si sono scagliati contro di essa con una veemenza tale da far pensare a dei custodi dell&#8217;ortodossia impegnati contro un tentativo ereticale di incrinare la santit\u00e0 della fede. Si \u00e8 parlato addirittura delle &quot;guerre di Darwin&quot;; Maynard Smith ha accusato la teoria di avere frainteso il ruolo dell&#8217;adattamento nel contesto dell&#8217;evoluzionismo darwiniano; inoltre, dall&#8217;alto della sua autorit\u00e0 &#8212; \u00e8 uno dei biologi pi\u00f9 apprezzati in ambito anglosassone &#8212; ha affermato che essa d\u00e0 ai non biologi una visione sbagliata della teoria dell&#8217;evoluzione (ancora una volta, dunque, ci si batte fra specialisti per conquistare il &quot;diritto&quot; di imporre la propria Vulgata al pubblico dei profani, destinato ad accettare per vero tutto quello che essi stabiliranno, e a rifiutare come falso tutto quello che essi ripudieranno).<\/p>\n<p>In realt\u00e0, il grosso pubblico non sa quel che nei corridoi dell&#8217;establishment scientifico, ormai da tempo, si sussurra e si bisbiglia, con sempre maggiore insistenza: che la teoria evoluzionista &quot;classica&quot; non solo \u00e8 in crisi, ma \u00e8 morta e sepolta; solo che nessuno \u00e8 disposto ad assumersi la responsabilit\u00e0 di essere il primo ad annunciarlo. Gli scienziati accademici e i professori universitari hanno troppa paura di scottarsi le dita, anche perch\u00e9 su quella teoria hanno costruito le loro carriere, e, nello stesso tempo, hanno contribuito a costruire un bel pezzo del paradigma culturale complessivo oggi dominante. Eppure, si tratta del segreto di Pulcinella: proprio come il professor Shlomo Sand, saggista internazionale molto apprezzato, ammette che, in Israele, tutti sanno che il &quot;popolo ebreo&quot; non esiste pi\u00f9 da secoli e millenni, e che non esiste nemmeno la &quot;patria d&#8217;Israele&quot;, ma nessuno osa dirlo a vice alta, perch\u00e9 \u00e8 una di quelle cose di cui si parla solo in privato e quasi in segreto, come fanno gli adulti quando parlano di sesso, solo dopo essersi accertati che i bambini siano andati a dormire: allo stesso modo tutti sanno che la teoria di Darwin \u00e8 arrivata al capolinea, ma come fare a dirlo, visto che su di essa si \u00e8 costruito gran parte dell&#8217;edificio scientifico degli ultimi centocinquanta anni? E allora, andiamo pure avanti con le teoria di compromesso, come fu quella, peraltro assai ingegnosa, del geo-eliocentrismo di Tycho Brahe&#8230; almeno finch\u00e9 durano.<\/p>\n<p>E, a proposito di &quot;specialisti&quot; e di &quot;profani&quot;: anche un pubblico di perfetti profani, che per\u00f2 non siano anche degli stupidi, capisce al volo &#8212; con buona pace di David Saldava, Craig H. Heller e dei loro amici, che 50.000 anni sono pochi, maledettamente pochi, perch\u00e9 un rettile metta le ali e spicchi il volo, trasformandosi in un uccello&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La scarsit\u00e0 dei cosiddetti &quot;fossili di transizione&quot; \u00e8 sempre stata, e lo \u00e8 tuttora, una delle principali maledizioni della teoria dell&#8217;evoluzione biologica mediante la selezione naturale:<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30189,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[50],"tags":[134],"class_list":["post-29158","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-scienze","tag-evoluzionismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-scienza.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29158","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29158"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29158\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30189"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}