{"id":29155,"date":"2015-09-17T06:13:00","date_gmt":"2015-09-17T06:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/17\/e-sorta-una-teologia-paraconciliare-che-vorrebbe-cancellare-lidea-stessa-del-sacro\/"},"modified":"2015-09-17T06:13:00","modified_gmt":"2015-09-17T06:13:00","slug":"e-sorta-una-teologia-paraconciliare-che-vorrebbe-cancellare-lidea-stessa-del-sacro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/09\/17\/e-sorta-una-teologia-paraconciliare-che-vorrebbe-cancellare-lidea-stessa-del-sacro\/","title":{"rendered":"\u00c8 sorta una teologia \u00abparaconciliare\u00bb che vorrebbe cancellare l\u2019idea stessa del sacro"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 successo molte volte, nella storia, che di un nome, di una espressione oggettiva, mirante a indicare un fatto preciso, si sia fatto un simbolo, un&#8217;astrazione, un programma per il futuro: e che quel programma non avesse niente a che vedere con il nome, anzi, che si sia creata una sfasatura abissale, una discontinuit\u00e0 incolmabile, fra il significato ed il significante &#8212; come direbbe un esperto di semiotica.<\/p>\n<p>Stiamo parlando del Concilio Vaticano II: di un evento ben definito, che ha una storia ed una storiografia; che ha avuto un principio ed una fine: che ha fatto discutere, ma, soprattutto, che ha prodotto una serie di testi, di documenti, di indicazioni abbastanza precise: ma che, fin dall&#8217;inizio, prima ancora che fosse chiuso &#8212; anzi, per dirla tutta, prima ancora che fosse aperto &#8212; gi\u00e0 aveva subito, nel racconto deformante dei media e nelle manipolazioni dell&#8217;immaginario collettivo, un significato, una portata, una direzione ed un&#8217;interpretazione univoci, discutibili, parziali, tali da forzarne la realt\u00e0 e la verit\u00e0, per proiettarlo in un mondo mitico, in una dimensione utopistica, in uno spazio magico sottratto alla vera e razionale discussione, tutto rivolto alla palingenesi dell&#8217;umanit\u00e0, a una sorta di messianismo secolare, a una paradossale escatologia del finito, a una sconcertante metafisica dell&#8217;immanenza.<\/p>\n<p>Fin da subito, insomma fin dal 1962, e poi, naturalmente, a partire dal 1965, quando ormai i suoi documenti ufficiali erano stati consegnati alla storia, nel bene e nel male, affinch\u00e9 gli storici &#8212; e, naturalmente, i fedeli &#8212; li valutassero e li giudicassero, al fatto <em>storico<\/em> del Concilio si era sostituita e sovrapposta una entit\u00e0 nuova e inafferrabile, onnipresente e insindacabile: una particolare lettura di quei documenti e di quell&#8217;evento che, immediatamente, assurse alla auto-proclamata esclusivit\u00e0 di quanto era avvenuto, sotto l&#8217;espressione, tanto suggestiva e poetica, quanto vaga e indefinita sul piano concreto, di &quot;spirito del Concilio&quot;.<\/p>\n<p>Per i sostenitori delle novit\u00e0 ad ogni costo; per gli alfieri di un dialogo col mondo che si traduceva in una adozione delle prospettive del mondo; per gli abili e infaticabili sostenitori di una rivincita modernista, dopo gli scacchi sofferti durante quattro successivi pontificati &#8212; di Pio X, Benedetto XV, Pio XI e Pio XII &#8212; l&#8217;espressione &quot;spirito del Concilio&quot; diveniva, nello stesso tempo, la <em>clavis universalis<\/em> per aprire tutte le porte &#8212; teologiche, liturgiche, pastorali &#8212; e la clava per fracassare tutte le opposizioni, implicitamente o esplicitamente tacciate di opporsi alla &quot;attuazione&quot; del Concilio, nello &quot;spirito&quot; (appunto) del Concilio: un sofisma neanche troppo mascherato, una tautologia alquanto prepotente, che per\u00f2 hanno funzionato benissimo, dal momento che qualunque voce di dissenso \u00e8 stata sottoposta ad una sorta di ricatto permanente, con la minaccia di presentarla come &quot;nemica del nuovo spirito conciliare&quot; e, quindi, non fedele, anzi, gravemente disobbediente &#8212; scismatica? &#8211; rispetto alle <em>magnifiche sorti e progressive<\/em> che il nuovo spirito dei padri conciliari aveva introdotto nella vita della Chiesa cattolica.<\/p>\n<p>Del resto, avanzare dubbi o perplessit\u00e0, anche sommessi, anche limitati, a codesto nuovo spirito conciliare, equivaleva ad opporsi alle grandi e coraggiose riforme volute da Giovanni XXIII e non ostacolate da Paolo VI; laddove si presentavano la generosit\u00e0, l&#8217;apertura, l&#8217;attualit\u00e0 del messaggio di questi due ultimi pontefici, e specialmente del primo, come la manifestazione evidente della direzione che il cammino della Chiesa avrebbe <em>dovuto<\/em> proseguire, se essa non voleva &quot;tradire&quot; quanto voluto, quanto fatto e quanto auspicato dal &quot;papa buono&quot;.<\/p>\n<p>Non tutti erano convinti, non tutti erano persuasi; e tuttavia, da quel momento in poi, costoro &#8212; indipendentemente dal loro numero &#8212; divennero, o apparvero, come la <em>minoranza<\/em>: la minoranza degli irriducibili, dei conservatori, degli oscurantisti, che, evidentemente, aveva torto, perch\u00e9 non era in linea con lo &quot;spirito&quot; del Concilio. Tanto per dare voce ad uno di codesti perplessi, citiamo quanto scriveva Ernesto Zanin nel lontano 1981 (\u00abPer una Chiesa che non scenda a patti con il mondo\u00bb, su \u00abLa vita cattolica\u00bb, Udine, 30 maggio 1981; in: E. Zanin, \u00abUn assenso ragionevole\u00bb<\/p>\n<p>Udine, La Nuova Base Editrice, 2006, pp. 17-20):<\/p>\n<p>\u00ab.-.. Il Papa [Giovanni Paolo II], osservando quanto \u00e8 avvenuto dal 1965 in poi, dice: &quot;Purtroppo, dopo il Concilio Vaticano II, si \u00e8 fatta avanti una nuova ecclesiologia&#8230;che ha preteso di indicare alla Chiesa vie che non sono quelle del Concilio Ecumenico Vaticano II.&quot;.Questa, a mio parere, \u00e8 una analisi realistica della situazione. Moltissimi guai sono sorti all&#8217;interno della Chiesa, come il crollo delle vocazioni sacerdotale religiose, la perdita del concetto di peccato, la perdita assoluta dell&#8217;idea di grazia santificante&#8230;, a causa non dei nemici esterni, non dello spirito del mondo, ma in conseguenza del venir meno della sana dottrina nell&#8217;ambito di coloro che, per missione, avrebbero dovuto predicare la verit\u00e0 di sempre. [Henri de Lubac] dice chiaramente che i documenti conciliari sono stati monopolizzati da teologi il cui teologare partiva dal preconcetto di aggiornare la fede alle esigenze del mondo, allo scopo di emancipare la Chiesa da un presunto stato di inferiorit\u00e0 rispetto alla societ\u00e0 moderna. Ne \u00e8 nata cos\u00ec una scissione tra teologia ed esperienza cristiana, una separazione tra teologia e santit\u00e0. In questo senso, il post-Vaticano II ha rappresentato la vittoria del protestantesimo all&#8217;interno del cattolicesimo. \u00c8 sorto [&#8230;] un paraconcilio che ha dato costantemente interpretazioni completamente diverse da quella che \u00e8 la lettera e da quello che \u00e8 lo spirito del Concilio, e queste interpretazioni &#8212; come si pu\u00f2 bene osservare &#8212; sono entrate, mediante i mezzi di comunicazione sociale, un po&#8217; dappertutto, nei seminari, nelle scuole di teologia, nei catechismi, nei tanti movimenti, nelle comunit\u00e0 nelle parrocchie&#8230; Cos\u00ec si parla di rivoluzione copernicana della Chiesa; si esalta il nuovo solo perch\u00e9 nuovo; si dice che bisogna reinterpretare il contenuto della fede in funzione dei problemi nuovi che il mondo pone, si afferma che la comunit\u00e0 deve essere il luogo della creativit\u00e0, dell&#8217;invenzione; si vuole distruggere il &quot;sacro&quot; come residuo di un tempo passato, e si crede che, sotto il preteso impulso dello spirito, ogni cosa che si fa o si far\u00e0, ogni atteggiamento o comportamento anche nel campo morale, non solo non sia condannabile, ma semplicemente sia il risultato auspicato e auspicabile di questa nuova realt\u00e0, verso cui bisogna tendere con tutta tranquillit\u00e0 e senza alcuna preoccupazione, a dispetto di un mondo di fede che se era valido ieri, oggi non ha pi\u00f9 n\u00e9 senso, n\u00e9 significato. Ci sono anche nella nostra diocesi dei periodici che anche recentemente, hanno ospitato articoli in cui si nega la distinzione essenziale tra sacerdozio comune e sacerdozio ministeriale; in cui si deride la vita interiore come un ritorno nel privato; in cui si d\u00e0 per scontata la scomparsa di principi assoluti sui quali basarsi, per indicare invece il sorgere di modelli d&#8217;azione dalla stessa comunit\u00e0, volta per volta. A seconda delle circostanze, in cui perfino la violenza, qualora sia indirizzata al cambiamento di questa iniqua societ\u00e0, trova la sua giustificazione. Il male che si \u00e8 ridotto dal 1965 in poi \u00e8 incalcolabile. Si \u00e8 voluto ridurre la Chiesa, che \u00e8 madre e maestra di verit\u00e0, a povera &quot;sguattera&quot;, incerta e titubante, sempre ansiosa e complessata, desiderosa di apprendere dagli altri, in continua ricerca della verit\u00e0, pronta a battere le mani al mondo dei potenti, ai partiti e a certi movimenti che vanno per la maggiore&#8230; Lo sconcerto che si \u00e8 creato nei buoni \u00e8 indescrivibile, lo smarrimento che si \u00e8 diffuso ovunque \u00e8 inimmaginabile, il calo della pratica della vita cristiana \u00e8 visibile tutti i giorni sotto i nostri occhi. Nonostante questo discorso, io non sono pessimista, perch\u00e9 so che il Cristo ha vinto il mondo&#8230; Il Concilio vero ha fatto tanto bene e il Signore, mediante lo Spirito Santo, ha effuso, dopo il Concilio, attraverso l&#8217;opera del Concilio, una grande quantit\u00e0 di doni. [&#8230;]<\/p>\n<p>Ma ci vuole, nella sfera individuale e in quella ecclesiale, lo spirito di discernimento per scegliere le strade giuste e abbandonare quelle sbagliate; non bisogna assolutamente allontanarsi dalla tradizione, anzi \u00e8 necessario farla crescere perch\u00e9 essa possa presentarsi, in tutta la sua validit\u00e0, per la gente di oggi; occorre far rivivere tutti i principi del cristianesimo, come il principio ascetico, il principio sacramentale, il senso mistico della Scrittura, il principio della Grazia. La Chiesa deve qualificarsi specificandosi, non venendo a patti con il mondo; essa proclami, senza mezzi termini, la verit\u00e0 che possiede allontanando ogni timore di essere incompresa o di scandalizzare; proponga con energia, come faceva Ges\u00f9 Cristo, il messaggio divino, nella certezza che \u00e8 proprio quello che gli uomini, stanchi e avviliti per le troppe cose materiali, domandano ardentemente, perch\u00e9 assetati di infinito.\u00bb<\/p>\n<p>E questo, di fatto, \u00e8 avvenuto: \u00e8 sorto, non si sa bene da dove, n\u00e9 come, un nuovo indirizzo teologico, o meglio, per dirla tutta, \u00e8 sorta una nuova teologia, talmente lontana da quella preconciliare, quanto la Terra lo \u00e8 dal Sole. Di pi\u00f9: si pu\u00f2 dire che \u00e8 sorta una teologia paraconciliare, parallela al Concilio, e che, del Concilio, si proclamava la fedele interprete e la legittima prosecutrice, ma che, al contrario, si discostava alquanto, e su punti sostanziali, dall&#8217;autentica teologia conciliare, cos\u00ec come si evince dai documenti. Forzando sistematicamente il significato delle espressioni, il valore delle parole, perfino le intenzioni dei Padri, si faceva passare per coerente con il Concilio una visione teologica inedita e discutibile, fonte d&#8217;infinite perplessit\u00e0 e, sovente, di autentico scandalo nel popolo dei fedeli, attraverso una operazione alquanto spregiudicata, che consentiva ad alcuni &quot;nuovi&quot; teologi di accreditarsi come i registi, i depositari, i custodi e gli esegeti pi\u00f9 attendibili e disinteressati di ci\u00f2 che il Concilio era stato e di quel che aveva discusso, deciso, pubblicato.<\/p>\n<p>Insomma: per la prima volta, una mentalit\u00e0 democraticista ed egualitarista &#8212; questa, s\u00ec, realmente &quot;nuova&quot; nella storia della cultura cattolica &#8212; si proponeva l&#8217;obiettivo di conquistare le posizioni chiave, non tanto nella gerarchia ecclesiastica, ma nella teologia cattolica: come se i teologi, nel cattolicesimo, rappresentassero di fatto una sorta di Corte di Cassazione, atta a giudicare e a stabilire irrevocabilmente, una volta per tutte, che cosa il cattolico deve credere e che cosa la Chiesa stessa deve accettare, cosa respingere. Per la prima volta il pontefice, i vescovi, i sacerdoti, i fedeli si rimettevano completamente, senza riserve, alle decisioni dei teologi: i quali, da parte loro, per la prima volta, non partivano da un approccio realmente teologico ai problemi dell&#8217;uomo e della societ\u00e0, ma da un approccio terreno e immanente, per giungere a Dio solo in un secondo momento dopo avere affermato la suprema dignit\u00e0 dell&#8217;uomo, la sua capacit\u00e0 di agire in senso morale, la sua libert\u00e0, la sua intelligenza. Era la cosiddetta &quot;svolta antropologica&quot; nella cultura della Chiesa cattolica e nell&#8217;atteggiamento dei vescovi e dei sacerdoti: una &quot;svolta&quot; in base alla quale ogni cosa, perfino i Sacramenti, diveniva sostanzialmente una conquista umana, e la Grazia passava in secondo piano rispetto alla volont\u00e0 e alla capacit\u00e0 dell&#8217;uomo di andare con passo sicuro incontro a Dio, quasi da pari a pari, senza timore e tremore, ma, anzi, con piglio deciso e con la ferma coscienza del proprio valore e con l&#8217;audace convinzione di poter realizzare, lui, il regno di Dio sulla Terra, se non oggi, domani o dopodomani.<\/p>\n<p>Un esempio sulla liturgia e uno sul dogma ci permetteranno di illustrare questo concetto. Per quanto riguarda la riforma liturgica, nessun documento conciliare proclama l&#8217;abolizione del latino: al contrario, si dice esplicitamente che il latino <em>pu\u00f2<\/em> essere sostituito (e non che <em>deve<\/em> essere sostituito) dalle lingue nazionali, nella celebrazione della Messa, qualora particolari circostanze specifiche lo rendano opportuno. Eppure, quel che si trova scritto nei libri e quel che, da subito, \u00e8 stato fatto, e avallato dalla stampa e dai media, \u00e8 stato l&#8217;esatto contrario: si disse che il Concilio aveva abolito il latino. A livello dogmatico, si oper\u00f2 una sfumatura sul concetto che solamente la fede cattolica porta alla salvezza (il <em>nulla salus extra ecclesiam<\/em> di Pio X): e ci\u00f2 in linea con il cosiddetto dialogo interreligioso. Tuttavia, fin da subito, la sfumatura divenne un&#8217;affermazione netta e recisa: ci si salva seguendo altre religioni (e non <em>nonostante<\/em> questo fatto): se ne deduce che anche il Vod\u00f9 o Scientology, possono andar bene; quel che conta, \u00e8 la buona fede dell&#8217;uomo. Come si vede, un (giusto) scrupolo davanti al mistero della salvezza, che Dio solo conosce, \u00e8 diventato la pietra d&#8217;angolo di un relativismo e di un indifferentismo assoluti: qualunque strada \u00e8 buona, tra quelle che vanno, o promettono di andare, verso Dio.<\/p>\n<p>A questo punto, una domanda: c&#8217;\u00e8 ancora il sacro, e c&#8217;\u00e8 ancora Cristo, in codesta &quot;nuova&quot; teologia?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 successo molte volte, nella storia, che di un nome, di una espressione oggettiva, mirante a indicare un fatto preciso, si sia fatto un simbolo,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30161,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[109,216],"class_list":["post-29155","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-giovanni-paolo-ii","tag-chiesa-cattolica","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-giovanni-paolo-ii.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29155","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29155"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29155\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30161"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29155"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29155"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29155"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}