{"id":29142,"date":"2015-07-28T06:35:00","date_gmt":"2015-07-28T06:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/le-tentazioni-di-cristo-nel-deserto-racchiudono-tutto-il-mistero-della-storia\/"},"modified":"2015-07-28T06:35:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:35:00","slug":"le-tentazioni-di-cristo-nel-deserto-racchiudono-tutto-il-mistero-della-storia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/le-tentazioni-di-cristo-nel-deserto-racchiudono-tutto-il-mistero-della-storia\/","title":{"rendered":"Le tentazioni di Cristo nel deserto racchiudono tutto il mistero della storia"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa \u00e8, precisamente, la storia &#8211; sia la grande storia, quella che accompagna le vicende dei popoli, degli imperi, delle civilt\u00e0 -, sia la storia intima, personale, privata, dell&#8217;anima umana, se non una lotta continua, una incessante scaramuccia, una guerriglia che rimane indecisa fino all&#8217;ultimo istante, tra il richiamo di Dio e la tentazione del Diavolo?<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 Ges\u00f9, prima di iniziare la sua predicazione, \u00e8 andato nel deserto ad affrontare il Diavolo: quello era, ed \u00e8, il Nemico numero uno; non ha senso battersi contro i nemici secondari, se prima non si \u00e8 affrontato lui, il Principe delle tenebre. Ed ecco il racconto delle tentazioni, nella versione di Luca (4, 1-13):<\/p>\n<p><em>\u00abGes\u00f9, ripieno di Spirito Santo, torn\u00f2 dal Giordano e venne condotto dallo stesso Spirito nel deserto, per quaranta giorni, tentato dal diavolo. Egli non mangi\u00f2 niente durante quei giorni, e quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse. &quot;Se tu sei il Figlio di Dio, d\u00ec a questa pietra che diventi pane&quot;. Ma Ges\u00f9 gli rispose: &quot;Non di solo pane vivr\u00e0 l&#8217;uomo.&quot; Il diavolo poi, sollevatolo in alto, gli mostr\u00f2 in un attimo tutti i regni della terra e gli disse: &quot;Io ti dar\u00f2 tutta questa potenza, e la loro gloria, perch\u00e9 \u00e8 stata data a me e la do a chi voglio; se dunque tu ti prostrerai davanti a me, tutto sar\u00e0 tuo. Ma Ges\u00f9 gli rispose: &quot;Sta scritto: adorerai il Signore Duo tuo e servirai a lui solo&quot;. Il diavolo lo condusse infine a Gerusalemme, lo pose sull&#8217;angolo del tempio e gli disse: se tu sei il Figlio di Dio, di qui buttati di sotto, poich\u00e9 sta scritto (Salmo91, 11-12): Ha dato ordini per te ai suoi Angeli, affinch\u00e9 tu proteggano, e che ti portino sulle loro mani, perch\u00e9 il tuo piede non urti contro una pietra&quot;. Ma Ges\u00f9 gli rispose, difendo: &quot;\u00e8 stato detto: non tenterai il Signore, Dio tuo&quot;. E dopo averlo tentato in tutti i modi, il diavolo si allontan\u00f2 da lui, fino ad un altro tempo stabilito (da Dio).\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Tutta la vita pubblica di Ges\u00f9 assume una prospettiva chiara soltanto se ci si pone sotto questa angolatura: tutto quello che ha fatto e detto, \u00e8 stato per strappare gli uomini all&#8217;influsso del Demonio e per riportarli nell&#8217;alveo dell&#8217;amore del Padre. Il Diavolo non \u00e8 un simbolo, ma una presenza reale, oscura e minacciosa: come dice San Pietro nella prima delle sue epistole, egli se ne va in giro simile a un leone ruggente, in cerca di anime da divorare.<\/p>\n<p>Anche Paolo VI ricord\u00f2 questa presenza terribile, in due interventi pubblici, nel 1972: si alz\u00f2 un baccano d&#8217;inferno (\u00e8 proprio il caso di dirlo); si grid\u00f2 allo scandalo; si disse che, con quelle poche parole, il papa aveva riportato indietro la Chiesa, a prima del Concilio Vaticano II (sempre questo benedetto mito del Vaticano II, letto e interpretato come piace ai cattolici &quot;progressisti&quot;). Il giornalista Vittorio Gorresio, tanto per citarne uno, si fece interprete del generale stupore e del generale imbarazzo: ma come, Santit\u00e0, non sta bene dire certe cose, siamo nel XX secolo e non pi\u00f9 nel buio e superstizioso Medioevo&#8230;<\/p>\n<p>Eppure uno dei papi che maggiormente piacciono ai &quot;progressisti&quot;, Leone XIII (per via della &quot;Rerum novarum&quot;: sempre letta e interpretata come piace a loro, era stato chiarissimo su questo punto: il Diavolo esiste, eccome: tanto \u00e8 vero che lo vide coi suoi occhi. E non per niente volle che la Messa fosse accompagnata da una speciale preghiera di protezione, rivolta a San Michele Arcangelo, contro le insidie del Maligno. Tutti i pontefici, del resto &#8211; moderni o non moderni &#8211; hanno ribadito questo punto del Magistero: il Diavolo esiste; \u00e8 un essere spirituale, intelligente, potente; suo scopo costante \u00e8 trascinare gli uomini lontano da Dio, cio\u00e8 nel peccato; tutti i pontefici lo hanno ripetuto, compresi gli ultimi tre: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI, Francesco.<\/p>\n<p>I cattolici &quot;progressisti&quot; si mettano il cuore in pace e se ne facciano una ragione: questo \u00e8 ci\u00f2 che la Chiesa insegna, che ha sempre insegnato: e se, per loro, ci\u00f2 \u00e8 motivo di imbarazzo, ebbene, che se ne vadano per la loro strada, e la smettano di dirsi cattolici. Non si pu\u00f2 essere cattolici e deridere la credenza nel Diavolo (anche perch\u00e9 \u00e8 il Diavolo, semmai, a deridere siffatti &quot;credenti&quot;). E chi mai potrebbe permettersi di ridere del Diavolo? Nemmeno Jean-Marie Vianney, nemmeno san Pio da Pietrelcina, che pure lo hanno visto e ne hanno subito gli attacchi, per gran parte della loro vita. Col Diavolo non si scherza: sarebbe come scherzare con la morte, e peggio: perch\u00e9 l&#8217;anima \u00e8 pi\u00f9 preziosa della vita fisica, avvolta nel corpo mortale.<\/p>\n<p>Ges\u00f9, dunque, per prima cosa, non appena battezzato nel Giordano, decide di affrontare il Nemico pi\u00f9 pericoloso di tutti: e di affrontarlo sul suo terreno, cio\u00e8 nel deserto. Il deserto \u00e8 il regno dell&#8217;essenziale, e, perci\u00f2, \u00e8 anche il regno delle tentazioni: chi \u00e8 capace di accontentarsi dell&#8217;essenziale? Eppure, l&#8217;inganno del Diavolo consiste proprio in questo: far credere all&#8217;uomo che non pu\u00f2 accontentarsi dell&#8217;essenziale, vale a dire che non pu\u00f2 fidarsi veramente di Dio. E allora si fa avanti lui: promette la sicurezza economica, indi promette anche il potere, il successo, l&#8217;ammirazione degli uomini.<\/p>\n<p>Ma tutto quello che viene da lui, \u00e8 maledetto: accettare le sue offerte, significa mettere in pericolo mortale la propria anima. Chi incomincia a non fidarsi di Dio e a diventare schiavo delle cose che non vengono dall&#8217;Alto, ma dal basso, \u00e8 gi\u00e0 quasi perduto. Chi si lascia attirare e sedurre dai subdoli suggerimenti del Diavolo (come accadde ad Adamo ed Eva nel Giardino dell&#8217;Eden), \u00e8 gi\u00e0 nelle sue mani, ed egli ne far\u00e0 quel che vorr\u00e0. Ne far\u00e0 un adoratore dell&#8217;effimero, del transitorio, del superfluo; ne far\u00e0 un adoratore degli idoli. E dietro gli idoli ci sar\u00e0 sempre lui, il Principe del Male: perch\u00e9 chi adora gli idoli, non adora soltanto delle cose inerti, prive di valore in se stesse, ma adora anche colui che si nasconde dietro di esse e che si serve di esse per confonderlo, per irretirlo, per stregarlo. Non si adorano gli idoli impunemente, perch\u00e9 non si possono servire due padroni nello stesso tempo. Chi non serve Dio, serve il Diavolo: non esiste una posizione neutrale; a nessuno \u00e8 concesso di fare il semplice spettatore.<\/p>\n<p>Nel deserto, dunque, Ges\u00f9 incontra il Diavolo. Ma come lo incontra? Fisicamente, mentalmente, spiritualmente, allegoricamente? Allegoricamente, no: lo incontra per davvero. Altro non possiamo dire: sono esperienze inesprimibili. Eppure, i Vangeli sinottici ne parlano concordemente. Questo significa che Ges\u00f9 ha ritenuto talmente importante quel suo primo faccia a faccia con il Signore del Male, che ha voluto raccontarlo, poi, ai suoi discepoli: altrimenti, non ne sapremmo nulla. Non c&#8217;era nessun altro, l\u00ec, nel deserto: solamente Ges\u00f9 e il suo Nemico. E anche quest&#8217;ultimo, da parte sua, riconobbe tosto il Redentore: riconobbe in lui non un nemico qualsiasi, ma il Nemico: il Figlio di Dio. E comprese che quella era la partita decisiva. Perch\u00e9 Ges\u00f9, in quanto uomo, era soggetto alle tentazioni, come qualunque altro essere umano: non aveva la corazza, non aveva alcuna protezione particolare; del resto, si era fatto uomo per questo, per condividere la condizione umana sino in fondo, debolezze comprese. Se Ges\u00f9 avesse voluto affrontare il Diavolo nel pieno della sua divinit\u00e0, avrebbe potuto annientarlo al primo assalto: ma non era quella la sua missione, non per questo si era incarnato. La sua missione era quella di aprire la strada che porta dall&#8217;uomo a Dio, togliendo di mezzo il principale ostacolo: il Diavolo, e il potere di seduzione che egli esercita, da sempre, sull&#8217;anima umana. Solo se lo avesse affrontato e vinto cos\u00ec, ad armi pari, da semplice uomo fra gli uomini, la sua vittoria sarebbe stata decisiva; solo cos\u00ec la sua venuta avrebbe avuto un significato di Redenzione universale.<\/p>\n<p>S&#8217;intende che la partita non sarebbe finita l\u00ec; che il Diavolo, sconfitto, non avrebbe desistito nemmeno per un attimo, sino all&#8217;ultimo giorno, sino all&#8217;ultimo istante. Infatti, leggendo il Vangelo, lo ritroviamo ancora in agguato, dietro le quinte, a spiare le mosse di Ges\u00f9 e dei suoi apostoli, a cercare l&#8217;occasione favorevole. Un varco lo ha trovato nel cuore di Giuda: e, attraverso quel varco, ha cercato di far crollare l&#8217;intera opera del Redentore. Ci ha provato ancora nell&#8217;Orto degli ulivi, e durante il processo, la flagellazione, la crocifissione: fino all&#8217;ultimo. Se Ges\u00f9 avesse rifiutato il suo amaro destino, in quanto uomo; se si fosse ribellato, in qualsiasi maniera; se fosse morto disperato, convinto di essere stato abbandonato da Dio, il Diavolo avrebbe fatto ancora in tempo a vincere la grande partita. E invece Ges\u00f9 lo ha beffato: quando ha gridato, dall&#8217;alto della croce: \u00abDio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato?\u00bb, non gridava la sua disperazione, ma citava le parole del Salmo 22: perch\u00e9 la sua missione umana, di profeta e redentore venuto a compiere le Scritture, fosse realizzata sino in fondo, sino all&#8217;ultimo dettaglio. Perch\u00e9 i Giudei lo potessero riconoscere, anche se gi\u00e0 lo avevano rifiutato e mandato al supplizio.<\/p>\n<p>Scriveva David Maria Turoldo nel suo saggio \u00abIl diavolo sul pinnacolo\u00bb (Cinisello Balsamo, Edizioni Paoline, 1988, pp. 45-47):<\/p>\n<p><em>\u00abRicordiamo ancora Dostoevskij secondo il quale la pagina delle Tentazioni contiene tutto il mistero della storia. Tutto dipende se si risponde di s\u00ec o di no. Proviamo solo a pensare se Cristo avesse detto di s\u00ec: tutto sarebbe finito, e l&#8217;uomo sarebbe ancora da redimere. Cristo finito come uno qualsiasi di noi, come ogni imperatore, come un Cesare qualunque. Anzi, non avrebbe neppure senso che si parlasse di lui, come non ha senso parlare di nessun Cesare.<\/em><\/p>\n<p><em>Di lui invece si parler\u00e0 fino alla fine del mondo, perch\u00e9 ha detto di no. Tutta la storia corre sulla traiettoria di queste due proposte: la proposta di Dio (proposta della divina alleanza): &quot;Voi sarete il mio popolo e io sar\u00f2 il vostro Dio; e la proposta di Satana: &quot;Sarete voi stessi come Dio&quot;. \u00c8 il &quot;Grande Inquisitore&quot;, che risponde di s\u00ec, l&#8217;immagine di tutte le potenze della terra (compresa la Chiesa quando accetti di essere una potenza, quando precisamente risponda di s\u00ec alla proposta del seduttore); ma il &quot;Grande Inquisitore&quot; non salva nessuno, non libera nessuno. Egli rinuncia a segnare l&#8217;unica via della libert\u00e0: per salvarsi bisogna perdersi. Non per caso Cristo dice: &quot;Confidate in me, io oggi ho vinto il mondo&quot;; e lo diceva il giorno che andava a morire. Era la conclusione di quella battaglia iniziatasi nel deserto.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutto dipendeva da quel confronto iniziale: da quale parte schierarsi? \u00c8 qui, pertanto, che si deve scandagliare e capire. Un confronto metafisico, un confronto che sta alle radici di ogni esistenza, appena tu arrivi allo stato di coscienza. Tutti &quot;condannati&quot; a scegliere. Non esiste neutralit\u00e0 nella vita dello spirito. Non si possono servire due padroni; non si pu\u00f2 essere eredi di due regni. I compromessi sono costosissimi: illusioni che renderanno ancora pi\u00f9 amara la morte, quando ti accorgerai che tutto sar\u00e0 perduto, che sei corso dietro a un tragico miraggio: il miraggio che precisamente ti era baluginato agli occhi in fiamme per la cupidigia delle cose, in quello spazio non condizionato e fatale all&#8217;incontro con i due Assoluti, nel deserto delle tue responsabilit\u00e0 (ove tu sei sempre solo), spazio delle tue scelte.<\/em><\/p>\n<p><em>E dunque un Cristo tentato s\u00ec, ma non un Cristo vile: questo \u00e8 l&#8217;importante. E poich\u00e9 dice di no, egli \u00e8 la figura pi\u00f9 riuscita di vincente, l&#8217;unico vittorioso. Ora non interessa pi\u00f9 che diventi un trastullo nelle mani del seduttore, preda del furore satanico: un Cristo portato qua e l\u00e0 dal suo avversario, come un fuscello. Sembrerebbe un Cristo in balia degli eventi. Travolto dalle forze oscure, come sembrano essere tutti gli inermi del mondo, tutti gli umili, i giusti, gli anonimi &quot;servi di Jahv\u00e9&quot;. Un Cristo ora aggredito nel deserto, ora trasportato sul pinnacolo del tempio, indi sull&#8217;alto di una montagna.<\/em><\/p>\n<p><em>Anche questo ha una grande, duplice importanza: la prima, che il forte pu\u00f2 anche concedersi al gioco losco del seduttore, pu\u00f2 perfino assistere all&#8217;incantesimo pi\u00f9 sofisticato e non solo di una creazione che aspetta di essere sconvolta (pietre da convertirsi in pane), ma anche in una citt\u00e0 distesa ai suoi piedi, con una grande piazza sotto la torre; e lui a picco, da lass\u00f9, esibirsi per lo spettacolo pi\u00f9 irrazionale (&quot;buttati gi\u00f9 che verranno gli angeli a sostenerti&quot;); indi assistere alla profferta di una potenza cui si \u00e8 gi\u00e0 rinunciato: all&#8217;incanto di regni che possono essere nostri, a condizione che si abdichi al dominio gi\u00e0 stabilito su noi stessi (&quot;tutti questi miei regni io ti dar\u00e0 se tu prostrato mi adorerai&quot;). E la seconda importanza \u00e8 quella del vittorioso che pu\u00f2 sembrare temporaneamente sconfitto: quella di un Cristo non soltanto in balia della storia, ma addirittura in balia delle forze del male.<\/em><\/p>\n<p><em>Invece solo cos\u00ec Cristo \u00e8 coerente alla logica della sua incarnazione, la logica di essere immerso totalmente e interamente nella nostra avventura. Ed \u00e8 in virt\u00f9 di tale visione che va capito da queste pagine, come, del resto, dalle altre della sua passione; quando gi\u00e0 inchiodato sull&#8217;alto della croce, pur avendo liberato tanti dalla propria condizione di sventura e di morte, ancora risponde di no, di non voler discendere: precisamente per non rinunciare all&#8217;unica signoria che voleva portare a ogni uomo. Anche allora gli diranno, ripetendo lo stesso rischio delle tentazioni: &quot;Tu che hai salvato gli altri, salva te stesso e discendi&quot;. E invece non discende.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Gi\u00e0: non discende, non si lascia provocare e ingannare dall&#8217;astuzia del Diavolo: perch\u00e9 era il Diavolo, senza alcun dubbio, a parlare cos\u00ec, per bocca di quei Giudei che lo irridevano e lo schernivano, gi\u00e0 in agonia sulla croce; il Diavolo che faceva il suo ultimo sforzo, che sferrava il suo ultimo assalto per far cadere Ges\u00f9 nel tranello. Ma Ges\u00f9 non vi cadde.<\/p>\n<p>Forse, vi caddero e vi cadono quei &quot;cristiani&quot; che non hanno ben mediato questa pagina del Vangelo; quei &quot;cristiani&quot; che sorridono a sentir parlare del Diavolo, perch\u00e9 si credono adulti ed emancipati, loro; si credono uomini moderni e cristiani moderni.<\/p>\n<p>Ma il cristiano non \u00e8 moderno, come non \u00e8 antico: il cristiano vede la malizia del Diavolo e non si lascia irretire, non si lascia tentare, non si lascia ingannare. Prende a modello Ges\u00f9 Cristo, anche in questo, come sempre. Ges\u00f9 ha compreso l&#8217;inganno: lasciarsi attrarre nelle logiche del mondo, farsi attirare sul piano della immanenza chiusa in se stessa. Riconoscere la supremazia del Diavolo, avrebbe voluto dir questo: riconoscere la sua superiorit\u00e0 pratica, nelle cose di quaggi\u00f9. Ma Ges\u00f9 non \u00e8 venuto per rendere perfetto il mondo di quaggi\u00f9, bens\u00ec per mostrare agli abitanti di quaggi\u00f9 la via della perfezione: che non si realizza mai del tutto nella vita umana, e che tende sempre pi\u00f9 in alto, verso il Cielo: la vera patria dell&#8217;uomo, dove l&#8217;incontro con Dio diventa perfetto, e tutto quel che non riuscivamo a capire in questa vita, diventa finalmente chiaro, rasserenante, luminoso.<\/p>\n<p>A cominciare dal mistero della sofferenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa \u00e8, precisamente, la storia &#8211; sia la grande storia, quella che accompagna le vicende dei popoli, degli imperi, delle civilt\u00e0 -, sia la storia<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[107,157,216,246],"class_list":["post-29142","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-cattolicesimo","tag-gesu-cristo","tag-papi","tag-satana"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29142","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29142"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29142\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29142"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29142"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29142"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}