{"id":29141,"date":"2010-01-08T08:01:00","date_gmt":"2010-01-08T08:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/01\/08\/il-male-oscuro-della-modernita-e-la-tentazione-di-non-esistere\/"},"modified":"2010-01-08T08:01:00","modified_gmt":"2010-01-08T08:01:00","slug":"il-male-oscuro-della-modernita-e-la-tentazione-di-non-esistere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/01\/08\/il-male-oscuro-della-modernita-e-la-tentazione-di-non-esistere\/","title":{"rendered":"Il male oscuro della modernit\u00e0 \u00e8 la tentazione di non esistere"},"content":{"rendered":"<p>Parafrasando, o piuttosto capovolgendo, il titolo di un celebre saggio di Emil Cioran, \u00abLa tentazione di esistere\u00bb, potremmo dire che il male oscuro della modernit\u00e0, che mina segretamente ogni atteggiamento positivo verso la vita e intorbida fino ad avvelenare le sorgenti di quest&#8217;ultima, \u00e8 la tentazione di non esistere.<\/p>\n<p>Leopardi aveva formulato in maniera esemplare questo concetto, allorch\u00e9, nello \u00abZibaldone\u00bb, aveva scritto (a cura di F. Flora, Milano, Mondadori, 1953, vol. II, p. 1.004; p. 4.174):<\/p>\n<p>\u00abTutto \u00e8 male. Cio\u00e8 tutto quello che \u00e8, \u00e8 male; che ciascuna cosa esista \u00e8 un male; ciascuna cosa esiste per fin di male; l&#8217;esistenza \u00e8 un male e ordinata al male; il fine dell&#8217;universo \u00e8 il male; l&#8217;ordine e lo stato, le leggi, l&#8217;andamento naturale dell&#8217;universo non sono altro che male, n\u00e9 diretto ad altro che al male. Non v&#8217;\u00e8 altro bene che il non essere: non v&#8217;ha altro di buono che quel che non \u00e8; le cose che non son cose: tutte le cose sono cattive.\u00bb<\/p>\n<p>Schopenhauer, se possibile, ha rincarato la dose, sostenendo che gli esseri umani dovrebbero spegnere in se stessi la volont\u00e0 di vivere.<\/p>\n<p>Ma il vertice del pessimismo \u00e8 stato raggiunto con la filosofia di Eduard von Hartmann, secondo la quale solo una sorta di suicidio cosmico potr\u00e0 liberare l&#8217;universo, un giorno, dall&#8217;intollerabile male di esistere; e poi, appunto con la penna corrosiva di Cioran, che rovescia la prospettiva tradizionale di centottanta grandi, insinuando il dubbio che la vera follia \u00e8 proprio quella di lasciarsi prendere dalla tentazione di esistere.<\/p>\n<p>Vale la pena di riportare il concetto centrale espresso in proposito dal saggista romeno di lingua francese (da: E. Cioran, \u00abLa tentazione di esistere\u00bb; titolo originale: \u00abLa tentation d&#8217;exister\u00bb, Paris, Gallimard, 1956; traduzione italiana di Lauro Colasanti e Carlo Laurenti, Milano, Adelphi, 1984, e Bompiani, 1988, pp.213-14):<\/p>\n<p>\u00abCi si aggrappa a qualsiasi cosa. Pur esecrando i monaci e le loro convinzioni, non poso non ammirare le loro stravaganze, la loro natura volitiva, la loro asprezza. Tanta energia deve possedere un segreto: quello stesso delle religioni. Bench\u00e9 forse non valga la pena che ci si occupi di queste, \u00e8 pur sempre vero che tutto ci\u00f2 che vive, ogni abbozzo d&#8217;esistenza, partecipa di un&#8217;essenza religiosa. Diciamolo francamente: \u00e8 religioso tutto ci\u00f2 che ci impedisce di crollare, ogni menzogna che ci protegge dalle nostre irrespirabili certezze. Quando mi arrogo una parte d&#8217;eternit\u00e0 e immagino una permanenza che mi presupponga, calpestando l&#8217;evidenza del mio essere friabile e nullo, mento agli atri come a me stesso. Se lo facessi, sparirei all&#8217;istante. Duriamo finch\u00e9 durano le nostre finzioni. Quando le portiamo alla luce, il nostro capitale di menzogne, il nostro patrimonio religioso svanisce. Esistere equivale a un atto di fede, a una protesta contro la verit\u00e0, a una preghiera interminabile&#8230; Dal momento in cui acconsentono a vivere, l&#8217;incredulo e il devoto si assomigliano profondamente, poich\u00e9 entrambi hanno preso l&#8217;unica decisione che segna un essere. Idee, dottrine: semplici facciate capricci e accidenti. Se non vi siete risolti a uccidervi, non c&#8217; alcuna differenza tra voi e gli altri: fate parte della totalit\u00e0 dei vivi, tutti, in quanto tali, grandi credenti. Vi degnate di respirare? Vi avvicinate alla santit\u00e0, meritate la canonizzazione&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Tesi, a dire il vero, pi\u00f9 brillante che profonda: perch\u00e9, se non si pu\u00f2 fare a meno di apprezzare la caustica limpidezza della scrittura, non si pu\u00f2 nemmeno evitare di notare l&#8217;approssimazione del ragionamento e persino del linguaggio filosofico: laddove \u00abesistere\u00bb ed \u00abessere\u00bb sono adoperati praticamente come se fossero sinonimi.<\/p>\n<p>Comunque, il senso della tesi di Cioran \u00e8 chiaro: essendo creature fragili e mortali, gli esseri umani dovrebbero levarsi dalla testa l&#8217;ambizione di esistere; d&#8217;altra parte, se lo facessero, sparirebbero nel nulla di cui son fatti: per cui ogni vita, per il solo fatto di accettarsi (rifiutando la soluzione del suicidio), \u00e8 un atto di fede nell&#8217;impossibile.<\/p>\n<p>Anche se Cioran ha portato questo atteggiamento mentale fino ai limiti estremi, e non senza una scoperta civetteria da filosofo \u00abmaledetto\u00bb in versione post-moderna (ma \u00e8 sempre la vecchia tradizione del Cinismo, tipica delle epoche di crisi), \u00e8 innegabile che egli abbia espresso una tendenza caratteristica del mondo attuale: una frenesia di autodistruzione e un \u00abcupio dissolvi\u00bb che \u00e8 il filo conduttore di gran parte del pensiero contemporaneo, per non parlare della poesia e delle arti, cinema compreso&#8230;<\/p>\n<p>Si badi: il male oscuro della modernit\u00e0 non \u00e8 la tentazione del suicidio, ma la tentazione di non esistere, che \u00e8 qualcosa di meno clamoroso, ma di pi\u00f9 sottilmente e totalmente distruttivo. Per suicidarsi, infatti, bisogna negare la vita e, dunque, fare i conti con essa, un po&#8217; come un amore deluso che si trasforma in odio &#8211; ma, sotto sotto, \u00e8 ancora e sempre amore. L&#8217;ateismo, ad esempio, appartiene a questo genere di negazioni: negazioni della volont\u00e0, non dell&#8217;essere: perch\u00e9, per giungere a negare Dio, bisogna comunque aver fatto i conti con Lui sino in fondo, averlo prima soppesato e giudicato scarso.<\/p>\n<p>Invece, la tentazione di non esistere non \u00e8, a rigor di termini, una semplice negazione, per quanto drastica e radicale; non si limita a rifiutare qualche cosa con cui si siano fatti i conti; al contrario, rifiuta di fare i conti e rivendica come preferibile, anzi, come l&#8217;unica strada percorribile, quella di non farli per niente. A suo modo, la tentazione di non esistere non \u00e8 propriamente una negazione, ma una affermazione: non consiste tanto nel dire di no a qualcosa, ma nel dire di s\u00ec al suo contrario: il non esistere, appunto; il ritornare nel nulla.<\/p>\n<p>\u00c8 la forma pi\u00f9 estrema di nichilismo; un nichilismo cos\u00ec tremendamente coerente, che culmina in un \u00abs\u00ec\u00bb invece che in un \u00abno\u00bb. \u00c8 la scelta del nulla, non il rifiuto di qualcosa. Anche perch\u00e9 non rifiuta questa o quella cosa: rifiuta tutto; rifiuta l&#8217;esserci; rifiuta la propria presenza nel mondo, radicalmente e assolutamente.<\/p>\n<p>Chi si suicida, non rifiuta l&#8217;esserci; rifiuta le conseguenze dell&#8217;esistere; anzi, per essere precisi, rifiuta le conseguenze negative: la sofferenza, l&#8217;infelicit\u00e0; e lo stesso vale per chi uccide, convinto di risparmiare il male alle proprie vittime. Le mamme che uccidono i loro figli perch\u00e9 li vogliono proteggere dalla cattiveria del mondo appartengono a questa categoria. Ora, quasi tutte le donne si sentono anche madri, indipendentemente dal fatto di esserlo o non esserlo biologicamente; e questo spiega, ad esempio (spiega, si fa per dire) il fenomeno delle infermiere assassine; fenomeno che non esiste nella versione al maschile.<\/p>\n<p>In un bel romanzo di Alexandros Papadiamantis, \u00abL&#8217;assassina\u00bb, si narra la storia drammatica e commovente di una anziana donna greca, Chadula, personalit\u00e0 forte e battagliera, che, per evitare il male di vivere ad altre donne, diventa, in maniera non premeditata, assassina di bambine; e che infine, scoperta e braccata come una fiera, cerca e trova una morte che, per lei, coincide con il rimorso e con la liberazione dalle catene dell&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>In quel caso, tuttavia, non si pu\u00f2 fare a meno di notare che la lucida follia della protagonista discende direttamente da una certa situazione storica, legata alla condizione femminile di quel tempo e di quel luogo. Ma le moderne assassine senza movente logico &#8211; spesso dei propri figli &#8211; non rientrano in questa tipologia, ch\u00e9 anzi si muovono sovente nel contesto di societ\u00e0 ricche e benestanti. Esse uccidono perch\u00e9 sono convinte che la vita sia un male: se uccidono bambini, pensano che l&#8217;infanzia sia esposta a terribili rischi; se uccidono anziani, pensano la stessa cosa della vecchiaia: in entrambi i casi, sono afflitte da un delirio di onnipotenza, perch\u00e9 immaginano che soltanto esse possono fare qualcosa per proteggere le potenziali vittime &#8211; e questo qualcosa \u00e8 privarle della vita, mettendole cos\u00ec al riparo da ogni male.<\/p>\n<p>Eppure, per quanto ci troviamo qui in una zona decisamente allucinatoria, questo \u00e8 ancora poco &#8211; dal punto di vista, se cos\u00ec possiamo dire, filosofico &#8211; in confronto alla tentazione di non esistere: un prodotto, quest&#8217;ultimo, che &#8211; piaccia o non piaccia &#8211; \u00e8 tipico della modernit\u00e0. Infatti, nella tentazione di non esistere non \u00e8 questione di rifiutare la vita sul piano empirico, ma di rifiutare l&#8217;esistenza in quanto parte dell&#8217;essere; anzi, di rifiutare l&#8217;essere (la confusione terminologica di Cioran \u00e8 rivelatrice, sotto questo punto di vista).<\/p>\n<p>Non stiamo facendo un gioco di parole; magari fosse cos\u00ec. Nel mondo odierno vi sono migliaia, milioni di persone che hanno scelto di non esistere: lo hanno scelto a monte di qualsiasi ragionamento, con un atto della volont\u00e0 che, per il fatto di non scaturire da una sequenza logica, non \u00e8 tuttavia meno terribile e irrevocabile. Il mondo \u00e8 popolato da intere folle di non-viventi che, per paura di essere qualcosa, preferiscono essere nulla. Pu\u00f2 darsi che l&#8217;occhio non esercitato faccia fatica a riconoscere questo nuovo tipo umano, frutto di una recente e paurosa mutazione antropologica; ci\u00f2 dipende, appunto, dall&#8217;occhio, cos\u00ec come pu\u00f2 darsi che una persona totalmente sprovvista di nozioni di botanica possa affermare di non aver mai visto un lichene &#8211; mentre basta fare una passeggiata in campagna e imbattersi un vecchio tronco o in un muretto di pietre a secco, per trovarsi in presenza di chiss\u00e0 quante macchie di licheni.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo e la donna che hanno deciso di non esistere continuano a fare la vita di tutti i giorni; ma, come gli aderenti a una setta proibita, stretti fra loro da un patto diabolico basato sull&#8217;impegno alla segretezza, di fatto non sono pi\u00f9 creature di questo mondo, ma di un altro. Le folle della societ\u00e0 di massa sono piene di questo nuovo tipo umano e non \u00e8 da escludersi che, in moltissimi casi, una parte del loro io &#8211; quella cosciente e razionale &#8211; sia all&#8217;oscuro del patto diabolico che l&#8217;altra parte ha sottoscritto con il demone della non esistenza.<\/p>\n<p>Si tratta di persone le quali, nel loro profondo, hanno deciso, a un dato momento della loro esistenza, che la vita \u00e8 male; che l&#8217;esistere \u00e8 un male; e che l&#8217;unica risposta adeguata al male e all&#8217;ingiustizia di esistere \u00e8 quella di mettere in atto una sorta di \u00absciopero bianco\u00bb contro la vita. Vale a dire che esse svolgono le normali attivit\u00e0 sociali e familiari; spesso mettono anche al mondo dei figli, e li tirano su meglio che possono; ma, nel profondo, hanno deciso di dissociarsi. Sono spente: nei loro pensieri, nelle loro parole, nei loro atti non brilla pi\u00f9 alcuna luce; ci sono, ma solo in senso fisico, come ci sono i mobili in un appartamento o le case lungo un viale; per il resto, \u00e8 come se fossero altrove.<\/p>\n<p>Chi scrive ne conosce diverse, di queste persone; e probabilmente anche chi sta leggendo queste righe. Non occorre andare lontano: sono tutto intorno a noi. Forse siamo anche noi, o almeno una parte di noi.<\/p>\n<p>Non siamo giunti per caso a questo punto. Decenni e decenni di pratica e di teoria nichilista, di pressione sempre pi\u00f9 accentuata da parte dei meccanismi omologanti e deresponsabilizzanti della modernit\u00e0, di martellamento incessante da parte di una pletora di pseudo-intellettuali ben decisi a banchettare sulle rovine di una civilt\u00e0 agonizzante, hanno favorito questa mutazione antropologica, che \u00e8 il punto estremo del nichilismo esistenziale, oltre il quale dovr\u00e0 esservi, per forza di cose, o l&#8217;annichilimento totale o l&#8217;inizio di una ripresa.<\/p>\n<p>Cioran sostiene che \u00e8 evidente la friabilit\u00e0 e la nullit\u00e0 del nostro essere; ma l&#8217;esistere non \u00e8 l&#8217;essere, e, inoltre, la friabilit\u00e0 \u00e8 una cosa totalmente diversa dalla nullit\u00e0. Se una cosa \u00e8 friabile, vuol dire che \u00e8 qualcosa, non che \u00e8 nulla. Perci\u00f2 non si pu\u00f2 fare a meno di domandarsi: ma perch\u00e9 questi maestri del Nulla ci tengono cos\u00ec tanto a persuaderci delle loro apocalittiche convinzioni; perch\u00e9 non hanno l&#8217;onest\u00e0 di presentarle come semplici speculazioni, invece che come inoppugnabili certezze, e sia pure certezze dolorose?<\/p>\n<p>Ecco, questo \u00e8 il punto. Essi dicono: \u00abGuardate come siamo forti e virili! Noi abbiamo compreso la grande menzogna delle religioni, l&#8217;inganno dei preti; noi sappiamo che non c&#8217;\u00e8 alcun Dio, che non c&#8217;\u00e8 alcuna vita dell&#8217;anima; che ogni cosa esistente finir\u00e0 in cenere e sparir\u00e0 per sempre; per\u00f2, mentre il gregge di pecore si accontenta di meschine bugie per trovare la forza di vivere, noi abbiamo il coraggio di guardare in faccia la realt\u00e0.\u00bb<\/p>\n<p>Gira e rigira, \u00e8 sempre la vecchia, insopprimibile arroganza del \u00abphilosophe\u00bb illuminista, che sa tutto e ha compreso tutto, mentre il popolo non sa nulla e non ha compreso nulla, e vive schiavo di mille ridicole superstizioni e sprofondato nel buio della pi\u00f9 abietta ignoranza.<\/p>\n<p>L&#8217;unica differenza \u00e8 che il \u00abphilosophe\u00bb illuminista in chiave post-moderna non pensa pi\u00f9 a portare i Lumi della ragione in mezzo ad una massa di bambinoni, ma soffre in silenzio, tutto solo con le sue sconsolanti verit\u00e0; o meglio, dice di soffrire in silenzio, ma lo grida dai tetti, con l&#8217;espediente retorico della preterizione (affermando di tacere ci\u00f2 che, invece, spiattella a pi\u00f9 non posso).<\/p>\n<p>Insomma, un miscuglio di titanismo pseudo-romantico e di algido razionalismo aristocratico: \u00e8 la ricetta di quasi tutti i libri di filosofia che si scrivono oggi (come \u00abL&#8217;essere e il nulla\u00bb di Sartre), di quasi tutti i romanzi (come \u00abIl nome della rosa\u00bb di Eco), di quasi tutti i film che si girano (come \u00abTaxi driver\u00bb di Scorsese) e di quasi tutte le canzoni che si registrano (come \u00abImagine\u00bb di John Lennon, travestita da utopia libertaria).<\/p>\n<p>Forse sarebbe ora di smetterla con questo gioco, e di prendere la vita con un po&#8217; pi\u00f9 di seriet\u00e0: non \u00e8 un gioco di societ\u00e0 per annoiati intellettuali al caviale, ma l&#8217;occasione per mostrare di quanta dedizione, di quanta fede e di quanto amore siamo capaci, verso noi stessi e verso gli altri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parafrasando, o piuttosto capovolgendo, il titolo di un celebre saggio di Emil Cioran, \u00abLa tentazione di esistere\u00bb, potremmo dire che il male oscuro della modernit\u00e0, che<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[92],"class_list":["post-29141","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29141","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29141"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29141\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29141"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29141"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29141"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}