{"id":29134,"date":"2012-01-28T06:10:00","date_gmt":"2012-01-28T06:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/01\/28\/tempo-di-lotta-tempo-di-speranza\/"},"modified":"2012-01-28T06:10:00","modified_gmt":"2012-01-28T06:10:00","slug":"tempo-di-lotta-tempo-di-speranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/01\/28\/tempo-di-lotta-tempo-di-speranza\/","title":{"rendered":"Tempo di lotta, tempo di speranza"},"content":{"rendered":"<p>Viviamo in tempi difficili, si usa dire.<\/p>\n<p>S\u00ec, forse siamo alla vigilia di un crollo della civilt\u00e0; forse questo crollo \u00e8 gi\u00e0 avvenuto, e noi siamo gli abitanti stralunati delle rovine, i quali, frastornati e confusi, non si sono ancora resi conto che i loro superbi palazzi pi\u00f9 non esistono.<\/p>\n<p>Mai come oggi, comunque, tutte le certezze sono sembrate illusorie; tutte le tradizioni, superate; tutte le fedi, ingannevoli; tutte le promesse, menzognere: ci aggiriamo in un deserto, nel quale sono scomparsi i punti di riferimento; e nemmeno una stella, la notte, brilla nel cielo per indicarci la giusta direzione da tenere nel nostro cammino.<\/p>\n<p>Forse stiamo semplicemente girando in tondo, senza senso e senza scopo, e non arriveremo mai da nessuna parte; forse siamo condannati a morire di sete e di calore in questo luogo torrido, afoso, inospitale, in questo luogo estraneo, che \u00e8 emerso quasi d&#8217;improvviso al posto dei luoghi consueti, che credevamo di conoscere.<\/p>\n<p>Siano divenuti estranei a noi medesimi; e il senso di alienazione che proviamo nei confronti del mondo esterno, cose, persone e situazioni, non \u00e8 che il riflesso dell&#8217;estraniamento da noi stessi, dell&#8217;esilio dalla nostra parte pi\u00f9 vera e profonda.<\/p>\n<p>Viviamo in tempi difficili, e quelli che ci aspettano saranno ancora pi\u00f9 duri: saranno tempi di lotta, nei quali occorreranno forza, coraggio, determinazione incrollabile.<\/p>\n<p>Ci sar\u00e0 bisogno anche di speranza?<\/p>\n<p>La speranza \u00e8 sempre necessaria e, a maggior ragione, lo \u00e8 nei tempi difficili; tuttavia, per essere una virt\u00f9 e non un vizio, bisogna che sia speranza di qualcosa di possibile, bisogna che sia speranza viva e autentica, e non mera fuga dalle responsabilit\u00e0 presenti.<\/p>\n<p>Ebbene, \u00e8 questo il genere di speranza di cui vi sar\u00e0 bisogno; di cui vi \u00e8 bisogno, fin da ora, fin da subito: perch\u00e9 i cuori sono stanchi e gli animi sono affranti; e neppure si riesce a immaginare, fra le nebbie dell&#8217;oggi, il sole che domani splender\u00e0 sul mondo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un tempo di lotta, quindi un tempo per chi ha l&#8217;animo del guerriero; ma deve essere anche un tempo di speranza, dunque un tempo per chi sa divenire mago, riconquistando, attraverso la sofferenza e la consapevolezza, l&#8217;innocenza perduta.<\/p>\n<p>Forti come guerrieri disposti a lottare fino all&#8217;ultimo; ma, nello stesso tempo, aperti alla speranza, come chi sa che la lotta non \u00e8 fine, n\u00e9 premio a se stessa, e specialmente una lotta dalle prospettive cos\u00ec incerte, come quella che ora \u00e8 necessario combattere contro la nostra progressiva disumanizzazione, contro la nostra progressiva espropriazione da noi stessi; ma che essa non \u00e8 mai inutile, mai indegna di essere combattuta.<\/p>\n<p>Vivere in un contesto difficile, nel quale la barbarie sembra trionfare, mentre la bellezza, l&#8217;intelligenza e la bont\u00e0 paiono destinate a scomparire, significa che un po&#8217; tutti, anche coloro che non si sentono a proprio agio e che vorrebbero reagire all&#8217;andazzo dominante, ma non sanno come, sono esposti a un certo grado d&#8217;imbarbarimento.<\/p>\n<p>Nietzsche rappresentava questa situazione con la metafora dell&#8217;abisso: non si pu\u00f2 guardare troppo a lungo nell&#8217;abisso, affermava, senza che l&#8217;abisso incominci a guardare in noi; ed Evola aggiungeva la metafora della tigre: quando la tigre \u00e8 scatenata, tu non puoi affrontarla a mani nude, perch\u00e9 ti farebbe a brani: puoi solo cercare di saltarle in groppa e assecondare la sua pazza corsa, sperando che si presenti l&#8217;occasione di spingerla nella direzione meno sfavorevole.<\/p>\n<p>Quindi, noi figli del Kali Yuga non possiamo andare a mani nude contro i poderosi meccanismi dell&#8217;economia e della finanza, o contro il conformismo culturale ormai radicato in profondit\u00e0 e sostenuto da veri e propri centri di potere intellettuale (ed economico-finanziario); non possiamo scagliarci a testa bassa contro il castello di menzogne e d&#8217;ipocrisie che domina il sentire ed il pensare di milioni di persone, e che \u00e8 tenuto in piedi da potenti e inconfessabili interessi di natura materiale e, in certi casi, perfino dalla minaccia del codice e della prigione.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che in questi tempi di populismo e demagogia sfrenata, la stragrande maggioranza della popolazione \u00e8 convinta di vivere in un mondo perfettamente libero e democratico; per cui, se qualcuno solleva dubbi o pone obiezioni a ci\u00f2 che \u00e8 considerato politicamente corretto, viene immediatamente percepito come un elemento sovversivo e pericoloso, che opera a danno del bene comune e che deve essere neutralizzato al pi\u00f9 presto, nell&#8217;interesse generale.<\/p>\n<p>Il male \u00e8 penetrato molto pi\u00f9 in profondit\u00e0 di quanto non appaia; la percezione di ci\u00f2 che \u00e8 vero e di ci\u00f2 che \u00e8 giusto \u00e8 talmente stravolta, che, tanto per fare un solo esempio, l&#8217;orribile utopia negativa immaginata da Orwell in \u00ab1984\u00bb \u00e8 stata trasformata in un programma televisivo di grande successo, cui milioni di giovani aspirano a partecipare: \u00e8 questa una delle pi\u00f9 sconcertanti manifestazioni di quella &quot;servit\u00f9 volontaria&quot;, contro la quale Etienne De La Bo\u00ebtie metteva in guardia come una delle forme pi\u00f9 insidiose di consenso nei confronti di un potere arbitrario.<\/p>\n<p>Il problema centrale, infatti, \u00e8 proprio questo: che, mentre nelle forme pre-moderne di schiavit\u00f9 le cose apparivano per quel che erano e dunque anche le catene, materiali o metaforiche che fossero, risultavano evidenti, nella societ\u00e0 attuale il cittadino-suddito-consumatore stenta alquanto a rendersi conto della propria servit\u00f9, della propria alienazione, del proprio abbrutimento. Egli crede ancora di esercitare il proprio libero arbitrio, anche quando &quot;chiede&quot; la sua razione quotidiana di bruttezza, stupidit\u00e0 e ingiustizia; ed \u00e8 quel che ripetono, ad esempio, i gestori delle reti televisive, specialmente private, quando ribattono ai critici della tv-spazzatura che essi, in fondo, danno al pubblico ci\u00f2 che esso domanda e non altro.<\/p>\n<p>E questo, infatti, \u00e8 il problema centrale della democrazia: in una dittatura della maggioranza, chi riesce a controllare i pensieri e a orientare i sentimenti della maggioranza, ha in pugno il controllo totale del corpo sociale: e senza neanche bisogno di forzare le cose, di finanziare colpi di Stato o di gestire la spoliazione dei redditi altrui: saranno le persone stesse a chiedere, a esigere che ci\u00f2 avvenga, trasformandosi in pecore ansiose di farsi tosare.<\/p>\n<p>Il fatto che, per poter sopravvivere, moltissime persone abbiano ormai bisogno, come di una droga, della loro dose quotidiana di stupidit\u00e0 e di laidezza, deve farci riflettere su quanto il male sia penetrato in profondit\u00e0 e quanto sia velleitaria ed illusoria la pretesa di rovesciare le cose da un giorno all&#8217;altro, magari facendo appello al buon senso, all&#8217;intelligenza o al sentimento della giustizia.<\/p>\n<p>Queste cose non fanno pi\u00f9 presa, perch\u00e9 tutte le coordinate che portavano ad esse sono andate smarrite: bisognerebbe ricostruire l&#8217;uomo partendo da zero; ma non \u00e8 possibile farlo, senza ricadere nel circolo vizioso della strumentalizzazione dell&#8217;uomo, della sua riduzione a oggetto, della pretesa di ergersi a suoi giudici, medici e salvatori, rinnovando e perpetuando la sua condizione di alienazione e di sottomissione, e sia pure con le miglioro intenzioni (ma sappiamo bene che l&#8217;inferno \u00e8 addirittura lastricato di buone intenzioni).<\/p>\n<p>\u00c8 davanti ad una situazione di questo genere che ci si sente particolarmente impotenti: perch\u00e9 lottare contro di essa non sarebbe solo come vestire i panni di Davide contro Golia; la sproporzione non \u00e8 solo quantitativa, \u00e8 anche e soprattutto qualitativa: come si fa a lottare per un bene che non \u00e8 riconosciuto come tale dai propri interlocutori, come persuaderli di essere delle vittime manipolate a piacere, quando essi ritengono di essere lucidi, attenti e perfettamente consapevoli di quello che fanno e di quello che chiedono? Ci si verrebbe a trovare nella posizione contro cui ammonisce la parabola evangelica: a voler dare le perle ai porci, si provoca soltanto la loro rabbia, fino a farsi travolgere e calpestare da essi. E ci\u00f2, in fondo, per una ragione semplice e giustissima: i porci non gradiscono le perle, ma pretendono le ghiande.<\/p>\n<p>Certo, noi sappiamo che quei porci sono degli esseri umani che la crudele magia di Circe ha trasformato in altrettanti bruti: ma come fare per aiutarli, se essi per primi negano che le cose stiano cos\u00ec e sostengono che chi voglia liberarli \u00e8 un pazzo o, peggio, che \u00e8 animato da qualche secondo fine inconfessabile? Come fare a rimanere degli esseri umani, in un mondo che, come voleva Ionesco, \u00e8 ormai popolato quasi soltanto da rinoceronti, fieri d&#8217;essere tali?<\/p>\n<p>A rendere le cose pi\u00f9 difficili, c&#8217;\u00e8 l&#8217;incapacit\u00e0 di riconoscere quanto la tecnica tenda a prenderci la mano e quanto il suo uso richieda un sovrappi\u00f9 di prudenza e senso del limite: un uomo con un altoparlante pu\u00f2 rendere la vita impossibile a mille suoi concittadini; un altro uomo, dotato della strumentazione adatta, pu\u00f2 fare il lavaggio del cervello a milioni di persone, e senza che esse se ne rendano conto.<\/p>\n<p>I comportamenti irresponsabili sono divenuti abituali, la barbarie fa parte della realt\u00e0 quotidiana. Ecco un uomo che va a far colazione al bar, ogni mattina: lascia l&#8217;automobile con il motore acceso, entra, ordina il cappuccino, aspetta che glielo servano, lo beve con tutta calma, facendosi quattro chiacchiere, poi paga e finalmente esce: e questo ogni mattina, senza mai un dubbio, un ripensamento; sparge metalli pesanti tutto intorno, piombo, cadmio ed altri, tutti altamente dannosi per la salute di moltissime persone, e solo per non darsi il disturbo di spegnere il motore o per risparmiare qualche misero centesimo di euro.<\/p>\n<p>Questa barbarie quotidiana, moltiplicata per cento, per mille e per diecimila, caratterizza i nostri stili di vita i nostri comportamenti quotidiani, basati sullo spreco, sull&#8217;inquinamento, sulla totale mancanza di proporzione tra il beneficio del singolo e il danno che ne riceve la comunit\u00e0: sarebbe necessaria una rivoluzione copernicana del nostro modo di pensare e perfino di sentire, dovremmo sviluppare un senso di responsabilit\u00e0 che non possediamo pi\u00f9, perch\u00e9 il consumismo ci ha abituati alla filosofia del tutto e subito, sena badare ai costi e alle conseguenze.<\/p>\n<p>Il materialismo, l&#8217;edonismo spicciolo, il cinismo nella vita delle persone, sono arrivati a toccare livelli quasi intollerabili: non \u00e8 vero e giusto ci\u00f2 che \u00e8 vero e giusto in se stesso, ma quello che la maggioranza ritiene tale; e poco importa se si tratta di una maggioranza cialtrona, disinformata, superficiale e arrogante.<\/p>\n<p>Una formosa escort, all&#8217;epoca dello scandalo delle &quot;olgettine&quot;, disse al microfono del giornalista che la intervistava: \u00abLa bellezza, come dice Sgarbi, \u00e8 un valore: dunque perch\u00e9 non farsela pagare? Ma se invece sei brutta, stattene a casa\u00bb; e lo diceva con una sfrontatezza, con una sicumera al di l\u00e0 di ogni decenza: forte del consenso, implicito o esplicito, dell&#8217;intera societ\u00e0, e resa pi\u00f9 audace dalle teorie (peraltro mal comprese e mal digerite) degli intellettuali che oggi vanno per la maggiore, forse in ragione &#8211; anch&#8217;essi &#8211; non della loro bravura, ma della loro sfrontatezza.<\/p>\n<p>In questo generale smottamento dei valori, in questa irruzione della barbarie consumista e tecnologica nella vita d&#8217;ogni giorno, \u00e8 riconoscibile la profonda crisi del presente: una crisi che non sappiamo come andr\u00e0 a finire e dove ci condurr\u00e0; se dar\u00e0 luogo a una rinascita o se travolger\u00e0 ogni cosa per un lungo spazio di tempo.<\/p>\n<p>Vi sono errori che si pagano a carissimo prezzo; vi sono errori perpetrati da pi\u00f9 generazioni che portano alla Nemesi e che richiedono una lunga e dolorosa espiazione, prima che i loro effetti nefasti vengano riassorbiti: noi ci troviamo in una situazione di questo genere.<\/p>\n<p>Chi ha avuto in sorte di vivere in questa fase storica, deve sviluppare le qualit\u00e0 del guerriero: la forza, il coraggio, l&#8217;audacia e lo sprezzo del pericolo; deve essere capace di lottare a lungo, per tutta la vita, senza aspettarsi tregue o concessioni, senza sognare facili soluzioni di compromesso, quando la stanchezza e la solitudine si faranno maggiormente sentire.<\/p>\n<p>S\u00ec, anche la solitudine: perch\u00e9 pochi sono quelli che aprono gli occhi e si rendono conto di come stanno le cose; la grande maggioranza degli uomini e delle donne seguiteranno a pascersi di erba come le mucche, ruminando soddisfatti, come se tutto andasse nel migliore dei modi; non ascolteranno i gridi d&#8217;allarme e anzi si scaglieranno contro chi li metter\u00e0 in guardia.<\/p>\n<p>E tuttavia sar\u00e0 necessario sviluppare anche un&#8217;altra qualit\u00e0, senza la quale la forza e il coraggio del guerriero sono inutili: la capacit\u00e0 di conservare la speranza. Senza la dimensione della speranza, anche la lotta pi\u00f9 tenace e coraggiosa \u00e8 condannata alla sconfitta: perch\u00e9 la vittoria non consiste nel trionfare dei nemici, ma nel trionfare della tentazione di abbandonarsi alla disperazione.<\/p>\n<p>Solo colui che sa sperare, anche contro tutto e contro tutti, \u00e8 un autentico guerriero: perch\u00e9 dopo il tempo della lotta viene il tempo della ricostruzione; e guai a quella societ\u00e0 che non trovi in se stessa il tipo umano che, dopo aver lottato, sappia anche ricostruire.<\/p>\n<p>Dipender\u00e0 da lui, comunque la lotta sar\u00e0 finita, se una nuova alba sorger\u00e0 ad illuminare il mondo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Viviamo in tempi difficili, si usa dire. S\u00ec, forse siamo alla vigilia di un crollo della civilt\u00e0; forse questo crollo \u00e8 gi\u00e0 avvenuto, e noi siamo<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30158,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[39],"tags":[148],"class_list":["post-29134","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-moderne","tag-friedrich-nietzsche"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-moderne.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29134","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29134"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29134\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30158"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29134"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29134"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29134"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}