{"id":29125,"date":"2014-01-01T01:09:00","date_gmt":"2014-01-01T01:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/01\/01\/teilhard-ha-creato-una-gnosi-cristiana-in-cui-la-scienza-prende-il-posto-della-fede\/"},"modified":"2014-01-01T01:09:00","modified_gmt":"2014-01-01T01:09:00","slug":"teilhard-ha-creato-una-gnosi-cristiana-in-cui-la-scienza-prende-il-posto-della-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/01\/01\/teilhard-ha-creato-una-gnosi-cristiana-in-cui-la-scienza-prende-il-posto-della-fede\/","title":{"rendered":"Teilhard ha creato una gnosi cristiana in cui la scienza prende il posto della fede"},"content":{"rendered":"<p>Teilhard de Chardin \u00e8 piaciuto e piace tuttora a molti intellettuali &quot;cattolici&quot; i quali, specialmente dopo il Concilio Vaticano II, si sono serviti del Concilio stesso come di un grimaldello per scardinare e distruggere la tradizione e per rifondare un cristianesimo &quot;nuovo&quot; ed &quot;evoluto&quot;, al passo con i tempi: un cristianesimo &quot;moderno&quot;, insomma, ad uso degli uomini contemporanei e &quot;liberato&quot;, secondo loro, da quelle anacronistiche incrostazioni superstiziose e autoritarie che lo hanno appesantito nel corso dei secoli.<\/p>\n<p>Diciamo che Teilhard piace a codesti cristiani &quot;progressisti&quot; e, pi\u00f9 ancora, alla cultura laicista, che non si lascia scappare la minima occasione per fare leva sul senso di colpa di molti intellettuali cristiani per le passate e recenti nefandezze della Chiesa (dai roghi dell&#8217;Inquisizione ai casi di pedofilia) e strappare loro l&#8217;impegno ad una maggiore &quot;apertura&quot;, ad un maggiore &quot;coraggio&quot; nel venire incontro al mondo moderno, mediante il quale essi perseguono il fine, beninteso non dichiarato, di distruggere completamente quel che resta dell&#8217;idea di cristiana: ma di distruggerla subdolamente e servendosi delle stesse mani dei suoi benintenzionati seguaci.<\/p>\n<p>Piace Teilhard, non tanto il suo pensiero: dal momento che quello che circola attualmente ad opera della cultura laicista e &quot;progressista&quot; \u00e8 la versione, ancor pi\u00f9 semplificata e forzata, di un pensiero che gi\u00e0, di per s\u00e9, si presenta come confuso e contraddittorio. Per cui codesti divulgatori del teilhardismo si guardano bene dal sottolineare la candida fede del gesuita, la sua obbedienza al magistero, e fanno di tutto per presentare il teilhardismo come l&#8217;ultima versione, aggiornata e finalmente evoluta, di un cristianesimo degno di non sfigurare troppo nel salotto buono della modernit\u00e0: di essere accettato come &quot;scientifico&quot; e non gi\u00e0 confuso con quella imbarazzante congerie di miti, di leggende, di simboli ormai sorpassati, che facevano somigliare il cristianesimo del passato a quelle costruzioni fantastiche e a quelle stregonerie che vanno sotto il nome di credenze religiose. Roba buona per gli uomini rozzi e incolti del Medioevo, non certo per gli uomini postivi e razionali del terzo millennio, che guardano al futuro con piena e assoluta fiducia in se stessi e nelle loro facolt\u00e0 razionai.<\/p>\n<p>Lo aveva gi\u00e0 notato Etienne Gilson: o Teilhard \u00e8 stato un incoerente, oppure \u00e8 stato il pi\u00f9 subdolo degli eresiarchi; perch\u00e9, nella sua costruzione speculativa &#8212; ammesso che la si possa definire tale &#8212; la teoria biologica dell&#8217;evoluzionismo, eretta a dogma incontrovertibile e dilatata a valore assoluto e onnicomprensivo, finisce per inghiottire la teologia e per superarla, rendendola inutile: il cosmo evolve verso il Cristo Risorto con forza irresistibile, per cui all&#8217;uomo non resta altro da fare che partecipare a questa marcia trionfale (della ragione); anzi, l&#8217;uomo \u00e8 gi\u00e0 stato superato, l&#8217;uomo come lo conoscevamo appartiene gi\u00e0 al passato, ormai l&#8217;uomo si \u00e8 proiettato oltre se stesso e tende al proprio compimento, nell&#8217;abbraccio cosmico con la divinit\u00e0.<\/p>\n<p>Un po&#8217; di Darwin, un po&#8217; di Nietzsche, un po&#8217; di San Paolo (ma letto e interpretato a senso unico), e il gioco \u00e8 fatto: non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il Ges\u00f9 storico, il Dio incarnato, il mistero della Trinit\u00e0; non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la vecchia e &quot;fastidiosa&quot; antitesi tra la dimensione verticale del rapporto fra uomo e Dio (quella della trascendenza) e la dimensione orizzontale (quella della storia); come nell&#8217;idealismo hegeliano e come nel marxismo, le &quot;magnifiche sorti e progressive&quot; sono in marcia per forza propria, per una superiore necessit\u00e0, e tutto quel che si chiede all&#8217;uomo \u00e8 di parteciparvi e di affrettare il loro avvento: non gi\u00e0 di assumere una decisione individuale, di mettersi in gioco davanti al mistero del Dio che si fa uomo, di accogliere il mistero della croce e quello della grazia, che \u00e8, poi, il mistero dell&#8217;amore: no, basta capire (ecco la gnosi!) che l&#8217;universo \u00e8 in marcia verso il Cristo finale, verso il &quot;punto Omega&quot; della creazione, e che \u00e8 cosa intelligente salire a bordo del treno &quot;giusto&quot; prima che l&#8217;occasione sia passata e che la storia vada avanti senza di noi.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 ancora qualcosa di cristiano, in questo guazzabuglio di scienza evoluzionista e di misticismo escatologico, che lo stesso Teilhard definiva, talvolta, come un &quot;meta-cristianesino&quot; e in cui egli pretendeva di rifondare l&#8217;antropologia, facendo dell&#8217;uomo un superuomo in cammino: una creatura, cio\u00e8, che non si capisce perch\u00e9 debba andare verso il Cristo cosmico, dal momento che \u00e8 gi\u00e0 una creatura cosmica e autosufficiente, pienamente liberata e redenta, appunto perch\u00e9 &quot;evoluta&quot;, ed evoluta nel senso pi\u00f9 classicamente, pi\u00f9 darwinianamente biologico della parola? Secondo noi, ben poco: sarebbe pi\u00f9 esatto definirlo un compromesso fra Lucrezio e Marcione. Da Lucrezio riprende il senso di assolutezza della natura e la visione drammatica della vita; dalla gnosi riprende l&#8217;idea centrale che esiste, accanto al cristianesimo ad uso popolare, un altro cristianesimo, molto pi\u00f9 colto e raffinato, ad uso dei filosofi: e che questo secondo cristianesimo, quello &quot;vero&quot;, \u00e8 basato non sul credere, ma sul conoscere; e, dunque, che \u00e8 una faccenda prevalentemente, se non esclusivamente, intellettuale, insomma qualcosa di molto pi\u00f9 vicino al neoplatonismo che al Vangelo, qualcosa in cui si parla molto del Logos e assai meno dell&#8217;Amore divino.<\/p>\n<p>Jacques Maritain &#8211; che pure non \u00e8 stato del tutto estraneo a quel tentativo di rovesciamento dall&#8217;interno del cristianesimo, culminato nella &quot;rivincita&quot; che il pensiero modernista ha cercato di prendersi attraverso il Vaticano II &#8212; ha bene fotografato il grande equivoco su cui si regge il teilhardismo, anche se la sua analisi \u00e8 sostanzialmente ripresa da quella di Etienne Gilson: \u00abLe cas Teilhard de Chardin\u00bb (apparso sulla rivista \u00abSeminarium, n. 4, 1965, pp. 720 sgg.). Maritain ne d\u00e0 una buona sintesi in quella specie di testamento spirituale che \u00e8 \u00abLe paysan de la Garonne\u00bb, in cui il filosofo francese, ritiratosi a Tolosa, si trasforma in pompiere di quello stesso fuoco riformatore che aveva contribuito ad accendere ai tempi del Concilio. La critica a Teilhard \u00e8 molto lucida (da: \u00abIl contadino della Garonna\u00bb, Brescia, Morcelliana; Banca Antoniana Veneta, 1996, vol. 1, p. 173):<\/p>\n<p>\u00abTeilhard pensava che &quot;nel primo secolo della Chiesa il Cristianesimo fece il suo ingresso definitivo nel pensiero umano, assimilando arditamente il Ges\u00f9 del Vangelo al Logos alessandrino&quot; (s&#8217;ingannava in questo: \u00e8 avvenuto &quot;tutto il contrario&quot;. I Padri apologeti non assimilarono arditamente il Ges\u00f9 del Vangelo&quot; al Logos alessandrino&quot;; pi\u00f9 arditamente ancora &quot;assimilarono invece al Cristo Salvatore del Vangelo proprio il Logos alessandrino). Comunque siano andate le cose, ci\u00f2 che Teilhard credette necessario per i nostri giorni era di compiere l&#8217;operazione inversa a quella che egli credeva essere stata fatta dai Padri. Si tratta dunque d&#8217;una &quot;trasposizione completa della cristologia, di una &quot;generalizzazione del Cristo Redentore in un vero Cristo evolutore&quot;. Bisogna &quot;integrare il cristianesimo alla cosmogenesi; bisogna che &quot;la teologia assimili oggi il Cristo alla forza cosmica, origine e fine dell&#8217;Evoluzione. Che rivoluzione! C&#8217;invitano semplicemente a ricondurre nel posto giusto la fede nel Redentore&quot;.\u00bb<\/p>\n<p>E questa, per Teilhard, non \u00e8 una rivoluzione (partita, oltretutto, da un equivoco storico-filosofico: che i Padri abbiano assimilato il Logos alessandrino, mentre furono i filosofi greci ad assimilare il Vangelo); no, macch\u00e9 rivoluzione: basta rimettere &quot;nel posto giusto&quot; la fede nel Redentore. Una cosuccia da nulla, insomma; un semplice dettaglio. E qual \u00e8 codesto &quot;posto giusto&quot;? Ma \u00e8 ovvio: l&#8217;Evoluzione (s\u00ec, scritta con la lettera maiuscola), il nuovo Verbo della scienza darwinista; sicch\u00e9 Cristo Redentore diventa, n\u00e9 pi\u00f9 n\u00e9 meno, il garante di \u00abuna funzione fisica universale\u00bb, cio\u00e8, guarda caso, dell&#8217;evoluzionismo stesso! In altre parole: l&#8217;evoluzionismo \u00e8 l&#8217;ultima e definitiva parola della scienza in fatto di realt\u00e0 universale (e gi\u00e0 qui ci sono due eresie: una scientifica, perch\u00e9 nella scienza non esistono verit\u00e0 &quot;definitive&quot;, e una filosofica e religiosa, perch\u00e9 la realt\u00e0 visibile \u00e8 solo una parte della Realt\u00e0); ma Cristo \u00e8 il &quot;punto Omega&quot; della creazione: dunque, Cristo \u00e8 colui che garantisce la verit\u00e0 dell&#8217;Evoluzione e, con essa, l&#8217;approdo finale dell&#8217;umanit\u00e0 al suo perfetto compimento, che non \u00e8 Cristo stesso, ma \u00e8&#8230; l&#8217;Evoluzione! Sembra un gioco di scatole cinesi: l&#8217;evoluzionismo \u00e8 la verit\u00e0; ma anche Cristo \u00e8 la verit\u00e0; allora Cristo garantisce la verit\u00e0 dell&#8217;evoluzione e l&#8217;evoluzione garantisce la verit\u00e0 di Cristo. Che cosa resta da fare all&#8217;uomo, a questo punto? Farsi seguace dell&#8217;evoluzionismo cristiano o del cristianesimo evoluzionista, sapendo che, in ogni caso, la corrente va in quella direzione. Che ne resta della sua libert\u00e0 di scelta, del suo dovere di scegliere, del rischio, del paradosso della fede di kierkegaardiana memoria; che ne resta della croce, dello scandalo, del Dio che si \u00e8 fatto uomo per condividere la condizione umana e non per additare all&#8217;uomo la sua auto-deificazione? Che ne resta del Discorso della montagna, del monito ai sapienti e dell&#8217;esaltazione degli umili di spirito, del mistero del peccato e della redenzione, della presenza amorevole dello Spirito Santo? Non baster\u00e0 aspettare che l&#8217;Evoluzione si compia, che faccia tutto lei, e affidarsi al suo corso potente, al suo infallibile disegno?<\/p>\n<p>Ci sembra che, per questa strada, si torni al deismo illuminista, al grande Architetto dell&#8217;universo, all&#8217;Essere Supremo dei robespierristi; si torna al Dio di Voltaire, un Dio che non d\u00e0 ombra, che non fa sentire piccolo l&#8217;uomo, di cui non c&#8217;\u00e8 veramente bisogno: un piccolo Dio poco ingombrante, che serve giusto per tirarlo fuori nelle grandi occasioni, per consentire all&#8217;uomo di recitare, ogni tanto, la commedia della falsa modestia; un Dio, soprattutto, che non domanda mai all&#8217;uomo, a ciascun essere umano: \u00abChe ne \u00e8 di tuo fratello Abele?\u00bb, perch\u00e9 il Cristo cosmico di Teilhard \u00e8 troppo circonfuso di gloria ultraterrena per scendere fra le lacrime e i drammi di questo basso mondo non ancora &quot;evoluto&quot;, ancora cos\u00ec immerso nel dolore e nell&#8217;impotenza, cos\u00ec imprigionato nelle debolezze e nelle contraddizioni umane.<\/p>\n<p>No: il Dio di Teilhard \u00e8 un Dio tirato a lucido, tutto scintillante come un satino New Age; i suoi chiodi, la sua corona di spine non sono che uno sbiadito ricordo, un qualcosa di lontano e di irreale: Egli \u00e8 possente e luminoso (e questo va bene), ma forse non ha mai conosciuto l&#8217;angoscia e il tormento della solitudine e dell&#8217;abbandono nell&#8217;Orto degli ulivi (e questo \u00e8 eretico): \u00e8 un Dio puramente divino, come per l&#8217;arianesimo; ma, al tempo stesso, puramente umano, come per il materialismo. In fondo, non \u00e8 altro che il principio stesso dell&#8217;evoluzione, santificato e assolutizzato, addirittura deificato. Non \u00e8 il Dio del Golgota e del Tabor: \u00e8 il Dio di Darwin, un Darwin redento e convertito, finalmente liberato dall&#8217;equivoco del XIX secolo: perch\u00e9 ha compreso che Dio non \u00e8 altra cosa dall&#8217;evoluzione, \u00e8 l&#8217;evoluzione stessa.<\/p>\n<p>Tutto questo pu\u00f2 essere sembrato seducente a quei cristiani i quali pensavano, e forse pensano tuttora, che il cristianesimo sia un fenomeno storico che deve essere continuamente aggiornato ai tempi della storia: la sua verit\u00e0 non \u00e8 una verit\u00e0 eterna, ma contingente; mano a mano che i tempi della storia cambiano, e cambiano le sensibilit\u00e0 e gli orizzonti culturali, bisogna continuamente rivederlo, ammodernarlo, rimetterlo in &quot;sintonia&quot;. Eh, via: perch\u00e9 annoiarci ancora con queste vecchie storie della Passione e della Croce, perch\u00e9 rattristarci ancora con il Peccato Originale, quando la scienza ci garantisce che va tutto bene, che tutto procede nel migliore dei modi possibili per la forza stessa della materia, e che noi dobbiamo soltanto dire &quot;s\u00ec&quot; all&#8217;evoluzione per trovarci dalla parte giusta della barricata?<\/p>\n<p>In fondo, il teilhardismo \u00e8 una forma di vitalismo esasperato: presenta pi\u00f9 analogie con la stramba dottrina nietzschiana (dottrina, non pensiero) dell&#8217;Eterno Ritorno, che con il cristianesimo quale lo abbiamo sempre conosciuto. O, almeno, quale lo abbiamo conosciuto prima che i teilhardisti venissero a rischiarare la tenebre della nostra grossolana ignoranza e a dirci che la fede in Cristo Risorto e quella nell&#8217;Evoluzione della materia sono una stessa ed unica cosa. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 male, anzi non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il Male; meglio: il Male non c&#8217;\u00e8 mai stato (semmai, era il frutto della nostra ignoranza); perch\u00e9, nella prospettiva di un evoluzionismo assoluto, tutto \u00e8 bene, tutto \u00e8 bene cos\u00ec com&#8217;\u00e8, cos\u00ec come lo \u00e8 la materia in costante evoluzione. E il Bene? Ammesso che ci sia ancora bisogno di un tale concetto (dal momento che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il Male&#8230;), diremo che il Bene \u00e8 l&#8217;Evoluzione, il Bene \u00e8 la nostra scoperta che l&#8217;Evoluzione ci conduce al Cristo cosmico, cos\u00ec come l&#8217;autostrada del Sole ci conduce alle localit\u00e0 balneari per la nostra meritata villeggiatura.<\/p>\n<p>Non solo questo non \u00e8 pi\u00f9 cristianesimo, ma ne \u00e8 la negazione e il totale rovesciamento. Dopo di che si pu\u00f2 essere teilhardisti fin che si vuole; ma, per carit\u00e0, chiamiamo le cose con il loro nome: pane al pane e vino al vino. O si \u00e8 teilhardisti o si \u00e8 cristiani. Se ciascuno si potesse fabbricare un cristianesimo su misura, allora perch\u00e9 no un cristianesimo hegeliano, marxista, freudiano e cos\u00ec via?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Teilhard de Chardin \u00e8 piaciuto e piace tuttora a molti intellettuali &quot;cattolici&quot; i quali, specialmente dopo il Concilio Vaticano II, si sono serviti del Concilio stesso<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[117,157,168],"class_list":["post-29125","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-gnosi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29125","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29125"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29125\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29125"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29125"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29125"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}