{"id":29119,"date":"2012-03-01T11:47:00","date_gmt":"2012-03-01T11:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/03\/01\/tav-progresso-democrazia\/"},"modified":"2012-03-01T11:47:00","modified_gmt":"2012-03-01T11:47:00","slug":"tav-progresso-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2012\/03\/01\/tav-progresso-democrazia\/","title":{"rendered":"Tav, progresso, democrazia"},"content":{"rendered":"<p>La vicenda relativa alla linea ferroviaria ad alta velocit\u00e0 che deve passare attraverso la Val di Susa, in seguito ad accordi internazionali intercorsi fra l&#8217;Italia e la Francia, per allacciare Lione e Torino e rendere pi\u00f9 veloce lo spostamento delle merci a cavallo delle Alpi ed oltre, si presta a differenti livelli di riflessione.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 un livello di riflessione ambientale ed ecologico: questa linea verr\u00e0 realizzata attraverso un lungo percorso in galleria, che richieder\u00e0 imponenti lavori di traforo nelle viscere delle montagne. L&#8217;impatto ambientale sar\u00e0 fortissimo, nonostante le rassicurazioni che son state fornite, a suo tempo, sia da governi di centro-sinistra che di centro-destra, ai quali spetta la responsabilit\u00e0 di averla voluta ed impostata: non per niente una buona parte degli abitanti della valle, sindaci in testa, \u00e8 contraria alla realizzazione dell&#8217;opera.<\/p>\n<p>Ed ecco che la riflessione diventa, inevitabilmente, di ordine sociale e politico.<\/p>\n<p>Gli Italiani, notoriamente, non vorrebbero mai accettare davanti a casa propria delle opere pubbliche che modifichino in peggio l&#8217;ambiente, anche se necessarie alla comunit\u00e0: individualisti oltre ogni misura, non pensano mai alla comunit\u00e0 nazionale e nemmeno a quelle dei paesi vicini, ma solo a quella della propria sfera immediata.<\/p>\n<p>Se dipendesse dalla volont\u00e0 popolare, in Italia non si farebbe mai alcuna opera pubblica: salterebbe sempre su qualche paesino, qualche quartiere, qualche famiglia a protestare e a dire: fatela pure, ma non davanti a casa nostra; fatela pure, ma andate un po&#8217; pi\u00f9 in l\u00e0. Non ci sarebbero discariche, non ci sarebbero inceneritori, non ci sarebbero ripetitori, non ci sarebbero tralicci dell&#8217;alta tensione: tutte cose senza dubbio sgradevoli, ma necessarie.<\/p>\n<p>\u00c8 questa la democrazia? \u00c8 la possibilit\u00e0, per dieci o cento persone, di bloccare una cosa utile e necessaria per mille o per diecimila? \u00c8 la possibilit\u00e0, per ogni singolo campanile, di ridurre all&#8217;impotenza pi\u00f9 totale qualsiasi governo, che viene eletto dai cittadini per fare le cose di cui vi \u00e8 bisogno e non per scaldare le sedie dei ministri?<\/p>\n<p>Senonch\u00e9, il punto \u00e8 proprio questo: chi decide quando un&#8217;opera \u00e8 realmente necessaria, quando \u00e8 realmente indispensabile? In Francia, negli ani passati, hanno costruito pi\u00f9 di cinquanta centrali nucleari, per poi accorgersi che era uno sproposito. In Italia, le proteste popolari hanno bloccato anche le tre o quattro previste per alleviare il nostro disperato fabbisogno energetico; e, alla luce di fatterelli come Cernobyl e Fukushima, si \u00e8 visto che la ragione stava dalla parte di chi protestava, non di chi pianificava: fermo restando, e ovviamente insoluto, il problema dell&#8217;approvvigionamento energetico.<\/p>\n<p>Ora la domanda \u00e8: la Tav della Val di Susa \u00e8 realmente utile, beninteso valutando in maniera adeguata i costi e i benefici? \u00c8 realmente necessaria, \u00e8 realmente indispensabile, come ci \u00e8 stato detto dai precedenti governi, e ripetuto da quello attuale? Oppure si tratta dell&#8217;eterno, monotono ricatto del Progresso: \u00abo fare la Tav, oppure retrocedere verso l&#8217;Africa, verso il Terzo Mondo?\u00bb. Ci era stato detto anche al momento di entrare nell&#8217;euro: per\u00f2 ci \u00e8 mancato poco, pochissimo, che in Africa retrocedessimo per davvero, e non per essere rimasti fuori dall&#8217;euro, ma per avervi aderito; la Grecia sta gi\u00e0 facendo questa fine, e non \u00e8 detto che il pericolo, per noi, sia passato.<\/p>\n<p>Come si vede, il problema politico si sdoppia, a sua volta, in due sotto-problemi: uno \u00e8 se questo tipo di opere pubbliche siano realmente necessarie; un altro \u00e8 che a gestirle dovrebbe essere la nostra classe dirigente, la quale, lo si \u00e8 visto fin troppe volte, non offre alcuna garanzia di saperlo fare in maniera appropriata.<\/p>\n<p>Quel che vogliamo dire \u00e8 che, ammesso e non concesso che un&#8217;opera come la Tav sia necessaria per gli interessi superiori della nazione (non precisamente per quelli dei valligiani direttamente coinvolti), a realizzarla non saranno tecnici, politici e imprenditori tedeschi: saranno tecnici, politici e imprenditori italiani; il che non offre certo una garanzia che le cose verranno fatte come andrebbero fatte, sotto ogni punto di vista.<\/p>\n<p>Sotto il punto di vista del dissesto idrogeologico: qualcuno si ricorda ancora del Vajont e dei suoi duemila morti? Si trattava di costruire una immensa diga, la quinta pi\u00f9 alta al mondo e la seconda ad arco, alle pendici di una montagna che tutti sapevano essere franosa, come diceva e dice il suo stesso nome: Monte Toc. Quanto buon senso, quanta professionalit\u00e0 e quanta coscienza vi fossero in un progetto de genere, lo si \u00e8 visto alla luce del disastro che ne \u00e8 derivato: ma che era, purtroppo, come spesso avviene nel nostro Paese, un disastro assolutamente annunciato, tanto \u00e8 vero che gli abitanti di Longarone e dei paesi vicini se lo aspettavamo da un momento all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Sotto il punto di vista economico: qualcuno si ricorda ancora che quello stesso governo, che ha portato avanti la fase iniziale dei lavori della Tav, aveva annunciato, con colpi di grancassa e rullo di tamburi, la costruzione del famigerato ponte sullo Stretto di Messina, che avrebbe dovuto immortalare in saecula saeculorum la gloria e la memoria dell&#8217;imperatore Silvio Berlusconi? Quante pubblico denaro \u00e8 gi\u00e0 stato dilapidato nelle operazioni preliminari del folle progetto, nato dalla mente di un megalomane e assecondato da uno stuolo di servitori in uniforme da ministri e da parlamentari?<\/p>\n<p>In Italia, la realizzazione di un&#8217;opera pubblica viene affidata all&#8217;impresa che presenta il preventivo pi\u00f9 basso, cio\u00e8 pi\u00f9 conveniente per lo Sato: peccato che, fra il progetto e la consegna finale, il preventivo lieviti sistematicamente di due, tre, quattro volte rispetto alla cifra iniziale; e nessuno ci trova niente di strano, nessuno apre delle inchieste, nessuno trascina in tribunale, a render conto del loro operato, gli scialacquatori del pubblico denaro.<\/p>\n<p>E poi queste facce di bronzo hanno pure il coraggio di affermare che loro non mettono le mani nelle tasche degli Italiani: come se quegli stadi lasciati a met\u00e0, quelle autostrade che avanzano di mezzo metro alla settimana, quegli ospedali che cadono a pezzi prima ancora di essere entrati in funzione, quelle scuole costruite con il cemento armato di sabbia, ma costate egualmente carissime, non fossero finanziati dalle tasche dei contribuenti!<\/p>\n<p>Insomma: se potessimo essere certi che una determinata opera pubblica, dannosa per gli equilibri ambientali, ma realmente necessaria, sar\u00e0, almeno, realizzata nel modo pi\u00f9 intelligente, s\u00ec da produrre l&#8217;impatto minore possibile, e, al tempo stesso, non coster\u00e0 un euro in pi\u00f9 di quanto preventivato, non diventer\u00e0 una gigantesca occasione di banchetto per politici, funzionari e amministratori disonesti, non dar\u00e0 luogo ad intrallazzi vergognosi e a macroscopici conflitti d&#8217;interesse (come quando un governo affida il ministero dei lavori pubblici a un imprenditore che lavora precisamente in quel settore) o che, addirittura, non fornir\u00e0 occasioni di lauti guadagni alle organizzazioni malavitose, come la mafia e la camorra, allora potremmo metterci il cuore in pace e, sia pure con qualche perplessit\u00e0, lasciare che il governo vada avanti per la sua strada.<\/p>\n<p>Ma in Italia, oggi, esistono queste pre-condizioni? Abbiamo queste garanzie di correttezza, di onest\u00e0, di dedizione al pubblico bene, da parte della nostra classe dirigente? Possiamo arrischiarci a mettere tutti quei soldi nelle mani di lorsignori; possiamo fidarci della seriet\u00e0 e della imparzialit\u00e0 delle loro perizie e dei loro progetti; siamo certi che ogni cosa sar\u00e0 fatta nel modo migliore, ossia nel rispetto della legalit\u00e0 e del superiore interesse della comunit\u00e0 nazionale?<\/p>\n<p>E adesso veniamo alle riflessioni di ordine ancora pi\u00f9 ampio, cio\u00e8 filosofico.<\/p>\n<p>Un&#8217;opera come la Tav si inscrive nel paradigma dello Sviluppo e del Progresso illimitato, nel paradigma della Crescita continua: presuppone che si debba viaggiare, uomini e merci, sempre di pi\u00f9 e sempre pi\u00f9 in fretta; che ogni cosa debba essere pianificata e realizzata in senso ultra-efficientistico ed ultra-produttivistico; che l&#8217;economia sia pi\u00f9 importante di qualunque altra cosa, di qualunque altro bene, di qualunque altro valore: che le banche, il denaro, il profitto, siano divinit\u00e0 assolute e gelose, e che non avremo altro Dio al di fuori di esse.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 essere d&#8217;accordo, oppure no: siamo in democrazia, appunto. Per\u00f2 bisogna essere coerenti, comunque la si pensi.<\/p>\n<p>Se si ritiene che vi siano altri valori pi\u00f9 importanti del Progresso e del Denaro, allora non si pu\u00f2 protestare, onestamente, contro la realizzazione di opere del genere e per\u00f2, al tempo stesso, non modificare in nulla uno stile di vita improntato al consumo frenetico, al viaggiare superfluo, allo spreco energetico, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 essere contro la Tav e poi andare ogni sabato al centro commerciale; portare i bambini a scuola o andare a far la spesa con il Suv o la Range Rover; fare una scappatella turistica ogni due o tre mesi a Londra o New York con i voli low cost (low cost per il singolo viaggiatore, non certo per la comunit\u00e0 nazionale che li finanzia). Esattamente come gli abitanti dei piccoli centri non possono sfruttare le occasioni di lavoro e di consumo del grosso centro limitrofo, e poi rifiutare, nel loro territorio comunale, la costruzione di una discarica o di un inceneritore per smaltire i suoi rifiuti: non si pu\u00f2 dire di s\u00ec ai vantaggi e dire di no agli inconvenienti. C&#8217;\u00e8 un prezzo da pagare in ogni cosa, in ogni scelta.<\/p>\n<p>Siamo disposti a modificare radicalmente il nostro stile di vita, a riscoprire uno stile basato sulla sobriet\u00e0, sul riutilizzo, sull&#8217;impiego di sostanze e materiali ecologici o, comunque, compatibili con l&#8217;equilibrio ambientale, dai farmaci all&#8217;abbigliamento, dai giocattoli all&#8217;edilizia?<\/p>\n<p>Se s\u00ec, allora dobbiamo ridurre i consumi inutili, ridurre gli sprechi: puntare sulle energie rinnovabili, sui pannelli solari, sulle biomasse: ma poi non bisogna fare cortei e proteste perch\u00e9 non vogliamo i pannelli solari vicino a casa, o perch\u00e9 ci disturba l&#8217;odore delle biomasse. Dobbiamo assumerci le conseguenze delle nostre scelte, con un minimo di coerenza.<\/p>\n<p>Sul piano politico, dobbiamo mandare a casa una classe dirigente penosamente inadeguata, sconciamente avida e corrotta: perch\u00e9, con una classe dirigente come quella attuale, non si va da nessuna parte.<\/p>\n<p>Parliamoci chiaro: una classe dirigente cos\u00ec, non la vorrebbe nessuno; e nessuno ha fiducia in essa. Il dramma dello spread ha qui la sua radice: se l&#8217;Italia stava per fare bancarotta, la causa principale risiedeva nella disistima che gli altri Pesi avevano nei confronti dei nostri governanti, dei nostri banchieri, dei nostri dirigenti d&#8217;industria.<\/p>\n<p>Gente con una mentalit\u00e0 feudale, che vorrebbe solo i vantaggi del potere &#8211; profitti sicuri e garantiti, pubblici finanziamenti a pioggia, nessuna &quot;seccatura&quot; dalle controparti sociali -, ma che non \u00e8 disposta ad assumersi nessun rischio, specialmente in tempi di vacche magre. Gente che fugge con i capitali all&#8217;estero, magari nascosti in fondo alla valigia; gente che fugge come Vittorio Emanuele III fugg\u00ec da Roma, la mattina del 9 settembre 1943, piantando in asso baracca e burattini: con quali conseguenze per il Paese, lo sappiamo fin troppo bene.<\/p>\n<p>Ma per avere una classe dirigente degna di questo nome, bisogna essere un popolo degno di questo nome. La tragedia non \u00e8 avere dei politici, degli amministratori o dei banchieri cinici o disonesti; la tragedia \u00e8 non avere nessuno da mettere al loro posto, perch\u00e9 tale \u00e8 il livello medio di moralit\u00e0 e di competenza dell&#8217;intera comunit\u00e0 nazionale.<\/p>\n<p>In un Paese serio, come la Germania, basta la minima infrazione al patto di fiducia fra eletti ed elettori, perch\u00e9 i primi debbano lasciare le poltrone in un batter d&#8217;occhio. Noi, invece, tolleriamo tutto, scusiamo tutto, perfino ci scherziamo sopra: e, cos\u00ec facendo, mostriamo di non meritare di essere trattati meglio dalla nostra classe dirigente; di non essere degni di essere rappresentati e governati da qualcuno che sia onesto e competente.<\/p>\n<p>La vicenda della Tav, dunque, porta allo scoperto una serie di nodi strutturali, rimasti perennemente irrisolti, non solo della nostra politica e della nostra amministrazione, ma anche della nostra cultura, della nostra morale, del nostro vivere civile.<\/p>\n<p>E a tutto ci\u00f2 si aggiunga una stampa e una televisione che non informano, ma disinformano: asserviti ai vari poteri economici, per lo pi\u00f9 direttamente interessati alle vicende che dovrebbero raccontare con imparzialit\u00e0, molti, troppi giornalisti si limitano a belare, a muggire e a ragliare, secondo la bacchetta dei rispettivi direttori d&#8217;orchestra.<\/p>\n<p>\u00abLibero\u00bb e il \u00abGiornale\u00bb hanno fatto a gara nel buttare in ridere o nel fare oggetto di giudizi impietosi e sprezzanti l&#8217;incidente che ha visto ridotto in fin di vita un manifestante no-Tav, precipitato da un traliccio dell&#8217;elettricit\u00e0. Al di l\u00e0 del giudizio politico che si vuol dare di quelle proteste, tanto cinismo \u00e8 semplicemente rivoltante: definire &quot;cretinetto&quot; un essere umano che lotta, in ospedale, tra la vita e la morte, \u00e8 cosa che si qualifica da sola.<\/p>\n<p>Roba da Terzo Mondo, appunto; roba di cui una opinione pubblica matura dovrebbe vergognarsi, comunque ciascuno la pensi.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un livello di decenza morale, al di sotto del quale non si dovrebbe mai scendere: mai, per nessuna ragione al mondo.<\/p>\n<p>E non solo per quel che riguarda una vicenda contingente, come il fattaccio verificatosi durante le proteste contro la Tv in Val di Susa, ma per quel che concerne il senso e il valore della vita associata; a meno di voler regredire al livello di una trib\u00f9 di cannibali, al livello di un branco di belve feroci: sempre pronti a sbranarsi l&#8217;un l&#8217;altro, senza rispetto nemmeno per il corpo dell&#8217;avversario morto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vicenda relativa alla linea ferroviaria ad alta velocit\u00e0 che deve passare attraverso la Val di Susa, in seguito ad accordi internazionali intercorsi fra l&#8217;Italia e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[144,178],"class_list":["post-29119","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-francia","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29119","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29119"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29119\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29119"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29119"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29119"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}