{"id":29114,"date":"2010-10-25T09:44:00","date_gmt":"2010-10-25T09:44:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/10\/25\/il-tapiro-reliquia-di-eta-remote-vive-in-due-regioni-del-globo-lontanissime-fra-loro\/"},"modified":"2010-10-25T09:44:00","modified_gmt":"2010-10-25T09:44:00","slug":"il-tapiro-reliquia-di-eta-remote-vive-in-due-regioni-del-globo-lontanissime-fra-loro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2010\/10\/25\/il-tapiro-reliquia-di-eta-remote-vive-in-due-regioni-del-globo-lontanissime-fra-loro\/","title":{"rendered":"Il tapiro, reliquia di et\u00e0 remote, vive in due regioni del globo lontanissime fra loro"},"content":{"rendered":"<p>Il tapiro (ordine dei Perissodattili, famiglia dei Tapiridi) \u00e8 quasi un fossile vivente: un mammifero che presenta caratteri arcaici, tanto dal punto di vista morfologico, quanto dal punto di vista zoogeografico.<\/p>\n<p>Dal punto di vista morfologico, ad esempio, il tapiro possiede un tipo di dentatura che, per un animale fitofago (ossia con una dieta di tipo vegetariano) pu\u00f2 essere considerato antico: infatti, le cuspidi ben marcate sono coperte di smalto che non si salda fra il cemento e la dentina (cio\u00e8 il tessuto connettivo mineralizzato, supportato su una matrice di proteine simili al collagene, che si trova tra lo smalto all&#8217;esterno, il cemento alla radice, e la polpa).<\/p>\n<p>Per comprendere in cosa consista l&#8217;arcaicit\u00e0 di questa struttura, si consideri che uno dei pi\u00f9 prossimi parenti del tapiro, ossia il cavallo, erbivoro anch&#8217;esso, ha una struttura dentaria completamente diversa, &quot;moderna&quot;, adatta alla masticazione di vegetali ricchi di silicio, grazie alla saldatura dello smalto fra il cemento e la dentina.<\/p>\n<p>Dal punto di vista zoogeografico, i tapiri attualmente viventi si trovano in due regioni della Terra lontanissime fra loro, come l&#8217;America centro-meridionale (Regione neotropica) e una zona piuttosto ristretta del Sud-est asiatico (Regione orientale). Poich\u00e9 \u00e8 evidente che il tapiro, pur essendo un eccellente nuotatore, non pu\u00f2 certo avere attraversato l&#8217;Oceano Pacifico; n\u00e9, d&#8217;altra parte, la sua attuale distribuzione geografica \u00e8 una conseguenza della frammentazione del Gondwana, poich\u00e9 il tapiro dovette comparire circa cinquanta milioni anni addietro, allora bisogna ammettere necessariamente una sua diffusione via terra.<\/p>\n<p>La sua area d&#8217;origine va individuata, indubbiamente, nelle regioni della odierna Russia europea, fra gli Urali, il Mare Glaciale Artico ed il Caucaso, ove, nell&#8217;Eocene superiore, comparve il \u00abPaleotapirus\u00bb, che era pi\u00f9 piccolo delle specie viventi (come avvenne, del resto, anche nel caso del cavallo).<\/p>\n<p>Da l\u00ec, questo mammifero si spost\u00f2 sia verso occidente, colonizzando l&#8217;Europa, dove poi disparve e di cui rimangono solo testimonianze fossili, il cosiddetto \u00abProtapirus\u00bb, pi\u00f9 grande del precedente, ma sempre pi\u00f9 piccolo dell&#8217;attuale; sia verso oriente, diffondendosi in tutta l&#8217;Asia. Una specie pass\u00f2 in tal modo dalla Regione neartica alla Regione orientale, dove tuttora sopravive isolata: il \u00abTapirus indicus\u00bb, attualmente ridotto nella lunga Penisola di Malacca e a Sumatra (ma non nelle altre isole indonesiane, come la vicina Giava).<\/p>\n<p>Altri resti fossili di \u00abProtapirus\u00bb sono stati rinvenuti sia nel settentrione della Siberia, sia nella regione mancese, a nord dell&#8217;Ussuri; sia, e questo \u00e8 di decisiva importanza per stabilire la linea delle antiche migrazioni, nelle zone artiche canadesi. Ci\u00f2 significa che, insieme a numerosi altri mammiferi erbivori, tra i quali il rinoceronte lanoso di cui ci siamo gi\u00e0 occupati (cfr. il nostro articolo \u00abFu l&#8217;uomo a causare l&#8217;estinzione dei grandi animali lanosi del Nord America?\u00bb, apparso sul sito di Arianna Editrice in data 25\/03\/2008) il \u00abProtapirus\u00bb valic\u00f2 lo Stretto di Bering all&#8217;epoca delle ultime glaciazioni, quando esso era all&#8217;asciutto, e pass\u00f2 dall&#8217;Asia nord-orientale nell&#8217;America Settentrionale, di dove, poi, inizi\u00f2 a diffondersi gradualmente verso mezzogiorno.<\/p>\n<p>Resti fossili di una specie ormai simile a quelle attuali sono stati rinvenuti nelle Montagne Rocciose, nella zona tra gli attuali Stati Uniti e il Canada, e sono stati datati al Pleistocene: si tratta di un animale dai caratteri pi\u00f9 &quot;moderni&quot; rispetto al \u00abProtapirus\u00bb.<\/p>\n<p>Anche dal Nord America, comunque, il tapiro ai nostri giorni \u00e8 scomparso, cos\u00ec come dall&#8217;Asia, con la sola eccezione della Malacca e di Sumatra; mentre nell&#8217;America centro-meridionale attualmente ne vivono tre specie: tutte &#8211; ma specialmente quella di Baird &#8212; caratterizzate da un aspetto massiccio, con collo corto e robusto e pelame bruno scuro (mentre la specie asiatica ha il pelame della parte posteriore del tronco di color bianco sporco).<\/p>\n<p>La specie americana pi\u00f9 settentrionale \u00e8 il \u00abTapirus Bairdi\u00bb, diffuso tra la parte pi\u00f9 meridionale del Messico (approssimativamente dall&#8217;istmo di Tehuantepec, ma esclusa la Penisola dello Yucatan) lungo tutta la striscia di terra dell&#8217;America Centrale, fino al Darien, oltre l&#8217;Istmo di Panama); la specie intermedia \u00e8 il \u00abTapirus pinchaeque\u00bb, nel tratto settentrionale della Cordigliera delle Ande, dalla Colombia centrale al Per\u00f9 settentrionale); quella pi\u00f9 meridionale \u00e8 il \u00abTapirus terrestris\u00bb, che popola tutta la sezione centrale dell&#8217;America Meridionale, dal Venezuela e dalla Guyana, sino alla foce del Rio delle Amazzoni, e poi gi\u00f9, attraverso l&#8217;Amazzonia, giungendo all&#8217;Altopiano del Mato Grosso e alle savane del Gran Chaco, tra la Bolivia e il Paraguay.<\/p>\n<p>Ha scritto lo zoologo spagnolo Felix Rodriguez de la Fuente nella enciclopedia \u00abGli animali e la loro vita\u00bb (titolo originale: \u00abEnciclopedia Salvat de la Fauna\u00bb, Salvat Ediciones, 1970; edizione italiana a cura dell&#8217;Istituto Geografico De Agostini, Novara, 1976, vol. 8, pp. 148-150):<\/p>\n<p>\u00abQuando le prime spedizioni scientifiche, verso la met\u00e0 del secolo XIX, cominciarono a penetrare nella selva amazzonica, perdettero consistenza le leggende dell&#8217;esistenza di animali sopravvissuti di epoche geologiche remote. Quest&#8217;affermazione per\u00f2 non \u00e8 forse del tutto esatta: nelle zone pi\u00f9 inaccessibili della foresta si muove un grosso Ungulato che, a prima vista, non sapremmo imparentare con i cervi o con i cavalli: questo animale, autentico fossile vivente, \u00e8 il tapiro.<\/p>\n<p>In altre epoche la famiglia dei Tapiridi fior\u00ec e si diffuse molto pi\u00f9 largamente di ora: i suoi pi\u00f9 remoti antenati abitavano, al principio del Terziario, anche nel Nordamerica e nell&#8217;Asia attuali. Nell&#8217;Oligocene esistevano gi\u00e0 in Europa e nell&#8217;America Settentrionale tapiri molto simili agli attuali, ma in queste regioni si estinsero e i sopravvissuti sono arrivati fino alla nostra epoca nell&#8217;Asia sud-orientale e nelle foreste del Sudamerica, continente che invasero quando emerse, nel corso del Pleistocene, l&#8217;istmo centroamericano. Cos\u00ec si spiega il fatto che specie strettamente imparentate come i tapiri asiatici e quelli americani vivano in zone geografiche tanto distanziate.<\/p>\n<p>I tapiri sono i pi\u00f9 antichi Perissodattili esistenti, e per parecchi anni i naturalisti sono stati molto incerti nel classificarli in un ordine determinato, arrivando anche a pensare che fossero imparentati con gli ippopotami o con i maiali. Invece i tapiri sono filogeneticamente imparentati con i rinoceronti e con i cavalli.<\/p>\n<p>Attualmente la famiglia dei Tapiridi \u00e8 rappresentata solo da quattro specie, incluse in un unico genere, te delle quali abitano nel Centro e nel Sudamerica, mentre la quarta \u00e8 relegata nelle giungle della penisola indocinese e nell&#8217;isola di Sumatra. \u00c8 da segnalare il fatto paradossale che il tapiro asiatico, chiamato tapiro dalla gualdrappa, rest\u00f2 ignoto alla scienza ancora molto tempo dopo che si conoscevano le specie di tapiro americano. Infatti, mentre i primi esploratori spagnoli del nuovo continente sapevano gi\u00e0 verso l&#8217;anno 1500 dell&#8217;esistenza di quello strano animale, il tapiro dalla gualdrappa non venne scoperto che agli inizi del secolo XIX; e sin tratt\u00f2 di un avvenimento scientifico di prim&#8217;ordine, poich\u00e9 ormai non si sperava pi\u00f9 di scoprire nuove specie di mammiferi di cos\u00ec grandi dimensioni. Questa scoperta per\u00f2 venne superata, un secolo dopo, dalla comparsa di una specie nuova nel cuore dell&#8217;Africa: l&#8217;okapi.\u00bb<\/p>\n<p>Il tapiro \u00e8 un animale forte ma timido e schivo, che vive nel fitto della foresta, il pi\u00f9 lontano possibile dalla presenza umana. Abile nuotatore, come si \u00e8 detto, abita volentieri presso le rive dei fiumi, che attraversa senza alcuna difficolt\u00e0. Si sposta anche camminando sul fondo dei fiumi, rimanendo interamente immerso, e dedicandosi cos\u00ec a brucare le piante che crescono sotto la superficie.<\/p>\n<p>In un certo senso \u00e8 sbalorditivo che un animale della sua taglia (alto al garrese da 75 a 120 cm., pu\u00f2 pesare fino a 300 kg.) viva nelle parti della foresta ove pi\u00f9 densa \u00e8 la vegetazione e in cui sembrerebbe impossibile che possa avanzare, nell&#8217;intrico delle liane e dei fittissimi tronchi. In realt\u00e0, questa ungulato \u00e8 perfettamente adattato ad un simile ambiente, tanto che pu\u00f2 galoppare a notevole velocit\u00e0, aprendosi la strada con la testa bassa dalla corta proboscide, e travolgendo i rami e le frasche che gli si parano davanti. Del resto, anche l&#8217;okapi dell&#8217;Africa centrale vive nel pi\u00f9 fitto della foresta equatoriale; e la stessa cosa pu\u00f2 dirsi per l&#8217;elefante indiano o per il rinoceronte della Sonda, che pure sono mammiferi di taglia assai pi\u00f9 imponente.<\/p>\n<p>La caccia condotta contro di lui da parte dell&#8217;uomo ha fatto del tapiro un animale notturno, che si muove con estrema circospezione lungo i sentieri della foresta; ma l\u00e0 dove la presenza umana \u00e8 remota, esso si sposta tranquillamente alla luce del giorno, cosa che dimostra come il tapiro fosse originariamente un animale diurno e che \u00e8 stata la pressione implacabile esercitata dall&#8217;uomo a modificarne radicalmente le abitudini.<\/p>\n<p>Diciamo ora qualcosa sulle quattro specie di tapiro attualmente esistenti, servendoci in particolare della descrizione contenuta nella classica opera di Hans-Wilhelm Smolik \u00abEnciclopedia illustrata degli animali\u00bb (traduzione italiana a cura di Feltrinelli Editore, Milano, 1972).<\/p>\n<p>Il tapiro dalla gualdrappa vive nella zona tra la Thailandia e la Birmania e nella grande isola di Sumatra; \u00e8 lungo da 200 a 240 centimetri e alto alla spalla 90-100 centimetri. Il mantello \u00e8 nero brillante nella parte anteriore del corpo e sulle zampe, grigio biancastro dalla spalla fino alle cosce. La proboscide, retrattile, pu\u00f2 raggiungere i 16 centimetri; gli orecchi sono incorniciati di bianco e la coda \u00e8 nera.<\/p>\n<p>Il tapiro americano o terrestre, diffuso dal Venezuela all&#8217;estremit\u00e0 settentrionale dell&#8217;Argentina, \u00e8 un po&#8217; pi\u00f9 piccolo: lungo 190-200 centimetri e alto alla spalla 85-95 centimetri. Il pelo \u00e8 corto, ispido e rado; la proboscide \u00e8 pi\u00f9 piccola e corta di quella del suo congenere asiatico; una minuscola criniera corre dalla nuca alle spalle.<\/p>\n<p>Il tapiro delle Ande o tapiro pinchaeque \u00e8 diffuso nella sezione settentrionale della grande catena andina, fino alla notevole altitudine di 4.200 sul livello del mare; ed \u00e8 ancora pi\u00f9 piccolo del precedente, essendo lungo da 170 a 180 centimetri ed alto alla spalla da 70 a 80 cenrimetri. Il pelo \u00e8 nerastro, foltissimo e morbido, un poco ritorto. Meno massiccio del suo parente di pianura, ha le zampe pi\u00f9 slanciate ed il muso pi\u00f9 allungato, con le guance grigio-chiare o grigio-bianche; non possiede la criniera.<\/p>\n<p>Infine il tapiro di Baird vive, anch&#8217;esso, nei boschi di montagna, ma nell&#8217;America Centrale e, quindi, ad altezze meno elevate; raramente si spinge fino all&#8217;estremit\u00e0 settentrionale della Colombia, ove il suo areale si confonde con quello del tapiro terrestre. \u00c8 il tapiro pi\u00f9 grande della Terra, ivi compresa la specie asiatica: lungo da 240 a 250 centimetri, alto alla spalla 110-120 centimetri, pu\u00f2 arrivare a pesare fino a 350 kg. Il pelo \u00e8 bruno scuro, corto e ispido, con delle strisce bianche sulle labbra, la gola e il petto. Una particolarit\u00e0 della sottospecie che vive in Guatemala e nel Nicaragua \u00e8 che i piccoli, a differenza degli altri tapiri, sono, appena nati, quasi del tutto privi di macchie.<\/p>\n<p>Scrive sempre lo Smolik (Op. cit., p.p. 110-111):<\/p>\n<p>\u00abQuando si trova nella foresta il tapiro si nutre prevalentemente di foglie dimostrando una particolare predilezione per quelle delle palme giovani, oppure si contenta delle radici di manioca e anche dei frutti caduti a terra. In questi frangenti la proboscide si rivela un utilissimo organo prensile. Il tapiro ingolla quantitativi di cibo pi\u00f9 che abbonanti: durate le sue scorribande notturne nelle piantagioni fa autentiche scorpacciate di canna da zucchero, mago, meloni e piante di cacao. Fortunatamente il tapiro si sposta quasi sempre solo e cos\u00ec i danni sono limitati. In genere poi il timore dell&#8217;uomo ha la meglio sull&#8217;ingordigia, anche perch\u00e9 il tapiro considera la prudenza come il pi\u00f9 grande atto di valore e una rapida fuga come la pi\u00f9 efficace difesa. Tuttavia, quando si vede incalzato o aggredito, quando \u00e8 ferito o irritato esso affronta l&#8217;uomo con l&#8217;impeto di un toro infuriato, carica l&#8217;avversario, lo getta a terra e cerca di morderlo. Specie le femmine, pi\u00f9 forti e corpulente, si dimostrano molto decise allorch\u00e9, avendo con s\u00e9 il piccolo, che ha sempre un mantello striato, e sentendolo stridere di paura, lo ritengono minacciato. Allora, soffiando a tutta forza, si scagliano anche contro la tigre o il giaguaro: le profonde cicatrici che a volte costellano la spessa cotenna del tapiro dimostrano che non sempre i felini la spuntano.\u00bb<\/p>\n<p>Il tapiro, fossile vivente antico di 50 milioni di anni: una meraviglia della natura, attualmente minacciata di estinzione a causa dell&#8217;invadente presenza umana, come &#8211; del resto &#8211; tante e tante altre specie di animali e di piante del nostro pianeta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tapiro (ordine dei Perissodattili, famiglia dei Tapiridi) \u00e8 quasi un fossile vivente: un mammifero che presenta caratteri arcaici, tanto dal punto di vista morfologico, quanto<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[52],"tags":[93,256],"class_list":["post-29114","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-zoologia","tag-america","tag-stati-uniti-damerica"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-zoologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29114","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29114"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29114\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30135"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29114"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29114"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29114"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}