{"id":29094,"date":"2018-03-05T08:17:00","date_gmt":"2018-03-05T08:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/05\/sviluppare-la-moralita-per-sviluppare-il-carattere\/"},"modified":"2018-03-05T08:17:00","modified_gmt":"2018-03-05T08:17:00","slug":"sviluppare-la-moralita-per-sviluppare-il-carattere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/03\/05\/sviluppare-la-moralita-per-sviluppare-il-carattere\/","title":{"rendered":"Sviluppare la moralit\u00e0 per sviluppare il carattere"},"content":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 il carattere di una persona? Secondo lo psicologo Fabio Metelli, \u00e8 <em>il\u00a0complesso unitario e organizzato di forme di vita psichica, che d\u00e0 un&#8217;impronta particolare al comportamento dell&#8217;individuo<\/em>. Questa \u00e8 una definizione tipicamente moderna e tipicamente psicologica; ma il carattere non \u00e8 solo un dato psicologico, \u00e8\u00a0anche e soprattutto un dato filosofico-esistenziale, il prodotto dell&#8217;azione reciproca fra l&#8217;individuo e il fenomeno &quot;vita&quot; (dal greco\u00a0<em>charakter<\/em>, &quot;impronta&quot;, che rimanda al verbo incidere, lasciare un segno). Gli animali non hanno un carattere; e se qualcuno parla del carattere fiero del leone, o del carattere timido della gazzella, la fa in senso metaforico, imprestando alle creature non umane il riflesso di una caratteristica antropologica. Il carattere \u00e8 ci\u00f2 che sostanzialmente definisce e individua il singolo soggetto e fa di lui quello che \u00e8: una creatura unica e irripetibile. Al tempo stesso, esso \u00e8 un elemento dinamico, perch\u00e9 si forma nel corso del tempo e pu\u00f2 variare anche notevolmente, almeno in alcuni soggetti, i pi\u00f9 portati a trarre degli insegnamenti dalle esperienze della vita; per la maggior parte delle persone, invece, il carattere rimane qualcosa di stabile, tanto che a stento di potrebbero notare delle sia pur piccole differenze nel carattere di molte persone incontrare dopo decenni di lontananza. Il carattere si forma nella prima infanzia, anzi, quasi certamente comincia gi\u00e0 a delinearsi nel grembo materno, perch\u00e9 anche il feto \u00e8 soggetto all&#8217;influenza del mondo esterno, anche se non pu\u00f2, a sua volta, interagire, tranne che in misura limitatissima. Vi \u00e8 inoltre una componente ereditaria, che in alcuni individui \u00e8 particolarmente evidente: perch\u00e9, come si nota una somiglianza fisica con un genitore o con un nonno, cos\u00ec si nota anche una somiglianza del bambino con alcuni parenti nel suo modo di porsi rispetto al mondo e rispetto a se stesso. Un carattere deciso o indeciso, forte o debole, audace o prudente, \u00e8, in una certa misura, il risultato di un determinato patrimonio ereditario; la sfera di libert\u00e0 del carattere si manifesta in ci\u00f2 che resta, una volta fatta la tara alla componente biologica e al condizionamento della primissima infanzia. Mano a mano che la persona diventa adulta, il carattere viene modellato in misura sempre pi\u00f9 consapevole; bisogna per\u00f2 dire che il campo d&#8217;azione si restringe sempre pi\u00f9, perch\u00e9 gli elementi essenziali del carattere si formano verso i quattro-cinque anni, e tutto quel che sopraggiunge dopo, per quanto importante, \u00e8 pur sempre secondario, almeno in termini &quot;quantitativi&quot;. Possiamo dire pertanto, che la facolt\u00e0 di creare il proprio carattere \u00e8 un esercizio di libert\u00e0 che si esplica entro un ambito rigorosamente delimitato: come la libert\u00e0 di scrivere sulle pagine di un diario, dopo che i 9\/10 di esse sono gi\u00e0 state riempite. Infine il carattere non va confuso col temperamento, n\u00e9 con la personalit\u00e0. Il temperamento \u00e8 la mescolanza (dal latino\u00a0<em>temperare<\/em>) fra gli elementi fisici e psichici di un certo individuo, mentre la personalit\u00e0 \u00e8 la risultante dell&#8217;azione reciproca fra ambiente e individuo, per cui potremmo quasi dire che la personalit\u00e0 \u00e8 il risultato finale dell&#8217;opera di uno scultore, mentre il carattere \u00e8 il lavoro in corso d&#8217;opera.<\/p>\n<p>Ma qual \u00e8 l&#8217;elemento fondamentale che costituisce il carattere, la malta con cui sono uniti i mattoni dell&#8217;edificio? Si tratta essenzialmente della volont\u00e0. La volont\u00e0 \u00e8 lo strumento mediante il quale un individuo costruisce il proprio carattere; tanto \u00e8 vero che, di una persona dotata di scarsissima volont\u00e0, si usa dire che \u00e8 &quot;senza carattere&quot;. Tanto pi\u00f9 forte \u00e8 la volont\u00e0, tanto pi\u00f9 saldo, unitario e coeso sar\u00e0 il suo carattere. Appare dunque evidente che, per formare il carattere delle persone, o meglio, per aiutare le persone a formarsi un carattere, bisogna allenarle a temprare la volont\u00e0, fin da bambini. Un bambino al quale i genitori e gli altri adulti risparmiano ogni sforzo e ogni sacrificio, che viene soccorso al primo intoppo, che viene costantemente tenuto, come si suol dire, sotto una campana di vetro, \u00e8 un futuro adulto senza volont\u00e0 e quindi senza carattere, trastullo di tutte le circostanze e di tutti gli stimoli esterni, vittima predestinata delle sue stesse inclinazioni disordinate, alle quali non ha mai neanche provato ad imporre una disciplina. Gli adulti che accompagnano i bambini nella vita senza educarli a sviluppare la volont\u00e0, si assumono una responsabilit\u00e0 gravissima nei loro confronti: li mandano disarmati a quella guerra che \u00e8 la vita. Infatti, a dispetto di quel che amano pensare certi pedagogisti e certi educatori permissivi e libertari, che partono da una grossa illusione circa la &quot;bont\u00e0&quot; originaria della natura umana, la vita \u00e8 una guerra incessante, e pi\u00f9 precisamente una guerra fra il bene e il male; una guerra alla quale chi viene al mondo \u00e8 obbligato a partecipare, che lo voglia o no, che gli piaccia o no; per cui gli adulti hanno il dovere di fornire al bambino gli strumenti difensivi fondamentali per non soccombere nella lotta. Ecco dunque una definizione della volont\u00e0: lo strumento mediante il quale l&#8217;individuo opera la sua scelta fra il bene e il male. Facciamo un esempio semplicissimo: Pierino sa che mangiare troppi dolci fa male, per\u00f2 si trova in tentazione: nessuno lo controlla, e ha davanti a s\u00e9 un gigantesco uovo di cioccolata. Lo manger\u00e0 tutto, o sapr\u00e0 trattenersi? Sapr\u00e0 mangiarne un poco e fermarsi al momento giusto, prima di fare indigestione? In questo caso, il bene e il male riguardano solo la sua salute e, anche nel caso peggiore, se la caver\u00e0 con un temporaneo mal di pancia. Ma nella vita, ovviamente, le scelte morali che si presentano davanti alle persone, nel corso del tempo, possono essere estremamente serie e impegnative. Chi avr\u00e0 sviluppato una forte volont\u00e0, sapr\u00e0 dominare se stesso e dominare anche le circostanze, mentre chi non lo ha mai fatto, sar\u00e0 travolto sia dai suoi stessi impulsi, sia dalle circostanze esterne. E non si creda che, per moltissime persone, le scelte morali da fare si presentino in maniera molto diversa dalla scelta che deve fare Pierino davanti al suo uovo di cioccolata: chi ha una volont\u00e0 debole, si lascer\u00e0 tentare dal sesso, dal denaro, dal potere, esattamente come Pierino si lascia tentare dai dolci, e poi dovr\u00e0 pagarne le conseguenze, o farle pagare ad altri. Egoismo, superbia, avidit\u00e0, lussuria, accidia, sono il risultato di un carattere che non \u00e8 mai stato forgiato dalla volont\u00e0 e che, quindi, \u00e8 cresciuto mollemente su se stesso, dando le cose per scontate e pensando di potersi concedere qualsiasi cosa piacevole, senza minimamente preoccuparsi di quel che ne potr\u00e0 seguire.<\/p>\n<p>Appare abbastanza chiaro che, nella nostra societ\u00e0, vi sono un calo di tensione morale, un edonismo sempre pi\u00f9 dilagante e, di conseguenza, una scarsa attenzione, da parte degli adulti, a incoraggiare i bambini sulla via del rafforzamento della volont\u00e0. Tutto il sistema di vita consumista spinge in questa direzione, per cui genitori ed educatori che avessero ben chiaro, invece, questo aspetto, e volessero guidare il bambino a sviluppare la propria volont\u00e0, andrebbero incontro a mille ostacoli e difficolt\u00e0, e non riceverebbero alcun aiuto dalla societ\u00e0 nel suo complesso, anzi, si vedrebbero continuamente contraddetti e mortificati. La tendenza della societ\u00e0 a contraddire e ostacolare l&#8217;azione educatrice dei genitori sta anzi raggiungendo punte di vero parossismo. Pu\u00f2 accadere, come di recente negli Stati Uniti, ma presto accadr\u00e0 anche in Europa, che i servizi sociali tolgano la patria potest\u00e0 a dei genitori, rei di non aver assecondato il &quot;desiderio&quot; del loro figlio adolescente di diventare ragazza, o viceversa; e che il giovane sia posto sotto la tutela dello Stato per sottoporsi al trattamento medico e chirurgico che gli consentir\u00e0 di cambiare la propria identit\u00e0 sessuale. A parte ogni altra considerazione, ci\u00f2 che emerge da simili fatti di cronaca, che presto saranno la normalit\u00e0 (e sia pure la normalit\u00e0 della ordinaria follia) \u00e8 la pretesa, da parte della societ\u00e0 moderna, di piegare ogni cosa, natura compresa, a soddisfare gli appetiti umani, anche i pi\u00f9 disordinati; e, contestualmente, la rinuncia, cosciente e intenzionale, a fare della volont\u00e0 uno strumento di adattamento dell&#8217;individuo al mondo in cui vive. In altre parole, non \u00e8 l&#8217;individuo che deve accettare le regole della vita, ma \u00e8 la vita che deve sottostare ai voleri, e ai capricci, di ciascun individuo. Questa perversione del concetto di libert\u00e0 e questa inflazione demenziale dei &quot;diritti&quot; porteranno il corpo sociale all&#8217;implosione, questa \u00e8 una profezia sin troppo facile: resta solo da vedere quanto tempo ancora ci resta prima che sia troppo tardi e che anche un eventuale rinsavimento della nostra societ\u00e0 arrivi a tempo ormai scaduto.<\/p>\n<p>Ci resta per\u00f2 da dire una cosa importantissima, che potrebbe gettare un raggio di speranza nel buio di previsioni cos\u00ec pessimistiche. Per il credente, il carattere non \u00e8 solo una costruzione umana; nulla, per il credente, pu\u00f2 prescindere da Dio. E come l&#8217;uomo ha bisogno di Dio per completarsi e per realizzarsi nel senso pieno della parola &quot;uomo&quot;, cos\u00ec anche il suo carattere potr\u00e0 essere illuminato e vivificato dal soffio dello Spirito divino, se egli si porr\u00e0 sotto la protezione di Dio e delle potenze celesti. La preghiera, la contemplazione dei Misteri divini, la pratica costante della vita buona sotto la guida di Colui che ha detto <em>Io sono la via, la verit\u00e0 e la vita<\/em>, la frequentazione dei sacramenti\u00a0\u00a0aprono un canale soprannaturale fra la vita dell&#8217;uomo allo stato di natura e la dimensione spirituale superiore. La maggior parte degli uomini, nella nostra societ\u00e0, non pensa neppure che esista una dimensione sopranaturale e quindi considerano ogni cosa, anche il carattere, anche la volont\u00e0, anche la psiche, entro un orizzonte rigorosamente immanentista. Ma se \u00e8 vero che l&#8217;uomo si realizza pienamente solo nella comunione amorevole e fiduciosa con Dio, allora anche il suo carattere e la sua volont\u00e0 possono e devono svilupparsi pienamente solo se egli si apre alla trascendenza. Il segreto dei Santi \u00e8 questo: essi hanno rinunciato alla loro volont\u00e0 e hanno deciso di farsi tutt&#8217;uno con la Volont\u00e0 di Dio: a quel punto, le loro forze sono stare prodigiosamente moltiplicate, in una maniera che nessuna spiegazione razionale potrebbe chiarire adeguatamente: la loro volont\u00e0 \u00e8 divenuta possente, indomabile, e il loro carattere \u00e8 divenuto sempre pi\u00f9 limpido e perfetto: perch\u00e9 quella non \u00e8 pi\u00f9 la &quot;loro&quot; volont\u00e0, quello non \u00e8 pi\u00f9 il &quot;loro&quot; carattere, ma in essi \u00e8 penetrato, come un soffio possente, invincibile, lo Spirito di Dio.<\/p>\n<p>Scriveva, a questo proposito, Alexander Aloysisu Schneiders nella monografia <em>Psicologia dell&#8217;adolescenza<\/em> (titolo originale: <em>The Psychology of Adolescence<\/em>, Milwaukee, The Bruce Publishing Company, 1951; traduzione dall&#8217;americano di Geremia Dalla Nora, Torino, S.E.I., 1958, pp. 279-280):<\/p>\n<p><em>La persona veramente morale, che agisce in base a principi e non impulso, per abitudine o per convenienza, ha carattere. Vera essenza del carattere infatti \u00e8 la volont\u00e0, cio\u00e8 la capacit\u00e0 di inibire gli impulsi indesiderati e di agire in base ai principi regolatori. Il nesso tra moralit\u00e0 \u00e8 carattere \u00e8 quindi intrinseco; senza lo sviluppo della moralit\u00e0 non si d\u00e0 carattere. Lo sviluppo religioso contribuisce all&#8217;acquisizione accentuando e dando risalto ai principi morali e agli ideali in formazione traducibili in condotta.<\/em><\/p>\n<p><em>Che lo sviluppo della moralit\u00e0 e del carattere sia importante per il processo di adattamento, \u00e8 chiaro. Il disadattamento denuncia conflitto irriducibile, ma il carattere forte, guidato da principi e ideali dinamici, non trover\u00e0 difficile superarlo. Moralit\u00e0 e religione provvedono i valori risolventi, mentre nel contempo assicurano ulteriormente l&#8217;integrazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Infine esperienze e pratiche religiose contribuiscono allo sviluppo GENERALE della personalit\u00e0. Basta pensare ai Comandamenti divini nelle ripercussioni sociali, emotive o individuali, nella loro opera di preservazione e di idealizzazione. Specialmente all&#8217;adolescente, in disperata ricerca di una scala di valori sicura, che lo metta al riparo dai conflitti e ne polarizzi le energie ad un fine chiaro e stabile, la vita religiosa, nel suo aspetto dottrinale e pratico, con l&#8217;amore e il timore di Dio, \u00e8 quanto mai benefica: gli d\u00e0 una filosofia della vita, lo preserva dal male, lo appaga, lo catapulta in alto.<\/em><\/p>\n<p><em>Per queste ragioni la religione spesso l&#8217;unica via capace di condurre l&#8217;individuo turbato all&#8217;adattamento. Numerosi psichiatri lo constatarono. Lo sviluppo religioso dunque \u00e8 molto importante per i giovani, perch\u00e9 \u00e8 alla loro et\u00e0, pi\u00f9 che in altri periodi della vita, che i valori fondamentali, le esperienze emotive elevatrici e un giusto atteggiamento verso se stessi, la societ\u00e0 e Dio acquistano significato. Perci\u00f2 il sistema educativo che lo impedisce, o con una istruzione sbagliata o con l&#8217;insegnamento dell&#8217;errore, tradisce il proprio scopo, che lo sviluppo sano e totale della personalit\u00e0 e del carattere.<\/em><\/p>\n<p>Sono concetti talmente limpidi e consequenziali, che ci si stupisce fortemente di come essi siano caduti in oblio, e sostituiti da una montagna di ciarpame pseudo psicologico e pseudo pedagogico, dal quale una sola cosa, nell&#8217;enorme confusione e nell&#8217;oscurit\u00e0 concettuale, emerge con chiarezza: che gli uomini d&#8217;oggi pretendono di poter affrontare la vita, ed avviare ad essa i loro figli, senza avere la minima idea di ci\u00f2 che la vita \u00e8, ossia dono di Dio. di conseguenza, si perdono in folli ragionamenti e alzano continuamente il livello delle loro pretese; arrivano al punto di stabilire per legge che essi hanno diritto al raggiungimento di tutta la felicit\u00e0 possibile, senza essere sfiorati mai dal dubbio che la felicit\u00e0 non viene dal dire di s\u00ec a tutti gli impulsi e a tutti i desideri dell&#8217;io; e che, senza l&#8217;amore e il timor di dio, l&#8217;uomo, per quanto possa dotarsi di una tecnologia sempre pi\u00f9 sofisticata, non si avviciner\u00e0 di un passo alla vera realizzazione di se stesso, ma rester\u00e0 sempre una creatura irrisolta, un essere a met\u00e0, e perci\u00f2 condannato ad essere infelice.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 il carattere di una persona? 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