{"id":29093,"date":"2009-11-10T09:23:00","date_gmt":"2009-11-10T09:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/11\/10\/sviluppare-il-divino-che-e-nelluomo-per-condurlo-alla-pace-col-mondo-e-con-lessere\/"},"modified":"2009-11-10T09:23:00","modified_gmt":"2009-11-10T09:23:00","slug":"sviluppare-il-divino-che-e-nelluomo-per-condurlo-alla-pace-col-mondo-e-con-lessere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2009\/11\/10\/sviluppare-il-divino-che-e-nelluomo-per-condurlo-alla-pace-col-mondo-e-con-lessere\/","title":{"rendered":"Sviluppare il divino che \u00e8 nell\u2019uomo per condurlo alla pace col mondo e con l\u2019Essere"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo pi\u00f9 volte sostenuto che uno dei problemi pi\u00f9 gravi della nostra societ\u00e0 \u00e8 la sua rinuncia a svolgere un qualsiasi progetto educativo; e, peggio, il fatto che in essa svolga la sua opra nefasta una pletora di intellettuali nichilisti, il cui deleterio messaggio ai giovani si somma agli effetti devastanti della tecnologia (televisione, computer, telefonino.)<\/p>\n<p>Pertanto, una possibile ripresa dalla palude in cui siamo sprofondati, passa necessariamente attraverso una rifondazione del discorso pedagogico, a cominciare dal recupero della funzione educante dei genitori, oggi pressoch\u00e9 scomparsa e delegata ad agenzie esterne che non possono n\u00e9 vogliono dare al bambino quelle basi morali e spirituali, oltre che cognitive, delle quali la sua crescita ha sommamente bisogno.<\/p>\n<p>Uno dei testi pi\u00f9 straordinari del pensiero pedagogico di tutti i tempi ha visto la luce quasi due secoli or sono, nel 1826: \u00abL&#8217;educazione dell&#8217;uomo\u00bb, di Friedrich Froebel (Oberweissbach, Turingia, 1782 &#8211; Marienthal, 1852), colui che, attraverso il cosiddetto \u00abGiardino d&#8217;infanzia\u00bb (\u00abKindergarten\u00bb) ha concepito e gettato le basi della odierna scuola primaria, riconoscendo in essa il ruolo fondamentale del gioco.<\/p>\n<p>Per Froebel, infatti, il gioco \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 importantissima del bambino, come lo \u00e8 il lavoro per l&#8217;adulto; attraverso il gioco, il fanciullo esprime il proprio valore personale, la propria natura individuale, e, al tempo stesso, agisce sul mondo e realizza una prima conoscenza di esso, che lascer\u00e0 in lui una impronta indelebile negli anni a venire.<\/p>\n<p>Il divino, secondo Froebel, \u00e8 presente in maniera totale in tutti gli esseri: compito dell&#8217;educazione, quindi, sar\u00e0 proprio quello di riportare alla luce l&#8217;impronta divina che giace al fondo di ogni creatura umana, nella prospettiva spiritualista e idealistica propria del Romanticismo tedesco e, in modo particolare, di Schelling.<\/p>\n<p>Evidentemente, Froebel parte da un ottimismo antropologico: per lui, l&#8217;essere umano \u00e8 fondamentalmente buono, cos\u00ec come, schellinghianamente, \u00e8 buona la natura: perch\u00e9 tutto ci\u00f2 che \u00e8 spontaneo \u00e8, per ci\u00f2 stesso, buono; \u00abdi una bont\u00e0 &#8211; \u00e8 stato osservato &#8211; pi\u00f9 intensa e pi\u00f9 piena di quella celebrata nella rousseiana esaltazione della natura, giacch\u00e9 la stessa natura \u00e8, per uno spiritualista-idealista romantico, intimamente spirituale\u00bb (Giulietti).<\/p>\n<p>Un&#8217;altra idea notevolissima di questo pedagogista \u00e8 che l&#8217;educazione non deve essere impostata in senso prescrittivo, non deve essere invasiva, non deve calare dall&#8217;alto norme e concetti; ma, al contrario, deve il pi\u00f9 possibile assecondare la natura stessa, aiutando gli elementi di verit\u00e0, innati nel bambino, ad emergere, e piuttosto limitandosi a proteggere e a conservare quei tratti della natura che attendono solo di essere aiutati a venire liberamente in luce, realizzando l&#8217;unione dell&#8217;individuo con la natura medesima e con Dio.<\/p>\n<p>Riportiamo alcuni passi particolarmente significativi de \u00abL&#8217;educazione dell&#8217;uomo\u00bb, affinch\u00e9 il lettore possa farsi un&#8217;idea della straordinaria profondit\u00e0 e arditezza della concezione pedagogica di questo pensatore che, a tutt&#8217;oggi, meriterebbe di essere maggiormente rucirdato e, soprattutto, letto e meditato (in: Giovanni Giulietti, \u00abStoria antologica della Pedagogia e della Filosofia\u00bb, Treviso, Libreria Editrice Canova, 1958, vol. III, pp. 61-68):<\/p>\n<p>\u00abIn tutto esiste, opera e domina una legge eterna; essa si manifest\u00f2 e si manifesta sempre in modo egualmente chiaro e egualmente determinato all&#8217;esterno della natura, come all&#8217;interno, nello spirito, e nella vita che li congiunge entrambi. A fondamento necessario di questa legge, che domina dappertutto, sta una unit\u00e0, operante dappertutto, chiara a se stessa, vivente, consapevole di s\u00e9 e perci\u00f2 eterna; questo fatto \u00e8 a sua volta, come essa, l&#8217;unit\u00e0 medesima, riconosciuto con eguale vivezza, profondit\u00e0 ed estensione, o mediante la fede, o mediante la contemplazione, cosicch\u00e9 anche questa [unit\u00e0] in tutti i tempi fu riconosciuta, e sempre quindi sar\u00e0 riconosciuta [sia] dall&#8217;animo umano tranquillamente attento, [sia] dallo spirito umano riflessivo [e] illuminato.<\/p>\n<p>Questa unit\u00e0 \u00e8 Dio. [&#8230;]<\/p>\n<p>L&#8217;educazione deve assolutamente guidare e condurre l&#8217;uomo alla chiarezza su di s\u00e9 e dentro di s\u00e9, alla pace con la natura e all&#8217;unione con Dio. [&#8230;]<\/p>\n<p>Perci\u00f2 l&#8217;educazione, l&#8217;istruzione e l&#8217;insegnamento debbono necessariamente, fin dal principio e fin nei loro primi elementi, lasciar fare, secondare (solo preservare, proteggere), non prescrivere, determinare, intervenire. [&#8230;]<\/p>\n<p>Uomini, che vi aggirate per i giardini e i campi, per i prati e i boschi, perch\u00e9 non aprite i vostri sensi a udire ci\u00f2 che la natura vi insegna nella sua muta lingua? Guardate la pianta, che voi chiamate erbaccia, e che, calpestata e soffocata mentre cresceva, lascia appena intravedere la sua interna conformit\u00e0 a una legge; guardatela nello spazio libero, nel campo e nell&#8217;aiola, e osservate quale regolarit\u00e0 essa mostra, che vita interna pura, armonica in tutte le [sue] parti e le [sue] manifestazioni: un modello di sole, una stella raggiante germoglia dalla terra: cos\u00ec, o genitori, i vostri figli, a cui voi imponete la prima forma e la [prima] vocazione, contraria alla loro natura, e che perci\u00f2 crescono intorno a voi nell&#8217;infermit\u00e0 e nell&#8217;artificio, potrebbero diventare esseri che gi\u00e0 si dispiegano e si sviluppano in tutti i sensi. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il vigoroso e pieno svolgimento [fino alla] perfezione di ogni periodo seguente della vita \u00e8 fondato sullo svolgimento vigoroso, pieno e particolare di tutti i singoli periodi precedenti. [&#8230;]<\/p>\n<p>Cos\u00ec l&#8217;uomo diviene uomo non per aver raggiunto l&#8217;et\u00e0 dell&#8217;uomo, ma soltanto perch\u00e9 le esigenze della sua infanzia, della [sua] fanciullezza e della [sua] giovinezza sono state soddisfatte da lui fedelmente. [&#8230;]<\/p>\n<p>Anche dei bambini \u00e8 il regno dei cieli; essi, infatti, seguono volentieri, ingenuamente fidenti, quando non lio disturbi la saccenteria e la stravaganza degli adulti, l&#8217;impulso che in loro opera, [e] che li spinge alla creazione di forme e all&#8217;attivit\u00e0. [&#8230;]<\/p>\n<p>Come \u00e8 di grande importanza l&#8217;educare per tempo alla religione, altrettanto importante \u00e8 l&#8217;educare per tempo alla schietta attivit\u00e0 operosa, alla laboriosit\u00e0. Il lavoro [esercitato] per tempo, in armonia col suo intimo significato, rafforza e innalza la religione. La religione senza l&#8217;attivit\u00e0 operosa, senza il lavoro, corre il rischio di diventare vuota fantasticheria, vana esaltazione, fantasma privo di consistenza, cos\u00ec come il lavoro, l&#8217;attivit\u00e0 operosa senza la religione rende l&#8217;uomo una bestia da soma, una macchina. [&#8230;]<\/p>\n<p>Gioco e parola sono l&#8217;elemento nel quale il bambino ora vive; perci\u00f2 il bambino, in questo grado dello sviluppo umano, attribuisce ad ogni cosa la capacit\u00e0 di vivere, di sentire, di parlare, e crede che ogni cosa oda;M appunto perch\u00e9 il bambino comincia a rappresentare esternamente il suo interno, egli suppone un&#8217;eguale attivit\u00e0 in tutto ci\u00f2 che lo circonda, si tratti di una pietra o di un pezzo di legno, oppure di una pianta, di un fiore o di un animale. [&#8230;]<\/p>\n<p>Il gioco \u00e8 il pi\u00f9 alto grado, in questo periodo, dello svolgimento infantile, dello svolgimento umano: \u00e8 infatti la libera rappresentazione dell&#8217;interno, la rappresentazione dell&#8217;interno per la necessit\u00e0 e il bisogno dell&#8217;interno stesso. [&#8230;]<\/p>\n<p>Le fonti di ogni bene sono in esso [nel gioco] riposte,m e da esso scaturiscono; un bambino che gioca con bravura, spontaneamente tranquillo, perseverando fino alla stanchezza fisica, diventer\u00e0 certamente anche lui un uomo bravo, tranquillo, perseverante, che promuover\u00e0 [anche] con sacrifici il bene degli altri e il proprio. Non \u00e8 [forse] la pi\u00f9 bella manifestazione della vita infantile di questo periodo il bambino che gioca? Il bambino che nel suo gioco \u00e8 tutto assorbito? Il bambino addormentatosi nel suo completo assorbimento nel gioco?<\/p>\n<p>Il gioco in questo periodo non \u00e8 un [semplice] trastullo; esso ha un&#8217;alta seriet\u00e0 e un profondo significato; tu, o madre, prendine cura, alimentalo; tu, o padre, difendilo, proteggilo! Allo sguardo sereno e penetrante dello schietto conoscitore di uomini, nel gioco liberamente scelto dal bambino, in questo periodo, appare manifesta la sua futura vita interiore. I giochi di questa et\u00e0 sono i germi di tutta la vita futura; poich\u00e9 in essi tutto l&#8217;uomo si svolge e si mostra nelle sue disposizioni pi\u00f9 fini, nel suo intimo sentire. Tutta la vita futura dell&#8217;uomo, fino all&#8217;ultimo istante, ha la sua origine in questo periodo.[&#8230;]<\/p>\n<p>Il fanciullo vuole conoscere l&#8217;interno della cosa, tendenza che il bambino non si \u00e8 data da s\u00e9; tendenza che, rettamente intesa e rettamente guidata., cerca di riconoscere Dio in tutte le sue opere e lo spinge in questa direzione. Colui, a cui Fio gi\u00e0 dide a questo scopo intelletto, ragione e linguaggio, [quando] le persone pi\u00f9 grandi che lo circondano non gli danno soddisfazione del suo impulso, e non sono in grado di dargliela, ,dove altro pu\u00f2 e deve cercarla, se non nella cosa stessa? Certo la cosa, anche ridotta in pezzi, rimane muta; ma non mostra essa, l\u00e0 [per esempio] la pietra frantumata, qui il fiore lacerato, nei suoi frammenti, subito, parti omogenee od eterogenee, e non \u00e8 questo gi\u00e0 un allargamento della conoscenza? [Forsech\u00e9] noi adulti aumentiamo in altro modo la nostra conoscenza?[&#8230;]<\/p>\n<p>Per scuola non s&#8217;intende qui affatto n\u00e9 l&#8217;aula scolastica, n\u00e9 il tenere una scuola, bens\u00ec la partecipazione delle conoscenze, in modo consapevole, per uno scopo di cui si \u00e8 consapevoli, e connesse consapevolmente e intimamente. [&#8230;]<\/p>\n<p>L&#8217;arrampicarsi su di un nuovo albero per il fanciullo costituisce la scoperta di un nuovo mondo; la vista di lass\u00f9 fa vedere tutto in modo completamente diverso dalla nostra solita visione laterale che raggruppa e sosta [gli oggetti]; come tutto allora \u00e8 chiaro sotto [lo sguardo del] fanciullo!<\/p>\n<p>Non \u00e8 meno significativa, n\u00e9 meno contribuisce alo svolgimento del fanciullo, la tendenza a discendere nelle caverne e nei burroni, a passeggiare nell&#8217;ombroso boschetto e nell&#8217;oscura foresta; \u00e8 il desiderio di cercare e trovare ci\u00f2 che ancora non \u00e8 stato trovato, il desiderio di vedere e di imparare a conoscere ci\u00f2 che ancora non \u00e8 stato visto; \u00e8 il desiderio di portare alla luce e vicino a s\u00e9 ci\u00f2 che si trova nell&#8217;oscurit\u00e0 e nell&#8217;ombra, di appropriarsene. [&#8230;]<\/p>\n<p>Cos\u00ec lo spirito unificatore del fanciullo riunisce, poggiando per\u00f2 su se stesso, ci\u00f2 che gli viene vicino [ed \u00e8] conforme al suo essere, ai suoi bisogni e al suo stato interiore, [riunisce] pietre e uomini aduno scopo comune per un&#8217;opera comune, e cos\u00ec ciascuno si forma presto un suo proprio mondo; poich\u00e9 il sentimento della propria forza determina ed esige presto anche il possesso di uno spazio proprio, e di un materiale proprio che particolarmente gli appartenga. Sia [pure] il suo regno, il suo dominio, quasi il suo territorio un angolo del cortile, della casa o della stanza, sia lo spazio di una scatola, di una cassa o di un armadio, o sia una caverna, una capanna, un giardino: egli, l&#8217;uomo, il fanciullo in questa et\u00e0 deve avere un punto esterno, possibilmente da lui stesso creato, da lui stesso scelto, di riferimento e di unificazione della sua attivit\u00e0. [&#8230;]<\/p>\n<p>Lo scopo dell&#8217;istruzione \u00e8 di far comprendere [allo scolaro] l&#8217;unit\u00e0 di tutte le cose, e che tutte le cose riposano, sussistono e vivono in Dio, perch\u00e9 egli possa, a suo tempo, agire e operare nella vita in conformit\u00e0 di questa comprensione. [&#8230;]<\/p>\n<p>[Il maestro] deve mostrare e fare intendere a s\u00e9 e agli altri l&#8217;interna, spirituale essenza delle cose. [&#8230;]<\/p>\n<p>Solo il mettere in risalto l&#8217;Uno eternamente vivo che \u00e8 in tutte le cose rende la scuola scuola, non l&#8217;insegnare e il comunicare una variet\u00e0 e una molteplicit\u00e0 come tale. Poich\u00e9 pero quello viene oggi tanto spesso dimenticato e trascurato, ci sono oggi tanti insegnanti e cos\u00ec pochi maestri, tanti istituti d&#8217;insegnamento e cos\u00ec poche scuole. [&#8230;]\u00bb<\/p>\n<p>La chiarezza, la freschezza, la profondit\u00e0 dell&#8217;ispirazione pedagogica froebeliana sono cos\u00ec schiette, cos\u00ec vive, cos\u00ec lampanti, che non stupisce come esse abbiano portato davvero nuova linfa al campo gi\u00e0 quasi disseccato del pensiero educativo moderno; la sua feconda lezione \u00e8 ravvisabile nei cento e cento rivoli in cui si suddivide la pedagogia del XIX e XX secolo, fino all&#8217;antroposofia di Rudolf Steiner ed oltre.<\/p>\n<p>La sua idea che il bambino, giocando, appartandosi in un suo spazio \u00abmagico\u00bb, immergendosi nella freschezza della natura, scopra il mondo e, al tempo stesso, scopra il divino che \u00e8 in lui, \u00e8 un&#8217;idea grande: una di quelle idee che gettano un raggio di vivida luce nella storia del pensiero, e che contribuiscono vigorosamente allo sviluppo armonico dell&#8217;individuo, rispettandone l&#8217;intima essenza e valorizzando la sua parte migliore.<\/p>\n<p>Di quanti moderni sedicenti pedagogisti e pretesi educatori, si potrebbe dire altrettanto? Gi\u00e0 il fatto che il concetto ed il termine stesso di \u00abpedagogia\u00bb siano stati sostanzialmente banditi dalle scuole superiori e dalle universit\u00e0, per essere sostituito dall&#8217;espressione, generica e pretenziosa, di \u00abscienze dell&#8217;educazione\u00bb, la dice lunga in proposito. Par di sentire le parole sagge e ammonitrici di Friedrich Froebel: nella nostra societ\u00e0 abbondano gli insegnanti, ma &#8211; purtroppo &#8211; scarseggiano i maestri, i veri maestri!<\/p>\n<p>Sono in molti a riempirsi la bocca di parolone, a cominciare dai vari ministri della Pubblica Istruzione (di destra e di sinistra, non c&#8217;\u00e8 differenza), i quali, ad ogni cambio di governo, sembrano presi dalla smania di far vedere che hanno gi\u00e0 belle e pronte chiss\u00e0 quali riforme da realizzare, cancellando con un colpo di spugna quanto fatto dai propri predecessori. Ma di un vero progetto educativo, non si vede traccia: e basta girare cinque minuti all&#8217;interno di una qualsiasi scuola italiana, specialmente media e superiore, per rendersene conto.<\/p>\n<p>Nelle case, nelle famiglie, le cose vanno, se possibile, ancora peggio: molti genitori, tutti presi dagli impegni di lavoro (e, diciamola tutta, anche da altri impegni, di natura privata), sembrano non avere pi\u00f9 il tempo, e soprattutto la vocazione, per occuparsi in prima persona dell&#8217;educazione dei propri figli, che delegano agli asili nido, alle baby sitter, o &#8211; peggio &#8211; alla televisione, ai videogiochi e magari ai computer (s\u00ec: ci sono bambini di quattro anni che gi\u00e0 navigano in Internet, con l&#8217;assenso distratto dei genitori).<\/p>\n<p>Si dir\u00e0 che questa \u00e8 una conseguenza inevitabile della vita moderna. Forse; ma \u00e8 bene ricordare sempre che ci\u00f2 di cui il bambino ha bisogno non \u00e8 il tempo quantitativo, che molti genitori non potrebbero pi\u00f9 dargli in alcun modo, neanche con tutta la buona volont\u00e0 di questo mondo; ma il tempo qualitativo, che \u00e8 suscettibile di compensare ore ed ore di assenza materiale. Ad esempio, anche il genitore pi\u00f9 indaffarato potrebbe, e dovrebbe, trovare cinque o dieci minuti, alla sera, per sedersi sul bordo del letto del proprio figlio, e leggergli o, meglio ancora, raccontargli una storia, inventandola sul momento. Ci\u00f2 fa estremamente bene al bambino, e sotto un duplice aspetto: perch\u00e9 ne stimola la fantasia e la creativit\u00e0, e perch\u00e9 rinsalda potentemente il suo legame affettivo con il padre e la madre.<\/p>\n<p>Tornando a Froebel, si sar\u00e0 notato che la sua pedagogia \u00e8 frutto e conseguenza di una concezione antropologica ottimista, basata sulla fiducia nella intrinseca bont\u00e0 della natura e nella perfettibilit\u00e0 dell&#8217;essere umano, solo che si assecondi il suo naturale movimento spirituale verso la propria interiorit\u00e0, sede del divino che \u00e8 in lui.<\/p>\n<p>Ottimista era Comenio, ottimista era Rousseau, ottimista anche Froebel: se non si ha fiducia nella intrinseca bont\u00e0 dell&#8217;uomo e nella sua capacit\u00e0 di innalzarsi verso il divino, trovando, al tempo sesso, la pace con la natura, non si pu\u00f2 costruire alcuna pedagogia efficace, alcun vero progetto educativo.<\/p>\n<p>Ebbene, si faccia un confronto con la mentalit\u00e0 diffusa nella societ\u00e0 odierna, e largamente condivisa dalla cultura \u00abufficiale\u00bb (razionalista, materialista, utilitarista, riduzionista). La pace con la natura \u00e8 una chimera: abbiamo dichiarato guerra alla natura, sulla base del Vangelo di Francesco Bacone e di Cartesio. Abbiamo abolito il divino, proclamando fin dai tetti la morte di Dio e relegando la fede tra le anticaglie di un passato oscurantista e reazionario (Marx, Freud). Quanto al gioco, cos\u00ec importante &#8211; secondo Froebel &#8211; per l&#8217;infanzia, di fatto lo abbiamo abolito: mandando i bambini a scuola sempre pi\u00f9 presto, e mettendo ad essi fra le mani dei giochi elettronici che giocano al posto loro, lasciandoli muti e inebetiti spettatori. Le fiabe, poi, chi le racconta pi\u00f9? Non vediamo l&#8217;ora di spifferare ai nostri bambini che le fate non esistono, e che Babbo Natale \u00e8 solo una finzione; altro che sviluppo della fantasia e della creativit\u00e0!<\/p>\n<p>Quanto all&#8217;essere umano come tale, la cultura oggi dominante, sulla scorta di Darwin e di Freud, ci insegna che \u00e8 un prodotto del caso, che a caso egli vive, e che a caso va incontro alla distruzione totale e irrimediabile della morte.<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile trasmettere ai bambini una visione armoniosa di se stessi, della vita e del mondo, sulla base di una tale filosofia nichilista?<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile trasmettere loro dei valori positivi, la fiducia nel domani, la speranza e l&#8217;amore verso tutti i viventi, nessuno escluso?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo pi\u00f9 volte sostenuto che uno dei problemi pi\u00f9 gravi della nostra societ\u00e0 \u00e8 la sua rinuncia a svolgere un qualsiasi progetto educativo; e, peggio, il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117,124],"class_list":["post-29093","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio","tag-educazione"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29093","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29093"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29093\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29093"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29093"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29093"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}