{"id":29092,"date":"2008-07-22T05:36:00","date_gmt":"2008-07-22T05:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/22\/nelle-cattedrali-svedesi-vuote-di-fedeli-lannunzio-di-un-mondo-post-cristiano-efficiente-ma-angosciato\/"},"modified":"2008-07-22T05:36:00","modified_gmt":"2008-07-22T05:36:00","slug":"nelle-cattedrali-svedesi-vuote-di-fedeli-lannunzio-di-un-mondo-post-cristiano-efficiente-ma-angosciato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/22\/nelle-cattedrali-svedesi-vuote-di-fedeli-lannunzio-di-un-mondo-post-cristiano-efficiente-ma-angosciato\/","title":{"rendered":"Nelle cattedrali svedesi vuote di fedeli l&#8217;annunzio di un mondo post-cristiano efficiente, ma angosciato"},"content":{"rendered":"<p>Tra i grandi registi del cinema contemporaneo, quello che forse pi\u00f9 di ogni altro ha colto il dramma di un mondo post-moderno che si sta allontanando sempre pi\u00f9 da Dio, e che invano cerca di reprimere la propria inquietudine raddoppiando gli sforzi per darsi una struttura sociale efficiente e progredita, \u00e8 stato lo svedese Ingmar Bergman, del quale abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di parlare (cfr. F. Lamendola, <em>\u00abIl posto delle fragole\u00bb: omaggio a Ingmar Bergman<\/em>, sempre consultabile sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Egli ha colto la condizione spirituale della sua patria nei primi decenni dopo la seconda guerra mondiale, quando una serie di fattori positivi (vasta disponibilit\u00e0 di minerali di ferro, di carbone, di energia idroelettrica e di legname; neutralit\u00e0 nelle due guerre mondiali e nella \u00abguerra fredda\u00bb; alto livello d&#8217;istruzione di una popolazione poco numerosa e tradizionalmente disciplinata) stavano trasformando definitivamente un Paese gi\u00e0 povero e marginale, prevalentemente agricolo, in una nazione ricca, socialmente evoluta, con un altissimo livello di efficienza dei servizi pubblici, scuola e sanit\u00e0 in testa.<\/p>\n<p>Nella cosiddetta \u00abtrilogia del silenzio\u00bb, in particolare, Bergman ha descritto lo smarrimento e il senso d&#8217;angoscia di una societ\u00e0 cui, materialmente, non manca quasi pi\u00f9 nulla, ma che avverte in maniera sempre pi\u00f9 dolorosa l&#8217;assenza di Dio o, per dir meglio, il proprio aver voltato le spalle a Dio. Sono tre capolavori, supportati da bravissimi attori e da un direttore delle fotografia dal colpo d&#8217;occhio straordinario: <em>Come in uno specchio<\/em>, del 1960; <em>Luci d&#8217;inverno<\/em> e <em>Il silenzio<\/em>, entrambi del 1963. Chi non ricorda la dolente, tormentata figura del pastore luterano Tomas Ericsson di <em>Luci d&#8217;inverno<\/em> (interpretato dall&#8217;attore Gunnar Bj\u00f6rnstrand) che, dopo la morte della moglie, perde la fede e si mostra totalmente incapace di dare aiuto a quanti glielo chiedono, respingendo con durezza la povera M\u00e4rta (l&#8217;attrice Ingrid Thulin), che si \u00e8 innamorata di lui; e assistendo passivamente al suicidio del pescatore Jonas (Max von Sydow), che \u00e8 terrorizzato dallo spettro di una guerra nucleare?<\/p>\n<p>Non bisogna sopravvalutare, tuttavia, il dato biografico e nazionale. Certo, Bergman era figlio di un pastore protestante: ma anche Nietzsche lo era stato. Certo, in quei film si parla della crisi, forse irreversibile, della religiosit\u00e0 del popolo svedese: ma non era forse la cifra, il simbolo di una condizione generalizzata, di un mondo post-moderno che \u00e8 anche, fatalmente, post-cristiano, e che invano cerca di soffocare il grido d&#8217;angoscia che sale verso l&#8217;Essere dalle sue profondit\u00e0, non riuscendo ad appagarsi di un&#8217;etica del finito e di una prospettiva esistenziale fondata sul relativo e sull&#8217;effimero?<\/p>\n<p>\u00c8 il dramma dell&#8217;Europa, anzi, del mondo secolarizzato, quello raccontato da Bergman, ormai quasi mezzo secolo fa, con profetica intuizione; un mondo dove alla nietzschiana \u00abmorte di Dio\u00bb non \u00e8 succeduta alcuna nuova alba, alcuna trasvalutazione di valori, se non una eclisse del sacro che ha reso profano <em>tutto<\/em> lo scenario della vita, ma senza illuminarlo di nuove speranze e, anzi, stendendo un velo di angoscia sulle superbe conquiste della tecnica, cos\u00ec come sugli orgogliosi progressi realizzati in campo sociale.<\/p>\n<p>La Svezia \u00e8 stata una delle ultime nazioni d&#8217;Europa ad aprirsi al cristianesimo e, ora, sembra essere tra le prime ad avere inaugurato l&#8217;era post-cristiana. Il re Olaf Skotkonung si convert\u00ec alla nuova religione solo nel 1008 (quasi sette secoli dopo l&#8217;editto di Costantino), gesto che apr\u00ec una lunga serie di lotte interne dovuta alla fiera reazione dell&#8217;elemento pagano; la cattedrale di Uppsala venne consacrata solo nel 1140. Ma bisogna aspettare fino al XIV secolo perch\u00e9 la Svezia abbia il suo santo di fama internazionale: santa Brigida (1303-1373), al secolo Brigitta Persson, una nobildonna che fond\u00f2 l&#8217;ordine di S. Agostino, e la cui festa cade il giorno 7 di ottobre.<\/p>\n<p>Quando, poi, Lutero sollev\u00f2 in Germani la bandiera della Riforma, la monarchia svedese fu una delle primissime ad aderirvi. Ci\u00f2 avvenne all&#8217;epoca del re Gustavo Eriksson Vasa, che aveva appena sconfitto la dominazione danese (1523), mentre la sua eminenza grigia, Mastro Olof, introdusse rapidamente la Riforma luterana, recidendo, uno dopo l&#8217;altro, tutti i legami con la Santa Sede. Il re divenne capo della Chiesa nazionale; da allora, i ministri del culto sono funzionari pagati dallo Stato, come del resto negli altri paesi luterano. Si ricordi, nell&#8217;Ottocento, la violenta polemica di Kierkegaard contro la Chiesa luterana danese, da lui accusata di non avere pi\u00f9 nulla di cristiano, e si potranno immaginare pregi e difetti di una sistemazione dei rapporti fra Stato e Chiesa che si risolve in un compromesso puramente burocratico e finanziario, senza lasciare quasi nulla all&#8217;autentico ardore della fede (cfr. i nostro saggi: <em>Kierkegaard, maestro del ritorno in noi stessi, \u00e8 la guida per uscire dalla palude<\/em>; e <em>Il paradosso della fede: \u00abTimore e tremore\u00bb di Kierkegaard<\/em>, sempre sul sito di Arianna).<\/p>\n<p>Cos\u00ec, venendo ai nostro giorni, quello stesso Stato che paga lo stipendio ai ministri del culto, affinch\u00e9 essi contribuiscano all&#8217;equilibrio psicologico e spirituale de cittadini (la Svezia, nonostante il benessere raggiunto, ha un alto tasso di alcolismo e una elevata percentuale di suicidi), finanzia anche quelle strutture pubbliche &#8211; scuola e sanit\u00e0 &#8211; mediante le quali cerca di \u00abnormalizzare\u00bb le sue inquietudini, ad esempio diffondendo una cultura sessuale che non lasci nulla all&#8217;imprevisto e che scongiuri il pericolo di situazioni indesiderate.<\/p>\n<p>\u00c8 una situazione che allo svedese medio &#8211; anti-intelletuale per natura e conformista per educazione &#8211; appare come perfettamente naturale, ma che colpisce subito il visitatore straniero, specie se proveniente da paesi di cultura cattolica. Colpisce, soprattutto &#8211; ma gi\u00e0 lo notava Kierkegaard, e altrettanto lo notava Bergman &#8211; la pretesa di ridurre il fatto della fede a una sorta di rasserenante quietismo, a una camomilla da bere alla sera per assicurarsi una buona digestione e un riposo notturno senza imprevisti; come se la fede non fosse, anche, la vertigine dell&#8217;assoluto e la sovversione di tutte le certezze. Colpisce anche &#8211; e, di nuovo, ve n&#8217;\u00e8 traccia in moltissimi film di Bergman &#8211; la pretesa di dissipare ogni alone di mistero, ogni tensione alla trascendenza nell&#8217;educazione sessuale, come se l&#8217;incontro fra il maschile e il femminile si potesse risolvere nei limiti di un prontuario biologico ed igienico; come se la sessualit\u00e0 non fosse una delle porte attraverso cui si pu\u00f2 accedere a una dimensione altra, oltrepassando persino &#8211; talvolta &#8211; la propria natura ontologica, fino a intravedere uno squarcio di eternit\u00e0.<\/p>\n<p>Proprio mentre Bergman portava nelle sale cinematografiche <em>Come in uno specchio<\/em>, un saggista francese soggiornava in Svezia per descrivere la realt\u00e0 viva di quel paese ai suoi connazionali. Lo scrittore era Fran\u00e7ois-R\u00e9gis Bastide e il libro in cui raccont\u00f2 al pubblico francese (e mondiale) la sua esperienza, intitolato, semplicemente, <em>Su\u00e8de<\/em>, venne pubblicato nel 1961 dalle prestigiose Editions du Seuil di Parigi.<\/p>\n<p>Negli anni Sessanta del Novecento le persone incominciavano a viaggiare pi\u00f9 che in passato (ammesso che ci\u00f2 sia, di per s\u00e9, un elemento di progresso), ma il turismo internazionale di massa era solo ai primi passi e non pochi preferivano conoscere il mondo standosene seduti in poltrona e leggendo un buon libro; metodo che &#8211; sia detto per inciso -, non \u00e8 necessariamente peggiore di quello che consiste nell&#8217;affidarsi ai desolanti viaggi organizzati delle grandi compagnie turistiche. In breve, in quegli anni esisteva ancora spazio per una saggistica di viaggio di buon livello letterario, il cui scopo non era necessariamente quello di preparare il terreno al viaggio effettuato in prima persona, ma anche, volendo, di sostituirsi ad esso, trasportando il lettore in luoghi che non avrebbe, forse, mai visitato di persona, e osservando il mondo per conto suo, fornendogli, per cos\u00ec dire, un prolungamento della propria facolt\u00e0 visiva.<\/p>\n<p>Il libro di Fran\u00e7ois-R\u00e9gis Bastide, a nostro parere, rientra in questa categoria. Scritto senza troppe pretese letterarie, e tuttavia in forma abbastanza curata e piacevole; ricco di riflessioni intelligenti, oltre che di puntuali osservazioni tratte dall&#8217;esperienza diretta (\u00absul campo\u00bb, direbbe un antropologo); dosando con istintivo equilibrio la parte oggettiva e descrittiva e quella introspettiva e riflessiva, il quadro che ci presenta del Paese scandinavo \u00e8, certamente, meno pretenzioso di un saggio etnografico, ma pi\u00f9 ricco e interessante di un piatto <em>reportage<\/em> ad uso banalmente turistico.<\/p>\n<p>Le pagine dedicate alla problematica religiosa confermano, a nostro avviso, questo giudizio; e ci piace riportarne qualche passaggio, perch\u00e9 anche il lettore possa farsene un&#8217;idea (F. R. Bastide, <em>Svezia<\/em>, traduzione italiana di Maria Cristina Gaetani, Mondadori, Milano, 1961: la pubblicazione fu contemporanea in Francia e in Italia e questo, crediamo, spiega anche le frequenti citazioni dell&#8217;Italia, come se l&#8217;autore si rivolgesse specificamente a un pubblico sia francese che italiano; pp. 121-126):<\/p>\n<p><em>Ho parlato a pi\u00f9 riprese della religione. A dire il vero, avrei dovuto affrontare questo grave argomento nel capitolo delle conquiste sociali e non piace forse di trovare la religione tra le ragioni d&#8217;angoscia in Svezia&#8230;Io pensavo che gli svedesi, che praticano cos\u00ec volentieri il nudismo, adorassero il Sole come il loro Creatore, confusi in una vaga religiosit\u00e0 pagana, e aveva pronte, a quel proposito, le mie brave frecciate, come i cattolici medi quando si tratta di protestantesimo. Vedevo molte chiese. Mi si enumeravano, senza troppa convinzione, tutte le diverse sette, ritrovavo gli stessi nomi che si trovano in Inghilterra (battisti, metodisti, ecc.), sentivo nomi nuovi (swedemborghiani, pentecostisti, ecc.), ma soprattutto sentivo la pesante presenza di questa Chiesa di Stato, di questo Lutero nazionalizzato, burocratizzato, a cui appartengono, ufficialmente, tutti gli Svedesi, a meno che non s dichiarino espressamente atei. \u00c8 un fatto per\u00f2 che le chiese, gotiche o moderne, sono quasi sempre deserte. La vita dei pastori \u00e8 assicurata dallo Stato, non importa quale sia il numero e l&#8217;ardore delle pecorelle. La religione appare allora come un ingegnoso sistema per riscuotere quote o tasse, in cambio delle quali lo Stato insegna ai bambini, a tutti i bambini, a leggere la Bibbia. Questa Bibbia la si ritrova anche in tutte le stanze di tutti gli alberghi svedesi; le pagine pi\u00f9 lette mi sono parse quelle del<\/em> Cantico dei cantici<em>&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>Recentemente un importante giornale di Stoccolma portava in prima pagina questo titolo: \u00abL&#8217;inferno non esiste\u00bb. Ho fato un salto e ho letto. Si trattava di un raduno di teologi e vescovi a cui lo Stato aveva chiesto di fare un piccolo sforzo per diminuire nella coscienza dei fedeli questo timore, veramente sorpassato, dell&#8217;inferno; come non obbedire a una simile richiesta, quando viene dallo Stato sovrano? Si \u00e8 fatto il piccolo sforzo. Non so se adesso gli Svedesi dormano tranquilli; in ogni caso, \u00e8 indubbio che l&#8217;inferno dava loro fastidio.<\/em><\/p>\n<p><em>L&#8217;inquietudine religiosa esiste realmente, molto profonda. Me ne sono convinto osservando che la maggior parte delle conversazioni, la sera, oltre una certa ora, in casa di amici svedesi, verte insensibilmente su Dio, bench\u00e9 i miei amici si proclamino atei. Lucien Maury in un libro recente<\/em> Metamorfosi della Svezia<em>, che \u00e8 la testimonianza pi\u00f9 importante di un francese per cui la Svezia ha pochi segreti, osserva molto giustamente: \u00abReligione del rimorso, dello scrupolo indefinitamente rimuginato, sofferto, assaporato, che determina quelle coscienze malate di cui sono popolate le letterature del Nord&#8230;\u00bb. Di modo che anche presso coloro che non sono praticanti, c&#8217;\u00e8 bisogno di credere e un&#8217;innata facilit\u00e0 a trasferire nel campo metafisico &#8211; non dir\u00f2 religioso &#8211; ogni cosa, una canzone popolare, una pietra runica che ricorda i Vichinghi, sperduta nella landa grigia, il problema sessuale, le virt\u00f9 civiche, ecc. \u00c8 forse il fantasma di Lutero? \u00c8 forse la nostalgia dell&#8217;antico cattolicesimo svedese? Non lo so ancora. Mi sembra che ogni svedese porti in s\u00e9 una religione misteriosa, non ancora formulata, degna delle speculazioni appassionate dei primi cristiani. Basta leggere il recente<\/em> Barabbas <em>di P\u00e4r Lagerkvist per convincersene.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo magnifico libro ha avuto larga risonanza in Svezia e mi sembra che l&#8217;uomo-Barabba sia un chiaro simbolo dello svedese ala ricerca di una fede,<\/em> nolens volens<em>, credente senza fede, \u00abateo religioso\u00bb. Da un lungo testo pubblicato in francese da<\/em> L&#8217;Age nouveau<em>, testo piuttosto filamentoso in cui il &#8216;pensiero&#8217; trascina abbozzi di argomenti, di dubbi, di risposte, ecc., traggo questa confessione di Lagerkvist che mi sembra corrispondere alla vera tonalit\u00e0 dell&#8217;anima svedese: \u00abNon ci \u00e8 dunque possibile credere? Egli non credeva in Dio; credeva al divino nell&#8217;uomo; non ne aveva mai dubitato, anche quando tutto rimaneva ancora celato. La forza del divino \u00e8 troppo grande, troppo attiva, nonostante tutto, nel mondo, perch\u00e9 si possa negarla. La sentiamo in noi, non disperiamo&#8230; Come questo divino abbia potuto nascere in noi, rimane un mistero per sempre incomprensibile. Non abbiamo bisogno di capirlo per adempiere al nostro sacro compito di uomini. Noi siamo nati per una lotta contro forze superiori: ne faremo il nostro compito. Non falliremo\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>Lo so bene: per la maggior parte degli Svedesi la religione non esiste. Per lo meno, essa \u00e8 lettera morta, vivificata artificialmente dallo Stato per un fine igienico. Quel salmo che tutti gli scolari svedesi intonano la mattina prima di mettersi al lavoro, quel paragrafo della Costituzione che stabilisce che nessuno pu\u00f2 diventare Primo Ministro se non ha fatto la prima comunione, questa presenza della Chiesa in tutti gli atti importanti della vita, per tutti i cittadini del regno tutto questo non conta, dice la maggior parte degli Svedesi. Eccone la prova pi\u00f9 convincente: l&#8217;Annuario Statistico della Svezia che ho sotto gli occhi, vero e proprio condensato d tutte le attivit\u00e0 del paese, dove si trova tradotto in cifre, tutto intorno a ogni cosa, questo Annuario non parla affatto della religione, Non c&#8217;\u00e8 nulla da dire se non: Art. 1\u00b0: tutti gli Svedesi sono luterani; Art. 2\u00b0: Quelli che non lo sono, sono ebrei, cattolici, swedemborghiani o pazzi incurabili. Si potrebbe fare una statistica per province, per citt\u00e0, ecc., delle presenze in chiesa, ma sarebbe una statistica inutile e imbarazzante&#8230; Infatti quelle belle chiese, alcune delle quali sono veri gioielli d&#8217;arte romanica e che sono spesso decorate, \u00abrimodernate\u00bb da grandi artisti moderni, lucidate, dotate di microfoni e di aria condizionata&#8230; queste belle chiese sono vuote; tranne il 24 dicembre, ben inteso. Quelle 13 diocesi, quelle 2.500 parrocchie, quei 3.000 pastori, quei 16 professori di teologia girano ne vuoto intorno ai loro sette milioni d parrocchiani teorici, e non dimenticher\u00f2 mai, a questo proposito, una conversazione di parecchie ore con un pastore, nel treno che ci portava da Karlskrona a Kalmar. Il pastore, uomo molto intelligente, voleva dimostrarmi di servire a qualcosa, da un lato, e, dall&#8217;altro, che il dogma dell&#8217;Assunzione era puerile; si dibatteva tra questi due problemi non contraddittori come se io fossi stato Dio sa quale inquisitore. Non temeva che una sola cosa: che gli parlassi della mia religione. Io non volevo ferirlo: certo che serviva a qualcosa, ci vuole pur qualcuno che registri e nascite e i decessi. Lui, lo vedevo, desiderava farmi una dimostrazione apologetica. In breve, non ne uscimmo fuori che quando il treno si ferm\u00f2, sfiniti. So benissimo che c&#8217;\u00e8 un buon numero di giovani pastori con una vocazione autentica, che non sono entrati nella Chiesa \u00abtanto per campare\u00bb, e che vorrebbero vederla libera dalle sue costrizioni temporali, da questo Stato troppo religioso che l&#8217;addormenta amministrativamente. Esiste soprattutto un potenziale enorme di fede inutilizzata, male informata., abbandonata a se stessa., che le sette si disputano come una manna. Questi 800.000 settari svedesi, ardenti, puritani, che passano la vita nella contemplazione del peccato, quali che siano le esagerazioni a cui li trascinano i loro principi (e nessuno ha il diritto di metterli in ridicolo), questi 800.000 settari sono il segno della crescente inquietudine religiosa del popolo. No, il sole, la notte, il freddo, la luna non spiegano tutto. Che questa fede sia nostalgia della fede non cambia nulla. Che le chiese siano vuote, in realt\u00e0 non conta. Esse saranno piene il giorno ce Dio lo vorr\u00e0: questo dicono i veri luterani che sono prima di tutto cristiani, ecumenici accaniti e molto tolleranti verso il cattolicesimo. Gli stessi cattolici, che sono soltanto 60.000 in tutto il paese, incoraggiati nella loro fede da qualche sacerdote e dal convento domenicano di Stoccolma, crescono lentamente di numero. Di tanto in tanto, una conversione spettacolare. Nei giornali, sempre pi\u00f9 numerose compaiono spiegazioni, evidentemente semplicistiche, del cattolicesimo, a cui molte anime inquiete cercano di accostarsi&#8230;Il pi\u00f9 delle volte, non come ci si accosta a una religione, ma piuttosto a una psicanalisi. Come potrebbe essere altrimenti, in un paese in cui accade, com&#8217;\u00e8 successo a me a Stoccolma, in Valhallav\u00e4gen, di trovare per la strada un mucchio di volantini da cui si staccavano due parole: \u00abVescovi&#8230; Sessualit\u00e0\u00bb. Era un comunicato della Chiesa sulle regole che un cristiano deve seguire nella sua vita sessuale. Questo accadeva dopo un&#8217;ondata di scandali. La Chiesa parlava. Bisognava pure che qualcuno parlasse. Si raccoglievano quei volantini dalla strada, si leggevano borbottando., In un momento ho visto la Valhallav\u00e4gen sconvolta da un gran \u00abgrubblamento\u00bb che Cristo soltanto poteva placare. Ma come arrivare a Cristo? Si rientrava in casa propria stringendo il volantino tra le dita. Forse si provava una certa difficolt\u00e0 a capire come lo stesso Stato potesse con la mano destra mantenere i vescovi moderatori della sessualit\u00e0 e, con la sinistra, costruire le lussuose farmacie in cui altri specialisti della \u00abmoderazione\u00bb insegnano regole meno spirituali ma pi\u00f9 efficaci&#8230;Forse lo Stato faceva un po&#8217; di confusione tra le due mani, vero?<\/em><\/p>\n<p>Quelle grandi e bellissime chiese vuote; quei pastori ingrigiti nella loro mentalit\u00e0 di funzionari statali; quelle sette che crescono continuamente di numero; quel conversare di Dio fino a tardi, pur proclamandosi atei; quel senso di inquietudine che non sa esprimersi in un concreto <em>perch\u00e9<\/em>, ma che dilania dall&#8217;interno la polpa di una societ\u00e0 cos\u00ec bene ordinata ed efficiente&#8230;<\/p>\n<p>Tutto questo non \u00e8 solo svedese o scandinavo, ma \u00e8 la cifra di una tendenza spirituale che avanza a grandi passi in tutto il mondo cristiano e in tutto il mondo occidentalizzato (in Cina, per esempio; ma non nei paesi islamici, e tanto meno in India).<\/p>\n<p>Forse siamo giunti alla fine; forse, questa non \u00e8 che la premessa di un nuovo inizio.<\/p>\n<p>Certo \u00e8 che nemmeno le streghe svedesi, che si riunivano per il <em>Sabba<\/em> presso la chiesa sconsacrata di Blokula, nella notte di mezza estate, avrebbero potuto immaginare che sarebbe arrivato il giorno in cui dei pastori imborghesiti e, spesso, senza fede, avrebbero celebrato la messa sotto le volte risuonanti nel vuoto, delle loro cattedrali deserte.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il destino dell&#8217;Occidente: perdere il legame con Dio e, magari, venire conquistato &#8211; materialmente o culturalmente, poco importa &#8211; da popoli che quel legame hanno saputo conservare? Ma, d&#8217;altra parte, \u00e8 proprio vero che perdere il legame con la religione significa perdere anche la fede? E che perdere la fede significa perdere il rapporto con Dio?<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 essere che l&#8217;uomo post-moderno e post-cristiano ritrovi Dio, dopo il naufragio delle sue antiche certezze, semplicemente accorgendosi che Dio, da sempre, gli cammina incontro, solo che egli sappia vederlo; solo che sia abbastanza umile da proclamare apertamente la propria impotenza e povert\u00e0, e da gettarsi nelle braccia di Colui che lo ha trovato sin dall&#8217;inizio?<\/p>\n<p><em>Poi nessuno profer\u00ec pi\u00f9 una parola. Ci\u00f2 che bisognava dire pareva gi\u00e0 detto. In loro restava soltanto una ricchezza, che il pensiero non riusciva ad abbracciare, e segretamente la custodirono. In silenzio si separarono per cercare ognuno il suo posto e continuare a vivere.<\/em> (da: P\u00e4r Lagerkvist, <em>Ospite della realt\u00e0. Il sorriso eterno<\/em>, traduzione italiana Giacomo Prampolini, Mondadori, Milano, 1992, p. 207).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i grandi registi del cinema contemporaneo, quello che forse pi\u00f9 di ogni altro ha colto il dramma di un mondo post-moderno che si sta allontanando<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30169,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[109,133],"class_list":["post-29092","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-modernismo","tag-chiesa-cattolica","tag-europa"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-modernismo.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29092","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29092"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29092\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30169"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29092"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29092"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29092"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}