{"id":29088,"date":"2018-01-24T01:11:00","date_gmt":"2018-01-24T01:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/24\/neocattolici-fra-superficialita-sciatteria-narcisismo\/"},"modified":"2018-01-24T01:11:00","modified_gmt":"2018-01-24T01:11:00","slug":"neocattolici-fra-superficialita-sciatteria-narcisismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/24\/neocattolici-fra-superficialita-sciatteria-narcisismo\/","title":{"rendered":"Neocattolici fra superficialit\u00e0, sciatteria, narcisismo"},"content":{"rendered":"<p>Hanno avuto il loro momento di gloria: benissimo. Ora Carlos e Paula, 41 e 39 anni, assistenti di volo della compagnia aerea cilena\u00a0<em>Latam<\/em>, sono diventati delle celebrit\u00e0, anche se fra qualche settimana nessuno si ricorder\u00e0 pi\u00f9 di loro; e lo sono diventati grazie alla insaziabile smania di\u00a0<em>audience<\/em> del falso papa Bergoglio, al quale non \u00e8 parso vero di inscriversi nel\u00a0<em>guinness<\/em>\u00a0dei primati (da fiera) celebrando le loro nozze a quasi 11.000 metri d&#8217;altezza, nel volo fra Santiago e Iquique, nel Cile settentrionale. L&#8217;importante &#8211; come diceva Giovan Battista Marino, il principe dei poeti barocchi &#8211; \u00e8 stupire, e cos\u00ec far notizia; l&#8217;importante\u00a0\u00e8 che si parli, non di Dio, o di Ges\u00f9 Cristo, o del Vangelo, i quali richiedono all&#8217;uomo sacrifici, penitenza e umilt\u00e0, ma di lui, di El Papa argentino, l&#8217;ammazzasette, il\u00a0<em>pampero<\/em>, il decisionista, il rottamatore della vecchia e brutta Chiesa oscurantista e il fondatore della nuova Chiesa, giovane, entusiasta, moderna, protesa verso l&#8217;avvenire.<\/p>\n<p>Gi\u00e0. Peccato che fosse tutta una buffonata, una messinscena: una buffonata nella buffonata, una messa in scena nella messa in scena. Il quotidiano cileno\u00a0<em>El Mercurio<\/em>\u00a0ha rivelato che fin dal 19 dicembre scorso, vale a dire un mese prima delle &quot;nozze&quot;, i due avevano espresso la speranza, in un&#8217;intervista, che fosse proprio il papa sudamericano a sposarli, magari durane il suo viaggio apostolico: e cos\u00ec, guarda caso, \u00e8 stato: il 18 gennaio Bergoglio li ha sposati &quot;al volo&quot;, dopo essersi accertato che tale fosse la loro ferma volont\u00e0 e che, in precedenza &#8211; ma questo lo ha detto dopo, tentando di giustificarsi, e, del resto, messo sotto pressione dal grave scivolone sul caso Barros, che lo ha visto smentito dal cardinale O&#8217;Malley e costretto, per la prima volta, a delle parziali scuse &#8211; i due avevano frequentato i prescritti corsi di preparazione, e si erano debitamente confessati. Peccato che fosse tutta una sceneggiata. I due che si avvicinano al papa, durante il volo, per chiedergli una fotografia e una benedizione, e gi confidano il loro cruccio di buoni cattolici,\u00a0 di non essersi potuti ancora sposare; la pronta domanda del papa, se lo desiderassero davvero; il loro s\u00ec emozionatissimo, le\u00a0<em>nozze express<\/em>, seduta stante, con il direttore della\u00a0<em>Latam<\/em>\u00a0a fare da testimone, e i fotografi dell&#8217;<em>Osservatore Romano<\/em>\u00a0a immortalare il sorriso a trentadue carati dei novelli sposi, e il regalo di nozze del papa, una coroncina del Rosario. Che bel quadretto. Peccato che fosse tutto falso, dalla A alla Z; che fosse tutto preparato; che non vi fosse nulla di spontaneo, nessuna sorpresa, nessuna incognita, nessuna improvvisazione o spontaneit\u00e0, ma solo, probabilmente, una furba operazione d&#8217;immagine per la compagnia cilena da una parte, e una altrettanto furba strategia per accrescere la popolarit\u00e0 di Bergoglio, dall&#8217;altra: felice matrimonio d&#8217;interesse fra le due furberie, laica ed ecclesiastica. Perch\u00e9 tra furbi ci s&#8217;intende sempre.<\/p>\n<p>Non \u00e8 su questo aspetto della vicenda, peraltro, che vogliamo soffermarci. Da Bergoglio siamo ormai abituati a ben altre finte improvvisazioni, a ben altre, e assai pi\u00f9 sofisticate, operazioni d&#8217;immagine; abbiamo bell&#8217;e capito che tutto il suo pontificato si svolge sotto i riflettori, alla ricerca esasperata dell&#8217;auto-promozione; e gentucola come Caffarra e Meisner pu\u00f2 anche crepare senza ricevere uno straccio di risposta ai suoi\u00a0<em>dubia\u00a0<\/em>calunniosi e importuni, che se ne vadano in pace al Creatore senza rompere le scatole, n\u00e9 mettere bastoni fra le ruote al carro trionfale di El Papa, cos\u00ec buono, cos\u00ec evangelico e misericordioso e, soprattutto, cos\u00ec &quot;francescano&quot;. Del pari non meritano risposte o spiegazioni i frati e le suore dell&#8217;Immacolata, centinaia di persone che sono state trattate alla stregua di nemici o delinquenti, e molte delle quali, infine, hanno peso la vocazione e se ne sono andate via dal convento, dove erano entrate con tanta fede, speranza e carit\u00e0. N\u00e9 ci soffermeremo sulla inaudita banalizzazione di una cosa estremamente seria, come lo \u00e8 il Sacramento del matrimonio, qui degradato ed umiliato al livello dei matrimoni per direttissima di Las Vegas, dove ci si pu\u00f2 sposare in cinque minuti, basta pagare. Non ci soffermeremo perch\u00e9 chiunque abbia un po&#8217; di buon gusto, di buona fede e di rispetto per la sacralit\u00e0 del matrimonio cattolico, vede e capisce subito che il matrimonio ad ala quota celebrato da Bergoglio \u00e8 tutto tranne una cosa seria, e dunque \u00e8 anche un pessimo esempio, perch\u00e9 il messaggio che fa &quot;passare&quot; \u00e8 che i gesti, meglio se spettacolari, sono tutto, mentre l&#8217;interiorit\u00e0 non conta nulla; e se, per caso, qualcuno non vede, n\u00e9 capisce tutto questo, allora non vale nemmeno la pena di spiegarglielo. Piuttosto, desideriamo rivolgere un po&#8217; di attenzione a un altro aspetto del penoso pasticcio, di cui non si \u00e8 capito neppure se abbia realmente valore giuridico, o no; vale a dire, vorremmo soffermarci un po&#8217; sulla psicologia del neocattolico, cos\u00ec come essa traspare dai volti radiosi ed emozionati, preparatissimi e dalla dentatura smagliante, della fotogenica Paula e del suo neoconsorte Carlos. Non \u00e8 per il gusto di accanirci contro di loro, n\u00e9 perch\u00e9, in se stessi, meritino tana importanza (e infatti non ne vogliamo riportare i cognomi, perch\u00e9 sarebbe un accontentare il loro sfrenato narcisismo); ma perch\u00e9 sono due neocattolici assolutamente tipici, perci\u00f2 guardarli un po&#8217; da vicino &#8211; del resto, \u00e8 proprio quello che volevano: l&#8217;attenzione dei media &#8211; pu\u00f2 rivelare delle cose interessanti per l&#8217;intera categoria sociologica, culturale e morale del neocattolico, un prodotto di massa della neochiesa di questi ultimi anni.<\/p>\n<p>Dunque: tanto per cominciare, sono due emeriti bugiardi e non hanno un briciolo di pudore, n\u00e9 di onest\u00e0 verso se stessi. Hanno detto di essersi sposati civilmente da otto anni, ma avrebbero voluto sposarsi in chiesa, e di non aver potuto farlo perch\u00e9 la loro chiesa, nei pressi di Santiago, era stata distrutta dal terremoto del 2010. Nel frattempo, oltre a sposarsi civilmente, hanno fatto due bambine, che ora hanno sei e tre anni. Bene, complimenti; ma cosa ci vengono a raccontare? Il Cile \u00e8 un Paese che ha 17 milioni di abitanti e di chiese cattoliche ne ha, evidentemente, parecchie migliaia, sparse lungo i quattromila chilometri della sua latitudine, dalle sabbie infuocate del Deserto di Atacama al gelido e tempestoso Capo Horn. Vogliono forse darci a intendere che, distrutta dal terremoto la loro chiesa, non ce nera un&#8217;altra in cui sposarsi? Forse che il matrimonio civile era l&#8217;unica soluzione che avevano davanti? E che, nel corso di otto anni di vita insieme, e con due figlie nate nel frattempo, non avevano avuto altre occasioni di regolarizzare, diciamo cos\u00ec, la loro posizione davanti alla Chiesa, e soprattutto avanti a Dio? E infatti, la cosa \u00e8 talmente poco credibile, che loro stessi hanno ammesso, genericamente,\u00a0<em>di aver sempre rimandato<\/em>. S\u00ec: rimandato per otto anni, non per qualche giorno. Sono fatti loro; ma diventano anche nostri, bench\u00e9 non ci interessino per niente, nel momento in cui costoro scelgono la forma di pubblicit\u00e0\u00a0<em>mondiale\u00a0<\/em>che abbiamo visto. Dunque, se in circostanze normali sarebbe indiscreto fare i conti in tasca alle persone, specie sotto il profilo morale, qui diventa non solo legittimo, ma doveroso: hanno voluto raccontare al mondo una favola, la favola di Romeo e Giulietta che coronano finalmente il loro sogno d&#8217;amore, e di giuste nozze, trionfando di non si sa quali avversit\u00e0; vediamo almeno se la favola, oltre che falsa, \u00e8 per caso anche diseducativa.<\/p>\n<p>Non vogliamo indagare per quale ragione hanno lasciato passare otto anni senza pensare di recarsi davanti all&#8217;altare: da cattolici, a quanto pare praticanti, avrebbero dovuto pensarci. Non indaghiamo se, per tutto quel tempo, in cui hanno vissuto sposati solo civilmente, vale a dire\u00a0<em>non sposati\u00a0<\/em>davanti a Dio, si son sentiti autorizzati ad accostarsi ai Sacramenti. Sono fatti loro, ed eventualmente del loro confessore. A quanto pare, nemmeno la nascita di due figlie \u00e8 valsa a dare loro la giusta motivazione e ad imprimere una svolta nel loro continuo &quot;rimandare&quot;. Facciamo notare che non si tratta di un appuntamento qualsiasi, ma di un appuntamento davanti a Dio; ma, anche di ci\u00f2, se la vedranno con la loro coscienza di credenti. Quel che ci preme far notare \u00e8 che, dopo otto anni di convivenza non benedetta da Dio (e il prete che ha battezzato le loro figlie, non ha detto loro nulla?), se davvero intendevano sposarsi in chiesa, dopo otto anni di pubblica trasgressione alla legge di Dio, avrebbero potuto e dovuto scegliere una linea di sobriet\u00e0, di discrezione, quasi di nascondimento. Avrebbero dovuto fare le cose in forma strettamente privata, evitando qualsiasi pubblicit\u00e0: infatti, cosa c&#8217;era da pubblicizzare? Il fatto che per otto anni si erano presi gioco di Dio e della Chiesa, e ora passavano allo sportello, come nulla fosse, ad acquistare il biglietto d&#8217;ingresso, come si fa al cinema o allo stadio, anche a spettacolo gi\u00e0 incominciato da un pezzo? Il matrimonio cattolico \u00e8 un Sacramento, vale a dire un dono di Dio, non un atto umano; a Dio ci si rivolge, da Lui si ricevono le grazie, i doni soprannaturali per affrontarlo e per superare le difficolt\u00e0 che, inevitabilmente, esso comporta, prima o poi. Pertanto ogni esibizionismo, ogni spettacolarizzazione sono assolutamente riprovevoli e da evitarsi; a maggior ragione se si tratta di un matrimonio &quot;riparatore&quot;, come questo. Su che cosa di bello c&#8217;era da attirare l&#8217;attenzione altrui, se non su otto anni di grave negligenza? Pertanto: sobriet\u00e0, discrezione, silenzio, due o tre invitati, nessuna ostentazione, niente che possa attirare l&#8217;attenzione pi\u00f9 dello strettissimo necessario. Questo sarebbe stato l&#8217;atteggiamento di due persone le quali, dopo otto anni di convivenza, decidono di prendere sul serio il loro rapporto davanti a Dio e che, fatta la debita penitenza, si presentano, umili e devote, a chiedere la benedizione di Dio per mezzo del sacerdote (non la benedizione del sacerdote per mezzo di Dio). Non \u00e8 il sacerdote che benedice, e neppure il papa in persona: \u00e8 Dio, e Dio solo; e ci\u00f2 per una ragione semplicissima: non \u00e8 certo il sacerdote che manda sugli sposi le grazie soprannaturali delle quali avranno bisogno, ma Dio. Il sacerdote \u00e8 un semplice uomo, peccatore fra gli altri peccatori. Certo, mentre amministra i Sacramenti, egli \u00e8 un\u00a0<em>alter Christus<\/em>: ma \u00e8 Cristo che agisce per mezzo di loro, non loro per mezzo di Cristo. Non capovolgiamo la prospettiva; altrimenti non si capisce pi\u00f9 nulla della vita cristiana e di quale sia il vero rapporto che intercorre fra essa e la vita profana.<\/p>\n<p>E invece della sobriet\u00e0, della discrezione, del nascondimento, che cosa hanno fatto questi due neocattolici, conviventi da otto anni e genitori di due figlie? Hanno brigato per essere sposati personalmente dal papa, davanti ai fotografi, a bordo di un aereo, in una prima assoluta, con la certezza di ottenere la massima visibilit\u00e0 mediatica. Hanno brigato perch\u00e9 tutto il mondo sapesse di loro, parlasse di loro, riportasse le loro fotografie. Il massimo del narcisismo, dell&#8217;esibizionismo e della superficialit\u00e0; anche il massimo della sciatteria morale, se ci \u00e8 consentito giudicare (nonostante l&#8217;ammonimento di Bergoglio:\u00a0<em>chi sono io per giudicare?<\/em>), non le persone, ma le loro scelte ed i loro comportamenti. Quelli s\u00ec, che li possiamo giudicare; specialmente se sono proprio loro, con il loro modi di porsi sopra le righe, di farsi vedere da tutti, di farsi ammirare da tutti, a mettersi nelle condizioni di essere giudicati, di sollecitare un giudizio da parte dell&#8217;opinione pubblica. Hanno avuto quel che volevano: tutto il mondo ha visto e saputo che due persone narcisiste, superficiali, esibizioniste, invece di chiedere un matrimonio discreto e riservato, hanno chiesto e ottenuto, da un altro esibizionista e narcisista patologico, il falso papa Bergoglio, quel che volevano; le luci della ribalta, gli onori delle telecamere. Come in un<em>\u00a0reality show<\/em>, come in un\u00a0<em>Grande Fratello<\/em>\u00a0a 10.000 metri di quota, sopra le nuvole e le vette nevose delle Ande: la vita in diretta, in questo caso le\u00a0<em>nozze express<\/em>. Come andare al supermercato e fare la spesa, anzi, una cosa ancor pi\u00f9 veloce.\u00a0<em>Volete voi sposarvi, Carlos e Paula? S\u00ec? E allora io vi dichiaro marito e moglie<\/em>. Meglio che in un film di Hollywood; anzi, meglio che in una<em>\u00a0soap opera.<\/em>\u00a0Tanti auguri e Baci Perugina.<\/p>\n<p>Ci pare un po&#8217; troppo, davvero, anche tenuto conto degli standard sudamericani, che conosciamo di persona, e specialmente dei cattolici sudamericani, dalle cui file, non per caso, viene il falso papa argentino: gente che\u00a0 spesso cerca istintivamente lo spettacolo, nella vita cos\u00ec come in chiesa. Qualcuno potrebbe sentirsi offeso; pazienza:\u00a0<em>e lascia pur grattar dov&#8217;\u00e8 la rogna<\/em>, dice il padre Dante. Del resto, queste differenze culturali non dovrebbero mai essere sottovalutate; perci\u00f2, diremo ancora di pi\u00f9, a costo di passare per razzisti: proprio per ragioni di differenza culturale, l&#8217;elezione di un papa sudamericano \u00e8 stata una grossa imprudenza, per non dire un errore madornale. Sempre che sia stato un errore, e non un calcolo voluto, proprio per attaccare e demolire duemila anni di tradizione cattolica europea. C&#8217;\u00e8 una ragione\u00a0<em>storica<\/em>\u00a0se i papi, per duemila anni, sono stati quasi tutti italiani: il cattolicesimo \u00e8 inseparabile dalla civilt\u00e0 europea, e specialmente dalla civilt\u00e0 italiana. Certo, i numeri non sono pi\u00f9 quelli della met\u00e0 del Novecento: oggi ci sono pi\u00f9 cattolici fuori d&#8217;Europa, e specialmente in America latina, che nel nostro continente. Ma questa non \u00e8 ancora una ragione valida per improvvisare dei pappi culturalmente impreparati, leggeri, superficiali, come \u00e8 nello stile di un certo clero sudamericano. A meno di voler mandare a catafascio la tradizione millenaria della Chiesa, appunto, e poi, dallo sfascio della tradizione, passare all&#8217;attacco della Tradizione: quella che non \u00e8 di origine umana, perch\u00e9 viene da Dio. Cosa che sta gi\u00e0 avvenendo, e lo vediamo tutti i giorni, grazie alle furiose, e sacrileghe, picconate del falso papa Bergoglio.<\/p>\n<p>Del resto, il cristianesimo non pu\u00f2 essere ridotto a una questione numerica, n\u00e9 la Chiesa cattolica declinata come una mera funzione algebrica: se cos\u00ec fosse, bisognerebbe trasportare il papa, non alla Casa Santa Marta, ma a Buenos Aires, o a San Paolo del Brasile, o a Citt\u00e0 del Messico. E pu\u00f2 darsi che ci\u00f2 avverr\u00e0, un giorno. Di certo, secondo noi, i tempi non sono affatto maturi: la chiesa sudamericana non \u00e8 matura per divenire la nuova sede del cattolicesimo, e il clero sudamericano ne ha di strada da fare, prima di acquisire quel rispetto per la tradizione che si richiede a una chiesa la quale voglia candidarsi a dirigere l&#8217;intera cattolicit\u00e0. Sappiamo di aver sfiorato un argomento enorme, delicatissimo: ci torneremo sopra un&#8217;altra volta; per adesso, basta cos\u00ec. Per adesso, ci basta aver fatto notare che il narcisismo, la sciatteria e l&#8217;esibizionismo di Carlos e Paula, assecondati dal papa sudamericano, hanno superato la soglia del buon gusto e della decenza anche secondo i gi\u00e0 larghi parametri della loro cultura, dove \u00e8 cosa perfettamente normale che in chiesa, durante la santa Messa, succeda un po&#8217; di tutto: che i bambini piangano e corrano, che i cani entrino e vadano a spasso fra i banchi, che un ubriaco o un drogato entrino anche loro, a disturbare la funzione, o meglio, a spettacolarizzarla, perch\u00e9 subito il prete scende dall&#8217;altare, abbraccia il drogato e proclama all&#8217;assemblea edificata, con voce stentorea e con gesto enfatico (se siamo, per esempio, in Brasile, come \u00e8 accaduto di vedere a noi):\u00a0<em>Isso \u00e8 meu\u00a0irmao!<\/em><\/p>\n<p>Carlos e Paula non sono importanti in se stessi, tutt&#8217;altro; auguriamo loro una vita lunga e felice, e lasciamoli andare per la loro strada. Quel che \u00e8 importante \u00e8 osservare che la loro psicologia \u00e8 ormai caratteristica di tantissimi neocattolici, e non solo sudamericani. Stiamo andando verso un nuovo tipo antropologico; figlio, senza dubbio, o magari nipote, della &quot;svolta antropologica&quot; della teologia cattolica, il cui padre nobile (nobile, si fa per dire: il personaggio \u00e8 tutt&#8217;altro che esemplare, sotto tutti i punti di vista) \u00e8 stato Karl Rahner. Quel che appare evidente \u00e8 che questi neocattolici fanno sempre pi\u00f9 riferimento a se stessi, all&#8217;immanenza, all&#8217;esteriorit\u00e0 del gesto, alla morale soggettiva, alla smania di novit\u00e0 e di visibilit\u00e0, e sempre meno a Dio, alla trascendenza, alla spiritualit\u00e0, al silenzio, alla contemplazione del Mistero. Se questi sono i frutti della svolta antropologica, si pu\u00f2 finalmente capire di quale specie fosse l&#8217;albero che li ha generati. E ripensare, di conseguenza, quel che \u00e8 accaduto nella Chiesa cattolica a partire dal Concilio Vaticano II, in questi cinquant&#8217;anni e pi\u00f9, fino ai nostri giorni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Hanno avuto il loro momento di gloria: benissimo. 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