{"id":29086,"date":"2018-07-03T06:39:00","date_gmt":"2018-07-03T06:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/03\/superbia-e-curiosita-le-due-radici-del-modernismo\/"},"modified":"2018-07-03T06:39:00","modified_gmt":"2018-07-03T06:39:00","slug":"superbia-e-curiosita-le-due-radici-del-modernismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/07\/03\/superbia-e-curiosita-le-due-radici-del-modernismo\/","title":{"rendered":"Superbia e curiosit\u00e0, le due radici del modernismo"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo pi\u00f9 volte sostenuto che l&#8217;essenza del modernismo nasce in sostanza da un atteggiamento di superbia intellettuale (cfr. l&#8217;articolo <em>Quel veleno dei preti modernisti che fa perdere la fede alle anime<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia l&#8217;08\/02\/2017, in cui abbiamo discorso, in particolare, dell&#8217;ex gesuita Jos\u00e9 Maria Diez Alegria e del suo sciagurato libro, <em>Io credo nella speranza<\/em>, come esempi quasi perfetti di tale superbia). In ultima analisi, e sfrondando gli aspetti secondari e contingenti, si tratta di questo: un certo numero &#8212; un grande numero, purtroppo &#8212; di uomini moderni ritiene di non potere, proprio di non poter credere cos\u00ec come credevano i nostri nonni e i nostri avi, cos\u00ec come credevano santa Teresa di Lisieux e Bernadette Soubirous, o santa Teresa d&#8217;Avila e san Giovanni della Croce, o san Tommaso d&#8217;Aquino e san Francesco; cos\u00ec come tutti i cristiani delle passate generazioni. Il loro pensiero, il loro sentire, \u00e8 questo: Noi siamo uomini moderni, siamo cittadini del XX, del XXI secolo; siamo protesi verso il progresso, siamo immersi nel clima di una societ\u00e0 scientifica, tecnologica, dove ogni affermazione vuol essere provata con fatti precisi e dove non si fa un passo senza che si venga chiamati a dare le prove di quel si fa e di quel che si dice: come potremmo avere la fede semplice, ingenua, degli uomini vissuti nel Medioevo, o nel XVI, o nel XVIII secolo, o anche di quelli vissuti in epoca a noi pi\u00f9 vicina, ma pur sempre nel contesto di una societ\u00e0 contadina, pre-industriale, fatta di grandi famiglie patriarcali, di valori chiari e certi, e ancora ignara dell&#8217;informatica, degli aerei a reazione, dei viaggi spaziali? E come potrebbe, un uomo abituato a servirsi, ogni giorno, del computer e dell&#8217;automobile, un uomo che vede il mondo attraverso le lenti della cultura scientifica moderna (nonch\u00e9, a un livello pi\u00f9 quotidiano, attraverso lo schermo del televisore), credere in Dio Padre, in Ges\u00f9 Cristo, nello Spirito Santo e nella vita eterna, con la stessa fede &quot;ingenua&quot; dei tre pastorelli di Fatima, che non avevano mai visto un aereo, che non sospettavano l&#8217;esistenza del telegrafo senza fili, e che mai avrebbero immaginato che degli esseri umani, fra qualche decennio, avrebbero impresso la loro impronta sul suolo lunare?<\/p>\n<p>Certo, c&#8217;\u00e8 il piccolo dettaglio che quei tre bambini <em>hanno visto la Madonna, e le hanno anche parlato<\/em>. Tuttavia, lo avrete notato, i modernisti non amano soffermarsi su simili dettagli; o, se lo fanno, \u00e8 sempre e solo per insinuare dubbi, per suggerire spiegazioni diverse da quelle della &quot;semplice&quot; fede; imbevuti di psicanalisi, di cultura del sospetto, di inconscio e super-io, nonch\u00e9 di positivismo, storicismo, esistenzialismo, materialismo dialettico, strutturalismo e Dio sa che altro, non provano alcuna tenerezza &#8212; proprio loro, che in ultima analisi riducono il <em>fatto<\/em> della fede a un <em>sentimento<\/em> personale &#8212; per le apparizioni mariane, e in generale, per i &quot;miracoli&quot;, ossia per tutto ci\u00f2 che sa di soprannaturale. Avete mai sentito un modernista parlare di san Giovanni Bosco, dei suoi sogni, delle sue premonizioni? Lo avete mai sentito parlare delle Tre Fontane e della subitanea conversione di Bruno Cornacchiola? Oppure dell&#8217;umile eroismo di Maria Goretti, che si informa del destino del suo assalitore e ha parole di compatimento e di perdono per lui, poche ore prima di chiudere gli occhi alla vita terrena e aprirli sull&#8217;eternit\u00e0? Oppure lo avete mai sentito parlare del peccato e della grazia, gli avete mai sentito dire che lo scopo della vita umana \u00e8 conoscere, amare e servire Dio, e che la felicit\u00e0 consiste nell&#8217;annullare il proprio io e nel fare totalmente la volont\u00e0 del Padre celeste? No, vero? I modernisti sono gente superba e curiosa; gente che ha letto molti libri (troppi, forse) e ha un&#8217;altissima opinione della propria lucidit\u00e0, della propria razionalit\u00e0, del proprio io (e ci\u00f2 li porta, paradossalmente, a un fideismo soggettivistico) e un sovrano disprezzo per tutto ci\u00f2 che \u00e8 sa di fede spontanea, semplice, di abbandono a Dio: come quando il poeta modernista (e marxista) David Maria Turoldo, un servita insinuatosi nella Chiesa per meglio aggredire la fede, spezzava la coroncina del Rosario e la gettava con disprezzo agli uditori, gridando come un indemoniato (e forse lo era): <em>Basta con queste superstizioni medievali!<\/em><\/p>\n<p>Per quel che riguarda l&#8217;altra radice dell&#8217;eresia modernista, la curiosit\u00e0, osserviamo che essa \u00e8 altrettanto tipicamente moderna della superbia o alterigia intellettuale. La curiosit\u00e0, di per se stessa, non \u00e8 una disposizione dell&#8217;animo tipicamente moderna, ma lo divine quando si tratta di una curiosit\u00e0 mal diretta, vale a dire del tutto staccata dal senso del limite, dalla coscienza della propria finitezza e imperfezione, unita, viceversa, a un sistematico disprezzo nei confronti della tradizione. L&#8217;uomo ha sempre desiderato conoscere e spingersi <em>oltre<\/em>, questo fa parte della sua natura; ma, nelle civilt\u00e0 pre-moderne, tale impulso \u00e8 sempre stato accompagnato, orientato e sostenuto da un sentimento altrettanto forte, quello di rivolgere la propria curiosit\u00e0 in maniera tale, da non distruggere le basi delle proprie certezze esistenziali e da non pretendere di rifare daccapo il mondo ad ogni nuova generazione. Pretese che, invece, sono tipicamente moderne e che segnano una discontinuit\u00e0, una vera e propria rottura, nel processo dell&#8217;evoluzione storica; al punto che si potrebbe definire la modernit\u00e0 come l&#8217;atteggiamento intellettuale di una societ\u00e0 che ha completamente rotto i legami con le proprie radici e con la propria tradizione, e che si fa un vanto di ci\u00f2 che, in precedenza, era considerato un grave difetto e anche un serio pericolo: distruggere sistematicamente il quadro delle certezze stabilite, senza sapere con che cosa si vorr\u00e0 o si potr\u00e0 sostituire quel che \u00e8 stato eliminato (cfr. anche il nostro articolo: <em>Il viaggio di Ulisse termina in tragedia perch\u00e9 nato da &quot;curiositas&quot; e non da &quot;virtus&quot;<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 14\/12\/2011 e ripubblicato su quello dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 25\/12\/2018).<\/p>\n<p>Dell&#8217;opinione che il modernismo sia il frutto della superbia intellettuale, oltre che di una curiosit\u00e0 smodata e non sorretta della virt\u00f9, era anche il grande papa san Pio X, il quale, nella enciclica <em>Pascendi Dominici Gregis. Sugli errori del modernismo,<\/em> dell&#8217;8 settembre 1907, quinto anno del suo pontificato, scriveva, nella <em>Parte II<\/em>, a proposito delle cause dell&#8217;eresia modernista:<\/p>\n<p><em>A pi\u00f9 intimamente conoscere il modernismo e a trovare pi\u00f9 acconci rimedi a s\u00ec grave malore, giover\u00e0 ora, o Venerabili Fratelli, ricercare alquanto le cause, onde esso \u00e8 nato ed \u00e8 venuto crescendo. Non ha dubbio che la prima causa ed immediata sta nell&#8217;aberrazione dell&#8217;intelletto. Quali cause remote due Noi ne riconosciamo: la curiosit\u00e0 e la superbia. La curiosit\u00e0, se non saggiamente frenata, basta di per s\u00e9 sola a spiegare ogni fatta di errori. Per lo che il Nostro Predecessore Gregorio XVI a buon diritto scriveva (Lett. Enc. &quot;Singulari Nos&quot;, 25 giugno 1834): &quot;\u00c8 grandemente da piangere nel vedere fin dove si profondino i deliramenti dell&#8217;umana ragione, quando taluno corra dietro alle novit\u00e0, e, contro l&#8217;avviso dell&#8217;Apostolo, si adoperi di saper pi\u00f9 che saper non convenga, e confidando troppo in se stesso, pensi dover cercare la verit\u00e0 fuori della Chiesa cattolica, in cui, senza imbratto di pur lievissimo errore, essa si trova&quot;. Ma ad accecare l&#8217;animo e trascinarlo nell&#8217;errore assai pi\u00f9 di forza ha in s\u00e9 la superbia: la quale, trovandosi nella dottrina del modernismo quasi in un suo domicilio, da essa trae alimento per ogni verso e riveste tutte le forme. Per la superbia infatti costoro presumono audace mente di se stessi e si ritengono e si spacciano come norma di tutti. Per la superbia si gloriano vanissimamente quasi essi soli possiedano la sapienza, e dicono gonfi e pettoruti: &quot;Noi non siamo come il rimanente degli uomini&quot;; e per non essere di fatto posti a paro degli altri, abbracciano e sognano ogni sorta di novit\u00e0, le pi\u00f9 assurde. Per la superbia ricusano ogni soggezione, e pretendono che l&#8217;autorit\u00e0 debba comporsi colla libert\u00e0. Per la superbia, dimentichi di se stessi, pensano solo a riformare gli altri, n\u00e9 rispettano in ci\u00f2 qualsivoglia grado fino alla potest\u00e0 suprema. No, per giungere al modernismo, non vi \u00e8 sentiero pi\u00f9 breve e spedito della superbia. Se un laico cattolico, se un sacerdote dimentichi il precetto della vita cristiana che c&#8217;impone di rinnegare noi stessi se vogliamo seguire Ges\u00f9 Cristo, n\u00e9 sradichi dal suo cuore la mala pianta della superbia; s\u00ec costui \u00e8 dispostissimo quanto mai a professare gli errori del modernismo! Per lo che, o Venerabili Fratelli, sia questo il primo vostro dovere di resistenza a questi uomini superbi, occuparli negli uffici pi\u00f9 umili ed oscuri, affinch\u00e9 sieno tanto pi\u00f9 depressi quanto pi\u00f9 essi s&#8217;inalberano, e, posti in basso, abbiano minor campo di nuocere. Inoltre, sia da voi stessi, sia per mezzo dei rettori dei Seminari, cercate con somma diligenza di conoscere i giovani che aspirano ad entrare nel clero; e se alcuno ne troviate di carattere superbo, con ogni risolutezza respingetelo dal sacerdozio. Si fosse cosi operato sempre, colla vigilanza e fortezza che faceva di mestieri!<\/em><\/p>\n<p><em>Che se dalle cause morali veniamo a quelle che spettano all&#8217;intelletto, la prima da notarsi \u00e8 l&#8217;ignoranza. I modernisti, quanti essi sono, che vogliono apparire e farla da dottori nella Chiesa, esaltando a grandi voci la filosofia moderna e schernendo la scolastica, se hanno abbracciata la prima ingannati dai suoi orpelli, ne devono saper grado alla totale ignoranza in che erano della seconda, e dal mancare perci\u00f2 di mezzo per riconoscere la confusione delle idee e ribattere i sofismi. Dal connubio poi della falsa filosofia colla fede \u00e8 sorto il loro sistema, riboccante di tanti e si enormi errori.<\/em><\/p>\n<p>E anche in questo disprezzo della scolastica, in questa attitudine a schernire la filosofia che per secoli \u00e8 stata considerata, per unanime consenso, la base di ogni sana teologia, e cio\u00e8 quella di san Tommaso d&#8217;Aquino, che papa Leone XIII volle addirittura ufficializzare con un&#8217;apposita enciclica, <em>Aeterni Patris<\/em>, nel 1879, si pu\u00f2 ravvisare la duplice radice della superbia e della curiosit\u00e0 mal diretta: come un viaggiatore il quale, pur non conoscendo bene il territorio che si accinge a percorrere, rifiuta con scherno l&#8217;assistenza delle guide che ben lo conoscono, e che potrebbero accompagnarlo, evitandogli ogni pericolo, per gettarsi avanti alla cieca, come un forsennato, animato da una folle presunzione che non suscita alcuna ammirazione, perch\u00e9 equivale a una temerariet\u00e0 incosciente e ad una imperdonabile forma di leggerezza, difetti che non si possono scusare in chi sa di possedere strumenti inadeguati a cimentarsi in quel genere d&#8217;impresa e, nondimeno, vuol tentare la sorte, quasi a sfidare Dio stesso. E anche questo \u00e8 un atteggiamento tipicamente moderno: l&#8217;incapacit\u00e0 di valutare adeguatamente le proprie forze e le proprie capacit\u00e0, la tendenza a sopravvalutare ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare e che si pu\u00f2 comprendere, unite ad una inescusabile alterigia verso chi sa qualcosa di pi\u00f9, quasi una insofferenza e una bruciante gelosia verso chiunque altro: come se ammettere il proprio limite e, viceversa, riconoscere il valore altrui, fossero qualcosa d&#8217;insopportabile, una specie di umiliazione, che non pu\u00f2 ad alcun patto essere accettata.<\/p>\n<p>Sono stati in molti, anche fra i cattolici, a criticare san Pio X per essere stato, a loro giudizio, troppo duro nei confronti del modernismo, e, addirittura, per aver &quot;inventato&quot;, o quasi, un&#8217;unica eresia, mettendo insieme tendenze e atteggiamenti fra loro assai diversi, e, sempre a loro giudizio, non tutti cattivi, n\u00e9 meritevoli di essere combattuti. Tuttavia, a parte il fatto che Pio X non ha confuso affatto, ma perfettamente analizzato, tendenze e atteggiamenti diversi, s\u00ec, per\u00f2 legati da un filo comune, e quel filo era costituito soprattutto dalla superbia e dalla curiosit\u00e0 imprudente, la verit\u00e0 \u00e8 che dietro quelle critiche e quelle riserve c&#8217;\u00e8 una insofferenza, finanche un segreto rancore, a volte neppure tanto ben dissimulato, nei confronti di un vero pastore il quale vide benissimo il sorgere di uno stato d&#8217;animo, e di una serie di orientamenti intellettuali, che, se lasciati liberi di svilupparsi, avrebbero inquinato la fede cattolica e creato una situazione di apostasia generalizzata: esattamente quel che \u00e8 accaduto e che sta accadendo sotto i nostri occhi. In altre parole, quei critici di Pio X non possono perdonargli di aver ritardato il trionfo di quel modernismo che, con formule diverse, ma con temerariet\u00e0 e malizia ancor pi\u00f9 raffinate, e con forze decuplicate, \u00e8 uscito allo scoperto in occasione del Concilio Vaticano II e che, nel corso di qualche anno, si \u00e8 letteralmente impossessato del vertice della Chiesa, operando una sistematica erosione della dottrina, dietro le apparenze rassicuranti e perfino gioiose di un rinnovamento liturgico e pastorale avente per scopo quello di attualizzare il messaggio evangelico e far presa con pi\u00f9 efficacia sull&#8217;anima dell&#8217;uomo moderno. L&#8217;errore &#8211; se di errore si tratta e non gi\u00e0 di consapevole malizia, tanto pi\u00f9 colpevole in quanto perfettamente lucida &#8212; consiste nel pensare che, per rendere pi\u00f9 appetibile il Vangelo alla societ\u00e0 moderna, bisogna <em>modernizzarlo.<\/em> Ci\u00f2 significa non vedere, o non <em>voler<\/em> vedere, la radice della modernit\u00e0, che \u00e8 un rifiuto deliberato del cristianesimo e una furiosa volont\u00e0 di desacralizzare la religione. Pertanto, modernizzare il Vangelo \u00e8 la stessa cosa che distruggerlo: che \u00e8 il vero scopo dei modernisti. Essi, in fondo, odiano il Vangelo perch\u00e9 \u00e8 tutt&#8217;uno con la Croce redentrice di Cristo. Ma l&#8217;uomo moderno non vuol essere redento, anzi pensa che non vi \u00e8 nulla da redimere. Quando i neopreti dicono che il peccato non \u00e8 peccato, ma un legittimo bisogno di realizzarsi, che posto riservano alla Redenzione?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo pi\u00f9 volte sostenuto che l&#8217;essenza del modernismo nasce in sostanza da un atteggiamento di superbia intellettuale (cfr. l&#8217;articolo Quel veleno dei preti modernisti che fa<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[117,201,267],"class_list":["post-29086","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-dio","tag-modernismo","tag-virtu-di-fede"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29086"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29086\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}