{"id":29085,"date":"2015-12-16T10:59:00","date_gmt":"2015-12-16T10:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/16\/se-vogliamo-scongiurare-il-crollo-dobbiamo-superare-la-cultura-del-rifiuto\/"},"modified":"2015-12-16T10:59:00","modified_gmt":"2015-12-16T10:59:00","slug":"se-vogliamo-scongiurare-il-crollo-dobbiamo-superare-la-cultura-del-rifiuto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/16\/se-vogliamo-scongiurare-il-crollo-dobbiamo-superare-la-cultura-del-rifiuto\/","title":{"rendered":"Se vogliamo scongiurare il crollo, dobbiamo superare la cultura del rifiuto"},"content":{"rendered":"<p>Che la civilt\u00e0 moderna sia arrivata sull&#8217;orlo del baratro e che appaia sul punto di precipitarvi in qualsiasi momento, \u00e8 percezione ormai largamente diffusa e non rappresenta pi\u00f9 il credo di questa o quella ideologia, travalica gli schemi tradizionali della destra e della sinistra, o della fede e dell&#8217;incredulit\u00e0: \u00e8 diventata coscienza diffusa, tarlo segreto o angoscia palese di milioni e milioni di persone, compresa la stessa \u00e9lite intellettuale che, pure, per statuto professionale e per inveterata propensione al servilismo, tende a minimizzare, fin dove possibile, le tensioni e le contraddizioni dell&#8217;esistente, per auspicare improbabili riprese e illusori assestamenti.<\/p>\n<p>Nondimeno, se le diagnosi circa il gran corpo malato della nostra civilt\u00e0 tendono a convergere, le analisi differiscono notevolmente, e, con esse, le possibili terapie: in un certo senso, la situazione odierna ricorda da vicino quella che si verific\u00f2 al tramonto dell&#8217;Impero Romano d&#8217;Occidente, e le discussioni attuali ricordano parecchio il dibattito storiografico successivo, fra quanti attribuivano la caduta del mondo antico a cause interne &#8212; economiche, sociali, culturali, religiose &#8212; e quanti l&#8217;attribuivano soprattutto a cause esterne &#8212; le migrazioni dei popoli, con le conseguenti invasioni barbariche; senza trascurare la posizione di quanti ritenevano che i due ordini di cause si fossero sovrapposti e avessero operato contemporaneamente, dall&#8217;interno e dall&#8217;esterno. N\u00e9 sono mancati, infine, coloro i quali hanno negato che vi sia stata una &quot;caduta&quot;, o comunque una &quot;fine&quot; della civilt\u00e0 antica, e che preferiscono parlare di &quot;trasformazione&quot; e di &quot;trapasso&quot; verso la civilt\u00e0 medievale, ci\u00f2 che si sarebbe attuato sostanzialmente per &quot;linee interne&quot;, dall&#8217;una all&#8217;altra.<\/p>\n<p>Tornando al presente, noi apparteniamo alla categoria di coloro i quali sono propensi a vedere nella crisi drammatica della nostra civilt\u00e0, la quale mostra i segni sempre pi\u00f9 evidenti dell&#8217;agonia, in primo luogo una crisi interna: e, in senso pi\u00f9 specifico, una crisi di odio e di rifiuto nei confronti di noi stessi, della nostra tradizione, del nostro passato, della nostra identit\u00e0. Questa cultura del rifiuto di noi stessi ci ha mortalmente indeboliti, caricati di complessi, nevrosi e sensi di colpa: ha intaccato la nostra fibra vitale. Di tale debolezza approfittano i nostri nemici esterni ed interni: tutti coloro i quali, per una ragione o per l&#8217;altra, odiano ci\u00f2 che noi rappresentiamo, ma, nello stesso tempo, invidiano il nostro benessere, vero o falso che sia, e ambiscono a sostituirci quali commensali, prima che la tavola venga sparecchiata da un impoverimento irreversibile delle risorse planetarie a disposizione dell&#8217;umanit\u00e0 &#8212; cosa che fatalmente dovr\u00e0 verificarsi, se la corsa al modello sviluppista proseguir\u00e0 con i distruttivi ritmi attuali.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che ci\u00f2 che siamo non ci piace per delle motivazioni contrastanti e perfino opposte: per alcuni di noi, perch\u00e9 ancora troppo legato al passato; per altri, perch\u00e9 proiettato unilateralmente verso un progresso senz&#8217;anima, esclusivamente economico e tecno-scientifico. Una societ\u00e0, una cultura, una civilt\u00e0, per conservare la propria coesione, non possono accontentarsi n\u00e9 di fare la guardia ai valori passati, n\u00e9 di rincorrere sempre nuovi livelli di benessere e progresso materiale: sarebbero, entrambi, degli orientamenti suicidi. La vita \u00e8 progresso, ma progresso nel solco della tradizione: in altre parole, si deve procedere ricordando, e non a casaccio, non dove portano le nuove scoperte scientifiche e le nuove applicazioni tecnologiche, ma l\u00e0 dove \u00e8 giusto andare, alla luce dei valori, delle decisioni, dei bisogni reali (e non di quelli artificiali, creati cinicamente dal mercato e dal diabolico consumismo). In altre parole: per tornare ad amarci, a credere in noi stessi, dobbiamo riprendere in mano la libert\u00e0 delle nostre scelte, individuali e collettive.<\/p>\n<p>Uno dei pochi filosofi contemporanei che hanno impostato in maniera chiara, rigorosa, intellettualmente onesta, la questione del rapporto fra diritti e doveri, senza curarsi affatto del <em>politically correct<\/em>, \u00e8 l&#8217;inglese Roger Scruton (classe 1944, vivente), le cui opere non sono forse conosciute, lette e discusse in Europa &#8211; al di fuori della Gran Bretagna &#8211; quanto meriterebbero.<\/p>\n<p>Afferma Scruton nel libro \u00abL&#8217;Occidente e gli altri. La globalizzazione e la minaccia terroristica\u00bb (titolo originale: \u00abThe West and the Rest: Globalization and the Terrorist Threat\u00bb, ISI Books, 2002; traduzione dall&#8217;inglese di Raul Caruso, Milano, Vita e Pensiero, 2004, pp. 57-58: 59-60; 67):<\/p>\n<p><em>\u00abLa visione illuministica della nostra condizione, trascritta nelle leggi e nelle istituzioni che garantiscono i diritti del cittadino, \u00e8 uno dei sogni pi\u00f9 nobili del&#8217;umanit\u00e0. Ma i diritti devono necessariamente essere bilanciati dai doveri, e il richiamo al dovere \u00e8 efficace solamente nel contesto di una fedelt\u00e0 comune. Quando la fedelt\u00e0 si consuma, il senso del dovere si consuma con essa. Allo steso tempo il consumarsi del dovere non \u00e8 accompagnato da alcuna diminuzione nella richiesta di diritti. Al contrario, nel momento in cui le persone cominciano a tralasciare i propri doveri, queste partono dal presupposto, abbastanza ragionevole, che altri si stiano comportando allo stesso modo. Il risultato \u00e8 un&#8217;onnipresente amplificazione della domanda di diritti. Il processo politico diviene una lotta per la rivendicazione delle risorse comuni per quanto esse fruttano, e la giurisdizione \u00e8 tratta come un&#8217;impresa commerciale, con la controversia legale come mezzo per guadagnare un vantaggio competitivo su un concittadino.<\/em><\/p>\n<p><em>Allo stesso tempo l&#8217;uomo non pu\u00f2 vivere solo di diritti. Il mio diritto \u00e8 il tuo dovere, e in una cultura di diritti io sono inevitabilmente consapevole che sto abusando dell&#8217;obbedienza di altri e della loro inclinazione a non trasgredire la legge. Se perseguo ciecamente i miei diritti a spese altrui, so che questo \u00e8 possibile solamente in virt\u00f9 di una comune fedelt\u00e0 e di un&#8217;appartenenza condivisa. La presunzione di una comune fedelt\u00e0 \u00e8 sentita come un peso morale e come un bisogno religioso, o quasi. Incapaci di affermare le vecchie forme di appartenenza, le persone invece le ripudiano, con la speranza che un pi\u00f9 nuovo e pi\u00f9 accettabile tipo di appartenenza sorga dalla cenere del diniego. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Resta una parte della societ\u00e0 che si \u00e8 affidata completamente ai &quot;valori familiari&quot;. E alla divisione dei ruoli che permette alle famiglie di durare nel tempo. Ma questa parte di societ\u00e0 non ha voce in capitolo nell&#8217;opinione pubblica. Il messaggio dei media, dell&#8217;accademia e dell&#8217;\u00e9lite che forma l&#8217;opinione pubblica \u00e8 femminista, antipatriarcale e in contrasto con i tradizionali divieti di carattere sessuale, come quelli che riguardano l&#8217;aborto, l&#8217;omosessualit\u00e0 e il sesso al di fuori del matrimonio. Cosa ancora pi\u00f9 importante, la cultura dell&#8217;\u00e9lite \u00e8 stata sottoposta a una specie d&#8217;&quot;inversione morale&quot;, per utilizzare un&#8217;espressione di Michael Polanyi. La licenza si converte in proibizione, come l&#8217;appoggio di alternative apre la strada a una guerra contro la precedente ortodossia. La famiglia, lungi dal godere dello status di alternativa legittima alle varie posizioni &quot;trasgressive&quot; lodate dall&#8217;\u00e9lite, \u00e8 stata messa al bando come forma di oppressione.<\/em><\/p>\n<p><em>Una vecchia struttura di appartenenza sociale si \u00e8 dimostrata indifendibile; e rifiutandola, godiamo per un po&#8217; di una nuova forma di appartenenza, come compagni in armi contro il passato. L&#8217;appartenenza, quando \u00e8 proposta in questo modo, &#8211; nuova, purificante, una scommessa per purificare e liberare il mondo &#8212; \u00e8 un richiamo nascosto all&#8217;esperienza religiosa, piuttosto che politica, della societ\u00e0. Il femminismo rivendica, come il marxismo, di essere un movimento politico; ma nei fatti un movimento contro la politica, cos\u00ec come \u00e8 stato il marxismo. Esso cerca di rimpiazzare o di correggere l&#8217;appartenenza centrale di appartenenza sociale; ha quindi le ambizioni di una fede monoteistica, e offre una risposta femminista a ogni questione morale e sociale, un&#8217;interpretazione femminista del mondo umano, una teoria femminista dell&#8217;universo e anche una lettura femminista della Dea. Esso scaccia dalle sue fila gli eretici, e con uno zelo che \u00e8 l&#8217;altra faccia di quel calore accogliente con il quale d\u00e0 il benvenuto al sottomesso e all&#8217;ortodosso. Ed esso si oppone con ostinazione al vecchio ordine, cos\u00ec come il protestantesimo si oppose alla Chiesa cattolica romana durante il Rinascimento. [&#8230;Quando la fede religiosa scompare, quando gli adulti non iniziano pi\u00f9 i giovani alla cultura nazionale, quando le fedelt\u00e0 non si trasmettono pi\u00f9 tra le generazioni o non sono pi\u00f9 definite in termini territoriali, allora inevitabilmente la societ\u00e0 degli stranieri, tenuta insieme dalla cittadinanza, \u00e8 minacciata. I giovani si trovano di fronte a un vuoto morale.[&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Questa \u00e8 la situazione in cui ci troviamo. Siamo figli dell&#8217;Illuminismo , partecipiamo al declino di quella forma di appartenenza dalla quale l&#8217;Illuminismo dipende, e siamo preda delle superstizioni che nascono sulla scia delle nostre ortodossie morenti. Allo stesso tempo godiamo di un potere tecnologico senza precedenti, che comporta un costante incremento dei contatti e del commercio in tutto il globo. Si mettono in contatto persone che non hanno nessuna possibilit\u00e0 concreta di accordarsi, e lo spettacolo della libert\u00e0 e della ricchezza occidentali, che si accompagna al declino dell&#8217;Occidente ed allo sgretolarsi delle fedelt\u00e0 occidentali, provoca necessariamente, in chi invidia il primo e disprezza i secondi, un cocente desiderio di punire.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Nondimeno, lo ripetiamo, i nemici esterni non potrebbero pensare seriamente di riuscire a &quot;punirci&quot;, se noi stessi, per odio nei nostri confronti, non ci fossimo gi\u00e0 messi, da soli, nell&#8217;atteggiamento del colpevole in attesa del meritato castigo: dovremmo, pertanto, analizzare l&#8217;origine dei nostri sensi di colpa, per trovare la via d&#8217;uscita da questo tarlo inesorabile, che ci indebolisce e ci prostra.<\/p>\n<p>Il grande malato, non possiamo nascondercelo, \u00e8 l&#8217;Europa; siamo noi Europei che soffriamo della sindrome dell&#8217;odio di s\u00e9. Quest&#8217;odio \u00e8 nato, crediamo, a partire dall&#8217;Illuminismo, il quale, a sua volta, ha attinto largamente dalle premesse ideologiche della cosiddetta Rivoluzione scientifica del XVII secolo. L&#8217;Illuminismo \u00e8 nato nel segno dell&#8217;odio e del disprezzo della tradizione: la quale, per l&#8217;Europa, coincide, in primo luogo, con la religione cristiana (e con la cultura greca, ma mediata da secoli di filosofia cristiana); di conseguenza, \u00e8 nato con il segreto progetto &#8212; o neanche tanto segreto &#8212; di sradicare la tradizione cristiana dall&#8217;anima europea, per poter ricostruire la nuova civilt\u00e0 a partire da una <em>tabula rasa<\/em>. Errore funesto: nessuna civilt\u00e0 potrebbe sopportare un simile trapianto di anima: il minimo che ci si deve aspettare, \u00e8 una disastrosa crisi di rigetto. Noi siamo i protagonisti di questa crisi di rigetto, e lo siamo da due secoli e mezzo: n\u00e9 ci stiamo avvicinando ad un assestamento sui nuovi valori, illuministi e post-cristiani, ma siamo sempre pi\u00f9 squilibrati e annaspanti nel vuoto, perch\u00e9 i nuovi valori &#8212; che erano, a ben guardare, semplicemente delle schegge di virt\u00f9 cristiane impazzite, secondo la limpida immagine di Chesterton &#8212; non hanno attecchito, essendo intrinsecamente negativi. Illuminismo, industrialismo, liberalismo, utilitarismo, nazionalismo, capitalismo, scientismo, marxismo, fascismo, nazismo, terzomondismo, femminismo, esistenzialismo, nichilismo: sono tutti movimenti e orientamenti che si configurano essenzialmente in senso negativo, contro qualcuno o qualcosa; o in senso banalmente edonistico; o in senso pseudo-religioso, come surrogati della tradizione cristiana. Sono tutte ideologie che hanno illuso e tradito l&#8217;uomo, perch\u00e9 sono partite da un gravissimo errore filosofico: il fraintendimento del suo statuto ontologico. Tutte, in misura maggiore o minore, hanno proclamato l&#8217;autosufficienza dell&#8217;uomo e la sua capacit\u00e0 di realizzare il Paradiso in terra con le sue sole forze, ovviamente eliminando gli ostacoli: il nemico di classe (la borghesia), il nemico di genere (il maschio), il nemico di civilt\u00e0 (l&#8217;Occidente), e cos\u00ec via; e tutte, dopo averlo illuso, lo hanno lasciato pi\u00f9 solo e avvilito di prima.<\/p>\n<p>Dunque: per rifondare una speranza, dobbiamo, in primo luogo, riscoprire le nostre radici: le radici cristiane dell&#8217;Europa. L&#8217;Europa non \u00e8 l&#8217;Occidente; l&#8217;Europa \u00e8 l&#8217;Europa. Gli Stati Uniti sono una degenerazione, un tumore dell&#8217;Europa: sono la discarica dei suoi materiali di scarto. Per dotarsi di una tradizione, che non possedevano, gli intellettuali statunitensi si sono inventati il mito della &quot;giovinezza&quot; americana; la cosa strana \u00e8 che quelli europei abbiamo presa per buona una simile mistificazione &#8212; segno che la malattia del disamore di s\u00e9 e del senso di colpa era gi\u00e0 all&#8217;opera. Gli Stati Uniti non sono la giovinezza dell&#8217;Europa, ma la sua estrema vecchiaia, la sua decrepitezza: la somma dei suoi errori pi\u00f9 grossolani, un concentrato del peggio che ha prodotto la modernit\u00e0: l&#8217;avidit\u00e0 smisurata, l&#8217;usura, la violenza brutale (cominciando dal genocidio degl&#8217;Indiani e dalla schiavit\u00f9 dei neri), il culto della quantit\u00e0, della ricchezza materiale, dell&#8217;individualismo feroce, della incultura e della inconsapevolezza erette a virt\u00f9. Ebbene, noi Europei dobbiamo ricominciare da qui: ossia riprenderci la nostra identit\u00e0, la nostra storia, la nostra fierezza. Per tornare a volerci bene.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che la civilt\u00e0 moderna sia arrivata sull&#8217;orlo del baratro e che appaia sul punto di precipitarvi in qualsiasi momento, \u00e8 percezione ormai largamente diffusa e non<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[110,202],"class_list":["post-29085","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-civilta","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29085","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29085"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29085\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29085"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29085"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29085"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}