{"id":29066,"date":"2022-08-23T07:15:00","date_gmt":"2022-08-23T07:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/08\/23\/su-chi-o-cosa-si-puo-contare-per-trovare-la-verita\/"},"modified":"2022-08-23T07:15:00","modified_gmt":"2022-08-23T07:15:00","slug":"su-chi-o-cosa-si-puo-contare-per-trovare-la-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/08\/23\/su-chi-o-cosa-si-puo-contare-per-trovare-la-verita\/","title":{"rendered":"Su chi o cosa si pu\u00f2 contare per trovare la verit\u00e0?"},"content":{"rendered":"<p>Il nostro corpo \u00e8 votato alla morte, \u00e8 un corpo di morte (<em>Rm<\/em> 7,24); la nostra ragione cerca la verit\u00e0, e sente, intuisce che il senso della nostra breve vita consiste proprio nella ricerca e nell&#8217;acquisizione del vero. Ma in quel precario arco di tempo, essa possiede i mezzi necessari a raggiungere il suo scopo, e a far s\u00ec che l&#8217;anima se ne vada in pace incontro al suo destino, senza rimpianti n\u00e9 rimorsi? Anzi, diremo di pi\u00f9: possiede gli strumenti per rendersi conto che tale \u00e8 lo scopo della vita umana: cercare la verit\u00e0 e, una vola trovatala, amarla incondizionatamente e fare tutto ci\u00f2 che ad essa \u00e8 conforme, non vivendo pi\u00f9 la vita di prima, quando si era immersi nell&#8217;ignoranza, ma come uomini nuovi?<\/p>\n<p>S\u00ec: noi tutti possediamo quei mezzi, i mezzi logici che si offrono alla ragione naturale. Inoltre, a quelli che non s&#8217;inorgogliscono della ragione naturale e non se ne appagano interamente (poich\u00e9 \u00e8 essa stessa, ad un certo punto della ricerca, a far vedere il proprio limite) e che sono aperti ad accogliere la Verit\u00e0 tutta intera, non questa o quella verit\u00e0, ma proprio la Verit\u00e0 in se stessa, che \u00e8 Dio, e non ovviamente un dio qualsiasi, ma il solo <em>vero<\/em> Dio, si manifesta anche il dono della Rivelazione soprannaturale, che integra la ragione naturale e le d\u00e0 ci\u00f2 che ad essa manca per appagare interamente il desiderio umano, che \u00e8 un desiderio di assoluto e d&#8217;infinito. Infatti la Grazia completa la natura, non l&#8217;abolisce.<\/p>\n<p>Ma facciamo un passo alla volta. La prima domanda che ci si deve fare \u00e8 se il mondo, il mondo reale, il mondo degli enti che sono tutto intorno a noi, sia intelligibile o no. La cultura moderna tende a rispondere di no; e questo pensiero, assolutamente pazzesco e contrario alla vita, perch\u00e9 \u00e8 impossibile vivere in un mondo incomprensibile, si \u00e8 diffuso tacitamente in maniera cos\u00ec capillare, da aver di fatto abbandonato i tentativi di dimostrare la propria veridicit\u00e0, e si limita a darla per scontata. \u00c8 chi la impugna, chi la nega, che deve assumersi l&#8217;onore della dimostrazione: senza contare che costui deve sfidare l&#8217;intera cultura dominante ed esporsi, in ogni caso, a recitare una parte considerata ridicola, perch\u00e9 del tutto irrealistica e anacronistica, pi\u00f9 o meno come lo sarebbe voler dimostrare che la Terra \u00e8 piatta e che tutte le sue raffigurazioni come una sfera sono degli errori. Di pi\u00f9: dopo Kant \u00e8 divenuto quasi impossibile parlare ancora di metafisica; dopo Marx e Nietzsche, di una verit\u00e0 obiettiva; dopo Freud, di un io che dirige senz&#8217;altro la coscienza; dopo lo strutturalismo, di una cosa in se stessa (ritorno a Kant); e dopo Wittgenstein, dire quello che non si dovrebbe dire, ossia qualunque enunciato veritativo che vada oltre la pura e semplice correttezza logica e formale.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, sar\u00e0 appena il caso di ricordare che la nozione della intelligibilit\u00e0 del reale non \u00e8 un&#8217;invenzione del cristianesimo: \u00e8 antica quanto la filosofia stessa, e la troviamo al centro di tutto il filone principale della filosofia greca, da Socrate a Platone e da Aristotele a Plotino. Sarebbe perci\u00f2 il caso di domandarsi se sia saggio buttare nel cestino una tradizione filosofica che ha dietro a s\u00e9 ventiquattro secoli di storia, per abbracciare incondizionatamente un&#8217;idea che, oltre a ripugnare al senso comune, si pone in contrasto frontale e irrimediabile con tale veneranda tradizione. Da parte sua, \u00c9tienne Gilson non aveva dubbi: per lui \u00e8 semplicemente cosa saggia tener conto di quel che i pi\u00f9 grandi pensatori della nostra civilt\u00e0 hanno sempre tenuto per certo a proposito di Dio, che \u00e8 la verit\u00e0 suprema.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 per la buona ragione che solo in Dio, come ha mostrato superbamente san Tommaso d&#8217;Aquino, essenza ed esistenza coincidono, mentre nell&#8217;uomo sono separate: e perci\u00f2 \u00e8 da Dio che l&#8217;uomo pu\u00f2 ricevere la luce della conoscenza, e non da se stesso; mentre l&#8217;uomo moderno \u00e8 giunto alla conclusione che il reale \u00e8 inintelligibile, e quindi assurdo, proprio per aver preteso di trovare da s\u00e9 quella luce, anzi d&#8217;averla in se stesso, come insegnano le filosofie di origine gnostica e cabalistica fondate sull&#8217;emanazionismo (le cose sono emanazioni e non creazione di Dio, quindi anche l&#8217;uomo \u00e8 gi\u00e0 di natura divina ed eterna, deve solo comprenderlo per potersi auto-divinizzare pienamente). Oltre a ci\u00f2, gli enti sono buoni perch\u00e9 partecipano dell&#8217;essenza divina, senza per\u00f2 identificarsi con essa: esistere \u00e8 bene; il male non \u00e8 altro che un difetto o una mancanza di quella bont\u00e0 originaria che \u00e8 l&#8217;essere.<\/p>\n<p>Scriveva Gilson nel suo capolavoro <em>La filosofia del Medioevo<\/em>:<\/p>\n<p><em>Ogni essere \u00e8 qualcosa che \u00e8, e qualunque sia la natura o essenza della cosa che si considera, essa non include mi la sua esistenza. Un uomo, un cavallo, un albero, sono esseri reali, cio\u00e8 delle sostanze, nessuno dei quali \u00e8 l&#8217;esistenza stessa, ma soltanto un uomo che esiste, un cavallo che esiste o un albero che esiste. Si pu\u00f2 dire quindi che l&#8217;essenza di ogni essere reale \u00e8 distinta dalla sua esistenza e, a meno di supporre che ci\u00f2 che non \u00e8 per s\u00e9 possa dare a se stesso l&#8217;esistenza, il che \u00e8 assurdo, bisogna ammettere che tutto ci\u00f2 di cui l&#8217;esistenza \u00e8 diversa dalla sua natura riceve da altro la sua esistenza.<\/em><\/p>\n<p>Per il filosofo francese, nella prospettiva dei primi esponenti della Scolastica (cit. in Cioffi, Luppi e altri, <em>I filosofi e le idee<\/em>, Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, 2004, vol. 1, <em>L&#8217;et\u00e0 antica e medievale<\/em>, p. 638):<\/p>\n<p><em>&#8230; conoscere e spiegare una cosa significava dimostrare che essa non era ci\u00f2 che appariva, ma il simbolo e il segno di una realt\u00e0 pi\u00f9 profonda, che essa annunciava o significava<\/em>.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una posizione anti-realistica: le cose non sono quel appaiono. In seguito, da Cartesio in poi, e in un certo senso gi\u00e0 da Giovanni Duns Scoto e soprattutto da Guglielmo di Ockham, la filosofia moderna \u00e8 caduta in una qualche forma di iper-realismo materialista e\/o immanentista: le cose sono esclusivamente quel che appaiono, quel che di esse si manifesta sensibilmente, e ad ogni modo si pu\u00f2 conoscere solo la loro apparenza, il fenomeno e non l&#8217;essenza (Kant); e non c&#8217;\u00e8 niente altro da indagare.<\/p>\n<p>La posizione pi\u00f9 saggia ed equilibrata che sia mai stata elaborata a livello gnoseologico \u00e8 quella del realismo moderato di san Tommaso d&#8217;Aquino. Le cose sono innanzitutto ci\u00f2 che appaiono (<em>la mela \u00e8 una mela<\/em>: principio d&#8217;identit\u00e0 e quindi principio di non contraddizione), ma ci\u00f2 non implica che esse siano solo ci\u00f2 che si rivela ai sensi. Cos\u00ec come ricevono l&#8217;essere da Dio, per partecipazione e non quale dato originario, e cos\u00ec come il loro esistere si articola nei due livelli dell&#8217;essere reale e dell&#8217;essere logico (la cosa in atto e la cosa intelligibile), il loro essere non si esaurisce interamente nell&#8217;esistere in quella data forma: l&#8217;ente possibile \u00e8 tutto nella mente che lo pensa, ma l&#8217;ente reale non \u00e8 tutto nei sensi che lo colgono. In altre parole, <em>questa<\/em> mela \u00e8 prima di tutto una mela, e non un&#8217;altra mela, n\u00e9, tanto meno, la mela in s\u00e9; in secondo luogo, non \u00e8 una pera, n\u00e9 un&#8217;arancia, e neppure un pomodoro; in terzo luogo, oltre ad essere una mela \u00e8 anche qualcos&#8217;altro, ad esempio un frutto, poich\u00e9 appartiene a una categoria pi\u00f9 ampia. Allo stesso modo Socrate \u00e8 <em>quell<\/em>&#8216;individuo e, in quanto membro della specie umana, \u00e8 <em>anche<\/em> uomo; ma un l&#8217;uomo in quanto tale non \u00e8 Socrate, n\u00e9 alcun altro individuo particolare.<\/p>\n<p>E tuttavia, assolutamente reali (di un&#8217;assolutezza pur sempre relativa, in quanto enti che hanno l&#8217;esistenza, ma potrebbero anche non averla) sono solo gl&#8217;individui, mentre i generi e le specie (gli alberi, i frutti, gli animali, ecc.) esistono in quanto esistono gli individui. Infatti gli individui esistono comunque, mentre i generi e le specie esistono solo in quanto esistono gli individui, e non viceversa.<\/p>\n<p>Nel pensiero di sant&#8217;Agostino \u00e8 pi\u00f9 accentuata la gnoseologia idealista, e infatti la prima Scolastica si rif\u00e0 ad essa e al platonismo, specie nella elaborazione neoplatonica; mentre san Tommaso d&#8217;Aquino, come il suo maestro Alberto Magno, appartiene gi\u00e0 alla Bassa Scolastica, che si avvale della riscoperta di Aristotele per mezzo degli arabi, e precede di poco la tarda Scolastica di Duns Scoto e di Ockham, con la quale si affermer\u00e0 sempre pi\u00f9 una concezione empirista che, a sua volta, preparer\u00e0 la strada a Cartesio, al soggettivismo del pensiero moderno e al suo inevitabile compagno, il dualismo.<\/p>\n<p>Come osservano, a proposito del pensiero di Sant&#8217;Agostino, Andrea Zanette e Amedeo Vigorelli (in <em>I filosofi e le idee<\/em>, di Cioffi, p. cit., 2004, vol. 1, <em>L&#8217;et\u00e0 antica e medievale<\/em>, p. 535):<\/p>\n<p><em>\u00c8 la luce divina che rende intelligibile il mondo e che quindi permette l&#8217;ascesa dell&#8217;anima, come aveva insegnato Plotino, nella ricerca di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>E come in Plotino, l&#8217;anima deve in primo luogo squarciare IL VELO DELLE APPARENZE in cui \u00e8 avvolta. Tuttavia, con la ricerca agostiniana ci troviamo in un quadro diverso da quello neoplatonico, dove vi \u00e8 continuit\u00e0 ontologica tra le diverse ipostasi dell&#8217;Uno, una continuit\u00e0 garantita dal concetto steso di emanazione. Con Agostino, invece, ci muoviamo all&#8217;interno della nozione giudeo-cristiana di creazione: l&#8217;uomo \u00e8 stato creato &quot;ex nihilo&quot;, non generato, a somiglianza di Dio. La sua natura, quindi, non \u00e8 identica a quella divina. Queste cesura ontologica produce una conseguenza decisiva: \u00abl&#8217;anima plotiniana &#8212; scrive un grande studioso di Agostino, \u00c9tienne Gilson &#8212; conta solo su se stessa per scoprire in s\u00e9 la luce, perch\u00e9 in effetti la possiede; l&#8217;anima agostiniana invece non pu\u00f2 fare affidamento che su Dio per ricevere da lui la luce che da s\u00e9 non pu\u00f2 possedere\u00bb. Ecco allora che la vera filosofia, per Agostino, coincide con la vera religione e la conoscenza della verit\u00e0 \u00e8 tutt&#8217;uno con la salvezza dell&#8217;anima. Quello che Agostino non ha trovato, e non poteva trovare, nei \u00ablibri dei platonici\u00bb \u00e8 il Verbo incarnato, Cristo, che solo potr\u00e0 liberare l&#8217;uomo dal \u00abcorpo che porta questa morte\u00bb (&quot;Confessioni&quot;, VII), dalla schiavit\u00f9 del peccato. Lo trova invece in san Paolo, nella &quot;sapientia&quot; cristiana come dono di Dio.<\/em><\/p>\n<p>L&#8217;ultimo riferimento \u00e8 alla <em>Epistola ai Romani<\/em>, 7, 14-25, e pi\u00f9 specificamente a 7,24:<\/p>\n<p><em>14\u00a0Sappiamo infatti che la legge \u00e8 spirituale, mentre io sono di carne, venduto come schiavo del peccato.\u00a015\u00a0Io non riesco a capire neppure ci\u00f2 che faccio: infatti non quello che voglio io faccio, ma quello che detesto.\u00a016\u00a0Ora, se faccio quello che non voglio, io riconosco che la legge \u00e8 buona;\u00a017\u00a0quindi non sono pi\u00f9 io a farlo, ma il peccato che abita in me.\u00a018\u00a0Io so infatti che in me, cio\u00e8 nella mia carne, non abita il bene; c&#8217;\u00e8 in me il desiderio del bene, ma non la capacit\u00e0 di attuarlo;\u00a019\u00a0infatti io non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio.\u00a020\u00a0Ora, se faccio quello che non voglio, non sono pi\u00f9 io a farlo, ma il peccato che abita in me.\u00a021\u00a0Io trovo dunque in me questa legge: quando voglio fare il bene, il male \u00e8 accanto a me.\u00a022\u00a0Infatti acconsento nel mio intimo alla legge di Dio,\u00a023\u00a0ma nelle mie membra vedo un&#8217;altra legge, che muove guerra alla legge della mia mente e mi rende schiavo della legge del peccato che \u00e8 nelle mie membra.\u00a024\u00a0Sono uno sventurato! Chi mi liberer\u00e0 da questo corpo votato alla morte?\u00a025\u00a0Siano rese grazie a Dio per mezzo di Ges\u00f9 Cristo nostro Signore! Io dunque, con la mente, servo la legge di Dio, con la carne invece la legge del peccato.<\/em><\/p>\n<p>Concludendo. Il realismo integrale ci mostra degli enti, dei corpi, delle sostanze. Ma ciascun ente \u00e8 destinato a scomparire, a eclissarsi, proprio perch\u00e9 non possiede l&#8217;essere, n\u00e9 se lo \u00e8 dato da s\u00e9, bens\u00ec lo ha ricevuto e si mantiene nell&#8217;esistenza fintanto che continua a riceverlo, e non oltre. L&#8217;idealismo, che solo in apparenza \u00e8 il suo contrario, mentre di fatto \u00e8 semplicemente l&#8217;altra faccia della medaglia, nega che questi enti siano reali, perch\u00e9 non fa distinzione fra ente reale ed ente logico, o possibile: <em>tutto ci\u00f2 che \u00e8 razionale \u00e8 reale e tutto ci\u00f2 che \u00e8 reale \u00e8 razionale<\/em>, come dice Hegel e come ripete Croce. Tale razionalismo estremo coincide con l&#8217;immanentismo radicale; ma, essendo incapace di distinguere fra essena ed esistenza, fraintende la natura del reale e di ci\u00f2 che \u00e8 intelligibile fa una realt\u00e0 effettuale.<\/p>\n<p>Solo il cristianesimo ha un approccio sano alla realt\u00e0, in pieno accordo con la ragione naturale; e solo la filosofia di san Tommaso d&#8217;Aquino (non qualsiasi tomismo: non quello di Francisco Suarez, per esempio, n\u00e9 quello di Jacques Maritain), distinguendo essenza ed esistenza, possiede la chiave per offrire una comprensione logica del mondo, che sia nello stesso tempo anche aderente alle cose.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nostro corpo \u00e8 votato alla morte, \u00e8 un corpo di morte (Rm 7,24); la nostra ragione cerca la verit\u00e0, e sente, intuisce che il senso<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[97,173,185,223],"class_list":["post-29066","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-aristotele","tag-immanuel-kant","tag-karl-marx","tag-plotino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29066","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29066"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29066\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29066"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29066"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}