{"id":29065,"date":"2016-02-09T12:13:00","date_gmt":"2016-02-09T12:13:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/09\/lo-stupro-il-crimine-che-non-verra-mai-perdonato-se-a-commetterlo-e-un-uomo-bianco\/"},"modified":"2016-02-09T12:13:00","modified_gmt":"2016-02-09T12:13:00","slug":"lo-stupro-il-crimine-che-non-verra-mai-perdonato-se-a-commetterlo-e-un-uomo-bianco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/02\/09\/lo-stupro-il-crimine-che-non-verra-mai-perdonato-se-a-commetterlo-e-un-uomo-bianco\/","title":{"rendered":"Lo stupro: il crimine che non verr\u00e0 mai perdonato (se a commetterlo \u00e8 un uomo bianco)"},"content":{"rendered":"<p>La cultura femminista oggi imperante sta riducendo sempre pi\u00f9 la figura del maschio in una condizione di &quot;libert\u00e0 vigilata&quot;, alla quale guardare con sospetto, sfiducia e disistima, che va tenuta d&#8217;occhio in quanto potenzialmente pericolosa, e, comunque, notoriamente inaffidabile. Una figura che, in famiglia, merita d&#8217;essere posta sotto accusa da parte della madre (e dei figli); che, in politica, deve assicurare una quota fissa di &quot;quote rosa&quot;, e, comunque deve sempre render conto alle elettrici di quel che <em>non<\/em> ha fatto per migliorare la &quot;condizione femminile; che, quanto al codice penale, deve rassegnarsi a scontare una pena maggiorata se la persona contro cui ha commesso un reato \u00e8 di sesso femminile; che, nel campo del giornalismo e dell&#8217;informazione, nonch\u00e9 della critica letteraria, cinematografica, musicale, ecc., deve fare bene attenzione a come parla, perch\u00e9 qualunque critica, anche velata, ai &quot;valori&quot; femministi, equivale a un reato di lesa maest\u00e0; e che perfino fra le mura di una caserma deve badare al rispetto della pari dignit\u00e0 della donna (vedi \u00abSoldato Jane\u00bb), per non offendere la sensibilit\u00e0 delle soldatesse, il che significa, tra le altre cose, astenersi da qualunque espressione a sfondo sessuale, perch\u00e9 ci\u00f2 equivarrebbe &#8212; immancabilmente &#8212; a una discriminazione maschilista della peggior specie&#8230;<\/p>\n<p>La cosa, naturalmente, funziona a senso unico. Se a molestare un dipendente sul luogo di lavoro \u00e8 una donna, e la vittima \u00e8 un uomo, allora non si tratta di vero e proprio <em>stalking<\/em>, ma di &quot;semplice&quot; arroganza padronale; se a tormentare sessualmente, e infine uccidere un uomo, \u00e8 una donna, allora non \u00e8 &quot;viricidio, anche se, nel caso contrario, sarebbe un caso lampante di &quot;femminicidio&quot;; se a voler vivere di rendita, facendo pagare all&#8217;ex marito le spese di mantenimento, \u00e8 una donna, si tratta d&#8217;una cosa perfettamente lecita, e, anzi, sacrosanta, ma certo non lo sarebbe nel caso opposto; e cos\u00ec via. Il turismo sessuale, poi, \u00e8 una cosa sordida, ignobile, se a praticarlo \u00e8 un uomo, preferibilmente bianco, o comunque occidentale, e danaroso; se, invece, a pagarsi le prestazioni sessuali di un aitante giovanotto \u00e8 una matura signora in vacanza ai Caraibi, la cosa risulta simpaticissima e suscita, nell&#8217;universo femminile, dei complici sorrisetti, per met\u00e0 di bonaria indulgenza e per met\u00e0 (o pi\u00f9 di met\u00e0) di malcelata invidia (cfr. il nostro articolo: \u00abIl turismo sessuale fa schifo, a meno che sia quello femminile\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 27\/01\/2014).<\/p>\n<p>Il crimine maschile per antonomasia, dal quale non c&#8217;\u00e8 redenzione possibile, quello che grida vendetta al cielo e che non sar\u00e0 mai perdonato, \u00e8 lo stupro: anche se la donna ha fatto di tutto per provocare il maschio e anche se, fino a cinque secondi prima di subire la violenza, il rapporto sessuale era esattamente quello che voleva (chi non ricorda il &quot;mitico&quot; film \u00abSotto accusa\u00bb, interpretato da Jodie Foster e Kelly McGillis: la ragazza poco-di-buono dei quartieri bassi e l&#8217;avvocatessa rampante <em>radical-chic<\/em>, alleate di ferro nella nobile crociata antistupro?). Da pi\u00f9 parti si chiede, anche da parte di politici e opinionisti di sesso maschile, la castrazione, o almeno la sterilizzazione, del bruto che si sia macchiato d&#8217;una simile infamia. Eppure, anche qui, abbiamo assistito a delle sorprese &#8212; si fa per dire &#8212; altamente rivelatrici della psicologia contorta e dell&#8217;atteggiamento intellettualmente disonesto delle signore femministe, in occasione degli stupri concertati di Colonia, avvenuti nella notte di San Silvestro del 2015; per poi scoprire che episodi analoghi erano gi\u00e0 avvenuti in numerose citt\u00e0 tedesche, svedesi, eccetera; che la polizia aveva messo tutto a tacere; e che la stampa, a cominciare a quella progressista e femminista, si era sorprendentemente auto-censurata, e cos\u00ec la radio e la televisione &#8212; e perfino Internet.<\/p>\n<p>Che cos&#8217;era successo? Era successo che a commettere le rapine, le molestie, le offese sessuali e gli stupri, erano stati decine e centinaia di immigrati, compresi parecchi richiedenti asilo, arrivati freschi, freschi dai Paesi del Vicino Oriente; che non erano biechi reazionari cristiani, meglio se cattolici, ma baldi giovanotti di rigorosa fede islamica; e che insomma, in omaggio al pluralismo, alla tolleranza, alla &quot;accoglienza&quot; e all&#8217;intramontabile mito del &quot;buon selvaggio&quot; di Rousseau (contrapposto al cinico e brutale uomo occidentale civilizzato), non bisognava parlare troppo della cosa, per non fornire esca ai &quot;veri&quot; nemici del Progresso e dell&#8217;Integrazione, e, dunque, anche delle Donne: i conservatori, di solito in odore di maschilismo. Meglio subire lo stupro, insomma &#8212; anche perch\u00e9 a subirlo \u00e8 stata qualcun&#8217;altra, e non le signore <em>radical-chic<\/em> che vanno in televisione e scrivono sui giornali &#8212; piuttosto che mettere in cattiva luce gli immigrati, gli islamici e tutto il carrozzone ideologico del paradigma mondialista, buonista e catto-comunista.<\/p>\n<p>Abbiamo accennato al fatto che lo stupore di chi \u00e8 rimasto sorpreso da questo atteggiamento delle varie signore Boldrini &amp; C. deve essere il frutto o di una memoria assai corta, o di una colossale ingenuit\u00e0 politica e culturale. La verit\u00e0 \u00e8 che questo tipo di atteggiamento non \u00e8 nato il 31 dicembre 2015, con i fatti di Colonia, ma \u00e8 sempre esistito presso i custodi e le sacerdotesse del <em>politically correct<\/em>, debitamente progressista e &quot;illuminato&quot;. Una prova? Gli stupri delle donne belghe, suore comprese, durante i disordini del luglio 1960, in Congo, allorch\u00e9 quel Paese africano ebbe accesso all&#8217;indipendenza. Anche allora la cultura di sinistra &quot;censur\u00f2&quot;, per un riflesso automatico, le notizie che riferivano quei fatti; e anche allora i giornali e la televisione fecero in modo di parlarne pochissimo, anche se erano proprio gli anni &#8212; o meglio, proprio perch\u00e9 erano gli anni &#8212; della marea montante della cultura progressista e libertaria, che sarebbe culminata, poco dopo, nelle &quot;mitiche&quot; giornate della rivolta studentesca sessantottina.<\/p>\n<p>A parlarne, rompendo un tenacissimo tab\u00f9, sono stati solo pochissimi esponenti della sinistra progressista; gli &quot;altri&quot;, cio\u00e8 tutti i non marxisti, i non libertari e i non credenti nelle &quot;magnifiche sorti e progressive&quot; della cultura sessantottina, potevano dire quel che volevano, tanto le loro parole e le loro opinioni erano, semplicemente, immondizia. Ebbene, fra i pochissimi progressisti che osarono sfidare il tab\u00f9 del <em>politically correct<\/em> vi fu una femminista, non certo sospetta di simpatie destrorse, e che, infatti, si affann\u00f2 ad ogni pagina a rimarcare la distanza da ogni possibile interpretazione in senso conservatore, o anche solo &quot;moderato&quot;, delle sue affermazioni; ma, appunto per questo, tanto pi\u00f9 credibile allorch\u00e9 decise di denunciare, senza mezzi termini, non solo gli stupri operati dai congolesi sulle donne europee, ma anche il complice silenzio degli intellettuali di sinistra, i quali preferirono credere ai loro dogmi ideologici che alla realt\u00e0 dei fatti. Stiamo parlando di Susan Brownmiller, giornalista televisiva molto nota negli Stati Uniti d&#8217;America, in quegli anni. Nel suo grosso libro-inchiesta di quasi 550 pagine \u00abContro la nostra volont\u00e0\u00bb (titolo originale: \u00abAgainst our Will\u00bb, 1975; tradizione dall&#8217;inglese di Andrea D&#8217;Anna, Milano, Bompiani, 1976, p. 161), ella non esita a denunciare con chiarezza sia la realt\u00e0 degli stupri di massa, sia l&#8217;inaccettabilit\u00e0 del silenzio dei media occidentali, dovuto a un vero e proprio auto-ricatto ideologico, se cos\u00ec possiamo definirlo; allo stesso modo che aveva denunciato la realt\u00e0 degli stupri operati dalle truppe marocchine inquadrate nell&#8217;esercito francese, durante la campagna d&#8217;Italia, nella Seconda guerra mondiale (e, in quel caso, la Brownmiller d\u00e0 ragione a De Sica, per il film \u00abLa Ciociara\u00bb, contro il suo connazionale John Howard Lawson, uno dei cosiddetti &quot;dieci di Hollywood&quot;, il quale, forte della propria autorit\u00e0 nel mondo dello spettacolo, aveva accusato il regista italiano di &quot;razzismo&quot;):<\/p>\n<p><em>\u00abQuando, nel luglio 1960, le forze congolesi cominciarono a celebrare l&#8217;indipendenza stuprando donne belghe, comprese delle suore, e alcune notizie sparse comparvero sui giornali, il mio atteggiamento fu d&#8217;incredulit\u00e0. Pensai che gli articoli si basassero su voci menzognere, essenzialmente razziste, volte a danneggiare la causa di Patrice Lumumba, eroe e martire dell&#8217;autodeterminazione del Congo. Non ero la sola nel mio scetticismo. L&#8217;intera stampa mondiale parve dividersi parve dividersi secondo posizioni politiche. I giornali inglesi pro-Lumumba, come il civilissimo &quot;Manchester Guardian&quot;, ignorarono completamente le notizie di stupri, mentre i giornali ostili al nazionalismo africano, come il &quot;Daily mail&quot; e il &quot;Daily Express&quot;, entrambi portati al sensazionalismo, riferirono volentieri gli episodi di violenze carnali. Nel nostro Paese la sparuta ma combattiva stampa di sinistra consider\u00f2 le storie di stupri come delle bieche e deliberate menzogne, mentre secondo la conservatrice &quot;National Review&quot; di William Buckley, che sosteneva i secessionisti del Katanga, gli stupri dimostravano &quot;i misfatti dei selvaggi neri&quot;. Le linee di battaglia della verit\u00e0 furono tirate, come frequentemente accade, sui corpi delle donne.<\/em><\/p>\n<p><em>Quindici anni sono passati dai tragici tempi della lotta del Congo per l&#8217;indipendenza, e la mia opinione rimane immutata per quanto riguarda Lumumba. Io credo ancora che egli fosse la speranza del Congo. Ma la &quot;politik&quot; di una donna opera indipendentemente dalle tradizionali forze maschili di sinistra e di destra, come tutto in questo libro dovrebbe spiegare con chiarezza. Ci furono stupri nel Congo, e in gran numero, malgrado le smentite di Lumumba. E non si tratt\u00f2 di un complotto della C.I.A. o degli interessi minerari belgi, n\u00e9 una fantasia isterica di suore affamate di sesso.\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Anche se la conclusione \u00e8, a dispetto dell&#8217;apprezzabile &quot;mea culpa&quot; dell&#8217;Autrice, una triste ricaduta nel pregiudizio ideologico (op. cit., p. 167):<\/p>\n<p><em>\u00abNon furono soltanto donne belghe ad essere violentate da soldati e civili congolesi, ma anche portoghesi, greche e americane: nessuna cittadina straniera fu risparmiata. E i congolesi, in quel breve e infelice periodo del luglio 1960, non fecero altro, in modo violento e concentrato, che quello che i colonialisti avevano fatto alle donne nere per un secolo, e che nell&#8217;intero corso della storia avevano atto alle donne della loro stessa razza\u00bb<\/em><\/p>\n<p>Povera Susan Brownmiller, classe 1935: \u00e8 vissuta abbastanza per leggere sui giornali, o piuttosto per non leggere, la notizia degli stupri di Colonia nella notte di San Silvestro: chiss\u00e0 se almeno adesso avr\u00e0 capito che, in questi casi, in ballo non c&#8217;\u00e8 l&#8217;inveterata solidariet\u00e0 maschilista, di sinistra o di destra, come lei sosteneva con estrema decisione e con qualche supponenza, ma piuttosto il paraocchi ideologico della sinistra, del progressismo &#8211; e di quello delle donne &quot;intellettuali&quot; non meno di quello degli uomini.<\/p>\n<p>A suo modo, per\u00f2, la Brownmiller \u00e8 onesta, e bisogna dargliene atto. Per esempio, quando tratta gli stupri perpetrati da soldati di colore, sempre dell&#8217;esercito francese, nella citt\u00e0 tedesca di Stoccarda (Stuttgart), nella primavera del 1945 (op. cit., p. 85), dapprima si diffonde sull&#8217;uso strumentale, e razzista, che di quelle notizie fece un senatore del Mississippi, James O. Eastland, ma poi riconosce che gli stupri ci furono, eccome; che quelli accertati dalle autorit\u00e0 tedesche furono almeno 1.200, ed ebbero come vittime delle donne di et\u00e0 compresa fra i 14 e i 74 anni; e che la maggior parte di esse furono violentate nel corso di rapine subite in casa propria, da marocchini inturbantati, col risultato che 4 di esse vennero uccise e altre 4 si suicidarono. In un caso, un marito uccise la moglie che era stata stuprata, e poi si tolse la vita a sua volta. Ma anche quei fatti, a suo tempo, ebbero scarsissima circolazione sui mezzi d&#8217;informazione: avrebbero gettato un&#8217;ombra alquanto antipatica sui nobili intenti dei &quot;liberatori&quot; dell&#8217;Europa, e ci\u00f2 avrebbe guastato la festa con cui si era trionfalmente conclusa, per le potenze anglosassoni, la Seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Ma quante femministe, oggi, e quanti uomini aderenti alla cultura femminista, hanno mostrato l&#8217;onest\u00e0 intellettuale di questa femminista americana della passata generazione? Il silenzio assordante, le mezze parole di sdegno, le caute, timide condanne pronunciate a mezza bocca sui fatti di Colonia &#8211; fingendo, peraltro, di non sapere che quei fatti sono solo la punta dell&#8217;<em>iceberg<\/em>, e che moltissime donne europee hanno subito, e subiscono, simili oltraggi, da parte di immigrati che godono del favore e della simpatia politica della cultura radical-progressista (ma anche di quella cattolico-neomarxista, vigorosissima in Italia e giunta a installarsi nei palazzi del potere), la quale non vuole nemmeno chiamarli con il loro nome, cio\u00e8&quot;invasori&quot;, ma pretende di chiamarli &quot;migranti&quot;, se non addirittura &quot;profughi&quot;, ancor prima di sapere se verr\u00e0 loro concesso lo <em>status<\/em> giuridico di profughi, o se non si tratta di persone che non fuggono affatto, come i media continuano a ripetere, in maniera ossessiva, &quot;dalla guerra e dalla fame&quot;, e che non vengono affatto in Europa per salvarsi la vita, ma per altre ragioni, meno drammatiche e, a volte, assai meno legittime. Persino il femminismo deve inchinarsi agli ordini di scuderia del potere mondialista&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La cultura femminista oggi imperante sta riducendo sempre pi\u00f9 la figura del maschio in una condizione di &quot;libert\u00e0 vigilata&quot;, alla quale guardare con sospetto, sfiducia e<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[92],"class_list":["post-29065","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29065","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29065"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29065\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29065"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29065"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29065"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}