{"id":29052,"date":"2008-09-04T08:35:00","date_gmt":"2008-09-04T08:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/04\/capire-la-straordinarieta-dellordinario-e-la-via-daccesso-alla-terra-pura\/"},"modified":"2008-09-04T08:35:00","modified_gmt":"2008-09-04T08:35:00","slug":"capire-la-straordinarieta-dellordinario-e-la-via-daccesso-alla-terra-pura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/09\/04\/capire-la-straordinarieta-dellordinario-e-la-via-daccesso-alla-terra-pura\/","title":{"rendered":"Capire la straordinariet\u00e0 dell&#8217;ordinario \u00e8 la via d&#8217;accesso alla Terra Pura"},"content":{"rendered":"<p><em>\u00abVisto com&#8217;\u00e8 la vita, si sogna la vendetta\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Queste parole terribili furono pronunciate da uno dei pi\u00f9 grandi artisti della seconda met\u00e0 del XIX secolo, il pittore Paul Gauguin, che tutti conoscono per i ritratti delle belle <em>vahin\u00e9<\/em> polinesiane e per aver fermato sulla tela le luci, i colori, la sensualit\u00e0 dei mari del Sud, lui che aveva voltato le spalle, per sempre, all&#8217;Europa e alla sua opprimente atmosfera mercantilistica (la frase \u00e8 citata nel libro di Colin Wilson e Donald Seaman, <em>Il libro nero dei serial killer<\/em>, Newton Compton Editori, Roma, 2006, p. 246).<\/p>\n<p>Si tratta di un pensiero che bene esprime, a nostro avviso, una delle caratteristiche fondamentali della modernit\u00e0: il senso diffuso di frustrazione e di amarezza, la cocente delusione rispetto alle aspettative con cui un numero crescente di persone si pongono di fronte alla vita, sentendosi defraudate se non riescono a realizzarle interamente.<\/p>\n<p>Nelle societ\u00e0 pre-moderne ci si riteneva fortunati se si era in grado di soddisfare i bisogni primari, se si aveva da mangiare a sufficienza, un tetto sopra la testa e un pezzo di terra &#8211; per quanto ingrato &#8211; da lavorare.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 arrivata la modernit\u00e0, con la rivoluzione scientifica e il suo logico corollario, la rivoluzione industriale; e l&#8217;una e l&#8217;altra hanno condotto all&#8217;avvento della societ\u00e0 di massa, di cui la democrazia e il libero mercato (che noi occidentali, e noi soli, crediamo il punto omega dell&#8217;evoluzione storica) sono l&#8217;espressione pi\u00f9 tipica e genuina.<\/p>\n<p>A partire da quel momento, un ospite sgradito e malevolo si \u00e8 insinuato nella festa della modernit\u00e0, nei riti e nei miti dell&#8217;abbondanza, della prosperit\u00e0, dei diritti universali (compreso quello a una vita lunga e in buona salute): la scontentezza, frutto non gi\u00e0 di circostanze oggettive, ma di una crescente, drammatica sproporzione fra il mondo del possibile e la sfera dei desideri (cfr. il nostro precedente articolo <em>L&#8217;aspettativa, figlia malata della modernit\u00e0<\/em>, consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Cos\u00ec, soddisfatti i bisogni primari (il cibo), ci si \u00e8 rivolti ai secondari (l&#8217;abitazione, i mezzi di sostentamento); soddisfatti anche questi, ai terziari (affettivit\u00e0 e sesso). Da ultimo, l&#8217;aspettativa si \u00e8 diretta verso il quarto livello del desiderio: quello del riconoscimento sociale, del senso di potenza e di dominio sugli altri.<\/p>\n<p>Ma, se \u00e8 relativamente facile &#8211; in una societ\u00e0 come la nostra &#8211; soddisfare i primi due livelli, e forse anche il terzo, per il quarto le cose stanno altrimenti. Solo una piccolissima percentuale di individui possono raggiungere posizioni eminenti nella societ\u00e0, attraverso la ricchezza, la carriera politica, l&#8217;arte e lo spettacolo. Per tutti gli altri, fama e potere confinano inevitabilmente con la barriera dei sogni: sogni carichi di rimpianto e di rancore, dal momento che l&#8217;intera struttura dei media non fa che agitare davanti al naso degli esclusi e dei delusi il miraggio di ci\u00f2 verso cui vanamente si protendono.<\/p>\n<p>In una certa misura, questo supplizio di Tantalo vale anche per i bisogni del terzo livello. Perch\u00e9 la cosiddetta liberazione della donna, con la relativa esposizione permanente del corpo femminile seminudo, crea una carica di desiderio erotico che sfocia in un reciproco, gioioso appagamento dei due sessi quasi soltanto sullo schermo del cinema di tipo commerciale o nelle pagine dei romanzieri di infimo ordine. Per la gran maggioranza degli uomini e donne del mondo reale, la tensione sessuale esasperata non trova uno sfogo soddisfacente e degenera in frustrazione, ansia, nevrosi e perdita di autostima.<\/p>\n<p>Siamo giunti, cos\u00ec, a una situazione decisamente paradossale. Nel momento in cui mai come prima la soddisfazione di ogni sorta di bisogno e di desiderio sembra a portata di mano, i membri della nostra societ\u00e0 scoprono con raccapriccio (ammesso che se ne rendano conto con chiarezza) che la soglia dell&#8217;aspettativa \u00e8 proiettata sempre un po&#8217; pi\u00f9 in l\u00e0 del traguardo, per quanti sforzi essi facciano per raggiungerla.<\/p>\n<p>Il risultato di tutto ci\u00f2 \u00e8 che l&#8217;individuo, pur avendo accesso a una quantit\u00e0 di beni e servizi impensabili fino a pochi anni prima, si trova stretto nelle angustie di un nuovo tipo di indigenza, di una sete di appagamento destinata a rimanere insoddisfatta.<\/p>\n<p>Per uno che ce l&#8217;ha fatta, che \u00e8 riuscito a conquistare potere e celebrit\u00e0 &#8211; soprattutto celebrit\u00e0 -, ve ne sono mille, diecimila che restano esclusi <em>e che si sentono defraudati ingiustamente di un loro diritto.<\/em> Assolutamente logico: se accedere al potere e alla celebrit\u00e0 \u00e8 solo questione di scaltrezza e determinazione e non di autentico talento in un campo specifico (scienza, arte, spettacolo), allora perch\u00e9 il mio vicino s\u00ec e io no? Che cosa ha lui (o lei) pi\u00f9 di me, che io non possiedo in eguale o maggior misura?<\/p>\n<p>Ne deriva uno stato di rancorosit\u00e0 permanente, di aggressivit\u00e0 sempre pronta a esplodere, di invidia, rabbia e frustrazione incancrenite e divenute ormai una seconda pelle, quasi una seconda natura, per milioni e milioni di individui.<\/p>\n<p>Rabbia e rancore, poi, si autoalimentano continuamente di ci\u00f2 che mangiamo, dell&#8217;aria che respiriamo, dei pensieri e delle parole dei quali \u00e8 intessuto il nostro io.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso dell&#8217;alimentazione: la maggior parte di noi si nutre di sostanze nocive, ad esempio della carne di animali allevati in condizioni crudeli e, poi, uccisi per il discutibile piacere della nostra tavola. Quella carne \u00e8 impregnata della sofferenza e della rabbia delle povere bestie le quali, morendo, ci consegnano le tossine del loro rancore e della loro disperazione, realizzando cos\u00ec una inconsapevole vendetta postuma.<\/p>\n<p>Oppure prendiamo il caso delle uova di un grande allevamento industriale di pollame, dove le galline sono stipate in gabbie piccolissime e ingannate con sistemi di illuminazione che, accorciando illusoriamente le ventiquattr&#8217;ore della giornata, le stimolano a produrre un maggior numero di uova per le nostre tavole.<\/p>\n<p>Come scrive il monaco buddhista Thich Nhat Hanh nel suo libro <em>Spegni il fuoco della rabbia<\/em> (titolo originale: <em>Anger<\/em>, 201; traduzione italiana di Diana Petech, Mondadori Editore, Milano, 2002, pp. 16-17):<\/p>\n<p><em>La rabbia, la frustrazione e la disperazione che proviamo sono strettamente connessi con il nostro corpo e con il cibo che ingeriamo. Per proteggerci dalla rabbia e dalla violenza, dunque, dobbiamo elaborare una strategia alimentare, una strategia dei consumi. Mangiare fa parte della cultura: il modo in cui si coltivano gli alimenti, il tipo di alimenti che si mangiano e come vengono consumati sono aspetti della cultura. Le scelte che compiamo possono generare pace e alleviare la sofferenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Il cibo che ingeriamo pu\u00f2 avere un ruolo molto importante nella nostra collera: potrebbe contenete collera. Quando mangiamo carne di un bovino con il morbo della mucca pazza, la rabbia \u00e8 presente nella carne. Quando mangiamo un uovo o un pollo, sappiamo che anch&#8217;essi potrebbero contenere molta rabbia: stiamo mangiando rabbia, per questo poi esprimiamo rabbia.<\/em><\/p>\n<p><em>Al giorno d&#8217;oggi i polli crescono in moderni stabilimenti di allevamento intensivo in cui non possono camminare, correre, cercare il becchime sul terreno, ma vengono nutriti esclusivamente dagli uomini. Sono prigionieri in gabbie strette dove non possono neanche muoversi; devono stare fermi giorno e notte. Immaginate di non avere il diritto di camminare o di correre, immaginate di dover stare fermi di giorno e notte sempre nello stesso posto: da impazzire! Infatti: i polli impazziscono.<\/em><\/p>\n<p><em>Per far produrre pi\u00f9 uova alle galline gli allevatori creano giorni e notti artificiali: l&#8217;allevamento viene illuminato in modo da simulare giorni e notti pi\u00f9 brevi, cos\u00ec le galline credono in anticipo che sia passata un&#8217;altra giornata re a parit\u00e0 di tempo depongono pi\u00f9 uova, In breve si riempiono di frustrazione, di sofferenza, di rabbia, sentimenti che esprimono attaccando la compagna a fianco a beccate e ferendosi a vicenda: si beccano a sangue, si fanno del male, a volte si uccidono. Allora gli allevatori tagliano il becco alle galline, per evitare che si attacchino per la gran frustrazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando mangi la carne o le uova di queste galline, dunque, tu mangi rabbia e frustrazione. Perci\u00f2 sii consapevole: fai attenzione a quello che mangi. Se mangi rabbia, diventerai rabbia ed esprimerai rabbia. Se mangi disperazione, esprimerai disperazione.<\/em><\/p>\n<p><em>Dovremmo mangiare uova felici di galline felici. Dovremmo bere latte che non provenga da mucche arrabbiate. Dovremmo bere latte che proviene da mucche allevate naturalmente. Dobbiamo impegnarci ad aiutare gli allevatori a far crescere gli animali in una maniera pi\u00f9 umana. Dobbiamo comprare verdura cresciuta con metodi di coltivazione biologica: costa di pi\u00f9, \u00e8 vero, ma in compenso possiamo mangiarne di meno. Possiamo imparare a mangiare meno.<\/em><\/p>\n<p>Questa \u00e8 una delle strategie pi\u00f9 elementari per avviarci alla realizzazione di quella Terra Pura, per usare la terminologia buddhista, cui siamo invitati a collaborare. In termini cristiani si pu\u00f2 parlare del Regno di Dio che, se noi lo vogliamo, comincia gi\u00e0 qui, in questo mondo, anche se la sua essenza non \u00e8 di questo mondo. Per\u00f2 posiamo gi\u00e0 incominciare a vederlo edificato, sin da ora, nella misura in cui rispondiamo affermativamente alla chiamata.<\/p>\n<p>Naturalmente, dovremmo stare attenti non solo a quello che mangiamo fisicamente, ma anche a ci\u00f2 che assumiamo mentalmente e spiritualmente (cfr. il nostro articolo <em>L&#8217;ecologia della mente come presupposto dell&#8217;equilibrio spirituale<\/em>, sempre sul sito di Arianna).<\/p>\n<p>Ecco, dunque, che abbiamo delineato, o lasciato intravedere, la via maestra per reagire alla distruttiva tendenza oggi predominante, e per spezzare il circolo vizioso della frustrazione e della rabbia, che avvolge come una fosca aura maligna la nostra societ\u00e0.<\/p>\n<p>Gi\u00e0, si potrebbe obiettare: bella scoperta. Per interrompere il flusso dell&#8217;energia negativa, bisogna produrre energia positiva; per vincere la rabbia, occorre alimentarsi di pace e serenit\u00e0: facile a dirsi. Ma, in pratica, <em>come si pu\u00f2 fare?<\/em><\/p>\n<p>Ebbene, crediamo che il primo passo nella giusta direzione &#8211; dopo, naturalmente, aver eliminato l&#8217;assunzione diretta di energia negativa, come nel caso dell&#8217;alimentazione carnivora &#8211; sia quello di modificare, giorno per giorno e minuto per minuto, il nostro atteggiamento fondamentale nella vita di ogni giorno.<\/p>\n<p>Si tratta, cio\u00e8, di riscoprire l&#8217;assoluta straordinariet\u00e0 degli atti e delle situazioni della cosiddetta vita ordinaria.<\/p>\n<p>Una volta fatto ci\u00f2, scopriremo l&#8217;inesauribile ricchezza, la prodigiosa bellezza e l&#8217;infinita armonia delle innumerevoli, piccole e piccolissime cose di cui \u00e8 intessuta la trama della nostra vita e di cui \u00e8 fatto il mondo in cui ci muoviamo.<\/p>\n<p>Facciamo un esempio semplicissimo, perfino banale.<\/p>\n<p>Stiamo percorrendo i pochi metri che ci separano dalla bottega in cui ci rechiamo, ogni mattina, per acquistare il pane fresco.<\/p>\n<p>Forse non ci abbiamo mai fatto caso prima; non importa: risvegliamo la nostra consapevolezza adesso: non \u00e8 mai troppo tardi. Il terzo occhio si pu\u00f2 aprire a trenta, a quaranta, a cinquant&#8217;anni; si pu\u00f2 aprire anche nell&#8217;ultimo giorno della nostra esistenza terrena.<\/p>\n<p>E che cosa vedremo, allora? Che cosa sentiremo?<\/p>\n<p>Che quella breve, abituale passeggiata mattutina \u00e8 semplicemente straordinaria.<\/p>\n<p>Le case intorno, gli alberi, i giardini; il sole che sorge, la luce che avanza; i nostri passi sulle piastrelle del marciapiede; il nostro piede che si posa sulla terra, comunicandoci una sensazione di elasticit\u00e0 e di movimento: tutto questo \u00e8, alla lettera, qualcosa di straordinario.<\/p>\n<p>Straordinario \u00e8 il merlo che saltella di ramo in ramo e che si posa l\u00e0, sull&#8217;erba dietro la siepe; straordinario \u00e8 il suo canto, le cui note si spargono tutto intorno come un inno di gioia e di ringraziamento; straordinario \u00e8 il cinguettio dei passeri, il volo delle rondini, lo stormire delle fronde nella brezza del mattino, la luce del sole che erompe da sotto il bordo frastagliato di quel banco di nuvole.<\/p>\n<p>E che dire del profumo del pane appena sfornato, che ci comunica il suo calore nelle mani, attraverso il sacchetto di carta in cui \u00e8 avvolto? Come \u00e8 possibile che ce ne andiamo per la nostra strada, frettolosi e indifferenti, senza godere a fondo di quel profumo straordinario che ci si sprigiona fra le dita, simile al dono fastoso di un mago potente e benevolo?<\/p>\n<p>Di solito ci accorgiamo di tutto ci\u00f2 &#8211; ammesso che ce ne accorgiamo &#8211; solo quando possiamo assaporarlo dopo un periodo di privazione; ad esempio, dopo una lunga malattia o dopo una degenza in ospedale.<\/p>\n<p>Eppure tutta questa bellezza, tutta questa magnificenza sono l\u00ec, a nostra disposizione, ogni giorno della nostra vita, ogni minuto e ogni ora.<\/p>\n<p>\u00c8 incredibile il fatto che vi siano delle persone le quali, per poter godere di una sensazione di benessere e di armonia, si sentono spinte a ricorrere all&#8217;assunzione di droghe. Tutta la bellezza e la gioia che potremmo desiderare sono gi\u00e0 qui, a nostra disposizione, in ogni istante, <em>solo che non siamo capaci di vederle.<\/em><\/p>\n<p>Qualche critico ostinato obietter\u00e0 che \u00e8 facile parlare cos\u00ec, quando non si ha la sfortuna di vivere in qualche degradata periferia urbana, piena d&#8217;inquinamento e di rumori. Rispondiamo che, in linea di massima, il vero problema non \u00e8 quello di poter disporre di un panorama pi\u00f9 o meno attraente, ma di sviluppare la facolt\u00e0 di vedere le cose nella loro luce migliore.<\/p>\n<p>E ci\u00f2 vale, naturalmente, non solo quando parliamo di paesaggi, ma anche e soprattutto quando parliamo di emozioni, sentimenti, pensieri: ossia del nostro mondo interiore, che ci accompagna inseparabilmente per ventiquattro ore al giorno &#8211; perfino nel silenzio della nostra camera da letto, nel segreto dei nostri sogni pi\u00f9 intimi.<\/p>\n<p>Finch\u00e9 non si impara a sviluppare questa facolt\u00e0, si potr\u00e0 anche vivere in un palazzo meraviglioso, ma non si riuscir\u00e0 a goderne veramente.<\/p>\n<p>Quella che proponiamo, come si sar\u00e0 facilmente intuito, non \u00e8 soltanto la riscoperta della straordinariet\u00e0 dell&#8217;ordinario, ma anche della sacralit\u00e0 del profano.<\/p>\n<p>\u00c8 solo per comodit\u00e0 che abbiamo distinto i luoghi e i tempi della nostra vita in sacri e profani. In realt\u00e0, <em>sono tutti sacri<\/em>, perch\u00e9 tutti partecipano dell&#8217;ineffabile prodigio del nostro essere qui ed ora, del nostro partecipare alla meraviglia dell&#8217;Essere.<\/p>\n<p>E cos\u00ec, di conseguenza, dovrebbe essere ogni pensiero, sentimento e atto della nostra vita: una rivelazione e una celebrazione incessante: rivelazione dell&#8217;Essere, celebrazione del nostro <em>s\u00ec<\/em>, convinto ed energico, al grande progetto armonioso cui siamo chiamati a partecipare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abVisto com&#8217;\u00e8 la vita, si sogna la vendetta\u00bb. Queste parole terribili furono pronunciate da uno dei pi\u00f9 grandi artisti della seconda met\u00e0 del XIX secolo, il<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30159,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[202],"class_list":["post-29052","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-filosofie-orientali","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-filosofie-orientali.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29052","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29052"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29052\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30159"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29052"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29052"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29052"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}