{"id":29045,"date":"2015-07-28T04:32:00","date_gmt":"2015-07-28T04:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/una-storiografia-cialtrona-e-volgare-e-lo-specchio-duna-debolezza-morale\/"},"modified":"2015-07-28T04:32:00","modified_gmt":"2015-07-28T04:32:00","slug":"una-storiografia-cialtrona-e-volgare-e-lo-specchio-duna-debolezza-morale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/una-storiografia-cialtrona-e-volgare-e-lo-specchio-duna-debolezza-morale\/","title":{"rendered":"Una storiografia cialtrona e volgare \u00e8 lo specchio d\u2019una debolezza morale"},"content":{"rendered":"<p>Sono passati settant&#8217;anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, ma la storiografia divulgativa, da sempre appannaggio &#8212; come, del resto, quasi tutta la cultura, la saggistica e l&#8217;informazione &#8211; dell&#8217;establishment legato all&#8217;area politica gravitante a sinistra, non ha avuto vergogna, per quasi tutto questo tempo (solo negli ultimissimi anni, in parte, le cose hanno incominciato a cambiare), di indulgere a una serie di riti basati sul disprezzo, sull&#8217;ironia, sulla irrisione sistematica di tutto quel passato della nostra storia nazionale che dava ombra alla &quot;purezza&quot; ideologica, e alla supposta superiorit\u00e0 morale, di lorsignori.<\/p>\n<p>In altre parole, per circa settant&#8217;anni \u00e8 stato lecito, gradito, e perfino quasi obbligatorio, non parlare mai delle ideologie conservatrici, degli uomini di destra, delle loro azioni, se non partendo dal presupposto della loro assoluta stupidit\u00e0 e\/o malvagit\u00e0; non considerarli mai come qualcosa di serio, su cui ragionare pacatamente; ma riservare ad essi, ad ogni occasione, e anche senza l&#8217;occasione, i commenti pi\u00f9 velenosi, le battutine pi\u00f9 mordaci, i sorrisetti e gli ammiccamenti pi\u00f9 complici e pi\u00f9 sfacciati, come quando si parla di situazioni assurde o di perfetti cialtroni.<\/p>\n<p>Il pregiudizio, prima ancora che ideologico, \u00e8 stato di natura etica: per questo si \u00e8 presentata la storia del fascismo, e poi quella della Seconda guerra mondiale, in una forma mostruosamente deformata, manipolata, adulterata; non si poteva, n\u00e9 si doveva, concedere alle forze del &quot;male&quot;, fortunatamente sconfitte dalla storia (ma a determinare l&#8217;esito della &quot;storia&quot;, in quel caso, sono stati i mezzi militari e le risorse, industriali e finanziarie, immensamente superiori di una delle due parti in lotta), la bench\u00e9 minima opportunit\u00e0 di essere riconsiderate e valutate in maniera spassionata. Esse erano state condannate una volta per tutte, in via definitiva, storicamente e moralmente; e anche solo nominarle, senza contemporaneamente sputare sopra di esse, a mo&#8217; di esorcismo, sarebbe parso un delitto di lesa maest\u00e0 verso la Morale e verso il Bene.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 si \u00e8 tanto parlato della Fosse Aredatine, ma poco e male di Via Rasella; ecco perch\u00e9 si sono ricordati continuamente i sette fratelli Cervi, ma si sono volutamente ignorati i sette fratelli Govoni; ecco perch\u00e9 si sono alzate alte strida per l&#8217;uso dei gas in Abissinia, nel 1935-36, da parte dell&#8217;aviazione italiana, ma si \u00e8 presentata come &quot;necessaria&quot;, anzi, come &quot;benefica&quot; (perch\u00e9 avrebbe affrettato la fine del massacro) la bomba di Hiroshima; ed ecco perch\u00e9 si \u00e8 reclamizzata al massimo l&#8217;immagine della &quot;belva nazista&quot;, che, ferita a morte, si abbandona ai crimini peggiori nella storia dell&#8217;umanit\u00e0, ma si \u00e8 passata sotto silenzio la fucilazione dei prigionieri italiani e tedeschi, al termine della battaglia di Gela, da parte degli americani del generale Patton, nel luglio del 1943.<\/p>\n<p>E si potrebbe continuare a lungo, quasi all&#8217;infinito: ecco perch\u00e9 si \u00e8 dovuto attendere sei decenni, perch\u00e9 si cominciasse a parlare seriamente delle foibe e del dramma degli italiani profughi dall&#8217;Istria, da Fiume e dalla Dalmazia; ed ecco perch\u00e9, ancora oggi, quasi nessuno, nel nostro Paese libero e democratico, ha mai sentito il nome di Rolando Rivi, il seminarista di quattordici anni, assassinato dai partigiani comunisti dopo tre giorni di continue sevizie e umiliazioni, o di Giuseppina Ghersi, una ragazza di tredici anni, anch&#8217;ella uccisa dai partigiani, alla fine della guerra, dopo giorni di stupri, di brutalit\u00e0, subite insieme alla madre e sotto gli occhi del padre, i cui beni erano stati, in precedenza, saccheggiati.<\/p>\n<p>Non \u00e8 nostra intenzione &quot;rovesciare&quot; la storia; non intendiamo dire che il Bene e il Male della storia debbano essere capovolti, rispetto alla lettura che ne ha fatto la cultura politica oggi dominante: quel che ci preme \u00e8 ricordare che la storia non \u00e8 un tribunale e che chi scrive di storia non \u00e8 un giudice, tanto pi\u00f9 che il bene e il male, nella storia, sono sempre mescolati, e che le vittime innocenti, come anche le persone in buona fede, si trovano, sempre, in entrambi gli opposti schieramenti. Vogliamo, per\u00f2, mettere in guardia contro il facile e banale moralismo nella ricostruzione dei fatti storici: \u00e8 penoso, infatti, leggere certi libri e ascoltare certi documentari televisivi, pagati con i soldi dei contribuenti.<\/p>\n<p>Lunghissimo, e alquanto deprimente, sarebbe l&#8217;elenco dei giornalisti e degli scrittori che si sono occupati della nostra storia recente, adottando un&#8217;ottica intollerabilmente faziosa e settaria, infarcita di moralismo da quattro soldi e di buonismo a senso unico; si prova un senso di disgusto, misto a vergogna, nel pensare come sono scesi in basso tutti costoro, nell&#8217;infierire contro la memoria di certi morti, nel disprezzare le loro idee e i loro valori, e questo solo per il fatto di sentirsi forti di suonare il piffero al potere dominante, di rappresentare la maggioranza: come se questo li avesse autorizzati a tenere nel massimo spregio le regole elementari della obiettivit\u00e0, della imparzialit\u00e0, del dovere di comprendere, o di sforzarsi di comprendere, anche ci\u00f2 che non si approva, anche ci\u00f2 che ha dato frutti cattivi, o pessimi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9, lo ripetiamo, il compito di chi studia la storia non \u00e8 quello di improvvisarsi giudice e giustiziere nei confronti del passato &#8212; compito veramente troppo comodo e troppo facile: chiss\u00e0 se avrebbero mostrato lo stesso coraggio, quei signori, se fossero stati loro a trovarsi dalla parte degli sconfitti -, ma di cercare una spiegazione per quanto \u00e8 accaduto, sempre tenendo conto del fatto che, a posteriori, sono tutti bravi a sentenziare cosa \u00e8 giusto e cosa sbagliato, cosa \u00e8 vero e cosa \u00e8 falso, cosa \u00e8 bene e cosa \u00e8 male; ma che, nel calore e nel travaglio delle situazioni concrete, specialmente quando si tratta di situazioni drammatiche, come guerre, rivoluzioni, crisi sociali ed economiche, la cosa non \u00e8 affatto cos\u00ec semplice, perch\u00e9 gli uomini le stanno vivendo dall&#8217;interno, e manca loro il distacco necessario, e, spesso, anche la lungimiranza, per capire quel che realmente stia accadendo, e verso che cosa si stia andando.<\/p>\n<p>E adesso, ecco alcuni brani, trascelti quasi a caso da un singolo capitolo &#8211; il XVI &#8211; di una delle monografie &quot;storiche&quot; di Silvio Bertoldi: \u00abHitler, la sua battaglia\u00bb (Milano, Rizzoli, 1990; le sottolineature sono nostre):<\/p>\n<p>A proposito della vita sessuale del padre di Hermann G\u00f6ring, si lascia scappare una battuta che vorrebbe essere salace e magari brillante, ma che \u00e8 soltanto pesantemente, inutilmente squallida e banale (p. 202):<\/p>\n<p>\u00abG\u00f6ring \u00e8 figlio di un ex ufficiale passato alla diplomazia e nominato console ad Haiti. Ottima famiglia, buon livello sociale. Nasce il 12 gennaio 1893 in una clinica di Rosenheim, in Bavera, quarto figlio del secondo matrimonio di suo padre, che dalla prima moglie di figli ne aveva avuto altri cinque. IL SIGNOR CONSOLE AD HAITI NON SI RISPARMIAVA IN CAMERA DA LETTO.\u00bb<\/p>\n<p>Parlando della nascita della figlia dello stesso G\u00f6ring, dopo il suo secondo matrimonio con l&#8217;attrice, divorziata, Emmy Sonnermann, non si vergogna di scherzare su un mistero profondamente sentito, e amato, dai cattolici, cos\u00ec, soltanto per fare mostra di disinvoltura laica e di uno spregiudicato, e assai discutibile, &quot;sense of humour&quot; (p. 204):<\/p>\n<p>\u00abBench\u00e9 dichiari di essere divenuto impotente in seguito all&#8217;intervento all&#8217;inguine dopo la grave ferita riportata a Monaco nel 1923, nasce una bambina, Edda, PER LA QUALE SI DOVREBBE PRESUMERE L&#8217;INTERVENTO DELLO SPIRITO SANTO.\u00bb<\/p>\n<p>A proposito di Goebbels, che volle rimane con Hitler nel bunker sino alla fine e che con lui si tolse la vita, insieme a tutta la sua famiglia:<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;unica gratificazione quest&#8217;uomo la scoprir\u00e0 nella politica, dopo aver fatto fiasco perfino come impiegato di banca. Ma tutto gli si pu\u00f2 negare, tranne un&#8217;intelligenza volpina, una mentalit\u00e0 straordinariamente portata all&#8217;intrigo, il gusto delle macchinazioni machiavelliche, la prerogativa dell&#8217;adulazione, L&#8217;OPPORTUNISMO, LA FEDELT\u00c0 VERSO IL PADRONE QUANDO SIA SICURAMENTE VINCENTE.\u00bb<\/p>\n<p>Sul fatto che Goebbels ha avuto sei figli dalla moglie Magda Quandt e sulla sua educazione religiosa, mettendo insieme le due cose con un commento di rara volgarit\u00e0 (p. 207):<\/p>\n<p>\u00abHitler cena spesso a casa sua. Nel 1931 \u00e8 stato testimone alle sue nozze con Magda.Quandt, l&#8217;elegante moglie divorziata di un ricco industriale, molto stimata (e forse qualcosa di pi\u00f9) dal Capo. Con lei ha messo al mondo sei figli, DA BUON CATTOLICO EDUCATO NELLE SCUOLE DEI PRETI.\u00bb<\/p>\n<p>Circa il doppio suicidio dei coniugi Goebbels e l&#8217;uccisione dei loro sei figlioletti, ancora un commento irrispettoso, moralistico, farisaico e non privo di ignorante irrisione nei confronti dell&#8217;antica mitologia germanica (come se non si sapesse quale destino aspettava le donne di Berlino, e a maggior ragione i familiari del braccio destro del F\u00fchrer, mano a mano che i Sovietici occupavano la capitale; p. 208):<\/p>\n<p>\u00abLa mente umana rifiuta di capire quali mostri tenebrosi abbiano potuto spingere un padre e una madre, per quanto perversi, a concludere la loro esistenza e quella dei loro figli con un simile rito odinico.\u00bb<\/p>\n<p>\u00abLa mente umana rifiuta di capire, eccetera\u00bb: no, cari signori, questo \u00e8 il tradimento verso la verit\u00e0 e verso la giustizia: rifiutarsi di capire. Lo storico, o anche il semplice studioso di storia, non pu\u00f2 &quot;rifiutarsi di capire&quot;, mai; perch\u00e9 capire non significa affatto giustificare, assolvere, e cos\u00ec via: del resto, chi \u00e8 mai lo storico, chi \u00e8 mai lo studioso di fatti storici, che possa ritenersi autorizzato ad assolvere o a condannare, a giustificare o a non farlo?<\/p>\n<p>Qui c&#8217;\u00e8 molta vigliaccheria, oltre che molto facile moralismo: \u00e8 troppo comodo dire queste cose, quando ci si trova dalla parte dei vincitori e quando si sa che si riceveranno quasi solo applausi, che si incontrer\u00e0 la quasi universale approvazione. \u00c8 la vilt\u00e0 della maggioranza, sommata alla vilt\u00e0 del pseudo-intellettuale che s&#8217;impanca a custode e sacerdote della morale pubblica, presente, passata e futura.<\/p>\n<p>L&#8217;intellettuale &quot;progressista&quot;, del resto, \u00e8 cos\u00ec: essendosi auto-proclamato alfiere del progresso, ambisce a trovarsi sempre all&#8217;avanguardia (non importa di che cosa: ci sarebbe da ridere, o da piangere, nell&#8217;esaminare la coerenza della biografia personale di molti di costoro), sempre un passo avanti rispetto agli altri; per\u00f2 gli piace anche molto, moltissimo, essere ammirato ed applaudito, trovarsi al centro dell&#8217;attenzione. E siccome le due cose, ovviamente, non vanno del tutto d&#8217;accordo, ecco che l&#8217;intellettuale &quot;progressista&quot;, dopo aver annunciato (a parole) le meraviglie del futuro, se la prende cos\u00ec spesso (nei fatti) con gli orrori del passato: quelli veri e quelli presunti. Ci\u00f2 gli d\u00e0 la meravigliosa sensazione di avere ragione in ogni caso, senza timore di smentita alcuna: e chi mai potrebbe smentirlo, se \u00e8 lui stesso, insieme ad altri come lui, a decidere cosa sia il passato, come vada letto, e come lo si debba giudicare, senza nemmeno fare il pi\u00f9 piccolo sforzo per comprenderlo?<\/p>\n<p>Ad esempio: non vale la pena cercar di capire quale fosse la concezione politica di Hitler; Hitler era &quot;un mostro&quot;, dunque era un anormale, un pazzo: e i pazzi non hanno idee, hanno solo farneticazioni. Ne abbiamo gi\u00e0 parlato e non ci torneremo sopra (cfr. il nostro articolo: \u00abLa questione della Weltanschauung di Hitler come problema storiografico\u00bb, pubblicato sul sito di Arianna Editrice in data 22\/07\/2009). Eppure, cercar di comprendere le idee e i progetti di Hitler non significa affatto condividerli, e tanto meno approvarli: c&#8217;\u00e8 bisogno di dirlo?<\/p>\n<p>Ma per favore, un po&#8217; di dignit\u00e0: evitiamo, se non il &quot;servo encomio&quot;, almeno il &quot;codardo oltraggio&quot; di manzoniana memoria. Crediamo che non sia chiedere troppo: solo, la schiena diritta&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati settant&#8217;anni dalla fine della Seconda guerra mondiale, ma la storiografia divulgativa, da sempre appannaggio &#8212; come, del resto, quasi tutta la cultura, la saggistica<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[248],"class_list":["post-29045","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-contemporanea","tag-seconda-guerra-mondiale"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-contemporanea.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29045","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29045"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29045\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30184"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29045"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29045"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29045"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}