{"id":29041,"date":"2016-08-23T12:47:00","date_gmt":"2016-08-23T12:47:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/23\/come-gli-studiosi-protestanti-manipolano-la-storia-per-auto-glorificare-la-loro-causa\/"},"modified":"2016-08-23T12:47:00","modified_gmt":"2016-08-23T12:47:00","slug":"come-gli-studiosi-protestanti-manipolano-la-storia-per-auto-glorificare-la-loro-causa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/08\/23\/come-gli-studiosi-protestanti-manipolano-la-storia-per-auto-glorificare-la-loro-causa\/","title":{"rendered":"Come gli studiosi protestanti manipolano la storia per auto-glorificare la loro causa"},"content":{"rendered":"<p>Garrett Mattingly non \u00e8 stato un grande storico, tanto \u00e8 vero che quasi nessuno, fuori degli Stati Uniti (e anche dentro, a soli pochi anni di distanza dalla sua morte) ne conosce il nome; ma \u00e8 stato uno storico popolare, uno storico di successo, quanto pu\u00f2 esserlo uno che ha vinto il Premio Pulitzer nel 1960, per un suo libro dedicato alle vicende dell&#8217;Armada spagnola.<\/p>\n<p>Era nato a Washington, D. C., il 6 maggio 1900 ed \u00e8 morto il 18 dicembre 1962, al culmine della carriera e della notoriet\u00e0, dopo avere occupato per parecchi anni la cattedra di Storia d&#8217;Europa alla Columbia University. Le sue opere maggiori sono state: <em>Caterina d&#8217;Aragona<\/em>, del 1942; <em>Diplomazia del Rinascimento<\/em>, del 1955; e <em>L&#8217;Armada<\/em>, del 1959, che, come si \u00e8 detto, gli valse il Pulitzer e consacr\u00f2 la sua fama anche presso il grande pubblico dei non specialisti.<\/p>\n<p>Se ora siamo qui a parlare di lui, non \u00e8 perch\u00e9 questo mite e decoroso professore americano abbia lasciato una traccia particolarmente originale o profonda nel suo campo di studi, tutt&#8217;altro; ma piuttosto perch\u00e9 in lui bene si esemplificano certe caratteristiche peculiari degli storici di estrazione protestante, specialmente nell&#8217;area anglo-sassone, nei quali l&#8217;orgoglio di stirpe e di nazione si fonde con la rocciosa convinzione di avere Dio dalla propria parte, sicch\u00e9 il loro nazionalismo si tinge di austere venature religiose &#8212; essi hanno una missione decisiva da svolgere nella storia dell&#8217;umanit\u00e0: diffondere la &quot;giusta&quot; maniera di adorare il Dio dei cristiani &#8212; e il loro protestantesimo si alimenta e si rafforza di nobili motivazioni patriottiche &#8212; l&#8217;espansione imperiale dei loro stati finisce per realizzare i misteriosi disegni della Provvidenza divina.<\/p>\n<p>Prendiamo, a titolo di esempio, la sua opera pi\u00f9 famosa e celebrata, nella quale egli rievoca una delle battaglie decisive nella storia d&#8217;Europa, e non solo per ragioni militari e politiche, ma anche, e soprattutto, religiose e culturali: la spedizione condotta dalla flotta spagnola di Filippo II contro l&#8217;Inghilterra della regina Elisabetta, risoltasi nella sua sconfitta, nel Canale della Manica, presso Gravelines, l&#8217;8 agosto del 1588 (sconfitta in realt\u00e0 non fu decisiva, ma cui si aggiunsero le tre violentissime tempeste che semidistrussero le navi superstiti sulla via del ritorno). In quell&#8217;opera, traspare chiaramente l&#8217;influsso della teologia proestante, e, insieme, di un ideale di tipo pacifista e socialista, quale poteva nutrirlo un americano che fosse anche buon cittadino e timorato di Dio, secondo il modello rappresentato, in politica, dal pastore presbiteriano Norman Mattoon Thomas (1884-1968), che fu anche esponente di spicco del Partito Socialista d&#8217;America. Di quell&#8217;opera vogliamo andare a rileggerci, perch\u00e9 particolarmente significativa ai fini del nostro discorso, la riflessione conclusiva (da: Garrett Mattingly, <em>L&#8217;invincibile Armada<\/em>; titolo originale: <em>The Armada<\/em>, Boston, Houghton Mifflin Co., 1959; traduzione dall&#8217;inglese Eladia Rossetto, Torino, Giulio Einaudi Editore, 1967, pp. 324-326):<\/p>\n<p><em>&#8230; Ad ogni modo, la sconfitta dell&#8217;Armada spagnola fu in un certo senso un evento decisivo, non tanto per i combattenti, quanto per gli osservatori. Sorprendente per gli esperti delle due parti l&#8217;esito di Gravelines, soprattutto avendo l&#8217;Armada fatto tutto il possibile. Ma a terra inglesi e spagnoli erano meno sicuri di sapere da che parte si sarebbe inclinato il piatto della vittoria, e altri lo erano ancora meno. Francia, Germania, Italia, avevano visto il colosso spagnolo passare di vittoria in vittoria. La Provvidenza, il disegno di Dio sempre pi\u00f9 chiaro, il corso della storia futura, tutto sembrava in favore degli spagnoli: ma i cattolici francesi, tedeschi, italiani, che in quanto tali si compiacevano che la Spagna fosse evidentemente il campione prescelto della Chiesa di Dio, apprezzavano mediocremente l&#8217;eventualit\u00e0 di un dominio spagnolo, e dappertutto i protestanti erano altrettanto preoccupati e inquieti. Quando l&#8217;Armada sfid\u00f2 gli antichi signori della Manica in casa loro, il conflitto in corso prese l&#8217;aspetto di un giudizio di Dio, in cui, come avviene in questi casi, Dio avrebbe preso le parti del giusto. La solennit\u00e0 dell&#8217;occasione fu ancora aumentata dalle profezie prodigiose riguardanti l&#8217;anno del conflitto, cos\u00ec antiche e venerabili che neppure i pi\u00f9 scettici e disincantati potevano ignorarle del tutto. E quando le due flotte si avvicinarono alle acque prestabilite dello scontro, tutta l&#8217;Europa stava ad osservarle.<\/em><\/p>\n<p><em>Per gli spettatori delle due parti, l&#8217;esito, determinato anche, come si credeva, da una grande burrasca, fu davvero decisivo. I protestanti di Francia e d&#8217;Olanda, di Germania e di Scandinavia scoprirono con sollievo che Dio era realmente dalla loro parte, come avevano sempre creduto. E i cattolici di Francia, Italia, Germania scoprirono con pari sollievo che la Spagna in fondo non era il campione scelto da Dio. Bench\u00e9 la preponderanza spagnola durasse ancora per pi\u00f9 di una generazione, da quel momento si chiuse il periodo di massimo prestigio. Soprattutto la Francia, dopo il colpo di Stato di Enrico III a Bois, incominci\u00f2 a ritornare all&#8217;antica funzione d&#8217;equilibrio di fronte alla casa d&#8217;Austria, e ad essere la maggior garante delle libert\u00e0 europee, finch\u00e9 quelle libert\u00e0 erano minacciate dagli Asburgo. Senza la vittoria inglese a Gravelines e la successiva conferma delle notizie dall&#8217;Irlanda, Enrico III forse non avrebbe mai trovato il coraggio di scuotere il giogo della lega e forse la storia successiva d&#8217;Europa sarebbe stata imprevedibilmente diversa.<\/em><\/p>\n<p><em>Cos\u00ec, nonostante la lunga guerra non risolutiva che ne segu\u00ec, la disfatta dell&#8217;Armada spagnola fu realmente decisiva. Essa dimostr\u00f2 che l&#8217;unit\u00e0 religiosa non poteva essere imposta con la forza agli eredi della Cristianit\u00e0 medioevale, e se, cos\u00ec facendo, convalid\u00f2 soltanto quella che era gi\u00e0 la conseguenza probabile, forse le battaglie cosiddette decisive hanno avuti sempre soltanto questa funzione. Non sapremo mai se il duca di Parma sarebbe riuscito a riconquistare alla Spagna Olanda e Zelanda, come aveva fatto per le province meridionali. Dopo il 1588 non ebbe pi\u00f9 occasioni favorevoli, troppe delle sue scarse forze si erano logorate per sostenere la Lega contro Enrico di Navarra. Cominciavano a delinearsi gli stati territoriali, poi &quot;nazionali&quot;, tipici dell&#8217;Europa moderna, e dopo il 1588 ciascuno dei grandi stati non soltanto tese alla libert\u00e0, ma ancor pi\u00f9 volle sentirsi libero, sviluppare le proprie energie individuali senza conformarsi a un sistema di credenze imposto dall&#8217;esterno. Tuttavia le potenze europee non erano abbastanza forti, n\u00e9 lo sarebbero state per secoli, per infliggersi reciprocamente danni irreparabili, e il problema di come combinare la libert\u00e0 d&#8217;essere diversi con la sicurezza dalla distruzione totale fu rinviato al secolo in cui esso si sarebbe presentato.<\/em><\/p>\n<p><em>Intanto, man mano che l&#8217;episodio dell&#8217;Armada si allontanava nel passato, influiva sulla storia in modo diverso. La sua vicenda, esaltata e deformata in un velo di nebbia dorata, divenne l&#8217;apologo eroico della difesa della libert\u00e0 contro la tirannide, il mito eterno della vittoria del debole sul forte, del trionfo di Davide contro Golia. Nelle ore buie, infuse coraggio ai cuori degli uomini e fece s\u00ec che l&#8217;uno dicesse al&#8217;altro: &quot;Quel che abbiamo fato una volta, possiamo di nuovo farlo&quot;. Per aver raggiunto questo risultato, la leggenda della sconfitta dell&#8217;Armada spagnola divenne tanto importante quanto l&#8217;evento reale, e forse di pi\u00f9.<\/em><\/p>\n<p>A conclusione del suo ragionamento, dunque, il Mattingly &#8212; dopo essere incorso nella cattiva abitudine di dire solo delle mezze verit\u00e0, tipico della storiografia ideologica, come quando esalta la funzione della Francia quale arbitro e modello delle &quot;libert\u00e0&quot; d&#8217;Europa, e la sua utile funzione di contrappeso agli Asburgo d&#8217;Austria, ma tace sulla scellerata alleanza con i Turchi Ottomani quando essi minacciavano non solo Vienna, ma l&#8217;Europa intera &#8212; ammette, s\u00ec, che la &quot;leggenda&quot; della sconfitta dell&#8217;Invincibile Armata fu pi\u00f9 reale dell&#8217;evento stesso, ma, nel medesimo tempo, sembra compiacersene, visto il tono piuttosto trionfalistico della sua osservazione finale. E si capisce perch\u00e9: da quella leggenda ebbe inizio la riscossa delle nazioni protestanti contro il fronte cattolico e contro la Chiesa di Roma, il che &#8212; secondo lui &#8212; ebbe una funzione decisiva nella nascita e nello sviluppo della moderna idea di &quot;tolleranza&quot;, che, altrimenti, non ci sarebbero stati, o, tutt&#8217;al pi\u00f9, si sarebbero verificati chiss\u00e0 quanto tempo dopo. Ora, a parte il fatto che ci\u00f2 equivale ad accaparrarsi, anacronisticamente, i meriti di un determinato evento o fenomeno storico, non solo con il senno del poi, ma soprattutto mediante un giudizio arbitrario su chi o cosa ebbe quei meriti, e chi non li ebbe, o avvers\u00f2 quella benefica evoluzione; a parte questo, dicevamo, il Mattingly compie una forzatura inaccettabile quando suggerisce che, nella storia, l&#8217;importante non \u00e8 quel che accade, ma quel che si crede sia accaduto, senza poi prendere le distanze, storiograficamente appunto, da una simile prospettiva, e senza evidenziare come il compito dello storico sia proprio quello di separare ci\u00f2 che \u00e8 leggenda da ci\u00f2 che \u00e8 realt\u00e0, per porre in risalto solo quest&#8217;ultima.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che la &quot;leggenda&quot; della sconfitta dell&#8217;Armada (l&#8217;espressione \u00e8 sua, non nostra) fa troppo comodo alla sua tesi precostituita, ossia che quella sconfitta fu un bene, non solo per i protestanti di tutta Europa &#8212; e perfino, secondo lui, per i cattolici &#8212; ma per l&#8217;Europa in se stessa, in quanto cre\u00f2 le condizioni che avrebbero reso possibile la nascita e lo sviluppo dell&#8217;idea di tolleranza. Come dire che l&#8217;idea di tolleranza (Spinoza e Locke lo &quot;dimostrerebbero&quot;) \u00e8 una acquisizione del pensiero protestante; mentre una eventuale vittoria spagnola, cio\u00e8 cattolica, avrebbe ripiombato il nostro continente nelle tenebre del Medioevo, cio\u00e8 nella repressione religiosa e nella superstizione. Ma tutto questo \u00e8 falso, o, quanto meno, \u00e8 altamente opinabile: e il compito dello storico che voglia portare avanti una propria tesi, semmai, \u00e8 proprio quello di argomentare, di mettere avanti dei ragionamenti e, se possibile, delle prove a sostegno di ci\u00f2 che afferma: non di darlo per acquisito solo perch\u00e9, col senno del poi (vale a dire, con la ragione che sempre i vincitori avocano a se stessi), cos\u00ec dicono &quot;tutti&quot;. Ribadiamo il concetto: non vi sono affermazioni false nel modo di procedere di Mattingly, bens\u00ec delle frequenti mezze verit\u00e0; e una verit\u00e0 incompleta, e tenuta volutamente come tale, equivale, di fatto, a una menzogna. Ci\u00f2 che egli suggerisce \u00e8 che, se l&#8217;Armada avesse vinto e l&#8217;Inghilterra fosse stata invasa e sottomessa dalle truppe del duca di Parma, e quindi, verosimilmente, anche ricattolicizzata, lo sviluppo dell&#8217;idea di libert\u00e0 sarebbe stato ritardato per dei secoli; ma tace sul fatto che, nell&#8217;Inghilterra protestante, vigeva lo squartamento per i preti cattolici, la confisca dei beni e l&#8217;esilio per i cittadini che praticassero il culto cattolico, anche in privato, anche in segreto. Il fanatismo, l&#8217;intolleranza e la violenza a sfondo religioso esistevano da entrambe le parti, la protestante non meno della cattolica: e come tacere del rogo di Michele Serveto, nella &quot;libera&quot; Ginevra calvinista, per volont\u00e0 esplicita dello stesso Calvino? Il rogo di Michele Serveto era divampato nel 1553, ben trentacinque anni prima dell&#8217;epica battaglia navale nel Canale della Manica: chi voleva prendere atto della brutale intolleranza religiosa dei protestanti, aveva avuto tutto il tempo per farlo. A maggior ragione uno storico americano del XX secolo, che aveva tutti i documenti a disposizione. N\u00e9 si dimentichi che, nell&#8217;Europa protestante, si bruciavano pi\u00f9 streghe, o presunte streghe, e stregoni, di quanti se ne bruciassero nell&#8217;Europa cattolica.<\/p>\n<p>Dove, tuttavia, il modo di procedere dell&#8217;Autore ci sembra pi\u00f9 criticabile, \u00e8 proprio nella conclusione: che le ripercussioni della leggenda della sconfitta dell&#8217;Armada furono altrettanto reali, anzi, persino pi\u00f9 notevoli, del fatto in se stesso. Tradotto nel linguaggio della storia moderna, sarebbe come affermare che la leggenda dell&#8217;attacco &quot;inaspettato&quot; di Pearl Harbor, da parte del Giappone, fu pi\u00f9 importante della realt\u00e0: una affermazione che si pu\u00f2 anche fare, a patto di soggiungere, subito dopo, che di una leggenda, appunto, si trattava, e che l&#8217;opinione pubblica americana fu abilmente manipolata dal presidente Roosevelt per trascinarla l\u00e0 dove egli aveva solennemente promesso di non condurla, se fosse stato rieletto: alla guerra. E la stessa cosa si pu\u00f2 dire, restando nell&#8217;ambito della storia americana recente, a proposito dell&#8217;esplosione della corazzata <em>Maine<\/em>, nel 1898, nel porto dell&#8217;Avana, che diede occasione allo scoppio della guerra contro la Spagna; oppure all&#8217;affondamento del transatlantico <em>Lusitania<\/em>, nel 1915, che prepar\u00f2 al presidente Wilson il terreno per portare l&#8217;America in guerra contro gl&#8217;Imperi centrali. Gli storici anglosassoni sembrano pensare che il loro mestiere consiste nel dimostrare che il Dio dei protestanti \u00e8 dalla parte delle loro nazioni, e che esse, come Davide contro Golia, lottano e vincono (ieri come oggi) perch\u00e9 rappresentano la causa della giustizia. Ma \u00e8 proprio vero che la Spagna del 1588 era il gigante Golia e l&#8217;Inghilterra era il piccolo Davide? Perch\u00e9, se cadesse questa tesi, cadrebbe anche tutto il resto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Garrett Mattingly non \u00e8 stato un grande storico, tanto \u00e8 vero che quasi nessuno, fuori degli Stati Uniti (e anche dentro, a soli pochi anni di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[117,144,156,228,254],"class_list":["post-29041","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-dio","tag-francia","tag-germania","tag-protestantesimo","tag-spagna"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29041","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29041"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29041\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}