{"id":29040,"date":"2015-07-28T06:29:00","date_gmt":"2015-07-28T06:29:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/quegli-storici-politicamente-corretti-che-ce-la-raccontano-come-vogliono\/"},"modified":"2015-07-28T06:29:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:29:00","slug":"quegli-storici-politicamente-corretti-che-ce-la-raccontano-come-vogliono","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/quegli-storici-politicamente-corretti-che-ce-la-raccontano-come-vogliono\/","title":{"rendered":"Quegli storici politicamente corretti che ce la raccontano come vogliono"},"content":{"rendered":"<p>Con le paci di Urtrecht (1713) e Rastadt (1714) si apre un nuovo scenario nella storia d&#8217;Europa: inizia la plurisecolare egemonia britannica, che durer\u00e0 fino alla Seconda guerra mondiale; egemonia finanziaria, industriale e commerciale, che non ha bisogno di conquiste territoriali (ma intanto, fuori d&#8217;Europa, si va costruendo l&#8217;impero coloniale pi\u00f9 grande della storia), tranne qualche essenziale base strategica, come Malta e Gibilterra, ma intanto esercita un monopolio sulle esportazioni e si tiene pronta, con la sua flotta potente e bene addestrata, a rintuzzare qualunque tentativo di aprire in esso la pi\u00f9 piccola crepa, da parte di chicchessia.<\/p>\n<p>Scriveva lo storico protestante Giorgio Spini, non senza un malcelato compiacimento, a proposito delle ripercussioni ideologiche della sostanziale vittoria inglese nella Guerra di successione spagnola, combattuta fra il 1701 e il 1713-14 (in: \u00abDisegno storico della civilt\u00e0\u00bb, Roma, Edizioni Cremonese, 1963, 1972, vol. 2, pp. 332-33):<\/p>\n<p>\u00abLa sconfitta del Re Sole nelle guerre della Lega d&#8217;Augusta e di Successione Spagnola, ha altres\u00ec un evidente riflesso ideologico, in quanto sconfitta dell&#8217;assolutismo monarchico e dell&#8217;intolleranza religiosa di fronte alle idee maturatesi nel clima liberale dell&#8217;Olanda ed affermatesi in Inghilterra con la Gloriosa Rivoluzione del 1688. La revoca dell&#8217;Editto di Nantes e la II Rivoluzione inglese, infatti, hanno portato gran parte del protestantesimo a identificare la propria causa con quella della libert\u00e0 religiosa e politica. Al confitto materiale fra Guglielmo III di Orange e Luigi XIV ha fatto riscontro, pertanto, un&#8217;accanita battaglia ideologica, di cui la vittoria anglo-olandese appare la finale conclusione.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 eloquente prelato della corte francese, Giacomo Benigno Bossuet (1627-1704), si \u00e8 levato a difesa dell&#8217;assolutismo per diritto divino ed ha esaltato l&#8217;immutabilit\u00e0 dogmatica del cattolicesimo rispetto alla molteplicit\u00e0 di opinioni dei protestanti nella sua celebre &quot;Histoire des Variations des Eglises Protestantes&quot; (1688). Dall&#8217;Olanda, i profughi ugonotti come Pietro Jurieu (11637-1713), hanno risposto con un&#8217;accanita polemica, attaccando i fondamenti dottrinali dell&#8217;assolutismo ed affermando il diritto dei cittadini rispetto al sovrano. In Olanda altres\u00ec \u00e8 stato profugo, durante il regno di Giacomo II Stuart, l&#8217;inglese Giovanni Locke (1632-1704), che ivi ha maturato il proprio pensiero, cos\u00ec da diventare il massimo teorico dei principi della II Rivoluzione Inglese, con la sua famosa &quot;Lettera sulla tolleranza&quot; (1688) e poi con i &quot;Trattati sul governo civile&quot; (1690).<\/p>\n<p>Nessun campo della vita intellettuale \u00e8 sfuggito in qualche modo al grande duello ideologico e politico-religioso fra il Re Sole ed i suoi avversari. Il pi\u00f9 famoso tra i pensatori e matematici del tempo, il tedesco Goffredo Leibniz (1646-1716), \u00e8 legato alla corte degli Hannover, che l&#8217;Inghilterra chiama ad occupare il proprio trono a sfida del Re Sole; il massimo scienziato, cio\u00e8 Isacco Newton (1642-1627), esce dalle file del non-conformismo inglese, su cui il partito whig estende la sua protezione.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte l&#8217;Olanda della seconda met\u00e0 del Seicento \u00e8 stata rifugio altres\u00ec dei superstiti seguaci dell&#8217;antitrinitarismo sociniano, cacciati dalla Polonia ad opera della Controriforma. Proprio le idee sociniane, pertanto, trovano nuova diffusione nell&#8217;intellettualit\u00e0 protestante anglo-olandese, tra la fine del sec. XVII ed i primi del sec. XVIII, portandola verso un razionalismo religioso sempre pi\u00f9 accentuato. Lo stesso Locke d\u00e0 una interpretazione del cristianesimo di carattere razionalistico, accentuandone l&#8217;aspetto morale a spese di quello dottrinale. Verso lo scetticismo si orienta Pietro Bayle (1647-1706), il cui &quot;Dizionario storico e critico&quot; (1695-1697) influisce potentemente sull&#8217;evoluzione intellettuale dell&#8217;Europa, anticipando le successive posizioni degli Illuministi. Si ha infine un trapasso verso il deismo settecentesco, con l&#8217;inglese Giovanni Toland (1670-1722) e la sua opera &quot;Il cristianesimo senza misteri&quot; (1696).<\/p>\n<p>Dopo i trattati di Utrecht e Rastadt, pertanto, l&#8217;Europa si spalanca tanto alla influenza politica od alla penetrazione commerciale dell&#8217;Inghilterra, quanto alle idee liberali. In ogni paese, compresa l&#8217;Italia stessa, i principi giuridici del Grozio e del Pufendorff, la filosofia politica del Locke, la critica del Bayle o la scienza del Newton ed il pensiero del Leibniz conquistano gli spiriti. Si inizia cos\u00ec quel moto intellettuale, che assumer\u00e0 tosto il nome di Illuminismo, ingaggiando battaglia col passato ed in modo particolare col retaggio della Controriforma.<\/p>\n<p>Come il sistema della monarchia costituzionale od il regime di libert\u00e0 politica e religiosa dell&#8217;Inghilterra si impongono all&#8217;universale ammirazione, cos\u00ec si impongono i successi dell&#8217;intraprendenza economica anglo-olandese. Il capitalismo borghese ha battuto clamorosamente il militarismo assolutista. In ogni paese d&#8217;Europa si delinea una gara ad imitare in qualche modo le fortune commerciali e marinare degli Inglesi: si d\u00e0 ai problemi economici un&#8217;importanza affatto ignota nell&#8217;et\u00e0 della Ragion di Stato; ci si sforza di creare industrie e di partecipare ai grandi commerci transoceanici; ci si precipita, magari, nelle speculazioni finanziarie pi\u00f9 rischiose. L&#8217;avanzata dello spirito borghese, gi\u00e0 delineatasi nel secolo XVII, si fa sempre pi\u00f9 risoluta e trionfante col passare del tempo.\u00bb<\/p>\n<p>Quanto a trionfalismo, il brano dello Spini non scherza davvero: pi\u00f9 che una pagina di storia, obiettiva e pensosa, preoccupata di comprendere come e perch\u00e9 si siano verificati certi fenomeni e si siano avviate certe trasformazioni, sembra invece uno spot pubblicitario del liberalismo e dell&#8217;etica protestante, del capitalismo borghese e delle &quot;magnifiche sorti e progressive&quot; dell&#8217;Inghilterra e dell&#8217;Olanda. Un quadro in cui si d\u00e0 per scontato che quel certo tipo di progresso vada identificato con il progresso tout-court, e che quel particolare modello politico ed economico sia il migliore in assoluto, s\u00ec da ripartire le nazioni in due gruppi antitetici: quelle che lo stavano adottando, cosa che permetteva loro di avanzare sulla via della cultura, della tolleranza, del benessere, e quelle che, restando aggrappate a forme sorpassate e anacronistiche, identificabili nell&#8217;economia pre-capitalista e nel cattolicesimo, si condannavano da se stesse al regresso, alla conflittualit\u00e0 sociale e ad un inarrestabile processo di impoverimento.<\/p>\n<p>Non viene fornita alcuna ragione, infatti, del perch\u00e9 il modello ideologico inglese e olandese, fondato sulla libert\u00e0 di pensiero (cosa, questa, peraltro, largamente opinabile) ed il relativo modello economico liberale, fondato non solo sull&#8217;industria e sul commercio, ma anche, come lo Spini a denti stretti \u00e8 costretto ad ammettere, su azzardate e spregiudicate speculazioni finanziarie (1694: fondazione della Banca d&#8217;Inghilterra: guarda caso, subito dopo la &quot;Gloriosa Rivoluzione&quot; che abbatte i cattolici Stuart e inaugura la monarchia costituzionale), avrebbe consentito il prevalere di quelle due nazioni e dei loro sistemi politici ed economici, rispetto ad un&#8217;Europa assolutista e arroccata su posizioni antiquate e reazionarie, rappresentata da Luigi XIV. In realt\u00e0, lo Spini non dimostra nulla, ma afferma un paradigma ideologico, secondo il quale il principio rappresentativo e la libert\u00e0 di commercio non possono non avere la meglio sul principio della monarchia assoluta e su qualsiasi forma di limitazione del libro commercio.<\/p>\n<p>Non spiega, per\u00f2, lo Spini, che il principio del &quot;libero commercio&quot; era, ed \u00e8, una truffa, perpetrata dalle nazioni che partono avvantaggiate nel commercio e nella finanza mondiale, a danno di quelle pi\u00f9 arretrate: perch\u00e9 esso equivale all&#8217;imposizione dei prezzi delle merci, e delle regole stesse del mercato, da parte di coloro che gi\u00e0 si sono assicurati le posizioni di predominio, se non addirittura di monopolio: la Gran Bretagna nel XVII, XVIII e XIX secolo; gli Stati Uniti, a partire dalla met\u00e0 del XX secolo. &quot;Libero commercio&quot;, allora, significa libert\u00e0 per le potenze monopoliste di stabilire i prezzi, la moneta di scambio, il sistema degli interessi, nonch\u00e9, in genere, il controllo delle stesse vie di comunicazione per esportare o importare le merci: una libert\u00e0 dalla quale la parte pi\u00f9 forte ha tutto da guadagnare, raddoppiando, triplicando e quadruplicando i suoi capitali, con la sola prevalenza della moneta, mentre la parte pi\u00f9 debole ha tutto da perdere, dovendo subire uno scambio su basi ineguali, che la indebolisce sempre di pi\u00f9, la indebita sempre di pi\u00f9, e fa crescere in misura geometrica la distanza nei confronti della controparte.<\/p>\n<p>Dal punto di vista storiografico, il &quot;metodo&quot; dello Spini si riduce, in buona sostanza, ad un misero senno del poi, ad una servile adorazione dell&#8217;esistente, ad una approvazione incondizionata di chi ha vinto e ad una condanna senza appello di chi \u00e8 rimasto soccombente. Egli dice, con grande compiacimento, che \u00abil capitalismo borghese ha battuto clamorosamente il militarismo assolutista\u00bb, e cerca di mostrare che tale vittoria era logica e inevitabile, per una intrinseca superiorit\u00e0 di quello su questo: ma tutto ci\u00f2 non \u00e8 storia, \u00e8 propaganda. Per dimostrare il suo paradigma, egli semplifica, tace qua, esagera l\u00e0, ritocca, aggira gli ostacoli; procede per schemi fatti, per luoghi comuni abusati. Parla, ad esempio, del &quot;militarismo&quot; della Francia di Luigi XIV, contrapponendolo al liberalismo inglese. Ma davvero si possono ridurre le cose in questi termini? Davvero il &quot;militarismo&quot; (concetto, comunque, anacronistico, nel contesto del XVII secolo) era solo quello francese, e non anche quello inglese? Allo Spini non viene in mente che il culto della forza pu\u00f2 essere sia legato a una tradizione &quot;ideale&quot;, quella della monarchia assoluta, sia posto al servizio di finalit\u00e0 pratiche, come la conquista delle materie prime o dei mercati commerciali. Perch\u00e9 lo Spini non nomina neppure i genocidi di cui si rese responsabile l&#8217;Inghilterra liberale: quello dei Tasmaniani, ad esempio, o quello (solo parzialmente riuscito) degli Aborigeni australiani? Perch\u00e9 non parla di Lord Jeffrey Amherst, che inaugur\u00f2, nel Nord America, la guerra batteriologica, facendo distribuire alle trib\u00f9 di Pellerossa centinaia di coperte infettate dal vaiolo?<\/p>\n<p>La verit\u00e0 \u00e8 che il liberalismo non \u00e8 un sistema politico ed economico intrinsecamente &quot;migliore&quot;, o &quot;pi\u00f9 giusto&quot;, di altri; e si possono commettere, all&#8217;ombra di esso, atrocit\u00e0 e crimini per nulla inferiori a quelli perpetrati da altri sistemi. Storici conformisti, come lo Spini, hanno avvalorato una &quot;leggenda nera&quot; a senso unico, come se l&#8217;Inquisizione, i &quot;conquistadores&quot; e la notte di San Bartolomeo fossero il marchio incancellabile della civilt\u00e0 cattolica, alla quale si contrappone una storia luminosa, piena di benevolenza e tolleranza, che sarebbe propria delle nazioni protestanti dell&#8217;Europa settentrionale. Da una parte l&#8217;oscurantismo, l&#8217;assolutismo, la barbarie; dall&#8217;altra il progresso, la ragione, e (\u00abpecunia non olet\u00bb) la prosperit\u00e0 economica. In fondo, \u00e8 esattamente lo stesso schema di Calvino: Dio finisce per premiare i pi\u00f9 laboriosi, i pi\u00f9 intraprendenti, gli eletti: il successo materiale \u00e8 l&#8217;indizio privilegiato della loro santit\u00e0.<\/p>\n<p>Non \u00e8 da storico, per\u00f2, ma da propagandista, esagerare, come fa lo Spini, l&#8217;influenza dei minuscoli gruppi sociniani fuori d&#8217;Europa; non \u00e8 da storico gongolare perch\u00e9 filosofi come Locke imprimono alla religione cristiana un indirizzo pi\u00f9 razionalistico, o perch\u00e9 scrittori come Toland strappano alla religione il velo del mistero; non \u00e8 da storico, ma da propagandista, presentare la vita intellettuale dei Paesi protestanti come piena di slanci e di energie, e tacere quel che nei Paesi cattolici veniva maturando, in ambito culturale, negli stessi anni; come non \u00e8 da storico, ma da propagandista, compiacersi all&#8217;idea che il libertinismo, il razionalismo e il liberalismo stanno spianando la strada al nascente Illuminismo, quasi che quest&#8217;ultimo fosse un fenomeno positivo in se stesso, e non un fenomeno storico accanto ad altri fenomeni storici, che non gode di alcuno statuto privilegiato e la cui bont\u00e0 \u00e8, semmai, tutta da dimostrare.<\/p>\n<p>Concludendo: Giorgio Spini non \u00e8 uno storico, ma un commesso viaggiatore del protestantesimo, impegnato a rivalutare il &quot;contributo&quot; protestante &#8212; e quello libertino &#8211; nella storia d&#8217;Europa, particolarmente del Seicento; cos\u00ec come, occupandosi della storia del Risorgimento, si impegna a sottolineare il &quot;contributo&quot; del protestantesimo, specialmente anglosassone, e questo come se l&#8217;Italia del XIX non fosse stata una nazione cattolica al 99% e come se i tentativi massonici e protestanti di rovesciare tale realt\u00e0 fossero stati perfettamente innocenti e puramente idealistici, specialmente da parte della Gran Bretagna&#8230;<\/p>\n<p>Tale \u00e8 la storiografa politicamente corretta: una vulgata propagandistica in lode del vincitore e, perci\u00f2, in lode del protestantesimo, del libero pensiero, del liberalismo e della democrazia; e in lode delle potenze anglosassoni, le sole generose e altruiste, disinteressate e felicemente protese verso il futuro. Senza guardare il pelo nell&#8217;uovo, come le coperte di lord Amherst o il fungo d&#8217;Hiroshima&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con le paci di Urtrecht (1713) e Rastadt (1714) si apre un nuovo scenario nella storia d&#8217;Europa: inizia la plurisecolare egemonia britannica, che durer\u00e0 fino alla<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30186,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[62],"tags":[169,176,228],"class_list":["post-29040","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia-moderna","tag-gottfried-wilhelm-von-leibniz","tag-inghilterra","tag-protestantesimo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-storia-moderna.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29040","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29040"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29040\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30186"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29040"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29040"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29040"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}