{"id":29037,"date":"2016-12-27T05:14:00","date_gmt":"2016-12-27T05:14:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/27\/la-storia-sacra-scorre-in-senso-contrario-alla-storia-umana\/"},"modified":"2016-12-27T05:14:00","modified_gmt":"2016-12-27T05:14:00","slug":"la-storia-sacra-scorre-in-senso-contrario-alla-storia-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/12\/27\/la-storia-sacra-scorre-in-senso-contrario-alla-storia-umana\/","title":{"rendered":"La storia sacra scorre in senso contrario alla storia umana"},"content":{"rendered":"<p>Qualcuno riesce ad immaginare un fiume, o un torrente, che scorre dalla sorgente verso valle, nel bel mezzo della cui corrente avanza una corrente esattamente contraria, che risale dalla foce verso la sorgente, aprendosi la strada, per cos\u00ec dire, tagliando il filo della corrente principale, contro tutte le leggi della fisica e della dinamica? \u00c8 una cosa difficile da immaginare e tanto pi\u00f9 da descrivere: non \u00e8 secondo la logica, n\u00e9 secondo l&#8217;esperienza; in natura non esiste niente del genere, e quindi esula completamente dai nostri schemi mentali. E tuttavia, non sapremmo escogitare una immagine pi\u00f9 appropriata per descrivere il doppio movimento che si verifica nella storia, quella sacra e quella profana. Forse potremmo aggiungere che la controcorrente &quot;impossibile&quot;, quella che risale dalla valle verso il monte, non scorre in superficie, ma al di sotto, e quindi non \u00e8 visibile, o lo \u00e8 solo a tratti, e solo all&#8217;occhio particolarmente esercitato, altrimenti la sua esistenza sfugge completamente e l&#8217;unica corrente che si vede \u00e8 quella principale, che segue le normalissime leggi della fisica e che scorre, come avviene in tutti i corsi d&#8217;acqua di questo mondo, dalla sorgente verso il mare.<\/p>\n<p>La corrente naturale rappresenta il corso della storia umana. E la storia umana \u00e8 fatta da uomini, non da angeli, checch\u00e9 ne pensino Platone, Rousseau, Marx e tutti coloro i quali hanno descritto o predicato futuri impossibili, che non tengono conto della natura umana quale essa \u00e8 effettivamente, quale noi la vediamo, la osserviamo, la sperimentiamo, in noi stessi e negli altri: una natura imperfetta, ferita dal Peccato originale, che possiede una nozione e una nostalgia del bene, ma che, ci\u00f2 nonostante, tende a fare il male, perch\u00e9 ci\u00f2 le riesce assai pi\u00f9 naturale che non il contrario. Per fare il bene, infatti, occorre andare contro gl&#8217;impulsi immediati dell&#8217;io, che reclama la propria continua gratificazione; che incessantemente brama o teme qualche cosa, e non trova mai pace, perch\u00e9, se pure riesce a raggiungere quel che bramava, se ne stanca assai presto, o ne resta deluso, e rinasce in lui la brama di qualcos&#8217;altro &#8212; e, naturalmente, anche il timore di qualcos&#8217;altro; ad esempio, il timore di perdere per sempre, o di non riuscire a raggiungere, quel che brama.<\/p>\n<p>E magari si trattasse solo di questo, cio\u00e8 di una incessante, ossessiva, esasperata ricerca del proprio bene egoistico e di un incessante timore di non riuscire a raggiungerlo o a conservarlo. Ad essi si accompagna pressoch\u00e9 stabilmente un&#8217;altra componente, di natura estremamente maligna: l&#8217;invidia per il bene altrui, la gelosia nei suoi confronti, il rancore verso chi ci appare pi\u00f9 fortunato, il desiderio di vendetta verso chi, secondo noi, \u00e8 stato ingiustamente favorito dalla sorte, e ci\u00f2, naturalmente, a nostro danno. E non importa se si tratta di persone o situazioni che non ci riguardano direttamente, n\u00e9, in alcun modo, ci potrebbero riguardare: noi ci sentiamo egualmente defraudati, egualmente offesi, egualmente risentiti, se qualcuno &#8211; con il quale mai entreremo realmente in competizione, per una quantit\u00e0 di ragioni oggettive che lo fanno escludere a priori &#8211; ha ottenuto qualcosa che noi, <em>potendolo,<\/em> avremmo desiderato al suo posto. Certo, la cosa \u00e8 ancor pi\u00f9 forte se si tratta di una competizione reale, ad esempio nel caso di una rivalit\u00e0 in amore, o fra due colleghi di lavoro, per primeggiare agli occhi del direttore o del superiore gerarchico; ma si verifica anche se si tratta di due persone le cui sfere d&#8217;interessi non hanno alcun punto in comune, addirittura viventi in due epoche diverse. L&#8217;istinto maligno della gelosia ci morde anche se si tratta di qualcuno che non conosciamo, o conosciamo solo di sfuggita, e che mai incrocer\u00e0 i suoi passi con i nostri: come osa, costui, essere favorito dalla sorte &#8212; in amore, negli affari, nella salute, in politica, o in qualsiasi altro ambito &#8211; laddove noi stentiamo ad ottenere il meritato riconoscimento del nostro valore, delle nostre capacit\u00e0? In pratica, e come si vede assai bene nei bambini piccoli, la competizione, almeno a livello inconscio, \u00e8 di tutti contro tutti, senza esclusione di alcuno: basta che un altro essere umano riceva ci\u00f2 che anche noi vorremmo, e sia pure in un raggio d&#8217;azione completamente distinto e separato, ed ecco che lo prendiamo in antipatia, ne elenchiamo i difetti, li mettiamo sotto la lente d&#8217;ingrandimento, andiamo a caccia delle cento e cento ragioni per le quali costui \u00e8 un impostore, un miserabile, un cialtrone, un farabutto, la cui sola esistenza \u00e8 un affronto ed il cui successo \u00e8 una provocazione. Per esempio: come osa, costui (o costei) essersi felicemente sposato, avere dei bei bambini, una bella casa, una buona professione, mentre noi non ci siamo riusciti? E come osa costui (o costei) riscuotere l&#8217;approvazione dei vicini, dei colleghi, degli amici, del pubblico, quando \u00e8 evidente che non possiede neppure la met\u00e0 del nostro ingegno, della nostra cultura, della nostra seriet\u00e0, ma \u00e8 solo un pallone gonfiato, ingiustamente baciato dalla fortuna, e, probabilmente, agevolato da sporche manovre di corridoio, che penalizzano il merito e favoriscono i soliti raccomandati? \u00c8 la storia delle due citt\u00e0 di cui parla sant&#8217;Agostino: di Dio e dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Ora, se questa \u00e8 la normale attitudine degli esseri umani, solo a stento contenuta e corretta (ma pi\u00f9 che altro in superficie) dall&#8217;educazione e dalle norme sociali, al punto che ci asteniamo dal calunniare e dal danneggiare attivamente il nostro prossimo pi\u00f9 per paura delle sanzioni di legge, che per senso della giustizia e di umano rispetto, ne deriva che la storia umana \u00e8 una storia di sopraffazioni, di astuzie, di calunnie, di violenze, d&#8217;inganni, di perfidie. La storia umana non ha mai premiato il merito, il valore disinteressato, la generosit\u00e0, l&#8217;altruismo, la bont\u00e0; ha sempre favorito e portato al successo chi \u00e8 privo di scrupoli, chi \u00e8 disposto a utilizzare qualsiasi mezzo, chi non ha esitato a mancare alla parola data o a tradire i patti: Machiavelli non ha inventato niente, ha solo dato una veste scientifica a una realt\u00e0 di fatto, empiricamente osservabile da chiunque si prenda la briga di farlo in maniera onesta. <em>Questa<\/em> \u00e8 la storia umana; questo e non altro: <em>bellum omnium contra omnes<\/em>, come sosteneva, con crudo realismo, Thomas Hobbes. Tanto \u00e8 vero che, per &quot;spiegare&quot; le sue storture, le sue evidenti aberrazioni, le sue macroscopiche ingiustizie, Rousseau e altri hanno inventato la favola bella (e pericolosissima) di un uomo buono, innocente, libero e felice quanto a se stesso, ma reso cattivo, colpevole, schiavo e infelice dalla societ\u00e0.<\/p>\n<p>Prendiamo il caso del marxismo-leninismo. Non basta che il proletariato abbatta il giogo della borghesia e socializzi i mezzi di produzione: il <em>puzzo della borghesia<\/em> (come diceva Lenin) gli rester\u00e0 attaccato ancora per un certo tempo, con tutti i suoi bassi ed egoistici istinti, per cui sar\u00e0 necessario un periodo di transizione, una quarantena, una fase passeggera, pudicamente chiamata <em>dittatura del proletariato<\/em>, onde spazzar via gli ultimi residui di mentalit\u00e0 capitalistica e sfruttatrice: peccato solo che si \u00e8 trattato, ogni volta che i comunisti sono andati al potere in qualche Paese, di una dittatura del partito e non del proletariato, e che non \u00e8 stata affatto temporanea, ma duratura, tanto \u00e8 vero che \u00e8 finita solo quando quei regimi sono caduti, sotto il peso dei loro stessi errori e dei loro crimini. Non si inganna impunemente la natura; non ci si beffa del principio di realt\u00e0, solo perch\u00e9 si vuole attribuire tutta la cattiveria dell&#8217;uomo a un fattore di classe, eliminato il quale egli torner\u00e0 buono e innocente come lo aveva concepito Rousseau. I comunisti, come i russoviani, come gl&#8217;illuministi, come i positivisti, come i fascisti, come i nazisti, come i progressisti d&#8217;ogni genere e d&#8217;ogni colore, hanno preferito dare ragione alla loro idea astratta dell&#8217;uomo, piuttosto che inchinarsi davanti alla realt\u00e0 dei fatti: per fare ci\u00f2, sarebbe stato necessario un minimo di umilt\u00e0 intellettuale, merce sempre pi\u00f9 scarsa nel supermercato delle idee e degli stili di vita dell&#8217;uomo moderno, figlio di una indebita sopravvalutazione di se stesso che ha nome, appunto, Umanesimo.<\/p>\n<p>La storia umana, dunque, sarebbe il regno della brutalit\u00e0, dell&#8217;ingiustizia e della disperazione, se a bilanciarla non vi fosse un&#8217;altra storia, che scorre sotto la superficie, e va in senso contrario al suo: la storia sacra, cio\u00e8 la storia della salvezza. La storia sacra \u00e8 la storia dell&#8217;uomo che sente il richiamo d Dio, la nostalgia di Dio, e, con ci\u00f2 stesso, la nostalgia della verit\u00e0, della bont\u00e0, della giustizia e della bellezza. Ogni volta che l&#8217;uomo vede calpestato il vero, il buono, il giusto e il bello &#8212; ed \u00e8 uno spettacolo frequentissimo, quotidiano, nell&#8217;ambito della storia umana, come dicono anche le pagine di cronaca dei giornali &#8212; egli avverte nondimeno, in se stesso, un certo qual fremito, un sottile disagio, magari messo prontamente a tacere. Quell&#8217;attimo di disagio, quel fremito di raccapriccio, per quanto fuggevoli, ma assolutamente istintivi, sono la voce della coscienza: sono il segno che, nell&#8217;uomo, vi \u00e8 anche qualcosa di grande, qualcosa che vale l&#8217;altissimo prezzo di sofferenza che la storia continuamente richiede agli uomini. \u00c8 la rivelazione della verit\u00e0 profonda che giace in fondo all&#8217;anima: quella della libert\u00e0 originaria dell&#8217;uomo, che nessuna decadenza e nessuna abitudine al male possono offuscare completamente, almeno nei soggetti psichicamente normali; \u00e8 la prova del fatto che l&#8217;uomo non \u00e8 solo quel che appare, quel che effettivamente manifesta nel corso della sua vita, ma vi \u00e8 dell&#8217;altro: una sottile corrente contraria a quella dell&#8217;egoismo, della brutalit\u00e0, della prevaricazione verso i suoi simili e contro se stesso.<\/p>\n<p>Se l&#8217;uomo \u00e8 libero, \u00e8 libero di scegliere il bene. Di fatto, per\u00f2, c&#8217;\u00e8 qualcosa che lo trattiene &#8212; qualcosa o qualcuno &#8212; che gli impedisce di fare il bene che vorrebbe, e lo spinge a fare il male che non vorrebbe. Questa \u00e8 la ragione per cui l&#8217;uomo buono non \u00e8 colui che sa fare il bene con le sue forze &#8212; un tale uomo non esiste; cos\u00ec come, nel giudaismo, non esisteva l&#8217;uomo &quot;giusto&quot;, autorizzato a scagliare la prima pietra contro il suo fratello peccatore; ma colui che sa di non poter fare nulla di bene da solo, e perci\u00f2 si rimette a Dio, con l&#8217;aiuto del quale il servo inutile diventa utile, e riesce a fare anche quel bene che, prima, pur vedendolo, non era capace di fare. Ed \u00e8 allora che si verifica il prodigio della corrente che risale il fiume, e che va controcorrente rispetto alla tendenza principale della storia umana: perch\u00e9 semina luce, speranza, comprensione, pazienza, mitezza, benevolenza; tutte cose che controbilanciano, o smorzano, l&#8217;impatto negativo della corrente principale. \u00c8 la storia dei profeti, degli apostoli, dei santi; \u00e8 la storia degli uomini e delle donne di buona volont\u00e0, che hanno scelto il perdono invece della vendetta, la compassione invece del rancore, la generosit\u00e0 invece dell&#8217;avarizia; che hanno crocifisso il proprio ego, le proprie passioni, il proprio impulso animalesco verso l&#8217;affermazione di s\u00e9, e hanno scelto di rendersi umili e docili nelle mani del grande Vasaio, del saggio e amorevole Agricoltore: di rendersi simili ai tralci della vite, che danno molto vino, a condizione di restare attaccati alla vite.<\/p>\n<p>La storia sacra \u00e8 fatta da tutti coloro i quali, nelle diverse epoche della storia, hanno operato per il bene, hanno pregato, hanno preso su di s\u00e9 il male e la sofferenza, hanno perdonato le offese, hanno reso bene per male, si son fatti carico delle necessit\u00e0 dei bisognosi, hanno corrisposto alla chiamata di Dio; di tutti coloro i quali, come ha fatto Maria Vergine con insuperabile umilt\u00e0, hanno risposto semplicemente: <em>Eccomi! Sia fatto di me secondo la volont\u00e0 del Signore<\/em>; di tutti coloro che la grande storia dei conquistatori, dei rivoluzionari, dei macellai all&#8217;ingrosso, dei falchi e degli avvoltoi, non si \u00e8 accorta, n\u00e9 si accorge: persone piccole e umili, talvolta analfabete, quasi sempre prive di mezzi e di cultura; ma persone grandi, perch\u00e9 seppero e sanno farsi piccole, e mettersi completamente a disposizione della Verit\u00e0 e del Bene, che sono in Dio. Tale \u00e8 il concetto della comunione dei santi: un circuito virtuoso di anime buone, miti, benevole, sia quelle viventi, sia quelle vissute in passato, ma unite da uno stesso fuoco d&#8217;amore e cooperanti ad un medesimo fine: la salvezza dell&#8217;umanit\u00e0 per mezzo del ritorno all&#8217;amore di Dio, cos\u00ec come esso si \u00e8 manifestato, in maniera sublime, nella Incarnazione del Verbo e nella sua Passione, Morte e Risurrezione.<\/p>\n<p>Gli storici moderni, che hanno completamente smarrito la nozione stessa di storia sacra, non tengono affatto conto di questa controcorrente sotterranea, grazie alla quale, probabilmente, siamo ancora in vita, cos\u00ec come lo \u00e8 la nostra civilt\u00e0: perch\u00e9 \u00e8 certo che le preghiere di una suora di clausura, sinceramente rivolte a Dio, hanno scongiurato all&#8217;umanit\u00e0 mali tremendi, come nessuna opera puramente umana, n\u00e9 politica, n\u00e9 sociale, n\u00e9 intellettuale, avrebbe mai saputo o potuto fare. Per gli storici moderni, l&#8217;unica storia \u00e8 la storia umana, fatta da uomini, entro un orizzonte puramente umano. Quella storia esiste, ma \u00e8 solo una parte della umana vicenda: ed \u00e8 quella peggiore. Possiamo anche dire che essa \u00e8 l&#8217;inferno, o, quanto meno, l&#8217;anticipazione terrena dell&#8217;inferno: un deserto infuocato, dove non c&#8217;\u00e8 spazio se non per l&#8217;egoismo pi\u00f9 grossolano, n\u00e9 per il trionfo che non sia dei pi\u00f9 malvagi. Pi\u00f9 in generale, l&#8217;intellettuale moderno altro non vede se non ci\u00f2 che cade sotto i sensi: vale a dire il perenne, monotono, atroce spettacolo degli egoismi individuali in lotta fra loro, per sopraffarsi a vicenda, senza esclusione di colpi. E l&#8217;uomo moderno \u00e8 abituato, a sua volta, a non vedere, e a non sperare, nulla che vada oltre l&#8217;orizzonte immediato ed immanente. Ma l&#8217;uomo moderno \u00e8 diventato cieco: resta abbagliato da ci\u00f2 che \u00e8 secondario e transitorio, e gli sfugge ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 essenziale e permanente. Essenziale e permanente \u00e8 Dio, solo Dio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualcuno riesce ad immaginare un fiume, o un torrente, che scorre dalla sorgente verso valle, nel bel mezzo della cui corrente avanza una corrente esattamente contraria,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[185],"class_list":["post-29037","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-karl-marx"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29037","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29037"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29037\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29037"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29037"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29037"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}