{"id":29030,"date":"2017-10-04T03:23:00","date_gmt":"2017-10-04T03:23:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/04\/stiamo-sottovalutando-il-male\/"},"modified":"2017-10-04T03:23:00","modified_gmt":"2017-10-04T03:23:00","slug":"stiamo-sottovalutando-il-male","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/04\/stiamo-sottovalutando-il-male\/","title":{"rendered":"Stiamo sottovalutando il male"},"content":{"rendered":"<p>Se dovessimo sintetizzare in una formula brevissima, lapidaria, il problema pi\u00f9 urgente, pi\u00f9 grave, pi\u00f9 diffuso nella nostra societ\u00e0, un problema etico che si trasforma immediatamente, sul piano pratico, in un problema di ordinata e civile convivenza, o anche di pura e semplice sopravvivenza, senza esitare diremmo: la sottovalutazione del male. La nostra societ\u00e0 sottovaluta il male, perch\u00e9 la nostra cultura ci culla in un senso di fiducia puramente illusorio.<\/p>\n<p>Ci capita continuamente, parlando con le persone, e specialmente con i giovani, di fare questa constatazione: \u00e8 come se la societ\u00e0 contemporanea avesse smarrito gli anticorpi nei confronti del male; o meglio, \u00e8 come se avesse voluto sbarazzarsene deliberatamente, gettandoli nel cestino della carta straccia, convinta di non averne pi\u00f9 bisogno. Gli uomini moderni, e specialmente i giovani, sono convinti di avere in s\u00e9 abbastanza coscienza e abbastanza volont\u00e0 per distinguere il bene dal male e per sapersi regolare di conseguenza. Sono altres\u00ec certi, certissimi, di potersi esporre impunemente agli influssi del male, senza risentirne alcuna seria conseguenza. Se si discute con un ragazzo di sedici, diciassette anni, si scopre che egli, pur ammettendo di aver trascorso, fin da bambino, e di trascorrere tuttora, molte ore con i videogiochi, e pur riconoscendo che si tratta, in gran parte, di giochi violenti, a base di omicidi e crudelt\u00e0, \u00e8 perfettamente convinto che la cosa non ha e non avr\u00e0 alcuna influenza su di lui, sulla sua lucidit\u00e0, sul suo senso morale, sul suo modo di porsi di fronte agli altri nel corso della vita. Senza batter ciglio, vi dir\u00e0, magari lievemente infastidito, che non c&#8217;\u00e8 niente di strano nel giocare, fin da piccoli o piccolissimi, in quella maniera, e che ore di visione quotidiana (alla televisione) o di esercizio in proprio, e sia pure virtuale (sul computer o al telefonino) della violenza pi\u00f9 becera, gli scorrono sopra senza sortire alcun effetto, senza minimamente influenzarlo in senso negativo nelle sue relazioni interpersonali; che egli non \u00e8 un violento, n\u00e9 lo sar\u00e0 mai, e che \u00e8 del tutto capace di controllarsi, di rispettare il prossimo, di ottemperare alle leggi, eccetera. Nei confronti dei suoi genitori, che lo hanno lasciato passare cos\u00ec il suo tempo libero, avr\u00e0 parole di stima e di gratitudine; e per il pap\u00e0 o la mamma che se ne sono andati di casa, sfasciando la famiglia (situazione, ormai, sempre pi\u00f9 frequente, al punto da prefigurare la &quot;normalit\u00e0&quot; dei prossimi anni), raramente avr\u00e0 parole di biasimo, vi dir\u00e0 che ognuno deve fare la sua vita e che, in fondo, ci sono tantissimi modi di &quot;essere famiglia&quot;. Se gli parlerete dei molti casi, anche di cronaca nera, i quali dimostrano come vi sia una relazione fra certi stili di vita privi di valori, da un lato, e certi comportamenti aggressivi e violenti, dall&#8217;altro, lui risponder\u00e0 negando in partenza tale relazione e rifiutando un simile accostamento: dir\u00e0 che i casi aberranti ci sono sempre stati, ma che non dimostrano nulla, perch\u00e9 moltissime persone, in fondo, continuano a vivere in maniera sana, mostrando bont\u00e0, delicatezza, attenzione verso il prossimo. N\u00e9 molto diversi sono i discorsi di tantissimi adulti: in fondo le cose non vanno cos\u00ec male, fa pi\u00f9 rumore un albero che cade che una foresta che cresce, ma la societ\u00e0, a ben guardare, \u00e8 sana; e, quanto ai giovani, bisogna aver fiducia in loro, sono pi\u00f9 svegli e maturi di quel che non sembri, eccetera. Insomma, una mano lava l&#8217;altra: i figli &quot;assolvono&quot; i genitori, e questi giustificano i figli e si mostrano assai ottimisti circa la loro capacit\u00e0 di crescere in maniera autonoma, retta e onesta.<\/p>\n<p>In sintesi: quasi tutti, giovani e adulti, a nostro avviso, stanno commettendo un errore gravissimo, la sottovalutazione del male. Alcuni lo fanno per auto-giustificarsi; altri, per rimuovere ci\u00f2 che non possono modificare, facendo di necessit\u00e0 virt\u00f9; altri ancora, perch\u00e9 sono ben decisi a non mettersi in discussione, e perch\u00e9 incapaci di autocritica e di un sincero e approfondito esame di se stessi. A parole, sono tutti molto fiduciosi nella capacit\u00e0 umana di vivere in maniera etica, pur trascurando o disprezzando i pre-requisiti essenziali, come quello di non esporsi volontariamente all&#8217;influsso prolungato dei cattivi esempi, a cominciare da quelli provenienti dalla tecnologia informatica. Dicono che non bisogna demonizzare la tecnica, n\u00e9 colpevolizzare quanti la usano (e magari ne abusano). Sono anche capaci di dispiegare una notevole dialettica proprio per sostenere questa loro tesi: che un bambino pu\u00f2 immergersi per ore, tutti i giorni, nei programmi televisivi o nei giochi infornatici violenti, e non riportarne alcun danno; una dialettica che non possiedono allorch\u00e9 si tratta di svolgere un ragionamento su qualsiasi altro oggetto, non diciamo di tipo filosofico, ma anche solo di carattere vagamente culturale, storico, artistico o scientifico, e persino di tipo puramente pratico. Come un giocatore di tennis, che sviluppa in maniera abnorme la muscolatura di un braccio solo, cos\u00ec essi sembrano allenati a sostenere con grinta e decisione la difesa ad oltranza dei loro modi di vivere e di fare, laddove non saprebbero spiegare quale differenza <em>essenziale<\/em> ci sia fra un grattacielo e una cattedrale, o fra <em>Topolino<\/em> e la <em>Divina Commedia<\/em>, o fra un gabinetto e la <em>Gioconda<\/em>. Alla base del loro modo di ragionare c&#8217;\u00e8, di solito inconscia, una rocciosa certezza: che l&#8217;uomo \u00e8 buono, o, in ogni caso, che \u00e8 capacissimo di sviluppare la sua parte migliore, da s\u00e9, con la sua intelligenza e volont\u00e0, con le sue sole forze; talmente capace, da potersi prendere il lusso di lasciarsi sollecitare da continui modelli ed esempi negativi, senza risentirne minimamente; talmente sicuro, da non dover prendere alcuna precauzione contro impulsi o tendenze che, gi\u00e0 presenti in lui, potrebbero prendergli la mano, e trascinarlo dove lui non avrebbe mai creduto di poter andare, o a fare cose che non avrebbe mai sospettato di poter fare.<\/p>\n<p>L&#8217;idea che l&#8217;uomo sia originariamente buono \u00e8 una solenne sciocchezza che deriva da Rousseau, e, prima ancora, da Pelagio. L&#8217;idea che egli sia talmente intelligente e capace di sapersi controllare a piacere, indipendentemente dal modo in cui vive e dagli ambienti che frequenta, o dalle cose che fa, \u00e8 un&#8217;idea tardo rinascimentale, deriva da Bacone pi\u00f9 che da Erasmo. Le due idee, sommandosi, producono il tipico accecamento dell&#8217;uomo contemporaneo, cos\u00ec follemente sicuro di s\u00e9, cos\u00ec arrogante e superbo, da non ammettere di poter fare il male: l&#8217;accecamento dell&#8217;uomo che si sente un dio, che si crede Dio. A ci\u00f2 si aggiunga l&#8217;altra idea, che parte da Socrate, secondo la quale basta sapere quale sia il bene, per non potersi trattenere dal cercarlo e dal farlo; idea largamente penetrata, come materiale di risulta, nella civilt\u00e0 moderna, figlia di una rivolta radicale contro la tradizione: e si avr\u00e0 un quadro abbastanza completo di questo accecamento. Infine, si aggiunga che l&#8217;uomo contemporaneo \u00e8 talmente immerso nella ricerca esasperata dell&#8217;utile e del piacevole, da sapersi inventare tutti i sofismi che gli consentano di giustificare i suoi comportamenti sbagliati e gli permettano di razionalizzare ci\u00f2 che non \u00e8, in alcun modo, razionalizzabile: ossia la profonda irragionevolezza del modo di vivere proprio della modernit\u00e0. E cos\u00ec facendo, egli \u00e8 il peggior nemico di se stesso: perch\u00e9 nessun nemico esterno sarebbe cos\u00ec abile, cos\u00ec tenace, cos\u00ec instancabile nel nascondergli i sintomi del suo malessere e le cause della sua instabilit\u00e0. In un certo senso, somiglia a un fumatore accanito, affetto da un tumore ai polmoni, il quale non sia assolutamente disposto ad ammettere che vi \u00e8 una relazione tra il suo fumare e la sua malattia; oppure ad un uomo che si ostini a frequentare una localit\u00e0 contaminata dalle radiazioni nucleari, e che dica non esservi ragione di preoccuparsi, perch\u00e9 basta prendere alcune semplici precauzioni e il pericolo scompare, oppure non \u00e8, comunque, un pericolo pi\u00f9 grave che in qualsiasi altra situazione, visto che le radiazioni potrebbero esserci ovunque, anche a nostra insaputa. Sono solo sofismi da quattro soldi, evidentemente; pure, l&#8217;uomo contemporaneo \u00e8 bravissimo a fabbricarsi sofismi di questo genere, al solo scopo di poter restare tranquillo nel pantano, di poter seguitare a vivere in maniera pericolosa e disgraziata, soprattutto in maniera ingiusta. Ma, per capirlo, o anche solo per sospettarlo, bisogna avere la nozione della giustizia, nel suo senso pi\u00f9 ampio e profondo, intesa soprattutto come giustizia morale; ed egli non ce l&#8217;ha, non l&#8217;ha mai avuta, anche perch\u00e9 nessuno si \u00e8 preso la briga d&#8217;insegnargliela, a cominciare dai suoi cari genitori. L&#8217;uomo contemporaneo \u00e8 un cieco gonfio di superbia, impazzito per la sindrome di onnipotenza, che lo ha reso letteralmente schizofrenico: da un lato ritiene di poter esercitare un dominio e un controllo su ogni cosa, e non c&#8217;\u00e8 nulla che gli sembri capace di resistergli, dall&#8217;altro lato \u00e8 soggetto a frequenti e repentine crisi di sfiducia, di panico, di angoscia, di auto-disprezzo, di desiderio di morte. I grattacieli, queste moderne Torri di Babele, sono il simbolo di una tale <em>hybris<\/em>, di una tale perdita della misura e del limite; ma sono anche il simbolo della fragilit\u00e0, perch\u00e9, quanto pi\u00f9 sono alti, tanto pi\u00f9 sono precari e vulnerabili, e tanto pi\u00f9 catastrofico sar\u00e0 il loro eventuale crollo.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8, in medicina, una malattia, fortunatamente rara, chiamata CIPA, acronimo che sta per <em>Congenital Intensivity to Pain with Anhidrosis<\/em>, che consiste nell&#8217;assenza di percezioni tattili e nella anidrosi, cio\u00e8 assenza di sudorazione, per cui chi ne \u00e8 affetto non avverte n\u00e9 il caldo, n\u00e9 il freddo, n\u00e9 il dolore relativo. Una persona del genere, pertanto, rischia di congelare o di abbrustolirsi senza rendersene conto. Ebbene: ci pare che la malattia morale dell&#8217;uomo contemporaneo tenda a manifestarsi sempre pi\u00f9 come insensibilit\u00e0 al bene e al male, e, in particolare, come incapacit\u00e0 di vedere, di percepire e di temere il male. Ma il male, purtroppo, c&#8217;\u00e8: c&#8217;\u00e8 fuori di noi e c&#8217;\u00e8, anche, dentro di noi; c&#8217;\u00e8 nella dimensione naturale, e c&#8217;\u00e8 nella dimensione soprannaturale; ci sono varie forme di male, e c&#8217;\u00e8 pure il Male con la maiuscola, il Male assoluto, che coincide con una persona precisa, lo spirito del Male. Ignorare tutto questo \u00e8 il mezzo pi\u00f9 sicuro per cadere sotto il suo potere; e la schiavit\u00f9 pi\u00f9 terribile, come \u00e8 noto e come sa chiunque sia capace di una sia pur minima riflessione in proposito, \u00e8 quella che viene subita, ma non percepita come tale: la schiavit\u00f9 dello schiavo che si crede libero, che non vede le proprie catene, non perch\u00e9 sia cos\u00ec spirituale da considerarle impotenti a impedire l&#8217;esercizio della sua libert\u00e0 interiore, ma semplicemente perch\u00e9 \u00e8 cos\u00ec sciocco da non vederle affatto, da non vederle in senso fisico. E quando ci si trova in quello stadio, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nulla da fare; come non c&#8217;\u00e8 nulla da fare quando si \u00e8 dormienti, e ci si crede desti e consapevoli, o quando si \u00e8 sprofondati nella menzogna, e ci si ritiene le persone pi\u00f9 sincere e leali del mondo, <em>credendoci veramente<\/em>. Qualunque richiamo, qualunque esortazione, qualunque avvertimento risulteranno perfettamente inutili: non si pu\u00f2 risvegliare colui che dorme, se il suo sonno consiste nel credersi gi\u00e0 sveglio; e non si pu\u00f2 salvare il pazzo che sta sfidando la morte, se la sua pazzia consiste nel non vedere il pericolo che incombe su di lui. Perch\u00e9 si metta in atto un tentativo di salvezza, bisogna innanzitutto essere consapevoli che il pericolo c&#8217;\u00e8, che esiste, e che \u00e8 anche abbastanza vicino; se no, tutto ci\u00f2 che potranno fare o dire gli altri non servir\u00e0 assolutamente a nulla. Chi vuole perdersi, si perder\u00e0; per salvarsi, \u00e8 necessario esser capaci di vedere le cose come sono, e non come a noi piace credere che siamo, magari per scusare la nostra pigrizia.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo contemporaneo, pur cos\u00ec disincantato e perfino cinico, crede ancora, in realt\u00e0, alle favole: strano paradosso, ma vero. Quelle di Socrate, di Pelagio, di Rousseau, e soprattutto quelle, veramente micidiali, di Francesco Bacone. E non sono, ahim\u00e8, favole buone: sono favole cattive, tali da trascinare nell&#8217;abisso colui che vi presta fede. <em>L&#8217;uomo non \u00e8 buono<\/em>: questo \u00e8 il punto; non \u00e8 un angelo, non \u00e8 un essere intenzionato a fare sempre il bene. Non \u00e8 neppure una creatura malvagia; ma, piuttosto, una mescolanza di male e di bene, per cui vive come sospeso su un abisso. Basta una spinta, ed egli pu\u00f2 &quot;cadere&quot; sia nel bene, che nel male: tuttavia, mentre la scelta del male \u00e8 facile e, spesso, allettante, quella del bene \u00e8 una scelta in salita, che comporta rinunce e sacrifici. Ora, rinunce e sacrifici sono possibili a un&#8217;anima allenata e, soprattutto, educata e guidata verso il bene; per cui \u00e8 estremamente importante che, nella formazione della personalit\u00e0, sin dalla pi\u00f9 tenera infanzia, i genitori e gli adulti facciano il possibile per favorire l&#8217;acquisizione dei valori morali e per proteggere il bambino dagli esempi cattivi. Se mancano queste condizioni, e il bambino viene lasciato esposto agli influssi malefici, sar\u00e0 la parte malvagia della sua personalit\u00e0 a venire a galla, non la buona. \u00c8 strano, ma pare che una cosa tanto evidente sia stata persa di vista da moltissimi adulti; cesser\u00e0 di apparire strana, tuttavia, riflettendo che la societ\u00e0 odierna, nel complesso, pare abbia abdicato alla sua funzione educante, e il rapporto fra i genitori e i bambini sembra che si stia risolvendo in una specie di bancomat permanente, dove i genitori pagano e comprano tutto ci\u00f2 che i figli, sotto l&#8217;influsso del consumismo, chiedono, mentre, da parte loro, rinunciano a chiedere ai figli qualsiasi cosa, anche il rispetto dei doveri pi\u00f9 elementari, a scuola e in famiglia. Il che \u00e8 il modo migliore per far s\u00ec che i ragazzi entrino nella vita totalmente immaturi e impreparati ad assumersi qualunque seria responsabilit\u00e0. Una particolare nota di biasimo, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, spetta alla sola istituzione che, fra tutte, avrebbe gli strumenti per far riflettere le persone, e specialmente i giovani, sul tema del bene e del male: la Chiesa cattolica. Da quando la teologia antropocentrica si \u00e8 insinuata in essa e una neochiesa modernista si \u00e8 sostituita, grado a grado, alla vera Chiesa, si \u00e8 deliberatamente minimizzato il problema del male, si \u00e8 smesso di parlare del peccato e del giudizio, e si \u00e8 dato a credere che tutto pu\u00f2 essere perdonato da Dio, con o senza pentimento. Il che \u00e8 falso&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessimo sintetizzare in una formula brevissima, lapidaria, il problema pi\u00f9 urgente, pi\u00f9 grave, pi\u00f9 diffuso nella nostra societ\u00e0, un problema etico che si trasforma immediatamente,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[92],"class_list":["post-29030","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29030","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29030"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29030\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29030"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29030"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29030"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}