{"id":29027,"date":"2020-10-02T12:46:00","date_gmt":"2020-10-02T12:46:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/10\/02\/stiamo-crescendo-una-generazione-di-servi-paranoici\/"},"modified":"2020-10-02T12:46:00","modified_gmt":"2020-10-02T12:46:00","slug":"stiamo-crescendo-una-generazione-di-servi-paranoici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/10\/02\/stiamo-crescendo-una-generazione-di-servi-paranoici\/","title":{"rendered":"Stiamo crescendo una generazione di servi paranoici"},"content":{"rendered":"<p>PRIMA SCENA. Una matita sfugge dalle mani del bambino, cade sul piano del banco e rotola oltre l&#8217;orlo, finendo a terra. Il bambino che siede nel banco della fila pi\u00f9 arretrata se la vede quasi davanti, e istintivamente si china a raccoglierla; quindi, in un gesto di naturale gentilezza, la allunga verso il suo proprietario, che si affretta a riprenderla. Tutto questo movimento non \u00e8 per\u00f2 sfuggito all&#8217;occhio di falco della maestra, la quale si \u00e8 auto-investita della missione di vigilare sulla sicurezza della classe, e riprende con severit\u00e0 il trasgressore del nuovo codice di comportamento, poi apre il suo quaderno e segna una crocetta accanto al nome del secondo bambino. Quando le crocette saranno arrivate a tre, ella rediger\u00e0 personalmente una nota scritta di biasimo, diretta ai genitori di quel bambino. Motivo: il piccolo non si attiene alle disposizioni sanitarie vigenti, che pure sono state pi\u00f9 volte spiegate; non rispetta il distanziamento sociale; \u00e8 distratto e svogliato nell&#8217;indossare la mascherina. Insomma, si dimostra un cattivo soggetto, egoista e asociale: lo si vede anche da gesto come quello accaduto stamattina, di prendere con le sue mani la matita di un compagno e poi passargliela, come se nulla fosse: un gesto che non \u00e8 di cortesia, ma di gravissima irresponsabilit\u00e0 e incoscienza. Si vede che \u00e8 poco sensibile o che i suoi genitori trascurano il loro dovere d&#8217;informarlo su come si ci comporta quando si \u00e8 fuori.<\/p>\n<p>SECONDA SCENA. I fedeli sono seduti disciplinatamente nei banchi, a debita distanza reciproca, rispettando le indicazioni rappresentate dai tondini rossi con la scritta: &quot;Siediti qui&quot;. Stanno ascoltando il sacerdote, che tiene la sua omelia indossando la mascherina che lascia scoperti solo gli occhi, il che d\u00e0 un tocco surreale all&#8217;intera scena. A un tratto la bambina di tre o quattro anni, che indossa anche lei la mascherina, come tutti gli altri, si accorge che il nonno, forse per distrazione, forse per poter respirare meglio, ha lasciato scivolare la propria mascherina al di sotto del naso, per cui gli copre solo la bocca. Allora, con voce tonante, come fanno talvolta i bambini quando si sentono investiti di una mansione importante, e ci tengono a far sapere a tutti che la stanno svolgendo cin la massima seriet\u00e0, si mette a rimproverarlo, fra l&#8217;indignato e lo scandalizzato, scandendo queste parole<em>: Nonno! Tirati su la mascherina! Copriti bene anche il naso oltre alla bocca!<\/em> Poi si guarda attorno, trionfante, tutta fiera d&#8217;aver ristabilito l&#8217;ordine in una situazione si sommo disordine e forse di estremo pericolo, evidentemente nei termini in cui \u00e8 stata addestrata dai discorsi che le sono stati fatto in casa, dai genitori. Il povero vecchio, colto in flagrante e smascherato (\u00e8 proprio il caso di dirlo), arrossisce violentemente e si affretta ad obbedire, sotto gli sguardi poco benevoli dell&#8217;intera assemblea.<\/p>\n<p>TERZA SCENA.<\/p>\n<p>Un uomo di mezza et\u00e0 sta viaggiando a bordo di un treno locale. \u00c8 stanco e si \u00e8 semi-appisolato sul sedile; a causa del caldo, si \u00e8 abbassato la mascherina quanto basta per poter respirare tenendo libero il naso. Ma una giovane donna, stando sul sedile dal lato opposto del corridoio, non apprezza quel comportamento disinibito e apostrofa il compagno occasionale di viaggio, ingiungendogli di rimettersi subito la mascherina. \u00c8 alterata e fin da subito mostra dei modi estremamente aggressivi. Lui non si affretta a obbedire, vuoi perch\u00e9 frastornato dall&#8217;insolita situazione, vuoi perch\u00e9 gli sembra di aver passato l&#8217;et\u00e0 in cui una tizia qualsiasi, neanche fosse il sergente del tempo della naia, oltretutto assai pi\u00f9 giovane di lui, possa venire a dargli ordini come si fa con l&#8217;ultimo dei sottoposti. Il battibecco va avanti un bel po&#8217;, anche se a dire il vero la voce che risuona per tutto il vagone \u00e8 quella di lei, mentre quella di lui non si ode neppure, e quindi non si sa che cosa le risponda. Sta di fatto che la donna diviene sempre pi\u00f9 furiosa e a un certo punto, facendo l&#8217;atto d&#8217;alzarsi e scagliarsi fisicamente contro l&#8217;avversario, minaccia apertamente di <em>spaccare la faccia<\/em> a quell&#8217;uomo, se non si decider\u00e0 a mettersi immediatamente <em>quella c&#8230; di mascherina<\/em>. Arrivate le cose a questo punto, colui o colei che ha ripreso la scena col telefonino, e l&#8217;ha postata in rete, si beffa della nostra curiosit\u00e0 di sapere come vada a finire, e interrompe il &quot;servizio&quot;.<\/p>\n<p>Che cosa credete che siano questi: dei brani tratti da qualche romanzo distopico o dalla sceneggiatura di un film di fantascienza? Niente affatto: \u00e8 la fedele rappresentazione della realt\u00e0 quotidiana, in questi giorni di pandemia da Covid-19: pandemia da isterismo d&#8217;italioti terrorizzati, sia ben chiaro, pi\u00f9 che da virus; sono solo tre degli innumerevoli esempi di ordinaria follia, enumerando i quali si potrebbero ormai riempire le pagine di parecchie enciclopedie. Non sappiamo come la pensiate voi; quanto a noi, quelli che ci hanno maggiormente colpito sono i primi due episodi, e il primo pi\u00f9 di tutti: perch\u00e9 hanno come protagonisti dei bambini. Vogliamo dire che tutti e tre rappresentano una situazione molto triste, perch\u00e9 mostrano il grado d&#8217;impazzimento cui stiamo giungendo sotto la spinta del terrore indotto a bella posta dai mass-media asserviti al regime invisibile, ma onnipotente, dell&#8217;oligarchia finanziaria mondiale; ma finch\u00e9 a impazzire sono gli adulti, resta ancora la speranza che le prossime generazioni possano riportare la societ\u00e0 in carreggiata. Se invece si fa in modo che ad impazzire, a restar traumatizzati, o, peggio ancora, a subire una ferita incancellabile al livello dell&#8217;affettivit\u00e0 e del pi\u00f9 elementare senso di giustizia, sono i bambini, allora \u00e8 proprio finita. Perch\u00e9 quella ferita, quei traumi, resteranno, e oltretutto niente fa pensare che verranno medicati e corretti nei prossimi anni; e lavorando nel subconscio, un poco alla volta, e sommandosi con altre simili esperienze, che andando avanti le cose di questo passo certamente non mancheranno, faranno s\u00ec che gli adulti di domani, la cui infanzia \u00e8 stata segnata da esperienze di tal genere, saranno una generazione di ipocondriaci, di anafettivi, di nevrotici, di egoisti, di opportunisti quale mai si era vista prima. Questo sar\u00e0 l&#8217;inevitabile risultato di aver insegnato ai bambini che giocare fra loro a contatto di gomito, o anche solo scambiarsi una matita in classe, \u00e8 qualcosa di brutto e di pericoloso, da evitarsi assolutamente; che dimenticare d&#8217;indossare la mascherina, o tenerla bassa sotto il naso, equivale a esporre se stessi e il prossimo a chiss\u00e0 quali tremendi, mortali pericoli; che abbracciare i nonni o lasciarsi fare una carezza da loro, e naturalmente anche accettare una caramella o una fetta di dolce, sono altrettante sconsideratezze e micidiali imprudenze; che insomma bisogna stare lontani e distaccati gli uni dagli altri; e se si va coi genitori al ristorante, bisogna entrare indossando la mascherina, poi, una volta seduti, la si pu\u00f2 togliere onde introdurre il cibo in bocca, ma poi, finito il pranzo, bisogna rimettersela ancor prima di essersi alzati, per riattraversare il locale portandola sempre sul viso, a coprire debitamente naso e bocca. Il tutto per un pericolo che viene descritto come terribile, invisibile e onnipresente, e che, stando ai giornali e ai telegiornali, sta falciando migliaia, anzi milioni di vittime in ogni parte del mondo: anche se tutto ci\u00f2 non \u00e8 assolutamente vero, e le morti dovute al Covid-19 non superano, in buona sostanza, la normale mortalit\u00e0 da influenza che colpisce le persone anziane; semmai sono milioni le morti dovute all&#8217;interruzione di altre terapie, per aver concentrato tutta l&#8217;attenzione sanitaria sulla presunta pandemia. Inoltre si sta recando una tremenda mortificazione all&#8217;intelligenza e al senso critico dei bambini, offrendo loro lo spettacolo del mondo degli adulti che cade nel panico pi\u00f9 totale di fronte a un nemico inesistente. Infatti nemmeno i giornali e i telegiornali pagati dall&#8217;oligarchia finanziaria sono in grado di esibire <em>un solo caso<\/em> di bambini gravemente ammalati, e meno che meno morti, a causa del Covid-19: il che dimostra che la chiusura delle scuole nei mesi primaverili \u00e8 stata perfettamente inutile e che le attuali precauzioni di tipo maniacale, mascherine, banchi con le rotelle, isolamento dei bambini con due linee di febbre, sono altrettanto incongrue e irrazionali.<\/p>\n<p>Pertanto stiamo insegnando ai nostri bambini che agire da pazzi \u00e8 la cosa pi\u00f9 naturale del mondo, purch\u00e9 qualcuno, dalle alte sfere, ne dia l&#8217;ordine e prescriva i comportamenti da tenere e quelli da evitare. Tutto questo sta distruggendo il senso critico dei bambini e li sta abituando a obbedire a qualsiasi ingiunzione, fosse pure la pi\u00f9 assurda e, un domani, Dio non voglia, la pi\u00f9 crudele e immorale. Cos\u00ec come crudele e immorale, fin da ora, \u00e8 stato l&#8217;aver condannato migliaia di vecchi a morire in ospedale tutti soli, senza il conforto delle persone care, senza un volto amico ad assisterli, e averne poi spedito i cadaveri al crematorio, senza chiedere il permesso alle famiglie e anzi negando ai congiunti la possibilit\u00e0 di organizzare un decente funerale, ma facendo loro recapitare, in un vasetto, le ceneri del caro estinto, cos\u00ec, d&#8217;autorit\u00e0, mostrando un grado di arroganza e di brutalit\u00e0 che forse nemmeno il regime hitleriano avrebbe osato concepire. I bambini ci guardano; ci guardano sempre, ci hanno sempre guardati; e anche se pare che non ci ascoltino, in realt\u00e0 stanno immagazzinando i nostri insegnamenti e l&#8217;esempio concreto dei nostri comportamenti, e tutte queste esperienze formano la base sulla quale costruiranno la loro crescita e la loro vita futura. Ma che accadr\u00e0 quando verranno al pettine i nodi di una serie di idee sbagliate e di comportamenti assurdi che noi stiamo trasmettendo loro, oltretutto conditi con una bella dose d&#8217;ipocrisia? I bambini, infatti, istintivamente, quasi inconsciamente, percepiscono se gli adulti parlano con convinzione e se agiscono in maniera coerente, oppure se si limitano a recitare una parte, pi\u00f9 o meno sincera, pi\u00f9 o meno falsa. Ed \u00e8 evidente che moltissimi adulti insegnano ai bambini a fare certe cose, a rispettare certi comportamenti, non perch\u00e9 ci credano e non perch\u00e9 sentano spontaneamente la necessit\u00e0 di adottarli loro stessi, ma perch\u00e9 cos\u00ec si deve fare, e perci\u00f2 bisogna auto convincersi che cos\u00ec \u00e8 anche giusto. In tal modo si insegna loro il servilismo: a obbedire agli ordini e a far s\u00ec che tali ordini sembrino una libera scelta individuale. Nell&#8217;altro caso, quello cio\u00e8 di un bambino che abbia la fortuna di avere dei genitori non ancora impazziti di terrore, o una maestra non ancora impazzita di terrore, o un parroco non ancora impazzito di terrore, caso certo assai pi\u00f9 fortunato, resta il fatto che quegli adulti gli dovranno insegnare la dissimulazione: cio\u00e8 a rispettare le norme pur sapendo che sono balorde, insulse e immorali, e tuttavia a rispettarle, per quieto vivere e amor di pace. Questo \u00e8 il male minore che si possa fare a un bambino, in questo momento e in questa situazione; ma \u00e8 pur sempre un male. Dopo decenni di pedagogia libertaria, di educazione non repressiva, di tante belle chiacchiere sul diritto dei bambini a crescere liberi da obblighi e costrizioni, li stiamo ora sottoponendo a una pressione psicologica, e anche materiale, semplicemente pazzesca; e tutto quel che possiamo fare per difenderli dal mondo impazzito degli adulti \u00e8 insegnar loro a obbedire, ma sapendo che si tratta di salvare le apparenze per non incorrere nelle sanzioni, e per il resto a considerare tutto ci\u00f2 come un&#8217;assurda montatura, quale realmente \u00e8. E quindi, se all&#8217;ingresso di un supermercato un inserviente pretende che ci laviamo le mani col disinfettante, dobbiamo farlo, e obbligare anche i nostri bambini a farlo; se entriamo in una chiesa, per quanto ampia e semivuota, dobbiamo indossare la mascherina, e obbligare anche loro a far lo stesso; se andiamo in banca, dobbiamo sottoporci, all&#8217;ingresso, al rito della misurazione della temperatura, e far s\u00ec che anche i nostri bambini vi si sottomettano; se infine li dobbiamo accompagnare dal dentista, dovremo indossare le soprascarpe di <em>cellophane<\/em>, e farle calzare anche a loro, accettando tutte queste umiliazioni come qualcosa di normale. Ci\u00f2 non resta senza effetti nella mente e nella coscienza dei bambini: qualcosa in loro, non la parte strettamente razionale, ma qualcosa d&#8217;intuitivo e di pi\u00f9 profondo, percepisce che si tratta di forzature innaturali, di abusi e umiliazioni che vengono quotidianamente inflitti ai loro genitori, cos\u00ec come a tutte le altre persone: e si abituano a vivere dissimulando, come appestati che debbano tener nascosta la loro malattia, per non essere denunciati al tribunale della sanit\u00e0 e prelevati a forza dai monatti.<\/p>\n<p>Concludendo. Dovremmo insegnare ai bambini a essere coraggiosi, e invece li stiamo terrorizzando. Dovremmo insegnar loro a essere sinceri, e invece li stiamo abituando a convivere colla menzogna. Dovremmo insegnar loro il piacere della socialit\u00e0, e invece li stiamo rendendo dei solitari, degli asociali e degli scontrosi. Dovremmo insegnar loro la capacit\u00e0 di collaborare generosamente con gli altri, e invece li stiamo rendendo dei diffidenti e degli egoisti che pensano solo a se stessi. In breve, stiamo operando su di loro una vera e propria contro-educazione, che sovverte e capovolge tutti i principi sui quali dovrebbe fondarsi una vera azione educativa. Ma di che ci si dovrebbe stupire, poi? Viviamo da tempo in un modo alla rovescia: dove l&#8217;economia \u00e8 una contro-economia, la scienza \u00e8 una contro-scienza, la chiesa \u00e8 una contro-chiesa, e cos\u00ec via di seguito. La verit\u00e0 \u00e8 che da anni, da decenni, eravamo impazziti sotto l&#8217;effetto congiunto del buonismo idiota di matrice catto-comunista e del consumismo becero di matrice supercapitalista: ma la nostra pazzia era rimasta, per cos\u00ec dire, allo stato latente, come suole accadere finch\u00e9 le condizioni esteriori di esistenza procedono sui tranquilli binari di sempre. Ma poi \u00e8 arrivata la pretesa pandemia da Covid-19, o per meglio dire, i signori oligarchi hanno deciso di farla arrivare: e allora ci\u00f2 ch&#8217;era latente si \u00e8 manifestato con forza, e la nostra pazzia \u00e8 si \u00e8 rivelata in tutta la sua portata devastante. Inutile dire che si tratta d&#8217;una pazzia lungamente coltivata e, al presente, pilotata con cura, per un preciso scopo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>PRIMA SCENA. Una matita sfugge dalle mani del bambino, cade sul piano del banco e rotola oltre l&#8217;orlo, finendo a terra. 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