{"id":29026,"date":"2021-10-04T01:51:00","date_gmt":"2021-10-04T01:51:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/10\/04\/stiamo-andando-verso-la-follia-collettiva\/"},"modified":"2021-10-04T01:51:00","modified_gmt":"2021-10-04T01:51:00","slug":"stiamo-andando-verso-la-follia-collettiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/10\/04\/stiamo-andando-verso-la-follia-collettiva\/","title":{"rendered":"Stiamo andando verso la follia collettiva?"},"content":{"rendered":"<p><em>Andiamo verso una follia collettiva?<\/em> Non \u00e8 una domanda retorica formulata in questi giorni, in presenza della pandemia d&#8217;isterismo collettivo che sconvolge gran parte del mondo da diciotto mesi a questa parte; ma \u00e8 il titolo di un libro del 1936 (<em>Allons-nous vers une folie collective?<\/em>, Paris, Eug. Figui\u00e8re). L&#8217;autore era il giornalista francese Charles Heyraud. Nello stesso anno apparvero altri due libri d&#8217;intonazione simile, sempre in Francia: <em>Lo squilibrio contemporaneo<\/em> (<em>Le d\u00e9s\u00e9quilibre contemporain<\/em>, Paris, \u00c0 l&#8217;\u00c9tolie) del dottor Charles Fiessinger, e <em>Psichiatria, Medicina, Sociologia<\/em> (<em>Psychiatrie, M\u00e9decine et Sociologie<\/em>, Paris, P.U.F.), del dottor Henri Damaye. In Germani, nello steso periodo, compaiono numerose pubblicazioni ispirate dallo stesso filone di ricerca: l&#8217;aumento progressivo, impressionante, delle patologie psichiche.<\/p>\n<p>Negli Stati Uniti, l&#8217;accurata inchiesta di William C. Menninger, <em>Psychiatry in a troubled world<\/em> (New York, Mac Millan, 1948) ha mostrato, poco dopo la Seconda guerra mondiale, che su 15 milioni di reclute chiamate in servizio attivo nei quattro anni del conflitto, 1.875.000 furono esonerate o riformate per cause di tipo neuropsichiatrico. Un altro rapporto, quello di O. R. Ewing diretto al presidente Truman nel 1947 per il miglioramento della sanit\u00e0 pubblica, segnalava che su 144 milioni di abitanti ben 8 milioni, pari al 5% del totale, erano affetti da disordini mentali. E un altro studioso, W. C. Menninger, faceva la previsione che il numero delle persone sofferenti di disturbi del comportamento sarebbe arrivato presto o tardi a 14 milioni, pari al 10% della popolazione (Menninger, <em>Psychiatry<\/em>, Ithaca, New York, Cornel University Press, 1948). E aggiungeva che gli Stati Uniti, in quel momento, si trovavano ancora in una situazione relativamente buona, ad esempio in confronto all&#8217;Europa. In Italia, all&#8217;inizio degli anni &#8217;50 i malati di mente ricoverati negli appositi istituti (siamo prima della legge Basaglia) arrivavano a 90.000, mostrando una tendenza all&#8217;aumento esponenziale di questo tipo di patologie rispetto ai decenni precedenti la Seconda guerra mondiale. Ma la stessa tendenza era gi\u00e0 osservabile anche negli altri Paesi del vecchio continente.<\/p>\n<p>Il professor Maurice Verdun, che \u00e8 stato docente di antropologia all&#8217;Institut Catholique di Parigi, cui siamo debitori dei dati sopra riportati, e del quale avevamo gi\u00e0 fatto menzione in un precedente articolo (<em>Una societ\u00e0 in ostaggio degli squilibrati psichici<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia l&#8217;11\/08\/20), osserva nella sua opera <em>Il pericolo mentale<\/em> (titolo originale: <em>Le p\u00e9ril mental<\/em>, Lyon-Paris, Editeur Emmanuel Vitte, traduzione dal francese di A. Bernardini e L. Bianco, Edizioni Paoline\/SAIE, 1973, pp. 20-21):<\/p>\n<p><em>Qualunque sia il loro sistema d&#8217;organizzazione, di cui lasciamo lo studio all&#8217;etnologia e alla sociologia, l&#8217;esperienza vissuta e la storia ci mostrano che avviene nelle famiglie e nelle nazioni, nelle comunit\u00e0 religiose e nelle imprese private, quel che avviene tra li individui. Ve ne sono di sane e vigorose, ben guidate, saldamente unite, pacifiche e benefiche, in cui si vive volentieri; in altre invece ci si trovano a disagio, si sogna d&#8217;evadere, essendo divise da dissensi, prive di direzione, di sicurezza e di affetto. Vanno disgregandosi e impoverendosi. N\u00e9 mancano quelle che diventano minacciose e malefiche per le collettivit\u00e0 d&#8217;un altro ordine, o della loro stessa categoria, pesino per i propri membri. Regimi tirannici e bellicosi, oppressori e persecutori, &quot;trusts&quot; sfruttatori, monopoli dannosi e sterilizzanti, sette, fazioni, bande armate di gangsters, di anarchici, di partigiani&#8230;<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 tutta una PSICOPATOLOGIA DELLA VITA COLLETTIVA, in tutte le gradazioni, di cui giova scoprire i sintomi, misurare gli effetti perniciosi e ricercare le cause con la stessa cura che si ha per la psicopatologia individuale. Perch\u00e9 alcune famiglie han SALDA BASE, mentre altre sono smembrate? Perch\u00e9 le une sono accoglienti e caritatevoli, altre chiuse, egoiste, diffidenti? Perch\u00e9 alcune sono nell&#8217;abbondanza, altre nella strettezza e nella miseria? Alcune feconde, influenti, in pieno rigoglio demografico, economico, sociale&#8230; altre sterili, avviate al declino e all&#8217;estinzione?<\/em><\/p>\n<p><em>Da quali indizi discernerle? Quali le conseguenze della loro floridezza e della loro degradazione? Soprattutto, come prevedere e prevenire?<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 certe imprese commerciali, agricole, finanziarie, industriali sono prospere, mentre altre vegetano o so trovano sull&#8217;orlo del fallimento? Come riconoscere i buoni e i cattivi affari?<\/em><\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 i sussulti rivoluzionari e le accensioni belliciste che sconvolgono ora un popolo, ora un altro, in tutti i periodi della storia umana?<\/em><\/p>\n<p><em>Nella Chiesa stessa, perch\u00e9 tanta diversit\u00e0 di rendimento apostolico e di vitalit\u00e0 spirituale, secondo le regioni e le epoche, nelle parrocchie, nelle opere, nelle comunit\u00e0 religiose maschili e femminili che di generazione in generazione lavorano al servizio di Dio? Perch\u00e9 la fioritura e l&#8217;espansione benefica delle une, e il declinare e lo scomparire delle altre?<\/em><\/p>\n<p>Ci\u00f2 dimostra che gli studiosi pi\u00f9 competenti e gli osservatori pi\u00f9 acuti si erano resi conto, almeno settanta anni fa, se non di pi\u00f9, che qualcosa sta succedendo nella psiche dell&#8217;uomo moderno: qualcosa di terribile e devastante, un proliferare i disturbi mentali di varia gravit\u00e0, che tendono a rendere inabile al lavoro e alla normale vita di relazione milioni e milioni di persone, una percentuale della popolazione che sale continuamente e che gi\u00e0 allora si attestava fra il 5% e il 10% del totale. Crediamo che ciascuno di noi sappia molto bene di cosa stiamo parlando: che ciascuno di noi abbia un certo numero di parenti, di amici, di conoscenti, di vicini o di colleghi, che soffrono o hanno sofferto di disordini mentali; che sono o sono stati in cura preso uno psichiatra; che fanno regolarmente uso, o ne hanno fatto per lungo tempo, di prodotti chimici che il medico ha prescritto loro per tenere a bada la loro sofferenza mentale. Moltissimi altri, poi, senza medico n\u00e9 ricetta, vi fanno ricorso per conto proprio, per fronteggiare patologie di minore entit\u00e0, ma pur sempre consistenti, come disturbi del sonno, stati di ansia e di panico improvvisi, ecc.: farmaci che, assunti in maniera estemporanea e soggettiva, fanno nel complesso pi\u00f9 male che bene. Poi c&#8217;\u00e8 lo sterminato esercito di quelli che si sottopongono a una regolare terapia psicologica o, Dio non voglia, psicanalitica: orribile a dirsi, da qualche anno a questa parte, in tale esercito sono sempre pi\u00f9 frequenti i ragazzi, gli adolescenti e addirittura i bambini. Inutile dire che chiunque abbia un minimo di memoria storica sa bene che fino a qualche decennio fa il numero di questi malati era assai pi\u00f9 contenuto e che la presenza, fra essi, di un bambino, era cosa pi\u00f9 unica che rara. Dunque non si pu\u00f2 considerare la malattia psichica come un fatto individuale, curabile individualmente, ma la si deve considerare come una vera e propria malattia collettiva, come una pandemia (visto che oggi va purtroppo di moda questo vocabolo, usato a proposito e a sproposito), di fronte alla quale, oltre alle terapie individuali, bisogna ragionare in maniera complessiva, come si fa per le problematiche sociali.<\/p>\n<p>\u00c8 inevitabile pertanto porsi l&#8217;interrogativo su cosa stia succedendo nella mente delle persone e verso dove stia andando una societ\u00e0 che produce un numero sempre maggiore di malati psichici o di persone che, pur non essendo arrivate (per ora) ai disturbi di ordine pi\u00f9 grave, dalla depressione alla schizofrenia, nondimeno sono seriamente invalidate dalla loro condizione mentale e fanno sempre pi\u00f9 fatica a tenere il passo con le attivit\u00e0 quotidiane, i doveri e le incombenze normali, specie nel quadro di generale accelerazione dei ritmi della vita d&#8217;ogni giorno (cfr. i nostri articoli <em>Lo &quot;shock&quot; della modernit\u00e0 banco di prova del nuovo ordine mondiale<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 25\/06\/07 e ripubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 14\/12\/17; <em>La fretta e la complessit\u00e0 della vita quotidiana alle origini del nostro &quot;shock&quot; da futuro&quot;<\/em>, sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 24\/12\/17; <em>Che sar\u00e0 di noi se perdiamo il senso della realt\u00e0?<\/em>, sempre sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 21\/02\/21). Se prosegue la tendenza attuale, non passer\u00e0 molto tempo e una fetta consistente della popolazione mondiale, forse addirittura la maggioranza, quanto meno in Europa e negli Stati Uniti, sar\u00e0 affetta da gravi disturbi del comportamento e incapace di badare a se stessa. Vi saranno, come suggeriva lo studio del dottor Verdun, milioni di eccitati, di depressi, dominati da una socialit\u00e0 tirannica; di passionali violenti, incapaci di controllare i loro istinti, e di sentimentale dall&#8217;umore impulsivo e ostinato; d&#8217;impressionabili e indifferenti, di umore chiuso e di difficile socialit\u00e0; d&#8217;infatuati e insoddisfatti, dal giudizio invincibilmente falso; di ossessionati, di ansiosi, di voluttuosi e di scontrosi di umore iperemotivo, interiormente dilaniati; infine di criminali e di violenti veri e propri. In breve, milioni di persone psichicamente destabilizzate, lacerate, disperate, squilibrate, che hanno perduto il proprio centro interiore e che vanno alla deriva, parassitando le energie psichiche dei loro parenti e amici, e finalmente rivolgendo contro qualcun altro o contro se stesse tutta la loro frustrazione, il loro disagio e la rabbia accumulata nel corso di anni e anni di una vita mal vissuta. E queste previsioni assai fosche, ma niente affatto esagerate, ci obbligano a riflettere, a porci delle domande su come mai la padronanza di noi stessi ci stia sfuggendo di mano con tanta rapidit\u00e0 e in misura cos\u00ec imponente, per trasferirsi nelle mani di medici, psichiatri e psicologi, i quali, per la loro stessa formazione mentale e culturale, e inoltre perch\u00e9 esposti anch&#8217;essi al medesimo contagio, esattamene come chiunque altro, non sono forse in grado d&#8217;indicare la via d&#8217;uscita dal tunnel nel quale ci siamo ficcati inseguendo il miraggio delle <em>magnifiche sorti e progressive<\/em> della modernit\u00e0.<\/p>\n<p>Tutto il sistema di vita moderno, sia nei suoi aspetti materiali che in quelli spirituali, \u00e8 tale da minare gradualmente l&#8217;equilibrio psichico delle persone e delle comunit\u00e0, perch\u00e9 si regge su una serie di affermazioni e d&#8217;istituzioni innaturali, le quali, col pretesto di tutelare il bene pubblico e di rivendicare i diritti astratti dell&#8217;uomo, opprimono e perseguitano l&#8217;individuo; e perch\u00e9 nega alla radice il bisogno di trascendenza dell&#8217;essere umano o vi d\u00e0 una risposta insufficiente e deviata. Oltre a ci\u00f2, che si pu\u00f2 considerare come un effetto &quot;normale&quot; dei valori moderni e dello stile di vita moderno, c&#8217;\u00e8 qualcos&#8217;altro; qualcosa di cui a stento e con intima ripugnanza abbiano dovuto riconoscere l&#8217;esistenza, dopo lunghe ricerche e pazienti osservazioni: un disegno globale di destabilizzazione della societ\u00e0 e destrutturazione dell&#8217;individuo, portato avanti scientemente da un ristrettissimo gruppo di sedicenti &quot;illuminati&quot; il cui tenebroso obiettivo \u00e8 distruggere il mondo per rifarlo da cima a fondo secondo la loro filosofia. Costoro agiscono per mezzo dei mass-media, della pubblicit\u00e0, della scuola e dell&#8217;universit\u00e0, e poich\u00e9 sono in grado di controllare anche la politica e le istituzioni giuridiche e sanitarie, praticamente esercitano una pressione continua sugli individui, a trecentosessanta gradi, senza lasciare alcuno spazio &quot;scoperto&quot;, neppure il divertimento, lo spettacolo e lo sport. In altre parole, costruiscono il clima collettivo nel quale viviamo: utilizzando soprattutto l&#8217;arma della paura, e facendo costantemente presa sull&#8217;emotivit\u00e0 della gente, riescono a far s\u00ec che milioni d&#8217;individui vivano in uno stato di ansia, preoccupazione, smarrimento e tristezza, senza riuscire a scorgere un filo di luce per il domani. Naturalmente essi agiscono anche sul piano materiale, perch\u00e9 le manovre speculative e le decisioni politiche volte a colpire sempre di pi\u00f9 la piccola impresa e il piccolo commercio, a tutto vantaggio delle multinazionali, provocano chiusure, fallimenti e perdita di posti di lavoro, il che aggrava il clima psicologico complessivo e aggiunge pesanti preoccupazioni di ordine materiale a quelle che gi\u00e0 esistono sul piano spirituale. In questo senso, il Great Reset scattato nei primi mesi del 2020, col pretesto del Covid-19 e dell&#8217;emergenza sanitaria, \u00e8 stato solo il punto d&#8217;arrivo di una malefica strategia della distruzione e del controllo sociale, che parte assai da lontano e che gi\u00e0 era stata studiata ed avviata molti anni fa, addirittura decenni, senza che la stragrande maggioranza delle persone comuni lo sospettasse o ne avesse il sia pur minimo sentore.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 reagire, come si pu\u00f2 rispondere a questa situazione, invertire questa tendenza? La prima cosa da fare, quando ci si accorge che qualcuno ci sta avvelenando, \u00e8 non mangiare n\u00e9 bere pi\u00f9 nulla di quanto egli ci porge. Fuor di metafora: rifiutare i mass-media, non leggere i giornali, non guardare la televisione o farne un uso limitatissimo; ignorare le mode e le tendenze distruttive del mondo moderno, dal consumismo al disordine sessuale; fare come se politici e amministratori bugiardi e traditori non esistessero neppure. In un certo senso, bisogna abituarsi a vivere con il corpo in questa realt\u00e0, con l&#8217;anima in tutt&#8217;altra dimensione, dove l&#8217;aria \u00e8 respirabile e i pensieri sono puliti. A proposito di pensieri: non occorre essere occultisti per capire che tutta l&#8217;angoscia e la paura che ci sono state gettate addosso con la frode producono una quantit\u00e0 di egregore, di forme-pensiero altamente negative. Perci\u00f2 si deve pregare molto per ricevere la Grazia che ci liberi da tali presenze.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Andiamo verso una follia collettiva? 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