{"id":29019,"date":"2015-07-28T06:48:00","date_gmt":"2015-07-28T06:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/se-lo-stato-nascente-e-un-risveglio-spirituale-davvero-realizza-un-progresso-collettivo\/"},"modified":"2015-07-28T06:48:00","modified_gmt":"2015-07-28T06:48:00","slug":"se-lo-stato-nascente-e-un-risveglio-spirituale-davvero-realizza-un-progresso-collettivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/07\/28\/se-lo-stato-nascente-e-un-risveglio-spirituale-davvero-realizza-un-progresso-collettivo\/","title":{"rendered":"Se lo \u00abstato nascente\u00bb \u00e8 un risveglio spirituale, davvero realizza un progresso collettivo?"},"content":{"rendered":"<p>Nel pensiero sociologico di Francesco Alberoni, un posto importante \u00e8 occupato dal concetto di &quot;stato nascente&quot;: espressione che designa la situazione per cui un gruppo umano, accomunato da ideali e speranze comuni, crea un &quot;movimento&quot;, volto alla trasformazione sociale e culturale, opponendosi alle forze della conservazione, e in particolare alle &quot;istituzioni&quot;.<\/p>\n<p>Movimento e istituzioni sono, pertanto, le due polarit\u00e0 attorno alle quali ruota il progresso della storia: perch\u00e9 si tratta, evidentemente, di una filosofia del progresso. Alberoni ribadisce il concetto, sostenendo che, quanto pi\u00f9 una societ\u00e0 \u00e8 culturalmente e spiritualmente evoluta, tanto pi\u00f9 lo &quot;stato nascente&quot; le permette di intravedere nuovi orizzonti, sempre pi\u00f9 ampi, sempre pi\u00f9 ambiziosi, che le consentono di realizzare un ulteriore progresso, e che consentono anche ai singoli individui di attingere ad un patrimonio pi\u00f9 ricco di beni intellettuali e spirituali.<\/p>\n<p>Lo &quot;stato nascente&quot; si forma attraverso la scoperta, o meglio l&#8217;intuizione, da parte di alcune persone, che \u00e8 possibile realizzare una esperienza qualitativamente diversa delle cose, e che il &quot;nuovo&quot; corrisponde a una maniera radicalmente mutata di porsi davanti al reale; e, nello stesso tempo, ad una sorta di impulso, di chiamata, per cui gli individui &quot;sentono&quot; che il loro destino li chiama a nuove responsabilit\u00e0 e verso nuove prospettive, e che, grazie a loro, l&#8217;intera societ\u00e0 potr\u00e0 dischiudersi al soffio di esperienza nuove, mai prima esperite e neppure immaginate.<\/p>\n<p>Scrive, dunque, Francesco Alberoni nel suoi libro \u00abL&#8217;albero della vita\u00bb (Milano, Garzanti, 1982, pp. 26-30):<\/p>\n<p>\u00abNello &quot;stato nascente&quot; ci sentiamo attratti verso qualcosa non solo in modo pi\u00f9 intenso, ma qualitativamente diverso. Non \u00e8 un &quot;impulso&quot;, \u00e8 una &quot;chiamata&quot;. Seguendola noi realizziamo il nostro destino eppure siamo totalmente liberi. Quella &quot;chiamata&quot; \u00e8, perci\u00f2, un dovere, il massimo dovere, e, nello stesso tempo, un piacere, il massimo piacere Eppure nulla \u00e8 facile, anzi tutto \u00e8 difficile, perch\u00e9 seguirla significa rompere col mondo, con le abitudini con ci\u00f2 che crediamo, col nostro sapere, con la banalit\u00e0 in cui siamo invischiati; perch\u00e9 seguirla significa affrontare la morte-rinascita e davanti a noi c&#8217;\u00e8 la morte; della rinascita non siamo certi. In questo stato noi ci sentiamo fusi con gli altri, disponibili ad una comunione totale in cui per\u00f2 la nostra individualit\u00e0 \u00e8 ancora pi\u00f9 forte, pi\u00f9 consapevole, pi\u00f9 sincera, pi\u00f9 se stessa. In questo caso noi intravvediamo una superiorit\u00e0 individuale-collettiva e perfino un diverso rapporto con la natura. Questo stato, che noi tutti abbiamo sperimentato, sia pur occasionalmente, nell&#8217;amore, nella conversione, o in un movimento, \u00e8 stato descritto, raccontato dai profeti e dai mistici, ed ha animato il sorgere di tutte le societ\u00e0 umane. [&#8230;]<\/p>\n<p>Nessuno di noi potrebbe intraprendere nulla nella vita se qualcosa dell&#8217;energia straordinaria dello &quot;stato nascente&quot; non venisse a darci la forza di metterci in moto, di agire. Noi non incominceremmo un lavoro se non avessimo la speranza, sia pure remota, di trovarvi qualcosa che, finora, ci era sfuggito; non partiremmo per un viaggio se non sperassimo di incontrarvi chi abbiamo sempre cercato. Noi, addirittura, non ci alzeremmo al mattino se non avessimo nel fondo del cuore, la speranza di poter incontrare ci\u00f2 di cui abbiamo sentito sempre una disperata nostalgia. Persino quando risolviamo un problema abbiamo l&#8217;esperienza di una rivelazione e assaporiamo tutto il sapore della &quot;verit\u00e0&quot;. Quando facciamo una scoperta, anche piccola, \u00e8 pur sempre, per noi, come sollevare un lembo del velo misterioso del mondo e gettare una fugace occhiata sull&#8217;essere. Niente ci \u00e8 per\u00f2 mai dato per possesso, stabilmente. Ognuno volta la rivelazione , il piacere, l&#8217;intravisione della felicit\u00e0, \u00e8 fugace. Cos&#8217;\u00e8 cambiato in questo campo nel corso dei millenni? [&#8230;]<\/p>\n<p>Nel passato lo &quot;stato nascente&quot; si manifestava essenzialmente come contatto col divino. L&#8217;esperienza pi\u00f9 semplice \u00e8 quella dello sciamano che scende nel regno dei morti e degli dei e ritorna e ritorna, arricchito, fra gli uomini. Qualcosa dell&#8217;esperienza straordinaria gli resta in mano: \u00e8 una conoscenza mitico-magica. Mitopoietica perch\u00e9 il suo racconto diventa parte del mito, magica perch\u00e9 gli d\u00e0 un potere. In societ\u00e0 pi\u00f9 complesse il rapporto col divino assume l&#8217;aspetto di rivelazione, come nella Bibbia. Dio si rivela a No\u00e8, ad Abramo, a Giacobbe. Non \u00e8 una rivelazione diretta, ma avviene in sogno o in uno stato oniroide. Il profeta, per\u00f2, non lascia la terra dei viventi, non va nel regno dei morti e degli dei. [&#8230;] In epoca ancor pi\u00f9 recente infine vediamo lo &quot;stato nascente&quot; apparire alla base di una conversione politica o filosofica. E si tratta dello stesso tipo di esperienza. Per questo \u00e8 possibile oggi isolare il concetto stesso di stato nascente. Qualche secolo fa sarebbe stato impossibile perch\u00e9, manifestandosi sempre in termini religiosi, lo si sarebbe confuso con una esperienza mistico-religiosa. [&#8230;] Ma nell&#8217;esperienza dello stato nascente abbiamo trovato delle cose (altruismo, generosit\u00e0, fusione con la natura e con l&#8217;umanit\u00e0 ecc.) che, probabilmente, erano implicite anche nell&#8217;esperienza dello sciamano o del profeta. Esse, per\u00f2, non potevano rivelarsi, dispiegarsi, perch\u00e9 costrette entro una angusta concezione del mondo. Il mondo dello sciamano \u00e8 fatto della sua trib\u00f9 e di poche altre vicine; di un territorio ridottissimo in cui la mitologia colloca anche il regno dei morti. Le esperienze sociali sono elementari, i problemi da risolvere sempre gli stessi. Ci\u00f2 che lo sciamano &quot;intravvede&quot; deve essere descritto, calato entro questi angusto confini. Ed ecco che egli racconter\u00e0 un viaggio nel paese dei morti che assomiglia , in tutto e per tutto, ad un usuale viaggio in un paese vicino. Anche se le categorie dello stato nascente in questi ultimi millenni fossero sempre state le stesse, il loro contenuto sarebbe comunque stato incredibilmente pi\u00f9 povero. Per rendercene conto confrontiamo un viaggio sciamanico con la &quot;Divina Commedia&quot; di Dante. Anche la &quot;Divina Commedia&quot; \u00e8 un viaggio agli inferi. Ma qui la ricchezza culturale e sociale \u00e8 gi\u00e0 smisuratamente maggiore ed infatti \u00e8 un capolavoro che ci stupisce ancora, che ci commuove per la sua complessit\u00e0. Nessuno per\u00f2 oggi saprebbe probabilmente scrivere l&#8217;equivalente di un viaggio sciamanico o della &quot;Divina Commedia&quot;. L&#8217;esperienza umana \u00e8 cos\u00ec complessa e dilatata, cos\u00ec ricca , che nessun singolo individuo pu\u00f2 riuscire dove a Dante era concesso di riuscire. E gi\u00e0 allora a lui stesso l&#8217;impresa doveva apparire sovrumana tanto da fargli dire che al poema sacro, &quot;miser mano e cielo e terra&quot;. L&#8217;esperienza dello &quot;stato nascente&quot;, un tempo ridotta all&#8217;estesi sciamanica, poi arricchitasi e diversificatasi nell&#8217;esperienza religiosa, si \u00e8 ulteriormente arricchita nei secoli successivi ed \u00e8 in via di continuo arricchimento. E quanto pi\u00f9 l&#8217;umanit\u00e0 si trova in contatto attraverso gli scambi commerciali o attraverso i mezzi di comunicazione di ogni tipo, tanto pi\u00f9 l&#8217;universalit\u00e0 dello stato nascente potr\u00e0 espandersi pienamente. [&#8230;] E che cosa avverr\u00e0, nel futuro, quando il mondo sar\u00e0 ancora pi\u00f9 unificato, quando le nostre vite saranno ancora pi\u00f9 interdipendenti, quando tutte le voci potranno essere ascoltate in tutti i punti della terra? Non c&#8217;\u00e8 progresso solo sul terreno delle conquiste materiali o biologiche. Sta gi\u00e0 avvenendo qualcosa sul piano sociale e culturale universale.\u00bb<\/p>\n<p>Nel ragionamento di Francesco Alberoni, tuttavia, c&#8217;\u00e8 qualcosa che non ci convince del tutto, che ci lascia perplessi. Se lo &quot;stato nascente&quot; corrisponde ad una chiamata, ad una specie di vocazione a realizzare un nuovo rapporto con le cose, e a scorgere nuovi significati nell&#8217;esistenza, come \u00e8 possibile che esso si realizzi per accumulazioni successive, uno strato dopo l&#8217;altro, e che sia trasmesso dall&#8217;esperienza collettiva di una intera cultura e di una intera societ\u00e0? Come \u00e8 possibile che una maggiore ricchezza culturale possa contribuire al sorgere di un nuovo orizzonte di &quot;stato nascente&quot;, visto che quest&#8217;ultimo si delinea in presenza di una inquietudine, di un movimento spirituale che partono dall&#8217;interno della coscienza e che sono condivisi da un numero relativamente ristretto di persone, ciascuna delle quali ha avuto l&#8217;esperienza di tale chiamata, nell&#8217;intimo della propria vita interiore?<\/p>\n<p>Insomma: si tratta di un movimento individuale, basato su di una specie di epifania, di rivelazione o manifestazione prodigiosa, oppure d&#8217;un movimento collettivo, fondato su una specie di programma, e condiviso, in qualche modo, da pi\u00f9 persone, nonch\u00e9 consapevolmente diretto al fine di operare una vera e propria trasformazione della cultura e della societ\u00e0?<\/p>\n<p>Se si tratta di un movimento personale, come va che pi\u00f9 persone si trovano, nello stesso momento storico, a condividere la medesima ansia di rinnovamento, lo stesso bisogno di voltare pagina ed aprirsi a un nuovo modo di vedere e di sentire? Se, viceversa, si tratta di un movimento collettivo, come \u00e8 possibile che esso trasmetta un progresso spirituale e intellettuale, visto che \u00e8 proprio la realt\u00e0 sociale, quella delle &quot;istituzioni&quot;, a fare da elemento di resistenza nei confronti del cambiamento, rappresentato dai &quot;movimenti&quot;?<\/p>\n<p>Delle due, infatti, l&#8217;una: o le &quot;istituzioni&quot; sono ci\u00f2 che i &quot;movimenti&quot; si propongono di abbattere, di superare, di lasciarsi dietro le spalle, e allora non si capisce come avviene che lo &quot;stato nascente&quot; diventi patrimonio comune di una data societ\u00e0, cosa che sarebbero proprio le istituzioni a rendere possibile; oppure i &quot;movimenti&quot; sono in un rapporto dialettico con le &quot;istituzioni&quot;, vogliono abbatterle, o quanto meno modificarle profondamente, per\u00f2 hanno anche bisogno della loro opposizione, della loro resistenza, perch\u00e9 solo cos\u00ec possono dispiegare tutte le loro energie, possono far maturare sino in fondo le loro potenzialit\u00e0 innovatrici e rivoluzionarie.<\/p>\n<p>Ora, per non procedere in maniera astratta, proviamo a fare degli esempi concreti. Se abbiamo compreso il pensiero di Alberoni, un gruppo di artisti d&#8217;avanguardia; un gruppo di scienziati sostenitori di un nuovo paradigma culturale; un gruppo di politici rivoluzionari, desiderosi di accendere la miccia di una deflagrazione sociale: tutti costoro sono i portatori di una volont\u00e0 di cambiamento, condividono un medesimo orizzonte di obiettivi e di speranze, hanno in comune una sensibilit\u00e0, un orientamento spirituale, una metodologia che ne fanno una forza collettiva, e dunque una forza temibile, di cui \u00e8 necessario tenere conto (o meglio: di cui le istituzioni dovrebbero tener conto, se fossero intelligenti: cosa che sovente non sono). Insomma, esprimono lo &quot;stato nascente&quot; Quest&#8217;ultimo, allora, corrisponderebbe, a livello di psicologia collettiva, a qualche cosa di molto simile a ci\u00f2 che, nella psicologia individuale, \u00e8 l&#8217;innamoramento: una fase in cui la realt\u00e0 si presenta come del tutto nuova e in cui il soggetto \u00e8 spinto a mettersi in gioco, sperimentando una pienezza esistenziale mai prima vissuta, e sentendosi attore e protagonista di qualcosa di grande, qualcosa che \u00e8 perfino pi\u00f9 grande di ci\u00f2 che egli possa razionalmente comprendere sino in fondo. Egli, cio\u00e8, si sente preso, afferrato, da un destino pi\u00f9 grande di lui: non sa esattamente dove stia andando, sa solamente che deve andare, che deve rispondere alla chiamata, costi quello che costi, perch\u00e9 non pu\u00f2 resistere, e, anche se lo potesse, non si perdonerebbe mai di non aver seguito il proprio impulso, di non aver risposto alla vocazione. E, come colui che s&#8217;innamora prova l&#8217;illusione di sperimentare una cosa unica, che non ha alcun equivalente (ma la cosa si ripete ad ogni innamoramento), cos\u00ec un movimento rivoluzionario &#8211; politico, artistico, scientifico, religioso &#8211; vive l&#8217;illusione di portare nel mondo qualche cosa di assolutamente inedito, e, naturalmente, di prezioso e di salvifico; qualcosa che \u00e8 necessario, indispensabile, e che realizza l&#8217;autentico progresso.<\/p>\n<p>Ecco, allora, che quanti si abbandonano alla sensazione e alla &quot;missione&quot; di dare un contenuto allo &quot;stato nascente&quot;, sono, in buona sostanza, coloro i quali, presi dall&#8217;impazienza rivoluzionaria, ritengono di poter cambiare il mondo, proiettando su di esso il riflesso dei loro sogni e dei loro bisogni: coloro i quali si sentono interpreti del Progresso, e, dunque, le vere guide dell&#8217;umanit\u00e0, che non dubitano neanche per un istante del proprio ruolo e del proprio destino, e che si aspettano &#8212; se non subito, almeno in prospettiva &#8212; l&#8217;eterna riconoscenza dei loro simili meno evoluti e meno &quot;illuminati&quot;, ai quali hanno deciso di portare, generosamente, quel mondo nuovo che hanno avuto il privilegio di scorgere per primi.<\/p>\n<p>I rivoluzionari, dunque, come gli innamorati, sono degli egocentrici potenzialmente pericolosi: non vedono che se stessi, non ascoltano che la voce imperiosa che li spinge sempre avanti, quasi come sonnambuli, senza curarsi di nulla, tranne che del loro obiettivo. Il fatto, poi, che gli innamorati diventino dei mariti pantofolai, e che i rivoluzionari diventino dei burocrati pienamente soddisfatti, non pu\u00f2 essere attribuito al caso. Il fatto \u00e8 che si diventa quel che si era destinati a diventare&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel pensiero sociologico di Francesco Alberoni, un posto importante \u00e8 occupato dal concetto di &quot;stato nascente&quot;: espressione che designa la situazione per cui un gruppo umano,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30190,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[71],"tags":[92],"class_list":["post-29019","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-teologia-e-religione","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-teologia-e-religione.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29019","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29019"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29019\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30190"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29019"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29019"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29019"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}