{"id":29017,"date":"2018-02-12T05:57:00","date_gmt":"2018-02-12T05:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/12\/stato-e-chiesa-i-nodi-vengono-al-pettine\/"},"modified":"2018-02-12T05:57:00","modified_gmt":"2018-02-12T05:57:00","slug":"stato-e-chiesa-i-nodi-vengono-al-pettine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/02\/12\/stato-e-chiesa-i-nodi-vengono-al-pettine\/","title":{"rendered":"Stato e Chiesa, i nodi vengono al pettine"},"content":{"rendered":"<p>La svolta migrazionista della neochiesa di Bergoglio \u00e8 qualcosa d&#8217;intollerabile, qualcosa che indigna, non solo per ci\u00f2 che rappresenta in se stessa, ma anche per l&#8217;invasione di campo nelle faccende di pertinenza della politica, cio\u00e8 dello Stato; non \u00e8, tuttavia, se vogliamo essere lucidi e se vogliamo essere onesti, qualcosa di totalmente, di radicalmente imprevisto e imprevedibile; era, anzi, prevedibilissima, e non da ieri, non dall&#8217;elezione di Bergoglio, e neppure dal Vaticano II: era ed \u00e8 inscritta nella logica intrinseca delle cose.<\/p>\n<p>Lo Stato \u00e8 una costruzione umana, storica, che nasce da un atto di forza: tutti gli Stati, anche i pi\u00f9 piccoli, nascondo cos\u00ec, da un atto di forza nei confronti di qualche altro soggetto. Pu\u00f2 essere anche un atto di forza incruento, ci\u00f2 talvolta accade; ma vi \u00e8, comunque, il sottinteso che, se necessario, le forze che mirano alla fondazione dello Stato sono pronte e disposte ad usare la forza, sia verso l&#8217;esterno, sia verso l&#8217;interno: sono pronte a respingere le minacce che vengono dal di fuori, e a reprimere i disordini che possono sorgere dal di dentro. Il fine dello Stato \u00e8 assicurare la pace e la giustizia in questa vita. Quando uno Stato non riesce ad assolvere a queste due funzioni essenziali, ricorre a un uso improprio della forza, cio\u00e8 adopera la forza non per il bene dei cittadini, ma per preservare indefinitamente se stesso, trasformandosi in un organismo parassitario che si nutre del lavoro e delle tasse dei cittadini, ma che, in cambio, non offre pi\u00f9 le due cose essenziali, pace e giustizia, e, spesso, neppure le cose necessarie, bench\u00e9 non essenziali (perch\u00e9 potrebbero essere sostituite dall&#8217;iniziativa privata): lavoro, pensioni, sanit\u00e0, istruzione, trasporti. Per realizzare i suoi fini, lo Stato deve porsi come un valore assoluto: vale a dire, non pu\u00f2 ammettere l&#8217;esistenza di un principio che sia ad esso superiore, perch\u00e9, in tal caso, non sarebbe legittimato interamente a esigere il rispetto delle sue leggi. Qualcuno, infatti, potrebbe appellarsi a quel principio superiore, per negare fedelt\u00e0 e obbedienza a questa o quella legge dello Stato, a questa o quella decisione dello Stato (per esempio, una sentenza giudiziaria).<\/p>\n<p>La Chiesa, da parte sua, la Chiesa cattolica romana, \u00e8 una costruzione umana, ma, nello stesso tempo, una costruzione divina: l&#8217;ha fondata Ges\u00f9 Cristo, che, per quanti credono in lui, \u00e8 il Verbo incarnato. Pertanto, il credente che prende sul serio la propria religione, si pone in un&#8217;ottica analoga a quella del cittadino nei confronti dello Stato; per\u00f2 con una importante differenza: la diversit\u00e0 dei fini. Il fine della Chiesa \u00e8 la salvezza delle anime, vale a dire portare le anime a Dio, non a un Dio qualunque (come dice e ripete Bergoglio), ma al Dio del Vangelo: a Ges\u00f9 Cristo, con tutto quel che Egli ha insegnato e con le promesse che ha fatto agli uomini. Il fine della Chiesa \u00e8, quindi, un fine soprannaturale; e la vita terrena, per il credente, \u00e8 un pellegrinaggio, una realt\u00e0 transitoria, che non va in alcun modo assolutizzata. Chiesa e Stato possono quindi coesistere, perfino sostenersi reciprocamente, fino a quando si muovono nella distinzione e nella complementarit\u00e0 dei rispettivi ruoli e dei rispetti scopi. Non ci si pu\u00f2 tuttavia nascondere la diversit\u00e0 delle due prospettive: nazionale quella dello Stato (almeno dacch\u00e9 lo Stato moderno si \u00e8 definito come Stato nazionale, mentre in passato esistevano molti Stati plurinazionali, sostenuti da un&#8217;altra idea, quella dinastica, ad esempio l&#8217;Austria-Ungheria), universale quella della Chiesa cattolica. Ci\u00f2 significa che se, per lo Stato, il bene nazionale deve venire prima di tutto, per la Chiesa ci\u00f2 che viene prima di tutto \u00e8 il Regno di Dio. Ora, \u00e8 ben vero che il Regno di Dio &#8211; sono parole esplicite di Ges\u00f9 Cristo &#8212; <em>non \u00e8 di questo mondo<\/em>; ma \u00e8 altrettanto vero che, per comune consenso, esso <em>incomincia<\/em> in questo mondo, nel senso che ciascun credente si sforza di realizzarlo, per quanto sta in lui, fin da ora, in questa vita terrena ed entro un orizzonte terreno, anche se l&#8217;opera sar\u00e0 compiuta dalle generazioni future. Al suo centro c&#8217;\u00e8 l&#8217;amore per Dio e, come riflesso, per il prossimo; e il prossimo \u00e8 chiunque, anche il non cattolico, e anche chi non appartiene alla propria comunit\u00e0 nazionale. Pu\u00f2 accadere, pertanto, e ora sta accadendo, che le due prospettive, del cittadino e del credente, divergano.<\/p>\n<p>La divergenza si mostra nei momenti di crisi epocale, cio\u00e8 di crisi del sistema; se la crisi \u00e8 limitata, non emerge. Per esempio, una crisi finanziaria e una crisi economica, per quanto gravi, non bastano a far esplodere la differenza di prospettive fra Stato e Chiesa; ma una migrazione di popoli, con tutto ci\u00f2 che essa comporta sul breve, sul medio e sul lungo periodo, s\u00ec. \u00c8 davanti a una situazione di quel genere che si vede come l&#8217;alleanza, o la complementarit\u00e0 fra Stato e Chiesa, si reggano su basi piuttosto fragili, legate alla stabilit\u00e0 del sistema. Finch\u00e9 il sistema complessivo \u00e8 stabile, il trinomio <em>Dio, Patria e Famiglia<\/em> \u00e8 efficace, funziona, e ciascuna delle sue componenti si appoggia sulle altre, ed \u00e8 da esse sostenuta. Ma le cose cambiano davanti a una crisi di sistema, la quale fa emergere le radiali differenze di fondo. Qualcuno potrebbe pensare che fino a quando ciascuno dei due, lo Stato e la Chiesa, resta nei propri limiti, non dovrebbero sorgere problemi, essendo diverse, anche se complementari, le loro aree di competenza e le loro finalit\u00e0: pace e giustizia fra gli uomini, da parte dello Stato; raggiungimento della vita eterna, da parte della Chiesa. Ma non \u00e8 cos\u00ec. Una crisi di sistema, infatti, fa emergere con evidenza ci\u00f2 che, in condizioni normali, rimane implicito: che, cio\u00e8, non \u00e8 mai possibile stabilire una netta e obiettiva linea di separazione fra i due ambiti. Che cosa succede se lo Stato chiede al cittadino, che \u00e8 anche un credente, di obbedire a delle leggi che sono in contrasto con la meta della vita eterna, perch\u00e9 implicano una grave offesa a Dio? E che cosa succede se la Chiesa chiede ai fedeli, che sono cittadini dello Stato, di non obbedire a certe leggi e di non accettare certe decisioni prese dallo Stato? Che cosa succede, in poche parole, se l&#8217;interesse nazionale viene a configgere con il bene, cos\u00ec come esso viene insegnato e predicato dalla Chiesa quale imperativo morale? Evidentemente, si apre un conflitto, o, quanto meno, si attua un divorzio: ciascuna delle due parti se ne va per proprio conto.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 quanto accadde nell&#8217;ultima grande migrazione di popoli conosciuta dal nostro continente, quella avvenuta fra il IV e il X secolo. La Chiesa, istituzione universalistica, non vide nei barbari soltanto dei nemici da respingere, ma dei popoli da convertire: invi\u00f2 dei missionari presso di loro, li evangelizz\u00f2, li accolse nel suo seno, dopo averli trasformati da nemici in suoi difensori. Questa fu la parabola degli Slavi, degli Ungari, dei Vichinghi: non quella dei Saraceni, i quali non erano disposti a convertirsi ma che, anzi, volevano conquistare e convertire l&#8217;Europa alla religione di Maometto, come gi\u00e0 avevano fatto con il Vicino Oriente e l&#8217;Africa Settentrionale. L&#8217;Impero Romano, quando si divise, ebbe un destino diverso nelle due <em>partes<\/em>, cos\u00ec come diverso fu l&#8217;atteggiamento della Chiesa verso di esso. L&#8217;Occidente, pi\u00f9 debole, venne sopraffatto dagli invasori e fu da essi conquistato: la Chiesa separ\u00f2 i suoi destini da quelli dello Stato, e si sostitu\u00ec allo Stato nel vuoto delle sue funzioni; intanto lavor\u00f2 pazientemente per la conversione degli invasori, e ne favor\u00ec l&#8217;assimilazione: da questa fusione sarebbe nata l&#8217;Europa. In Oriente lo Stato era pi\u00f9 forte, resistette agli assalti esterni per altri mille anni e, all&#8217;interno, volle mettere bene in chiaro che non accettava un potere ecclesiastico autonomo e superiore a s\u00e9, ma lo volle sottomettere (cesaropapismo): il contrario di ci\u00f2 che era accaduto in Occidente, con l&#8217;episodio dell&#8217;umiliazione di Teodosio da parte del vescovo di Milano, sant&#8217;Ambrogio (episodio che si sarebbe ripetuto, in forma ancor pi\u00f9 spettacolare, a Canossa, con l&#8217;imperatore tedesco Enrico IV, sei secoli dopo). Insomma: in presenza di una crisi di sistema, se lo Stato \u00e8 forte, tende a sottomettere la Chiesa ai proprio fini; se lo Stato \u00e8 debole, \u00e8 la Chiesa che cerca di piegarlo ai propri fini, oppure, se lo giudica perduto, lo abbandona al suo destino, e punta a ricostruire una nuova societ\u00e0 sulle sue rovine, utilizzando proprio le forze che ne hanno determinato il crollo. A nostro giudizio, \u00e8 giusto che la ragion d&#8217;essere della Chiesa prevalga su quella dello Stato: perch\u00e9 lo Stato ha una funzione limitata nel tempo (anche se si pu\u00f2 misurare sulla scala di un millennio, come per Bisanzio o Venezia) e nello spazio (perch\u00e9 abbraccia solo una comunit\u00e0 che, per quanto vasta, non coincide con l&#8217;umanit\u00e0 intera), mentre la Chiesa si rivolge all&#8217;eternit\u00e0 e all&#8217;intero globo terracqueo, fino all&#8217;ultimo gruppo di Eschimesi dispersi fra i ghiacci dell&#8217;Artico; e, se una popolazione extraterrestre prendesse piede sul nostro pianeta, si rivolgerebbe pure ad essa. Riconosciamo perci\u00f2 volentieri che la funzione spirituale della Chiesa \u00e8 perenne e insostituibile; quella dello Stato \u00e8 transitoria, parziale e pu\u00f2 essere sostituita, in circostanze particolari, da altri soggetti. Si pu\u00f2 infatti sostituire la forma di questa o quella comunit\u00e0 politica e territoriale, ma non si pu\u00f2 sostituire la Verit\u00e0 eterna del Vangelo di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 detto, restano da vedere due cose. Non c&#8217;\u00e8 chi non abbia notato l&#8217;analogia fra la situazione geopolitica dei nostri giorni e quella che si determin\u00f2 ai confini dell&#8217;Impero Romano, specialmente a partire dal IV secolo dopo Cristo. Anche noi stiamo assistendo a un imponente fenomeno migratorio, che, superficialmente, potrebbe ricordare quello dei popoli germanici, slavi, turco-tatari, mongoli e iranici, i quali produssero il crollo dell&#8217;Impero di Occidente e ridisegnarono la carta etnica dell&#8217;Eurasia fino al tempo in cui gli ultimi invasori, Ungari e Vichinghi, si sedentarizzarono e si cristianizzarono, integrandosi nella civilt\u00e0 europea. Ma l&#8217;analogia \u00e8 puramente superficiale. Infatti, le migrazioni dei popoli nel IV secolo nascevano da fatti reali, da mutamenti climatici e dalla spinta aggressiva di altri popoli pi\u00f9 remoti, assai temuti e aggressivi, come gli Unni, gli Alani, gli \u00c0vari e, nel caso dell&#8217;India, gli Unni Bianchi o Eftaliti. Le migrazioni attuali, invece, sono pianificate e fomentate da un disegno delle grande finanza internazionale, che si serve della suggestione psicologica per indurre alla partenza soprattutto le persone del ceto medio africano e asiatico, persone che possono pagare migliaia di euro per il viaggio e che, nei rispettivi Paesi, godono di una discreta prosperit\u00e0 economica. I migranti non provengono che in piccola misura dai Paesi pi\u00f9 poveri e straziati dalla guerra, quelli del Sahel, o la Siria e l&#8217;Iraq, ma da zone pacifiche, come il sud della Nigeria (non dal Nord di essa, dove pure infuria il terrorismo di Boko Haram). Ci\u00f2 significa che non sono migrazioni causate da necessit\u00e0, ma dal miraggio di trovare, in Europa, il Paese di Cuccagna; e, se non sono causate da vera necessit\u00e0, allora sono anche contenibili e arrestabili, e non, come ci viene fatto credere, qualcosa di fatale e d&#8217;inarrestabile, cui bisogna per forza adattarsi, magari cercando di coglierne l&#8217;aspetto positivo: quale, non si sa: ed \u00e8 risibile la tesi di Boeri circa l&#8217;indispensabilit\u00e0 dei migranti per pagare le pensioni agli italiani (ma questo \u00e8 un altro discorso: lo Stato italiano non si cura dell&#8217;interesse nazionale). Pertanto, la prima cosa da vedere \u00e8 se la Chiesa abbia realmente il diritto-dovere di predicare l&#8217;accoglienza, per ragioni morali, di persone che giungono simulando la condizione di profughi, ma senza esserlo, com&#8217;\u00e8 provato anche dalla percentuale schiacciante di giovani maschi, con poche donne e pochissime famiglie; o se il suo vero dovere non sarebbe, invece, quello di predicare agli africani e agli asiatici di restare nei loro Paesi, presso le loro famiglie, lavorando per migliorare le condizioni di vita e per utilizzare bene le risorse, ingenti, che il Nord del mondo destina allo sviluppo del Sud, e che vanno un larga misura perse fra le maglie della corruzione dei loro regimi politici. Invece di favorire gli scafisti, come fanno tanti preti buonisti ed incoscienti, nel traghettare i migranti attraverso il Mediterraneo, il clero farebbe bene a impegnarsi per responsabilizzare i popoli del Terzo Mondo e far capire loro che devono prendere in mano il proprio destino, non inseguire il mito fasullo di un&#8217;Europa ove troveranno automaticamente la ricchezza. E che dire, poi, del fatto che i migranti sono al 90% di fede islamica e la neochiesa di Bergoglio non solo non pu\u00f2, ma proprio non vuole convertirli? Anche qui c&#8217;\u00e8 una differenza stridente con la situazione del IV secolo d. C., quando la Chiesa aveva sia la capacit\u00e0, sia la volont\u00e0, di convertire i popoli che penetravano oltre il <em>limes<\/em>.<\/p>\n<p>La seconda cosa che resta da vedere \u00e8 se i cattolici si siano chiariti le idee circa il Regno di Dio: se, cio\u00e8, vogliono davvero realizzarlo in <em>questo<\/em> mondo, nel qual caso non sono altro che marxisti e rivoluzionari travestiti da cattolici, o se, pur nell&#8217;amore del prossimo e della giustizia, si ricordano le parole di Ges\u00f9, che quel regno <em>non<\/em> \u00e8 di questo mondo, e che il mondo, al contrario \u00e8 in gran parte sotto il potere di satana. Questa lacerazione \u00e8 implicita nella coscienza cristiana, ma \u00e8 divenuta drammatica a partire dal Vaticano II, quando la Chiesa ha voluto <em>andare verso il mondo<\/em>, facendo propria, sostanzialmente, e perfino in teologia, la prospettiva antropologica. Qui il chiarimento dovr\u00e0 aver luogo non tanto fra la Chiesa e lo Stato, ma fra la vera Chiesa cattolica e quella falsa, apostatica e massonica, che si spaccia per la vera e pretende di parlare a suo nome. L&#8217;appello alle coscienze del falso papa Bergoglio, affinch\u00e9 <em>tutti<\/em> i migranti siano accolti e le chiese si trasformino in dormitori, sale mensa e gabinetti per i migranti islamici, dietro i veli di un falso vangelo che \u00e8, in realt\u00e0, il tradimento del Vangelo e il suicidio della Chiesa e del cristianesimo, si basa su una falsa premessa: che la Chiesa abbia il dovere di costruire qui, ora, la citt\u00e0 ideale. Bergoglio, forse, non ha mai meditato sant&#8217;Agostino, il primo filosofo della storia: la citt\u00e0 terrena e la citt\u00e0 di Dio sono incompatibili, perch\u00e9 una si regge sull&#8217;amor di s\u00e9, l&#8217;altra su quello di Dio. Perci\u00f2 si deve scegliere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La svolta migrazionista della neochiesa di Bergoglio \u00e8 qualcosa d&#8217;intollerabile, qualcosa che indigna, non solo per ci\u00f2 che rappresenta in se stessa, ma anche per l&#8217;invasione<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30174,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[81],"tags":[109,117,157,216],"class_list":["post-29017","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-francesco","tag-chiesa-cattolica","tag-dio","tag-gesu-cristo","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-papa-francesco.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29017","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29017"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29017\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30174"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29017"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29017"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29017"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}