{"id":29015,"date":"2019-05-03T12:31:00","date_gmt":"2019-05-03T12:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/03\/star-bene-star-male-e-se-ripartissimo-da-qui\/"},"modified":"2019-05-03T12:31:00","modified_gmt":"2019-05-03T12:31:00","slug":"star-bene-star-male-e-se-ripartissimo-da-qui","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/05\/03\/star-bene-star-male-e-se-ripartissimo-da-qui\/","title":{"rendered":"Star bene, star male: e se ripartissimo da qui?"},"content":{"rendered":"<p>Quando una persona sta male, ci sono in sostanza due maniere di considerare la cosa. La prima \u00e8 quella di andare a caccia della malattia partendo dai sintomi, e di prescrivere le cure e i farmaci da assumere in base al significato generale che ai sintomi viene attribuito. \u00c8 la via della medicina occidentale accademica, quella che viene insegnata nelle nostre universit\u00e0 e che \u00e8, di fatto, un&#8217;idea sintomatica della medicina. In pratica, anche se \u00e8 ben chiara la distinzione fra sintomi e malattia, e anche se il medico sa benissimo che il sintomo non \u00e8 che la spia della malattia, i sintomi vengono aggrediti come se fossero la malattia, e si cerca di farli sparire nel modo pi\u00f9 efficace ed energico possibile; se i sintomi spariscono, si pensa di aver debellato la malattia. La seconda maniera \u00e8 quella di chiedersi perch\u00e9 la malattia sia insorta e che cosa i sintomi stiano indicando: non la malattia in se stessa, ma lo squilibrio, fisico e psichico, da cui la malattia \u00e8 stata originata. \u00c8 la via della medicina naturale, che si articola in svariate forme, scuole e indirizzi, alcuni validissimi, altri discutibili o perfino ciarlataneschi. Ma il fatto che ci siano in giro dei ciarlatani, autorizza a gettare tutto quanto nel cestino? Sarebbe come abolire la rete informatica perch\u00e9 alcuni siti sono truffaldini. E poi, siamo sicuri che non vi siano aspetti ciarlataneschi anche nella medicina accademica? Con tutti i loro camici bianchi e il loro sussiego scientifico, o piuttosto scientista, i medici accademici con i loro farmaci chimici, coi loro interventi chirurgici e con le loro asettiche strutture sanitarie, sono la causa, diretta o indiretta, del 30% delle malattie esistenti: le cosiddette malattie iatrogene. Non \u00e8 un dato di cui la medicina accademica possa andar fiera, anche se preferisce ignorarlo.<\/p>\n<p>E ora torniamo allo star male. In effetti, la malattia viene concepita troppo spesso come una realt\u00e0 definita in se stessa, contrapposta alla salute; ma questo \u00e8 un errore. La malattia esiste, ma non \u00e8 altro che la perdita della salute; \u00e8 la salute che definisce la malattia, mentre non \u00e8 vero il contrario. Lo stato normale \u00e8 la salute, non la malattia. Si dir\u00e0 che non \u00e8 vero; che lo stato normale dell&#8217;organismo \u00e8 proprio la malattia: ma ne siamo sicuri? Se un tipo di vita che provoca la perdita della salute, fa ammalare la gente, abbiamo il diritto d&#8217;inferire da ci\u00f2 che la malattia \u00e8 la condizione abituale? Evidentemente no. La malattia \u00e8 un termine convenzionale per designare un concetto negativo, la mancanza di salute; ma \u00e8 la salute il termine positivo a partire dal quale si parla della malattia. Analogamente, noi diciamo che il male \u00e8 il contrario del bene, e siamo portati a pensare che <em>bene<\/em> e <em>male<\/em> sono concetti di pari consistenza ontologica; ma \u00e8 falso. Il male \u00e8 sempre e solo mancanza di bene; \u00e8 un bene minore rispetto al bene maggiore, o un&#8217;assenza totale di bene: ma lo si pu\u00f2 definire solo per privazione, non per affermazione. Il bene s\u00ec, esiste indipendentemente dal male, perch\u00e9 possiede una sua consistenza ontologica. Quelli che dicono che Dio, se esiste, deve essere sia il bene che il male, altrimenti non sarebbe tutto, cio\u00e8 non sarebbe pi\u00f9 Dio, pretendono che Dio sia ci\u00f2 che si pu\u00f2 definire per analogia con l&#8217;uomo; mentre \u00e8 vero il contrario, che l&#8217;uomo \u00e8 fatto a immagine di Dio, ma non Dio a immagine dell&#8217;uomo. Il demonio, cio\u00e8 l&#8217;essere pi\u00f9 malvagio in assoluto, \u00e8 pur sempre un angelo decaduto: un bene che ha cessato di essere tale, per sua libera scelta. Quanto alla malattia, l&#8217;averle attribuito una consistenza ontologica che non possiede \u00e8 alla radice di molti equivoci. Il primo dei quali \u00e8 fare della malattia una categoria ipostatica, mentre, di fatto, esistono <em>le<\/em> malattie, ciascuna diversa dall&#8217;altra e ciascuna specifica di quel singolo organismo, di quella singola persona. La salute s\u00ec, esiste in assoluto: \u00e8 il perfetto funzionamento dell&#8217;organismo e il pieno equilibro psico-fisico della persona. Mentre la malattia no, non esiste in assoluto: esiste una certa malattia, oppure esiste un&#8217;altra malattia; ma non esistono due malattie uguali in due soggetti diversi, perch\u00e9 ciascun essere umano soffre la propria forma di malattia, originata da cause specifiche, che sono sue e soltanto sue. Perfino nel caso di una malattia contagiosa: non si tratta dello stesso morbillo, n\u00e9 dello stesso vaiolo, n\u00e9 dello stesso colera; perch\u00e9 resta il fatto che non tutti si ammalano e non tutti si ammalano allo stesso modo. Ci\u00f2 significa che la malattia insorge quando un certo organismo ha perso la capacit\u00e0 di difendersi dalle aggressioni, virali in questo caso; il che \u00e8 la spia di uno squilibrio omeostatico, di una perdita di armonia complessiva nel dinamismo psico-fisico dell&#8217;individuo. Non ci sono due morbilli uguali, come non ci sono due mal di testa uguali; ci sono dei stintomi di una perdita della salute, che sono propri di quel certo individuo, e che attestano un evento unico e irripetibile, proprio di quella persona.<\/p>\n<p>Scrivevano Brian Inglis e Ruth West nella loro fortunata <em>Guida alla medicina alternativa<\/em> (titolo originale: <em>The Alternative Health Guide<\/em>, Londra, 1983; trad. it. Milano, 1984, p. 303):<\/p>\n<p><em>STAR MALE<\/em><\/p>\n<p><em>In &quot;Stress senza paura&quot;, Hans Selye ricorda che quando era studente di medicina a Praga, i degenti presentavano alcuni sintomi ricorrenti: &quot;Avevano l&#8217;aspetto di malati e stavano male, avevano la lingua patinosa, lamentavano dolori pi\u00f9 o meni diffusi alle articolazioni, disturbi intestinali e disappetenza. Avevano quasi tutti la febbre (e a volte, confusione mentale), milza o fegato ingrossati, tonsille infiammate, esantemi e via dicendo&quot;. Selye scopr\u00ec e non riusc\u00ec a capirne la ragione, che i suoi professori ignoravano questi sintomi. Era importante trovare un rimedio per le dovere malattie, ma a lui, ancora studente pareva pi\u00f9 importante conoscere il meccanismo dello &quot;star male&quot; e individuare i mezzi per curare questa &quot;sindrome generale dello star male che sembra sovrapporsi a tutte le malattie&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>TRATTAMENTO ORTODOSSO<\/em><\/p>\n<p><em>La sindrome dello &quot;star male&quot;, pur essendo diffusa, non ha attirato l&#8217;attenzione dei medici. In genere, la sindrome non \u00e8 neppure considerata un problema medico &#8212; o, almeno, non un problema tale da riguardare i medici. Ci sono tutte le probabilit\u00e0, per chi vada dal medico con i sintomi descritti da Selye e senza alcuna malattia specifica, di essere considerato ipocondriaco o scocciatore.<\/em><\/p>\n<p><em>TRATTAMENTO ALTERNATIVO<\/em><\/p>\n<p><em>I terapeuti naturali considerano la sindrome dello &quot;star male&quot; importante per molte ragioni. Secondo il loro modo di vedere costituisce un segnale della condizione del paziente. Pur non indicando una &quot;causa&quot; specifica fornisce quel tipo di informazione che aiuta a rispondere alla domanda che il medico scozzese J. L. Halliday si poneva quasicinquant0anni fa in &quot;Psychosocial Medicine&quot;: &quot;Perch\u00e9 questa persona si \u00e8 ammalata in questo modo? Che tipo di persona p\u00e8 quella che soffre di questo tipo di malattia? Perch\u00e9 si \u00e8 ammalata quando le \u00e8 capitato?&quot;. Solo cercando di dare risposte a queste domande e ad altre similari si possono individuare le misure efficaci da applicare per una medicina preventiva. Che un terapeuta naturale segua o no il criterio di Halliday dipende da molte variabili: l&#8217;intensit\u00e0 di interesse che ha per le misure preventive (in particolare quelle che tengono conto dello stress a casa o sul lavoro); la quantit\u00e0 di tempo che pu\u00f2 dedicare ai pazienti; il tipo di terapia praticata. Davanti a questa sindrome il terapeuta tender\u00e0 a &quot;lasciare che la natura faccia il suo corso&quot;. Se ci ammaliamo \u00e8 perch\u00e9, per qualche ragione, abbiano bisogno di essere malati; si prescriver\u00e0 riposo, una dieta equilibrata.<\/em><\/p>\n<p><em>CURE NATURALI<\/em><\/p>\n<p><em>O terapeuti naturali non considerano i sintomi un disturbo da sopprimere, ma un segno che il meccanismo omeostatico del corpo funziona e svolge il suo compito di combattere la malattia. I naturopati, per esempio, sottolineano l&#8217;importanza di una dieta equilibrata, consigliano di evitare il fumo e di compiere regolari esercizi (alcuni consigliano anche di liberarsi dallo stress, altri fanno meno caso ai problemi emotivi che giudicano al di fuori del loro campo). I naturopati prescriveranno palliativi per calmare il dolore l&#8217;irritazione, ma non per tentare di eliminare la tosse, fermare la diarrea o far sparire un esantema. Consiglieranno di rivolgervi a una di quelle terapie che trattano lo squilibrio energetico come la terapia della polarit\u00e0, l&#8217;agopuntura o le tecniche metamorfiche.<\/em><\/p>\n<p><em>SISTEMI GENERALI.<\/em><\/p>\n<p><em>I rimedi omeopatici vengono prescritti nel trattamento della sindrome dello &quot;star male&quot; perch\u00e9 si ritiene che lavorino in conformit\u00e0 con il sistema omeostatico del corpo senza rischiare di soverchiarlo<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque, non sarebbe il caso di ripartire dalla semplice constatazione dello star bene e dello star male, invece di costruire tutto un concetto di medicina, tutta una filosofia medica, intorno alla battaglia contro la malattia? Prima di lanciare crociate contro la malattia, prima di prescrivere farmaci, ricoveri, terapie e interventi chirurgici, non sarebbe meglio chiedersi perch\u00e9 quella certa persona presenta quei tali sintomi, e di che cosa essi sono la spia? Non aiuta dire che segnalano la malattia: al contrario, sarebbe pi\u00f9 utile partire dalla via opposta: quella persona sta male; e il male si manifesta attraverso quei sintomi. Dunque, i sintomi sono preziosi per chiedersi per quale ragione quella persona stia male. La stessa persona, un anno fa, sei mesi fa, due settimane fa, stava bene; eppure conduceva una vita simile a quella che conduce adesso. Stesse abitudini, stesso lavoro, stessa alimentazione, stessa attivit\u00e0, o mancanza di attivit\u00e0, fisica. \u00c8 stata contagiata da una malattia virale? Ma i virus circolano sempre nell&#8217;aria e in ogni tipo di ambiente; eppure, fino a due settimane fa, quella persona stava bene, mentre ora sta male. La persona con cui ella vive si \u00e8 ammalata, e le ha trasmesso la malattia? Ma altre volte il paziente si \u00e8 trovato a vivere accanto a persone malate, e non si \u00e8 ammalato per niente. Allora diciamo che ha preso freddo. Benissimo; ma altre volte aveva preso freddo eppure non era stato male. Dove ci portano questo ragionamenti? Ci portano alla conclusione che c&#8217;\u00e8 sempre un evento specifico, unico e irripetibile, che determina lo star male; e che non \u00e8 necessariamente un motivo di tipo organico. Pu\u00f2 essere anche un motivo di tipo psicologico o affettivo: uno shock, per esempio, un trauma, una forte emozione. R. G. Hamer dice che questa \u00e8 la genesi dei tumori: lo squilibro psico-fisico causato da una forte emozione. Pi\u00f9 in generale, ci sembra ragionevole ipotizzare che noi stiamo bene finch\u00e9 la nostra mente e il nostro corpo sono in equilibrio reciproco e finch\u00e9 sia l&#8217;una che l&#8217;altro sono in equilibrio con l&#8217;ambente, sia fisico che psichico. Se si verifica una rottura nell&#8217;equilibrio; se, ad esempio quell&#8217;individuo spende pi\u00f9 energie di quante ne possa produrre per ricostituire quelle consumate, tanto sul piano fisico che sul piano motivo e psicologico, allora comincia a star male. Non diciamo: comincia ad ammalarsi, che sarebbe gi\u00e0 un&#8217;inferenza un po&#8217; azzardata. Diciamo che comincia a star male, il che esprime la constatazione di un dato di fatto: quella persona sta male, ha perduto il proprio equilibrio. E prima di precipitarsi per aiutarla a ricostituirlo, \u00e8 bene domandarsi che cosa l&#8217;abbia portata in quella situazione. Pu\u00f2 anche darsi che si tratti di una &quot;protesta&quot; dell&#8217;inconscio, di una rivolta della parte inascoltata dell&#8217;io: in altri termini, lo star male \u00e8 l&#8217;estremo rimedio che l&#8217;organismo ha adottato per costringere l&#8217;io cosciente a prendere atto che stava chiedendo all&#8217;organismo pi\u00f9 di quanto esso, con la miglior buona volont\u00e0, fosse in grado di dare. Oppure \u00e8 un modo di staccare la spina e farsi coccolare, se non dagli altri, dall&#8217;io cosciente: solo cos\u00ec, forse, sar\u00e0 possibile far capire all&#8217;io cosciente che l&#8217;organismo \u00e8 stanco e ha bisogno di riposo. In linea generale, il primo medico \u00e8 la natura. Se l&#8217;organismo viene sollevato dalle abitudini sbagliate, dal sovraccarico di lavoro, da tutto ci\u00f2 che, a lungo andare, fa star male, la salute torna spontaneamente, a meno che l&#8217;equilibrio complessivo non sia stato troppo compromesso. \u00c8 questione di tempi: se la voce dell&#8217;organismo viene ascoltata ai primi sintomi, la guarigione sar\u00e0 relativamente semplice; ma se viene trascurata a lungo, le possibilit\u00e0 di ripresa saranno minori e, in ogni caso, richiederanno pi\u00f9 tempo.<\/p>\n<p>Giungiamo cos\u00ec, ancora e sempre, alla stessa conclusione: il nostro obiettivo, non solo dei medici, ma di ciascuno di noi, deve essere star bene; e per star bene bisogna condurre una vita sana tanto sul piano fisico che su quello emozionale; inoltre, se l&#8217;organismo manda dei segnali di affaticamento, bisogna ascoltarli, fermarsi e favorire una ricostituzione delle energie. Favorire, non operare: \u00e8 la natura che opera, noi siamo gi\u00e0 &quot;bravi&quot; se non frapponiamo ostacoli alla sua azione restauratrice. Va da s\u00e9 che, in questa visione, \u00e8 meglio assumere sostanze naturali piuttosto che chimiche, perch\u00e9, in linea ordinaria, l&#8217;organismo ha bisogno di sostanze naturali per medicare se stesso, laddove la chimica opera una invasione massiccia e brutale che, se giova nella lotta a quei tali sintomi, inevitabilmente sposta il problema in un altro ambito, ma non lo risolve. E questo perch\u00e9 non sono le medicine che guariscono, ma \u00e8 l&#8217;organismo che si auto-guarisce. Tutto sta a capire cosa ha originato lo squilibrio. Siamo assai bravi a mentire a noi stessi e a nasconderci la verit\u00e0; ma il nostro organismo non mente. I sintomi del malessere lo rivelano: sta a noi, a quel punto, chiederci <em>perch\u00e9<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando una persona sta male, ci sono in sostanza due maniere di considerare la cosa. 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