{"id":29014,"date":"2011-07-08T04:11:00","date_gmt":"2011-07-08T04:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/07\/08\/ce-una-stanza-perduta-nel-palazzo-della-nostra-anima-che-invano-cerchiamo-di-ritrovare\/"},"modified":"2011-07-08T04:11:00","modified_gmt":"2011-07-08T04:11:00","slug":"ce-una-stanza-perduta-nel-palazzo-della-nostra-anima-che-invano-cerchiamo-di-ritrovare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/07\/08\/ce-una-stanza-perduta-nel-palazzo-della-nostra-anima-che-invano-cerchiamo-di-ritrovare\/","title":{"rendered":"C\u2019\u00e8 una stanza perduta nel palazzo della nostra anima, che invano cerchiamo di ritrovare"},"content":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 una stanza perduta?<\/p>\n<p>\u00c8 una stanza che non si riesce pi\u00f9 a trovare, cos\u00ec come certi marinai, al tempo delle navi a vela, dicevano di aver visto delle isole che, in seguito, non vennero mai pi\u00f9 ritrovate.<\/p>\n<p>Nel romanzo dell&#8217;esoterista Gustav Meyrink, \u00abIl Golem\u00bb (1914), si parla di una casa nel ghetto di Praga in cui talvolta, dall&#8217;esterno, col buio, si vedeva brillare una finestra; ma poi, dall&#8217;interno, si scopriva che quella stanza non poteva esistere, perch\u00e9 nessuna porta, nessun appartamento esistevano in corrispondenza della luce che si poteva scorgere gi\u00f9, dalla strada.<\/p>\n<p>Anche lo scrittore irlandese Fritz-James O&#8217;Brien, nel 1858, aveva scritto un racconto su un soggetto analogo: \u00abThe Lost Room\u00bb, una delle sue cose migliori, evocando atmosfere tenebrose e allucinate e orribili fantasmi che irrompono nella dimensione ordinaria.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 possibile che, al di l\u00e0 di questi miti e di questa letteratura, la Stanza Perduta esista davvero in ognuno di noi, nelle profondit\u00e0 semisconosciute della nostra anima?<\/p>\n<p>Che significato, che valore, che peso essa pu\u00f2 avere nella nostra vita, nell&#8217;insieme del nostro cammino spirituale?<\/p>\n<p>E, prima ancora: se si tratta di una Stanza Perduta, di una stanza che non ci \u00e8 dato pi\u00f9 di ritrovare, come facciamo a sapere che essa esiste realmente, che esiste ancora; come facciamo a sapere che non si tratta soltanto di un sogno, di un desiderio, di una allucinazione?<\/p>\n<p>E, quindi, perch\u00e9 mai dovrebbe avere una qualche importanza per noi una cosa che non si sa neppure se esista; di cui non si pu\u00f2 affermare nulla, se non che essa si manifesta come vuoto, come assenza nella nostra vita?<\/p>\n<p>Se vogliamo paragonare la nostra anima a un palazzo con numerose stanze, alcune buie e tenebrose, altre, via via che si sale verso l&#8217;alto, ariose e luminose, che importanza potrebbe fare se ve n&#8217;\u00e8 anche una cui non possiamo accedere, della quale abbiamo smarrito la chiave?<\/p>\n<p>Invece di importanza ne fa, e molta.<\/p>\n<p>Quanto all&#8217;apparente stranezza di andare alla ricerca di una cosa che potrebbe anche non esistere, \u00e8 un rischio da correre: quando i grandi navigatori dei secoli passati si mettevano per mare alla ricerca di nuovi passaggi verso gli altri continenti, essi non facevano che seguire un&#8217;intuizione, qualche calcolo azzardato o forse, semplicemente, una speranza.<\/p>\n<p>Eppure non si pu\u00f2 dire che le loro imprese non abbiano prodotto risultati decisivi per la conoscenza umana, anche se non sempre essi hanno trovato quel che cercavano, ma qualcosa di nuovo e di diverso, qualcosa di assolutamente inaspettato.<\/p>\n<p>Cercare la propria Stanza Perduta \u00e8 come cercare un ricordo che ci sfugge, un frammento, una scintilla di ci\u00f2 che sappiamo esistere, anche se, forse, non nei modi che noi crediamo e anche se potemmo arrivarci in tempi diversi da quelli che desideriamo.<\/p>\n<p>Trovare una cosa che si cercava e scoprire che \u00e8 diversa, molto diversa da come ce l&#8217;eravamo immaginata, vuol dire aver trovato una cosa nuova, oppure &#8211; semplicemente &#8211; \u00e8 un&#8217;occasione per comprendere che noi abbiamo ancora tanto da imparare, e che tanto possiamo effettivamente imparare, purch\u00e9 ci mettiamo nel giusto atteggiamento di umilt\u00e0 e di apertura?<\/p>\n<p>E trovare una cosa che cercavamo, quando ormai non ci speravamo pi\u00f9, oppure quando sono passati molti, moltissimi anni dall&#8217;inizio della nostra ricerca, allorch\u00e9 noi siamo divenuti, nel frattempo, delle persone in gran parte diverse da quel che eravamo allora, \u00e8 altrettanto significativo che se l&#8217;avessimo trovata subito?<\/p>\n<p>Oppure \u00e8 una beffa del destino, o che cosa?<\/p>\n<p>Per esempio: trovare l&#8217;anima gemella quando non abbiamo pi\u00f9 la giovinezza, n\u00e9 la bellezza, n\u00e9 la freschezza, si deve considerare come una amara beffa del destino, oppure pu\u00f2 ancora offrirci una preziosa occasione di bene, quasi d&#8217;una rinascita?<\/p>\n<p>Sono domande difficili, alle quali non esiste, crediamo, una risposta univoca.<\/p>\n<p>Ciascun uomo che sia costantemente alla ricerca, ciascun \u00abhomo viator\u00bb, costituisce una storia misteriosa, una storia sacra: e chi mai potrebbe giudicare, dall&#8217;esterno, se egli abbia trovato, oppure no, quel che cercava; quel che pi\u00f9 o meno oscuramente sentiva mancargli?<\/p>\n<p>Lui solo potrebbe dirlo e, perfino lui, solo ad una precisa condizione: che i suoi occhi si siano veramente aperti e che ad aprirli abbia contribuito l&#8217;aiuto che viene dall&#8217;alto, l&#8217;aiuto della Grazia, senza il quale noi non possiamo fare nulla.<\/p>\n<p>Quando la vista interiore si attiva e i nostri occhi incominciano davvero a vedere, solo allora possiamo scorgere con chiarezza se ci siamo avvicinati almeno un poco alla meta, se abbiamo incominciato a colmare il grande vuoto della nostra anima, caricandolo di buone merci e non di inutile zavorra o, peggio, d&#8217;immondizie ed escrementi, che la nostra inconsapevolezza ci aveva fatto scambiare per oggetti preziosi.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 questo che avviene alle anime inconsapevoli: fanno tanta strada oppure poca, ma, in entrambi i casi, senza ricavarne alcun frutto; ammassano grandi quantit\u00e0 di merci nei loro forzieri, ma tutte dozzinali, scadenti o addirittura dannose; credono di aver capito molto, di sapere molto, d&#8217;essere giunte in vetta, mentre invece non hanno compreso nulla di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e, quel che \u00e8 pi\u00f9 grave, non riescono neppure a rendersene conto, anzi si vantano e gonfiano il petto, atteggiandosi a superbe conquistatrici.<\/p>\n<p>Solo l&#8217;anima a cui la Grazia ha aperto la seconda vista, solo quell&#8217;anima \u00e8 in grado di comprendere il valore di ci\u00f2 che ha trovato e solo essa riesce a dare un senso all&#8217;evento, anche se esso ha luogo molto, moltissimo tempo dopo l&#8217;inizio della ricerca: perch\u00e9 essa soltanto sa che l&#8217;essenziale \u00e8 essere rimasta fedele a se stessa, non avere tentennato n\u00e9 ceduto a compromessi, pagando il prezzo della propria coerenza senza protestare.<\/p>\n<p>Ma, tornando alla Stanza Perduta, ecco perch\u00e9 essa \u00e8 cos\u00ec importante: perch\u00e9 \u00e8 la Stanza del Tesoro, del nostro tesoro pi\u00f9 intimo e prezioso.<\/p>\n<p>Il palazzo in cui abitiamo possiede innumerevoli stanze, scale, corridoi: nessuno ha mai contato quanti siano i locali, quanti i passaggi, quanti i piani che si slanciano verso l&#8217;alto e quanti quelli che si sprofondano al di sotto delle cantine.<\/p>\n<p>Forse i piani pi\u00f9 alti sfiorano il Cielo e forse quelli pi\u00f9 bassi si spingono sino all&#8217;Inferno: nessuno pu\u00f2 dirlo, perch\u00e9 nessuno mai si \u00e8 spinto fino in cima, ammesso che una cima esista; e nessuno mai \u00e8 penetrato sino all&#8217;ultimo sotterraneo, anche se alcuni si vantano di averlo fatto.<\/p>\n<p>Poveri sciocchi, assomigliano ad una formica che si vanti di essere giunta il cima alla montagna pi\u00f9 alta della Terra, solo perch\u00e9 \u00e8 riuscita ad arrampicarsi sopra una roccia; o, viceversa, ad una formica che proclami di aver raggiunto la grotta pi\u00f9 profonda di tutte, mentre \u00e8 arrivata appena in fondo a un pozzo di pochi metri.<\/p>\n<p>Sia come sia, nessuno sa quante stanze possieda il palazzo della nostra anima e nessuno pu\u00f2 dire quanto in alto e quanto in basso si spinga; ma \u00e8 certo che ogni palazzo possiede una Stanza Perduta, per una ragione molto semplice: \u00e8 quella in cui abitavamo da bambini.<\/p>\n<p>Forse c&#8217;\u00e8 anche un Giardino Segreto, nel nostro palazzo, e anch&#8217;esso ha a che fare con gli anni lontani della nostra infanzia&#8230; ma questo \u00e8 un altro discorso.<\/p>\n<p>La Stanza Perduta esiste, perch\u00e9 un tempo vivevamo in essa; ma poi sono successe cos\u00ec tante cose, e noi stessi siamo cambiati cos\u00ec profondamente, che non solo ne abbiamo smarrito la memoria, ma talvolta arriviamo a dubitare se essa sia mai esistita o se non si tratti solamente di un sogno, di un falso ricordo.<\/p>\n<p>Qui, per inciso, si affaccia un problema filosofico troppo grande per essere affrontato, e meno ancora risolto, nel breve spazio di qualche riga: se, cio\u00e8, quell&#8217;io che eravamo un tempo sia lo stesso che siamo diventati ora.<\/p>\n<p>Non \u00e8 affatto scontato che la risposta sia affermativa, a dispetto di Cartesio e di tutte le antropologie fondate sul presupposto del &quot;sum&quot;, perch\u00e9 bisognerebbe vedere cosa sia questo &quot;sum&quot; nel corso del tempo, cosa divenga e, soprattutto, se sia lecito assolutizzarlo, permanentizzarlo, mentre ogni cosa intorno ad esso rivela il suo carattere impermanente.<\/p>\n<p>Tuttavia sar\u00e0 meglio rimandare la questione ad altro momento e procedere COME SE la risposta fosse affermativa, perch\u00e9, nella presente indagine, possiamo anche ammettere, come ipotesi di lavoro, che ci\u00f2 sia sostanzialmente ininfluente.<\/p>\n<p>Noi, dunque, da bambini, eravamo i fortunati inquilini della Stanza del Tesoro, della stanza che ora non riusciamo pi\u00f9 a ritrovare; n\u00e9 mai potremo sperare di ritornarvi COS\u00cc COME ERAVAMO ALLORA, perch\u00e9, come disse Eraclito, non ci si pu\u00f2 bagnare due volte nella stessa acqua.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, se la nostra ricerca sar\u00e0 stata onesta e se il nostro sguardo si sar\u00e0 conservato limpido, nonostante tutte le cadute e nonostante tutte le delusioni, allora ci sar\u00e0 forse dato di ritrovare la Stanza Perduta, ma su un nuovo e superiore piano di consapevolezza.<\/p>\n<p>Vale a dire che quanto, da bambini, sentivamo con naturalezza e ci appariva come perfettamente possibile, anche se meraviglioso (era possibile, ad esempio, che una fata buona potesse darci la felicit\u00e0 con la sua bacchetta magica, anche se una tale idea ci riempiva d&#8217;immenso stupore), ora lo possiamo riconquistare, ma su un nuovo livello di realt\u00e0, avendo dovuto attraversare l&#8217;arido deserto della Terra di Nessuno, ove i sogni pi\u00f9 belli impallidiscono e muoiono, se colui che li sogna non supera la prova della fedelt\u00e0 verso se stesso.<\/p>\n<p>Attenzione: non stiamo facendo l&#8217;ennesimo elogio, melenso e irrealistico, dell&#8217;infanzia come et\u00e0 dell&#8217;innocenza: il bambino, infatti, \u00e8 tutt&#8217;altro che &quot;innocente&quot;; per\u00f2 lui, e soltanto lui, possiede il dono di accostarsi alle cose aderendovi incondizionatamente.<\/p>\n<p>Nessun adulto vi riesce con altrettanta, assoluta naturalezza: solo per il bambino non vi \u00e8 alcun diaframma fra lui e le cose; mentre l&#8217;adulto vi inserisce sempre una distanza, che \u00e8 fatta di pensiero strumentale e calcolante.<\/p>\n<p>Ecco svelata, dunque, tutta l&#8217;importanza di riscoprire la strada che conduce alla Stanza Perduta, di ritrovarne la chiave e di aprire nuovamente la sua porta, facendovi entrare, dopo anni e anni di buio e di abbandono, l&#8217;aria fresca e la luce del sole.<\/p>\n<p>Accedere ancora una volta alla Stanza del Tesoro significa demolire i diaframmi che, con l&#8217;uso e l&#8217;abuso della ragione strumentale e calcolante, abbiamo inserito fra noi e le cose, fra noi e il mondo e perfino fra noi e noi stessi, la nostra parte pi\u00f9 vera e profonda; vuol dire ritrovare la strada di casa, la casa dell&#8217;essere.<\/p>\n<p>Senza la chiave di quella stanza, noi siamo come morti; e, per quanto possiamo aggirarci da una stanza all&#8217;altra, ci manca ancora e sempre ci mancher\u00e0 la cosa pi\u00f9 importante di tutte, la sola che fa di noi delle creature dal cuore di carne.<\/p>\n<p>Dona a noi, o Dio &#8211; cos\u00ec prega il profeta Ezechiele &#8211; un cuore nuovo, un cuore di carne; metticelo nel petto al posto del nostro cuore di pietra.<\/p>\n<p>Abbiamo bisogno di un cuore di carne, che senta, che pianga, che rida, che si commuova profondamente davanti all&#8217;incommensurabile splendore del mondo; non possiamo continuare a vivere con il nostro cuore di pietra, che non sente, non vede, non capisce.<\/p>\n<p>Vivere con il cuore di pietra non \u00e8 vivere, \u00e8 come morire ogni giorno.<\/p>\n<p>\u00c8 per ci\u00f2 che abbiamo bisogno della Grazia.<\/p>\n<p>Da soli, non saremmo mai capaci di sostituire il nostro vecchio cuore di pietra con il nuovo cuore di carne.<\/p>\n<p>E questa \u00e8 la nostra preghiera; questa \u00e8 la nostra vita di viandanti dai piedi feriti, che vagano senza pace, alla ricerca della strada di casa: una vita che \u00e8 una continua preghiera.<\/p>\n<p>O la vita \u00e8 una preghiera, oppure non \u00e8 vera vita.<\/p>\n<p>Amen.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos&#8217;\u00e8 una stanza perduta? \u00c8 una stanza che non si riesce pi\u00f9 a trovare, cos\u00ec come certi marinai, al tempo delle navi a vela, dicevano<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30163,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[25],"tags":[92],"class_list":["post-29014","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-letteratura","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-letteratura.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29014","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=29014"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29014\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30163"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=29014"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=29014"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=29014"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}