{"id":28999,"date":"2013-10-22T10:55:00","date_gmt":"2013-10-22T10:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/10\/22\/se-lo-spirito-viene-meno-alla-propria-liberta-nella-verita-si-ammala-e-inaridisce\/"},"modified":"2013-10-22T10:55:00","modified_gmt":"2013-10-22T10:55:00","slug":"se-lo-spirito-viene-meno-alla-propria-liberta-nella-verita-si-ammala-e-inaridisce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2013\/10\/22\/se-lo-spirito-viene-meno-alla-propria-liberta-nella-verita-si-ammala-e-inaridisce\/","title":{"rendered":"Se lo spirito viene meno alla propria libert\u00e0 nella verit\u00e0, si ammala e inaridisce"},"content":{"rendered":"<p>Lo spirito \u00e8 libert\u00e0: se cos\u00ec non fosse, lo spirito non sarebbe spirito, cio\u00e8 non sarebbe se stesso: perch\u00e9 solo nella libert\u00e0 lo spirito pu\u00f2 attuarsi; ove regna la necessit\u00e0 cieca, lo spirito \u00e8 in esilio &#8212; o scompare.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, non una libert\u00e0 qualsiasi caratterizza la vita dello spirito, ma solo il retto esercizio della libert\u00e0, che \u00e8 &#8212; n\u00e9 potrebbe essere diversamente &#8211; tensione verso la verit\u00e0; ogni altro esercizio della libert\u00e0 sarebbe illusorio. La verit\u00e0 essendo suprema garanzia di giustizia, vere sono le cose che ad essa si adeguano, che essa ricercano, che verso di essa si protendono; vera \u00e8 la bellezza, vera la bont\u00e0, vera la libert\u00e0 che in essa trova la propria destinazione e la propria ragione ultima, la propria causa finale. Una libert\u00e0 che neghi la propria relazione primaria, ontologica, con la verit\u00e0, non sarebbe libert\u00e0, ma disordine; e cos\u00ec pure una libert\u00e0 che non abbia di mira il riconoscimento e la realizzazione della verit\u00e0, ma la mera soddisfazione di bisogni soggettivi e di esigenze contingenti.<\/p>\n<p>La vita dello spirito \u00e8 libert\u00e0 perch\u00e9 \u00e8 evoluzione, scelta e rischio: solo ci\u00f2 che \u00e8 libero pu\u00f2 evolvere (o involvere), pu\u00f2 scegliere e pu\u00f2 mettersi in gioco, rischiando; uno spirito che rimanesse sempre uguale a se stesso, che non avesse facolt\u00e0 di scelta, n\u00e9 possibilit\u00e0 di rischio, sarebbe uno spirito pietrificato: vale a dire che non sarebbe uno spirito, ma una cosa inerte, un cadavere.<\/p>\n<p>L&#8217;evoluzione dello spirito \u00e8 quella da forma a persona, come gi\u00e0 indicato, tra gli altri, dal filosofo Romano Guardini: la forma che distingue lo spirito dalle altre forme, la persona che corrisponde alla conquista della personalit\u00e0 da parte di se medesima, ossia all&#8217;autodeterminazione della forma in una struttura cosciente, volitiva, tendente ad un fine razionale che ad essa \u00e8 connaturato. Tale fine non pu\u00f2 essere che la verit\u00e0, e il mezzo idoneo per tendere ad essa non pu\u00f2 essere che l&#8217;esercizio della libert\u00e0. Ora, la libert\u00e0 implica la scelta e, con essa, la possibilit\u00e0 dell&#8217;errore, dunque il rischio. Non si tratta semplicemente di una possibilit\u00e0 di errore generico, ma di una possibilit\u00e0 di errore concreto e determinato, da cui dipende la coesione e la conservazione dello spirito in quanto spirito, cio\u00e8 della persona in quanto tale. Diamo infatti questa definizione di persona: uno spirito libero e cosciente, dotato di volont\u00e0 e capace di auto-trascendimento, mirante alla realizzazione del proprio fine, che \u00e8 la verit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma che cos&#8217;\u00e8, a sua volta, la verit\u00e0, dal punto di vista della persona? La verit\u00e0 \u00e8 la condizione senza la quale la persona non si realizza, n\u00e9 si potrebbe realizzare; la condizione solo mediante la quale la persona si adempie, e giunge alla propria pienezza, alla propria maturazione e alla propria fioritura; la verit\u00e0 \u00e8 la verit\u00e0 della persona presente a se stessa e, nello stesso tempo, la garanzia di tale presenza e di tale realizzazione.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 essere, quindi, un fattore interno alla persona stessa, o, almeno, non solo all&#8217;interno di essa; deve trattarsi, per poter svolgere la funzione di garante della verit\u00e0 della persona, di un elemento che la trascende. Ora, ci\u00f2 che trascende la natura ontologica della persona, che la trascende &#8212; cio\u00e8 &#8212; non accidentalmente o temporaneamente, ma che la trascende strutturalmente e funzionalmente, non pu\u00f2 consistere che nell&#8217;Essere. L&#8217;Essere, infatti, \u00e8 il punto di congiunzione tra l&#8217;essere finito della persona e il rapporto che questa tende a stabilire con la verit\u00e0, cio\u00e8 con una realt\u00e0 stabile e permanente ad essa intimamente collegata e da cui trae garanzia di autenticit\u00e0: e tale realt\u00e0 non pu\u00f2 essere un altro spirito finito, n\u00e9, tanto meno, un concetto ipostatizzato, come lo sono il Bene, il Bello o il Vero nella filosofia platonica. Non pu\u00f2 trattarsi che dell&#8217;Essere incondizionato, dell&#8217;Essere come fonte della realt\u00e0, di tutta la realt\u00e0 esistente e anche di quella possibile, pensabile e intellegibile, ma non esistente o non attualmente esistente. Il rapporto della persona con l&#8217;Essere, dunque, \u00e8 un rapporto necessario, perch\u00e9 senza di esso la persona non si realizza in quanto tale; ed \u00e8 un rapporto vero, perch\u00e9, in quanto necessario, \u00e8 anche un rapporto imprescindibilmente attuale. L&#8217;ente che vive esclusivamente nella propria finitezza, lo spirito che non cerca altro al di fuori di se stesso e che si appaga unicamente di quanto pu\u00f2 reperire al proprio interno, vive in una dimensione transitoria e contingente: il suo essere \u00e8 un essere fuggevole e aleatorio, un essere che non matura, che non giunge alla pienezza.<\/p>\n<p>Lo spirito, per\u00f2, non pu\u00f2 vivere e conservarsi in equilibrio con se stesso, se vengono negate e recise le radici che lo legano all&#8217;Essere: se questo avviene, \u00e8 fatalmente destinato ad ammalarsi, a deperire, a intisichire. La malattia dello spirito \u00e8 la rimozione del suo rapporto necessario con l&#8217;Essere, che corrisponde al suo allontanamento della verit\u00e0 e al fraintendimento o al cattivo uso che esso fa della libert\u00e0.<\/p>\n<p>Di fatto, la libert\u00e0 spirituale pu\u00f2 essere fonte di grazia, ma anche di maledizione: perch\u00e9 l&#8217;uso improprio o negativo della libert\u00e0 corrisponde, per lo spirito, al suicidio, ossia alla negazione della propria sostanza interiore e della propria ragion d&#8217;essere. Un essere che non ambisca a ricongiungesi con l&#8217;Essere, infatti, sarebbe come un fiume che rifiuti di volgere la propria corrente verso il mare, che rifiuti di mettere le proprie acque a disposizione della circolazione globale delle acque terrestri. Sarebbe un fiume malato, destinato a perdersi sterilmente tra le sabbie del deserto, senza aver reso un servizio utile ad alcuno, neppure a se stesso.<\/p>\n<p>Eppure, tale \u00e8 la condizione dell&#8217;uomo moderno: uno spirito libero che ha abusato della propria libert\u00e0, che ha inaridito le proprie radici, che ha bruciato la propria linfa vitale; che, appagandosi della propria finitezza, ha negato se stesso in quanto spirito, e ha mancato di realizzarsi in quanto persona. Il cattivo uso che egli ha fatto della propria libert\u00e0 si \u00e8 ritorto contro di lui, lo ha castigato nel suo orgoglio, impoverendo la sua autentica umanit\u00e0.<\/p>\n<p>Ha scritto a questo proposito Silvano Scalabrella nel suo saggio \u00abLa struttura ontologica della persona nel pensiero filosofico di Romano Guardini\u00bb (in \u00abCultura e scuola\u00bb, rivista trimestrale dell&#8217;Istituto della Enciclopedia Italiana, Roma, n. 97, gennaio-marzo 1986, pp. 18-20):<\/p>\n<p>\u00abIl Guardini individua tre momenti del processo di auto appartenenza: a) &quot;una sempre pi\u00f9 forte spiritualizzazione di elementi materiali&quot;; b), &quot;nuovi gradi di valore nelle forme strutturali e attuali (l&#8217;intima potenzialit\u00e0 d&#8217;un fenomeno)&quot;; c), &quot;finalmente e via via in misura crescente, coscienza, libert\u00e0 e personale auto appartenenza&quot;. [&#8230;]<\/p>\n<p>Riguardo alla personalit\u00e0, la coscienza ha ancora il significato di coscienza sensibile-intelligente-volitiva: non \u00e8 ancora la coscienza razionale, in atto liberamente deliberante circa un mondo. Allora, &quot;persona significa che io, nel mio essere, in definitiva non posso venir posseduto da nessun&#8217;altra istanza, ma che mi appartengo&quot;. Ed ancora: persona dice l&#8217;orientamento dello spirito che decide riguardo ai valori, finali alla verit\u00e0; se lo spirito &quot;decade dalla verit\u00e0, s&#8217;ammala&quot;. Il concetto \u00e8 agostiniano. L&#8217;appartenenza al valore non designa l&#8217;appartenenza dello stesso valore allo spirito; il contenuto del valore, cio\u00e8, \u00e8 sempre contenuto dell&#8217;atto libero dello spirito: il valore \u00e8 determinato dalla libert\u00e0. Ora, se lo spirito, nelle sue determinazioni reali, vien meno alla propria libert\u00e0 finale al vero, allora si ammala. Non pu\u00f2 autodistruggersi, perch\u00e9 esso ha ricevuto il suo essere e non lo ha causato: rinnegando il valore, si converte al nulla. L&#8217;atto non pu\u00f2 essere distrutto dalla volont\u00e0 che nega il valore originario e finale; pertanto lo spirito vota se stesso alla decadenza, perde il proprio essere, senza per\u00f2 cessare dal perseguire il proprio fine ultimo. La persona assume il mondo come proprio compito etico; se devia si ammala: conserva la sua potenza, ma senza un ordine. [&#8230;]<\/p>\n<p>Per il Guardini l&#8217;elemento decisivo circa il significato di persona \u00e8 l&#8217;amore. &quot;Amore significa vedere la forma del valore nell&#8217;esistente distinto di continuo da s\u00e9, soprattutto se personale; intuire la sua validit\u00e0&#8230; Chi ama passa di continuo nella libert\u00e0; nella libert\u00e0 dalle sue vere catene, cio\u00e8 da se stesso.&quot;. L&#8217;essenza della persona risiede allora nella libert\u00e0 da tutto ci\u00f2 che impedisce all&#8217;uomo di stare in se stesso&#8230;\u00bb<\/p>\n<p>Le catene della persona, dunque, risiedono nella persona stessa, allorch\u00e9 essa dimentica o fraintende la propria destinazione e il proprio scopo, il proprio significato e il proprio destino, che \u00e8 quello di riconoscere il suo legame ontologico con l&#8217;Essere da cui deriva e in cui soltanto potrebbe trovare il suo vero e completo appagamento. Quando la persona si crede autosufficiente, quando si crede separata, quando pensa di esistere per se stessa, allora essa tradisce la propria natura profonda, che \u00e8 libert\u00e0 per la verit\u00e0, cio\u00e8 per la realizzazione di valori e non per disperdersi nella rincorsa di beni apparenti e di oggetti secondari; solo allorch\u00e9 riconosce il proprio legame originario con l&#8217;Essere essa si realizza secondo verit\u00e0 e secondo giustizia, cio\u00e8 conformemente alla propria natura.<\/p>\n<p>Ne deriva che l&#8217;uomo moderno, sedotto da cattive filosofie e ubriacato da un senso illusorio di libert\u00e0, che lo ha allontanato da se stesso, si \u00e8 affidato a potenze di natura infera, le quali lo trascinano verso il basso e lo espropriano del suo essere autentico; forze che, nel medesimo tempo in cui lo lusingano, lo carezzano e lo illudono, tendono per\u00f2 a devitalizzarlo, a indebolirlo, a dissolverlo. E, di fatto, la societ\u00e0 odierna \u00e8 popolata da una folla sterminata di simili persone mancate, di simili spiriti incompiuti, confusi e traviati, che hanno smarrito la strada e che non odono pi\u00f9 il richiamo dell&#8217;Essere, perch\u00e9 hanno gli orecchi pieni del canto delle sirene dell&#8217;autosufficienza e della separatezza.<\/p>\n<p>Si noti che il movimento dialettico dello spirito si realizza in tre tempi. In un primo tempo esso si determina come persona, si afferma in quanto spirito individuale, si riconosce in quanto dotato di autocoscienza, di volont\u00e0 e di libert\u00e0. In un secondo tempo si apre alla pienezza dell&#8217;Essere, cio\u00e8 riconosce il proprio destino sopra-sensibile, la propria vocazione soprannaturale, nella scelta e nell&#8217;atto, o nella serie di atti, mediante i quali realizza la propria libert\u00e0. Nel terzo tempo esso si fonde con l&#8217;Essere, scompare come persona, si dissolve come individualit\u00e0: la quale ultima, se ha un senso e un valore nella fase dell&#8217;auto-riconoscimento, non ha pi\u00f9 senso, n\u00e9 valore, nel momento in cui rischia di diventare un inciampo, uno schermo e una barriera nei confronti del destino finale dello spirito, che \u00e8 quello di auto-trascendersi, lasciando cadere l&#8217;illusione della propria autosufficienza e, dunque, della propria separatezza. Ma non sarebbe possibile, per lo spirito, lasciar cadere tale illusione, se prima non si realizzasse nella propria auto-affermazione: quindi, ci\u00f2 che \u00e8 un passo necessario, e dunque un bene, nella prima fase dialettica della vita spirituale, diventa una zavorra da abbandonare nell&#8217;ultima fase, quando si tratta di coronare il lavoro fatto per tendere alla verit\u00e0 e di liberarsi anche del fardello della persona.<\/p>\n<p>La persona, in ultima analisi, non \u00e8 l&#8217;obiettivo finale cui mira la vita dello spirito: \u00e8 soltanto un passaggio, fondamentale ma pur sempre destinato ad essere superato. \u00c8 come se la goccia dovesse riconoscersi in quanto goccia, prima che il suo assorbimento nell&#8217;acqua del mare la dissolva in quanto tale (ma le permette di continuare a esistere in un&#8217;altra modalit\u00e0 del proprio essere, non pi\u00f9 percepibile con i sensi ordinari); senza di ci\u00f2, il suo dissolversi nell&#8217;acqua del mare perderebbe ogni significato e ogni valore, diventerebbe un atto meccanico e subito dall&#8217;esterno, non un atto liberamente scelto e voluto.<\/p>\n<p>Quando lo spirito punta a realizzarsi nella verit\u00e0, diventa questione centrale quella di scegliere il proprio destino con un atto volontario, che corrisponde al pi\u00f9 alto grado di libert\u00e0, proprio perch\u00e9 equivale al riconoscimento di un&#8217;intima e imprescindibile necessit\u00e0. Si tratta di una necessit\u00e0 in senso oggettivo, ma di una libera scelta in senso soggettivo: questo, almeno, \u00e8 l&#8217;unico modo di rendere un tale concetto, per quanto sia un modo approssimativo e linguisticamente insoddisfacente. Quello che, considerato da un certo punto di vista &#8212; quello del contingente &#8212; \u00e8 un esercizio di libert\u00e0, considerato da un altro punto di vista &#8212; quello del&#8217;assoluto &#8212; corrisponde, senza residuo alcuno, ad una piena e totale necessit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo moderno ha smarrito una verit\u00e0 cos\u00ec evidente e, in fondo, cos\u00ec semplice: s&#8217;immagina che, per essere libero, un atto debba essere liberato da qualsiasi necessit\u00e0. Ha scordato che la vera libert\u00e0 non pu\u00f2 essere mai solo negativa, cio\u00e8 libert\u00e0 da qualche cosa (tanto meno dall&#8217;Essere, fonte e garanzia della libert\u00e0 stessa), ma sempre libert\u00e0 positiva, per accordarsi con ci\u00f2 che \u00e8 vero e giusto. Ora, vero \u00e8 l&#8217;essere che \u00e8 quel che deve essere; giusto \u00e8 l&#8217;essere che sceglie ci\u00f2 che deve scegliere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo spirito \u00e8 libert\u00e0: se cos\u00ec non fosse, lo spirito non sarebbe spirito, cio\u00e8 non sarebbe se stesso: perch\u00e9 solo nella libert\u00e0 lo spirito pu\u00f2 attuarsi;<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30150,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[263],"class_list":["post-28999","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-epistemologia","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-epistemologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28999","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28999"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28999\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30150"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}