{"id":28994,"date":"2014-01-17T02:03:00","date_gmt":"2014-01-17T02:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/01\/17\/e-fondata-lidea-che-spinoza-sia-stato-un-precursore-del-pensiero-ecologista\/"},"modified":"2014-01-17T02:03:00","modified_gmt":"2014-01-17T02:03:00","slug":"e-fondata-lidea-che-spinoza-sia-stato-un-precursore-del-pensiero-ecologista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2014\/01\/17\/e-fondata-lidea-che-spinoza-sia-stato-un-precursore-del-pensiero-ecologista\/","title":{"rendered":"\u00c8 fondata l\u2019idea che Spinoza sia stato un precursore del pensiero ecologista?"},"content":{"rendered":"<p>Capita abbastanza spesso, da alcuni anni a questa parte, di imbattersi in pensieri e riflessioni, soprattutto nella galassia ambientalista, che tendono proporre Spinoza nelle vesti di precursore dell&#8217;idea ecologista, insomma nelle improbabili vesti di un Murray Bookchin, o magari in quelle di un Arne Naess, del XVII secolo.<\/p>\n<p>Diciamo &quot;improbabili vesti&quot; perch\u00e9 si tratta di una operazione culturale &#8211; peraltro non solo poco fondata criticamente, ma perfino, in molti casi, scarsamente consapevole &#8211; che non pu\u00f2 non lasciare estremamente perplessi, sia per ragioni di metodo che di merito. Di metodo, perch\u00e9 scoprire e rintracciare simili parentele e simili affinit\u00e0, tra epoche diverse e differenti paradigmi culturali, \u00e8 sempre cosa di dubbio valore e significato, tanto \u00e8 vero che consente di affermare tutto e il contrario di tutto (un metodo di lavoro intellettuale che, secondo la nota formula di Popper, non \u00e8 falsificabile, e dunque non \u00e8 scientifico). Di merito, perch\u00e9 il pensiero di Spinoza \u00e8 panteista e naturalista; e dal panteismo e dal naturalismo si pu\u00f2 benissimo far derivare una sensibilit\u00e0 &quot;ambientalista&quot;, ma a patto di una forzatura evidente, visto che l&#8217;ambientalismo e l&#8217;ecologismo non corrispondono a un puro e semplice riconoscimento della centralit\u00e0 della natura, ma ad una riflessione critica su come contemperare le necessit\u00e0 umane con la salvaguardia di essa. Del resto, di Spinoza come ecologista abbiamo gi\u00e0 avuto occasione di parlare e di dubitare seriamente (cfr. il nostro precedente articolo: \u00abI filosofi e gli animali: i ragni di Spinoza e le mosche di Leibniz\u00bb, apparso sul sito di Arianna Editrice in data 11\/12\/2007).<\/p>\n<p>Ci\u00f2 non toglie che la leggenda di uno Spinoza filosofo dell&#8217;ambiente e intrepido difensore della natura continui a propagarsi e venga continuamente raccolta e ripresa, ora qui, ora l\u00e0, specialmente da parte di quegli ambientalisti e di quegli ecologisti i quali sembrano non poter fare a meno del sostegno ideologico e, si direbbe, morale, di qualche filosofo importante del passato, di qualche pensatore conosciuto da ampi strati di pubblico, da arruolare nel loro schieramento e da sventolare vigorosamente, ad ogni occasione possibile, come una bandiera.<\/p>\n<p>Questo modo di pensare nasce da un ulteriore equivoco, e cio\u00e8 dall&#8217;idea che, ai tempi di Spinoza, il problema ecologico non esistesse &#8212; lo vedremo anche nello scritto che ci accingiamo a citare &#8212; e che, pertanto, criticando l&#8217;antropocentrismo, Spinoza sarebbe stato particolarmente lungimirante, ovvero avrebbe dimostrato una sensibilit\u00e0 &quot;moderna&quot;: espressione, quest&#8217;ultima, che piace tanto a tutti coloro i quali ritengono la modernit\u00e0 (anche quando la criticano) una specie di parola magica, una bacchetta fatata, che ispira di per s\u00e9 attenzione e rispetto. Strana circolarit\u00e0 del ragionamento. Pensano: la modernit\u00e0 ha prodotto la devastazione ecologica, ma \u00e8 pur sempre un valore auto-evidente, un insieme di cose e di idee che nessuno potrebbe ragionevolmente misconoscere; dunque, dare la patente di moderno a qualcuno equivale a nobilitarlo; ed eleggere questo qualcuno a proprio nume tutelare, significa nobilitare, di riflesso, anche se stessi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 forse quello che fanno molti storici della letteratura, quando dicono con enfasi, per esempio, che Petrarca \u00e8 stato un poeta &quot;moderno&quot;, magari mettendolo a confronto con il &quot;medievale&quot; Dante, incapace quest&#8217;ultimo, secondo loro, di liberarsi dalle armature ideologiche del suo tempo: l&#8217;allegoria, la Scolastica, l&#8217;aristotelismo, la concezione tolemaica dell&#8217;universo e, di conseguenza, l&#8217;antropocentrismo, sia pure subordinato al piano del divino? E non si accorgono, a quanto pare, codesti signori, che Petrarca, coi suoi dubbi e travagli interiori, con la sua accidia e con la sua lacerazione spirituale, \u00e8 vero, risulta senz&#8217;altro pi\u00f9 &quot;moderno&quot; di Dante: ma proprio perch\u00e9 Dante non \u00e8 &quot;medievale&quot;, o non \u00e8 solo medievale, bens\u00ec \u00e8 poeta assoluto, tanto pi\u00f9 grande di Petrarca quanto il mare, che spazia immenso, \u00e8 pi\u00f9 grande dei fiumi che si affrettano e si affannano verso di esso, ora gonfi di pioggia, ora talmente inariditi da mostrare il greto asciutto e sassoso. Potenza delle parole: anche quanti criticano gli aspetti negativi della modernit\u00e0, non riescono a sottrarsi al fascino dell&#8217;espressione: dire moderno a qualcuno equivale a fargli un complimento; dire che non \u00e8 moderno, significa sminuirlo, rimpicciolirlo.<\/p>\n<p>Un esempio della pretesa sensibilit\u00e0 ecologista di Spinoza \u00e8 offerto da un articolo di Ugo Macchia, di cui riportiamo una parte (U. Macchia, \u00abSpinoza ecologo ante litteram? Suggerimenti per una filosofia ambientalista negli scritti di Benedetto Spinoza\u00bb, in: \u00abRicerche di stile\u00bb, a cura di Elena Passerini, Gruppo di Lavoro Stili di Vita del WWF Italia, 1996, pp. 16-25):<\/p>\n<p>\u00abNegli ultimi tempi le teorie ecologiche hanno sentito l&#8217;esigenza di confortare con pi\u00f9 solidi fondamenti le istanze portate avanti sino ad ora. [&#8230;] In Spinoza c&#8217;\u00e8 una forte polemica sul concetto antropocentrico del mondo, pur non rinunciando al principio della libert\u00e0 umana; la natura non \u00e8 sottomessa alla ragione umana, ci\u00f2 che quest&#8217;ultima considera cattivo non lo \u00e8 affatto se si considerano l&#8217;ordine e le leggi dell&#8217;universo; il pregiudizio nasce dall&#8217;attribuzione del concetto di perfezione a sfere che non sono interessate ad esso. Per Spinoza essere e perfezione sono sinonimi: la natura dell&#8217;uomo non \u00e8 di violare la legge della natura, ma di poter salire e scendere nella potenza di esistere; in ogni caso non c&#8217;\u00e8 violazione delle leggi naturali neanche nelle passioni umane. Dal punto di vista soggettivo c&#8217;\u00e8 casualit\u00e0, dal punto di vista oggettivo c&#8217;\u00e8 necessit\u00e0. Si tratta di comprendere ci\u00f2 che \u00e8 necessario; in questo modo le possibilit\u00e0 del soggetto aumentano e la libert\u00e0 non scompare, perch\u00e9 subentra per il singolo la possibilit\u00e0 di inserirsi in giochi di necessit\u00e0 da cui era escluso e cos\u00ec, in un certo modo, il necessario genera dal suo interno il possibile. [Segue una lunga citazione dall&#8217;\u00abEtica\u00bb del filosofo ebreo olandese, di cui riportiamo solo l&#8217;inizio e la fine.]<\/p>\n<p>&quot;Tutti i pregiudizi che qui mi propongo d&#8217;indicare, dipendono da questo solo pregiudizio, cio\u00e8 che gli uomini suppongono comunemente che tutte le cose della natura agiscano, come essi stessi, in vista di un fine, e anzi ammettono come cosa certa che Dio stesso diriga tutto verso un fine determinato: dicono infatti che Dio ha fatto tutto in vista dell&#8217;uomo, e ha fatto l&#8217;uomo perch\u00e9 lo adorasse. [&#8230;] Gli uomini sogliono formare, tanto delle cose naturali che delle cose artificiali, delle idee universali che ritengono modelli delle cose e credono che la natura stia a guardare e si proponga come modello. Quando dunque vedono accadere nella natura qualche cosa che s&#8217;accorda poco col modello preconcetto che essi hanno di una tale cosa, allora credono che la natura stessa si sia trovata in difetto. [&#8230;] Vediamo quindi che gli uomini sono abituati a chiamare perfette o imperfette le cose naturali pi\u00f9 per pregiudizio che per una vera conoscenza di queste cose.&quot;<\/p>\n<p>Spinoza \u00e8 dunque un ecologista ante litteram? Probabilmente non erano queste le sue intenzioni, n\u00e9 ai suoi tempi c&#8217;era bisogno di ecologi. Tuttavia egli ci d\u00e0 delle utili indicazioni di massima; a nostro modo di vedere, un&#8217;etica credibile non pu\u00f2 prescindere da qualche principio che posa conferire unit\u00e0 e coerenza al comportamento e, al contempo, costituire una base comune di con divisibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Quel che pu\u00f2 allora insegnarci il filosofo olandese \u00e8 soprattutto l&#8217;esigenza di riconoscere la nostra limitatezza, da cui deriva lo sforzo di avere idee il pi\u00f9 possibile adeguate di ci\u00f2 che ci circonda, al fine di non essere completamente succubi di potenze esterne. Ma questo tentativo di affrancamento dalla passivit\u00e0 non va inteso come asservimento della natura, ma come continuo adeguamento e inserimento in qualcosa che non dipende da noi se non in minima parte. In ci\u00f2 ci pu\u00f2 dare senz&#8217;altro una mano la fiducia nella ragionevolezza, che ci aiuta, prima d tutto, a costruire un dialogo con i nostri simili e, in secondo luogo, a rintracciare un senso nel mondo naturale. Si noti che per ragionevolezza intendiamo non una ragione autarchica che divora se stessa, ma una ragione che si lascia guidare dalla natura, in conformit\u00e0 all&#8217;antica filosofia stoica di cui il Nostro era buon conoscitore.\u00bb<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 osservato quanto sia gratuito immaginare che il problema ecologico, ai tempi di Spinoza, non si ponesse; e ci\u00f2 \u00e8 tanto pi\u00f9 vero in un paese come l&#8217;Olanda, dove le modificazioni radicali apportate dall&#8217;uomo all&#8217;ambiente naturale erano notevolissime, in particolare con la costruzione delle gigantesche dighe sul Mare del Nord, per strappare ad esso superfici coltivabili, mediante il prosciugamento degli acquitrini salmastri venutisi cos\u00ec a creare. E che dire dei cacciatori di foche, di trichechi e di balene olandesi, che si spingevano su tutti i mari del mondo, portando queste specie di mammiferi vicine all&#8217;estinzione, come accadde &#8212; per gli uccelli &#8211; al famoso Dodo dell&#8217;isola Mauritius? Ma lasciamo stare ci\u00f2, e limitiamoci all&#8217;aspetto puramente speculativo del cosiddetto pensiero ecologista di Spinoza. Il filosofo ebreo olandese svolge tutto il suo ragionamento sull&#8217;etica a partire da una concezione rigorosamente panteista, la qual cosa lo porta a criticare aspramente la visione antropocentrica: non \u00e8 vero, egli dice, che ci\u00f2 che \u00e8 buono o cattivo per l&#8217;uomo, sia buono o cattivo dal punto di vista della natura; e, siccome per lui la natura \u00e8 Dio, non si pu\u00f2 nemmeno dire che quelle tali cose siano da giudicarsi buone o cattive in assoluto.<\/p>\n<p>Questa, semplificata al massimo (ce ne rendiamo conto), la posizione di Spinoza: vediamo adesso perch\u00e9 una tale concezione non ha niente a che fare con l&#8217;ecologismo. Quel che Spinoza vuol dimostrare \u00e8 che Dio e il mondo sono una cosa sola (\u00abDeus sive Natura\u00bb); di conseguenza, tutto ci\u00f2 che \u00e8 naturale, \u00e8, per lui, anche necessario; ma l&#8217;uomo si \u00e8 distaccato dalla natura, dunque si \u00e8 distaccato anche da Dio. Critica il finalismo perch\u00e9 il suo Dio non \u00e8 creatore, non ha fatto il mondo, ma \u00c8 il mondo; e se \u00e8 il mondo, allora non mira a nient&#8217;altro che non sia gi\u00e0 all&#8217;opera nella natura, non tende a nulla, non ha altro scopo che se stesso. Non si capisce bene a cosa serva un Dio del genere (e abbiamo il diritto di domandarlo, visto che Spinoza critica quanti credono in un Dio che ha creato il mondo per essere adorato dagli uomini): dopotutto, per quel che ne sappiamo, non si dovrebbe nemmeno escludere che la natura, in realt\u00e0, tenda a qualcosa. Tuttavia, siccome ci\u00f2 urta contro il dogma spinoziano di base, ossia il panteismo, quest&#8217;ultima possibilit\u00e0 viene scartata senz&#8217;altro e, anzi, il finalismo viene portato ad esempio di un modo di ragionare tipicamente umano, limitato e presuntuoso. Gli uomini, dice Spinoza, tendono sempre ad un fine, perch\u00e9 hanno un interesse; ma Dio, che non ha alcun interesse da difendere, non ha bisogno di tendere a niente. Non \u00e8 un ragionamento particolarmente raffinato, perch\u00e9 contiene gi\u00e0, nelle premesse, la tesi che vuole sviluppare; ma pazienza: ci basta qui averlo evidenziato.<\/p>\n<p>In che cosa questo panteismo a-finalistico sarebbe parente del pensiero ecologista? Forse nel fatto che Spinoza critica l&#8217;estensione del finalismo dal piano dell&#8217;etica umana a quello della necessit\u00e0 divina? Ci sembra veramente troppo poco: tanto pi\u00f9 che, se fosse vero che l&#8217;uomo pensa ed agisce solo in base ad un interesse, allora anche il rispetto della natura non scaturirebbe che da un misero opportunismo, dalla volont\u00e0 di non provocare il proprio danno. Questo, almeno, data la premessa antropologica: che l&#8217;uomo, cio\u00e8, sia un essere sempre e comunque interessato.<\/p>\n<p>La concezione ecologista \u00e8 una cosa completamente diversa: essa non nasce solo da un calcolo d&#8217;interesse, ma dalla consapevolezza della necessit\u00e0 d&#8217;un equilibrio globale fra gli esseri umani e la natura. Per il pensiero ecologista, l&#8217;uomo non pu\u00f2 essere in guerra contro la natura, perch\u00e9 anch&#8217;egli fa parte della natura: un concetto, questo, assai arduo da applicare alla filosofia di Spinoza, che \u00e8 una tipica espressione del razionalismo del XVII secolo. Spinoza non si pone dal punto di vista delle altre creature viventi, non fa questione di un loro &quot;diritto&quot; al rispetto da parte dell&#8217;uomo; si limita a negare che l&#8217;uomo possa applicare ai processi della natura i propri concetti di &quot;buono&quot; e &quot;cattivo&quot;, che possa estendere al mondo fisico i propri giudizi etici. In altre parole, non \u00e8 interessato alla giustizia nei confronti delle creature non umane; il suo approccio \u00e8 puramente teorico e razionale: gli basta che l&#8217;uomo non applichi al mondo della natura le proprie categorie di giudizio. La natura \u00e8 perfetta, perch\u00e9 \u00e8 divina: e l&#8217;uomo deve rendersi conto che non pu\u00f2 giudicare imperfetto ci\u00f2 che \u00e8 divino, anche se produce degli effetti che, per lui, risultano negativi, come le malattie.<\/p>\n<p>Il pensiero ecologista pu\u00f2 sposarsi con il pensiero cristiano (vedi San Francesco: lui s\u00ec, se proprio vogliamo fare di questi esercizi, un precursore dell&#8217;ecologismo), perch\u00e9 quest&#8217;ultimo vede la natura come una mirabile opera di Dio, niente affatto cattiva in se stessa, anzi originariamente buona, poi ferita dal trauma del peccato, ma destinata, infine, alla redenzione. Invece il panteismo non pu\u00f2 in alcun modo conciliarsi con il cristianesimo, perch\u00e9 al panteismo ripugna profondamente l&#8217;idea di un Dio creatore, il quale, per giunta, si fa uomo, muore e risorge per amore delle sue creature&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Capita abbastanza spesso, da alcuni anni a questa parte, di imbattersi in pensieri e riflessioni, soprattutto nella galassia ambientalista, che tendono proporre Spinoza nelle vesti di<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[100,169],"class_list":["post-28994","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-baruch-spinoza","tag-gottfried-wilhelm-von-leibniz"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28994","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28994"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28994\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28994"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28994"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28994"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}