{"id":28990,"date":"2016-09-15T01:01:00","date_gmt":"2016-09-15T01:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/15\/sperare-in-dio-e-sperare-contro-la-speranza-umana\/"},"modified":"2016-09-15T01:01:00","modified_gmt":"2016-09-15T01:01:00","slug":"sperare-in-dio-e-sperare-contro-la-speranza-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2016\/09\/15\/sperare-in-dio-e-sperare-contro-la-speranza-umana\/","title":{"rendered":"Sperare in Dio \u00e8 sperare contro la speranza umana"},"content":{"rendered":"<p>Si dice, ed \u00e8 diventato quasi un luogo comune, che il cristiano \u00e8 un uomo di speranza; ma in che senso? Cosa si intende, esattamente, con questa espressione? Che cosa significa, infine, da un punto di vista cristiano, &quot;sperare&quot;?<\/p>\n<p>Cominciamo col dire che la Speranza, con la lettera maiuscola, \u00e8 altra cosa dalla speranza. La speranza \u00e8 un naturale sentimento umano: si spera che le cose vadano meglio; si spera di superare una prova; si spera che i nostri disegni si realizzino. Si spera sempre, indipendentemente da qualunque altra considerazione: sperare \u00e8 un moto istintivo dell&#8217;animo, come lo \u00e8, per il corpo, respirare; infatti, si suol dire &#8212; ed \u00e8 esatto &#8212; che \u00e8 impossibile vivere senza speranza. Una vita in cui non si spera pi\u00f9 nulla, \u00e8 una vita indegna di essere vissuta. La disperazione, difatti, e non solo per Kierkegaard, \u00e8 la malattia mortale: la malattia per la quale, se non si trova il modo di guarirne, si finisce per morire. Ed \u00e8 il peggior genere di morte, quello che attende il disperato cronico: essere morto in vita, cio\u00e8 conservare l&#8217;apparenza di essere ancora vivo, ma essere, in realt\u00e0, morto dentro, senza rimedio, e magari chiss\u00e0 da quanti anni.<\/p>\n<p>In questa maniera, cio\u00e8 in maniera assolutamente spontanea e naturale, sperano tutti: i buoni e i cattivi, i giusti e gl&#8217;ingiusti, gl&#8217;innocenti e i colpevoli; inoltre, i volonterosi e i pigri, quelli che hanno lottato e quelli che si sono arresi, quelli che hanno fede e quelli che non credono in niente. Sperano quelli che meritano e quelli che non meritano: tutti gli studenti, per esempio, sperano di superare un esame, di essere promossi, di ottenere il diploma, sia quelli che ce l&#8217;hanno messa tutta, sia quelli che hanno giocato al risparmio, che hanno dato il minimo, che hanno tirato a campare. Non c&#8217;\u00e8 merito alcuno nello sperare a questo modo, perch\u00e9 non c&#8217;\u00e8 distinzione: \u00e8 lecito a tutti, proprio perch\u00e9 \u00e8 un istinto assolutamente spontaneo.<\/p>\n<p>La Speranza, invece, \u00e8 un&#8217;altra cosa. Non \u00e8 un sentimento naturale: \u00e8 una delle tre virt\u00f9 teologali, la Fede, la Speranza e la Carit\u00e0. Questo significa che gli uomini non possono darsela da soli, ma possono solo riceverla dall&#8217;Alto. Per riceverla, tuttavia, devono domandarla: se non la domandano, non la riceveranno. Ecco, allora, che appare subito una cosa essenziale: che la Speranza \u00e8 un dono, richiesto dall&#8217;uomo, ma concesso da Dio; pertanto, per avere la Speranza, \u00e8 necessario, quale atto preliminare, riconoscere la propria condizione di creatura, povera e fragile, e farsi umili e piccoli davanti al Creatore, che \u00e8 l&#8217;Autore di ogni cosa e il Dispensatore, Lui, e Lui solo, di ogni bene e di ogni verit\u00e0. Fuori di Lui non vi sono n\u00e9 il bene, n\u00e9 la verit\u00e0: quindi, per godere del bene e per essere nella verit\u00e0, bisogna restare strettamente uniti a Lui, come i tralci alla vite, e non staccarsene mai, pena lo scivolare lontano dal bene e dal vero, nell&#8217;oscurit\u00e0 della notte dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>La Speranza, dunque, viene da Dio: essa, pertanto, si distingue dalla speranza naturale, perch\u00e9 non \u00e8 <em>naturale<\/em>, non \u00e8 qualche cosa che provenga dall&#8217;uomo, e che l&#8217;uomo possa coltivare, accrescere o diminuire: essendo un dono divino, o la si accogliere, o la si respinge, senza altre possibilit\u00e0. Eppure, bisogna prima averla chiesta: come mai, dunque, taluni la rifiutano? La rifiutano perch\u00e9 essa \u00e8 Grazia, e non sempre gli uomini sono capaci di volerla, di meritarla, di sceglierla sino in fondo: a volte si fermano a met\u00e0, esitano, dubitano. Ma dubitare della Grazia \u00e8 come dubitare di Dio: e allora la Grazia si ritira, si sottrae, dilegua. Per ricevere la Grazia di Dio, bisogna esserne degni; e per esserne degni, bisogna fidarsene interamente. Non le si pu\u00f2 credere a met\u00e0; non la si pu\u00f2 utilizzare come ruota di scorta, casomai le cose non andassero bene, secondo i nostri desideri. Perch\u00e9 la Grazia ne sa molto pi\u00f9 di noi, su quel che \u00e8 bene e quel che \u00e8 male.<\/p>\n<p>Ecco dunque un primo punto fermo: sperare \u00e8 lecito, ma, per ricevere la virt\u00f9 teologale della Speranza, bisogna sperare non quel che piace all&#8217;uomo, ma quel che piace a Dio; non quel che vogliamo noi, ma quello che \u00e8 giusto, buono e vero, cio\u00e8 conforme alla Sua volont\u00e0. Se noi speriamo di ottenere qualcosa di illecito, se speriamo di realizzare un desiderio cattivo, possiamo sperarlo fin che vogliamo, ma certo non riceveremo l&#8217;aiuto della Grazia soprannaturale; non scender\u00e0 in noi il dono della Speranza. E qui il discorso si fa delicato, complesso.<\/p>\n<p>Noi crediamo sempre di sapere quel che \u00e8 bene; o, quanto meno, crediamo e siamo certi di sapere ci\u00f2 che \u00e8 il nostro bene. Solo che confondiamo costantemente il bene con il piacere, senza avvederci che si tratta di due cose completamente diverse. Il bene \u00e8 oggettivo: non esiste un bene per me,m che sia, nello stesso tempo,m un male per l&#8217;altro: se cos\u00ec fosse, vorrebbe dire che ci siamo ingannati, e che ci\u00f2 che ci sembrava bene, in realt\u00e0, non lo era. Dal bene non pu\u00f2 nascere il male; dal bene per uno, non pu\u00f2 derivare del male per un altro. La regola numero uno della legge spirituale, dunque, \u00e8 di imparare a riconoscere il bene, a desiderare il bene, a volere sempre e soltanto il bene: perch\u00e9 dal vero bene non potranno che venirci effetti positivi, mentre dal male non potr\u00e0 mai nascere alcun bene. Parliamo, ovviamente, del male e del bene in senso squisitamente morale; non del bene e dal male fisico, che si riferiscono ad un altro ordine di realt\u00e0, e che, di conseguenza, non vanno confusi in alcun modo con ci\u00f2 che pu\u00f2 fare del bene, oppure del male, alla vita dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>Se impareremo a fare questo, a desiderare e cercare sempre e solo il bene, la nostra speranza non andr\u00e0 delusa, ed essa, anzi, si trasformer\u00e0 in Speranza soprannaturale, la quale non giunge mai all&#8217;uomo senza che gli siano dati anche gli strumenti per un ulteriore progresso: perch\u00e9 la Grazia, se accolta, si trasforma in sostanza vivificante dell&#8217;anima, e chiama ancora altra Grazia, in un circuito virtuoso potenzialmente illimitato: la Speranza chiama la Fede, la Fede chiama la Carit\u00e0, e l&#8217;anima, di gradino in gradino, si eleva sempre pi\u00f9 in alto, si purifica, si fa sempre pi\u00f9 tersa e trasparente, sempre pi\u00f9 calda e luminosa. Quando ci si mette nella giusta relazione con Dio, e ci si affida a Lui, non si possono cercare che cose buone, e non si ricevono pi\u00f9 che cosa buone. Possono arrivare anche le spine, ma come prova e come occasione per un ulteriore innalzamento, per una ulteriore chiarificazione interiore.<\/p>\n<p>Come recita il Salmo 39, 2-9:<\/p>\n<p><em>Ho sperato: ho sperato nel Signore<\/em><\/p>\n<p><em>ed egli su di me si \u00e8 chinato,<\/em><\/p>\n<p><em>ha dato ascolto al mio grido. \/\/<\/em><\/p>\n<p><em>Mi ha tratto dalla fossa della morte,<\/em><\/p>\n<p><em>dal fango della palude;<\/em><\/p>\n<p><em>i miei piedi ha stabilito sulla roccia. \/\/<\/em><\/p>\n<p><em>Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,<\/em><\/p>\n<p><em>lode al nostro Dio. \/\/<\/em><\/p>\n<p><em>Molti vedranno e avranno timore<\/em><\/p>\n<p><em>e confideranno nel Signore. \/\/<\/em><\/p>\n<p><em>Beato l&#8217;uomo che spera nel Signore<\/em><\/p>\n<p><em>e non si mette dalla parte di superbi,<\/em><\/p>\n<p><em>n\u00e9 si volge a chi segue la menzogna. \/\/<\/em><\/p>\n<p><em>Quanti prodigi hai fatto, Signore Dio mio,<\/em><\/p>\n<p><em>quali disegni in nostro favore!<\/em><\/p>\n<p><em>Nessuno a te si pu\u00f2 paragonare. \/\/<\/em><\/p>\n<p><em>Se li voglio annunziare e proclamare<\/em><\/p>\n<p><em>sono troppi per essere contati. \/\/<\/em><\/p>\n<p><em>Sacrificio e offerta non gradisci,<\/em><\/p>\n<p><em>gli orecchi mi hai aperto. \/\/<\/em><\/p>\n<p><em>Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa.<\/em><\/p>\n<p><em>Allora ho detto: &quot;Ecco, io vengo. \/\/<\/em><\/p>\n<p><em>Sul rotolo del libro di me \u00e8 scritto<\/em><\/p>\n<p><em>Di compiere il tuo volere. \/\/<\/em><\/p>\n<p><em>Mio Dio, questo io desidero,<\/em><\/p>\n<p><em>la tua legge \u00e8 nel profondo del mio cuore.&quot;<\/em><\/p>\n<p>Quando Giona \u00e8 stato inghiottito dal pesce; quando Daniele \u00e8 stato gettato nella fossa dei leoni; quando Abramo ha ricevuto l&#8217;ordine di recarsi sul monte Moria con il figlioletto Isacco, per sacrificarlo a Dio, in tutti questi casi gli uomini, che erano uomini di Fede, hanno chiesto e ottenuto il dono della Speranza, e la pace \u00e8 scesa, insieme ad essa, nei loro cuori: se non l&#8217;avessero domandata a Dio, non avrebbero potuto mai averla, e non ci sarebbe stato nulla da sperare, perch\u00e9, umanamente parlando, la speranza era morta per essi. Nulla avrebbe potuto salvare Giona dal ventre del pesce che lo aveva inghiottito; n\u00e9 salvare Daniele dalla fossa dei leoni, in cui era stato gettato; e nemmeno avrebbe potuto salvare la vita ad Isacco, bench\u00e9 suo padre lo amasse teneramente e lo ritenesse il bene pi\u00f9 prezioso che aveva, superiore alla sua stessa vita: ma il suo destino, parlando in termini solamente umani, era segnato, e sperare che potesse salvarsi era folle, dopo che Dio ne aveva domandato l&#8217;olocausto. Eppure quegli uomini hanno sperato, e la loro Speranza non \u00e8 stata vana: perch\u00e9 avevano confidato in Dio, e in Lui solo, contro tutto e contro tutti, contro ogni umana probabilit\u00e0 e contro qualunque ragionevole speranza.<\/p>\n<p>Qui, evidentemente ci troviamo in presenza di un mistero: uno dei misteri pi\u00f9 profondi e pi\u00f9 nascosti all&#8217;occhio ed all&#8217;intelligenza umane, che non arriveranno mai a scandagliarne il fondo. In senso teologico, non si spera qualcosa, n\u00e9 si spera in qualcosa, ma si spera unicamente in Dio. Si confessa a Dio la propria fragilit\u00e0, la propria impotenza, la propria renitenza nei Suoi confronti; e la Speranza che da Lui si riceve, non scende secondo i nostri desideri, cio\u00e8 secondo i nostri appetiti, anche legittimi, ma secondo il progetto complessivo di Dio, che \u00e8, per definizione, il Bene. Ne consegue che chi spera in Dio, con tutte le sue forze e con tutta la sua anima, non pu\u00f2 restare deluso. Nel caso subentrasse la delusione, ci\u00f2 vorrebbe dire che non sono state sperate le cose giuste; e siccome alla vista dell&#8217;uomo le cose giuste sfumano inevitabilmente in quelle ingiuste, l&#8217;unica maniera giusta di porsi di fronte al mistero di Dio \u00e8 sperare secondo la Sia volont\u00e0; chiedergli di aiutarci a fare la Sua volont\u00e0, non la nostra: proprio come fece il Maestro perfetto e senza macchi, Ges\u00f9 Cristo, alla vigilia della Passione quando si ritir\u00f2 a pregare in solitudine, pe r l&#8217;ultima volta, nell&#8217;orto degli olivi, la notte di gioved\u00ec santo.<\/p>\n<p>In altre parole; o si annulla la propria volont\u00e0 in quella di Dio, e ci si arrende interamente a Dio (poich\u00e9 Lui ci vuole tutti, e non solo in parte); o ci si sbarazza del proprio ego, che sempre brama e spera qualcosa, convulsamente, disordinatamente, per imparare a desiderare solo ci\u00f2 che vuole Dio, e per temere solo ci\u00f2 che a Lui dispiace: oppure non si conoscer\u00e0 mai la vera Speranza. Come tutte le manifestazioni della Grazia di Dio, essa scende su coloro che si fanno piccoli, che si fanno umili, che sono semplici di cuore; ma resiste agli orgogliosi e ai superbi, e non si offre a coloro che pensano di poter fare da soli, o che ritengono di essere in diritto di riceverla. La Grazia \u00e8 per tutti, ma non tutti, anzi solo pochi, sono capaci di riceverla; perch\u00e9 solo pochi hanno compreso e mettono in pratica l&#8217;essenza del Vangelo: morire alla febbre del proprio ego e rinascere, come uomini nuovi, offrendosi come docili strumenti nelle mani di Dio.<\/p>\n<p>Dio far\u00e0 dei suoi umili strumenti ci\u00f2 che vorr\u00e0; ma poich\u00e9 egli \u00e8 il Bene, e pu\u00f2 volere solo il bene; poich\u00e9 \u00e8 la Sapienza, e fa tutto con somma sapienza; poich\u00e9 \u00e8 l&#8217;Amore, e sparge ovunque i dardi infuocati del Suo amore verso tutte le creature, possiamo stare certi che chi si offre alla Sua volont\u00e0, non ricever\u00e0 altro che bene. Il problema \u00e8 che noi, spesso, non sappiamo riconoscere il vero bene e, se non raggiungiamo l&#8217;oggetto che avevamo sperato, restiamo delusi e ne domandiamo conto a Dio. Gli diciamo, press&#8217;a poco: <em>Tu sai, o Signore, che il nostro cuore era puro e le nostre intenzioni erano oneste: perch\u00e9, dunque, ci hai abbandonati? Perch\u00e9 ha i permesso che i nostri desideri andassero delusi, che i nostri sogni venissero infranti<\/em>? Ma potrebbe l&#8217;occhio dell&#8217;uomo vedere pi\u00f9 lontano della vista di Dio? Potrebbe la sua intelligenza superare l&#8217;intelligenza divina? Smettiamola, dunque, con la ridicola pretesa di voler capire e sapere pi\u00f9 cose di Dio stesso: Egli sa ci\u00f2 che \u00e8 bene per noi, molto meglio di noi. Il nostro sguardo \u00e8 troppo spesso annebbiato; il Suo, \u00e8 perfettamente limpido e trasparente. Nulla Gli rimane nascosto. E allora, di che cosa seguitiamo a preoccuparci?&#8230;<\/p>../../../../n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si dice, ed \u00e8 diventato quasi un luogo comune, che il cristiano \u00e8 un uomo di speranza; ma in che senso? 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