{"id":28979,"date":"2008-12-05T07:21:00","date_gmt":"2008-12-05T07:21:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/12\/05\/il-segreto-e-spalancare-porte-sullinfinito-quando-sembra-di-essere-giunti-in-un-vicolo-cieco\/"},"modified":"2008-12-05T07:21:00","modified_gmt":"2008-12-05T07:21:00","slug":"il-segreto-e-spalancare-porte-sullinfinito-quando-sembra-di-essere-giunti-in-un-vicolo-cieco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/12\/05\/il-segreto-e-spalancare-porte-sullinfinito-quando-sembra-di-essere-giunti-in-un-vicolo-cieco\/","title":{"rendered":"Il segreto \u00e8 spalancare porte sull&#8217;infinito quando sembra di essere giunti in un vicolo cieco"},"content":{"rendered":"<p>Vuoi sapere, Sabina, che cosa resta da fare quando si sente d&#8217;essere giunti in un vicolo cieco; quando davanti a noi sembrano ergersi solo muraglie nude, lisce, senza una fessura n\u00e9 una sporgenza per tentare di arrampicarvisi; quando le ombre del futuro sembrano farsi pi\u00f9 fitte e minacciose di quelle del presente.<\/p>\n<p>Te lo dir\u00f2 volentieri.<\/p>\n<p>Il segreto consiste nel non credere che quelle pareti ci possano realmente fermare; che, con esse, la strada finisca davvero; nel non lasciarci soggiogare dal senso d&#8217;impotenza e di claustrofobia, dalla convinzione che ogni sforzo ulteriore sarebbe ormai vano. Non si tratta di crearsi delle illusioni, di superare lo scacco solo mediante l&#8217;autosuggestione; ma di superarlo <em>realmente<\/em>, prendendo in mano la realt\u00e0 ostile e piegandola al nostro volere, cos\u00ec come un bambino modella la creata con mano decisa, per trarne le figure che desidera.<\/p>\n<p>Come \u00e8 possibile?, mi chiedi.<\/p>\n<p>Non lo so: so solo di averlo, pi\u00f9 volte, sperimentato; anzi, di averne fatto esperienza cos\u00ec spesso e in modo cos\u00ec completo, da credervi con lo stesso grado di certezza con cui credo al sorgere del sole o allo spuntare delle gemme sui rami degli alberi.<\/p>\n<p>Pertanto, non te lo so spiegare; posso dirti, per\u00f2, come avviene. \u00c8 come se si aprisse, ad un certo punto, un terzo occhio: un occhio che vede la luce, l\u00e0 dove prima non vi era che tenebra; un occhio che spalanca gli orizzonti, l\u00e0 dove la prospettiva pareva chiudersi irrimediabilmente; un occhio che permette alla seconda vista di spingersi lontano, l\u00e0 dove non era dato di scorgere nulla oltre la nuda muraglia posta a sbarrare la via.<\/p>\n<p>Non saprei dirti come avviene; ma so che avviene. Non pretendo di studiarlo e misurarlo o, magari, di poter riprodurlo in laboratorio; lascio un simile esercizio a menti pi\u00f9 sottili e pi\u00f9 esigenti della mia; menti che non trovano pace o riposo se non dopo avere tutto sterilizzato, imbalsamato, etichettato e catalogato. Quanto a me, pur essendo curioso di ogni fenomeno e di ogni mistero, non provo n\u00e9 mai ho provato un tal genere di curiosit\u00e0.<\/p>\n<p>Dunque, le cose stanno cos\u00ec. Un momento tu sei spinto nell&#8217;angolo, ti trovi bloccato, paralizzato, disarmato; non puoi procedere n\u00e9 retrocedere; non puoi alzarti n\u00e9 abbassarti: sei circondato dal nulla, dal buio, dallo sconforto. Un momento dopo, ti trovi immerso nella luce, nell&#8217;aria fresca, nel rigoglio di un meraviglioso giardino primaverile, con il cielo azzurro sopra la testa e il richiamo armonioso di cento uccelli tra le fronde, mentre un ruscello taglia il prato fra l&#8217;erba soffice e scorre mormorando e riflettendo in superficie scaglie di sole.<\/p>\n<p>Non credere, per\u00f2, che sia cos\u00ec facile come pu\u00f2 sembrare, n\u00e9 che basti stare ad attendere, perch\u00e9 il miracolo si verifichi spontaneamente.<\/p>\n<p>Se qualcosa ho compreso di tutto questo &#8211; e bada che ho detto &quot;se&quot; -, allora devo subito aggiungere che il prodigio benefico ha cominciato a manifestarsi solo dopo aver fatto molta strada, molti errori e aver provato molta incertezza e solitudine; solo dopo molto riflettere e interrogarmi e guardarmi dentro e intorno; solo dopo essere stato messo e rimesso alla prova e dopo avere fallito non una volta, ma parecchie.<\/p>\n<p>Credo, pertanto, che l&#8217;apparente naturalezza con cui si spalancano, ora, le porte dell&#8217;infinito, quando mi sembra d&#8217;essere giunto in fondo ad un vicolo cieco, non sia altro che il risultato di mille precedenti sconfitte e di anni ed anni di angosce e timori.<\/p>\n<p>In un certo senso, \u00e8 come se tornassi dopo avere a lungo vissuto in una regione stralunata e deserta, dove non abita nessuno, con la sola compagnia del vento fischiante e ululante fra le rocce di un&#8217;arida pietraia.<\/p>\n<p>S\u00ec, credo che il segreto sia questo.<\/p>\n<p>Le porte dell&#8217;arcobaleno non si spalancano sempre e comunque; ma solo dopo che ciascuno \u00e8 stato messo alla prova, lungamente e dolorosamente. N\u00e9 bisogna aspettarsi che, d&#8217;ora in avanti, esse torneranno ad aprirsi ogni volta che noi ci troveremo sospinti nell&#8217;angolo: no, nulla va dato per scontato, nulla \u00e8 da considerarsi acquisito una volta per tutte.<\/p>\n<p>Il pellegrino dev&#8217;essere sempre pronto a rimettersi in viaggio: mai deve lasciarsi inebriare dalla illusoria certezza di essere giunto alla meta, di aver superato la prova. Anche se \u00e8 arrivato a sedere al posto d&#8217;onore, alla tavola riccamente imbandita e con paggi e fanciulle sfarzosamente vestiti, pronti a servirlo, il suo cuore di pellegrino deve essersi conservato umile e puro, come quando vagava sulle strade polverose, con i piedi sanguinanti e le membra rotte dalla fatica.<\/p>\n<p>In qualunque momento, quando sente il corno risuonare gi\u00f9 nella valle, egli dev&#8217;essere pronto ad alzarsi dalla tavola riccamente imbandita, a deporre le sue vesti sontuose e a salutare, forse per sempre, gli amici pi\u00f9 cari. Deve riprendere in mano il bordone da pellegrino, calzare i sandali di quando era giovane e inesperto e rimettersi in via, senza rimpianti e senza recriminazioni. Solo a quel patto, forse, le porte dell&#8217;arcobaleno torneranno ad aprirsi davanti a lui, quando si trover\u00e0 nella tristezza e nel bisogno.<\/p>\n<p>La sua figura non \u00e8 n\u00e9 pu\u00f2 essere quella del Mago, del Bagatto, dell&#8217;uomo che confida nelle proprie forze, stringendo con orgoglio gli strumenti del suo sapere e del suo valore; no: ma avr\u00e0 l&#8217;apparenza del povero viandante che non confida in altro potere che quello della Luce, che non gli appartiene e di cui egli non \u00e8 che un cercatore fragile e indigente.<\/p>\n<p>Nel suo occhio non brilla la fierezza superba di chi si sente superiore alla media degli uomini, ma la scintilla di stupore per l&#8217;incanto del mondo, propria di chi non cessa di stupirsi, di lodare e di ringraziare l&#8217;Essere che tali meraviglie gratuitamente dispiega.<\/p>\n<p>L&#8217;occhio altero e dominatore \u00e8 l&#8217;espressione dell&#8217;orgoglio puerile; l&#8217;occhio gioiosamente stupito \u00e8 la manifestazione di una incessante preghiera di lode e di ringraziamento.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 visto anche troppe volte, nella storia, quell&#8217;occhio altero e dominatore; abbiamo assistito alle inconcepibili crudelt\u00e0 e ai folli disegni di conquista che da esso promanano, cospargendo il mondo di sofferenza e di sangue.<\/p>\n<p>E non vorremmo pi\u00f9 vederlo, perch\u00e9 odiosa \u00e8 la sua luce e malvagie sono le opere che da esso si dispiegano nel mondo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 quanto posso dirti, Sabina.<\/p>\n<p>Credo che ciascuno di noi sia chiamato alla gioia degli orizzonti che liberamente si spalancano sull&#8217;azzurro infinito, dopo le tenebre della prova e dell&#8217;angoscia; ma sono giunto alla conclusione che, per ottenere questo, ce ne dobbiamo &#8211; almeno in parte &#8211; rendere degni.<\/p>\n<p>Tutte le cose preziose sono il frutto di molta ricerca e di molta fatica; spesso, di prove non lievi n\u00e9 indolori.<\/p>\n<p>Tuttavia, animi volgari che non esitano a sobbarcarsi pene e tribolazioni per ghermire beni illusori e grossolani, tremerebbero di spavento e di orrore all&#8217;idea di dover sottoporsi a una prova per diventare degni di accedere a una saggezza superiore; per meritarsi &#8211; almeno un poco &#8211; di vedere il meraviglioso arcobaleno distendersi avanti a s\u00e9, nei momenti difficili.<\/p>\n<p>Ecco: questo, forse, \u00e8 il segreto: si perviene al prodigio delle porte sull&#8217;infinito, solo quando si ha imparato a distinguere l&#8217;oro dalla pula; a riconoscere ci\u00f2 che \u00e8 prezioso da ci\u00f2 che \u00e8 brillante, ma di natura vile.<\/p>\n<p>Di nuovo, \u00e8 il mistero della seconda vista o, se si preferisce, del terzo occhio. Perch\u00e9, affermava Platone, il fatto \u00e8 che noi cominciano realmente a vedere, solo quando gli occhi del corpo si chiudono.<\/p>\n<p>Ma se noi non impareremo a sviluppare questa seconda vista, il mondo, per noi, continuer\u00e0 ad essere soltanto il palcoscenico di una tragicommedia di dubbio gusto e dal significato incomprensibile; il teatro delle nostre vanit\u00e0, delle nostre illusioni, dei nostri egoismi in perenne conflitto con le vanit\u00e0, le illusioni e gli egoismi degli altri esseri umani. La sua bellezza rimarr\u00e0 muta per noi; e nessuna porta ci si spalancher\u00e0 innanzi, quando ne avremo bisogno.<\/p>\n<p>Mi chiedi, Sabina, se questa rivelazione si sia verificata d&#8217;un tratto o se si sia annunciata da lontano, gradualmente, nel corso del tempo.<\/p>\n<p>Credo, volgendomi indietro a guardare il passato, che si sia manifestata gradualmente, ma che essa sia sempre stati l\u00ec, sfolgorante di bellezza e di luce; \u00e8 la vista umana che solo a poco a poco, raffinandosi, diviene capace di scorgerla.<\/p>\n<p>Credo che, sostanzialmente, avesse ragione Kierkegaard, anche in questo: dapprima \u00e8 la vita estetica; poi, quella etica; infine, la religiosa. E anche la rivelazione dell&#8217;Essere si manifesta cos\u00ec, grado a grado, accompagnando l&#8217;evoluzione dell&#8217;anima.<\/p>\n<p>In un primo tempo, dunque, la seconda vista si apre confusamente nella dimensione estetica dell&#8217;esistenza.<\/p>\n<p>Ricordo una sera di molti anni fa. Ero militare &#8211; negli alpini: specialit\u00e0, artiglieria da montagna; e la mia anima vagava in una umida e fredda sera d&#8217;inverno, intirizzita e piena di nostalgia. D&#8217;un tratto, un balcone di legno &#8211; un balcone di legno, con le scale esterne, pure di legno, e i vasi di gerani dietro i vetri: ed ecco il prodigio: il calore della bellezza, della poesia che incendia le cose coi suoi colori incandescenti e riscalda il cuore, inesplicabilmente.<\/p>\n<p>Ma si tratta di una rivelazione esile, momentanea, circondata minacciosamente da densi strati di oscurit\u00e0, di sconforto e di tristezza. E cos\u00ec \u00e8 sempre stato: dipingevo, allora, e scrivevo poesie; ma sempre il dono della bellezza \u00e8 stato fuggevole, sempre in procinto di dileguarsi.<\/p>\n<p>Poi, la seconda vista inizia a svilupparsi nella sfera della vita etica. E, come giustamente ha osservato Kierkegaard, l&#8217;impegno che due persone stringono fra loro, nella solitudine dell&#8217;esistenza, specialmente allorch\u00e9 si rendono disponibili a trasmettere, a loro volta, il mistero della vita, ne \u00e8 l&#8217;emblema e, forse, la pi\u00f9 alta manifestazione.<\/p>\n<p>In quella fase, accade talvolta di ritrovare il prodigio dell&#8217;arcobaleno di luce, degli orizzonti che si spalancano liberi e gioiosi; ma, ancora, si tratta di momenti di grazia, intervallati da un lungo e faticoso andare a tentoni nel buio.<\/p>\n<p>Infine, un bel giorno, il viandante riprende il bordone e si rimette sulla via: non \u00e8 pi\u00f9 giovane, molte illusioni ha visto tramontare all&#8217;orizzonte della propria vita; ma, nel cuore, lo incendia ancora la febbre della scoperta, lo riscalda come non mai la fiamma dello stupore.<\/p>\n<p>Ecco: \u00e8 allora, quando impara a fidarsi sempre meno di se stesso e sempre pi\u00f9 del potere benefico che scende dall&#8217;alto; quando recide gli ultimi legami con la smania del possesso, del controllo sugli altri, del dominio sulle cose; quando apprende a fare di s\u00e9 un organo di silenzio, di ascolto e di fiduciosa apertura al richiamo dell&#8217;Essere: allora &#8211; non come una retribuzione dovuta, ma come un dono assolutamente gratuito &#8211; gli verr\u00e0 offerto l&#8217;arcobaleno di luce.<\/p>\n<p>Nemmeno adesso potr\u00e0 disporne in maniera totale e definitiva; nemmeno adesso potr\u00e0 dirlo suo per sempre, e allontanare una volta per tutte il buio dell&#8217;incertezza e del timore; ma, d&#8217;altra parte, non si tratter\u00e0 pi\u00f9 di rari momenti d&#8217;estasi, ma di un compagno di viaggio che, pur non mostrandosi sempre, sappiamo esserci accanto, fedele e premuroso.<\/p>\n<p>Si tratta solo di chiamarlo nella maniera giusta: con umilt\u00e0, con fiducia, con gioia. E lui verr\u00e0, e ci dar\u00e0 il braccio nei momenti difficili.<\/p>\n<p>Questo solo posso dirti, Sabina; non so come avvenga, n\u00e9 perch\u00e9.<\/p>\n<p>So soltanto che accade: e credo che tutti possiamo farne esperienza, se soltanto impariamo a spogliarci del nostro piccolo Io, volubile, capriccioso e tirannico, per aprirci al mistero dell&#8217;Essere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vuoi sapere, Sabina, che cosa resta da fare quando si sente d&#8217;essere giunti in un vicolo cieco; quando davanti a noi sembrano ergersi solo muraglie nude,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[92],"class_list":["post-28979","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28979","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28979"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28979\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28979"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28979"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28979"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}