{"id":28975,"date":"2018-12-17T05:49:00","date_gmt":"2018-12-17T05:49:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/17\/sotto-lo-sguardo-di-dio-la-verita-si-svela-semplice\/"},"modified":"2018-12-17T05:49:00","modified_gmt":"2018-12-17T05:49:00","slug":"sotto-lo-sguardo-di-dio-la-verita-si-svela-semplice","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/12\/17\/sotto-lo-sguardo-di-dio-la-verita-si-svela-semplice\/","title":{"rendered":"Sotto lo sguardo di Dio la verit\u00e0 si svela, semplice"},"content":{"rendered":"<p>La verit\u00e0 esiste ed \u00e8 accessibile agli uomini; la verit\u00e0 \u00e8 semplice; la verit\u00e0, tuttavia, si svela a chi ha il cuore semplice; la verit\u00e0 resiste agli orgogliosi e ai superbi, che vogliono afferrarla solo razionalmente. Questo \u00e8 il segreto che i nostri nonni conoscevano intuitivamente, che i nostri avi conoscevano anche intellettualmente: che Platone ha cercato di esporre per mezzo dei miti e che san Tommaso ha cercato di esprimere affermando che fede e ragione concorrono al medesimo fine. Dante ha voluto trasmettere il medesimo concetto ricordando che esiste un limite a ci\u00f2 che l&#8217;uomo pu\u00f2 conoscere con le proprie forze, e che per giungere alla conoscenza delle cose pi\u00f9 alte, egli deve trovarsi in grazia di Dio. Ora, la cosa pi\u00f9 alta in assoluto \u00e8 Dio: \u00e8 Lui l&#8217;ente supremo, che origina, spiega e comprende ogni altro ente; di conseguenza, l&#8217;uomo non pu\u00f2 arrivare alla conoscenza di Dio senza l&#8217;aiuto di Dio stesso, o, il che \u00e8 il medesimo concetto, espresso in altro modo, senza trovarsi in stato di Grazia davanti a Lui. Pretendere di arrivare alla verit\u00e0 senza bisogno del suo aiuto e senza essere in grazia di Lui, equivale a sfidare Dio e a presumere di essere pari a Dio. La superbia di chi vuole innalzarsi al di sopra dello statuto ontologico della creatura, e la miseria delle passioni disordinate che abbrutiscono l&#8217;uomo e lo sprofondano in basso, sono due facce della stessa cosa: la mancanza del timor di Dio e quindi l&#8217;allontanamento volontario dell&#8217;uomo da Lui. L&#8217;uomo che si allontana da Dio non trover\u00e0 la verit\u00e0, perch\u00e9 ha deciso, egli stesso, di voltare le spalle alla verit\u00e0: sarebbe come se uno, dopo essersi privato deliberatamente della vista, pretendesse di vedere, anzi sostenesse di vedere pi\u00f9 degli altri e meglio degli altri.<\/p>\n<p>Tutto questo non equivale a una svalutazione della ragione umana, bens\u00ec alla capacit\u00e0 di porre la ragione umana nella giusta prospettiva. La ragione \u00e8 un mezzo, non un fine: un mezzo <em>per seguir virtute e conoscenza<\/em>. La ragione non \u00e8 fine a se stessa, dunque neppure la ricerca del vero sar\u00e0 fine a se stessa: con la verit\u00e0 non si gioca, non \u00e8 un trastullo intellettuale per persone annoiate dalla vita di ogni giorno. In altre parole, la ricerca della verit\u00e0 nasce dal desiderio di innalzarsi al di sopra delle cose di quaggi\u00f9, ma senza disprezzare nulla, senza presumere nulla, senza pensare che l&#8217;uomo sia capace di trovare, da solo, quella verit\u00e0 ultima che cerca. La verit\u00e0 ultima non \u00e8 alla portata dell&#8217;uomo, cos\u00ec come non \u00e8 alla sua portata la scelta definitiva e irrevocabile del bene. L&#8217;uomo \u00e8 fragile, la sua natura \u00e8 instabile, e soprattutto egli \u00e8 roso dal verme della concupiscenza, per cui pu\u00f2, in qualsiasi momento, lasciarsi travolgere dai suoi cattivi istinti e fare il male, magari pensando d&#8217;inseguire un bene. La sola espressione <em>cattivi istinti<\/em> far\u00e0 sobbalzare sulla sedia pi\u00f9 di qualcuno: dal punto di vista della cultura moderna, essa \u00e8 inaccettabile e intollerabile. Ma come! Se l&#8217;uomo ha degli istinti, non possono essere cattivi in se stessi; al massimo, l&#8217;uomo moderno pu\u00f2 arrivare ad ammettere che devono essere guidati e disciplinati. Ma che siano cattivi in se stessi, no, questo non lo ammetter\u00e0 mai e poi mai: la natura umana \u00e8 fondamentalmente buona, semmai \u00e8 la societ\u00e0 che la corrompe e la rende cattiva. E chi lo dice? Lo dice Rousseau. E chi \u00e8 Rousseau? \u00c8 quel misero pensatore che, senza argomentarlo e senza dimostrarlo, afferma che l&#8217;uomo nasce buono per natura, e che, di conseguenza, per spiegare il male, va in cerca di un colpevole esterno, e lo trova nella societ\u00e0. Strano, visto che societ\u00e0 \u00e8 formata da individui in carne e ossa e non da puri spiriti, o da extraterrestri, o da diavoli sbucati fuori dall&#8217;inferno. Anche un bambino capirebbe che questo ragionamento, se cos\u00ec lo si vuol chiamare, non funziona; ma, come disse qualcuno, se una determinata affermazione, per quanto palesemente falsa o sciocca, viene ripetuta dieci, cento, mille volte, per settimane e mesi e anni, finisce per diventare un assioma, un dogma, una verit\u00e0 auto-evidente: e cos\u00ec \u00e8 stato per l&#8217;antropologia di Rousseau, malata di ottimismo come quella di Pelagio: l&#8217;uomo \u00e8 buono, i suoi istinti sono buoni.<\/p>\n<p>E se non sono buoni, rincara la dose Freud, sono comunque amorali, nel senso che non possono essere giudicati secondo il metro del bene e del male, cio\u00e8 secondo il metro dell&#8217;etica. E perch\u00e9 non possono essere giudicati con quel metro? Perch\u00e9 sono istinti umani, dunque devono essere salvaguardati, in ogni caso, dall&#8217;accusa di avere in s\u00e9 alcunch\u00e9 di malvagio. In effetti, dire che gli istinti sono a-morali, o extra-morali, o pre-morali, \u00e8 una soluzione a met\u00e0, una soluzione di compromesso: \u00e8 come mettere il problema in congelatore, evitando di sporcarsi le mani con una sentenza chiara e definitiva. Eppure, se l&#8217;istinto fondamentale dell&#8217;uomo, fin da bambino, \u00e8 &#8211; poniamo &#8211; quello di assassinare suo padre e di prendere il suo posto nel letto accanto alla propria madre, risulta difficile evitare di definirlo &quot;cattivo&quot;. Pure, la cultura moderna \u00e8 stata capace di fare anche questo ulteriore salto mortale: dopo aver accettato la &quot;scommessa&quot; indimostrabile, e improbabile, di Rousseau, che l&#8217;uomo sia buono per natura, ecco la seconda &quot;verit\u00e0&quot; ideologica da conciliare con la prima: che il male deve per forza venire da qualche altra parte, perch\u00e9, quando l&#8217;uomo fa il male, e quando persino un bambino fa il male, ci\u00f2 non nasce da un istinto cattivo, ma da una qualche forma di ottenebramento, da qualche temporanea follia che lo ha offuscato, non dalla sua intima natura. Cos\u00ec, se due bambini di dieci anni rapiscono e uccidono un bambino di due anni &#8212; non stiamo inventando nulla, purtroppo: \u00e8 la storia dell&#8217;omicidio di James Bulger, a Liverpool, nel 1993 &#8212; e lo fanno semplicemente per noia e per divertimento, ecco che una legione di nipotini di Rousseau e di Freud vengono a dirci che s\u00ec, \u00e8 stata una cosa terribile, ma insomma, sono pur sempre due bambini, qualche cosa li ha traviati, probabilmente la societ\u00e0, la famiglia, la televisione, ma in loro non c&#8217;era il male, non c&#8217;era la malvagit\u00e0, hanno fatto del male ma non erano cattivi nel significato proprio della parola, erano solo ottenebrati da qualche fattore disturbante, che li ha momentaneamente accecati. Quante contorsioni intellettuali per negare l&#8217;evidenza, ossia che il male esiste ed \u00e8 nell&#8217;uomo, sim da piccolo; che gli istinti cattivi esistono, e lottano nel profondo di ciascuno di noi con gli istinti buoni, la compassione, la solidariet\u00e0, il desiderio di proteggere il pi\u00f9 debole; e che tutto ci\u00f2 configura uno scenario ben diverso sia da quello ottimistico di Rousseau che a da quello a-moralistico di Freud.<\/p>\n<p>Dunque, ribadiamo il concetto: la verit\u00e0 esiste, ma per essere degni di vederla, bisogna essere come Dio ci vuole: puri e umili di cuore. Quel che ci fa velo allo sguardo sono i peccati, ed \u00e8 la superbia, cio\u00e8 la pretesa di poterci innalzare pi\u00f9 in alto di quel che consente il nostro statuto ontologico. Santa Caterina da Siena era &#8211; cos\u00ec pare &#8211; analfabeta, eppure si era avvicinata alla verit\u00e0 pi\u00f9 di un uomo coltissimo e spregiudicato, come Federico II di Svevia, che i suoi contemporanei chiamarono <em>stupor mundi<\/em>. E gli Apostoli, che Ges\u00f9 Cristo scelse personalmente in mezzo alla gente di Galilea &#8212; non furono essi a scegliere Lui, ma Lui a scegliere loro &#8212; non erano persone semplici e illetterate? Erano pescatori, gente umile, che non aveva fatto alcuno studio. Non scelse dei filosofi: eppure dai suoi discorsi traspare una sapienza cos\u00ec sublime, che avrebbe potuto affascinare i pi\u00f9 grandi pensatori, da Socrate a Platone. Infatti, il punto \u00e8 questo: non siamo noi che troviamo la verit\u00e0, \u00e8 la Verit\u00e0 che ci illumina dall&#8217;alto, quando noi abbiamo reso le pareti della nostra anima e della nostra mente abbastanza trasparenti da poter ricevere la sua luce. Ma finch\u00e9 viviamo sprofondati nel fango delle passioni disordinate, e accecati da una smisurata superbia intellettuale, quella luce noi non la vedremo, quei raggi benefici non li riceveremo, anche se sfolgorassero in pieno sopra di noi, perch\u00e9, per noi, \u00e8 come se non esistessero.<\/p>\n<p>Scriveva Guido Capitolo a conclusione di uno suo breve, commovente scritto, intitolato <em>La verit\u00e0 \u00e8 semplice<\/em>, nel quale narra il ritorno al paese natio, dopo vent&#8217;anni di assenza, per partecipare ad una commemorazione in onore di suo fratello maggiore, spentosi precocemente tanto tempo prima (da: <em>Pagine inedite del preside Capitolo<\/em>, in: <em>Quarant&#8217;anni del Liceo Scientifico &quot;G. Marinelli&quot; (1923-1963)<\/em>, Udine, Del Bianco, pp. 135):<\/p>\n<p><em>Il treno ripart\u00ec alla grande stazione e caddi in un sonno profondo che mi tolse ogni senso ed ogni immagine, finch\u00e9 le luci del giorno mi ferirono il volto e con un brivido tornai alla coscienza: innanzi a ne si stendeva il paesaggio della Lucania, che non vedevo da vent&#8217;anni. Non l&#8217;avevo mai sentito come allora: un paesaggio di sogno, in bianco e nero: una terra brulla senza alberi e senza fiori; montagne desolate che cadevamo a strapiombo su torrenti rovinosi; villaggi sparsi su posizioni assurde; malinconiche lande senza un segno di vita, con rare macchie e cespugli.<\/em><\/p>\n<p><em>Mi balz\u00f2 nella mente un passo del Diario di Kierkegaard: &quot;Qui tutto si distende nudo e senza veli dinanzi a Dio; qui non si trovano le molte distrazioni, i numerosi meandri, in cui sembra che la coscienza si possa nascondere e di dove riesce difficile richiamare alla seriet\u00e0 della vita i distratti pensieri. Qui la coscienza deve decidere in modo determinato e preciso di se stessa. Dove io posso sfuggire innanzi al tuo sguardo, o Dio?&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Compresi allora il segreto dell&#8217;anima che veramente \u00e8 vissuta in quella terra e ci \u00e8 rimasta aggrappata: l\u00e0 non si sfugge allo sguardo di Dio e la coscienza deve decidere in modo determinato e preciso di se stessa. E compresi che chi non sfugge allo sguardo di Dio, sente che la verit\u00e0 \u00e8 semplice<\/em>.<\/p>\n<p>Lo sguardo di Dio, nella potente immagine di Kierkegaard, \u00e8 la verit\u00e0 che noi non riusciremo a vedere fino a quando non avremo imparato a metterci a nudo innanzi a Lui, confessando la nostra debolezza e il nostro bisogno di Lui. Dio \u00e8 la verit\u00e0, e la verit\u00e0 \u00e8 bene, mentre la menzogna \u00e8 male. Finch\u00e9 rimane sprofondato nella menzogna, finch\u00e9 si pasce di mezze verit\u00e0, di piccole verit\u00e0, di verit\u00e0 parziali, l&#8217;uomo dimostra di non essere degno di vedere ci\u00f2 che sta in alto, e che brilla al di sopra di lui. L&#8217;uomo cerca istintivamente la verit\u00e0, perch\u00e9 la verit\u00e0 \u00e8 un bene, \u00e8 il bene supremo; e l&#8217;uomo cerca istintivamente il bene. Ecco: qui, s\u00ec, possiamo parlare di un istinto che \u00e8 <em>naturalmente<\/em> buono. Ma accanto agli istinti buoni, vi sono anche di quelli non buoni, e ve ne sono alcuni decisamente cattivi: invidia, superbia, lussuria, cupidigia, eccetera. Non possiamo dichiararli tutti buoni per decreto. Come diceva Chesterton nel libro <em>L&#8217;uomo eterno<\/em> (e stava parlando, per inciso, della pederastia, che oggi sembra andare moltissimo di moda, salvo essere &quot;sdoganata&quot; da una neo-morale permissiva, che si alimenta pi\u00f9 di Freud che del Vangelo): <em>gli errori non smettono di essere errori anche quando diventano di moda<\/em>. Ora, negare che esistano degli istinti cattivi \u00e8 un errore; mentre affermare che la loro esistenza sarebbe una prova dell&#8217;inesistenza di Dio, oppure, in alternativa, una prova del fatto che Dio non \u00e8 buono (contraddizione in termini, Dio essendo la perfezione, ed il male essendo una deficienza dell&#8217;essere) \u00e8 non solamente un errore, ma una bestemmia. Gli istinti cattivi sono una conseguenza del Peccato originale, ma l&#8217;uomo conserva intatta la capacit\u00e0 di fronteggiarli, purch\u00e9 abbia l&#8217;umilt\u00e0 di affidarsi a Dio e di porsi sotto la sua protezione: perch\u00e9, da solo, no, non riuscir\u00e0 a controllarli. Non riuscir\u00e0 a padroneggiare la rabbia, la gelosia, il pungiglione della lussuria, o quello dell&#8217;invidia; non riuscir\u00e0 a evitare di essere dominato dall&#8217;avidit\u00e0, o di sprofondare nell&#8217;accidia. E quanto pi\u00f9 cade in preda ai suoi cattivi istinti, tanto pi\u00f9 egli si allontana dalla verit\u00e0.<\/p>\n<p>Sappiamo qual \u00e8 l&#8217;obiezione del pensiero moderno: la verit\u00e0 \u00e8 indipendente dall&#8217;animo di colui che la cerca; la verit\u00e0 pu\u00f2 essere trovata anche da una persona moralmente indegna, purch\u00e9 possieda sufficienti strumenti intellettuali. Rispondiamo che bisogna vedere di quale verit\u00e0 stiamo parlando. Noi parliamo <em>della<\/em> verit\u00e0; quei signori parlano <em>delle<\/em> verit\u00e0. Le verit\u00e0 parziali sono verit\u00e0 per modo di dire: il nome che indossano \u00e8 fittizio, perch\u00e9 una verit\u00e0 parziale \u00e8 tutt&#8217;altra cosa dalla verit\u00e0, e pu\u00f2 essere anche quanto di pi\u00f9 lontano esista dalla verit\u00e0. Un tipico esempio di ci\u00f2 sono le verit\u00e0 scientifiche disgiunte dalla verit\u00e0 ultima, che \u00e8 Dio. Sappiamo che, quando giunse loro la notizia che l&#8217;operazione di sganciamento della bomba atomica su Hiroshima era stata coronata da pieno successo, e che gli effetti erano stati quelli sperati, gli scienziati del gruppo Manhattan, ossia del progetto al quale avevano lavorato per diversi anni, si abbandonarono all&#8217;esultanza. E sappiamo anche che non erano persone malvagie: nondimeno esultarono per il fatto che il loro lavoro intellettuale aveva prodotto la distruzione immediata di circa 100.000 persone innocenti. Avevano trovato una verit\u00e0 scientifica, che \u00e8 possibile scindere l&#8217;atomo e farne scaturire una immensa energia, ma quella non era <em>la<\/em> verit\u00e0. La verit\u00e0, che \u00e8 il bene, non pu\u00f2 produrre il male, n\u00e9 renderle peggiori: e cosa c&#8217;\u00e8 di peggio, per delle persone perbene e rispettabili, che abbandonarsi alla gioia sfrenata, fino alle lacrime, perch\u00e9 si \u00e8 trovato il modo di assassinare in un solo momento, senza rischi e senza perdite, quasi tutti gli inermi abitanti di una grande citt\u00e0? La sola spiegazione di questo apparente paradosso \u00e8 che l&#8217;intelligenza, se \u00e8 accecata dalla superbia, conduce a vedere solo le verit\u00e0 parziali e, di conseguenza, perde del tutto di vista il Bene, che dimora soltanto nella Verit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La verit\u00e0 esiste ed \u00e8 accessibile agli uomini; la verit\u00e0 \u00e8 semplice; la verit\u00e0, tuttavia, si svela a chi ha il cuore semplice; la verit\u00e0 resiste<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[117,263],"class_list":["post-28975","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-dio","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28975","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28975"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28975\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28975"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28975"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28975"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}