{"id":28972,"date":"2008-11-04T03:17:00","date_gmt":"2008-11-04T03:17:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/11\/04\/quel-sottinteso-indicibile-che-avvelena-il-rapporto-fra-luomo-e-la-donna\/"},"modified":"2008-11-04T03:17:00","modified_gmt":"2008-11-04T03:17:00","slug":"quel-sottinteso-indicibile-che-avvelena-il-rapporto-fra-luomo-e-la-donna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/11\/04\/quel-sottinteso-indicibile-che-avvelena-il-rapporto-fra-luomo-e-la-donna\/","title":{"rendered":"Quel sottinteso indicibile che avvelena il rapporto fra l&#8217;uomo e la donna"},"content":{"rendered":"<p>La modernit\u00e0 e la sua espressione pi\u00f9 caratteristica, la massificazione della societ\u00e0 e della cultura, hanno instaurato una egemonia della retorica che ha reso impronunciabili le parole che ad essa rifiutano di sottomettersi.<\/p>\n<p>A renderle impronunciabili non \u00e8, ovviamente, una normativa giuridica, ma una greve cappa di conformismo demagogico, per cui dalla censura sulle parole si \u00e8 passati all&#8217;autocensura dei concetti, privandosi volonterosamente dello spirito critico di cui ogni essere umano dovrebbe essere dotato: tutto per non subire l&#8217;ostracismo della maggioranza ed essere considerati persone evolute, di mente aperta e al passo coi tempi.<\/p>\n<p>Vi sono alcune scomode verit\u00e0 che non si possono dire, perch\u00e9 su di esse riposa il castello di menzogne della societ\u00e0 di massa, dominata dalle leggi del numero e della quantit\u00e0 e tenuta in piedi da un costante, quotidiano ricatto morale. E il ricatto \u00e8 questo: che, se qualcuno critica le parole d&#8217;ordine e gli slogan fondamentali della demagogia oggi imperante, viene automaticamente bollato di epiteti, quali &quot;razzista&quot; o &quot;fascista&quot;, che comportano la morte sociale e l&#8217;esclusione di fatto dal <em>&quot;regnun hominum&quot;<\/em>, per vedersi sospinti nella foresta delle belve feroci, dove ruggiscono impotenti i cattivi soggetti che non accolgono di buon grado le moderne tavole della Legge.<\/p>\n<p>Abbiamo gi\u00e0 cercato di mostrare, ad esempio, che l&#8217;accusa di razzismo viene distribuita con troppa facilit\u00e0 non solo a chi se la merita, ma anche a quelle persone che, semplicemente, non sono d&#8217;accordo con la politica di aprire le frontiere a milioni e milioni d&#8217;immigrati o che, ancor pi\u00f9 semplicemente, non amano respirare tutto il giorno cattivi odori, subire rumori molesti, vedere le scale del proprio condominio lordate di orina e peggio (cfr. \u00abQuella scomoda verit\u00e0 che nessuno osa dire a proposito di immigrazione e razzismo\u00bb ed \u00absi. \u00c8 razzismo non sopportare l&#8217;odore di aglio fritto?\u00bb, entrambi consultabili sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Un&#8217;altra parola indicibile \u00e8 quella che riguarda i rapporti tra le persone &quot;normali&quot; (ma la parola, appunto, fa rabbrividire la cultura demagogica dominante) e quelle portatrici di handicap o, come oggi si preferisce dire, &quot;diversamente abili&quot;. Data la grande delicatezza dell&#8217;argomento, speriamo vivamente di non essere fraintesi. Quel che vogliamo dire, e lo diremo in maniera pi\u00f9 articolata un&#8217;altra volta, \u00e8 che la societ\u00e0 odierna \u00e8 passata da un estremo all&#8217;altro, bruscamente e senza alcun senso della misura: dall&#8217;emarginazione alla negazione del problema.<\/p>\n<p>Un tempo (che non \u00e8 affatto lontano) le persone handicappate dovevano vivere separate dalla societ\u00e0 civile, quasi sotto il marchio di una colpa: ed era una cosa vergognosa, oltre che stupida. Oggi siamo arrivati al totale rovesciamento del paradigma negativo: l&#8217;handicap non esiste, e chi osa accennarvi \u00e8 un individuo insensibile e perfino spregevole.<\/p>\n<p>Al tempo stesso, per\u00f2, accade (non sempre, ovviamente) che i familiari del disabile vogliano rifarsi sulla societ\u00e0 di un disagio, di un rancore irrazionale lungamente accumulato; e che vogliano brandire quell&#8217;handicap come una clava, per far sentire in colpa gli altri e per ottenere delle forme ingiustificate di facilitazione. Questa, almeno, \u00e8 l&#8217;esperienza che quanti lavorano a contatto con simili problemi hanno avuto occasione di fare almeno qualche volta: noi ne potremmo citare parecchi esempi. Ma dire queste cose \u00e8 considerato politicamente molto scorretto, perch\u00e9 il debole ha sempre ragione, anche quando ha torto marcio e quando sfrutta la sua debolezza per esercitare una forma di ricatto.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra parola tab\u00f9 e &quot;antisemitismo&quot;. Pare che non sia possibile parlare degli ebrei, e soprattutto della Stato d&#8217;Israele, se non per approvare incondizionatamente tutto ci\u00f2 che essi dicono e fanno; se cos\u00ec non \u00e8, vuol dire che stanno riemergendo dei rigurgiti di razzismo.<\/p>\n<p>Per esempio, guai a ricordare che altri popoli hanno subito dei tentativi di genocidio, e non solo nella storia antica, ma anche in quella recente e recentissima (vedi i Tutsi del Ruanda, nel 1994, ad opera degli Hutu): immediatamente si leva un coro di indignate proteste, come se una simile affermazione equivalesse ad una forma di negazionismo e, quindi, ad una apologia del nazismo e delle camere a gas.<\/p>\n<p>Anche di ci\u00f2 abbiamo cercato di parlare, a suo luogo, in alcuni scritti (cfr. \u00abQuello degli ebrei \u00e8 stato l&#8217;unico genocidio?\u00bb e \u00abAlcune brevi considerazioni sui concetti di sionismo e antisemitismo\u00bb, sempre sul sito di Arianna).<\/p>\n<p>L&#8217;elenco delle parole indicibili potrebbe continuare a lungo.<\/p>\n<p>Vogliamo parlare di streghe e di stregoneria? Per carit\u00e0, ci\u00f2 significherebbe evocare un nuovo Medioevo e divenire corresponsabili retroattivi delle atrocit\u00e0 dell&#8217;Inquisizione. Perci\u00f2 non si pu\u00f2 dire che streghe e stregoneria esistettero realmente, nel Medioevo e nel Rinascimento, cos\u00ec come &#8211; del resto &#8211; esistono tuttora.<\/p>\n<p>Naturalmente, affermare questa semplice verit\u00e0 \u00e8 politicamente scorrettissimo: eppure non significa n\u00e9 entrare nel merito della realt\u00e0 dei poteri magici (cui si pu\u00f2 credere oppure no: noi ci crediamo, anche perch\u00e9 crediamo all&#8217;esistenza del Male con la &quot;m&quot; maiuscola), n\u00e9, tanto meno, approvare le torture ed i roghi degli inquisitori. Ma tant&#8217;\u00e8: quelle sono parole tab\u00f9, \u00e8 doppiamente proibito persino nominarle: perch\u00e9 sa di superstizione agli orecchi della dominante cultura scientista; e perch\u00e9 sa di repressione alla imperante demagogia pseudo-libertaria.<\/p>\n<p>La parola tab\u00f9 che qui vorremmo affrontare ha a che fare, invece, con il nodo sensibile dei rapporti fra uomo e donna.<\/p>\n<p>Poich\u00e9 noi crediamo che il rapporto fra uomo e donna stia alla base dell&#8217;intera societ\u00e0, se non altro perch\u00e9 da esso si origina la famiglia (ma questo \u00e8 un altro concetto tab\u00f9: gli omosessuali se ne sentono gravemente discriminati, dato che, per loro, una famiglia pu\u00f2 essere fondata benissimo sul matrimonio tra due persone del medesimo sesso), ci sembra che bisognerebbe avere il coraggio di dire le cose non dette su di esso, a tutto vantaggio della chiarezza e, quindi, della possibilit\u00e0 di rafforzare quel legame.<\/p>\n<p>Tra le molte cose non dette e ritenute non dicibili nel rapporto fra l&#8217;uomo e la donna, forse quella che pi\u00f9 urgentemente si dovrebbe &quot;sdoganare&quot; riguarda una malintesa forma di cavalleria, per cui al cosiddetto &quot;sesso debole&quot; (che, a torto, \u00e8 ritenuto quello femminile) non possono essere imputati comportamenti che, nell&#8217;uomo, susciterebbero orrore e riprovazione universali.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, il (presunto) debole si fa forte della propria (presunta) debolezza per esercitare una forma di ricatto, grazie alla quale pu\u00f2 trasformare il suo (presunto) svantaggio in un vantaggio, assicurandosi non solo uno spazio di manovra che, altrimenti, gli sarebbe negato, ma anche la certezza che l&#8217;altro (il maschio, in questo caso) non oser\u00e0 imputargli comportamenti sleali, perch\u00e9, se lo facesse, verrebbe meno a un codice di galateo universalmente accettato e, quindi, si esporrebbe alla gogna sociale.<\/p>\n<p>Alludiamo particolarmente alla libert\u00e0, anzi, all&#8217;impunit\u00e0, generalmente concessa alle donne e a loro tacitamente riconosciuta, di giocare con i sentimenti dell&#8217;uomo al solo scopo di esibire il proprio potere seduttivo e di averne la conferma ai propri occhi.<\/p>\n<p>Intendiamoci, vi sono anche diversi uomini che agiscono cos\u00ec (peraltro non molto virili, di solito): ma, allorch\u00e9 scoprono il proprio gioco, sono oggetto di una severa censura morale da parte della societ\u00e0. Non si va in prigione per questo, ma si \u00e8 oggetto di una condanna pressoch\u00e9 universale, sia da parte degli uomini che delle donne: perch\u00e9, in teoria, siamo tutti d&#8217;accordo che giocare con i sentimenti altrui per il solo piacere di verificare la propria irresistibilit\u00e0, \u00e8 cosa meschina e irresponsabile.<\/p>\n<p>Alle donne, invece, ci\u00f2 \u00e8 consentito, perch\u00e9 &#8211; si dice &#8211; fa parte della loro natura, della loro femminilit\u00e0; e gli uomini sono i primi a riconoscerlo.<\/p>\n<p>Non diversamente si spiega, ad esempio, lo strepitoso successo &#8211; che dura da oltre due secoli e mezzo &#8211; della commedia di Carlo Goldoni \u00abLa locandiera\u00bb, in cui la protagonista, Mirandolina, per puro capriccio e per vanit\u00e0 ferita, si mette d&#8217;impegno a far innamorare l&#8217;unico cliente del suo albergo che non \u00e8 caduto immediatamente ai suoi piedi; e, quando vi \u00e8 riuscita, lo respinge senza il minimo rimorso, avendo ormai placato la sua smania di esercitare una forma di potere su qualsiasi uomo, bello o brutto, ricco o povero, giovane o vecchio, indipendentemente da qualsiasi forma di coinvolgimento da parte sua.<\/p>\n<p>La reazione del cavaliere di Ripafratta, quando si scopre giocato e costretto ad assistere all&#8217;annuncio del fidanzamento di Mirandolina con il servo Fabrizio, \u00e8 di amara delusione e di ira impotente (Atto III, scena XVIII):<\/p>\n<p>\u00abS\u00ec, maledetta, sposati a chi tu vuoi. So che tu m&#8217;ingannasti, so che trionfi dentro di te medesima d&#8217;avermi avvilito, e vedo fin dove vuoi cimentare la mia tolleranza. Meriteresti che io ripagassi gl&#8217;inganni tuoi con un pugnale nel seno; meriteresti ch&#8217;io ti strappassi il cuore, e lo recassi in mostra alle femmine lusinghiere, alle femmine ingannatrici. Ma ci\u00f2 sarebbe un doppiamente avvilirmi. Fuggo dagli occhi tuoi: maledico le tue lusinghe, le tue lagrime, le tue finzioni; tu mi hai fatto conoscere qual infausto poter abbia sopra di noi il tuo sesso, e mi hai fatto a costo mio imparare, che per vincerlo non basta, no, disprezzarlo, ma ci conviene fuggirlo.\u00bb<\/p>\n<p>Dunque: un uomo che lusinga ed inganna una fanciulla \u00e8 un vile, un depravato, un individuo spregevole; ma una donna che agisce cos\u00ec con uomo non pu\u00f2 essere biasimata, al massimo, che per una certa qual leggerezza; del resto, non ha fatto nulla che non sia parte della sua natura. Se il malcapitato pensasse a rimproverarle la sua mala azione, cadrebbe nel ridicolo: non lo sapeva, dunque, che un uomo non deve mai credere troppo facilmente alle dichiarazioni d&#8217;amore di una donna? Che debolezza, cascarci cos\u00ec in pieno!<\/p>\n<p>Pertanto, egli non pu\u00f2 neanche lamentarsi di essere stato ferito nei suoi sentimenti pi\u00f9 sacri: se lo facesse, si renderebbe patetico. No, deve essere forte e non reagire in alcun modo, anche se il suo cuore sanguina; altrimenti, al danno si aggiungerebbe la beffa. Mirandolina lo dice chiaro al conte, quando ormai gioca a carte scoperte: proprio lui che disprezza le donne, non lo sapeva bene che non ci si deve mai fidare di esse?<\/p>\n<p>Riassumendo: un uomo che gioca a sedurre le donne, e che ci riesce, viene giudicato un cinico e un amorale (come il \u00abBel Ami\u00bb di Guy de Maupassant); una donna che gioca a fare la civetta \u00e8 una adorabile birichina. Se una donna viene illusa e poi respinta, \u00e8 una povera vittima del maschilismo pi\u00f9 bieco; se ci\u00f2 accade a un uomo, costui non pu\u00f2 essere che un povero sciocco, che non ha ancora imparato a stare al mondo. Per cui ci si aspetta che la donna abbia sempre campo libero e ogni via aperta, cos\u00ec nell&#8217;attacco come nella ritirata; mentre l&#8217;uomo non pu\u00f2 mai venir meno ai suoi doveri di cavaliere; e, se gli capita di essere illuso e poi buttato in un angolo, tanto peggio per lui, poteva essere pi\u00f9 furbo.<\/p>\n<p>Una donna sedotta e abbandonata \u00e8 un personaggio tragico e profondamente commovente: tutti sono pronti a solidarizzare con lei e a lapidare il suo seduttore; ma un uomo sedotto e abbandonato non suscita altro che un malcelato sorriso d&#8217;ironia.<\/p>\n<p>La contraddizione risiede nel fatto che la donna si aspetta dall&#8217;uomo che sia sincero e leale, anzi, lo pretende; ma, quanto pi\u00f9 lo trova sincero e leale, tanto pi\u00f9 le viene la voglia di tormentarlo e di divertirsi un po&#8217; alle sue spalle: in breve, di perdere ogni rispetto nei suoi confronti. A parole, essa desidera un compagno che la adori e che si faccia in quattro per renderla felice; in pratica, non saprebbe che farsene di un uomo del genere. Lo disprezza; e si protende invece con desiderio verso il maschio brutale, che la prende e la lascia a suo piacere: che la fa soffrire, che si mostra pi\u00f9 forte di lei in quella guerra antica come il mondo, che \u00e8 l&#8217;incontro dei sessi&#8230;<\/p>\n<p>E cos\u00ec, per una malintesa forma di cavalleria, a una donna \u00e8 concesso di giocare fino all&#8217;ultimo la carta del nascondimento e, quindi, della volont\u00e0 di dominio: perch\u00e9 si gioca con l&#8217;altro stando mascherati al fine di poterlo pi\u00f9 agevolmente dominare.<\/p>\n<p>Chi ha detto che le donne non sono interessate al potere? Solo che non le attira quello politico, che ha pur sempre qualche cosa di astratto, e tanto pi\u00f9, quanto pi\u00f9 \u00e8 elevato; ma il potere concreto che si esercita nella penombra del rapporto privato, fra i muri della casa.<\/p>\n<p>Un&#8217;altra asimmetria nel rapporto fra l&#8217;uomo e la donna (ove, in teoria, diritti e doveri reciproci dovrebbero sempre bilanciarsi) risiede nel fatto che l&#8217;uomo deve mostrare apertamente il desiderio per la donna da cui si sente attratto, esponendosi a un possibile rifiuto e mettendosi in gioco sino in fondo; mentre una donna pu\u00f2 simulare indifferenza, fino a quando non sia ben certa del fatto suo, ossia di aver raggiunto il desiderato ascendente sull&#8217;uomo. In questo modo ella ha sempre, per cos\u00ec dire, il coltello dalla parte del manico.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 condurre il gioco quanto lo desidera e tirarsi indietro in qualsiasi momento, con libert\u00e0 quasi assoluta. Se dir\u00e0 all&#8217;uomo, dopo averlo sedotto, che il gioco \u00e8 durato abbastanza, questi non potr\u00e0 fare altro che ritirarsi in buon ordine, \u00abperch\u00e9 una donna non si batte neanche con un fiore\u00bb, per quanto ingannatrice sia stata. \u00c8 lei che fa le regole: quando seduce e quando si ritrae; e, in ogni caso, quel che si aspetta \u00e8 di essere ammirata e rispettata, sempre.<\/p>\n<p>Non vi \u00e8 reciprocit\u00e0 con l&#8217;uomo, da questo punto di vista. Un uomo che pretendesse di giocare a carte coperte &#8211; cio\u00e8, di &quot;vedere&quot; le carte di lei senza mai mostrare le proprie &#8211; sarebbe giudicato sleale, infido e vile; non vi sarebbero scusanti per il suo modo di agire.<\/p>\n<p>Non tutte le donne si comportano cos\u00ec, questo \u00e8 certo. Ma questa attitudine \u00e8 inscritta nella loro natura.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 non si vuol qui dare un giudizio morsale (o moralistico), ma semplicemente prendere atto della loro struttura ontologica.<\/p>\n<p>Una terza, e decisiva differenza tra i due sessi, \u00e8 che l&#8217;uomo desidera piacere alle donne che gli piacciono; la donna, a tutti gli uomini indifferentemente. La donna, e perfino la ragazzina, desidera piacere a qualunque uomo, anche a un vecchio di ottant&#8217;anni, salvo farsi le matte risate se vede che, lusingandolo un minimo, quello si infiamma.<\/p>\n<p>La cosa dipende dal fatto che l&#8217;uomo vuol piacere alla donna per farla sua; la donna vuol piacere all&#8217;uomo per sentirsi desiderabile. Quindi il desiderio dell&#8217;uomo \u00e8 circoscritto: ha un inizio, una fine, uno scopo determinato; per l&#8217;uomo (normale), le donne che non gli interessano \u00e8 come se non esistessero; al massimo, pu\u00f2 riservare loro una galanteria formale, per non umiliarle.<\/p>\n<p>Tutto al contrario, per la donna tutti gli uomini devono costituire un banco di prova del suo potere seduttivo; le sue moine non sono selettive, ma generalizzate: salvo poi, ovviamente, concentrarsi sull&#8217;uomo che ha scelto. Ella si comporta come uno che, volendo scegliere il fiore pi\u00f9 bello, prima coglie tutti quelli che trova sul suo cammino; poi, fatta la scelta, getta via tutti gli altri. La donna vuole il meglio, ma solo dopo aver mostrato a se stessa che nessuno pu\u00f2 resisterle; all&#8217;uomo realmente virile basta ottenere il favore di quella che, fra tutte, lo ha colpito.<\/p>\n<p>Una quarta notevole differenza \u00e8 che l&#8217;uomo innamorato, che non distingue fra le qualit\u00e0 fisiche e morali della donna amata, idealizza l&#8217;oggetto del suo desiderio, ma cercando di innalzarlo fino a s\u00e9, nella regione dell&#8217;amore puro.<\/p>\n<p>La donna, invece, tasta il terreno per vedere se l&#8217;uomo che ha di fronte \u00e8 capace di resisterle; se ci\u00f2 avviene, una parte di lei lo ammira profondamente (perch\u00e9 si \u00e8 mostrato virile), ma un&#8217;altra parte ne \u00e8 indispettita e ferita (perch\u00e9 non si \u00e8 sottomesso come tutti gli altri). A quel punto, ella metter\u00e0 in atto tutte le strategie possibili per farlo cadere; e, quando si accorger\u00e0 di aver raggiunto lo scopo, smetter\u00e0 di ammirarlo, e il suo interesse per lui dileguer\u00e0 rapidamente.<\/p>\n<p>Pertanto l&#8217;uomo sa quello che vuole; la donna, no. La donna \u00e8 presa in una contraddizione inestricabile: sa che potrebbe innamorarsi solo di un uomo pi\u00f9 forte di lei; ma, quando lo ha trovato, non si d\u00e0 pace finch\u00e9 non \u00e8 riuscita a farlo cadere ai suoi piedi. A quel punto si accorge che egli non era poi cos\u00ec forte e, in segreto, comincia a disprezzarlo.<\/p>\n<p>In altri termini, l&#8217;uomo vorrebbe innalzare la donna che ama; la donna vuole abbassarlo: e, ottenuto il suo scopo, si ritrova delusa e scontenta: non solo dell&#8217;uomo che inizialmente aveva ammirato, ma anche (segretamente) di s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p>La quinta ed ultima differenza significativa \u00e8 che alla donna, nella nostra cultura, \u00e8 concesso un approccio verso l&#8217;uomo di tipo estremamente utilitaristico, cos\u00ec come non lo sarebbe mai all&#8217;uomo, almeno dal punto di vista dell&#8217;approvazione sociale (anche se, di fatto, senza dubbio numerosi uomini fanno altrettanto).<\/p>\n<p>Un buon esempio di ci\u00f2 \u00e8 dato dalla vicenda di Friedrich Nietzsche e di Lou Salom\u00e9 (ne abbiamo parlato nell&#8217;articolo \u00abSe una donna ambiziosa non pu\u00f2 eccellere, cerca il trionfo nell&#8217;umiliare chi \u00e8 pi\u00f9 grande di lei\u00bb, sempre sul sito di Arianna).<\/p>\n<p>Lei era affascinata dalla filosofia di Nietzsche e riteneva, giustamente, che avrebbe potuto ricevere moltissimo, frequentandolo; ma, come uomo, non gli interessava affatto. Ebbene, quando si rese conto che a lui, invece, importava moltissimo di lei (e se ne rese conto praticamente subito, anche per via della &quot;trappola&quot; che il falso amico di lui, Paul Re\u00e9, gli aveva teso), non solo non volle chiarire l&#8217;equivoco, ma continu\u00f2 a lusingarlo e ad illuderlo: le faceva troppo comodo sfruttare quella situazione.<\/p>\n<p>Non capita tutti i giorni di avere ai propri piedi un adoratore di quel calibro: \u00e8 un trofeo troppo bello da esibire, per fare il &quot;bel gesto&quot; di rinunciarvi spontaneamente.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, una donna pu\u00f2 dire tranquillamente a un uomo che le interessano le sue idee, ma che non gliene importa nulla di lui come essere umano: ci\u00f2 non \u00e8 considerato biasimevole o anche solo indelicato.<\/p>\n<p>Un uomo che agisse cos\u00ec con una donna, sarebbe considerato da chiunque (uomo o donna) come una persona quanto meno insensibile, per non dire come un egoista e un opportunista che \u00abusa\u00bb il prossimo nella misura in cui gli fa comodo, non vedendo in lui un individuo completo, ma un magazzino a cui attingere i materiali che in quel momento gli servono.<\/p>\n<p>Questa forma di riduzionismo antropologico \u00e8 il punto di arrivo di tutto un modo, cinico e calcolatore, di impostare il nostro rapporto fra noi e il mondo, che \u00e8 tipico della societ\u00e0 moderna. La donna vi indulge pi\u00f9 dell&#8217;uomo, perch\u00e9, in base al mito che ella rappresenti il sesso &quot;debole&quot;, il suo sfacciato opportunismo viene scusato in nome della sua presunta debolezza. Mentre l&#8217;uomo, che rappresenterebbe il sesso &quot;forte&quot;, sarebbe giudicato in maniera alquanto negativa, se facesse altrettanto; se, ad esempio, dicesse a una donna di gradire la sua compagnia o il frutto del suo lavoro, per certe sue abilit\u00f2 o qualit\u00e0; ma di non voler sapere nulla della sua persona, del suo vissuto, dei suoi eventuali problemi.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che, per amare l&#8217;altro, bisogna prima aver imparato a perdonare se stessi e a vivere pacificati con tutto il proprio S\u00e9, comprese quelle parti che non soddisfano interamente (cfr. il nostro precedente articolo \u00abPer rispondere alla chiamata bisogna sapersi perdonare\u00bb, consultabile sul siti di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Ma la donna, per la ragione appena esposta, non lo pu\u00f2 fare. Non si vuol bene, non si perdona: perci\u00f2 cerca un modello ideale fuori di s\u00e9 (nell&#8217;uomo) e, al tempo stesso, fa di tutto per distruggerlo; diversamente, si sentirebbe sminuita.<\/p>\n<p>Il desiderio dell&#8217;uomo verso la donna \u00e8 intenzionale e specifico; quello della donna verso l&#8217;uomo \u00e8 compulsivo e indeterminato.<\/p>\n<p>I due sessi sentono il desiderio e l&#8217;amore su due piani diversi, destinati a non incontrarsi mai, salvo rare e felici eccezioni.<\/p>\n<p>Non \u00e8 una ironia del destino n\u00e9 uno scherzo della natura.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo, nella donna, cerca la propria compagna, il proprio completamento; la donna (in questo, Nietzsche aveva visto giusto) cerca nell&#8217;uomo un mezzo per arrivare alla maternit\u00e0. L&#8217;uomo ama la donna presente; la donna ama l&#8217;uomo futuro, cio\u00e8 il figlio (e, infatti, sovente rimane delusa quando le nasce una figlia).<\/p>\n<p>Come se ne esce?<\/p>\n<p>L&#8217;unica via sarebbe quella della consapevolezza di s\u00e9, della lealt\u00e0 e della sincerit\u00e0,<\/p>\n<p>A tutto si pu\u00f2 rimediare, se esistono franchezza e onest\u00e0 interiore.<\/p>\n<p>Due individui di lingua, religione e cultura diverse possono riuscire a comprendersi in pochi minuti, se ne hanno la ferma volont\u00e0; figuriamoci se non lo possono l&#8217;uomo e la donna.<\/p>\n<p>Ma ci vuole coraggio: il coraggio di essere se se stesi, di mostrarsi privi di maschere.<\/p>\n<p>La societ\u00e0 odierna, purtroppo, tende ad esaltare ed enfatizzare proprio quegli aspetti della psiche maschile e femminile che pi\u00f9 si trovano in distonia reciproca: col risultato che uomo e donna si allontanano sempre di pi\u00f9, nel momento stesso in cui sembrano cercarsi con tutto l&#8217;ardore di cui sono capaci.<\/p>\n<p>Ma non \u00e8 vero.<\/p>\n<p>L&#8217;ardore del desiderio \u00e8 ormai rivolto non all&#8217;altro sesso, ma alla glorificazione di se stessi. In questo, moltissimi uomini si stanno femminilizzando: e non \u00e8 un bello spettacolo.<\/p>\n<p>Anzich\u00e9 aiutarsi e innalzarsi amorevolmente l&#8217;un l&#8217;altra, l&#8217;uomo e la donna fanno di tutto per trascinarsi verso il basso. Per umiliarsi, per evocare i lati peggiori di se stessi.<\/p>\n<p>\u00c8 un gioco al massacro che non finir\u00e0 bene; e la retorica della libert\u00e0 a trecentossessanta gradi, compresa quella di usare l&#8217;altro per giocarci, come se fosse un balocco, non migliora di certo le cose. N\u00e9 le migliora la retorica degli omosessuali che pretendono non solo la tolleranza, ma la sanzione giuridica alla perfetta normalit\u00e0 dei loro istinti, compreso il matrimonio e l&#8217;adozione dei figli.<\/p>\n<p>La dialettica dei sessi \u00e8 fondata sull&#8217;armonia degli opposti: <em>armonia degli opposti<\/em>, non mescolanza degli opposti , n\u00e9 armonia dei simili.<\/p>\n<p>Quindi, per tornare ad instaurare un rapporto armonioso e capace di arricchire entrambi, l&#8217;uomo e la donna dovrebbero imparare a guardarsi dentro con pi\u00f9 onest\u00e0; a perdonarsi le proprie debolezze, senza peraltro indulgervi e farsene un comodo schermo difensivo; a mettersi in gioco con tutto il loro essere, e non a compartimenti stagni; ad aprirsi al mistero dell&#8217;altro (o dell&#8217;altra) in tutta la sua interezza; a confrontarsi, completarsi e integrarsi l&#8217;uno con le qualit\u00e0 dell&#8217;altra, sforzandosi di portare il proprio compagno (o compagna) verso l&#8217;altezza dei propri sentimenti, e non verso la palude stagnante dei propri piccoli calcoli e meschine furberie.<\/p>\n<p>\u00c8 troppo difficile?<\/p>\n<p>Eppure, per i nostri nonni non lo era; e non lo \u00e8 stato per le generazioni e generazioni che ci hanno preceduti.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 allora proprio per noi, con tutta la nostra scienza di esseri umani dell&#8217;epoca post-moderna, dovrebbe esserlo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La modernit\u00e0 e la sua espressione pi\u00f9 caratteristica, la massificazione della societ\u00e0 e della cultura, hanno instaurato una egemonia della retorica che ha reso impronunciabili le<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[120],"class_list":["post-28972","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-ebraismo-e-giudaismo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28972","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28972"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28972\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28972"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28972"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28972"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}