{"id":28969,"date":"2017-03-28T02:31:00","date_gmt":"2017-03-28T02:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/28\/il-sorriso-e-un-dono-divino-fatto-alluomo\/"},"modified":"2017-03-28T02:31:00","modified_gmt":"2017-03-28T02:31:00","slug":"il-sorriso-e-un-dono-divino-fatto-alluomo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/03\/28\/il-sorriso-e-un-dono-divino-fatto-alluomo\/","title":{"rendered":"Il sorriso \u00e8 un dono divino fatto all\u2019uomo"},"content":{"rendered":"<p>Il sorriso \u00e8 un grande mistero, un grande dono, una grande lode.<\/p>\n<p>\u00c8 un mistero, perch\u00e9 dischiude uno spiraglio sulle profondit\u00e0 dell&#8217;anima e le rivela, meglio di quanto potrebbero fare cento discorsi. \u00c8 un dono, perch\u00e9 riempie di gioia gli altri, d\u00e0 loro un benessere, un senso di appagamento che non hanno un prezzo, perch\u00e9 non si trovano in commercio. Ed \u00e8 una lode perch\u00e9 chi sorride, in un certo senso, dona qualcosa di s\u00e9, ma anche ringrazia: ringrazia la vita, ringrazia il fatto di esserci, ringrazia Dio come l&#8217;Autore di tutta la variet\u00e0 e la bellezza che vi sono al mondo.<\/p>\n<p>Naturalmente, non tutti i sorrisi sono buoni, ma noi vogliamo parlare di questi. Vi sono anche i sorrisi di perfidia, d&#8217;ironia, di dissimulazione, d&#8217;inganno, di disprezzo, di sfida, di provocazione; e i sorrisi di seduzione, che nascondono una volont\u00e0 di conquista e di possesso, e si servono delle armi della sensualit\u00e0 e della malizia erotica. Tutti questi non c&#8217;interessano, in questa sede: preferiamo concentrarci sul sorriso buono, espressione di dono e di benevolenza, senza secondi fini, senza malizie. In esso si spalanca una finestra sull&#8217;anima che illumina lo sguardo e l&#8217;intero volto, l&#8217;intera persona. Si dice che gli occhi sono le finestre dell&#8217;anima; eppure gli occhi possono restare freddi, impassibili o inespressivi, mentre la bocca si atteggia a un sorriso. Bisogna diffidare di un simile sorriso. Il sorriso vero \u00e8 quello che parte dallo sguardo, non dalle labbra: tutti sono capaci di tirare in su le labbra, atteggiando la bocca al sorriso; ma solo chi sorride veramente, spontaneamente, naturalmente, sorride a partire dallo sguardo, che s&#8217;illumina di una luce nuova, fresca, viva. Come quando si aprono le finestre di una stanza chiusa e, in una bella giornata di sole, si permette alla luce e all&#8217;aria pura di entrare nel locale.\u00a0<\/p>\n<p>Ma perch\u00e9 si sorride? Il sorriso vero, quello spontaneo, non ha necessariamente una ragione precisa; anzi, esso \u00e8 tanto pi\u00f9 spontaneo, e quindi vero, quanto meno ce l&#8217;ha. Noi sorridiamo a chi ci fa una cortesia, un complimento, un regalo; ma sorridiamo anche a uno sconosciuto, sorridiamo anche al sole di primavera, al profumo della pioggia e della campagna bagnata; sorridiamo perch\u00e9 ci sentiamo l&#8217;anima in pace, o perch\u00e9 vogliamo donare agli altri un poco della nostra sovrabbondanza interiore. Quando sorridiamo agli altri, siamo come un milionario che ha voglia di distribuire anche al prossimo qualcosa delle sue ricchezze; con la differenza che il sorriso non costa nulla, ma ha un grande valore. Ci sono sorrisi che donano la pace a un&#8217;anima tormentata: per esempio, il sorriso di un figlio che si riconcilia col padre, di una moglie che si riconcilia col marito, dopo amare incomprensioni e rimproveri vicendevoli. A volte basta un sorriso perch\u00e9 due amici si ritrovino, dopo anni di sorda ostilit\u00e0, di malanimo esacerbato.<\/p>\n<p>In verit\u00e0, il sorriso circostanziato, legato a una particolare occasione, \u00e8 piuttosto l&#8217;eccezione che la regola. Per un&#8217;anima serena e tranquilla, in pace con Dio e con se stessa, e senza rancori o frustrazioni riguardo al mondo, il sorriso \u00e8 un atteggiamento spontaneo e abituale: \u00e8 una specie di veste che lo sguardo ed il viso indossano sempre, o quasi sempre; \u00e8 un modo di essere, di porsi, di guardare il mondo, e, nello stesso tempo, di lasciar filtrare all&#8217;esterno qualche cosa della propria interiorit\u00e0., gettando un ponte di benevolenza fra s\u00e9 e gli altri. Le persone che non sorridono mai non possiedono la pace e l&#8217;equilibrio interiore, per quanto elevata possa essere la loro vita interiore; dunque, non possono neppure trasmettere armonia e benessere ad alcun altro. Potranno fare dei grossi doni materiali al prossimo, agli amici, forse anche a degli sconosciuti: per senso del dovere, o per vanit\u00e0, o per convinzione teorica; ma sono incapaci di donare la cosa pi\u00f9 preziosa: qualche bagliore di se stessi, della propria ricchezza interiore, posto che ce l&#8217;abbiano. Infatti, chi non sorride mai difficilmente possiede una vita interiore ricca e varia; o, se ce l&#8217;ha, \u00e8 come se l&#8217;avesse murata nelle profondit\u00e0 della propria anima, e non sa o non pu\u00f2 lasciarla uscire. Forse ha smarrito egli stesso la chiave; per cui non lo potrebbe, nemmeno se lo volesse.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 dire con sicurezza che anche gli animali sorridano. Probabilmente no; e quando ci sembra il contrario, \u00e8 perch\u00e9 alcuni animali domestici, specialmente il cane, a causa della lunga frequentazione e della familiarit\u00e0 con gli esseri umani, hanno strappato ad essi un riflesso della loro umanit\u00e0. E se il sorriso \u00e8 un privilegio dell&#8217;uomo fra tutte le creature, allora non \u00e8 esagerato affermare che esso \u00e8 uno delle gemme pi\u00f9 fulgide della collana con cui Dio lo ha adornato. Ecco perch\u00e9 vi \u00e8 qualcosa di divino nel sorriso che una madre rivolge al suo bimbo, cullandolo in seno; ed ecco perch\u00e9 la contemplazione di una icona, o di un quadro sacro raffigurante la Madonna che tiene in braccio il Bambino Ges\u00f9, mentre i due si stanno guardando e si stanno sorridendo, equivale ad una sublime preghiera e ha un valore pi\u00f9 grande della lettura di un intero trattato di teologia: perch\u00e9 nel sorriso della Madre a suo Figlio, e in quello di lui a lei, vi \u00e8 un commovente riflesso dell&#8217;amore infinito di Dio per le sue creature, e di queste per Lui.<\/p>\n<p>Ci piace riportare una riflessione del biblista salesiano Carlo De Ambrogio, fondatore &#8211; nel 1975, a Torino &#8211; della Giovent\u00f9 Ardente Mariana, nel suo commento \u00a0al\u00a0<em>Vangelo di San Giovanni\u00a0<\/em>(Rosta, Torino, Centro\u00a0<em>Mater Divinae Gratia<\/em>e, 1967, pp. 117-118):<\/p>\n<p><em>Il sorriso \u00e8 uno dei doni pi\u00f9 belli che Dio abbia fatto all&#8217;uomo; \u00e8 una manifestazione di vita profonda, uno spioncino aperto sul proprio io segreto. Fa emergere le profondit\u00e0 dell&#8217;animo. Tra compagni si ride anche fragorosamente, ma tra amici e tra persone che si vogliono bene si sorride. il sorriso \u00e8 uno dei migliori mezzi di espressione di quella grande silenziosa che \u00e8 l&#8217;anima.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci sono dei sorrisi che sono corrotti: il sorriso enigmatico,attraverso il quale si occulta la propria anima piuttosto che rivelarla; il sorriso scettico, con cui si mostra diffidenza dinanzi agli altri; il sorriso sdegnoso, con cui si afferma la propria superiorit\u00e0; il sorriso sornione, con cui ci si mette in stato di difesa o di provocazione di fronte a un avversario. Nella commedia &quot;La regina morta&quot; di Montherlant, il protagonista Ferrante dice a Ines: &quot; Ho voluto farti sorridere. Quando si dubita se uno sconosciuto sia pericoloso o no, basta guardarlo sorridere; il sorriso \u00e8 un&#8217;indicazione, se non proprio una certezza&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>Il sorriso ci \u00e8 stato dato a Dio perch\u00e9 noi si potesse con quello fare al prossimo l&#8217;offerta del nostro io profondo. Basta guardare i bimbi. Finch\u00e9 non sorridono, la mamma non ha l&#8217;impressione di possederli completamente. la giovane mamma spia ogni giorno la comparsa di questo segno di presenza dell&#8217;amore nel volto del suo bimbo. E quando il sorriso fiorisce sulle labbrucce del piccino, la mamma ne gode: solo allora si intrecciano le prime relazioni veramente umane tra madre e figlio.<\/em><\/p>\n<p><em>Bisogna sorridere con la freschezza e la donazione stessa dei bimbi. Il sorriso dei bimbi \u00e8 un autentico dono dell&#8217;anima. I bimbi sono nuovi, freschi, aperti, semplici, chiari, senza amor proprio, sena risentimenti. Con la musica e la preghiera sono una di quelle grandi porte aperte su un mistero, non di tenebra ma di luce.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci sono degli uomini che hanno un volto sempre corrucciato. \u00a0Un grande industriale aveva un aspetto costantemente funebre; eppure regalava grosse somme ai poveri e in opere di beneficenza. Ma le regalava con volto funereo. Anche quando donate pochissimo, magari 10 lire, datele con un sorriso: \u00e8 un raddoppiare la somma.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando sorridete, vi umanizzate. Il sorriso \u00e8 come il levarsi del sole sul viso di un uomo. Ogni famiglia diventerebbe un nido di cielo se i suoi membri avessero la preoccupazione di sorridersi vicendevolmente. Quando il padre torna dal lavoro e trova i suoi familiari che lo salutano col sorriso, si sene ripagati dei suoi sacrifici. Il sorriso \u00e8 una carit\u00e0 che costa pochissimo: esige solo un&#8217;anima aperta e accogliente.<\/em><\/p>\n<p><em>Il sorriso non \u00e8 un semplice gesto delle lebbra; \u00e8 piuttosto un segno di gratitudine, di comprensione, di fiducia. Bisognerebbe acclimatarlo sul proprio volto. Il poeta americano Walt Whitman diceva: &quot;Non \u00e8 importante quello che faremo con gli anni della nostra vita; \u00e8 importante quello che stiamo facendo in ogni ora. E ogni ora noi la possiamo illuminare col sorriso&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Parafrasando un celebre adagio, potremmo affermare: dimmi come sorridi, e ti dir\u00f2 chi sei. Il sorriso non mente; o meglio, vi sono sorrisi menzogneri, eppure un attento osservatore dovrebbe essere in grado di riconoscerli. Se ci\u00f2 non avviene, \u00e8 perch\u00e9 quelle strane creature che sono gli esseri umani amano, pi\u00f9 di quel che non si pensi, essere ingannate. Lo fanno per molte ragioni, e la pi\u00f9 frequente \u00e8 anche la pi\u00f9 banale: perch\u00e9 preferiscono sentirsi desiderate e amate, pur sospettando che ci\u00f2 sia solo una illusione o un inganno, piuttosto che essere ignorate e mese in un angolo dal flusso della vita. Infatti, una donna innamorata preferisce l&#8217;inganno alla franchezza, se il primo \u00e8 dolce, la seconda \u00e8 rude; ella pu\u00f2 perfino perdonare il suo seduttore, che l&#8217;abbia ingannata deliberatamente, se continua ad voler credere di essere stata amata; mentre non perdoner\u00e0 mai l&#8217;uomo di cui \u00e8 innamorata, se non l&#8217;ha mai degnata della minima attenzione. Vi sono anche molti uomini che hanno questo tipo di atteggiamento, anche se bisogna dire che esso \u00e8 una prerogativa essenzialmente femminile. Sia come sia, lasciamo stare questo mistero e torniamo al nostro assunto iniziale: che nulla \u00e8 pi\u00f9 gradito di un sorriso, almeno per gli animi sensibili, e nulla pu\u00f2 arricchire con cos\u00ec poco, nulla crea una sensazione di benessere con minor dispendio di aspettative per chi lo riceve e di promesse per chi lo fa. In pratica, un sorriso di benevolenza non lega, non fa pressione, non esercita un ricatto: dona senza nulla chiedere, e non promette nulla oltre se stesso, a meno che lo si voglia fraintendere deliberatamente.<\/p>\n<p>Nella societ\u00e0 odierna, ove tutto ha un prezzo, perfino un bicchier d&#8217;acqua per chi \u00e8 assetato, ma nulla ha un valore, proprio perch\u00e9 nulla \u00e8 spontaneo e sincero, il sorriso \u00e8 la ventata d&#8217;aria fresca che porta la vita in un luogo chiuso, il quale sa di muffa e di polvere. Ci si accorge di quanto esso sia prezioso solo quando se ne viene privati del tutto. Questa, forse, \u00e8 la ragione per cui le carceri, in primo luogo, ma anche gli ospedali e le caserme, sono luoghi cos\u00ec terribilmente tetri: perch\u00e9 il sorriso vi \u00e8 quasi sconosciuto. Vi \u00e8 in essi, e anche abbastanza sovente, la sua contraffazione plebea, la risata, pi\u00f9 o meno allegra, pi\u00f9 o meno rumorosa; ma la risata non ha affatto la stessa sorgente del sorriso, e, quasi sempre, non \u00e8 affatto cos\u00ec innocente come si crede: al contrario, essa nasconde un sentimento crudele nei confronti del prossimo: il divertimento per la sua inferiorit\u00e0 o per la sua inadeguatezza (cfr. il nostro saggio <em>Sulla natura del riso<\/em>, pubblicato sulla rivista letteraria <em>Alla Bottega<\/em>, Milano, 1988, n. 5, pp. 21-23). Non si confonda mai il riso con il sorriso; non si faccia l&#8217;errore di crederli parenti. Hanno sorgenti diverse, fini diversi, natura radicalmente differente. Nella risata si esprime l&#8217;umanit\u00e0 inferiore; nel riso, quella superiore. Gli uomini volgari o malvagi ridono spesso, ma non sanno sorridere; gli uomini spirituali ed elevati sorridono abitualmente, ma ridono assai di rado.<\/p>\n<p>Qualcuno si \u00e8 domandato se Ges\u00f9 Cristo ridesse, oppure no; e qualcuno ci ha costruito sopra dei romanzi, come Umberto Eco nel troppo celebrato <em>Il nome della rosa<\/em>. Pur non avendo elementi di prova a sostegno di quanto andiamo dicendo, noi personalmente siamo dell&#8217;idea che Ges\u00f9 sorridesse volentieri, ma non fosse per nulla incline alla risata. <em>Risus abundat in ore stultorum<\/em>, dicevano i romani: il riso \u00e8 frequente sulla bocca degli sciocchi. Un maestro spirituale non ride, perch\u00e9 sa che la vita una cosa seria, e nulla vi \u00e8 in essa che meriti d&#8217;essere deriso; e nondimeno egli \u00e8 capace di sorridere, e lo fa volentieri, sia per incoraggiare i suoi discepoli, sia perch\u00e9 consapevole della bellezza del mondo. In quest&#8217;ultimo senso, il sorriso \u00e8 una forma di preghiera, e pi\u00f9 precisamente una preghiera di lode e di ringraziamento. \u00c8 come se, sorridendo, l&#8217;uomo dicesse: <em>Ti rendo lode, o Padre, Creatore e Signore di tutte le cose del cielo e della terra, perch\u00e9 ci hai donato una cos\u00ec stupenda dimora, quale mai avremmo saputo concepire e realizzare da soli, con la nostra intelligenza e con le nostre sole forze<\/em>. Anche sorridendo si pu\u00f2 lodare e pregare il Signore; e non crediamo che, fra tutte le altre, questa preghiera sia per Lui quella meno gradita. Se fosse altrimenti, Egli non ci avrebbe fatto il dono inestimabile di poter sorridere. Come tutti i doni che da Dio abbiamo ricevuto, sta poi a noi farne un buon uso. Vi sono uomini e donne che fanno un cattivo uso del sorriso, come abbiamo gi\u00e0 detto: di chi la colpa, se non della nostra atavica malizia? Eva, quando offr\u00ec la mela ad Adamo, certamente gli sorrise; e Giuda, quando and\u00f2 verso Ges\u00f9 nell&#8217;orto degli olivi per baciarlo, e cos\u00ec tradirlo, finse di sorridere. Sorriso di seduzione l&#8217;uno, di perfidia l&#8217;altro. Pure, c&#8217;\u00e8 anche il sorriso buono: eredit\u00e0 degli angeli e prezioso dono fatto da Dio all&#8217;uomo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il sorriso \u00e8 un grande mistero, un grande dono, una grande lode. \u00c8 un mistero, perch\u00e9 dischiude uno spiraglio sulle profondit\u00e0 dell&#8217;anima e le rivela, meglio<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[96,117],"class_list":["post-28969","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-anima","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28969","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28969"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28969\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28969"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28969"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28969"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}