{"id":28967,"date":"2018-01-06T06:35:00","date_gmt":"2018-01-06T06:35:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/06\/sorpresa-questo-pagliaccio-e-un-cardinale\/"},"modified":"2018-01-06T06:35:00","modified_gmt":"2018-01-06T06:35:00","slug":"sorpresa-questo-pagliaccio-e-un-cardinale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/01\/06\/sorpresa-questo-pagliaccio-e-un-cardinale\/","title":{"rendered":"Sorpresa: questo pagliaccio \u00e8 un cardinale"},"content":{"rendered":"<p>Voi non ci crederete, ma questo pagliaccio \u00e8, in realt\u00e0, un cardinale; e non un cardinale qualunque, ma un vero e proprio pezzo grosso: \u00e8 Karl Lehmnann, classe 1936, gi\u00e0 vescovo di Magonza, e presidente, per un tempo lunghissimo, della Conferenza episcopale tedesca. Eletto a tale carica nel 1987, \u00e8 stato riconfermato per tre volte successive: 1993, 1999 e 2005, ed \u00e8 rimasto fino al 2008, per un totale di oltre vent&#8217;anni. Ben noto come una delle punte di diamante dei cattolici progressisti tedeschi, grande amico dei luterani e dei membri del movimento ultra-progressista <em>Noi siamo chiesa<\/em> (il nome \u00e8 tutto un programma: <em>loro<\/em> sono Chiesa, gli altri no), favorevole al sacerdozio femminile e al matrimonio per i sacerdoti, si \u00e8 scontrato in maniera durissima con Giovanni Paolo II sul tema dell&#8217;aborto e, in particolare, sulla funzione dei consultori cattolici; si dice che a quell&#8217;epoca, ossia il 2000, abbia chiesto perfino le dimissioni del papa, anche se a spuntarla, alla fine, \u00e8 stato proprio il pontefice polacco. Grande paladino dell&#8217;ecumenismo e del cosiddetto dialogo-interreligioso, all&#8217;inizio del 2009, cio\u00e8 all&#8217;epoca dell&#8217;affare Williamson, \u00e8 intervenuto con inaudita veemenza nella polemica che stava per travolgere il suo connazionale Ratzinger, dicendosi costernato per la remissione della scomunica al vescovo negazionista e invocando la cacciata del cardinale Dario Castillon Hoyos, che aveva seguito la vicenda della remissione della scomunica dei quattro vescovi lefebvriani e che non si era sufficientemente informato sulle posizioni negazioniste, o fatte passare come tali, di Williamson. Un bell&#8217;esempio di tolleranza e carit\u00e0 cristiana, cui si aggiunse la proibizione al suddetto Williamson di usufruire di qualsiasi struttura ecclesiastica nella diocesi di Magonza, qualora avesse voluto recarvisi per tenere funzioni religiose o conferenze, mentre il tribunale di Magonza apriva un procedimento contro Williamson per incitamento all&#8217;odio razziale, sempre dietro sollecitazione della diocesi progressista e dei cattolici tedeschi di sinistra. Abbiamo gi\u00e0 parlato di queste cose in precedenti articoli, perci\u00f2 non ci dilungheremo oltre (vedi: <em>Il caso Williamson fu un complotto per screditare il pontificato di Benedetto XVI<\/em>, pubblicato sul sito di Arianna Editrice il 29\/07\/2015; <em>Ancora su Benedetto XVI e il caso Williamson: una ulteriore chiave di lettura<\/em>, sempre su Arianna, il 25\/10\/2016; e <em>Shoah, Concilio, Williamson: scacco in tre mosse<\/em>, sul sito di Accademia Nuova Italia, il 25\/12\/2017). A queste brillanti attivit\u00e0 di pacificatore degli animi e di costruttore di ponti, sia dentro che fuori la Chiesa cattolica, si deve aggiungere la sua pubblica dichiarazione, molto simile a quella della cancelliera Angela Merkel e apertamente censoria e oltraggiosa nei confronti di Benedetto XVI, che <em>la decisione di Benedetto XVI di riammettere Williamson nel seno della Chiesa \u00e8 una catastrofe per i sopravvissuto dell&#8217;Olocausto<\/em>. Cio\u00e8: per non ferire i sentimenti di quelle perone, il papa non avrebbe dovuto rimettere la scomunica, che era stata comminata per tutt&#8217;altre ragioni, a un vescovo cattolico; remissione che era stata pensata come un atto di pacificazione all&#8217;interno della Chiesa, per tentar di riassorbire lo scisma dei lefebvriani. La morale \u00e8 chiara: dialogo con le altre religioni, s\u00ec, fino alla prosternazione di fronte ad esse; dialogo con i fratelli cattolici non progressisti, no, mai: quelli, che se ne vadano pure a bruciare nelle fiamme dell&#8217;inferno, scomunicati e dannati. Dove non si capisce, o forse si capisce fin troppo bene, cosa c&#8217;entri una opinione storica riguardo al genocidio degli ebrei, e i sentimenti degli scampati ad esso, con una decisione di ordine disciplinare tutta interna alla Chiesa cattolica: se non che la Chiesa cattolica, prima di fare qualsiasi cosa possa avere attinenza, anche in maniera indiretta, con le relazioni col giudaismo, dovrebbe sempre anteporre l&#8217;interesse di tale supposto &quot;dialogo&quot; con i <em>nostri fratelli maggiori<\/em> (e qui si raccoglie ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 stato seminato: intendiamo dire, la politica vaticana verso il giudaismo al tempo di Giovanni Paolo II) al bene e alla giustizia riguardo a se stessa. Cio\u00e8, in parole pi\u00f9 semplici, che, riguardo al giudaismo, la Chiesa \u00e8 una istituzione a sovranit\u00e0 limitata, bisognosa di una supervisione e di un <em>placet<\/em> su tutto ci\u00f2 che lo riguarda, anche al prezzo di aver poca o nessuna carit\u00e0 verso alcuni dei suoi stessi figli.<\/p>\n<p>Naturalmente, da buon cattolico progressista sempre attento e preoccupato per i &quot;poveri&quot;, per i &quot;diversi&quot;, per i &quot;deboli&quot; e gli immigrati, il cardinale Lehmann \u00e8 un assiduo frequentatori degli ambienti <em>radical-chic<\/em> del suo Paese, quelli che da noi si chiamano dei progressisti al caviale: si trova a suo agio fra signore ingioiellate e signori in frak e cravattino a farfalla, non meno che davanti a un gran boccale di birra, seduto ad una chiassosa e concitata tavolata nazional-popolare, cantando e ridendo da buon borghese tedesco che odia le tristezze quaresimali e vuol tenersi allegro e contento. Il 22 gennaio 2005, ad Aquisgrana, l&#8217;arzillo cardinale ha partecipato ad un banchetto dell&#8217;AKV, Associazione del Carnevale di Aquisgrana, durante la quale \u00e8 stato anche insignito di un ordine &quot;cavalleresco&quot;. Indossando il berretto, gli abiti e le collane da pagliaccio sopra l&#8217;abito da prete, si \u00e8 lasciato immortalare in una serie di fotografie che lo ritraggono, fra l&#8217;altro, al centro di un gruppo di ragazze molto giovani, truccatissime, sexy e tutte con l&#8217;ombelico rigorosamente scoperto, situazione nella quale pareva particolarmente a suoi agio, forse con il generoso contributo di un certo numero di birre, simile a un nonno giovanile e di larghe vedute, che se ne va fiero delle sue graziose e disinibite nipotine. Avevamo scritto, erroneamente, che la deliziosa scenetta si era svolta in chiesa (nell&#8217;articolo <em>La neochiesa massonica sta creando un falso Cristo<\/em>, pubblicato sul sito dell&#8217;Accademia Nuova Italia il 02\/01\/2018); ne siamo dolenti: il fatto \u00e8 che non si distingue troppo bene quando un cardinale fa il pagliaccio e quando un pagliaccio fa il cardinale. In effetti, \u00e8 una questione di sfondo: ma se lo sfondo non \u00e8 chiaro, se non si capisce se ci troviamo in chiesa oppure no, lo si dovrebbe dedurre dalla qualifica e soprattutto dalla dignit\u00e0 del cardinale (se \u00e8 un cardinale vero e non uno carnevalesco). Proprio questa ambiguit\u00e0, o, per dir meglio, questa intercambiabilit\u00e0 dei ruoli e delle situazioni, \u00e8 la migliore testimonianza di quanto la Chiesa cattolica si \u00e8 sviata, di quanto s&#8217;\u00e8 allontanata dalla retta via. Infatti, in condizioni normali simili confusioni non dovrebbero essere possibili. Un cardinale, in certi luoghi e in certe circostanze, non dovrebbe esserci affatto; ma, se proprio decide di voler esserci, di non poterne fare a meno, forse farebbe bene a conservare, nella persona e negli atteggiamenti, un qualcosa che somigli ancora, o che ricordi non troppo da lontano, la sua qualit\u00e0 di ministro di Dio. Certo, anche Ges\u00f9 Cristo andava talvolta alle feste; a un matrimonio, se non altro, c&#8217;\u00e8 stato di sicuro: quello di Cana. Ma nulla ci autorizza a pensare che vi andasse, con la scusa di &quot;essere vicino alla gente&quot;, alla maniera di un cardinale Lehmann, gozzovigliando e sbevazzando senza contegno.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, sappiamo bene che, in Germania, simili cose sono ormai considerate normalissime. I cattolici tedeschi e il clero tedesco, e specialmente i cattolici ed il clero dichiaratamente progressisti, da molto tempo vogliono far vedere a tutti, e soprattutto ai &quot;cugini&quot; luterani (diciamo noi &quot;cugini&quot;, tanto per rendere l&#8217;idea: se gli ebrei sono i nostri fratelli maggiori, certo i protestanti non si possono chiamare i fratelli &quot;separati&quot;, sarebbe una grave indelicatezza, come girare il dito nella piaga), quanto sono liberi e disinibiti. Specialmente ai luterani, perch\u00e9 verso di essi, da cinque secoli, i cattolici tedeschi nutrono un complesso d&#8217;inferiorit\u00e0: si capisce, i luterani leggevano la <em>Bibbia<\/em> in tedesco, quella tradotta da Lutero, quando ancora i cattolici non sapevano leggere n\u00e9 la <em>Bibbia<\/em> in latino, n\u00e9 qualsiasi testo in tedesco, perch\u00e9 erano proprio analfabeti. E quel complesso d&#8217;inferiorit\u00e0 non ha fatto che crescere, dando loro l&#8217;impressione di stare accumulando un ritardo incolmabile verso i pi\u00f9 evoluti connazionali protestanti: loro pi\u00f9 colti, pi\u00f9 lettori di libri, pi\u00f9 studiosi, pi\u00f9 laureati, pi\u00f9 professionisti, pi\u00f9 industrializzati, pi\u00f9 ricchi&#8230; insomma, pi\u00f9 tutto (la situazione economica si \u00e8 poi rovesciata dopo il 1990, coi luterani della ex DDR scivolati all&#8217;ultimo posto e gli ex &quot;poveretti&quot; bavaresi balzati nell&#8217;alta classifica del reddito nazionale), nonch\u00e9 pi\u00f9 laici e secolarizzati. Il complesso ha toccato il diapason al principio del XX secolo, con il dilagare della cosiddetta teologia liberale protestante: quando i Bultmann e i Tillich parevano aver toccato il vertice della profondit\u00e0 e della genialit\u00e0 negli studi biblici ed evangelici, portando il cristianesimo, sulle orme di Kant (e poi di Hegel, e poi di Nietzsche, e poi di Heidegger, ma poco o niente di Kierkegaard, beninteso), ad una dignit\u00e0 quasi scientifica, e naturalmente sacrificando, sull&#8217;altare di un cos\u00ec ambito risultato, tutto ci\u00f2 che in nessun modo si pu\u00f2 ridurre a scienza: il mito, per esempio, e poi gran parte del soprannaturale, i miracoli, forse la stessa resurrezione di Cristo, se non proprio la sua storicit\u00e0, come arriv\u00f2 a fare, dubitandone, il celebre pastore luterano Schweitzer.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso, certamente, il fatto che proprio in quegli stessi anni abbia cominciato a serpeggiare, in seno al cattolicesimo, il veleno modernista: il modernismo era qualcosa di simile al tentativo di &quot;aggiornare&quot; la Chiesa e la cultura cattolica alle &quot;conquiste&quot;, in primo luogo scientifiche, del mondo moderno, proprio come avevano gi\u00e0 fatto, e seguitavano brillantemente a fare, i &quot;colleghi&quot;\/rivali protestanti. E non \u00e8 un caso che il modernismo, energicamente affrontato e represso da san Pio X, sia riaffiorato e abbia acquistato le proporzioni di un&#8217;ondata di piena, nella seconda met\u00e0 del XX secolo, proprio sotto la spinta di teologi tedeschi, olandesi e fiamminghi: Rahner, Schillebeeckx, Danneels, Ratzinger (sissignori: all&#8217;epoca del Concilio, figurava lui pure fra i teologi progressisti), K\u00fcng: come dire che la contiguit\u00e0 con i protestanti non ha mai fatto bene alla Chiesa cattolica tedesca, ha finito per infettarla di protestantesimo (e un discorso analogo si potrebbe fare, ma non \u00e8 questa la sede, per il modello politico: con il Centro cattolico tedesco a fare da cattivo maestro al Partito Popolare italiano, divenuto poi Democrazia Cristiana). Intanto, dal punto di vista sociologico e culturale, solo chi conosce da vicino le cose tedesche sa che la convivenza, gomito a gomito, di cattolici e protestanti, nell&#8217;ambito della stessa citt\u00e0 (a Norimberga, per esempio), fino al punto di scambiarsi la stessa chiesa, in orari diversi, per l&#8217;ufficio divino (in certe zone dell&#8217;Alsazia, come ricorda Albert Schweitzer nella sue memorie d&#8217;infanzia, sin dalla fine del XIX secolo), ha favorito un vero e proprio travaso di psicologia dagli uni agli altri, che ha fatto passare in secondo piano le differenze teologiche, mentre ha evidenziato le affinit\u00e0 negli stili di vita e di comportamento. E solo chi conosce un po&#8217; da vicino le cose tedesche sa, per esempio, mentre in Italia e nel resto del mondo lo ignorano, che esiste da moltissimo tempo una spiccata propensione dei cattolici tedeschi, mutuata dai luterani, verso i modelli di comportamento secolarizzati; e, pi\u00f9 in generale, l&#8217;attitudine a far convivere, dietro una facciata di rispettabilit\u00e0, marcati compromessi coi piaceri e gli usi del mondo. Molti monsignori e membri dell&#8217;alta gerarchia, fin dalla met\u00e0 del Novecento si erano quanto mai abituati a muoversi negli ambienti mondani con molta disinvoltura, e non pochi avevano un&#8217;amante semi-ufficiale, accettata o tollerata sia dai parrocchiani, sia dai loro superiori. A cominciare da quel Karl Rahner, gesuita e vera anima nera della &quot;rivoluzione teologica&quot; conciliare, il quale scambiava con la sua amante adulterina &#8212; Luise Rinser, la Simone de Beauvoir tedesca &#8211; lettere d&#8217;amore assai carnali, anche durante il Concilio, informandola dell&#8217;andamento della situazione, come farebbe un bravo marito con la moglie: lettere che poi la gentile signora non si \u00e8 vergognata di pubblicare, con il titolo, alquanto pudibondo ma anche civettuolo, <em>Camminare sul filo del rasoio<\/em>. Di lettere d&#8217;amore se ne scambiavano fino a cinque al giorno, dal 1962, quando si conobbero mentre egli era docente all&#8217;Universit\u00e0 di Innsbruck: lei, odiatrice della Chiesa cattolica, stile Emma Bonino, e lui, odiatore del celibato ecclesiastico: certo fu una mera coincidenza che mentre Rahner orientava il Concilio sempre pi\u00f9 a sinistra, sempre pi\u00f9 sulla via del progressismo e della &quot;svolta antropologica&quot;, intratteneva con quella donna una relazione; tutt&#8217;altro che platonica, visto che lei, chiamandolo con appellativi come &quot;pesciolino mio&quot;, gli raccomandava di non mangiare troppo, laggi\u00f9 in Vaticano, altrimenti sarebbe ingrassato e poi non le sarebbe pi\u00f9 piaciuto.<\/p>\n<p>Ricordiamo queste cose per far capire, a chi conosce poco la Germania e le cose tedesche (e anche l&#8217;Austria e la Svizzera tedesca), che lo &quot;stile&quot; del cardinale Lehmann non \u00e8 una cosa niente affatto eccezionale, in quel <em>milieu<\/em> culturale; non ne sono esenti nemmeno personaggi come il cardinale M\u00fcller, che ama farsi fotografare, anche lui, con le ragazzine punk, in paterno (o nonnesco) atteggiamento teneramente protettivo, n\u00e9, tanto meno, il cardinale Marx, quello che afferma la <em>Amoris laetitia<\/em> essere un documento chiarissimo, il quale, sia detto senza (troppa) cattiveria, con il fisico che si ritrova, forse farebbe meglio a non assumere, come gli accade, pose che lo fanno apparire ancor meno spirituale e ancor pi\u00f9 simile a quei simpatici mammiferi i quali, raspando e grufolando, si nutrono di ghiande. Ecco: forse siamo stati noi, adesso, a mancare di carit\u00e0 cristiana; vorr\u00e0 dire che ne faremo penitenza. Eppure, crediamo sia un peccato lieve rispetto a tutto quel che i signori in questione stanno facendo per cambiare la Chiesa, vale a dire per stravolgere e distruggere l&#8217;opera di Ges\u00f9 Cristo sulla terra, piombando nuovamente l&#8217;umanit\u00e0 nella notte tenebrosa del peccato e della lontananza incolmabile da Dio; ch\u00e9 tale era la loro condizione, con buona pace dei laudatori a tutto campo del giudaismo, secondo i quali andava tutto bene anche senza Redenzione&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Voi non ci crederete, ma questo pagliaccio \u00e8, in realt\u00e0, un cardinale; e non un cardinale qualunque, ma un vero e proprio pezzo grosso: \u00e8 Karl<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30141,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[82],"tags":[216],"class_list":["post-28967","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-papa-benedetto-xvi","tag-papi"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-benedetto-xvi.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28967","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28967"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28967\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30141"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28967"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28967"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28967"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}