{"id":28966,"date":"2022-11-22T07:32:00","date_gmt":"2022-11-22T07:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/11\/22\/sorpresa-ogni-cosa-che-esiste-e-buona\/"},"modified":"2022-11-22T07:32:00","modified_gmt":"2022-11-22T07:32:00","slug":"sorpresa-ogni-cosa-che-esiste-e-buona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2022\/11\/22\/sorpresa-ogni-cosa-che-esiste-e-buona\/","title":{"rendered":"Sorpresa: ogni cosa che esiste \u00e8 buona!"},"content":{"rendered":"<p>La teodicea \u00e8 un tipico atteggiamento moderno, e infatti l&#8217;ha formulato Leibniz: quello di conciliare la bont\u00e0 e l&#8217;onnipotenza di Dio con la presenza evidente nel male nel mondo. Prima di Leibnitz il problema non sussisteva: le due cose, la bont\u00e0 divina e la cattiveria del mondo, non erano viste come incompatibili e inconciliabili, e perci\u00f2 non facevano scandalo.<\/p>\n<p>Lo scandalo \u00e8 venuto dopo, con l&#8217;ideologia del progresso e dunque con la modernit\u00e0: se Dio \u00e8 buono e se pu\u00f2 tutto, perch\u00e9 lascia morire i bambini? Perch\u00e9 permette in terremoti (Voltaire ci ha costruito sopra uno dei suoi pi\u00f9 fortunati e pi\u00f9 insulsi romanzi filosofici)? Quella dei bambini \u00e8 un&#8217;obiezione un po&#8217; pi\u00f9 seria, e infatti la formula Iv\u00e0n Karamazov, che quanto a intelligenza, pu\u00f2 dare parecchi punti a Fran\u00e7ois-Marie Arouet. Allolra, opina l&#8217;uomo moderno, o Dio non \u00e8 buono, oppure non \u00e8 onnipotente: o non sa o non vuole intervenire. sempre dando per scontata l&#8217;idea, comunque formulata, del &quot;Dio tappabuchi&quot; che tanto spiaceva ai teologi negativi e in particolare a Dietrich Bonhoffer. La ribellione contro l&#8217;idea di un &quot;Dio tappabuchi&quot; \u00e8 uno di quei moti &quot;istintivi&quot; la cui sincerit\u00e0 parre provata dalla loro unanimismo.<\/p>\n<p>Se non che, in filosofia, il ricorso all&#8217;argomento del consenso comune (\u00ablo dicono tutti\u00bb) \u00e8 la classica polpetta avvelenata, che pu\u00f2 ammazzare il cane, ma anche chi si nutre del cane. Forse, dopotutto, lo dicono tutti per la semplice (e banalissima) ragione che, a loro voltas, l&#8217;hanno sentito dire infinite volte: dalla stampa, dalla televisione e da legioni di sedicenti esperti, che poi non sono affatto tali. Perci\u00f2, andiamoci piano prima di scartare con un sorrisetto di superiorit\u00e0 l&#8217;idea del &quot;Dio tappabuchi&quot;. Gi\u00e0 l&#8217;espressione \u00e8 costruita in modo da costruire il consenso intorno alla propria tesi, facendo apparire ridicoli e inadeguati gli eventuali dissidenti: in fin dei conti, l&#8217;umanit\u00e0 non ha sempre creduto che Dio, somma giustizia, \u00e8 Colui che rimette i conti in ordine, dopo il disordine del peccato?<\/p>\n<p>In realt\u00e0, nei tempi moderni non \u00e8 che l&#8217;umanit\u00e0 sia diventata pi\u00f9 sensibile, pi\u00f9 altruista e pi\u00f9 compassionevole: \u00e8 semplicemente diventata pi\u00f9 incredula, pi\u00f9 disperata, e quindi pi\u00f9 sospettosa e malfidente nei confronti di Dio. <em>Non sei tu il Cristo? salva te stesso e noi!<\/em> (<em>Lc<\/em> 23, 39). Ci si sente un po&#8217; tutti come il cattivo ladrone: coscienti di aver speso male la propria vita, lontano da Lui, gli squaderniamo davanti lo spettacolo delle cattiveria e delle ingiustizie per rinfacciargli la sua impotenza o la sua indifferenza; ma \u00e8 noi stessi che la parte pi\u00f9 profonda della nostra anima vorrebbe accusare.<\/p>\n<p>Del resto, non occorre fare grandi ragionamenti per capire che il modo d&#8217;impostare la riflessione sul male del mondo \u00e8 profondamente sbagliato, perch\u00e9 selettivo e riduzionista. Isola alcuni fatti e li considera in assoluto, estrapolandoli arbitrariamente dal loro contesto. Non ha senso lamentarsi del fatto che il veleno del serpente \u00e8 mortale, perch\u00e9 il veleno \u00e8 la sola arma di difesa di cui la natura ha dotato il serpente, il quale, se ne fosse privo, sarebbe alla merc\u00e9 di qualsiasi nemico. Inoltre, esso non si serve del dente del veleno per attaccare chiunque: il viandante che se ne va per la sua strada, e lo lascia tranquillo, non ha di che temere. Certo, se la sfortuna vuole che costui, camminando nell&#8217;erba alta, calpesti il serpente, questi, sentendosi offeso, reagisce: ma si pu\u00f2 parlare di una sproporzione fra l&#8217;armonia e la bellezza del mondo, da una parte, e gli effetti spiacevoli che possono colpire talvolta questo o quell&#8217;altro? Se l&#8217;artigiano ha fabbricato con le sue mani, con somma abilit\u00e0, duecento soldatini di stagno, e alla fine la materia prima gli viene a scarseggiare, \u00e8 forse da disprezzare la sua opera perch\u00e9 ha dovuto modellare l&#8217;ultimo soldatino con una gamba sola, come nella fiaba di Andersen?<\/p>\n<p>Prevediamo la prossima obiezione: se fosse tuo figlio a trovarsi con una gamba sola, o con qualche altro difetto, non saresti cos\u00ec tranquillo nel giustificare, come cosa di poco conto, gli &quot;sbagli&quot; della natura. Prendiamo atto che il principale imputato, a questo punto, \u00e8 cambiato: non \u00e8 pi\u00f9 Dio, ma, a quanto pare, la natura. E sia pure. Non diremo che la natura \u00e8 una realt\u00e0 terribilmente complessa, che fa le cose in grande, e che qualche &quot;difetto di fabbricazione&quot; \u00e8 statisticamente inevitabile. Non lo diremo, perch\u00e9 la natura non \u00e8 uno stabilimento industriale: \u00e8 una creazione di Dio, e quindi un riflesso della sua perfezione infinitamente amorevole. Dove c&#8217;\u00e8 amore infinito, non si fanno sbagli: gli sbagli li fanno le creature, esseri limitati e imperfetti, imperfetti anche nell&#8217;amore; ma Dio, che \u00e8 l&#8217;Amore stesso, no.<\/p>\n<p>Ricordiamo piuttosto una grande verit\u00e0, della quale tendiamo a scordarci: che la natura quale noi la vediamo, e della quale siamo parte noi medesimi, non \u00e8 quella uscita perfetta e innocente dalla mano creatrice di Dio: \u00e8, purtroppo, la natura ferita e deturpata dalle conseguenze del Peccato originale. E perci\u00f2 essa si porta dietro sempre quel retaggio, quel limite, quella tragica imperfezione, che un tempo le erano sconosciute. Ricordiamo il celebre aforisma di Nicol\u00e0s G\u00f2mez D\u00e0vila: <em>Al mondo ci sono due categorie di persone: quelli che credono al Peccato originale, e gli stupidi.<\/em><\/p>\n<p>Dobbiamo perci\u00f2 fare chiarezza in noi stessi; con chi abbiamo voglia di prendercela, con Dio o con la natura? Col fatto che anche i bambini innocenti soffrono, o col fatto che una scossa di terremoto pu\u00f2 far venir gi\u00f9 un&#8217;intera capitale, seppellendo sotto le macerie un numero incalcolabile di esseri umani? Bisognerebbe, in primo luogo, stabilire una differenza fra il male fisico (malattie, calamit\u00e0 e simili) e il male morale (delitti, guerre, persecuzioni). Il primo \u00e8 dovuto alla nostra natura fisica. Il corpo umano \u00e8 fatto di decine e decine di organi, muscoli, tessuti, ossa: onestamente non possiamo dare per scontato che funzionino tutti a meraviglia, e poi scandalizzarci e levare alte strida di protesta se uno di essi, l&#8217;ultimo, manifesta qualche pericolosa (e dolorosa) disfunzione. Non siamo angeli; abbiamo un corpo fisico: e il corpo \u00e8 soggetto a siffatti inconvenienti. Ha anche fame, sete, freddo e caldo ed \u00e8 sensibile alla stanchezza: per cui, se non gli diamo tali cose, soffre, si ammala e muore.<\/p>\n<p>Quanto al male morale, \u00e8 chiaro da dove esso viene: dal cattivo uso della libert\u00e0, o, per meglio dire, dal cattivo uso dell&#8217;intelligenza. Se la ragione naturale facesse buon uso degli strumenti che possiede, vedrebbe dove sta il vero e punterebbe in quella direzione, poich\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 fatto per essere felice, e la felicit\u00e0 sta nel vero, nel buono e nel bello. Ma poich\u00e9 sovente s&#8217;inganna e fa cattivo uso delle sue facolt\u00e0 razionali, essa indica alla volont\u00e0 delle mete sbagliate: dei falsi beni, o dei beni di grado minore, scambiandoli per\u00f2 per i massimi beni desiderabili. Da ci\u00f2 le delusioni, le frustrazioni, le cocenti amarezze; da ci\u00f2 il senso di fallimento e la vaga e molesta sensazione di essere stati ingannati. Ma nessuno ci ha ingannati: le cose sono buone, tutte; tutto \u00e8 grazia. Siamo noi che non sappiamo ordinare la giusta scala dei valori.<\/p>\n<p>Di nuovo, prevediamo la classica obiezione: Dio ci ha dotati di una libert\u00e0 eccessiva, della quale non sappiamo fare buon uso: la colpa \u00e8 sua, perch\u00e9, come Creatore, sapeva benissimo a quali inconvenienti saremmo andati incontro. Ci ha sopravvalutati, imponendoci un fardello sulle spalle che non siamo capaci di sostenere. Questo ragionamento, per\u00f2, ha il difetto di essere a posteriori: noi ci lamentiamo perch\u00e9 vediamo, e constatiamo, che le nostre cose non vanno come dovrebbero, come ci farebbe piacere che andassero: eppure non c&#8217;\u00e8 alcuna tavola della legge ove sta scritto che tale \u00e8 il nostro ineluttabile destino. Di fatto, noi vediamo dei nostri simili, che ci piace immaginare come se fossero specialissimi ma che in realt\u00e0 sono fatti in tutto e per tutto come noi, che non inciampano sui sentieri della vita, non prendono cantonate, non commettono errori di giudizio: vivono in tutta semplicit\u00e0 e serenit\u00e0, confidando in Dio. Quest&#8217;ultima \u00e8 la vera, decisiva differenza che si pone fra loro e noi: essi conoscono la virt\u00f9 dell&#8217;umilt\u00e0; hanno in S\u00e9 l&#8217;amore e il timore di Dio: domandano la luce della grazia, perch\u00e9 sanno benissimo che con quella luce si arriva a salvamento, dolore o non dolore, circostanze fortunate o sfortunate; mentre senza di essa, brancolando e incespicando nelle tenebre fitte dell&#8217;orgoglio umano, si va a finir male, anzi malissino,<\/p>\n<p>Rileggiamo il XII, il XIII e il XIV nel Settimo libro delle <em>Confession<\/em>i di sant&#8217;Agostino (a cura di Mario Capodicasa, Edizioni Paoline, 7a edizione, 1961, pp. 228-229):<\/p>\n<p><em>XII. Mi fu chiaro allora che le cose buone possono corrompersi; non lo potrebbero se fossero buone in sommo grado o altro non fossero che buone, perch\u00e9 se fossero buone in sommo grado sarebbero incorruttibili e se non esistessero, nulla ci sarebbe da corrompere. infatti la corruzione \u00e8 difetto, e non sarebbe difetto se il bene non diminuisse. Dunque : o la corruzione non \u00e8 difetto, il che \u00e8 impossibile, oppure, ed \u00e8 molto certo, ogni cosa che si corrompe viene privata di bene. Se sono poi private di tutto il bene pi\u00f9 non potranno esistere. Se invece esistono, ma senza possibilit\u00e0 di corruzione, saranno migliori poich\u00e9 rimanfgono incorruttibili. quale affermazione pi\u00f9 mostruosa che l&#8217;affermare che quelle cose che sono state totalmente private del bene sono divenute migliori se dunque sono state totalmente private del bene sono divenute migliori. Se dunque sono state totalmente private di bene n on potranno pi\u00f9 esistere, ma finch\u00e9 esistono sono buone. Quindi ogni cosa che esiste \u00e8 buona. Il male quindi di cui cercavo l&#8217;origine non \u00e8 una sostanza perch\u00e9 qualora fosse una sostanza sarebbe un bene e quindi e sarebbe o una sostanza incorruttibile e quindi un gran bene, o una sostanza corruttibile e perci\u00f2 un bene, altrimenti non potrebbe irrompersi. Vidi percvi\u00f2 chiaramente che tu hai fatto tutte le cose e non c&#8217;\u00e8 nessuna sostanza che tu non abbia fatta. E poich\u00e9 non hai fatto tutte le cose uguali, esistono tutte in quanto sono singolarmente buone e nel complesso sono buonissime, poich\u00e9 tu, o nostro Dio, hai fatto pi\u00f9 che buona ogni cosa.<\/em><\/p>\n<p><em>XIII. Per te non esiste il male, non solo per te, ma nemmeno per tutta la tua creazione, perch\u00e9 fuori di essa altra cosa non v&#8217;\u00e8 che interrompa o sconvolga l&#8217;ordine che tu le hai fissato. Ma certe sue particolarit\u00e0 se non concordano con certe altre si ritengono per male, se invece si accordano costituiscono il bene e sono un bene anche in se stesse. Tutte queste cose che non combaciano tra loro, si accordano con la parte inferiore della natura che chiamiamo terra, e che ha il cielo adatto per s\u00e9 con le nubi e con i venti. E mai sia che io dica: \u00abMagari queste cose non esistessero!\u00bb poich\u00e9 anche se non ne vedessi altre che queste ed io ne desiderassi ancora delle migliori, dovrei lodarti anche per queste sole cose. infatti degno di lode ti mostrano i dragoni della terra e tutti gli abissi, il fuoco, la grandine, la neve, il ghiaccio, il soffio delle tempeste che ubbidiscono alla tua parola, i monti ed i colli tutti, gli alberi fruttiferi e tutti i cedri, le belve e tutti gli animali, i rettili ed i volatili. I re e tutti i popoli, i principi e tutti i giudici della terra, giovani e fanciulle, vecchi e adolescenti lodino il tuo nome. Ti lodino anche dai cieli; esaltino, Dio nostro, il tuo nome nelle somme altitudini gli angeli tuoi, tutte le tue potenze, il sole, la luna, tutte le stelle, la luce, i cieli dei cieli e le acque che stanno sopra i cieli.<\/em><\/p>\n<p><em>Io pi\u00f9 non desideravo che le cose fossero migliori, perch\u00e9, considerandole nel loro complesso, vedevo che quelle superiori erano migliori delle inferiori ma con giudizio pi\u00f9 ponderato stimavo che tutte le cose prese nel loro insieme fossero migliori delle superiori.<\/em><\/p>\n<p><em>XIV. Non sono di mente sana coloro ai quali dispiace qualcosa della tua creazione come non ero sano io quando molte cose da te create a me dispiacevano. E poich\u00e9 la mia anima non osava ammettere che le dispiaceva il mio Dio, non voleva ammettere che era opera sua quello che le dispiaceva. Era di qui venuta fuori la teoria delle due sostanze, ma non vi trovavo sicurezza e dicevo delle stranezze.<\/em><\/p>\n<p><em>Abbandonata quella teoria, si era creata in me quella di un Dio esteso per gl&#8217;infiniti spazi dell&#8217;universo ed avevo pensato che quel Dio fossi tu: l&#8217;avevo collocata nel cuore ed era di nuovo diventato tempio di un suo idolo abominevole ai tuoi occhi.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma dopo che tu, a mia insaputa, curasti il mio capo e chiudesti i miei occhi affinch\u00e9 non vedessero la vanit\u00e0 (Salmo 1218, 37) ebbi allora un po&#8217; di pace e la mia stoltezza si assop\u00ec. E quando mi svegliai in te, vidi in altra maniera infinito e questa visione non era derivata dalla carne.<\/em><\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 che esiste, dunque, \u00e8 bene in se stesso, Anche san Tommaso d&#8217;Aquino riprendere e rafforza questo concetto: l&#8217;atto di essere delle cose (<em>actus essendi<\/em>) \u00e8 un magnifico trionfo sul nulla del non essere. Che le colse esistano, \u00e8 meraviglioso; e ciascuna di esse \u00e8 meravigliosa. Il Male \u00e8 entrato a tradimento nel giardino dell&#8217;Eden: ma Ges\u00f9 Cristo \u00e8 venuto per estirparlo e ricacciarlo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La teodicea \u00e8 un tipico atteggiamento moderno, e infatti l&#8217;ha formulato Leibniz: quello di conciliare la bont\u00e0 e l&#8217;onnipotenza di Dio con la presenza evidente nel<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[117],"class_list":["post-28966","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-etica","tag-dio"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-etica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28966","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28966"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28966\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30154"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28966"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28966"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28966"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}