{"id":28963,"date":"2015-03-04T12:10:00","date_gmt":"2015-03-04T12:10:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/03\/04\/il-problema-del-soprannaturale-nella-teologia-cattolica-contemporanea\/"},"modified":"2015-03-04T12:10:00","modified_gmt":"2015-03-04T12:10:00","slug":"il-problema-del-soprannaturale-nella-teologia-cattolica-contemporanea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/03\/04\/il-problema-del-soprannaturale-nella-teologia-cattolica-contemporanea\/","title":{"rendered":"Il problema del soprannaturale nella teologia cattolica contemporanea"},"content":{"rendered":"<p>I cattolici dei nostri giorni, e specialmente quelli colti, a cominciare dai teologi, mostrano la tendenza a parlare sempre di pi\u00f9 dell&#8217;uomo e sempre meno del soprannaturale: quindi, a parlare sempre meno della grazia, dell&#8217;anima immortale, della resurrezione di Cristo e del bisogno dell&#8217;umanit\u00e0 di essere redenta dal peccato.<\/p>\n<p>La teologia ha sempre fatto una distinzione fra la manifestazione ordinaria e straordinaria del soprannaturale. Le tre virt\u00f9 teologali, per esempio, che sono alla base della vita cristiana &#8212; la fede, la speranza e la carit\u00e0 &#8212; non si manifestano attraverso segni esteriori straordinari. Anche l&#8217;efficacia dei sacramenti, dal battesimo all&#8217;estrema unzione, non necessita di tali segni esteriori; e il sacrificio della messa, che ruota intorno al mistero della transustanziazione, \u00e8 una porta aperta sul soprannaturale, che agisce in maniera discreta e silenziosa, poich\u00e9 quel sacrificio \u00e8 aperto all&#8217;accoglienza di ciascun fedele. Anche l&#8217;azione &quot;normale&quot; delle creature spirituali &#8211; angeli e demoni &#8212; rientra nelle manifestazioni ordinarie, se cos\u00ec si pu\u00f2 dire, del soprannaturale: l&#8217;influsso benefico e protettivo dei primi e quello malefico e distruttivo dei secondi fanno parte del disegno complessivo della Provvidenza. L&#8217;uno \u00e8 voluto da Dio per la salvezza degli uomini, l&#8217;altro \u00e8 da Lui consentito per mettere i fedeli alla prova e per il conseguimento di un bene pi\u00f9 alto, che sfugge alla vista dei mortali, ma che trova spiegazione nei disegni imperscrutabili dell&#8217;amore divino, le cui vie sono diverse dalle nostre. Angeli e demoni esistono e incessantemente rivolgono la loro attenzione verso la realt\u00e0 umana, gli uni per servire l&#8217;opera di Dio, gli altri nel tentativo di ritardarla e ostacolarla, cosa resa possibile dalla loro natura di creature libere. Essi, per\u00f2, hanno fatto la loro scelta una volta per tutte, i primi nel bene, i secondi nel male, mentre la scelta degli esseri umani si rinnova giorno per giorno, conservando essi, sino all&#8217;ultimo istante di vita, il dono prezioso del libero arbitrio.<\/p>\n<p>Le manifestazioni straordinarie del soprannaturale appaiono sotto forma di segni visibili e, talvolta, spettacolari: come le visioni, le estasi, i miracoli, le stimmate, le profezie, quando vengono dall&#8217;alto; e come le ossessioni, le infestazioni, le possessioni diaboliche, i prodigi malvagi e le tentazioni eccezionali e particolari (diverse da quelle ordinarie), se provengono dal basso. Questa azione del soprannaturale \u00e8 quella che pi\u00f9 colpisce l&#8217;immaginazione e che pi\u00f9 accende la fantasia, provocando forti reazioni emotive; \u00e8 anche quella che, nelle persone poco preparate a riceverla o ad assistervi, scatena reazioni talvolta discutibili e incontrollate, degenerando in curiosit\u00e0 morbosa e in attesa spasmodica di prodigi, che poco o nulla hanno a che fare con la pura vita dell&#8217;anima, con i suoi veri bisogni e con l&#8217;aspirazione alla verit\u00e0 divina. Pu\u00f2 dare luogo, inoltre, a forme superstiziose di aspettativa e di credulit\u00e0 e pu\u00f2 distogliere l&#8217;attenzione da ci\u00f2 che \u00e8 essenziale, ossia dall&#8217;azione ordinaria del soprannaturale, prima di tutto attraverso il dono della grazia.<\/p>\n<p>Il fatto che esista il pericolo di tali interpretazioni erronee e di tali discutibili degenerazioni non autorizza, per\u00f2, a guardare con sospetto e con diffidenza preconcetta qualunque manifestazione straordinaria del soprannaturale. Quei cristiani i quali, in nome della lotta alle superstizioni e in ossequio a una certa mentalit\u00e0 razionalista e positivista, tipica della cultura secolarista oggi imperante, disprezzano tali fenomeni o escludono, addirittura, che possano realmente accadere, in nome di una malintesa &quot;purezza evangelica&quot; (come se il Vangelo non fosse letteralmente intessuto di tali manifestazioni soprannaturali straordinarie), compiono un vero e proprio peccato di superbia intellettuale e stravolgono il senso autentico delle Scritture: le quali, quando parlano di simili cose, non lo fanno in maniera figurata, alludendo a significati simbolici e astratti, ma, sovente, in maniera molto concreta, come di realt\u00e0 inoppugnabili e puntualmente riscontrate ed attestate.<\/p>\n<p>Oggi, dicevamo, sembra essersi diffusa la tendenza a mettere la sordina al soprannaturale, partendo dalle sue manifestazioni straordinarie, per giungere al soprannaturale in se stesso: dimenticando che, cos\u00ec facendo, si colpisce al cuore l&#8217;intima essenza del cristianesimo, che riposa sul duplice, insondabile mistero (come ben dice Dante) della Trinit\u00e0 e dell&#8217;Incarnazione, le cui radici affondano nel soprannaturale e le cui sublimi altezze si perdono, del pari, nel soprannaturale. Fra questi due misteri abissali sta il dramma dell&#8217;uomo, dramma di caduta e redenzione: il quale \u00e8, anch&#8217;esso, profondamente permeato di mistero, che nessun ragionamento chiaro e distinto potrebbe presumere di dissipare. Una teologia rettamente intesa non \u00e8 n\u00e9 il tentativo di chiarire quei misteri che sorpassano, e di molto, le facolt\u00e0 di comprensione della mente umana, n\u00e9, all&#8217;opposto &#8211; e come oggi sembra diventato di moda &#8211; negare, esplicitamente o implicitamente, tale dimensione di mistero e ridurre il soprannaturale al livello della intelligibilit\u00e0 creaturale.<\/p>\n<p>Questa seconda tendenza, tipica di una certa teologia post-conciliare, sembra impegnata a scalzare il mistero dalle sue stesse basi metafisiche, per ridurre la fede al livello della coscienza ordinaria e delle possibilit\u00e0 naturali dell&#8217;uomo: \u00e8, pertanto, una forma di naturalismo, la quale, in ultima analisi, anche se pu\u00f2 non sembrare tale, rappresenta la pi\u00f9 completa negazione dello spirito religioso in se stesso, e di quello cristiano in modo particolare. A tale demolizione del soprannaturale sopravvive, probabilmente, una sola religione, quella buddista; la quale, forse a non a caso, in quest&#8217;epoca di crisi e disorientamento spirituale, non sembra risentire affatto di tali effetti. Essa pare l&#8217;unica religione che, in Occidente, non dia segni di cedimento, semmai di espansione, essendo pervasa di razionalismo e di naturalismo immanentistico e dichiaratamente orientata all&#8217;auto-rivelazione a all&#8217;auto-redenzione dell&#8217;uomo.<\/p>\n<p>Riteniamo utile riportare alcune considerazioni svolta da Raimondo Spiazzi nella sua opera \u00abLa Chiesa nella storia. Una esperienza bimillenaria\u00bb, Roma, Bibliotheca Fides, 1967, pp. 372-5):<\/p>\n<p>\u00abLa FEDE \u00e8 ridotta spesso a SENSO RELIGIOSO: e anche questo \u00e8 inteso non nel suo elemento spirituale, ma come vaga, fluttuante, indefinibile evoluzione del subcosciente sul piano soprattutto del sentimento. Tale concezione immanentistica e modernistica sembra entrata nel campo teologico, dove almeno la terminologia \u00e8 ormai corrente, e si sa che con la terminologia passa facilmente anche la dottrina. Si arriva cos\u00ec alla svalutazione della ragione e alle nuove forme dio FIDEISMO. Si ritiene opportuno di non cerare, per ammessa e dichiarata impossibilit\u00e0 di trovare. Cos\u00ec i dice: non si scruta, ma si adora il mistero. Il che pu\u00f2 significare umilt\u00e0, ma anche sfiducia nella ragione e ingiustificata squalifica del dogma e della teologia.<\/p>\n<p>Insieme per\u00f2 a questa concezione della fede, avanza un NATURALISMO che tende sempre pi\u00f9 a cancellare della vita il SOPRANNATURALE: e non solo il soprannaturale QUOAD MODUM (miracoli, estasi, rivelazioni ecc. campo nel quale \u00e8 bene essere sempre pi\u00f9 MODERATI e DISCRETI), ma lo stesso soprannaturale QUOAD SUBSTANTIAM, nella concezione della grazia e della vita cristiana. Il soprannaturale, cos\u00ec, non sarebbe che un grado pi\u00f9 alto della vita spirituale sviluppata dalle facolt\u00e0 naturali, non un nuovo intervento e un dono trascendente di Dio. Ma allora cosa resta della rivelazione, della &quot;vita eterna&quot;, di tutta l&#8217;economia della salvezza, dello stesso cristianesimo?<\/p>\n<p>\u00c8 il problema che ci p\u00e8one dinnanzi a interpretazioni e giudizi &quot;teologici&quot; su Di, il cristianesimo, il fenomeno religioso, che tendono a deporre il &quot;soprannaturalismo&quot; del passato: in Tillich, teologo protestante, per esempio, che identifica Dio con la &quot;profondit\u00e0 dell&#8217;esistenza&quot;, in opposizione al simbolismo dell&#8217;&quot;altezza&quot;, della &quot;sopra-naturalit\u00e0&quot;, della trascendenza, con cui in passato se ne \u00e8 parlato; in Bonhoeffer, pastore protestante morto in un campo di concentramento, che prospettava un &quot;cristianesimo senza religione&quot;, dato che gli uomini sempre pi\u00f9 si rendono conto di poter vivere senza bisogno della &quot;ipotesi&quot; di Dio; in Bultmann, soprattutto, il quale, nel suo famoso libro-manifesto \u00abNuovo Testamento e mitologia\u00bb, sostiene la necessit\u00e0 di spogliare il cristianesimo delle espressioni &quot;mitologiche&quot; che vi hanno immesso gli scrittori del Nuovo Testamento (come preesistenza, incarnazione, ascesa e discesa, intervento miracoloso, catastrofe cosmica, cielo, aldil\u00e0, ecc.), tutte ispirate al presupposto di un Dio che \u00e8 &quot;fuori&quot; del mondo, &quot;oltre gli spazi&quot;, mentre il divino, il soprannaturale compenetra tutto l&#8217;ordine terreno; in Robinson, vescovo anglicano di Woolwich, (sobborgo orientale di Londra), che pure insiste sulla necessit\u00e0 di &quot;demitizzare&quot; Dio e riduce il cristianesimo all&#8217;espressione che il rapporto tra l&#8217;uomo e il fondamento dell&#8217;essere, che si chiama Dio, ha preso in una certa epoca della storia, e le cui forme, oggi, sono superate, s\u00ec da somigliare a rotoli di carta-moneta inconvertibile per mancanza di copertura aurea&#8230;<\/p>\n<p>Ma anche laddove \u00e8 conservato il senso della religione e viene ancora riconosciuto al cristianesimo di essere una forma indiscutibilmente superiore di religione, anche se per certuni sembra meno attraente e incisiva di certe religioni e mistiche orientali, per le quali c&#8217;\u00e8 una vera passione, come se in esse si scoprisse chiss\u00e0 quale nuovo messaggio spirituale: in realt\u00e0 secondo tali concezioni il cristianesimo rappresenta nient&#8217;altro che un momento saliente nella vita dello spirito: non \u00e8 fondato su una rivelazione, se non nel senso che alla parola &quot;rivelazione&quot; pu\u00f2 essere dato in una concezione immanentistica ed evoluzionistica; una progressiva esperienza e autorivelazione religiosa. In altri casi si accetta il cristianesimo come un&#8217;etica superiore &#8212; quella del Discorso della Montagna &#8212; ma lo si rifiuta come religione per il fatto che nel mondo moderno non ci sarebbe pi\u00f9 spazio per il sacro n\u00e9 bisogno di Dio come di una ipotesi per spiegare il mondo, sicch\u00e9 all&#8217;uomo d&#8217;oggi basterebbe il messaggio di Cristo come dottrina e forza morale secondo cui ordinare la propria vita nel tempo, senza riferimento e fede in una realt\u00e0 trascendente (Dio, vita eterna), che non esiste. Anzi, un gruppetto di protestanti americani, capeggiati da un certo Altizer, giungono a formulare la tesi (una madornale stupidaggine) che &quot;Dio \u00e8 morto&quot; e che quindi \u00e8 il tempo dei &quot;cristiani atei&quot;.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 chi va oltre, e considera il cristianesimo come una forza storica, senza dubbio, validamente operante in passato e per alcuni anche al presente, in ordine alla formazione e allo sviluppo della civilt\u00e0: ma ne travisa l&#8217;essenza squisitamente religiosa, come avviene anche per la Chiesa, considerata pi\u00f9 come organizzazione che ha riflessi &#8212; postivi o negativi &#8212; nel campo della vita terrena, che non come comunit\u00e0 di credenti e di pellegrinanti al cielo. Un altro dei soliti americani, il professor Harvey Cox, di Harvard, dando per certo che la vecchia interpretazione religiosa e metafisica del cristianesimo \u00e8 ormai tramontata per sempre, auspica che si impari a &quot;parlare di Dio con spirito laico&quot; e che si instauri una nuova teologia, quella dei &quot;cambiamenti sociali&quot;.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, secondo le diverse opinioni e posizioni, il cristianesimo e la Chiesa sono valutati o respinti come realt\u00e0 inserite nel mondo, compromesse col mondo, quasi infeudate al mondo, mentre sfugge, su entrambe le sponde, il senso religioso, spirituale, soprannaturale della religione fondata da Ges\u00f9 Cristo per unire gli uomini nel culto del vero Dio e nella preparazione alla vita eterna.\u00bb<\/p>\n<p>Eppure, voci sempre pi\u00f9 numerose e sempre pi\u00f9 significative, nel quadro della stessa gerarchia cattolica, sembrano aver abbandonato questo atteggiamento di saggia prudenza e di giusta distinzione rispetto alle pi\u00f9 recenti filosofie antropocentriche e razionaliste, eredi, in qualche modo, dell&#8217;americanismo, del modernismo, della cosiddetta teologia negativa; e sempre pi\u00f9 di rado si sente parlare del soprannaturale, sempre pi\u00f9 spesso della fede come di una conquista umana.<\/p>\n<p>Prendiamo in mano il catechismo per gli adulti, redatto a cura della Conferenza Episcopale Italiana: i riferimenti al soprannaturale non formano, come ci si aspetterebbe, la sua ossatura fondamentale; di angeli e demoni si parla pochissimo, pi\u00f9 che altro in una nota teologico-pastorale relegata nell&#8217;appendice; e il linguaggio che vi si adopera sembra dettato da una esagerata vaghezza, da una indeterminazione tipica della cultura laica, allergica alle affermazioni nette e recise e che predilige le frasi sfumate, le affermazioni con riserva, i giri di parole un po&#8217; ambigui, che ciascuno \u00e8 libero di leggere e interpretare come vuole. Particolarmente significativo, in proposito, il capitolo &#8211; sempre relegato in appendice &#8211; sul significato e la natura del peccato originale, dal quale traspare evidente l&#8217;imbarazzo degli estensori nel trattare un argomento cos\u00ec ostico alla mentalit\u00e0 odierna, fondata sul dogma della responsabilit\u00e0 individuale. Il peccato originale, dunque, fa scandalo; eppure, \u00e8 alla base di tutto il cristianesimo: senza di esso, la Redenzione sarebbe inutile. Come si fa a non vederlo? E come si fa a non vedere che, per il credente, tutta la vita, tutta la sfera del mondo naturale, non sono che inni di lode al mistero del soprannaturale, che ne rende ragione e d\u00e0 loro un senso e uno scopo?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I cattolici dei nostri giorni, e specialmente quelli colti, a cominciare dai teologi, mostrano la tendenza a parlare sempre di pi\u00f9 dell&#8217;uomo e sempre meno del<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[257,265],"class_list":["post-28963","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-teologia","tag-virtu"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28963","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28963"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28963\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}