{"id":28959,"date":"2019-10-17T01:52:00","date_gmt":"2019-10-17T01:52:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/10\/17\/sono-poche-le-cose-delle-quali-abbiamo-bisogno\/"},"modified":"2019-10-17T01:52:00","modified_gmt":"2019-10-17T01:52:00","slug":"sono-poche-le-cose-delle-quali-abbiamo-bisogno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/10\/17\/sono-poche-le-cose-delle-quali-abbiamo-bisogno\/","title":{"rendered":"Sono poche le cose delle quali abbiamo bisogno"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono delle verit\u00e0 talmente semplici ed evidenti che ci si chiede, da un lato, come sia possibile non vederle, non capirle e non farne tesoro per tutta la vita; dall&#8217;altro, ci si chiede da dove venga quel senso di&#8217;imbarazzo, quasi di vergogna, allorch\u00e9, vedendole e iniziando a comprenderle, se ne parla agli altri, le si dichiara apertamente, le si diffonde, e subito ci si rende conto che gli altri, in risposta, ci guardano con sufficienza e quasi con compatimento, se non con autentico disprezzo. Si tratta, evidentemente, di due cose contrastanti: forse ci siamo ingannati, quando abbiamo scoperto l&#8217;evidenza di quelle verit\u00e0, altrimenti non si capisce perch\u00e9 gli altri dovrebbero snobbarle e compatire quelli che ne sono attratti. Oppure essi hanno torto, e abbiamo ragione noi? Ma in tal caso, come mai ci abbiamo messo tanto ad arrivarci, visto che erano l\u00ec, sotto il nostro caso, fin dal principio? Nessuno ce le aveva nascoste: siamo noi che non le avevamo notate. Dunque le verit\u00e0 sono degne di disprezzo, quanto pi\u00f9 sono semplici ed evidenti? Se \u00e8 cos\u00ec, ci\u00f2 non pu\u00f2 dipendere che dal fatto che la cultura e l&#8217;intelligenza si sono allontanate dall&#8217;evidenza, dalla concretezza e dal buon senso. \u00c8 triste, ma \u00e8 cos\u00ec. Il nostro imbarazzo nel dichiararle nasce dal ricatto culturale e intellettuale: noi sentiamo che le persone colte e intelligenti, o che sono ritenute tali, ci guardano dall&#8217;alto in basso, ci giudicano e ci trovano troppo leggeri, perci\u00f2 meritevoli di essere trattati come degli sciocchi, come dei bambini.<\/p>\n<p>Gi\u00e0: i bambini. Eppure \u00e8 dai bambini che avremmo tante cose da imparare, allorch\u00e9 si tratta dell&#8217;essenziale. Quando si tratta di cose secondarie, no, non abbiamo nulla da imparare da loro; ma quando si tratta dell&#8217;essenziale, forse s\u00ec. E sar\u00e0 quella una preziosa occasione per renderci conto di quali siano le cos essenziali, e quali invece non lo sono. Certo un bambino non sapr\u00e0 estrarre una radice quadrata, n\u00e9 applicare il teorema di Pitagora; e nemmeno sapr\u00e0 dirci perch\u00e9 si combatterono le guerre macedoniche, o tradurre un brano di Cicerone, o leggere con l&#8217;accento metrico un canto dell&#8217;<em>Eneide<\/em>. Evidentemente, nessuna di queste cose \u00e8 essenziale. Un bambino non sapr\u00e0 neanche aprire un conto corrente in banca (e del resto, non lo potrebbe), o guidare l&#8217;automobile, o sostenere una causa in tribunale, o smontare e rimontare un motore di automobile: per lo stesso motivo, neppure queste cose devono ritenersi essenziali. D&#8217;altra parte, un bambino pu\u00f2 trasformare un bastoncino di plastica in una bacchetta magica; pu\u00f2 mutare un piccolo giardino domestico in una foresta inesplorata; pu\u00f2 anche fare di una vecchia casa diroccata, che a un adulto non dice assolutamente nulla, un castello popolato di fate, o di streghe, o d&#8217;incantesimi, o di principesse prigioniere di maghi malvagi, in trepidante attesa del principe che le venga a liberare: evidentemente, la fantasia, la creativit\u00e0 e la poesia sono elementi essenziali della vita umana. Gli adulti, crescendo, se lo scordano; e se, qualche volta, per un caso imprevisto, accade che ci pensino, concludono con disinvoltura di poterne fare tranquillamente a meno, anzi, sono soddisfatti di avere imparato a farne a meno, e di saper guardare al mondo con &quot;realismo&quot;: e non sanno di essersi amputati di uno dei lati pi\u00f9 belli del&#8217;esistenza, n\u00e9 si rendono conto di quanto il loro orizzonte si sia impoverito e rimpicciolito a partire da quando hanno &quot;imparato&quot; che una vecchia casa in abbandono \u00e8 solo un mucchio di mattoni e di travi che ingombrano il paesaggio e che andrebbe eliminato il pi\u00f9 presto possibile.<\/p>\n<p>Un bambino, inoltre, sa amare; sa sognare; sa perdonare; \u00e8 capace d&#8217;imparare e di essere umile, perch\u00e9 intuisce che vi sono tantissime cose che non pu\u00f2 capire, e altre che forse nessuno capisce, anche se gli adulti, barando al gioco, dicono di saperle, ma in realt\u00e0 lui, il bambino, si accorge benissimo che non \u00e8 vero, che sono solo parole e che gli adulti cercano di riempire i vuoti della loro ignoranza con delle formule che soddisfano loro soltanto, ma esclusivamente nel regno delle chiacchiere. Un bambino capisce cosa vuol dire essere malati; l&#8217;adulto deve dare un nome a ogni malattia, anche a quelle che non sa spiegare, che non sa curare, ma dando loro un nome gli sembra anche di averle capite e di poterle, forse, curare. Il bambino sa cos&#8217;\u00e8 il dovere: anche se non sempre \u00e8 capace di metterlo in pratica, ne ha un senso istintivo, e non fa come l&#8217;adulto, che per non doverlo rispettare, lo nega o la traveste da qualcos&#8217;altro, magari trasformando il dovere in una scelta facoltativa, oppure dichiarando che esso non \u00e8 una virt\u00f9 ma un vizio, quando proprio non gli va di rispettarlo, solo perch\u00e9 non ha il coraggio di ammettere che per lui \u00e8 molto pi\u00f9 comodo fare quel che gli piace e non quel che dovrebbe. Ne consegue che amare, sognare, perdonare, imparare, essere umili e avere il senso del dovere sono cose essenziali: anche se gli adulti escogitano mille astuzie e furberie per truccare le carte e auto-convincersi che si tratta di cose importati solo se e quando ci\u00f2 corrisponde ai loro disegni, alle loro aspettative e ai loro desideri, altrimenti si tratta di cose del tutto superflue, magari anche un po&#8217; ridicole o sconvenienti, e indegne di una persona veramente adulta e consapevole di come gira il mondo, e che pertanto si possono tranquillamente sacrificare, senza rimpianti n\u00e9 rimorsi.<\/p>\n<p>In altre parole: il bambino ha la nozione istintiva di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale e di ci\u00f2 che non lo \u00e8. \u00c8 disponibile, se rettamente instradato, a imparare anche le cose secondarie, ma bisogna che &quot;senta&quot; che non gli viene rubato l&#8217;essenziale. Le incomprensioni fra adulti e bambini, specialmente fra genitori e bambini o fra insegnanti e bambini, spesso nascono da qui: dal fatto che gli adulti non sanno motivare adeguatamente i bambini allo studio, all&#8217;impegno scolastico, al sacrificio che esso comporta, ma danno per scontato che il bambino trovi naturale dedicare tanto tempo e tante energie a qualcosa che a lui, invece, forse appare del tutto superfluo e inutile. Ci\u00f2 accade, per esempio, quasi sempre, quando la figura del genitore o dell&#8217;educatore non appare credibile: un cattivo genitore e un cattivo maestro non riusciranno mai a coinvolgere il bambino nello studio, non riusciranno mai a convincerlo che quel tipo di impegno \u00e8 importante, \u00e8 essenziale per costruire la trama della sua esistenza; e non ci riusciranno perch\u00e9 essi sono la dimostrazione vivente del fatto che si possono sapere tante cose pi\u00f9 di quante ne sappia un bambino, ma non aver compreso l&#8217;essenziale.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 il bambino sa, sente, intuisce, che cosa \u00e8 essenziale e che cosa non lo \u00e8. L&#8217;amore della famiglia \u00e8 essenziale; il senso di responsabilit\u00e0 dei genitori \u00e8 essenziale; la seriet\u00e0 professionale del maestro \u00e8 essenziale. Se, poi, il genitore commette qualche piccolo errore, o se il maestro non sa rispondere a <em>tutte<\/em> le domande che gli vengono poste, ci\u00f2 per il bambino non \u00e8 un dramma: non \u00e8 da tali episodi che giudicher\u00e0 inadeguato quel genitore o quel maestro. Il bambino li giudica inadeguati e non li ascolta, non li segue, non li prende troppo sul serio, quando si accorge che essi stanno barando al gioco, e che vogliono fargli credere di sapere quali sono le cose importanti della vita, mentre il loro modo di essere indica chiaramente che non l&#8217;hanno compreso affatto. Intendiamoci: non \u00e8 che il bambino giudichi gli adulti allo stesso modo in cui un adulto giudica un altro adulto. Pi\u00f9 che di &quot;giudizio&quot; dovremmo parlare di intuizione o magari di sesto senso, proprio come avviene per gli animali, i quali si lasciano carezzare da una persona buona ma ringhiano contro una cattiva: il bambino intuisce chi ha di fronte, con chi ha a che fare, nel giro di pochi giorni, a volte di poche ore o di pochi minuti. Il bambino sa leggere lo sguardo delle persone; sa interpretare i loro gesti; sa capire quel che significano i loro silenzi, e cos\u00ec via. A un bambino, su ci\u00f2 che \u00e8 essenziale, non la si fa; lo si pu\u00f2 ingannare, questo s\u00ec, sulle cose secondarie: gli si pu\u00f2 far credere, ad esempio, che si \u00e8 ricchi, mentre si \u00e8 poveri; oppure che agli Antipodi le persone vivono e camminano a testa in gi\u00f9; o magari che i pinguini si trovano al Polo Nord anzich\u00e9 al Polo Sud. Ma su ci\u00f2 che \u00e8 essenziale, il bambino non si lascia mettere nel sacco facilmente. Probabilmente finger\u00e0 di accettare per buone le spiegazioni dell&#8217;adulto, ma in cuor suo sapr\u00e0 istintivamente se dietro quelle parole c&#8217;\u00e8 la verit\u00e0, oppure se sono una cortina fumogena per nascondere il vuoto, il nulla. E questo accade perch\u00e9 il cuore del bambino \u00e8 ancora puro: non nel senso che sia senza macchia (anche i bambini sono capaci di malizia!), ma perch\u00e9 non si \u00e8 ancora indurito nelle finzioni e nelle menzogne, non si \u00e8 ancora disincantato del mondo, anzi, vive in pieno l&#8217;incanto del mondo e quindi sa vedere anche ci\u00f2 che gli adulti non vedono, sa scorgere l&#8217;aura delle persone e dei luoghi, sa percepire la bont\u00e0 e la cattiveria, con la stessa forza ed evidenza che se tali cose gli venissero dette e spiegate in modo aperto ed esplicito da qualcuno che merita la sua fiducia.<\/p>\n<p>Scriveva Gabriele Adani, sacerdote, scrittore e giornalista radiotelevisivo (Zocca di Modena, 3 ottobre 1917-Bologna, 13 luglio 1993) nel suo libro <em>La pi\u00f9 antica storia d&#8217;amore<\/em> (Milano, Rusconi, 1978, p. 117):<\/p>\n<p><em>Le cose di cui abbiamo veramente bisogno sono pochissime. Le cose di cui non abbiamo bisogno sono tutte le altre. Meno cose abbiamo, pi\u00f9 siamo sereni. Un uomo \u00e8 tanto pi\u00f9 ricco &#8212; veramente ricco &#8212; quante pi\u00f9 sono le cose di cui pu\u00f2 fare a meno.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando si parte per una vacanza, per un viaggio, portiamo con noi sempre tanta roba, tante valigie. Poi, al ritorno, ci ritroviamo con tanta roba che non ci \u00e8 servita a nulla, che non abbiamo usato affatto. Sono cos\u00ec poche le cose veramente utili! E cos\u00ec abbiamo faticato di pi\u00f9; ci siamo tirati dietro tutto quel bagaglio per niente.<\/em><\/p>\n<p><em>La vita \u00e8 un viaggio che ha inizio con la nascita, con l&#8217;infanzia, continua con la giovent\u00f9, giunge al culmine con l&#8217;et\u00e0 matura, e declina con la vecchiaia. La vita \u00e8 un viaggio, e le cose di cui abbiamo bisogno sono veramente poche. Tutte le altre cose, quelle che abbiamo raccolto, che abbiamo messo insieme e delle quali siamo i proprietari, non servono; non ne abbiamo bisogno.<\/em><\/p>\n<p><em>La creazione di Dio \u00e8 perfetta: per vivere bene per vivere felici, per raggiunge rei nostri meravigliosi destini, abbiamo gi\u00e0 dentro di noi i mezzi necessari: l&#8217;intelligenza per conoscere, la volont\u00e0 per avanzare nella conoscenza nell&#8217;amore, nella libert\u00e0. Le cose di questo mondo devono servire solo per il nostro viaggio terreno: per coprire e per sostenere il corpo, non per essere felici e per raggiungere il nostro destino.<\/em><\/p>\n<p>Cos\u00ec, come dicevamo poc&#8217;anzi, la verit\u00e0 \u00e8 semplice e anche l&#8217;essenziale \u00e8 qualcosa d&#8217;intuitivamente evidente. Dopotutto, nudi siamo venuti al mondo e nudi ce ne dobbiamo andare: tutto il resto, eccettuate le necessit\u00e0 della vita, \u00e8 superfluo. La cosa triste \u00e8 che moltissime persone scambiano il superfluo per il necessario, e intanto si scordano di ci\u00f2 che \u00e8 veramente necessario. Perdono di vista l&#8217;essenziale, o forse non lo hanno mai avuto chiaro. Infatti accade anche questo: che molte persone trascorrano l&#8217;intera esistenza senza mai avvicinarsi alla scoperta di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale, ossia di ci\u00f2 che rende la vita degna di essere vissuta. Oggi, in clima di materialismo e d&#8217;immanentismo imperanti, si fa un gran parlare della vita come di un diritto, di una cambiale da riscuotere, di una garanzia da far valere. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che non esiste alcun diritto, n\u00e9 alcuna cambiale, n\u00e9 alcuna garanzia. La vita non dipende da noi: da noi dipende solo il modo in cui vogliamo viverla, che essa duri pochi anni oppure che sfiori il secolo; sia che le circostanze esterne entro le quali si svolge siano rosee e seducenti, oppure costellate di spine.<\/p>\n<p>Fino a qualche anno fa erano i teologi e i sacerdoti a ricordarci cosa c&#8217;\u00e8 di essenziale nella vita. I primi nei loro libri, i secondi con le loro prediche, ci aiutavano a tenere lo sguardo rivolto verso l&#8217;alto e a tralasciare le cose secondarie, le cose di quaggi\u00f9. Ora hanno cambiato ragione sociale; i teologi sproloquiano di svolte antropologiche, di Dio che si nasconde e non si fa trovare e di fedeli che devono arrangiarsi come se lui non ci fosse; i sacerdoti ci confondono e ci fanno arrabbiare parlandoci di tutto, tranne che della spiritualit\u00e0, tranne che del nostro Signore Ges\u00f9 Cristo. Arrivano a introdurre dei canotti in chiesa e a metterli nel presbiterio, o addirittura sopra l&#8217;altare, per ficcarci bene in tesa, come del resto fa il signor Bergoglio, tutti i santi giorni, nelle sue omelie, che il nostro nuovo dio \u00e8 il Migrante, e che davanti a lui solo dobbiamo piegare le ginocchia, batterci il petto e riconoscerci peccatori; ma davanti a Dio, no, non \u00e8 necessario. Anche perch\u00e9 forse &#8212; contrordine, compagni! &#8212; Dio non c&#8217;\u00e8, e in tutti i casi non \u00e8 cattolico; e quanto a Ges\u00f9 Cristo, una volta incarnato in un corpo umano, non era altro che un uomo e non pi\u00f9 della stessa sostanza del Padre. Un tempo c&#8217;erano buoni testi di spiritualit\u00e0 e di apologetica, che aiutavano l&#8217;adorazione e la preghiera e che rinfrancavano la coscienza e la fierezza di essere cristiani. Ma oggi l&#8217;apologetica e la spiritualit\u00e0, secondo la linea di Bergoglio, sono state rimpiazzate dalla psicologia, dalla sociologia, dalla psicanalisi e soprattutto dall&#8217;economia politica, che ha preso il posto della dottrina sociale della chiesa. Abbandonati dai pastori, i cattolici devono tornare a Ges\u00f9 Cristo: devono abituarsi a non riporre altra fede, altra speranza e consolazione che in Lui. Il quale, essendo la Verit\u00e0, \u00e8 l&#8217;essenziale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono delle verit\u00e0 talmente semplici ed evidenti che ci si chiede, da un lato, come sia possibile non vederle, non capirle e non farne tesoro<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30188,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[32],"tags":[263],"class_list":["post-28959","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-varie-costumi-e-societa","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-varie-costumi-e-societa.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28959","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28959"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28959\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30188"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28959"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28959"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28959"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}