{"id":28958,"date":"2018-05-25T08:55:00","date_gmt":"2018-05-25T08:55:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/25\/sono-in-ballo-il-paradiso-e-linferno\/"},"modified":"2018-05-25T08:55:00","modified_gmt":"2018-05-25T08:55:00","slug":"sono-in-ballo-il-paradiso-e-linferno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2018\/05\/25\/sono-in-ballo-il-paradiso-e-linferno\/","title":{"rendered":"Sono in ballo il Paradiso e l&#8217;Inferno&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Kierkegaard diceva che la Cristianit\u00e0 ha tradito il Cristianesimo; noi, oggi, possiamo vedere e constatare che la Chiesa cattolica, o una gran parte di essa, ha tradito se medesima, e, nello stesso tempo, ha tradito Ges\u00f9 Cristo, insieme alla propria missione e alla propria ragion d&#8217;essere: la salvezza delle anime. Perch\u00e9 quando il clero, a cominciare dalla cattedra di san Pietro, gi\u00f9, gi\u00f9, fino all&#8217;ultimo parroco di paese, insegna che la salvezza \u00e8 non solo per tutti, ma di tutti; quando d\u00e0 a intendere che non ci sar\u00e0 alcun giudizio, e che tutte le anime andranno in Paradiso presso il Padre (o, al massimo, quelle dei cattivi si dissolveranno: tale sembra essere la personale teologia del signor Bergoglio, stando alle sue conversazioni col gran massone Eugenio Scalfari), si tradisce Ges\u00f9 e si ingannano i fedeli. Ges\u00f9 non ha mai detto che tutti si salveranno; ha detto, al contrario, di essere venuto per salvare il mondo, ma di aver constatato il rifiuto del mondo: e ha precisato che per i malvagi \u00e8 preparato il fuoco eterno del diavolo, mentre i buoni andranno alla destra del Padre, in Paradiso. Questo \u00e8 quello che ha detto Ges\u00f9; opinare diversamente, non \u00e8 cattolico e quindi, a un teologo cattolico, non \u00e8 lecito dire. Se vi sono, come vi sono, dei sedicenti teologi cattolici i quali scrivono libri ed articoli, e rilasciano interviste, per tentar di modificare la dottrina del Novissimi, costoro si assumono la responsabilit\u00e0 di predicare l&#8217;eresia e di spingere le anime dei fedeli verso l&#8217;apostasia dalla fede; e Dio, che \u00e8 giusto giudice, dar\u00e0 loro la ricompensa secondo ci\u00f2 che hanno meritato.<\/p>\n<p>Il fatto che il clero, oggi, abbia quasi smesso di parlare del peccato e della grazia; il fatto che abbia quasi smesso di ricordare alle anime che, senza l&#8217;aiuto soprannaturale dei Sacramenti, non si va da nessuna parte; il fatto che si sia spinto, in non pochi casi, fino al punto di affermare che il peccato non \u00e8 peccato, e che i divorziati possono tranquillamente consumare la santa Eucaristia, o che i sodomiti impenitenti possono unirsi e vivere felicemente insieme, come una coppia benedetta da Dio, oppure che una donna, dopo aver abortito, pu\u00f2 confessarsi semplicemente da un qualsiasi sacerdote, e non pi\u00f9 dal vescovo, come ci si confessa per un furto di caramelle, o per una piccola maldicenza: tutto questo carica sulle spalle di codesto clero una responsabilit\u00e0 immensa, tale che per nulla al mondo vorremmo trovarci nelle condizione di doverne rendere conto, quando sar\u00e0 il tempo, davanti al Signore Ges\u00f9. Chi predica un cristianesimo dove non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il peccato, dove non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 il giudizio e dove non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 la vita eterna &#8211; e non gi\u00e0 una vita eterna generica, bens\u00ec una vita eternamente beata o eternamente dannata &#8212; di fatto sta predicando un&#8217;altra religione, spacciandola, per\u00f2, per cristianesimo, cio\u00e8 ingannando le anime in maniera gravissima, con il concreto pericolo di spingerle verso la perdizione. E la cosa pi\u00f9 triste \u00e8 che costoro lo fanno per la brama di essere popolari, per voler piacere al mondo, anche al prezzo di dispiacere a Dio: ma il loro Dio, in realt\u00e0, sono gli uomini, \u00e8 la loro approvazione che vogliono, sono i loro applausi che desiderano; di quel che ne pensa il Signore Iddio, poco si curano, per la semplice ragione che molti di loro, anche se non hanno il fegato di dirlo apertamente, hanno perso la fede, e tuttavia seguitano a parlare, a predicare, ad agire come se nulla fosse, abusando della veste che indossano (molto poco, a dire il vero; pare che se ne vergognino profondamente) e spacciandosi per ci\u00f2 che non sono. In pratica, non sono pi\u00f9 dei veri sacerdoti, ma solo dei modernisti travestiti da preti, cio\u00e8 degli eretici che hanno abbandonato la Chiesa e parlano a nome di essa senza averne l&#8217;autorit\u00e0, e soprattutto senza essere in grazia di Dio. I Sacramenti da essi amministrati sono comunque validi, perch\u00e9, grazie al Cielo, la loro validit\u00e0 non dipende dall&#8217;intenzione del celebrante, ma da quella del fedele, purch\u00e9 questi sia in grazia di Dio; nondimeno, il male che provocano insegnando delle false dottrine \u00e8 incalcolabile, tanto che li si pu\u00f2 paragonare a dei lupi travestiti da pastori, i quali si adoperano non gi\u00e0 per custodire il gregge, ma per disperderlo e, se possibile, per distruggerlo. Il che \u00e8 quanto dire che non sono ministri di Dio, ma servitori del diavolo.<\/p>\n<p>Scriveva, nel suo <em>Diario<\/em>, S\u00f8ren Kierkegaard (a cura di Cornelio Fabro, Milano, Rizzoli, 2000, pp. 283; 292; 293):<\/p>\n<p><em>C&#8217;\u00e8 un potere che si chiama peccato. Se tu vuoi salvarti da esso, corri allora a Cristo. Egli \u00e8 salvezza, bench\u00e9 umanamente parlando sia una salvezza amara; ma se il peccato \u00e8 in verit\u00e0 per te pi\u00f9 amaro, allora non c&#8217;\u00e8 da esitare.<\/em><\/p>\n<p><em>Verr\u00e0 un&#8217;ultima ora, quella della morte. Allora Cristo ti promette un bene infinito, la beatitudine del cielo. Vorresti tu farne a meno per qualcos&#8217;altro? Ebbene, a te ora di scegliere Lui. Ma allora se anche Egli si riserva di disporre della tua vita quaggi\u00f9, Egli te la rende un po&#8217; pi\u00f9 pesante: ma anche ti aiuta a portarla. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Nella Cristianit\u00e0 in sostanza il Cristianesimo \u00e8 stato abolito. Qui si vive a casaccio, corroborati dai pastori nell&#8217;idea che senz&#8217;altro ci salveremo ugualmente. Si tratta soltanto dei settant&#8217;anni di questa vita. Osare qualche cosa per una buona causa, sarebbe un tentare Dio: chi lo facesse, gli si rinfaccerebbe che \u00e8 colpa sua se gli capiter\u00e0 di soffrire. Quindi non resta che abbandonarsi a quel che pu\u00f2 succedere nella vita. Se uno arriva per caso a passarla allegramente, tutto va bene. Se invece capitano le sofferenze, le preoccupazioni economiche, ecc., si \u00e8 pronti a escogitare i rimedi contrari. Questa \u00e8 la vita degli uomini: figuratevi se in una vita simile sarebbe possibile trovare la minima traccia del Cristianesimo! Neanche il Paganesimo aveva un&#8217;idea cos\u00ec fallace dell&#8217;amore di Dio e della felicit\u00e0 eterna! [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Una volta eliminato l&#8217;orrore dell&#8217;eternit\u00e0 (o eterna felicit\u00e0, o perdizione eterna!) il voler imitare Ges\u00f9 diventa in fondo una fantasticheria. Perch\u00e9 soltanto la seriet\u00e0 dell&#8217;eternit\u00e0 pu\u00f2 obbligare, ma anche muovere un uomo a compiere e a giustificare il suo passo,<\/em><\/p>\n<p><em>Ma poich\u00e9 noi tutti viviamo press&#8217;a poco in quell&#8217;idea, cullandoci nell&#8217;indolenza che tutti saremo salvi, le canaglie come i giusti, colui che si conserv\u00f2 fedele a Dio nella tensione di tutte le sue forze come chi alquanto mercanteggi\u00f2;&#8230; tutti, tutti noi saremo senz&#8217;altro quei rispettabili giusti: per questo gli uomini hanno in fondo ragione a trovare che \u00e8 fantastico e ridicolo voler tutto sacrificare per seguire Ges\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>Ci\u00f2 infatti che d\u00e0 seriet\u00e0 \u00e8 l&#8217;aspetto etico. Eliminare l&#8217;aspetto etico, fare per es. di Cristo un astratto ideale per volerGLi assomigliare a questo modo, \u00e8 un prenderlo invano. Sono in ballo il Paradiso e l&#8217;Inferno, e per questa ragione voler imitare Ges\u00f9, cio\u00e8 essere salvati: ecco dov&#8217;\u00e8 la seriet\u00e0!<\/em><\/p>\n<p>Kierkegaard mette il dito sulla fondamentale mancanza di seriet\u00e0 dell&#8217;atteggiamento del cristiano &quot;moderno&quot;, che \u00e8 la sua caratteristica saliente. Da parte nostra, abbiamo ripetutamente sostenuto che, dietro la desacralizzazione, la protestantizzazione e la relativizzazione del cattolicesimo odierni c&#8217;\u00e8 una regia precisa, il cui scopo \u00e8 distruggere la Chiesa dall&#8217;interno e far scomparire quella <em>forma mentis<\/em> che, sola, costituisce un problema per l&#8217;instaurazione di quel &quot;nuovo ordine&quot; mondiale in cui non ci sar\u00e0 pi\u00f9 posto per le persone, intese come soggetti pensanti, perch\u00e9 esse verranno sostituite da una post-umanit\u00e0 ridotta a gregge, a bestiame, a massa totalmente inconsapevole e manipolabile, eventualmente anche con l&#8217;ausilio di tecniche di condizionamento mentale e, se necessario, mediante la somministrazione di farmaci o di minuscoli impianti elettronici (<em>microchip<\/em>) coi quali controllare in maniera capillare la vita di ciascuno. Tuttavia, che si creda o no a una tale congiura planetaria, i caratteri della civilt\u00e0 moderna sono di per s\u00e9 tali da spingere gradualmente l&#8217;umanit\u00e0 verso un livello sempre pi\u00f9 basso di autocoscienza, e, quindi, di comprensione della vita e del suo fine. Distratto e frastornato da cento e cento cose secondarie (consumismo), l&#8217;uomo moderno non ha pi\u00f9 il tempo, n\u00e9 la voglia, di fermarsi a riflettere sull&#8217;essenziale: ne consegue il suo caratteristico sbilanciamento verso l&#8217;esterno, il suo essere costantemente proiettato fuori di s\u00e9 e, quindi, la sua inevitabile mancanza di equilibrio e di armonia. Una delle conseguenze di questa esteriorizzazione dei fini della vita umana \u00e8 la sua perdita di seriet\u00e0. Nell&#8217;uomo cristiano medievale, e, per molti aspetti, anche nell&#8217;uomo antico, vi era una fondamentale seriet\u00e0 esistenziale, dovuta alla consapevolezza dell&#8217;alto fine cui egli \u00e8 chiamato, e quindi della presenza di un elemento tragico, perch\u00e9 tragico \u00e8 il destino dell&#8217;uomo se manca di riconoscere e realizzare tale fine. Ma se l&#8217;uomo, come accade nella civilt\u00e0 moderna, non si pone neppure il problema del proprio fine, ma gioca tutta la sua esistenza sul piano dell&#8217;immanenza, inseguendo la &quot;realizzazione&quot; di s\u00e9 intesa come semplice affermazione dell&#8217;io, cio\u00e8 come una questione di potenza e\/o di piacere, questa seriet\u00e0 viene a mancare. Infatti, l&#8217;elemento tragico \u00e8 presente se l&#8217;uomo si confronta con la propria finitezza, se contempla la propria morte, qualunque atteggiamento decida di assumere di fronte ad essa: \u00e8 tragico il dialogo fra Glauco e Diomede (<em>le generazioni degli uomini sono come le foglie<\/em>), come lo \u00e8 il dialogo fra Sant&#8217;Agostino e Dio (<em>tardi ti ho conosciuto e tardi ti ho amato<\/em>, ecc.). Ma l&#8217;uomo moderno non vuol guardare la propria morte; non ne parla, non se ne occupa: ci penser\u00e0 qualcun altro; lui ha cose pi\u00f9 concrete e pi\u00f9 urgenti da fare, qui e adesso.<\/p>\n<p>L&#8217;elemento dominante della condizione moderna non \u00e8 dunque il tragico ma il comico. Si confronti la <em>Vita Nuova<\/em> di Dante e il <em>Canzoniere<\/em> di Petrarca, in cui si riflettono rispettivamente l&#8217;ultimo uomo medievale e il primo uomo moderno: sono due storie d&#8217;amore, entrambe intense e totalizzanti, ed entrambe caratterizzate dalla morte precoce ed improvvisa della donna amata; ma quale immensa differenza di tonalit\u00e0. Quello di Dante \u00e8 un amore <em>serio<\/em>, che non finisce, ma si sposta su di un piano pi\u00f9 alto, con la morte di Beatrice; quello di Petrarca \u00e8 un amore non privo di elementi comici, che si auto-umilia e si auto-denigra fin dal primo sonetto e che indulge a patetiche fantasie adolescenziali, come la contemplazione della propria tomba e di Laura che si commuove su di essa al triste destino del poeta. L&#8217;uomo medievale \u00e8 serio, perch\u00e9 fa i conti con la morte del corpo e con la possibile morte dell&#8217;anima (la <em>morte secunda<\/em> di cui parla san Francesco nel <em>Cantico delle creature<\/em>), mentre l&#8217;uomo moderno \u00e8 poco serio perch\u00e9 evita accuratamente di fare i conti con la sua mortalit\u00e0, anche se non pu\u00f2 evitare di scontrarsi con la propria finitezza. L&#8217;uomo medievale, che sarebbe pi\u00f9 giusto chiamare semplicemente l&#8217;uomo cristiano, palpita nella seriet\u00e0 di Paolo e Francesco, di Farinata, di Ulisse e del conte Ugolino, ma anche di Manfredi, di Piccarda, di Pia de&#8217; Tolomei, di Cacciaguida e di san Bernardo; l&#8217;uomo moderno si rivela negli eroi inconcludenti e sovente un po&#8217; buffi di Ariosto, in Orlando che impazzisce per la gelosia amorosa, in Angelica che fa sempre la civetta e poi perde la testa per l&#8217;ultimo dei suoi possibili pretendenti, in tutte le creature desideranti che si smarriscono nella impossibile ricerca dell&#8217;oggetto del loro desiderio e mancano clamorosamente l&#8217;obiettivo della <em>qu\u00eate<\/em>, girando su se stessi come trottole che tornano sempre al punto di partenza. Anche per Pirandello, che ha una concezione cos\u00ec cupa della condizione umana, la vita \u00e8 pi\u00f9 simile a una farsa che a una tragedia, e i suoi eroi sono pi\u00f9 comici che tragici, sono appunto tragicomici: mancanza di seriet\u00e0 anche nel tragico. E questo avviene perch\u00e9, per dirla con Kierkiegaard, il cristiano si pone di fronte alla vita con un <em>aut-aut<\/em>; il moderno, con un <em>et-et<\/em>.<\/p>\n<p>I cattolici moderni non fanno eccezione, anzi confermano la regola della sostanziale mancanza di seriet\u00e0 dell&#8217;uomo moderno. Dal Concilio Vaticano II, un clero infedele, sobillato da teologi felloni, si \u00e8 adoperato e si sta adoperando in ogni modo per estirpare l&#8217;elemento tragico dalla condizione umana, e per garantire ai fedeli che la salvezza \u00e8 assicurata a tutti e che, comunque vada, la misericordia di Dio colmer\u00e0 ogni umano difetto. Il cristianesimo viene ridotto a una faccenda immanente, laica, circoscritta, a un sapersi arrangiare, a un&#8217;arte del buon vivere senza farsi venire il mal di testa o il fegato grosso. Non si parla pi\u00f9 della croce, della tentazione, della rinuncia; non si parla pi\u00f9 delle tremenda responsabilit\u00e0 di riuscire o di fallire nel realizzare il fine della propria vita; non si parla pi\u00f9 del giudizio di Dio, che sanzioner\u00e0 una volta per sempre, e far\u00e0 una distinzione irrevocabile, fra il servo buono e fedele e il servo malvagio e infingardo. L&#8217;elemento tragico, per il cristiano, non \u00e8 solo il giudizio finale e ci\u00f2 che ne segue; non \u00e8 solo il fatto della morte come evento irrevocabile del destino umano; \u00e8 soprattutto la croce, nella vita presente. Aver tolto la croce dall&#8217;orizzonte esistenziale \u00e8 stato il crimine pi\u00f9 grande. Quando il signor Bergoglio afferma, parlando a dei bambini, che nessuno sa perch\u00e9 esista la sofferenza, e che essi devono diffidare di chi dice di saperlo, perpetra il crimine pi\u00f9 odioso contro il Vangelo, perch\u00e9 lo spoglia di ci\u00f2 che gli \u00e8 essenziale. Ges\u00f9 sa molto bene perch\u00e9 la croce \u00e8 necessaria, e ce lo ha insegnato, innanzitutto con l&#8217;esempio, poi con le parole; e chi non lo ha compreso, semplicemente non \u00e8 cristiano. \u00c8 da qui che dobbiamo ripartire, se vogliamo tornare a essere cristiani: <em>chi mi vuol seguire, prenda la sua croce<\/em>&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Kierkegaard diceva che la Cristianit\u00e0 ha tradito il Cristianesimo; noi, oggi, possiamo vedere e constatare che la Chiesa cattolica, o una gran parte di essa, ha<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[107,117,157],"class_list":["post-28958","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-cattolicesimo","tag-dio","tag-gesu-cristo"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28958","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28958"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28958\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28958"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28958"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28958"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}