{"id":28956,"date":"2015-12-25T07:31:00","date_gmt":"2015-12-25T07:31:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/25\/son-le-leggi-dabisso-cosi-rotte-o-e-mutato-in-ciel-novo-consiglio\/"},"modified":"2015-12-25T07:31:00","modified_gmt":"2015-12-25T07:31:00","slug":"son-le-leggi-dabisso-cosi-rotte-o-e-mutato-in-ciel-novo-consiglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2015\/12\/25\/son-le-leggi-dabisso-cosi-rotte-o-e-mutato-in-ciel-novo-consiglio\/","title":{"rendered":"\u00abSon le leggi d\u2019abisso cos\u00ec rotte? o \u00e8 mutato in ciel novo consiglio?\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>Sono tre grossi volumi un po&#8217; ingialliti, fitti di pagine, di concetti, di anima: qualche cosa di molto simile a un prontuario per le svariate evenienze della vita interiore, ma senza la puerile petulanza di certe opere che promettono di chiarire ogni dubbio spirituale con una risposta bella e pronta, stile &quot;fate cos\u00ec e sarete felici&quot;. \u00c8 un trattato di teologia &quot;classico&quot;, scritto da un professore dell&#8217;Accademia pontificia di Paderborn, Bernhard Bartmann, nato a Madfeld, oggi Brilon (Renania Settentrionale-Westfalia) il 26 maggio 1860 e morto a Paderborn, dopo una breve malattia, il 1\u00b0 agosto 1938: \u00abManuale di Teologia Dogmatica\u00bb (\u00abLehrbuch der Dogmatik\u00bb, Herder, Freiburg im Breisgau, 1905), che ha avuto ben otto edizioni, l&#8217;ultima pubblicata nel 1932, ed \u00e8 stata tradotta anche in francese e in italiano. La traduzione italiana, a cura di Natale Bussi, \u00e8 apparsa per le Edizioni Paoline;nel 1949 era gi\u00e0 alla terza edizione, e una nuova edizione, in volume unico, usciva nel 1952. Non ci sembra sia pi\u00f9 stata ristampata; a partire dalla seconda met\u00e0 degli anni Settanta del Novecento, le Edizioni Paoline hanno incominciato a cambiare, nel giro di un decennio non erano pi\u00f9 la stessa casa editrice, se non esteriormente; del resto, buona parte del mondo cattolico, e la Chiesa stessa, stavano cambiando a loro volta.<\/p>\n<p>Abbiamo citato il manuale del Bartmann come esempio di un&#8217;opera di teologica cattolica chiara, accurata, lineare, scrupolosa, estremamente documentata. Ogni argomento \u00e8 vagliato per dritto e per traverso; si citano le possibili obiezioni, si espongono le dottrine divergenti dei protestanti o degli ortodossi; si segue sempre una linea di ragionamento rigorosa, di una trasparenza che fa bene al cuore e alla mente del lettore. Bartmann, del resto, non era uno qualunque; nel 1924 ebbe un alto riconoscimento dal papa stesso, Pio XI. Era un&#8217;autorit\u00e0 nel suo campo, e lo si vede; nella sua cultura e nel suo modo di procedere si coglie il riflesso della grande tradizione filologica e filosofica tedesca: nelle sue pagine spira un&#8217;aura di calma compostezza e di pacata razionalit\u00e0, unite a una salda fede e a una perfetta umilt\u00e0 culturale. \u00c8 un grande che si fa piccolo, per lasciar parlare la dottrina della Chiesa, la sua saggezza due volte millenaria, e soprattutto per far brillare la luce della Rivelazione. Esattamente il contrario di tanti teologi d&#8217;oggi, che sfilano in passerella (anche televisiva) dalla mattina alla sera, per far vedere a tutti quanto sono belli e bravi e intelligenti, magari sputando un po&#8217; di doveroso veleno &quot;progressista&quot; e modernista nel piatto ove hanno mangiato e ove, sovente, continuano a mangiare.<\/p>\n<p>Non si capisce pi\u00f9 se sono davvero dei teologi, e, soprattutto, se sono ancora dei teologi cattolici; sembrerebbe di no, dal momento che tacciono sulle cose pi\u00f9 importanti, oppure le proclamano irrisolvibili, o si appellano alla coscienza individuale; in compenso, parlano &#8211; eccome &#8211; di cose che farebbero meglio a tacere; parlano con incredibile disinvoltura, come se duemila anni di Tradizione e di Patristica non esistessero, come se la Rivelazione fosse stata sempre fraintesa e solo adesso, per fortuna e per merito loro, qualche raggio di luce incominciasse a farsi strada in mezzo alle tenebre fitte dell&#8217;oscurantismo clericale. Alle idee chiare, lineari, piene di buon senso dei teologi come Bartmann, alla grande tradizione di san Tommaso d&#8217;Aquino, hanno sostituito uno sgangherato procedere a salti e a tentoni; improvvisano, esternano a ruota libera, buttano l\u00e0 delle frasi a effetto, delle ipotesi campate per aria, degli azzardi teologici al limite dell&#8217;eresia, eppure li fanno passare per moneta buona, rivendicano il proprio essere cattolici, sostengono, anzi, di essere loro, e loro soltanto, i veri depositari dello &quot;spirito&quot; della cristianit\u00e0, che poi \u00e8 lo &quot;spirito&quot; del Concilio Vaticano II. Verso i cattolici che essi chiamano &quot;tradizionalisti&quot; non hanno che disgusto e disprezzo: li trattano da lebbrosi, da appestati, da immondi; pare quasi che faccia loro schifo anche solo doverli nominare, che temano di contaminare le labbra parlando di loro. In compenso, si profondono in dichiarazioni di stima, di amicizia e di benevolenza verso tutte le altre fedi, e specialmente la giudaica e l&#8217;islamica; fraternizzano con gli intellettuali europei che vorrebbero distruggere le radici cristiane dell&#8217;Europa, cos\u00ec come, fino a non molti anni fa, fraternizzavano gioiosamente con i marxisti, gli stessi che gettavano in carcere o nei <em>gulag<\/em> milioni di cristiani russi, o cinesi, o di molti altri Paesi; dicono di capirne le ragioni, non smettono di levare altissimi lamenti per la sorte crudele riservata al povero Galilei quattro secoli fa; si battono il petto per i misfatti dell&#8217;Inquisizione, chiedono perdono per le Crociate, spariscono per la vergogna al pensiero della tratta dei negri (anche se una tratta identica, anzi, assai pi\u00f9 crudele, era praticata sull&#8217;altro versante del continente africano, dagli Arabi musulmani; ma di quella nessuno parla mai, quindi non fa testo). Lutero, per loro, era nel giusto quasi in tutto; la sua protesta era sacrosanta; le sue ragioni, sostanzialmente condivisibili. Non \u00e8 stato il distruttore della Chiesa e dell&#8217;unit\u00e0 cristiana: \u00e8 stato un benemerito riformatore: tanto \u00e8 vero che i cattolici dovrebbero imparare dai luterani e dai calvinisti dei nostri giorni, che sono tanto pi\u00f9 progrediti e lungimiranti; e infatti, in Svizzera, in Germania ed in Olanda, gi\u00e0 lo fanno. E se, dopo Lutero e Calvino, ci sono stati oltre cent&#8217;anni di guerre sanguinose, la colpa era notoriamente dei cattolici: loro soltanto si sono macchiati di atrocit\u00e0 imperdonabili, come la Notte di San Bartolomeo. Ma i protestanti, quando mai? Del resto, si sa, il lupo perde il pelo, ma non il vizio. La Chiesa cattolica \u00e8 il lupo, e quel che tent\u00f2 di fare contro i protestanti, ricalca quel che gi\u00e0 aveva fatto contro gli albigesi. \u00c8 sempre stata crudele e intollerante, oltre che corrotta; meno male che adesso \u00e8 arrivata un&#8217;aria nuova, un&#8217;aria di pulizia.<\/p>\n<p>Non parliamo, poi, dei temi etici. Condannare l&#8217;aborto, l&#8217;eutanasia, la contraccezione? Ma per carit\u00e0: roba da Medioevo. E, se Paolo VI ha promulgato la \u00abHumane vitae\u00bb, \u00e8 chiaro che sbagliava: non era in linea con i tempi, non era &quot;dialogante&quot;, non era &quot;moderno&quot;. Oggi i cattolici danno per scontato che, su questi temi, debbano esservi la massima apertura e la massima comprensione, nonch\u00e9 la massima tolleranza; sono ben altri, del resto i temi etici sui quali essi amano confrontarsi, oggi, con i &quot;fratelli separati&quot; e con gli esponenti delle altre religioni, nonch\u00e9 con la cultura laica e secolarizzata: l&#8217;inseminazione artificiale, la fecondazione eterologa, la manipolazione genetica, l&#8217;utero in affitto, le unioni di fatto, i matrimoni omosessuali, le adozioni dei bambini da parte di queste nuove figure di genitori. E, naturalmente, i teologi cattolici progressisti e modernisti non vogliono certo sfigurare, non vogliono apparire secondi a nessuno: vogliono far vedere che non hanno paura di uscire allo scoperto, di parlare il linguaggio degli uomini d&#8217;oggi, franco e pragmatico. Che non \u00e8 certo quello del Magistero, o, almeno, di ci\u00f2 che era il Magistero fino a pochissimi anni fa. In fondo, essi ragionano, \u00e8 il Magistero che deve adattarsi alla cristianit\u00e0; non la cristianit\u00e0 che deve ascoltare il magistero. Che cos&#8217;\u00e8 questo residuo di mentalit\u00e0 gerarchica e monarchica, sopravvivenza di epoche passate e superate? Oggi \u00e8 il tempo della democrazia; e, in democrazia, la maggioranza decide quel che va fatto e quel che va evitato; quello che \u00e8 vero e quello che \u00e8 falso; quello che \u00e8 giusto e quello che \u00e8 sbagliato. Il Magistero deve prenderne atto, e la teologia lo deve registrare e ratificare: cos\u00ec come i puristi dei vocabolari devono prendere atto dei cambiamenti e delle trasformazioni che subisce la lingua viva, quella parlata da milioni e milioni di persone. E tanto peggio per le grammatiche, se non sono d&#8217;accordo.<\/p>\n<p>Oggi, manuali come quello del Bartmann non se ne scrivono pi\u00f9; e teologi come Romano Guardini o come Franco Amerio, ce li possiamo scordare. Oggi ci sono gli Hans K\u00fcng e i Vito Mancuso, per nostra fortuna. Siamo davvero fortunati a vivere in un&#8217;epoca teologicamente cos\u00ec progredita e illuminata, e ad avere delle guide religiose e spirituali cos\u00ec profonde e cos\u00ec rassicuranti. Al cristiano &quot;maturo&quot; non si addice il &quot;Dio tappabuchi&quot;, diceva Bonhoeffer; ma tanto varrebbe dire: non si addice pi\u00f9 nessun Dio. Noi dobbiamo fare come se Dio non ci fosse, proclamavano codesti campioni della &quot;teologia negativa&quot; (curiosissimo e quasi surreale neologismo, il principe di tutti gli ossimori); e, dopo tutto, pu\u00f2 darsi che non ci sia davvero. Chi siamo noi, per dire chi \u00e8 o che cosa non \u00e8 Dio? S\u00ec, \u00e8 vero: c&#8217;\u00e8 stato un certo Ges\u00f9 Cristo, che si diceva Figlio di Dio e che ha vissuto fra gli uomini, insegnando loro la Buona Novella; ma non \u00e8 altrettanto vero che anche le altre religioni vantano i loro profeti e i loro messia? Non possiamo certo offendere la sensibilit\u00e0 di quei fedeli, lasciando intendere che consideriamo false le loro credenze, e falsi i loro profeti. Sarebbe una forma intollerabile di arroganza culturale. L&#8217;Europa non ha gi\u00e0 perpetrato abbastanza prepotenze ai danni delle altre culture e degli altri popoli? \u00c8 venuto il tempo che impari un poco di umilt\u00e0, che la smetta di credersi cos\u00ec importante. Se i cristiani hanno il loro Ges\u00f9, i giudei hanno Mos\u00e8, e i musulmani hanno Maometto, come i buddisti hanno Gotama Buddha, e tutti hanno la loro parte di verit\u00e0, in tutti brilla qualcosa della Luce divina. Questo \u00e8 il vero pluralismo culturale. E i mormoni, li vogliamo dimenticare? E i teosofi e gli antroposofi? E i seguaci del reverendo Moon, dove li lasciamo? Manca poco che anche nei seguaci di Scientology e nei culti dei dischi volanti brilli qualche raggio della Luce divina: se non altro, aspettano anche loro una discesa dal Cielo degli d\u00e8i. Di certo il Vud\u00f9, l&#8217;Umbanda e il Candombl\u00e9 hanno la loro dignit\u00e0, che non va sottovalutata; e perch\u00e9 no, anche lo spiritismo di Allan Kardec.<\/p>\n<p>Va a finire che resterebbero fuori, esclusi dalla luce e dalla salvezza finale, soltanto gli adepti della Chiesa di Satana. Ma come si pu\u00f2 essere cos\u00ec poco misericordiosi, da rifiutarli senza possibilit\u00e0 di appello? Da negare anche ad essi un minimo di apertura, di dialogo, di confronto? Tutto sta a vedere se davvero Satana \u00e8 irrecuperabile; se anche lui, viceversa, riuscisse a salvarsi, allora non si potrebbe certo escludere la speranza per i suoi seguaci. Ebbene, fior di teologi &quot;cattolici&quot; dicono oggi che l&#8217;Inferno non esiste; che, se pure esiste, potrebbe anche essere vuoto; che, se pure non \u00e8 vuoto, ma pieno, un bel giorno finir\u00e0, perch\u00e9 Dio perdoner\u00e0 tutti, diavoli e dannati compresi; che Satana in persona verr\u00e0 riaccolto e riabilitato, e torner\u00e0 ad essere Lucifero, lo splendido angelo della luce. Perch\u00e9 no? Se Dio \u00e8 Amore misericordioso, perch\u00e9 non potrebbe fare una cosa simile: perdonare e redimere anche il Diavolo? E lasciamo che i vecchi teologi alla Bartmann dicano, con fastidiosa pignoleria, che Dio \u00e8 sommo Amore, certamente, ma anche somma Giustizia: e che, di conseguenza, non pu\u00f2 perdonare chi non vuole essere perdonato, n\u00e9 pu\u00f2 salvare chi rifiuta di essere salvato. Vecchi discorsi, vecchi sofismi! Dio pu\u00f2 tutto: dunque, perch\u00e9 non dovrebbe volere anche la salvezza del Diavolo? E, se la volesse, potrebbe forse non poterla realizzare? Dio \u00e8 onnipotente: dunque, \u00e8 chiaro che lo potrebbe. Ed \u00e8 chiaro che lo far\u00e0. Perch\u00e9 Dio \u00e8 progressista e modernista, e la pensa proprio come Hans K\u00fcng e Vito Mancuso.<\/p>\n<p>Il cristiano &quot;maturo&quot;, nel terzo millennio, non ha pi\u00f9 bisogno di manuali di teologia. Forse non ha pi\u00f9 bisogno neanche di Chiese; s\u00ec e no ha bisogno ancora della Messa. Ma per favore, non si dica che la Messa \u00e8 un Sacrificio: n\u00e9 di Dio per gli uomini, rinnovando il sacrificio di Cristo sulla croce, n\u00e9 degli uomini per Lui, offrendogli il misero fardello delle loro pene e delle loro rinunce. Che cosa \u00e8 mai tutto questo parlare di sacrifici e di tristezze? Il cristianesimo \u00e8 la religione della gioia; \u00e8 la religione dell&#8217;Uomo. Il cristianesimo \u00e8 un Umanesimo all&#8217;ennesima potenza. Un prete, che doveva aver capito poco del Vangelo, disse una volta, dal pulpito, che, se fosse stato per lui, avrebbe fatto sparire tutti i Crocifissi, e li avrebbe sostituiti con altrettante immagini del Risorto. Ma la Risurrezione si pu\u00f2 capire, e acquista un senso, solo passando attraverso la Croce: Ges\u00f9 promette la risurrezione, ma predica la croce. La croce \u00e8 il simbolo del cristianesimo, perch\u00e9 ne riassume l&#8217;intimo significato: che \u00e8 quello del sacrificio. Il sacrificio di Dio per noi; e quello di noi per Lui. Solo cos\u00ec la croce, cio\u00e8 la sofferenza, acquista un senso: venendo assunta volontariamente. La croce sopportata controvoglia non d\u00e0 la salvezza, perch\u00e9 non apre il cuore a Dio. E Ges\u00f9 non \u00e8 un Superman che vince la morte con la Resurrezione, ma \u00e8 Dio che si fa uomo e che soffre e muore, per poi risorgere: muore come uomo, risorge come Dio.<\/p>\n<p>Ma i teologi progressisti e modernisti non hanno capito nulla di queste cose. Stanno l\u00ec a cavillare, a fare le pulci ai grandi teologi di ieri, dall&#8217;alto della loro piccolezza presuntuosa. Una certa Mary C. Boys, teologa americana molto sensibile al dialogo con il Giudaismo, rimprovera a Bartmann il suo supposto anti-giudaismo, peraltro tutto da vedere. \u00c8 l&#8217;unica citazione di Bartmann che si trovi in rete: l&#8217;unico riferimento a quel grande studioso e alla sua magnifica opera. Non un elogio, n\u00e9 un grazie: silenzio totale da parte dei teologi odierni, e anche della Chiesa. Come se ci si vergognasse di lui e di quelli come lui. \u00c8 molto triste. Si vede che i cattolici si meritano i K\u00fcng e i Mancuso&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono tre grossi volumi un po&#8217; ingialliti, fitti di pagine, di concetti, di anima: qualche cosa di molto simile a un prontuario per le svariate evenienze<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[241,257],"class_list":["post-28956","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-san-tommaso-daquino","tag-teologia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28956","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28956"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28956\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28956"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28956"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28956"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}