{"id":28953,"date":"2019-01-20T06:28:00","date_gmt":"2019-01-20T06:28:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/20\/soltanto-luomo-cristiano-e-luomo-totale\/"},"modified":"2019-01-20T06:28:00","modified_gmt":"2019-01-20T06:28:00","slug":"soltanto-luomo-cristiano-e-luomo-totale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2019\/01\/20\/soltanto-luomo-cristiano-e-luomo-totale\/","title":{"rendered":"Soltanto l&#8217;uomo cristiano \u00e8 l&#8217;uomo totale"},"content":{"rendered":"<p>Se dovessimo indicare, fra le tante, la causa principale dello smarrimento dell&#8217;uomo moderno di fronte al reale, della sua perplessit\u00e0, della sua alienazione e della sua impotenza, che inizia con il don Chisciotte di Cervantes e l&#8217;Amleto di Shakespeare e arriva fino agli antieroi straniti di Svevo, di Pirandello, di Kafka, di Musil, di Joyce e di Beckett, diremmo che essa risiede nella mutilazione e nella frammentazione dell&#8217;immagine che egli ha di se stesso. L&#8217;uomo moderno, e specialmente l&#8217;uomo contemporaneo, non si percepisce pi\u00f9 come una unit\u00e0 e non si percepisce pi\u00f9 come un essere coerente. Non solo ha smarrito il senso della propria unitariet\u00e0, ma ha anche smarrito le ragioni per cui le sue componenti costituiscono un organismo vitale, efficiente, rivolto all&#8217;affermazione e quindi alla vita. Al contrario, l&#8217;uomo odierno sembra tutto concentrato nella negazione piuttosto che nell&#8217;affermazione. Egli percepisce come proprio &quot;io&quot; solo una piccola parte del suo vero essere, e quella sola parte la immagina come enormemente pi\u00f9 grande di quella che \u00e8 davvero; inoltre non riesce pi\u00f9 ad armonizzare le componenti del suo organismo, la parte fisica con quella spirituale, questa con quella intellettuale, e questa, a sua volta, con quella morale. Non riesce a padroneggiare i suoi istinti, anzi molto spesso non comprende neppure perch\u00e9 i suoi istinti andrebbero padroneggiati, e lascia ad essi le briglie sciolte affinch\u00e9 lo conducano dove vogliono loro, disordinatamente e senza alcun progetto. Addirittura, molto spesso non riesce ad accordare in se stesse neppure la sua parte fisica, o la sua parte istintuale, o la sua parte intellettuale: in altre parole, dentro di lui gli organi combattono fra di loro, gli istinti si fanno la guerra, i pensieri si contraddicono e si contrastano vicendevolmente. Regna l&#8217;anarchia pi\u00f9 totale, ma non \u00e8 un&#8217;anarchia gioiosa (anche se talvolta pretende di crederlo e cerca di farlo credere agli altri), bens\u00ec un&#8217;anarchia dolorosa, nella quale l&#8217;uomo infligge a se stesso dei colpi tremendi, senza sosta, ed esce spossato da un cimento implacabile che lo vede comunque sconfitto, dato che nessuno pu\u00f2 uscire vittorioso da una contesa inconcludente e distruttiva con se stesso.<\/p>\n<p>Tutto questo accade perch\u00e9 la civilt\u00e0 moderna nasce come una rivolta deliberata contro Dio, e quindi l&#8217;uomo moderno ha volutamente obliato e rimosso le sue radici cristiane. Di conseguenza, si \u00e8 scordato di quando, immerso nella prospettiva cristiana, era in pace con se stesso e sapeva affrontare con maggiore saldezza le difficolt\u00e0 e le lacerazioni della vita; al contrario, gli \u00e8 stato fatto credere, dalla cultura oggi dominane, che l&#8217;et\u00e0 cristiana, e specialmente il medioevo, sia stata caratterizzata da una cos\u00ec violenta repressione degli istinti, da aver sfigurato il suo essere naturale, sacrificandolo sull&#8217;altare di un irraggiungibile aldil\u00e0. Teniamolo bene a mente: quando un nuovo paradigma culturale si sovrappone a quello preesistente, vengono mobilitate tutte le arti della propaganda per convincere i membri della societ\u00e0 che sono passati dal male al bene, dalle tenebre alla luce, dall&#8217;errore alla verit\u00e0; e cos\u00ec \u00e8 accaduto anche, e soprattutto, nel passaggio dalla civilt\u00e0 cristiana alla sedicente civilt\u00e0 moderna. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che nella visione cristiana l&#8217;uomo \u00e8 posto come una totalit\u00e0: nessuna delle sue componenti viene sacrificata a vantaggio delle altre, e tutte si armonizzano vicendevolmente, beninteso secondo una precisa gerarchia di valori, in base alla quale lo spirituale comanda all&#8217;intellettuale, l&#8217;intellettuale al morale, e il morale all&#8217;istintuale. Non \u00e8 vero che la componente fisica viene ignorata e disprezzata, tanto \u00e8 vero che il cristianesimo parla della <em>resurrezione dei corpi<\/em>, e come se non bastasse, parla di un Dio che si \u00e8 incarnato ed \u00e8 vissuto sulla terra soffrendo e morendo fra gli uomini, per mano di essi, per poi risorgere. Anche nell&#8217;induismo gli d\u00e8i si incarnano, ma prendono solo l&#8217;apparenza fisica, conservando tutta la loro potenza divina senza alcun residuo di umana fragilit\u00e0. Inoltre, nelle altre religioni si parla della liberazione dal corpo. Nel buddismo, in particolare, il giudizio sul corpo e sulla vita materiale \u00e8 talmente negativo che il ciclo delle rinascite svolge appunto la funzione di consentire il totale affrancamento da esso: il Nirvana equivale al superamento totale e definitivo della dimensione corporea.<\/p>\n<p>\u00c8 opportuno, per mettere meglio a fuoco ci\u00f2 che si intende per <em>uomo cristiano totale<\/em>, riportare una pagina del grande filologo tedesco Erich Auerbach <em>Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale<\/em> (titolo originale: <em>Mimesis. Dargestellte\u00a0Wirklichkeit\u00a0in der abendl\u00e4ndischen Literatur<\/em>, Berna, 1946; traduzione dal tedesco di Alberto Romagnoli e Hans Hinterh\u00e4usen, Torino, Einaudi, 1956), l\u00e0 dove commenta i caratteri di Farinata degli Uberti e di Cavalcante Cavalcanti nella <em>Divina Commedia<\/em> di Dante:<\/p>\n<p><em>Nel nostro passo, vi sono due dannati, i quali vengono introdotti in stile illustre, e la cui personalit\u00e0 terrena \u00e8 conservata con piena realt\u00e0 nella loro dimora ultraterrena. Farinata \u00e8, come sempre, grande e superbo, e Cavalcante ama la luce del mondo e suo figlio non meno, anzi nel suo dubbio, pi\u00f9 caldamente che in terra. Cos\u00ec ha voluto Dio, e cos\u00ec tutti questo s&#8217;inserisce nel realismo figurale della tradizione cristiana.Mai prima esso fu spinto tanto lontano; mai, forse nemmeno nell&#8217;antichit\u00e0, \u00e8 stata impiegata tanta arte e tanta potenza espressiva per raggiungere una tale intensit\u00e0, quasi dolorosa, di rappresentazione della forma terrena dell&#8217;essere umano. Ci\u00f2 \u00e8 consentito a Dante appunto DALLA INDISTRUTTIBILIT\u00c0 CRISTIANA DELL&#8217;UOMO TOTALE, e proprio per averla espressa con tanta potenza e con tata realt\u00e0, egli apr\u00ec la strada all&#8217;autonomia dell&#8217;essenza terrena; egli cre\u00f2 nel mezzo del&#8217;aldil\u00e0 un mondo di personaggi e di passioni terrene, che esce dalla cornice e diventa indipendente. La figura supera il compimento, o meglio, il compimento serve a dare ancora maggior rilievo alla figura. Si ammira Farinata e si piange con Cavalcante; quello che pi\u00f9,ci commuove non \u00e8 che Dio li abbia dannarti, ma che l&#8217;uno si incrollabile e che l&#8217;altro provi un cos\u00ec acuto rimpianto del figlio e della dolce luce. La terribile condizione dei dannati serve soltanto quale mezzo per accrescere l&#8217;effetto di questo sentimenti del tutto terreni<\/em>.<\/p>\n<p>Tralasciamo, in questa sede, le considerazioni propriamente estetiche dell&#8217;Auerbach e anche la sua convinzione che, nella <em>Divina Commedia<\/em>, il contesto religioso e morale sia &quot;cornice&quot; e che la realizzazione artistica dei personaggi e delle situazioni oltrepassi di molto tale cornice; cio\u00e8, in definitiva, che Dante apra la strada, forse inconsapevolmente, all&#8217;autonomia dell&#8217;essenza terrena nella cultura occidentale. Sono le opinioni di un dotto e geniale filologo, ma sono pur sempre opinioni; e, ai nostri occhi, hanno il torto di rammentare troppo da vicino la netta distinzione fra &quot;poesia&quot; e &quot;non poesia&quot; di crociana memoria, distinzione che non ci trova assolutamente d&#8217;accordo. A parte questo, dicevamo, ci preme qui evidenziare un fatto: che Dante, proprio perch\u00e9 poeta cristiano, e poeta cristiano dalla punta dei piedi alla radice dei capelli, \u00e8 anche il vero poeta dell&#8217;uomo e della sua pi\u00f9 profonda umanit\u00e0; e questo accade appunto perch\u00e9 la visione cristiana, e solo la visione cristiana, ha una concezione totale dell&#8217;uomo, ossia una concezione che non trascura nulla, non disprezza nulla, vede e considera tutto, ogni aspetto, ogni impulso e ogni moto dell&#8217;anima, dal pi\u00f9 basso al pi\u00f9 alto; e, nondimeno, non lascia agli impulsi e ai moti interiori la libert\u00e0 di disgregarsi a loro piacimento, ma impone ad essi la signoria della ragione naturale, in primo luogo, e della coscienza cristiana, in secondo luogo. Si noti come Dante si commuove e addirittura sviene davanti al dramma umano di Paolo e Francesca; ma se tale \u00e8 la sua reazione umana, nondimeno egli non esita un momento a ritenere, e giudicare, che il loro peccato sia meritevole dell&#8217;inferno. E questa non \u00e8 sovrastruttura, non \u00e8 cornice, non \u00e8 il contrario della poesia, ossia dottrina, ma \u00e8 tutt&#8217;uno con la sua umanit\u00e0, e anche con la sua commozione e la sua tenerezza quando parla con l&#8217;anima di Francesca. Dante, cristiano intergale, ha dell&#8217;uomo una visione integrale, che tutto abbraccia e nulla esclude: in questo senso, e solo in questo senso, si pu\u00f2 anche dire che egli apre la strada all&#8217;autonomia dell&#8217;essenza terrena. Ma l&#8217;essenza terrena, per lui, \u00e8 inimmaginabile al di fuori della relazione con Dio; l&#8217;uomo, per lui, semplicemente non ha senso, anzi non \u00e8 neppure pensabile, prescindendo dalla relazione d&#8217;amore con il suo Creatore. Non si faccia di Dante un umanista <em>ante litteram<\/em>; la questione, del resto, \u00e8 gi\u00e0 stata ampiamente dibattuta, specialmente a proposito del XXVI canto dell&#8217;<em>Inferno<\/em>, quello del <em>folle volo<\/em> di Ulisse e dei suoi compagni verso l&#8217;ignoto; Dante non \u00e8 un precursore degli umanisti, ma \u00e8, al contrario, il massimo dei poeti medievali. Perch\u00e9, se lo mettano bene in testa i critici progressisti e neopositivisti, il medioevo non \u00e8 stato affatto una stagione culturale e spirituale di mortificazione dell&#8217;uomo, ma, al contrario, la sola et\u00e0 della storia nella quale l&#8217;uomo ha trovato la sua piena e gioiosa affermazione nella realt\u00e0 del cosmo. Prima, con le religioni pagane, egli era soggetto al capriccio degli d\u00e8i: era come le foglie al vento, che cadono e non lasciano traccia di s\u00e9; poi, con la cosiddetta civilt\u00e0 moderna, \u00e8 diventato una scheggia impazzita, un essere disancorato dalle proprie radici e totalmente alienato, smarrito in un cosmo (ordine) divenuto caos, cio\u00e8 disordine incomprensibile e non pi\u00f9 ricomponibile.<\/p>\n<p>Da quanti abbiano detto emerge che l&#8217;allontanamento dell&#8217;uomo occidentale dalla propria matrice cristiana ha coinciso con l&#8217;inizio della sua dissociazione, particolarmente dell&#8217;anima dal corpo, e quindi della sua crescente e irrimediabile infelicit\u00e0. Lungi dall&#8217;aver mortificato il corpo, il cristianesimo lo ha nobilitato e santificato. Come dice san Paolo (<em>1 Corinzi<\/em>, 6, 9-19):<\/p>\n<p><em>Non illudetevi: n\u00e9 immorali, n\u00e9 idol\u00e0tri, n\u00e9 ad\u00f9lteri,\u00a0n\u00e9 effeminati, n\u00e9 sodomiti, n\u00e9 ladri, n\u00e9 avari, n\u00e9 ubriaconi, n\u00e9 maldicenti, n\u00e9 rapaci erediteranno il regno di Dio.<\/em><\/p>\n<p><em>E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Ges\u00f9 Cristo e nello Spirito del nostro Dio!\u00a0\u00abTutto mi \u00e8 lecito!\u00bb. Ma non tutto giova. \u00abTutto mi \u00e8 lecito!\u00bb. Ma io non mi lascer\u00f2 dominare da nulla.\u00a0\u00a0\u00abI cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!\u00bb. Ma Dio distrugger\u00e0 questo e quelli; il corpo poi non \u00e8 per l&#8217;impudicizia, ma per il Signore, e il Signore \u00e8 per il corpo.\u00a0Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciter\u00e0 anche noi con la sua potenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prender\u00f2 dunque le membra di Cristo e ne far\u00f2 membra di una prostituta? Non sia mai!\u00a0O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo?\u00a0I due saranno, \u00e8 detto,\u00a0un corpo solo.\u00a0Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito.\u00a0Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l&#8217;uomo commetta, \u00e8 fuori del suo corpo; ma chi si d\u00e0 alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo.\u00a0O non sapete che il vostro corpo \u00e8 tempio dello Spirito Santo che \u00e8 in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?\u00a0Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!<\/em><\/p>\n<p>Per la mentalit\u00e0 moderna, rozzamente edonista e materialista, il corpo \u00e8 fatto per il piacere, perch\u00e9 l&#8217;uomo \u00e8 un animale puramente biologico, non \u00e8 il figlio di Dio, fatto a immagine e somiglianza del suo Creatore; pertanto, il fatto che il cristianesimo predichi e insegni (o piuttosto bisognerebbe dire: predicava e insegnava?) la pudicizia e la castit\u00e0, viene interpretato come una forma di disprezzo e di censura nei confronti del corpo. La verit\u00e0 \u00e8 esattamente all&#8217;opposto: proprio perch\u00e9 il cristianesimo ha una concezione integrale dell&#8217;uomo, esso insegna che tutto, in lui, e dunque anche il corpo &#8212; lo stesso vale per l&#8217;intelligenza, per la volont\u00e0, per gli affetti merita il massimo rispetto e va trattato con cura e con temperanza. Come potrebbe disprezzare il corpo, se Ges\u00f9 Cristo, il Figlio di Dio, ha preso un corpo umano ed \u00e8 nato da una donna, vero Dio e vero uomo? Non uomo solo in apparenza, come Krishna, ad esempio, ma <em>vero Dio e vero uomo<\/em>; e come uomo ha sofferto, \u00e8 morto sulla Croce ed \u00e8 stato sepolto. Questo fatto \u00e8 stato di enorme importanza per ogni aspetto della vita, a cominciare dall&#8217;arte. Solo l&#8217;arte europea ha glorificato il corpo, spiritualizzandolo e ingentilendo le sue funzioni, e ci\u00f2 grazie al cristianesimo. Se Cristo non si fosse incarnato, non avremmo i capolavori dell&#8217;arte sacra, le Nativit\u00e0, le Madonne, le Crocifissioni; non avremmo i ritratti degli Apostoli, dei Santi, dei Martiri, delle Vergini e dei Beati: non avremmo nulla, come nulla dell&#8217;uomo vi \u00e8 nell&#8217;arte islamica, perch\u00e9, in quella cultura, rappresentare l&#8217;uomo, che \u00e8 fatto a immagine di Dio, equivarrebbe a una mancanza di rispetto nei confronti del Creatore. E lo stesso discorso vale per gli artisti ebrei. Non fosse altro che per questo immenso rispetto di tutto ci\u00f2 che \u00e8 umano; per questa comprensione della bellezza esistente nell&#8217;uomo, corpo, anima e spirito, noi tutti dovremmo benedire e ringraziare il cristianesimo, checch\u00e9 ne dica lo stupido Bertrand Russell, e dirci cristiani: perch\u00e9 cristiana \u00e8 la nostra visione del mondo e la nostra concezione dell&#8217;uomo, anche se abbiamo perso la fede e ci siamo allontanati da quel modello. Le nostre radici, tuttavia, sono l\u00ec e non altrove. Ecco perch\u00e9 la modernit\u00e0 \u00e8 intrinsecamente malvagia: perch\u00e9 ci separa da Dio <em>e perci\u00f2<\/em> da noi stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se dovessimo indicare, fra le tante, la causa principale dello smarrimento dell&#8217;uomo moderno di fronte al reale, della sua perplessit\u00e0, della sua alienazione e della sua<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[110,117,202],"class_list":["post-28953","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-civilta","tag-dio","tag-modernita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28953","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28953"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28953\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28953"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28953"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28953"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}