{"id":28952,"date":"2008-07-21T10:45:00","date_gmt":"2008-07-21T10:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/21\/superuomo-o-superfilologo-la-critica-di-soloviev-allo-zarathustra-nietzschiano\/"},"modified":"2008-07-21T10:45:00","modified_gmt":"2008-07-21T10:45:00","slug":"superuomo-o-superfilologo-la-critica-di-soloviev-allo-zarathustra-nietzschiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2008\/07\/21\/superuomo-o-superfilologo-la-critica-di-soloviev-allo-zarathustra-nietzschiano\/","title":{"rendered":"Superuomo o superfilologo? La critica di Soloviev allo Zarathustra nietzschiano"},"content":{"rendered":"<p>Tra i maestri della tarda modernit\u00e0, Nietzsche \u00e8 stato senza dubbio uno dei maggiori; e il suo Zarathustra \u00e8 stato, e per molti continua ad essere, il simbolo affascinante e suggestivo di tutti quei valori, o, se si preferisce, di quella trasvaltuazione di tutti i valori, che \u00e8 stata il lascito maggiore del filosofo tedesco alla posterit\u00e0.<\/p>\n<p>Senonch\u00e9, al di l\u00e0 degli indubbi &#8211; e notevolissimi &#8211; pregi letterari dello <em>Zarathustra<\/em>, che occupa un posto di primo piano nella storia letteraria della Germania moderna, \u00e8 lecito e doveroso chiedersi quanto di reale, di compiuto, di concreto; o, almeno, quanto di verosimile e di possibile, vi sia nella figura di Zarathustra delineata da Nietzsche, quale nuovo Mos\u00e9 della morte di Dio e della fedelt\u00e0 alla terra, dell&#8217;eterno ritorno dell&#8217;uguale e della volont\u00e0 di potenza. Oppure si tratta di un artificio letterario dietro il quale vi \u00e8, sostanzialmente, il vuoto; un vuoto ripetitore di eleganti aforismi e di discorsi ben torniti; e, magari, un chiacchierone con una vena <em>kitsch<\/em>, sia pure quasi impercettibile (a cominciare dal roboante nome di Zarathustra: perch\u00e9 non Otto o, almeno, Zoroastro?), che non ha proprio nulla da annunziare, se non massime astratte e generiche, che nessun superuomo <em>reale<\/em> sar\u00e0 mai in gradi di incarnare, neppure lontanamente?<\/p>\n<p>Succede ai filosofi-poeti: lo splendore della forma letteraria copre e nasconde, talvolta, la povert\u00e0 o l&#8217;assenza dei contenuti del pensiero; e gli animi esaltati, leggendoli, non riescono a distinguere e separare l&#8217;uno dall&#8217;altra, sicch\u00e9, stregati dalla bellezza formale, prendono per oro colato anche la parte speculativa, senza avere il coraggio &#8211; o l&#8217;onest\u00e0 intellettuale &#8211; di guardarla ben dritta per ci\u00f2 che essa, effettivamente, \u00e8: una gran bolla d&#8217;aria, dai colori seducenti, ma vuota di contenuto, di ragionamenti, di struttura logica.<\/p>\n<p>Questo, peraltro, non significa che un filosofo non possa essere anche un poeta. Valga per tutti il caso di Platone, che in alcuni suoi dialoghi &#8211; nel <em>Fedro<\/em>, ad esempio &#8211; ha toccato i vertici della poesia <em>insieme<\/em> a quelli della filosofia; o quello di George Berkeley, che nell&#8217;<em>Alcifrone<\/em> e nei <em>Dialoghi di Hylas e Philonous<\/em> ha mostrato come si possa tenere in mano la penna da eccellente scrittore, oltre che da filosofo originale. D&#8217;altra parte, \u00e8 chiaro che la maestria letteraria non pu\u00f2 offrire un alibi alle carenze del pensiero, altrimenti si avrebbe un barare al gioco, che pu\u00f2 far bene &#8211; forse &#8211; alla poesia, ma non alla filosofia.<\/p>\n<p>Il problema, per quanto riguarda lo <em>Zarathustra<\/em>, non \u00e8 nuovo e se lo erano gi\u00e0 posto alcuni contemporanei di Nietzsche. Uno di essi, nietzschiano della prima ora, poi distaccatosi dal maestro, Ferdinand T\u00f6nnies, fu tra i primi ad evidenziare le inconciliabili aporie esistenti fra il Nietzsche filosofo e il Netzsche artista; e come, proprio a partire dallo <em>Zarathustra<\/em>, il secondo abbia preso il sopravvento sul primo, a detrimento del rigore logico ma, al tempo steso, suscitando uno stuolo di \u00abCoribanti\u00bb, divulgatori tanto esaltati delle sue dottrine, quanto poco seri.<\/p>\n<p>In particolare, per T\u00f6nnies, Nietzsche era un pensatore che &#8211; spirito essenzialmente di artista &#8211; non aveva saputo affrontare i concreti problemi etici e sociali del suo tempo, e si era ammantato di formule scintillanti e di atteggiamenti apparentemente rivoluzionari ed estremistici, mentre, in effetti, aveva attinto al patrimonio pi\u00f9 ottusamente conservatore della cultura e della societ\u00e0 tedesca, facendo propri (ma senza averne l&#8217;aria) i luoghi comuni pi\u00f9 triti del perbenismo borghese, a cominciare dal culto della forza bruta, caro alla politica bismarckiana.<\/p>\n<p>Scriveva, fra l&#8217;altro, T\u00f6nnies, nel 1897 (in F. T\u00f6nnies, <em>Il culto di Nietzsche<\/em> (titolo originale: <em>Die Nietzsche-Kultus. Eine Kritik<\/em>, traduzione italiana di Enrico Donaggio, Editori Riuniti, Roma, 1998, pp. 126-129; 138-139):<\/p>\n<p><em>&#8230;Nel suo delirio, che adora la forza e la potenza come tali, Nietzsche deve adorare anche la potenza del denaro, sebbene si tratti di una potenza pacifica e costumata &#8211; l&#8217;abuso non cade sotto il codice penale come altre rapine &#8211; e non si accorge di<\/em> voler <em>in realt\u00e0 elogiare la forza e la salute del corpo e dell&#8217;anima come ci\u00f2 che in ultima istanza consegue la vittoria; non si accorge che quelle potenze non sono in nessun modo favorevoli alla forza e alla salute del corpo, che esse addirittura .- in base alla sua stessa dottrina &#8211; si fondano in parte sulla loro rovina, in parte la cagionano. Ogni classe sfruttatrice consuma se stessa. La verit\u00e0 che sta dietro la declamazioni di Nietzsche \u00e8 semplicemente quella della differenziazione: ogni civilt\u00e0 nobile, spirituale, ogni essere umano \u00absuperiore\u00bb si \u00e8 finora innalzato &#8211; anche nell&#8217;\u00abantichit\u00e0 classica\u00bb &#8211; sull&#8217;ampia base di sani contadini e borghesi. Per la civilt\u00e0 antica l&#8217;economia schiavistica sistematica e di massa fu una fine, proprio come la proletarizzazione sistematica e massiccia del popolo rappresenta una fine per la civilt\u00e0 moderna.<\/em><\/p>\n<p><em>D&#8217;accordo con spiriti oscuri e inaciditi, Nietzsche imputa l&#8217;altro genere di pericoli all&#8217;<\/em>ideale di umanit\u00e0<em>, e dunque alle dottrine, religiose e morali, che pongono in primo piano la compassione; a esse, come gi\u00e0 ci \u00e8 noto, egli riserva il suo odio pi\u00f9 rabbioso. (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>In ogni modo Nietzsche, allorch\u00e9 raccomanda la distruzione dove hanno luogo la cura e la conservazione mantiene pienamente il punto di vista delle \u00abidee moderne\u00bb, di un modo di pensare cio\u00e8 che, se non altrettanto diffuso, \u00e8 per\u00f2 pi\u00f9 potente dell&#8217;ideale di umanit\u00e0. Nella piccola e grande borghesia dei nostri tempi, nulla \u00e8 pi\u00f9 amato dell&#8217;imprecazione contro lo \u00absbrodolamento umanitario\u00bb. Con il nuovo sistema elettorale sassone, come con quello prussiano, con queste stupide imprecazioni si potrebbe facilmente arrivare a un mandato parlamentare. L&#8217;ostentazione di forza &#8211; e qui la \u00abdottrina\u00bb,nella fattispecie quella nietzschiana, \u00e8 di nuovo soltanto una causa occasionale, momentaneamente concomitante &#8211; il modo di fare provocatorio, davvero molto inumano, sta tuttavia tristemente fiorendo sotto il nome della risolutezza tra noi tedeschi di oggi non soltanto nelle relazioni militari (dove \u00e8 in certa misura inevitabile), ma anche da parte dei funzionari che si atteggiano a padroni, mentre sono i<\/em> servitori <em>stipendiati del popolo. Come potrebbero altrimenti gli organi di stampa del principe Bismarck caldeggiare apertamente l&#8217;istigazione premeditata della rivolta sanguinosa? Come sarebbe possibile questa \u00abmalvagit\u00e0 abissale\u00bb (a ragione la si chiama cos\u00ec) in una societ\u00e0 che porta in s\u00e9, non voglio dire dell&#8217;umanit\u00e0, ma soltanto del rispetto di se stessa e della consapevolezza? (&#8230;)<\/em><\/p>\n<p><em>&#8230;La corda di Nietzsche era troppo tesa. Con la follia, che all&#8217;inizio di una paralisi non \u00e8 qualcosa di strano, egli prese a deliziarsi di incessanti pensieri di forza, egli aveva acquisito un&#8217;idea smisurata della sua forza e si consumava in inesauribili ricorsi alla sua fantasia feconda per glorificare la forza per difenderla, per schernire come miserabile tutto ci\u00f2 che \u00e8 piccolo, modesto., umile.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00c8 questo lo spettacolo sgradevole, Un tempo Nietzsche aveva scritto libri raffinati e geniali &#8211; e rimase sconosciuto. Scrisse alcuni libri semifolli &#8211; e divent\u00f2 famoso.<\/em><\/p>\n<p><em>Quando un ubriaco se ne scende per un vicolo, balbettando, insultando, alle volte gridando di gioia, quindi minacciando e imprecando, allora i ragazzi s radunano e si divertono molto, seguono i suoi passi, imitano i suoi gesti, e i suoi movimenti e, se sono ragazzi davvero cattivi, lo trascinano perfino nel fango e lo pestano con i piedi.<\/em><\/p>\n<p><em>Di ragazzi del genere non ne mancano certo oggi in Germania. E li troverete nei vicoli e nel fango, nelle riviste, nei settimanali, nei mensili.<\/em><\/p>\n<p><em>Se fisse stato ancora in salute, l&#8217;animo di Nietzsche, un tempo cos\u00ec nobile, avrebbe avvertito come uno schiaffo vedere i bellimbusti attorno a lui chiedergli a gran voce e senza riflettere il suo vangelo della forza incondizionata, assoluta, sovrana, e rivendicare per le loro misere menti, con voci stridule, i privilegi del genio.<\/em><\/p>\n<p><em>Povero Nietzsche! \u00c8 questo in verit\u00e0 un destino tragico. La tua fama \u00e8 quella di un uomo ebbro, predicata da fanciulli abbandonati.<\/em><\/p>\n<p><em>Un tempo fosti degno di una fama migliore&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Un critico pi\u00f9 radicale del superomismo nietzschiano fu il filosofo e scrittore russo Vladimir Sergeevic Soloviev (Mosca, 1853- Uzkoe, 1900), brillante ed enigmatica personalit\u00e0 di intellettuale che Dostojevskij, suo amico, raffigur\u00f2 nel personaggio di Al\u00ebsa ne <em>I fratelli Karamazov.<\/em> Egli fu autore, tra l&#8217;altro, dei celebri <em>Tre dialoghi<\/em> (1899) e del <em>Racconto dell&#8217;Anticristo<\/em>, una delle pi\u00f9 belle e profonde meditazioni sul mistero del peccato, delle redenzione e della lotta fra Cristo e le forze del Male, vive e operanti nella storia.<\/p>\n<p>Non \u00e8 questa la sede per diffonderci sul pensiero di Soloviev, che, per la sua profondit\u00e0 e originalit\u00e0, merita certamente una trattazione pi\u00f9 ampia. Ci limiteremo soltanto ad accennare che egli concepisce lo sviluppo della natura e dell&#8217;umanit\u00e0 come un gigantesco dramma, che inizia con la separazione del creato dal Creatore provocata del peccato originale, e prosegue con l&#8217;amore provvidenziale di Dio, che guida il creato a ritornare presso di Lui, ricostituendo l&#8217;armonia perduta. La comparsa di Cristo in terra costituisce il punto centrale e decisivo di questo dramma cosmico: Cristo che, essendo al tempo stesso vero Dio e vero uomo, ha riunito e rappacificato il creato ed il Creatore, sanando la ferita del peccato originale. Il nuovo accordo tra Dio e gli uomini \u00e8 garantito ora dalla <em>Sophia<\/em>, intesa come sapienza di Dio e, al tempo steso, come elemento femminile del divino, custode della ritrovata unit\u00e0.<\/p>\n<p>La critica dello Zarathustra nietzschiano si sostanzia, in Soloviev, di un puntuale raffronto con quegli che solo, a suo parere, pu\u00f2 considerarsi il vero superuomo apparso nella storia, ossia Ges\u00f9 Cristo, il cui messaggio agli uomini e le cui opere &#8211; in particolare, la risurrezione &#8211; costituiscono il trionfo dell&#8217;elemento divino presente nell&#8217;uomo, proprio nel riconoscimento della radicale alterit\u00e0 di Dio rispetto al mondo.<\/p>\n<p>Lo Zaratustra di Nietzsche, per Soloviev, \u00e8 la creazione letteraria di un professore tedesco di filologia classica, imbevuto di idee libresche, che non ha nulla di vitale, nulla di concreto da offrire agli uomini, se non risonanti parole e magnifici paradossi. Pi\u00f9 che un superuomo, Zarathustra appare come la pallida creazione di un superfilologo: tutto, in lui &#8211; a cominciare dal suo nome &#8211; sa di erudito, di libresco, di polveroso; il suo messaggio non ha entusiasmato che i decadenti e gli psicopatici.<\/p>\n<p>Scriveva, dunque, Vladimir Soloviev in <em>Finzione letteraria o verit\u00e0?<\/em> (da: V. Soloviev, <em>I tre dialoghi e il Racconto dell&#8217;Anticristo<\/em>, traduzione italiana di Giovanni Faccioli, Marietti, Torino, 1975, pp. 249-252):<\/p>\n<p><em>Uno dei fenomeni pi\u00f9 caratteristici della vita intellettuale contemporanea e una delle sue pi\u00f9 pericolose tentazioni \u00e8 l&#8217;idea di moda circa il<\/em> superuomo<em>. Questa concezione attrae soprattutto per la sua veracit\u00e0. Non ha forse ragione l&#8217;infelice Nietzsche, quando afferma che tutta la dignit\u00e0, tutto il valore dell&#8217;uomo consiste nel fatto che egli \u00e8 pi\u00f9 che un uomo e rappresenta<\/em> il passaggio <em>verso qualche cosa d&#8217;altro<\/em> di superiore<em>? A dire il vero, questa verit\u00e0 circa l&#8217;esistenza in noi di un principio sovrumano, circa la nostra affinit\u00e0 e la nostra inclinazione verso l&#8217;assoluto, gi\u00e0 non era nuova quando l&#8217;apostolo Paolo dovette rammentarla agli Ateniesi (Atti, 17).Ora Nietzsche la annuncia come una nuova grande scoperta. Per questo gli rendiamo grazie. Ma ecco qui un guaio: l&#8217;apostolo Paolo ramment\u00f2 agli Ateniesi l&#8217;alta dignit\u00e0 e l&#8217;alto significato dell&#8217;uomo, perch\u00e9 volle indicare all&#8217;istante la effettiva realizzazione di questo uomo<\/em>superiore_3Cem>, nel vero giusto risorto dai morti; parlando del superuomo<\/em> egli nomina <em>Lui, mentre l&#8217;ultimo banditore del superuomo in realt\u00e0 non nomina e non indica nessuno.<\/em><\/p>\n<p><em>Il professore di Basilea, lontano dalla fede cristiana e non ancora maturo per una fede seria sul futuro vivente Anticristo, ha preso a scrivere sul superuomo<\/em> in generale <em>a somiglianza di Tentetnikov che scriveva \u00absui generali in genere\u00bb secondo quanto gli assicurava Cicikov [personaggio delle<\/em> Anime morte <em>di Gogol].<\/em><\/p>\n<p><em>Ciascuno di noi \u00e8 un superuomo in potenza, ma per diventarlo in realt\u00e0, occorre, s&#8217;intende, un sostegno pi\u00f9 solido del proprio desiderio, del proprio sentimento oppure di un&#8217;idea astratta. Lo stesso Nitetzsche, credendo di essere effettivamente un superuomo, non era che un<\/em> superfilologo<em>. Con tutto il suo talento, per il fatto che era uno scienziato di gabinetto e non aveva mai vissuto un vero dramma della vita (cine si pu\u00f2 vedere dalla sua biografia), Nietzsche non sentiva i limiti della natura umana terrena di cui, salvo che attraverso i libri, non aveva che una conoscenza molto unilaterale ed elementare; solo gli pesavano i limiti posti dalla filologia o di ci\u00f2 che egli chiamava<\/em> Histoire<em>. La sua storia particolare, non era che la riproduzione del primo monologo del<\/em> Faust<em>: una lotta viva, ma morbosa e impotente dell&#8217;anima, contro il peso di un&#8217;immensa erudizione libresca. Rimanendo tuttavia un filologo, e anche troppo filologo, Nietzsche volle oltre a ci\u00f2 diventare \u00abil filosofo del futuro\u00bb, profeta e fondatore di una nuova religione. Tale problema lo condusse inevitabilmente alla catastrofe giacch\u00e9 per un filologo diventare il fondatore di una nuova religione \u00e8 un fatto cos\u00ec poco naturale, come per un consigliere titolare diventare re di Spagna. Non parlo gi\u00e0 di differenza di rango, ma di divario di capacit\u00e0 naturali. Una buona filologia senza alcun dubbio \u00e8 assai preferibile a una cattiva religione, ma il pi\u00f9 grande filologo non \u00e8 in grado di fondare nemmeno la peggiore delle sette religiose. L&#8217;aspirazione di Nietzsche di innalzarsi sopra la<\/em> Histoire <em>e diventare un superfilologo, termin\u00f2 con un chiaro trionfo della filologia. Non potendo trovare una realt\u00e0 religiosa n\u00e9 in s\u00e9 n\u00e9 sopra di s\u00e9, il professore di Basilea invent\u00f2 una figura romantica, la chiam\u00f2 \u00abZarathustra\u00bb e annunci\u00f2 agli uomini di fine secolo: ecco il vero superuomo! La filologia dichiarava il proprio trionfo gi\u00e0 nel nome stesso. Il vero superuomo portava un nome semplice, comune nel suo paese e che era appartenuto ad altri noti uomini del suo popolo (Ges\u00f9 Navin, Ges\u00f9 figlio di Josedeca, Ges\u00f9 figlio di Sirach). Ma \u00abil superuomo\u00bb inventato dal professore di Basilea non poteva chiamarsi Enrico o Federico oppure Otto, ma Zarathustra; e nemmeno Zoroastro, ma precisamente Zarathustra, affinch\u00e9 cos\u00ec sapesse di linguistica (e con tutto ci\u00f2 l&#8217;animoso, coltissimo tedesco non pensava che il suo eroe correva il rischio inevitabile di essere preso per una donna da un qualche traduttore russo [in russo non ci sono gli articoli e la distinzione del genere \u00e8 fatta per mezzo delle desinenze: le parole terminanti per \u00aba\u00bb sono appunto femminili]. Nella sua sincera aspirazione a diventare un superfilologo, Nietzsche in realt\u00e0 ha ottenuto soltanto il risultato di valicare i confini della filologia classica, per cadere nelle braccia della filologia orientale: dalla padella nella brace! Zarathustra, senza dubbio, non \u00e8 male come nome di un nuovo superuomo: ma presenta un solo difetto \u00e8 cio\u00e8 che tutte invece di tutte le potenze del cielo, della terra e dell&#8217;inferno, davanti a questo nome tremano e piegano le ginocchia soltanto tutti gli psicopatici decadenti maschi e femmine di Germania e di Russia.<\/em><\/p>\n<p><em>Il vero superuomo, prima di cominciare la sua predicazione pubblica, pass\u00f2 quaranta giorni nel deserto. L&#8217;esotica figura del superuomo inventata dal professore tedesco, non pu\u00f2 certo accontentarsi di un cos\u00ec breve periodo di tempo: Zarathustra passa dieci anni in una grotta, vivendo in solitudine. Occorre essere ancora riconoscenti alla scuola classica per una simile moderazione, ch\u00e9 per i veri superuomini dell&#8217;Oriente sarebbe naturale passare nelle grotte milioni e miliardi di anni. Uscito dalla sua grotta e passato in citt\u00e0, Zarathustra si rivolge al popolo radunato, e annuncia il suo proposito di<\/em> insegnare loro il superuomo <em>(\u00abIch lehre euch den \u00dcbermenschen!\u00bb, \u00abIo vi insegno il superuomo\u00bb). Se voi pensate che il superuomo \u00e8 un qualche essere superiore respingete un errore di tal fata. Il superuomo non \u00e8 che una materia di insegnamento universitario istituita nella facolt\u00e0 di filologia. Ci sono qui cattedre di mitologia greca e romana, di archeologia, di storia della letteratura, di stilistica: ora si apre una nuova cattedra per l&#8217;insegnamento del superuomo. Ma che cosa si insegna in sostanza in questa cattedra? E qui sta il guaio, qui sta la tragedia della posizione di Nietzsche, che non ha assolutamente nulla da insegnare sul superuomo, e tutta la sua predicazione si riduce a una pura esercitazione oratoria, magnifica per la forma letteraria, ma priva di qualsiasi contenuto reale. Nietzsche non pot\u00e9 sopportare un cos\u00ec definitivo trionfo della filologia sulle pi\u00f9 profonde, ma impotenti aspirazioni del suo spirito e divenne pazzo. Con questo egli dimostr\u00f2 la sincerit\u00e0 e la nobilt\u00e0 della sua natura e certo salv\u00f2 la propria anima. Non credo alle cause puramente fisiche delle malattie mentali e ben presto non ci creder\u00e0 pi\u00f9 nessuno. Il disordine psichico, in casi simili a quello presente, rappresenta l&#8217;estrema risorsa difensiva da parte dell&#8217;intima essenza umana, attraverso il sacrificio del proprio<\/em> io <em>cerebrale, dimostratosi incapace di risolvere i problemi morali della nostra esistenza. L&#8217;esempio di Nietzsche non produsse alcun effetto sui suoi seguaci, i quali si abbandonarono alla tentazione con entusiasmo e senza un cenno di resistenza, sostituendo alla verit\u00e0 una finzione letteraria e ponendo un superuomo inventato sopra un superuomo vero. Questo superuomo reale diceva: \u00abSe voi non credete alle Mie parole, credete allora alle opere che Io compio\u00bb, ed Egli \u00e8 realmente risuscitato dai morti. Il superuomo inventato non possiede nulla all&#8217;infuori delle parole, ma queste parole col loro timbro squillante e la loro armonia esercitano un fascino sopra la massa semi-istruita e la costringono a dimenticare la esemplare tragedia del loro autore. Il maestro ha dimostrato senza dubbio una maggiore profondit\u00e0 spirituale che non i suoi discepoli. Egli ha provato vergogna ed orrore a motivo della sua falsa verit\u00e0 allorch\u00e9 ne ha scoperto il vuoto e la sterilit\u00e0, ma essi continuano ad essere affascinanti dalla brillante superficie delle parole sotto le quali giace in decomposizione il cadavere della vita intellettuale. Ma in questa infatuazione vi pu\u00f2 essere ancora qualcosa di importante e denso di significato. Il superuomo inventato dall&#8217;infelice Nietzsche e sua emanazione morale, nonostante la sua mancanza di contenuto e la sua artificiosit\u00e0, non rappresenta forse il prototipo di uno il quale oltre a brillanti parole mostra anche delle opere e dei singoli anche se ingannevoli? Le esercitazioni letterarie del filologo di Basilea erano forse soltanto l&#8217;impotente espressione di un reale presentimento? In tal caso la catastrofe che l&#8217;ha colpito, avrebbe uno sfondo ancor pi\u00f9 tragico e pi\u00f9 istruttivo.<\/em><\/p>\n<p><em>Chi vivr\u00e0, vedr\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Anche l&#8217;interpretazione della pazzia di Nietzsche, come il risultato di un conflitto insolubile fra la volont\u00e0 di creare il superuomo e la consapevolezza di esserne incapace, quindi come un conflitto <em>interno<\/em> al pensiero del filosofo, non \u00e8 affatto cos\u00ec gratuita come potrebbe sembrare. Non si tratta di psicologismo a buon mercato, ma di una analisi lucida e verosimile dell&#8217;itinerario speculativo del cantore di <em>Zarathustra<\/em>. Certo qualche cosa di meglio di interpretazioni come quella di Joachim K\u00f6hler, della quale ci siamo gi\u00e0 occupati, che, freudianamente, tira in ballo senza tanti complimenti la sessualit\u00e0 repressa del filosofo e l&#8217;impossibilit\u00e0, per lui, di accettarsi, affrontando i sensi di colpa della sua educazione religiosa (cfr. F. Lamendola, <em>L&#8217;omofilia di Nietzsche e la storia vista dal buco della serratura<\/em>, consultabile sul sito di Arianna Editrice).<\/p>\n<p>Anche Julius Evola, partendo da tutt&#8217;altre posizioni speculative sia di T\u00f6nnies, sia di Soloviev, aveva fatto l&#8217;ipotesi che lo squilibrio psichico di Nietzsche sia stato provocato da una sorta di corto circuito fra la tensione estrema della volont\u00e0 e l&#8217;incapacit\u00e0, o l&#8217;impossibilit\u00e0, di trasferire le energie psichiche da essa mobilitate, su di un piano superiore.<\/p>\n<p>In <em>Maschera e volto dello spiritualismo contemporaneo<\/em> (Edizioni Mediterranee, Roma, 1971, pp. 163-164), Evola cos\u00ec si esprime:<\/p>\n<p><em>Sulla malattia e la fine di Nietzsche \u00e8 stata detta una quantit\u00e0 di sciocchezze. Si \u00e8 perfino pensato che il fato psicologico stia alla base delle sue esperienze, laddove, se mai, proprio il contrario \u00e8 vero. Non bisogna dimenticare che in Nietzsche la dottrina fu vita e che se la sua esistenza esteriore non ci mostra dispiegamenti da superuomo teatrale, pure la sua vita interiore fu tutta composta di superamenti, di continua, quintessenziata affermazione, di volont\u00e0 pura. In realt\u00e0, la fine di Nietzsche va messa in relazione con la fine o la tragedia di vari altri, alcuni noti al pubblico, come Weininger, Michelstaedter, fors&#8217;anche H\u00f6lderlin, altri pi\u00f9 o meno ignorati, che hanno calcatoi un analogo sentiero. Per tutti costoro si potrebbe usare l&#8217;espressione di<\/em> Santi maledetti<em>. Sono gli esponenti occidentali appunto dell&#8217;\u00abascesi per l&#8217;ascesi\u00bb, che l&#8217;insegnamento tradizionale consider\u00f2 come un grande pericolo spirituale, come una via che non produce n\u00e9 dei Liberi, n\u00e9 dei Liberati, ma spesso dei titani incatenati e degli \u00abossessi\u00bb.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra i maestri della tarda modernit\u00e0, Nietzsche \u00e8 stato senza dubbio uno dei maggiori; e il suo Zarathustra \u00e8 stato, e per molti continua ad essere,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[110,141,148,154,221],"class_list":["post-28952","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-civilta","tag-filosofia","tag-friedrich-nietzsche","tag-george-berkeley","tag-platone"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28952","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28952"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28952\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28952"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28952"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28952"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}