{"id":28949,"date":"2017-10-16T07:25:00","date_gmt":"2017-10-16T07:25:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/16\/solo-un-pulviscolo-di-stelle\/"},"modified":"2017-10-16T07:25:00","modified_gmt":"2017-10-16T07:25:00","slug":"solo-un-pulviscolo-di-stelle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/10\/16\/solo-un-pulviscolo-di-stelle\/","title":{"rendered":"Solo un pulviscolo di stelle?"},"content":{"rendered":"<p>Strano, stranissimo Paese, il nostro; l&#8217;emotivit\u00e0 esasperata la fa da padrona anche al banchetto della cultura e nemmeno i pensatori si astengono dal pagarle il loro obolo. Di Giuseppe Rensi (1871-1941), per esempio, docente di filosofia morale dall&#8217;Universit\u00e0 di Genova, solitario cultore di un realismo materialistico, si pu\u00f2 pensare e dire quel che si vuole: lo si pu\u00f2 ammirare per la coerenza politica d&#8217;irriducibile socialista e per il suo coraggio morale di oppositore del fascismo; ma farne, proprio in quanto pensatore, una delle menti pi\u00f9 forti nel panorama speculativo italiano, questo \u00e8 davvero un po&#8217; troppo, ed \u00e8 sempre un cattivo servizio quello che si rende a qualcuno, lodandolo molto al di \u00e0 dei suoi meriti, e gli si pone sul capo una corona che, agli occhi del mondo, e giudicando le cose con un minimo di obiettivit\u00e0, non pu\u00f2 non apparire goffa, inadatta, ridicola. Perci\u00f2, la sparata di Pietro Martinetti (1872-1943), capofila nostrano dei seguaci dell&#8217;idealismo razionalistico post-kantiano, secondo il quale <em>egli \u00e8 senza dubbio il solo dei filosofi italiani contemporanei che meriti di sopravvivere e di restare nella storia<\/em>, appare sproporzionata, fuori di misura, assurdamente soggettiva, e si pu\u00f2 spiegare solo con l&#8217;ammirazione umana e con la comune componente ideologica antifascista (Martinetti fu il solo filosofo accademico italiano a rifiutare il giuramento di fedelt\u00e0 al regime). Ma questo che c&#8217;entra con la valutazione obiettiva del pensiero di Rensi? \u00c8 la solita emotivit\u00e0 italiana: quest&#8217;uomo mi piace, quindi proclamo al mondo che egli \u00e8 il pi\u00f9 grande di tutti. No, spiacenti, ma non funziona cos\u00ec: almeno, non nel resto del mondo. Ed ecco perch\u00e9, negli altri Paesi, tengono in poca considerazione i giudizi che la cultura italiana esprime su uomini e cose: perch\u00e9 li sanno viziati da molta, troppa emotivit\u00e0, da simpatie e antipatie che c&#8217;entrano poco o nulla con la valutazione obiettiva, specialmente quelle di matrice ideologica. Tale \u00e8 lo sport nazionale degli italiani, filosofi compresi: come i tifosi di calcio si dividono in tifosi del <em>Milan<\/em>, dell&#8217;<em>Inter<\/em>, della <em>Juve<\/em>, eccetera, allo stesso modo i filosofi si dividono in tifosi dell&#8217;idealismo, del pragmatismo, dello spiritualismo, del materialismo, eccetera; o, per essere ancora pi\u00f9 emotivi e soggettivi, in tifosi di Croce, Marx, Kant, Hegel, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Per farsi un&#8217;idea del pensiero di Giuseppe Rensi, \u00e8 quanto mai istruttiva la lettura del suo <em>Testamento filosofico<\/em>, una sorta di biografia spirituale che ricorda da vicino &#8212; sia per lo stile e l&#8217;impostazione, che per i contenuti, che non sono meno pessimistici &#8211; i <em>Detti memorabili di Filippo Ottonieri,<\/em> delle leopardiane <em>Operette morali<\/em>. Uscito nel 1939, poco p rima della morte dell&#8217;Autore (che avvenne per un mancato intervento chirurgico dovuto alla paralisi dell&#8217;ospedale di Genova, a causa del bombardamento del capoluogo ligure da parte della gloriosa Flotta di Sua Maest\u00e0 britannica). Ne riportiamo la parte iniziale e quella finale, che contengono, <em>in nuce<\/em>, tutta la filosofia del Nostro (da: G. Rensi, <em>Autobiografia intellettuale. La mia filosofia. Testamento filosofico<\/em>, Milano, Dall&#8217;Oglio Editore, 1939, 1989, pp. 209-211 e 222-224):<\/p>\n<p><em>&quot;Coeli enarrant gloriam Dei, et opera manuum eius annuntiat firmamentum&quot;. Cos\u00ec opinava il Salmista (XIX, Vulg. XVIII). E Napoleone, contemplando il magico spettacolo del cielo stellato d&#8217;Egitto, rivolto allo scienziato Luigi Monge, che lo aveva accompagnato in quella spedizione, esclamava: &#8216;Qui a fait tout cela?&#8217;.<\/em><\/p>\n<p><em>Ma Monge avrebbe potuto la mattina dopo replicare a Napoleone (con risposta che tocca anche la visuale del Salmista) additandogli i quasi impercettibili granelli di sabbia roteanti con momentaneo regolarit\u00e0 nel raggio di sole filtrante nella tenda, e chiedendogli: &#8216;Qui a fait tout ceci?&#8217;. E all&#8217;inevitabile risposta che il puro caso d&#8217;un tenuissimo soffio d&#8217;aria aveva prodotto e sorreggeva quel &quot;sistema&quot; di corpuscoli moventisi nel raggio di sole, avrebbe dovuto proseguire: &quot;O tu che ritieni d&#8217;aver avuto ieri un pensiero degno della tua grandezza e di esserti, come pari competente contemplatore da un lato, adeguato al creatore dall&#8217;altro di questo universo che scorgi cos\u00ec immenso da richiedere necessariamente la mano di Dio, bada invece che piccolo pensiero hai avuto. Questo, che tu scorgi come immenso, avresti invece dovuto scorgerlo, quale veramente \u00e8, come un leggero pulviscolo, come quell&#8217;istesso pulviscolo che noi vediamo roteare in questi raggio di sole. Avresti dovuto riflettere che se questo apparente immenso venisse improvvisamente contratto nella misura di una noce, con proporzionale riduzione di grandezza di tutto ci\u00f2 che in esso \u00e8 contenuto, tu scorgeresti ugualmente la noce come questo immenso; non \u00e8 esso dunque gi\u00e0 ora una noce? E avresti dovuto avvertire che le leggi eterne che reggono questo sistema o creato, asserite espressioni dell&#8217;eterna sapienza d&#8217;un Dio creatore, sono la stessa cosa delle leggi momentanee che regolano per un istante il roteare nel raggio di sole di questi corpuscoli di polvere; eterne per noi effimeri, sapienti per noi che siamo nati in esse, che abbiamo tratte da esse la possibilit\u00e0 della nostra vita, il cui criterio di sapienza e di ordine \u00e8 quindi modellato a posteriori su di esse, precisamente come una specie di insetti che fosse nata dalle e nelle violenti irregolarit\u00e0 atmosferiche d&#8217;una gola montana agitata da venti vorticosi, troverebbe normale il turbinio disordinato del&#8217;atmosfera, appunto perch\u00e9 dagli elementi d&#8217;un tale ambiente esterno essa specie \u00e8 stata creata, appunto perch\u00e9 da siffatti elementi essa \u00e8 scaturita, proprio di questi \u00e8 quasi a dire composta e concreata, e quindi in mezzo ad essi pu\u00f2 muoversi e vivere: e se essi appunto le han dato vita e l&#8217;hanno modellata conforme a s\u00e9, e se quindi in essi la sua vita regge, \u00e8 naturale che tali elementi, quali si siano, vengano presi da essa per ordine e legge eterne di eterna sapienza&quot;.<\/em><\/p>\n<p><em>E perch\u00e9 mai per Kant una delle due cose che gli riempivano l&#8217;animo di religiosa venerazione &quot;sempre nuova e crescente&quot;, doveva essere il cielo stellato, proprio per Kant secondo la cui dottrina quel cielo non \u00e8 che una nostra rappresentazione, dipendente dalla presenza dell&#8217;attivit\u00e0 sensibile e che sparirebbe con lo sparire di questa?<\/em><\/p>\n<p><em>Stelle: pulviscolo. [&#8230;]<\/em><\/p>\n<p><em>Ma quando d&#8217;altro lato percepisco in me l&#8217;impossibilit\u00e0 insormontabile di aderire a siffatto Male imperante trionfalmente nel mondo, principe di esso, \u1f04\u03c1\u03c7\u03c9\u03bd \u03c4\u03bf\u1fe6 \u03ba\u03cc\u03c3\u03bc\u03bf\u03c5 (Giov. XII, 31; XIV, 30), anzi Dio di esso, \u03b8\u03b5\u1f78\u03c2 \u03c4\u03bf\u1fe6 \u03b1\u1f30\u1ff6\u03bd\u03bf\u03c2 \u03c4\u03bf\u03cd\u03c4\u03bf\u03c5\u00a0 (II Cor. IV, 31 [ma IV, 4], pur vedendo con chiaro sguardo i vantaggi che con ci\u00f2 perdo e i danni cui vado incontro in questa pur breve ed unica vita; quando non ostante la perdita dei primi, cos\u00ec&#8217; allettanti, e l&#8217;incombere dei secondi, cos\u00ec aspri e duri, sento persistere e fiammeggiare invincibilmente in me questa, dal punto di vista umano e razionale, &quot;pazzia&quot;, di stare, in opposizione ad ogni mio evidente interesse, conto siffatto Male saldo dalla parte del Bene; quando avverto in me l&#8217;assurdo &#8212; il miracolo, il divino &#8212; dell&#8217;impossibilit\u00e0 insuperabile di pormi al seguito e servizio del Male e rinnegare il Bene, e ci\u00f2 senza, al contrario, ogni ragione utilitaria, ossia contro ogni ragione determinabile; quando sento quindi presente entro di me, in guisa assai pi\u00f9 intima e vivificatrice e inspiratrice che non nei molti il Dio da essi creduto e rispettato o venerato a parole con mera esteriorit\u00e0 e formalismo, questo &quot;slancio&quot; (&quot;\u00e9lan vital&quot;) dell&#8217;Eterna Volont\u00e0 di Vero e di Bene che diventa in me il mio impulso ad abbracciare energicamente e ad affermare a costo d&#8217;ogni detrimento mondano ci\u00f2 che scorgo come verit\u00e0 e come bene; quando avverto quello &#8216;slancio&#8217; come alcunch\u00e9 che i \u00e8 trascendente e sopraindividuale poich\u00e9 mi costringe anche con mio danno a seguirlo e obbedirlo, quantunque esso non sia certo Ci\u00f2 che ha suscitato questo mondo di crudelt\u00e0 e di male, di irrazionalit\u00e0 e di assurdo, e quantunque io non sappia se un tal mondo a lui antitetico e ostile esso riuscir\u00e0 a definitivamente padroneggiare; quando sorgo che se al Vero si d\u00e0 il nome di Dio, allora questi \u00e8 la mia stessa negazione che di lui, in una o l&#8217;altra delle consuete concezioni che se ne hanno, io compio, con mio svantaggio e pericolo, contro i pregiudizi, gli opportunismi; quando sento che, supposto che ci fosse un giudizio divino futuro che scruti le reni agli individui, ci\u00f2 che solo potrei recare dinanzi al Giudice per controbilanciare colpe e deficienze, sarebbe tale mio attaccamento SENZA SCOPO al Bene del mondo contro il Male che vi domina, e il dolore SENZA SCOPO, che mi toglie ogni sorriso, per lo spettacolo del Male imperante e trionfante nella natura e nella storia umana, della falsificazione e del guasto di coscienze che esso trionfando cagiona, della scia di tormenti, strazi e lagrime che esso si lascia dietro nel suo passaggio trionfale; allora mi appare che oltre gli atomi e il vuoto all&#8217;esterno, ossia la platonica &#8216;materia&#8217; del &quot;Timeo&quot; [&#8230;] c&#8217;\u00e8 all&#8217;interno, in coordinato con essi, alcunch\u00e9 di diversa natura e di diversa origine: sento allora di credere, se non nel \u03b8\u03b5\u03cc\u03c2, nel \u03b8\u03b5\u03b9\u03bf\u03bd; e allora cos\u00ec mi si completa il mio.<\/em><\/p>\n<p>Ecco: questo &quot;testamento&quot; \u00e8 un buon esempio di prosa non filosofica, che tuttavia pretende di essere tale; e voler far dell&#8217;autore <em>il solo filosofo italiano che merita di sopravvivere<\/em> \u00e8 un&#8217;affermazione priva di senso. Come nel caso di Leopardi, qui abbiamo un pessimismo emotivo, non razionale, perch\u00e9 non argomentato, e uno sfoggio di retorica sentimentale, spacciata per filosofia. Tralasciando un paio d&#8217;infortuni sintattici non proprio irrilevanti (<em>noi che&#8230; abbiamo tratte da esse la possibilit\u00e0 della nostra vita<\/em>: semmai <em>tratte le possibilit\u00e0<\/em>, perch\u00e9 <em>la possibilit\u00e0<\/em> \u00e8 singolare, mentre <em>tratte<\/em> \u00e8 plurale; e <em>dalle e nelle violenti irregolarit\u00e0 atmosferiche,<\/em> dove <em>violenti<\/em>, aggettivo maschile, non concorda con <em>irregolarit\u00e0<\/em>, sostantivo femminile), da tutto il ragionamento di Rensi, se cos\u00ec lo possiamo chiamare, emerge il tipo vizio di fondo della <em>forma mentis<\/em> progressista: dare per scontato che la realt\u00e0 sia come dicono costoro, e scuotere il capo con commiserazione davanti agli altri, al <em>vulgo<\/em> grossolano, che non capisce, che non sa innalzarsi alle loro altezze.<\/p>\n<p>Dunque, per prima cosa Rensi rimprovera a Napoleone di non aver considerato che il cielo stellato non vale pi\u00f9 dei corpuscoli di polvere che si muovono in un raggio di sole (immagine rubata al <em>De rerum natura<\/em> di Lucrezio; sarebbe stato carino citarlo); rimprovero che si estende allo &quot;scienziato&quot; Louis Monge, che \u00e8 in realt\u00e0 un matematico, ma forse Rensi intendeva il fratello, Gaspard, che fu in Egitto con Napoleone, e fu matematico anch&#8217;egli). Secondo il Nostro, Monge avrebbe dovuto far notare a Napoleone l&#8217;ingenuit\u00e0 della sua domanda : <em>Chi ha fatto tutto questo?<\/em>, perch\u00e9 \u00e8 tipico dei progressisti rimproverare agli altri, magari a distanza di secoli, di aver detto questa o quella cosa, o anche di non averla detta, mentre avrebbero dovuto dire questo e quest&#8217;altro. Si noti il loro modo di ragionare: non si limitano a dire: <em>secondo me, le cose stanno cos\u00ec<\/em>; ma dicono agli altri: <em>tu hai sbagliato a dire cos\u00ec e cos\u00ec; avresti dovuto dire col\u00e0 e cos\u00ec;<\/em> insomma, sono sempre col ditino alzato e fanno sempre le pulci al prossimo, specie se questi non la pensa come loro, il che \u00e8 indizio inequivocabile del fatto di essere in errore e di avere torto marcio. Poi, rincalza la dose: se tutto l&#8217;universo si contraesse alle dimensioni di una noce, non sarebbe una misera cosa? Ancora ci sarebbe un Napoleone ad ammirarlo? Evidentemente, non gli viene in mente che s\u00ec, un uomo intelligente, e capace di stupirsi davanti alle cose, resterebbe ugualmente ammirato, forse perfino pi\u00f9 ammirato che davanti al dispiegarsi delle stelle e delle galassie nel vasto cielo notturno; non gli passa per il cervello che non \u00e8 questione di quantit\u00e0, come lui crede, e che l&#8217;universo offre uno spettacolo ammirevole sia che si espanda per milioni di anni luce, sia che si restringa alle dimensioni d&#8217;una capocchia di spillo. Ma siccome Napoleone gli \u00e8 palesemente antipatico, perch\u00e9 \u00e8 stato un tiranno (il che \u00e8 innegabile), non vuol fargli credito di una intelligenza superiore a accusa lui di pensare in modo ingenuo e megalomane, come volesse paragonare se stesso a Dio: perch\u00e9 il progressista disprezza sempre e comunque il &quot;reazionario&quot;, non gli fa credito di poter pensare in modo intelligente e, soprattutto, non gli riconosce una individualit\u00e0, il reazionario essendo per lui una categoria metafisica, il Nemico, lo Stupido, il Grossolano per definizione. Invece, la domanda di Napoleone sotto il cielo delle Piramidi rivela davvero, e intelligenza, e grandezza d&#8217;animo: al di l\u00e0 di quel che si pu\u00f2 pensare di lui come uomo politico. E anche quella di Kant: ma, per una vola, pur di portare avanti la sua idea, Rensi non si perita di dare torto e infliggere una tirata d&#8217;orecchi anche al suo venerato maestro di K\u00f6nigsberg.<\/p>\n<p>Il fatto \u00e8 che a Rensi d\u00e0 fastidio l&#8217;idea che qualcuno possa provare un sentimento di piccolezza davanti a Dio; che qualcuno possa pensare a Dio; che qualcuno possa provare un sentimento di umilt\u00e0 davanti al Mistero: perch\u00e9, per Rensi, non ci sono misteri, ma solo problemi, e i problemi si risolvono, un po&#8217; alla volta, purch\u00e9 non si scivoli nel fideismo. Si risolvono con la ragione e con la scienza, beninteso: e non lo sfiora il sospetto che questa sia un&#8217;altra forma di fideismo, non certo migliore di quelle che lui detesta. La seconda parte del testamento \u00e8 ancor pi\u00f9 penosa, dal punto di vista filosofico. In sostanza, Rensi fa capire di ritenersi non solo pari a Dio, ma superiore a Dio, beninteso se un Dio esistesse, cosa palesemente assurda, secondo lui; e fonda la sua superiorit\u00e0 sul fatto che lui, e altri come lui, lottano per il bene e soffrono sacrifici e dolori, mentre il mondo \u00e8 pieno zeppo di male, talmente zeppo che nessun Dio pu\u00f2 averlo creato, o, quanto meno, nessun Dio che sia buono. Qui \u00e8 ancora pi\u00f9 leopardiano (al punto di citare continuamente espressioni del <em>Nuovo Testamento<\/em>, come l&#8217;autore della <em>Ginestra<\/em>, ma per capovolgere il senso delle frasi) e ancora meno filosofo. Che il mondo sia solo sofferenza e angoscia, questa \u00e8 una deformazione soggettiva della verit\u00e0: la verit\u00e0, tutta intera, \u00e8 che nel mondo ci sono sofferenza e angoscia, ma ci sono anche gioia e cose belle. Il filosofo sa vedere l&#8217;intero, non solo la parte, magari quella che fa comodo ai suoi ragionamenti. In secondo luogo, il suo senso di superiorit\u00e0 morale \u00e8 ingiustificato: se davvero si fa il bene in maniera disinteressata, lo si fa senza quella tristezza, senza quel senso di scoramento che trasuda dalle sue parole: lo si fa con serenit\u00e0 e con un profondo senso di pace. Altrimenti, significa che ci si sforza di agire in un modo che non si sente intimamente: che si sta recitando una parte. La conclusione \u00e8 un delirio di onnipotenza, a confronto del quale la megalomania di Napoleone appare qualcosa di puerile: Napoleone si sente grande perch\u00e9, con tutte le sue vittorie, somiglia a un dio in terra; ma Rensi si sente non solo grande, immenso, per non dire infinito, perch\u00e9 mentre Dio tollera un mondo malvagio, lui, invece, soffre e s&#8217;indigna, inoltre lotta contro il Male disinteressatamente, senza cercare alcun compenso, n\u00e9 terreno, n\u00e9 ultraterreno. Bene; bravo: ma se lo \u00e8 gi\u00e0 detto da solo. Non pu\u00f2 pretendere che altri lo applauda: ha gi\u00e0 avuto il suo premio. Dunque, tanto disinteressato non era.<\/p>\n<p>Benedetti progressisti: vogliono essere sempre e comunque i primi della classe, tanto come intelligenza, quanto come moralit\u00e0. Chi \u00e8 miglior pensatore di loro, e chi nutre pi\u00f9 elevati sentimenti etici? Se poi, oltre che progressisti, sono anche pessimisti, non c&#8217;\u00e8 alcuno che abbia il diritto di soffrire pi\u00f9 di loro, n\u00e9 di lottare per il Bene pi\u00f9 di quanto lottino loro, incompresi e misconosciuti.<\/p>\n<p>Che bravi. Bisognerebbe far loro un monumento. Anche se, a dire il vero, se lo son gi\u00e0 fatto da soli: e tale \u00e8 la loro falsa umilt\u00e0, che sono certi, certissimi, che, se pure il mondo non s&#8217;inchina davanti al loro genio mentre essi sono ancora in vita, lo far\u00e0, un giorno o l&#8217;altro, eccome se lo far\u00e0, dal momento che la Verit\u00e0 \u00e8 tutt&#8217;uno con loro, mentre l&#8217;Errore si accompagna infallibilmente a quelli che la pensan in un altro modo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Strano, stranissimo Paese, il nostro; l&#8217;emotivit\u00e0 esasperata la fa da padrona anche al banchetto della cultura e nemmeno i pensatori si astengono dal pagarle il loro<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30168,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[37],"tags":[141,153,173,185],"class_list":["post-28949","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-metafisica","tag-filosofia","tag-georg-wilhelm-friedrich-hegel","tag-immanuel-kant","tag-karl-marx"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-metafisica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28949","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28949"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28949\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30168"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28949"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28949"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28949"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}