{"id":28945,"date":"2020-03-08T10:43:00","date_gmt":"2020-03-08T10:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/08\/solo-il-cristianesimo-ha-le-risposte-decisive\/"},"modified":"2020-03-08T10:43:00","modified_gmt":"2020-03-08T10:43:00","slug":"solo-il-cristianesimo-ha-le-risposte-decisive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2020\/03\/08\/solo-il-cristianesimo-ha-le-risposte-decisive\/","title":{"rendered":"Solo il cristianesimo ha le risposte decisive"},"content":{"rendered":"<p>Si viene al mondo non per caso, ma per assolvere un compito ben preciso: trovare il significato del fatto di esistere, e che tutte le cose esistano con noi. Il senso della vita umana, in altre parole, \u00e8 la ricerca della verit\u00e0; e infatti, inscritto nello statuto ontologico dell&#8217;essere umano, vi \u00e8 il bisogno della verit\u00e0. Non di una verit\u00e0 qualsiasi; non di una verit\u00e0 provvisoria e contingente, n\u00e9 di una verit\u00e0 soggettiva, valida per me ma non per te, o viceversa. Niente affatto: il bisogno di verit\u00e0 \u00e8 il bisogno <em>della<\/em> verit\u00e0, la sola, l&#8217;unica. E quando si dice bisogno, si intende proprio un istinto insopprimibile, senza il quale la persona sarebbe mutilata, non sarebbe veramente umana sino in fondo. Oggi si fa un gran parlare di esigenze; ma <em>bisogni<\/em> ed <em>esigenze<\/em> non sono sinonimi, non sono neppure parenti alla lontana. I bisogni sono qualcosa d&#8217;indispensabile; le esigenze sono i capricci fatti passare per cose necessarie. Pertanto si possono benissimo sfrondare tutte le esigenze, e la vita umana non ne soffrir\u00e0 per niente; al contrario, avr\u00e0 tutto da guadagnarci, come un pallone aerostatico alleggerito della zavorra, dopo che i sacchetti di sabbia sono stati lasciati cadere per consentirgli di acquistare leggerezza e salire di quota. Orbene, tutti gli esseri umani recano in s\u00e9, sovente ben nascosto e mascherato il bisogno di verit\u00e0; negare tale bisogno, mortificarne sistematicamente l&#8217;appagamento, significa sospingere l&#8217;essere umano verso la pazzia, costringendolo a una vita del tutto innaturale, deviata dal suo fine naturale, e perci\u00f2 aberrante. La civilt\u00e0 moderna nasce da un progetto di eversione delle radici cristiane dell&#8217;Europa e da una deliberata volont\u00e0 di staccare ragione e fede, scienza e religione; e dunque si configura anche e soprattutto come un graduale, concentrico, capillare e progressivo attacco contro il bisogno di Dio, mirante a scalzarlo dall&#8217;interiorit\u00e0 degli esseri umani e rimuoverne perfino la memoria. Ecco perch\u00e9 la modernit\u00e0, sia ideologicamente che praticamente, si configura come totalitaria, n\u00e9 potrebbe essere diversamente, sia che il totalitarismo prenda le forme del comunismo o del fascismo, sia che assuma quelle &#8212; solo apparentemente insospettabili &#8211; del liberalismo e del democraticismo. La sua essenza totalitaria consiste nel fatto che, per poter sradicare dall&#8217;animo umano un bisogno ad esso consustanziale, la modernit\u00e0 deve cercar di penetrare anche nella sfera dei pensieri, dei sentimenti e perfino delle emozioni; e per far questo, deve assicurarsi il controllo della persona fin dagli anni dell&#8217;infanzia, indottrinandola e facendole un sistematico lavaggio del cervello, affinch\u00e9 ogni idea sgradita al progetto della modernit\u00e0 venga repressa e cancellata sul nascere, prima che possa manifestarsi.<\/p>\n<p>Tuttavia, fino a quando la modernit\u00e0 non sar\u00e0 riuscita a instaurare sul terreno pratico il totalitarismo perfetto al quale aspira, insieme alla cultura del Pensiero Unico, che si configura come il solo politicamente corretto, il bisogno di verit\u00e0 continuer\u00e0 ad affacciarsi alla coscienza, anche se ormai moltissime persone, probabilmente la maggioranza, sono talmente condizionate da reagire da s\u00e9 stesse, senza bisogno di sollecitazioni esterne, per ricacciarlo nelle profondit\u00e0 indistinte del subconscio. Nelle altre, la domanda di verit\u00e0 continua a porsi e incontra, naturalmente, le pi\u00f9 varie risposte, sul piano filosofico, teologico, religioso, oltre che sul piano estetico, ove spesso essa scivola e quasi ripiega, secondo la lezione di Schopenhauer, per risarcire gli uomini del male di esistere, distraendo la loro attenzione dal piano della volont\u00e0, che \u00e8 dolore, e portandola su quello della rappresentazione, cio\u00e8 verso il puro godimento del bello. Ora, la modernit\u00e0 si distingue da tutte le civilt\u00e0 precedenti, e specialmente da quella che l&#8217;ha preceduta nella stessa area geografica e culturale, ossia la civilt\u00e0 cristiana medioevale, della quale \u00e8 l&#8217;erede diretta, appunto perch\u00e9 essa non pone pi\u00f9 in maniera univoca la risposta alla domanda di verit\u00e0, ma offre a quest&#8217;ultima una variet\u00e0 di risposte, tutte parziali, ma ciascuna delle quali convinta di poter bastare a se stessa. Il risultato \u00e8 il relativismo culturale e l&#8217;annaspare degli uomini dall&#8217;una all&#8217;altra pretesa verit\u00e0, con un senso crescente di delusone e di smarrimento, perch\u00e9 nessuna offre un saldo approdo e nessuna offre quel grado di certezza e di sicurezza che permette sia alle singole persone, sia alla societ\u00e0 nel suo insieme, cominciando dalla famiglia, di costruire ordinatamente, laboriosamente e serenamente la propria esistenza. Se tutte le verit\u00e0 si equivalgono e se viene meno ogni certezza, le maglie che tengono insieme il corpo sociale incominciano a sfilacciarsi, a consumarsi, e alla fine cedono di schianto, e ciascuno va nella direzione pi\u00f9 comoda, pi\u00f9 facole, pi\u00f9 seducente, senza curarsi di tutto il resto: ed \u00e8 cos\u00ec che si disgregano le famiglie, decadono le professioni, si offuscano le intelligenze, si banalizza la cultura, si ignora il merito, la stessa moralit\u00e0 diventa un ostacolo per la realizzazione dei propri sogni e ciascuno si sente legittimato ad inseguire il proprio personale miraggio di felicit\u00e0, incurante di muoversi ormai in un paesaggio desolato di rovine, paesaggio che ciascuno, col proprio egoismo e la propria irresponsabilit\u00e0, ha contribuito a creare.<\/p>\n<p>Il relativismo, quindi, che al presente viene presentato come una garanzia di pluralismo e quindi come una ricchezza, \u00e8, in realt\u00e0, l&#8217;anticamera del collasso del corpo sociale e della civilt\u00e0 stessa, perch\u00e9 sulle sue sabbie mobili nulla di buon o e di durevole potrebbe mai essere costruito. Pertanto chi predica le meraviglie del relativismo o \u00e8 un perfetto idiota, che non ha capito nulla della sua vera natura e delle sue inevitabili conseguenze, o \u00e8 un criminale, che si \u00e8 posto volontariamente al servizio del potere per favorire la dissoluzione della societ\u00e0 e per agevolare l&#8217;abbrutimento delle persone e la sottomissione delle istituzioni. Perci\u00f2, attenzione: tutti quelli che vengono a lodarci la pluralit\u00e0 del vero, sono dei nemici del bene e andrebbero trattati di conseguenza; ma per prima cosa \u00e8 necessario riconoscerli e smascherarli nelle loro perfide intenzioni. Quando, per fare un esempio, il signor Bergoglio viene a lodarci l&#8217;esistenza delle diverse religioni e sostiene, come ha messo nero su bianco con il documento di Abu Dhabi sulla cosiddetta fratellanza universale, che Dio vuole l&#8217;esistenza di esse, come se il loro contenuto di verit\u00e0 Gli fosse del tutto indifferente, si comporta secondo lo schema che abbiamo ora delineato: sta seguendo un&#8217;agenda ben precisa, l&#8217;agenda della massoneria e del grande potere finanziario, e non certo i doveri e le responsabilit\u00e0 del vicario di Cristo: quel potere finanziario che \u00e8 incarnato da banditi della speculazione come George Soros, ma coi quali il sedicente papa condivide il linguaggio, i temi, gli slogan, fino alle virgole. Di fatto, i loro discorsi sono perfettamente sovrapponibili, e la Open Society del miliardario amorale Soros \u00e8 esattamente la stessa cosa della societ\u00e0 senza frontiere, che accoglie indiscriminatamente e illimitatamente tutti quanto, predicata dal signor Bergoglio ogni giorno, intimando ai i cattolici di favorirla in ogni modo. Fra i pensatori della nascente modernit\u00e0 che hanno visto e riconosciuto la necessit\u00e0, per gli uomini, di giungere all&#8217;unica verit\u00e0 e non alle molte e ingannevoli pseudo verit\u00e0, spicca Blaise Pascal, il quale l&#8217;ha trovata nel cristianesimo, la sola dottrina capace di rendere conto di ci\u00f2 che l&#8217;uomo \u00e8 realmente, nella sua grandezza e nella sua miseria. Pascal parte da una constatazione: l&#8217;uomo \u00e8 in fuga da se stesso; e ci\u00f2 accade perch\u00e9 si sente sospeso fra l&#8217;abisso della sua miseria, della sua fragilit\u00e0, della sua nullit\u00e0, e l&#8217;abisso della sua superbia, che lo porta a credersi molto pi\u00f9 di quel che realmente \u00e8, oltrepassando i suoi limiti di creatura. Solo nel cristianesimo la sua fuga incessante pu\u00f2 terminare e la sua ansia, la sua angoscia si possono placare nella pace di un porto sicuro. Riassumendo questo aspetto del pensiero di Pascal, scrive Gabriele Piana (in: G. Boffi e altri, <em>Dal senso comune alla filosofia. Profili<\/em>, Firenze, Sansoni, 2001, vol. 2, pp. 90-91):<\/p>\n<p><em>Solo il cristianesimo \u00e8 in grado di conciliar grandezza e miseria dell&#8217;uomo, nella misura in cui cin la dottrina del peccato originale attribuisce la grandezza al piano della natura originaria dell&#8217;uomo e della grazia e attribuisce la miseria al piano della natura corrotta. L&#8217;uomo non \u00e8 un essere contraddittorio, la sua esistenza non \u00e8 assurda. Per comprende quel &quot;mostro incomprensibile&quot; che \u00e8 l&#8217;uomo \u00e8 necessario riferirsi al cristianesimo. Solo esso infatti riesce a rendere conto della misteriosa duplicit\u00e0 dell&#8217;uomo, ossia a risolvere quella contraddizione che \u00e8 l&#8217;uomo per la ragione umana. In tale modo Pascal elabora un metodo apologetico che sar\u00e0 definito &quot;metodo dell&#8217;immanenza&quot;. Si tratta di partire dall&#8217;uomo, di comprende l&#8217;uomo, e di mostrare che l&#8217;uomo \u00e8 incomprensibile senza il cristianesimo, L&#8217;uomo stesso , col suo tragico contrasto esistenziale, \u00e8 una prova dell&#8217;esistenza del Dio cristiano.<\/em><\/p>\n<p><em>Da questo punto di vista, Pascal non rifiuta la ragione, ma la utilizza. Si tratta di evitare due &quot;eccessi&quot;: &quot;escludere la ragione, accettare solo la ragione&quot; (&quot;Pensieri&quot;, 253). Occorre riconoscere i limiti della ragione, ma senza arrivare a un rifiuto totale della ragione, la quale cosa comporterebbe l&#8217;assurdit\u00e0 della religione cristiana. la forza della ragione consiste nel riconoscere la sua debolezza. \u00c8 ragionevole che la ragione rinunci a se stessa, ossia che faccia posto alla fede, poich\u00e9 solo questa riesce a spiegare ci\u00f2 che la ragione umana non spiega. Per risolvere la contraddizione della condizione umana occorre infatti credere in un mistero incomprensibile, il mistero del peccato originale e della sua trasmissione: &quot;l&#8217;uomo \u00e8 pi\u00f9 inconcepibile senza questo mistero di quanto questo mistero non sia inconcepibile per l&#8217;uomo&quot; (&quot;Pensieri&quot;, 434).D&#8217;altra parte, per Pascal tra fede e ragione non c&#8217;\u00e8 continuit\u00e0; si tratta di due dimensioni radicalmente eterogenee. La fede non \u00e8 qualcosa d&#8217;irrazionale, nella misura in cui risolve le aporie in cui la ragione \u00e8 intrappolata, ma non \u00e8 neppure il semplice risultato di un cammino razionale &quot;La fede \u00e8 un dono di Dio. Non crediate che diciamo che \u00e8 un dono del ragionamento&quot; (&quot;Pensieri&quot;, 279). La ragione insomma pu\u00f2 cogliere la ragionevolezza della fede, ma ci\u00f2 non basta per credere. A Dio non si arriva tramite la ragione, ma tramite il cuore: &quot;\u00c8 il cuore che sente Dio, e non la ragione. Ecco che cos&#8217;\u00e8 la fede: Dio sensibile al cuore, non alla ragione&quot; (&quot;Pensieri&quot;, 278). In tale prospettiva, Pascal elabora un&#8217;argomentazione retorica, fondata sulla &quot;scommessa&quot;. Pascal svaluta le prove classiche dell&#8217;esistenza di Dio. Queste sono valide per chi ha gi\u00e0 la fede. Ma soprattutto sono astratte e giungono, \u00e8 questo il difetto maggiore, a un Dio astratto e inutile, non al dio vivente della Bibbia, &quot;il Dio d&#8217;Abramo, il Dio d&#8217;Isacco, il Dio di Giacobbe&quot;, il Dio dei cristiani [&#8230;], un Dio di amore e consolazione&quot; (&quot;Pensieri&quot;, 556). La prova della scommessa non \u00e8 peraltro l&#8217;unica prova a favore del cristianesimo che Pascal elabori. C&#8217;\u00e8, come si \u00e8 visto, l&#8217;apologetica dell&#8217;immanenza. Ci sino poi l prove storiche, i miracoli, le profezie, l&#8217;autorit\u00e0 delle Scritture, le quali per\u00f2 sono valide, ma non &quot;assolutamente convincenti&quot;.<\/em><\/p>\n<p>Come si vede, Pascal giunge al cristianesimo per una via ben diversa da quella di san Tommaso d&#8217;Aquino. Per lui, uomo gi\u00e0 moderno, \u00e8 impossibile credere con semplicit\u00e0: l&#8217;unico modo di arrivare a Cristo \u00e8 procedere per esclusione, scartando le vie fallaci, e infine compiere un salto dalla ragione alla fede. La sua modernit\u00e0 consiste proprio nel fatto che vede la ragione la fede come due vie non solo diverse e distinte, ma anche, in ultima analisi, non comunicanti: dalla ragione si deve fare un balzo nel buio per giungere alla fede. Anche Kierkegaard, il pi\u00f9 grande filosofo cristiano della modernit\u00e0, seguir\u00e0 in sostanza questa via: la fede \u00e8 un rischio, un paradosso, un &quot;assurdo&quot;. San Tommaso non la vedeva cos\u00ec. Per lui, il passaggio dalla ragione alla fede \u00e8 rettilineo, naturale: a un certo punto la ragione non basta pi\u00f9, ma la fede non \u00e8 irrazionale, \u00e8 una forma di razionalit\u00e0 pi\u00f9 alta della quale si pu\u00f2 solo intravedere una parte, come davanti a una montagna cos\u00ec alta, da non riuscire a scorgerne la cima. Fatta questa doverosa premessa, aggiungiamo che la via di Pascal \u00e8 certamente utile per tanti uomini moderni, i quali come lui non riescono a seguire la via pi\u00f9 semplice n\u00e9 vedono la stretta complementariet\u00e0 che esiste tra ragione e fede. Lo scarso peso che Pascal attribuisce alle prove classiche dell&#8217;esistenza di Dio, e la sua osservazione che esse servono solo a chi possiede gi\u00e0 la fede, mostrano fino a che punto il veleno della modernit\u00e0, che \u00e8 appunto l&#8217;incredulit\u00e0 quale effetto della superbia intellettuale, sia penetrato anche in lui. Ed \u00e8 a causa di tale intossicazione che Pascal ritiene incomprensibile il Peccato originale, e vede poi la necessit\u00e0 del &quot;salto&quot; alla fede come fosse un salto nel buio, o, peggio, come una scommessa ai dadi: se perdi, non ci rimetti nulla, ma se vinci, vinci una posta formidabile. Anche questo \u00e8 un modo moderno, e quindi assai poco cristiano, di giunger a Cristo. Un po&#8217; come per Berkeley, tanto deciso a lottare contro i liberi pensatori, da adottare il loro scetticismo quale punto di partenza, e come lo stesso Kierkegaard, tanto ostile alla dialettica hegeliana, da servirsi poi del procedimento dialettico in ogni capitolo, in ogni pagina della sua opera. E questa non \u00e8 una critica, ma una constatazione: essere moderni vuol dire avere in s\u00e9 il morbo dell&#8217;incredulit\u00e0, che va contro quel bisogno di Dio che abbiamo visto essere connaturato allo statuto umano. Ma qui appunto bisogna ricordare quel che dice Cristo ai suoi seguaci: <em>voi siete nel mondo, ma non siete del mondo<\/em>. E la stessa cosa deve fare chiunque voglia accostarsi a al Vangelo: ricordarsi che vivere nella modernit\u00e0 non significa appartenerle. Certo, i moderni devono fare un lavoro preliminare: ripulire la mente e l&#8217;anima dalle incrostazioni del pensare e del sentire moderni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si viene al mondo non per caso, ma per assolvere un compito ben preciso: trovare il significato del fatto di esistere, e che tutte le cose<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30170,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[69],"tags":[110,202,263],"class_list":["post-28945","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-morale-e-spiritualita","tag-civilta","tag-modernita","tag-verita"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-morale-e-spiritualita.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28945","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28945"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28945\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30170"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28945"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28945"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28945"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}