{"id":28943,"date":"2021-11-09T10:48:00","date_gmt":"2021-11-09T10:48:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/11\/09\/solo-cristo-da-una-visione-ampia-e-generosa-del-reale\/"},"modified":"2021-11-09T10:48:00","modified_gmt":"2021-11-09T10:48:00","slug":"solo-cristo-da-una-visione-ampia-e-generosa-del-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2021\/11\/09\/solo-cristo-da-una-visione-ampia-e-generosa-del-reale\/","title":{"rendered":"Solo Cristo d\u00e0 una visione ampia e generosa del reale"},"content":{"rendered":"<p>Uno degli argomenti che i relativisti, gli storicisti e gli agnostici portano frequentemente a sostegno delle loro tesi \u00e8 che nel mondo moderno nessuna religione, dunque neanche quella cristiana, pu\u00f2 sperare di esaurire la visione del reale propria dell&#8217;essere umano; e che quindi \u00e8 giocoforza adattarsi al pluralismo e magari al sincretismo religioso, come si \u00e8 visto ad Abu Dhabi e come si vede ad Astana. Essi dicono: la visione cristiana \u00e8 una visione tipicamente occidentale; ad essa corrisponde una forma di razionalit\u00e0, di sensibilit\u00e0, di spiritualit\u00e0, di estetica e di senso del sacro, che non trova molti punti di contatto con quella islamica, o buddista, o induista, o scintoista, ecc.: bisogna perci\u00f2 rassegnarsi, se non si vuol tornare alle crociate e alle prove di forza, all&#8217;idea che molti popoli non accetteranno mai il cristianesimo, perch\u00e9 lo sentono come qualcosa di estraneo, che non appartiene al loro sentire e al loro pensare. In realt\u00e0, questi discorsi tradiscono la matrice ideologica, fondamentalmente illuminista, massonica e anticattolica, dalla quale sono nati, in un tempo e in circostanze ben precisi; l&#8217;evidenza dei fatti mostra al contrario che il cristianesimo ha la possibilit\u00e0 di attecchire in qualsiasi ambiente geografico e sociale, presso qualsiasi popolo o cultura; e che se in certe aree vi \u00e8 stata una battuta d&#8217;arresto, ad esempio in India e in Estremo Oriente, ci\u00f2 non si deve a un&#8217;istintiva ripugnanza o estraneit\u00e0 di quelle culture al messaggio cristiano, quanto piuttosto a circostanze storiche e politiche determinate.<\/p>\n<p>Del resto, \u00e8 sterile indugiare a chiedersi cosa sarebbe accaduto se l&#8217;India e la Cina si fossero convertite, ad esempio se la Curia romana avesse accettato la linea gesuita circa la tolleranza verso i riti malabarici e i riti cinesi, e non avesse dato invece ascolto (e secondo noi fece bene) alle forti obiezioni dottrinali dei francescani e soprattutto dei domenicani. La storia non si fa con i <em>se<\/em>. Molto pi\u00f9 interessante e promettente di risultati \u00e8 affrontare la questione da un altro punto di vista, chiedendosi se la religione cristiana, e specificamente la cattolica romana, possiede gli elementi sufficienti e necessari per dare una risposta complessiva ed analitica ai bisogni fondamentali dell&#8217;uomo, tanto sul piano intellettuale della ragione naturale, quanto su quello psicologico, affettivo, spirituale ed etico. E le altre religioni, li possiedono? In altre parole: esiste una religione che ha in se stessa la chiave di volta dell&#8217;anima umana, che \u00e8 fatta apposta per accogliere le grandi domande dell&#8217;uomo e per dare all&#8217;esistenza umana un significato, specie negli aspetti e nei momenti della sofferenza e della solitudine; oppure tutte le religioni, per un motivo o per l&#8217;altro, mostrano la possibilit\u00e0 di soddisfare solo in parte le grandi domande metafisiche, e di saper andare incontro alle necessit\u00e0 morali e spirituali di alcuni popoli, caratterizzati da un certo tipo di evoluzione storica e culturale, ma non ad altri, che restano inaccessibili a quei messaggi perch\u00e9 costituzionalmente strutturati in maniera del tutto diversa?<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 affrontare la questione da due lati. Da un lato si pu\u00f2 affermare che se c&#8217;\u00e8 una religione vera, essa non pu\u00f2 che rispondere alle caratteristiche che abbiamo indicato, perch\u00e9 Dio stesso ha posto il desiderio di essa nel cuore dell&#8217;uomo; mentre le false religioni ovviamente, non possiedono tale capacit\u00e0, proprio perch\u00e9 sono il frutto di costruzioni umane e quindi non hanno le risposte decisive, dato che l&#8217;uomo non \u00e8 capace di auto-redimersi, cos\u00ec come non \u00e8 capace di auto-crearsi, ma dipende per forza di cose dal suo Creatore e Redentore. Dall&#8217;altro lato si pu\u00f2 osservare concretamente la storia delle religioni, osservandole nel loro sviluppo storico, confrontandole fra loro e vedendo in che modo le diverse fedi hanno risposto ai bisogni umani, riuscendo o non riuscendo a dare ai loro seguaci tutta la serenit\u00e0, la pace e l&#8217;equilibrio interiore che una fede profonda e matura dovrebbero naturalmente produrre quale effetto della preghiera, della tensione spirituale e del rapporto costante con Dio. Si pu\u00f2 anche osservare lo sviluppo del pensiero, della scienza, delle arti, e trarne delle conclusioni circa la religione delle rispettive culture: la quale, senza dubbio, essendo il fattore fondamentale e unificante, esercita un&#8217;influenza decisiva su tutte le attivit\u00e0 dello spirito e le manifestazioni della vita pratica. E allora notiamo che la grande filosofia nasce in Grecia prima del cristianesimo, ma poi, col cristianesimo, non solo non viene mortificata, ma riceve nuova linfa e nuovo slancio, in particolare con san Tommaso d&#8217;Aquino che riprende e sviluppa la tradizione aristotelica. Anche la scienza moderna nasce nell&#8217;ambito della civilt\u00e0 cristiana: il che vorr\u00e0 dire qualcosa circa il vero rapporto tra fede e ragione, checch\u00e9 ne dicano spiriti gretti e faziosi che seguitano ad agitare il processo di Galilei come se fosse stato la norma di tali rapporti, e non una significativa &#8212; e per certi aspetti giustificata &#8212; eccezione. Ecco la grande arte europea, che il cristianesimo spiritualizza e conduce ai pi\u00f9 alti vertici, con le cattedrali e coi dipinti e le sculture di soggetto religioso; e cos\u00ec pure la poesia, che con Dante raggiunge le altezze del sublime. \u00c8 evidente che il cristianesimo agisce nel senso di una promozione integrale dell&#8217;uomo, in tutti gli aspetti della sua vita intellettuale, culturale, estetica e spirituale.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 dirsi la stessa cosa delle altre civilt\u00e0, influenzate e modellate dalle rispettive religioni? Sappiamo bene che anche l&#8217;India ha prodotto un profondo e vigoroso pensiero filosofico; tuttavia vi sono in esso elementi che la ragione naturale non pu\u00f2 accettare interamente, perch\u00e9 non dimostrati, ma posti sulla base di suggestioni mistiche o psicologiche. La trasmigrazione delle anime, tanto per dirne una (che esisteva anche in una parte della filosofia greca, ad esempio in Platone) non appare dimostrata dalla ragione naturale, per cui un pensiero autenticamente razionale fatica ad accettarla, vedendo in essa una forzatura e una specie di salto logico; e lo stesso si potrebbe dire per moltissime altre cose, nonch\u00e9 per alcuni modi di condurre il ragionamento, che sono propri delle filosofie indiane. Nella civilt\u00e0 islamica, l&#8217;arte subisce una gravissima limitazione: non pu\u00f2 rappresentare la figura umana per non offendere Dio, che ha creato l&#8217;uomo a propria immagine. Proviamo a immaginare se tale limitazione avesse colpito l&#8217;arte cristiana: non avremmo le meravigliose Deposizioni, le meravigliose Madonne in trono, l&#8217;Annunciazione a Maria, n\u00e9 le meravigliose Sacre conversazioni fra i santi, che costituiscono una parte cos\u00ec ragguardevole dell&#8217;arte europea. Non avremmo l&#8217;Ultima Cena, n\u00e9 la Crocefissione, n\u00e9 la Risurrezione; non avremmo il Giudizio finale; non avremmo la Creazione, le vicende di Adamo ed Eva e tutte le altre della storia sacra, compresa la fuga dall&#8217;Egitto, l&#8217;Adorazione del Vitello d&#8217;Oro, la consegna a Mos\u00e8 delle Dodici Tavole sul Mote Sinai. Non avremmo neppure l&#8217;arte del ritratto, che, specie nel Rinascimento, rappresenta una parte notevolissima della pittura e della scultura dei nostri artisti. Se ci spostiamo nell&#8217;area della civilt\u00e0 cinese, influenzata dal confucianesimo e dal taoismo, ci accorgiamo subito che il ritratto \u00e8 curiosamente debole, mentre trionfano le arti minori, le ceramiche, le giade lavorate, nonch\u00e9 le pitture di paesaggio. Pitture bellissime e suggestive, senza dubbio, che evocano il paesaggio interiore mentre tratteggiano con poche linee essenziali quello esteriore: ma che dire di un&#8217;arte ove il ritratto \u00e8 cos\u00ec anonimo e quasi standardizzato? \u00c8 come se le mancasse un elemento vitale.<\/p>\n<p>E questo solo per restare nell&#8217;ambito delle manifestazioni del pensiero, della scienza e dell&#8217;arte. Al contrario di ci\u00f2 che sostiene, mentendo, la cultura moderna di matrice massonica, nessuna religione \u00e8 pi\u00f9 amica della libert\u00e0 di pensare, di quella cristiana; nessuna promuove lo sviluppo totale dell&#8217;uomo quanto quella cristiana. Se poi entriamo nell&#8217;ambito specifico della religione in se stessa, vediamo facilmente che nessuna quanto quella cristiana promuove la riflessione sulle cose divine, tanto \u00e8 vero che solo per il cristianesimo si pu\u00f2 parlare, nel senso proprio del termine, di una teologia; nell&#8217;islamismo la teologia \u00e8 pressoch\u00e9 inesistente, perch\u00e9 le verit\u00e0 del <em>Corano<\/em> sono assolutamente indiscutibili e auto-evidenti. Il quale <em>Corano<\/em> \u00e8 stato consegnato direttamente da Dio, per un tramite angelico, al profeta Maometto: non \u00e8 un libro ispirato, ma scritto da uomini, come lo sono i <em>Vangeli<\/em> e gli altri libri del Nuovo (e del Vecchio) Testamento: \u00e8 un libro-verit\u00e0 che deve essere accettato <em>in toto<\/em>, cos\u00ec com&#8217;\u00e8, senza la minima riserva o riflessione critica. Nell&#8217;ebraismo no, c&#8217;\u00e8 senza dubbio uno sviluppo teologico, eccome: ma \u00e8 uno sviluppo che si allontana parecchio dal messaggio originario, e che, attraverso la <em>Cabala<\/em> e il <em>Talmud,<\/em> giunge a degli esiti sconcertanti, dai quali si evince non solo una fortissima, indomabile ostilit\u00e0 contro i seguaci di Cristo, ma anche una pretesa prometeica di &quot;leggere&quot; il nome di Dio, di svelare il suo segreto, insomma di arrivare a una vera e propria auto-divinizzazione dell&#8217;uomo mediante il disvelamento del mistero del divino con una serie di tecniche numerologiche, gnostiche, simboliche, esoteriche, occultistiche, che sanno di magia pi\u00f9 che di pensiero razionale. Il sottinteso \u00e8 che gli uomini, o almeno certi uomini (quelli che sanno), sono gi\u00e0 di natura divina: si tratta solo di capirlo e di padroneggiare le tecniche grazie alle quali si pu\u00f2 risalire alla condizione originaria. C&#8217;\u00e8 anche l&#8217;idea che Dio, in fin dei conti, non p\u00e8 il Sommo bene e la Somma Sapienza, ma \u00e8 l&#8217;assolutamente indifferenziato; e che il mondo, dopotutto, forse non \u00e8 opera sua amorevole e sapiente, sua creazione <em>ex nihilo<\/em>, ma una realt\u00e0 prodotta dalle successive emanazioni (<em>sefirot<\/em>) di Dio stesso, e dunque una realt\u00e0 di secondo livello, in qualche modo imperfetta, illusoria o quantomeno ambigua, che \u00e8 sfuggita, quasi per incidente, alla divinit\u00e0, e che gli uomini possono in una certa misura conoscere e controllare, grazie alla conoscenza delle leggi dell&#8217;universo, raffigurate simbolicamente nell&#8217;Albero della Vita. Cos\u00ec, mentre per i cristiani l&#8217;albero della vita \u00e8 la Croce di Cristo, mediante la quale gli uomini sono redenti e rigenerati, e il peccato e la morte sono crocifissi e sconfitti, per i seguaci della <em>Cabala<\/em> l&#8217;albero della vita \u00e8 un insieme di conoscenze esoteriche che gli eletti possono, a determinate condizioni, chiarire e possedere, trascendendo con le loro sole forze la condizione umana e attingendo al piano della vita divina.<\/p>\n<p>Fra i mille esempi che avremmo potuto fare, per illustrare la differenza di atteggiamento mentale e di apertura sul mondo, rispettivamente nel cristianesimo e fuori di esso, abbiamo scelto quello del grande viaggiatore arabo Ibn Battuta, che molti storici hanno paragonata al nostro Marco Polo. Come Polo, Ibn Battuta ha speso molti anni della sua vita a viaggiare nei Paesi pi\u00f9 remoti, e si \u00e8 spinto anche al di fuori del mondo islamico, cos\u00ec come il veneziano ha viaggiato ed \u00e8 vissuto a lungo in Paesi dove il cristianesimo non era praticamente mai arrivato. Ebbene: mentre in Marco Polo si nota un atteggiamento di stupore, di apertura, di simpatia e di benevola attenzione, una sana curiosit\u00e0 di comprendere proprio le genti e le usanze pi\u00f9 lontane dalla propria civilt\u00e0, nell&#8217;opera di Ibn Battuta si nota l&#8217;atteggiamento mentale esattamente contrario. Per quanto egli abbia viaggiato e si sia spinto lontano, proprio i Paesi non islamici lo mettono a disagio, il confronto con ci\u00f2 che \u00e8 estraneo alla sua fede lo fa richiudere in se stesso, la sua curiosit\u00e0 si appanna e pare che egli non aspetti altro che il momento in cui potr\u00e0 rimettere il piede su terreno asciutto, ossia rientrare nell&#8217;alveo della civilt\u00e0 islamica. Apertura e simpatia da una parte; chiusura e diffidenza dall&#8217;altra. Si pu\u00f2 ridurre questa differenza a una semplice diversit\u00e0 di psicologia individuale? Si pu\u00f2 concludere che Marco Polo fosse una persona naturalmente aperta e curiosa, mentre Ibn Battuta una persona naturalmente mediocre e un po&#8217; gretta? Secondo noi, no: nella differenza di atteggiamento psicologico si riflette la differenza delle due civilt\u00e0 alle quali essi appartengono, la cristiana e l&#8217;islamica.<\/p>\n<p>Ecco il giudizio di uno dei massimi orientalisti, arabisti ed islamisti italiani, Francesco Gabrieli (Roma 1904-ivi, 1996), sul significato dei viaggi di Ibn Battuta, ma soprattutto sulla sua apertura mentale e la sua capacit\u00e0 di trasformare le cose viste e apprese in sostanza spirituale della propria esperienza e saggezza di vita (da: F. Gabrieli, <em>Viaggi e viaggiatori arabi<\/em>, Firenze, Sansoni Editore, 1975, pp. 90-92):<\/p>\n<p><em>I viaggi di Ibn Battuta comprendono dunque per intero il mondo islamico del secolo XIV in lungo e in largo, dal Marocco alla Cina, dalla Russia meridionale al Niger, e si estendono a zone in cui l&#8217;Islam non era la religione dominante,.Sulla realt\u00e0 di taluni di questi viaggi extra-islamici si sono affacciati dubbi, che in un solo caso son divenuti negative certezze: nella asserita visita a Bulgh\u00e0r sul Volga, gi\u00e0 meta di Ibn Fadl\u00e0n e Abu Hamid, sulla quale Ibn Battta d\u00e0 notizie vaghe, e dati itinerari cos\u00ec inverosimili, da fare ormai escludere che egli vi si sia affacciato di persona, e attribuire a pura tradizione letteraria la pagina relativa. Gli altri dubbi avanzati, sul suo viaggio a Costantinopoli da lui invece descritta di prima mano, sia pure con confusioni e contraddizioni, e soprattutto sul viaggio in Cina, dove secondo alcuni in sarebbe andato oltre Canton, sono probabilmente infondati o esagerati. Anche se dovessero tutti venire accolti, resterebbe a Ibn Battuta il vanto di aver percorso e descritto regioni pochissimo note nel mondo musulmano del suo tempo, come l&#8217;impero turco-mongolo dell&#8217;Orda d&#8217;Oro, l&#8217;India musulmana ed ind\u00f9 di Muhammad ibn Tughl\u00f9q, parti dell&#8217;Indonesia, e i territori transahariani sul Niger. Qui egli non fu certo il primo arabo a mettere piede, giacch\u00e9 una rete di itinerari carovanieri vi aveva fatto giungere gi\u00e0 da secoli mercanti e missionari arabi, apportatori fra quei Negri dell&#8217;Islam; ma egli \u00e8 stato il primo, e a lungo il solo, a lasciarcene precisa notizia scritta. Grazie alle sue pagine, si \u00e8 potuto in pi\u00f9 punti illuminare la storia del regno indigeno del Mali, che appunto in quel XIV secolo conobbe la sua maggior floridezza.<\/em><\/p>\n<p><em>Ibn Battuta, che \u00e8 stato un po&#8217; estrinsecamente paragonato a Marco Polo, non ha l&#8217;apertura spirituale del grande veneziano, non si \u00e8 aperto verso un mondo ignoto con l&#8217;acutezza di osservazione e l&#8217;entusiasmo ispirati al Polo dall&#8217;impero mongolo d&#8217;Asia. Appena fuori della sua civilt\u00e0 musulmana, egli sente e confessa il suo disagio, e riferisce le cose in modo sommario e confuso tanto da far dubitare, come abbiamo detto, della verit\u00e0 del suo stesso racconto. Ma la sua relazione \u00e8 preziosa ovunque la comune fede dell&#8217;Islam gli permette di osservare luoghi, uomini, costumi esotici con occhio curioso e non prevenuto; qui si dispiega nel modo migliore la sua mediocre ma simpatica personalit\u00e0: un po&#8217; gretta a tratti e vanitosa, ma sincera, coraggiosa ed onesta. L&#8217;uomo medio del Medioevo musulmano si rispecchia nelle sue pagine fedelmente, con in pi\u00f9 quella sete, quasi mania di girare il mondo che ha assicurato al Nostro un primato in seno a una societ\u00e0 pur cos\u00ec incline per tanti motivi al viaggiare. Bisogna contentarci di quel che un uomo siffatto pu\u00f2 darci, e non chiedergli di pi\u00f9. Ci\u00f2 che ci ha dato \u00e8 molto, e gli assicura la nostra ammirazione e riconoscenza.<\/em><\/p>\n<p>Certo, lo storico non pu\u00f2, n\u00e9 deve chiedere ai personaggi che studia qualcosa di pi\u00f9 o di diverso da ci\u00f2 che essi sono stati e hanno fatto; suo compito \u00e8 studiare e capire come e perch\u00e9 essi sono stati cos\u00ec e hanno agito in quel determinato modo. Ma nulla viete di stabilire un parallelismo fra personaggi appartenenti a civilt\u00e0 diverse e professanti fedi diverse. E la conclusione cui ci sembra di poter giungere &#8212; avremmo potuto citare cento, mille altri casi panaloghi a quello di Ibn Battuta e Marco Polo &#8212; \u00e8 che non tutte le culture, n\u00e9 tutte le religioni, promuovono integralmente lo sviluppo delle migliori qualit\u00e0 umane. Anzi, per dirla tutta, ve n&#8217;\u00e8 una sola che lo fa in maniera eccellente: quella cristiana e cattolica romana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uno degli argomenti che i relativisti, gli storicisti e gli agnostici portano frequentemente a sostegno delle loro tesi \u00e8 che nel mondo moderno nessuna religione, dunque<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30148,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[72],"tags":[107,110,157,241],"class_list":["post-28943","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dogmatica","tag-cattolicesimo","tag-civilta","tag-gesu-cristo","tag-san-tommaso-daquino"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-dogmatica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28943","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28943"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28943\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30148"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28943"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28943"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28943"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}