{"id":28939,"date":"2011-01-20T08:59:00","date_gmt":"2011-01-20T08:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/20\/solitudine-e-angoscia-dei-rapiti-dagli-alieni-il-caso-di-lusiana-del-1979\/"},"modified":"2011-01-20T08:59:00","modified_gmt":"2011-01-20T08:59:00","slug":"solitudine-e-angoscia-dei-rapiti-dagli-alieni-il-caso-di-lusiana-del-1979","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2011\/01\/20\/solitudine-e-angoscia-dei-rapiti-dagli-alieni-il-caso-di-lusiana-del-1979\/","title":{"rendered":"Solitudine e angoscia dei rapiti dagli alieni: il caso di Lusiana del 1979"},"content":{"rendered":"<p>Che cosa si prova, dopo essere stati protagonisti involontari di un &quot;incontro ravvicinato del quarto tipo&quot; con delle creature aliene, a non essere creduti, a essere derisi, sospettati di esibizionismo, malvisti ed evitati perfino dalle persone che si credevano amiche?<\/p>\n<p>Cosa si prova, quando tutto questo viene ad aggiungersi all&#8217;indicibile angoscia di una esperienza sconvolgente, che non consentir\u00e0 mai pi\u00f9 di guardare al mondo con gli stessi occhi di prima e che, forse, a causa dell&#8217;enorme shock provato, si ripercuoter\u00e0 per anni ed anni, sotto forma di ansia, insonnia, angoscia, depressione e necessit\u00e0 di continue cure mediche?<\/p>\n<p>Da un lato, si dubita con se stessi della realt\u00e0 di ci\u00f2 che si \u00e8 vissuto: eppure proprio quell&#8217;angoscia, proprio quegli incubi notturni, proprio quel senso di totale smarrimento, sono l\u00ec a testimoniare che non si \u00e8 trattato di un sogno o di una allucinazione, ma di una esperienza realmente vissuta, anche se una parte della coscienza vorrebbe negarla, cancellarla, rimuoverla, perch\u00e9 impossibile da conciliare con la ripresa di una vita tranquilla e serena.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altro lato, ci si scopre incompresi, abbandonati, rinnegati dai migliori amici, persino dai familiari e dai parenti pi\u00f9 stretti; e ci si rende conto che quella esperienza sconvolgente, oltre ad avere incrinato irreparabilmente il proprio equilibrio interno, ha spalancato una voragine anche verso il resto del mondo; e che nessuno, mai, nemmeno le persone pi\u00f9 care, potranno credere a quanto \u00e8 avvenuto, nessuno potr\u00e0 condividere, e meno ancora sostenere e confortare, chi ha avuto la ventura di oltrepassare la soglia del conosciuto e di gettare un sia pur fuggevole sguardo su ci\u00f2 che sta &quot;oltre&quot;, al di l\u00e0 della soglia proibita.<\/p>\n<p>Naturalmente, molto dipende dalle modalit\u00e0 in cui si \u00e8 svolto l&#8217;incontro con le creature aliene, ossia dal carattere amichevole oppure ostile di quest&#8217;ultimo.<\/p>\n<p>\u00c8 noto che alcuni dei &quot;rapiti&quot;, o &quot;addotti&quot; (come si dice con un orribile inglesismo, da &quot;abduction&quot;, &quot;rapimento&quot;), affermano di non aver provato paura, ma un senso di profondo benessere, avendo percepito, fin dall&#8217;inizio, che tali creature erano animate da intenzioni amichevoli e che in se stesse apparivano di natura benevola; mentre altri ne sono rimasti letteralmente terrorizzati e, in certi casi, hanno riportato danni fisici, anche gravissimi e di carattere permanente, quando non addirittura la morte o la scomparsa definitiva.<\/p>\n<p>Fra questi due estremi, esiste poi tutta una ricchissima gamma di esperienze intermedie, nelle quali, \u00e8 bene dirlo subito, non sempre \u00e8 facile stabilire una linea di separazione netta e precisa fra eventi di natura oggettiva ed eventi di natura assurda, onirica o allucinatoria.<\/p>\n<p>Infatti, uno studioso dei fenomeni ufologici della statura di Jacques Vall\u00e9e sosteneva che una buona definizione della tipologia degli &quot;incontri ravvicinati del quarto tipo&quot; \u00e8 quella secondo cui \u00abi testimoni provano una sensazione di alterazione del loro senso della realt\u00e0\u00bb; e si capisce facilmente come tale senso di alterazione, essendo soggettivo, pu\u00f2 riferirsi tanto ad eventi di natura intima e personale, quanto ad eventi di natura oggettiva ed esterna; inoltre, sia a fatti che si svolgono sul piano ordinario della realt\u00e0, cio\u00e8 nella dimensione fisica dello spazio e del tempo quale noi li sperimentiamo nella vita di tutti i giorni, sia sul piano prettamente spirituale, in cui al tempo quantitativo subentra un tempo puramente qualitativo e le leggi fisiche ordinarie vengono ad essere, per cos\u00ec dire, sospese, a favore di manifestazioni straordinarie.<\/p>\n<p>Come si vede, in quest&#8217;ultimo caso ci troviamo in prossimit\u00e0 dei eventi di tipo mistico, che investono la fenomenologia della religione; o, meglio, in una zona piuttosto mal nota, in cui i confini tra paranormale e supernormale sfumano reciprocamente, ed entrambi tendono a confondersi, almeno in parte, con la sfera del soprannaturale.<\/p>\n<p>In particolare, sarebbero caratterizzate da stati d&#8217;animo positivi e da percorsi di consapevolezza spirituale le esperienze dei &quot;contattati&quot; e dei &quot;rapiti&quot; di cui parla lo scrittore e studioso statunitense Whitley Strieber e che egli stesso sostiene di aver fatto; e, significativamente, nel suo background culturale entrano il cattolicesimo e la frequentazione con le tecniche di Gurdijeff, pi\u00f9 che la psicanalisi freudiana o altre correnti di pensiero di matrice scettica e materialista.<\/p>\n<p>Resta il fatto che, per un&#8217;alta percentuale di &quot;rapiti&quot;, l&#8217;esperienza del contatto alieno e del trovarsi alla merc\u00e9 di creature sconosciute, dalla tecnologia infinitamente pi\u00f9 potente di quella terrestre, non si \u00e8 connotata positivamente, ma, al contrario, ha segnato una pagina drammatica nel loro processo esistenziale, mettendoli bruscamente a faccia a faccia con una realt\u00e0 incomprensibile, minacciosa, e con un grande, opprimente senso di solitudine, derivante dall&#8217;impossibilit\u00e0 di raccontare, di spiegare quanto loro accaduto, e soprattutto di farsi credere.<\/p>\n<p>Prendiamo uno dei tanti casi di quest&#8217;ultima categoria, avvenuto circa trent&#8217;anni fa e che, dopo aver conosciuto una certa notoriet\u00e0 a livello nazionale, \u00e8 ricaduto poi nell&#8217;oblio, non senza aver portato un penoso sconvolgimento nella vita del protagonista, segnandola in modo indelebile.<\/p>\n<p>La sera del 19 gennaio 1979, circa mezz&#8217;ora prima della mezzanotte, un boscaiolo di Lusiana &#8211; un comune di montagna in provincia di Vicenza -, Antonio Conte, stava rientrando a casa dopo aver trascorso la seata con amici, ad Asiago, con i quali aveva cenato. Ed ecco che, all&#8217;improvviso, il motore dell&#8217;automobile si ferma, i fari si spengono e gli sportelli si aprono: tutto in una volta e senza alcuna causa apparente.<\/p>\n<p>L&#8217;uomo sta chiedendosi cosa stia accadendo, allorch\u00e9 un oggetto luminoso di forma sferica si avvicina dal cielo e si posa a breve distanza da lui; indi, con immenso stupore e con paura, egli vede sbucare da quella sfera due piccoli esseri di aspetto umanoide, che scendono velocemente e si dirigono con decisione nella sua direzione: egli valuta la loro altezza in poco pi\u00f9 di un metro. Letteralmente terrorizzato, l&#8217;uomo vorrebbe darsi alla fuga, ma non ne ha la forza: si sente incapace di fare un passo, tanto che deve sostenersi contro la fiancata della sua vettura per non scivolare a terra, fiaccato dall&#8217;emozione.<\/p>\n<p>Come ha ricordato Moreno Tambellini nel suo libro \u00abAlieni in Italia. 1945-1955, 50 anni di incontri ravvicinati\u00bb (Roma, Edizioni Mediterranee, 1996, p. 144), gli alieni sembravano, per le loro dimensioni, dei ragazzini; indossavano delle tute aderenti, metalliche, di colore simile al bronzo; avevano le mani affusolate e terminanti con delle punte simili a chiodi; al posto delle orecchie avevano qualcosa che sembra del filo metallico, attorcigliato e che produceva una sorta di ronzio ad ogni movimento.<\/p>\n<p>La paura dell&#8217;uomo si calm\u00f2, in parte, quando si rese conto che essi non sembravano nutrire, nei suoi confronti, intenzioni ostili; tanto che fin\u00ec per accogliere il loro invito a seguirli nell&#8217;interno dell&#8217;astronave. Qui pot\u00e9 osservare una varia strumentazione, in un ambiente alquanto ristretto; ma una nuova ondata di panico lo assal\u00ec, quando si rese conto che i due alieni cercavano di fargli levare la giacca per indossare una tuta simile alla loro. Il Conte oppose resistenza; a questo punto le creature non insistettero e rinunciarono al loro proposito, ma gli affidarono una misteriosa &quot;scatolina&quot;, dopo di che un varco si apr\u00ec nella parete dell&#8217;abitacolo e l&#8217;uomo si trov\u00f2 fuori quasi senza rendersene conto, solo, nel buio della notte, mentre la sfera metallica scompariva in pochi attimi alla sua vista.<\/p>\n<p>Tornato a casa in uno stato di fortissima agitazione, pare abbia cercato di mettere a parte la madre della propria esperienza (il soggetto non era sposato), prima di coricarsi in uno stato di forte prostrazione; ma la donna, interrogata pi\u00f9 tardi in proposito, pare abbia negato la circostanza, sostenendo che, a quell&#8217;ora tarda, ella era gi\u00e0 a letto e pertanto non vide affatto il figlio, allorch\u00e9 questi era rientrato in casa dopo la cena con gli amici.<\/p>\n<p>Cos\u00ec riporta il &quot;caso&quot; di Lusiana l&#8217;ufologo pordenonese Antonio Chiumiento nel suo libro \u00abHo le prove\u00bb (Pordenone, Edizioni Biblioteca dell&#8217;Immagine, 2004, pp. 99-101:<\/p>\n<p>\u00abL&#8217;anno \u00e8 il 1979, una notte di gennaio, un boscaiolo, Antonio Conte, alla guida della sua auto, sta rincasando dopo una cena con amici ad Asiago. Un centinaio di metri prima del bivio con la provinciale Lusitana-Asiago, la macchina improvvisamente si blocca in mezzo alla strada. I fari si spengono e le portiere si aprono senza che il conducente abbia il tempo di muovere un dito. Sulla strada, proprio di fronte a lui, compare una misteriosa palla arancione, dalla forma schiacciata.. L&#8217;oggetto si appoggia al suolo e dal suo fianco si apre una breccia. Il boscaiolo, in preda al panico, stenta a comprendere quello che gli sta capitando. Dal passaggio apparso sull&#8217;oggetto spunta una figura di color bronzo-rame. Ricorda nelle fattezze un essere umano, piuttosto basso per\u00f2. Balza al suolo mentre di lui ne compare un altro perfettamente identico. Anch&#8217;egli salta a terra.<\/p>\n<p>Il boscaiolo non sa che fare, la paura lo blocca. Esce dall&#8217;auto a fatica, e accorgendosi di non poter fuggire, si appoggi alla portiera per non svenire. I due esseri si avvicinano, indossano una tuta aderente dai riflessi metallici, e pare squamata, alla stregua di un pesce. Le dita delle mani sono molto lunghe e terminano a punta. Al posto delle parecchie hanno due fili attorcigliati, forse delle antenne, e quando si muovono vibrano e producono un ronzio. Il Conte \u00e8 immobile, mentre le due creature si avvicinano lenta,ente, pare vogliano comunicargli qualcosa, gli fanno dei cenni, desiderano che lui salga sulla loro navicella. Il boscaiolo ricorda il loro sguardo, non cattivo, gentile, a poco a poco la diffidenza si scioglie. In preda a sentimenti e sensazioni contrastanti, tra paura e curiosit\u00e0, l&#8217;uomo trova la forza di muoversi, si avvicina alo strano oggetto di luce e infine vi entra.<\/p>\n<p>&quot;Non c&#8217;era molto all&#8217;interno&#8230;&quot; racconter\u00e0 in seguito agli amici e ad un giornalista, l&#8217;ambiente aveva l&#8217;ampiezza di un paio di metri quadri. Tutt&#8217;intorno nota una serie di apparecchiature elettroniche, al suo fianco uno schermo in cui delle palline luminose si muovono all&#8217;impazzata. Davanti a lui una superficie illuminata, semitrasparente, al di l\u00e0 della quale gli pare di intravedere delle creature in movimento. Mentre sta esaminando il luogo in cui si trova, tentando di darsi conto delle proprie sensazioni, uno dei due esseri che lo avevano invitato a salire gli si avvicina con l&#8217;evidente intenzione di togliergli la giacca. Il boscaiolo non sa che fare, in un primo momento \u00e8 sorpreso, irrigidito, passivo, lascia che la creatura lo tocchi, poi rinviene, ancora una volta, risvegliato dalla paura, ora teme che vogliano fargli del male, forse anche sottoporlo a qualche terribile esperimento. Istintivamente retrocede, si allontana, rifiuta il contatto. La creatura si blocca, si accosta alla parete che al suo tocco si apre lasciando comparire una tuta del tutto simile a quella che indossano loro. Ora all&#8217;uomo le cose incominciano a chiarirsi, intuisce che i due strani &quot;compagni&quot; vogliono condurlo da qualche parte. Viene preso dallo sconforto, le gambe gli cedono improvvisamente e il Conte si accascia a terra; inizia a implorare che lo lascino andare, non vuole saperne di andare con loro, si sente braccato, in trappola, l&#8217;angoscia \u00e8 indescrivibile. Uno dei due esseri tocca nuovamente la parete che sembra aprirsi dal nulla, dalla fessura preleva un piccolo oggetto, con una delle due mani pare incidervi qualcosa sulla sua superficie e poi lo porge all&#8217;uomo, invitandolo a metterselo al collo. Quasi contemporaneamente ricompare lo sportello dal quale il Conte era salito a bordo e l&#8217;uomo non ci pensa due volte, trascinandosi fuori carponi. Tutto si consuma in pochi attimi, la palla luminosa svanisce prima ancora che il povero testimone si riprenda dallo spavento, ogni cosa \u00e8 tornata normale intorno a lui: il freddo della notte invernale, il fruscio lieve della campagna ed i vaghi rumori attutiti e lontani che provengono dal vicino centro abitato. I fari dell&#8217;auto, come si erano spenti, ora si riaccendono, l&#8217;auto va in moto al primo colpo. Riavutosi un poco,il Conte esausto rientra a casa, la madre ancora alzata, vedendolo s&#8217;impressiona. Suo figlio \u00e8 sconvolto, tenta di spiegarle l&#8217;accaduto, ma le parole non escono. Neppure i gesti gli sono d&#8217;aiuto, trema come una foglia. La notte \u00e8 piena di incubi, di ricordi confusi, l&#8217;uomo si alza e quasi inconsapevolmente prende l&#8217;oggetto che le due creature gli hanno consegnato e lo nasconde in una breccia del muro di casa. \u00c8 un estremo tentativo di rimuovere quanto ha vissuto, di cancellare l&#8217;ansia &quot;post eventum&quot;.<\/p>\n<p>Il mattino successivo, quando il suo amico, Giuseppe Sciessere, lo passa a prendere per andare al lavoro, lo trova ancora stravolto e angosciato, di poche parole, chiuso in se stesso. Ci vuole del tempo e molta delicatezza, ma alla fine il Conte racconta tutta la sua storia e la confessione fatta ad un amico si trasforma ben presto in una storia che fa il giro del paese e richiama l&#8217;attenzione di tutti, stampa compresa.\u00bb<\/p>\n<p>La stampa locale, infatti, si era subito occupata del suo caso.<\/p>\n<p>\u00abIl Giornale di Vicenza\u00bb del 20 gennaio 1979 aveva pubblicato un&#8217;intervista ad Antonio Conte, da questi spontaneamente rilasciata: la prima e l&#8217;ultima; perch\u00e9, demoralizzato dalla reazione dei suoi compaesani, fra scettica e derisoria, egli si chiuse ben presto in un silenzio totale, rifiutando ogni ulteriore incontro con dei giornalisti.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 di qualcuno insinuava che tutta la storia era soltanto il risultato di una solenne sbronza, cosa che aveva ferito il protagonista, uomo dalle abitudini estremamente morigerate e, inoltre, descritto da tutti come persona riservata e schiva e dagli interessi limitati, esattamente il contrario di un esibizionista o di un individuo dalla troppo fervida immaginazione.<\/p>\n<p>Agli Ufo, poi, non aveva mai rivolto un pensiero particolare, n\u00e9 era stato propenso a credervi, prima della sua personale esperienza di quella famosa sera; anzi, capitato il discorso in proposito, ne aveva riso apertamente con gli amici. Quest&#8217;ultimo \u00e8 un elemento assai significativo, perch\u00e9 getta una luce eloquente sulla assoluta mancanza, in lui, di propensione a quelle suggestioni che, invece, portano legittimamente a dubitare dei racconti di altri protagonisti di esperienze relative ad &quot;incontri ravvicinati&quot; con creature aliene.<\/p>\n<p>Il caso di Antonio Conte \u00e8 comunque emblematico della solitudine e dell&#8217;angoscia che afferrano i protagonisti di simili esperienze, specialmente quando mancano del tutto degli indizi oggettivi che qualcosa di straordinario sia realmente accaduto: ad esempio, avvistamenti di luci &quot;strane&quot; nel cielo, da parte di altri testimoni, oppure segni di bruciature sull&#8217;erba, l\u00e0 dove l&#8217;oggetto volante si sarebbe posato al suolo.<\/p>\n<p>Vi sarebbe, tuttavia, quella misteriosa &quot;scatolina&quot; che gli alieni, poco prima del commiato, avrebbero consegnato al boscaiolo, facendogli cenno di mettersela al collo; ma lui, che si trovava in uno stato di estrema agitazione, l&#8217;aveva tenuta in mano e, sembra, portata poi fino a casa propria, nascondendola in una cavit\u00e0 della parete. Non si sa se altri l&#8217;abbiano pi\u00f9 vista; si sussurra che il Conte l&#8217;abbia fatta scomparire, per cercar di dimenticare la sua traumatica esperienza, oppure che l&#8217;abbia nascosta chiss\u00e0 dove, temendo che potesse venirgli sequestrata dai carabinieri. In ogni caso, se mai \u00e8 esistita, ora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9: sono passati trentadue anni e il protagonista della vicenda, che allora aveva quarantadue anni, non ha pi\u00f9 voluto incontrare nessuno intenzionato a parlarne.<\/p>\n<p>In un primo tempo, il Conte aveva dichiarato di ritenere che quelle creature fossero mosse da intenzioni non cattive nei suoi confronti, perch\u00e9, se avessero voluto, avrebbero potuto fargli qualsiasi cosa, avendolo totalmente alla loro merc\u00e9. Anche il fatto che non abbiano insistito per farlo spogliare ed indossare la tuta e che, anzi, gli abbiano permesso di uscire dall&#8217;astronave e di allontanarsi, sena averlo sottoposto ad alcun esame o prelievo o qualunque altra pratica di studio, depone a favore di tale interpretazione.<\/p>\n<p>E tuttavia, l&#8217;esperienza di quella notte non sembra aver agito in modo positivo nella sua vita: gli ha provocato terrore, incomprensioni, solitudine, amarezza. Non si sa se abbia avviato in lui un percorso di ricerca spirituale; si sa solo che ha trasformato un uomo normale, pacifico, bonario, in un sospettoso introverso, perseguitato dai propri fantasmi. Come si pu\u00f2 sostenere, dunque, che incontri di questo genere sono positivi per quanti li hanno vissuti?<\/p>\n<p>Quando un biologo, su qualche isoletta antartica, cattura un pinguino o un albatro e poi li lascia andare, dopo aver applicato sulla zampa una targhetta di riconoscimento, per poterne seguire gli spostamenti e le abitudini sul medio e lungo periodo, ritiene di compiere un&#8217;azione non solo legittima, in quanto motivata da intenti puramente scientifici, ma anche assolutamente innocua e indolore. Ed \u00e8 certo che non agisce con intenzioni cattive.<\/p>\n<p>Tuttavia, dovremmo forse porci la seguente domanda: che cosa ne sappiamo di quel che avviene nella vita di un altro essere vivente, allorch\u00e9 venga fatto oggetto di una attenzione invasiva da parte di una specie molto pi\u00f9 evoluta o, comunque, molto pi\u00f9 potente di quella cui appartiene?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cosa si prova, dopo essere stati protagonisti involontari di un &quot;incontro ravvicinato del quarto tipo&quot; con delle creature aliene, a non essere creduti, a essere<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30180,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[55],"tags":[92],"class_list":["post-28939","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-psicologia","tag-altro"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-psicologia.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28939","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28939"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28939\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30180"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28939"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28939"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28939"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}