{"id":28935,"date":"2017-09-27T11:01:00","date_gmt":"2017-09-27T11:01:00","guid":{"rendered":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/27\/solidarieta-diritti-e-integrazione-le-parole-truffa\/"},"modified":"2017-09-27T11:01:00","modified_gmt":"2017-09-27T11:01:00","slug":"solidarieta-diritti-e-integrazione-le-parole-truffa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/2017\/09\/27\/solidarieta-diritti-e-integrazione-le-parole-truffa\/","title":{"rendered":"Solidariet\u00e0, diritti e integrazione: le parole-truffa"},"content":{"rendered":"<p>Ci sono tre parole che sono sempre in bocca ai progressisti e, in particolare, agli immigrazionisti (le due cose pressoch\u00e9 si equivalgono): <em>solidariet\u00e0, diritti e integrazione<\/em>. Sono tre parole magiche: basta pronunciarle per veder dipingersi un sorriso radioso sul volto della signora Fedeli, della signora Boldrini, del presidente Mattarella, di monsignor Galantino, di monsignor Perego (quest&#8217;ultimo, particolarmente generoso, ne aggiunge una quarta di tasca sua: il meticciato quale futuro degli italiani), di papa Francesco, e anche, guarda caso, di George Soros e di altre personalit\u00e0 internazionali forse non propriamente del tutto filantropiche, vista la dimensione planetaria dei loro affari ed interessi finanziari. Per farcene un&#8217;idea pi\u00f9 precisa, sfogliamo un libro di storia (di storia!) ad uso delle superiori, uno scelto a caso; poich\u00e9 la disciplina &quot;storia&quot; \u00e8 stata individuata da qualcuno come canale privilegiato d&#8217;indottrinamento immigrazionista, semplicemente ampliandola ad includere dei vaghi <em>Percorsi di cittadinanza<\/em>, i quali dovrebbero servire a predisporre le menti dei giovani a considerare come cosa assolutamente normale e naturale, anzi, benefica e meritoria, l&#8217;invasione in corso dell&#8217;Italia, e la sostituzione della sua popolazione con popolazioni di provenienza africana e asiatica, mascherata da immigrazione, magari anche favorita per ragioni altamente umanitarie. Dunque, uno a caso, e neanche dei peggiori, anzi, a nostro parere, pi\u00f9 che discreto per quel che riguarda la parte di sua vera competenza, cio\u00e8 quella strettamente storica; e vediamo cosa dice in proposito (da: Luciano Marisaldi, <em>Ecumene. La storia e i luoghi dell&#8217;uomo<\/em>, Bologna, Zanichelli Editore, 2016, vol. 2, <em>Impero romano e alto Medioevo<\/em>, pp. 224-225):<\/p>\n<p><em>L&#8217;integrazione sociale e culturale \u00e8 un processo lungo, fatto di relazioni fra i migranti e la comunit\u00e0 nella quale vanno a inserirsi. Le politiche migratorie degli stati possono favorire l&#8217;integrazione facilitando, per esempio, l&#8217;inserimento scolastico, garantendo l&#8217;accesso ai servizi sociali (per esempio, alle graduatorie comunali per le case popolari), accelerando le procedure per il ricongiungimento familiare. Non tutti i paesi per\u00f2 adottano legislazioni che facilitano l&#8217;integrazione. Nei paesi del Golfo, per esempio, il lavoratore straniero dispone solo di permessi temporanei e l&#8217;immigrazione definitiva \u00e8 scoraggiata. In Europa, generalmente, l&#8217;integrazione \u00e8 vista come un obiettivo da raggiungere, anche perch\u00e9 \u00e8 ormai chiaro il valore economico e demografico dell&#8217;immigrazione<\/em>.<\/p>\n<p>Dunque: l&#8217;immigrazione, se vogliamo chiamarla cos\u00ec, o piuttosto l&#8217;invasione mascherata di stranieri in Italia e in Europa, \u00e8 un fatto naturale, inevitabile, del quale non vale la pena di chiedersi se possa essere accettata o meno dai cittadini dei Paesi &quot;ospitanti&quot;: l&#8217;unica cosa di cui si pu\u00f2 discutere \u00e8 non se, ma con quali politiche si favorisca l&#8217;integrazione, altro concetto inverosimile, fasullo e tutto da dimostrare, visto che i Paesi che si sono maggiormente impegnati in essa, come la Germania con gli immigrati turchi, dopo tre generazioni sono arrivati a gettare la spugna e ad ammettere che l&#8217;integrazione \u00e8 come l&#8217;araba fenice, tutti ne parlano ma nessuno l&#8217;ha mai vista. Allora, i Paesi che sono destinatari dei flussi migratori possono favorire o no l&#8217;integrazione; se lo fanno sono buoni, intelligenti e simpatici; se non lo fanno sono brutti, stupidi e cattivi: ma soprattutto stupidi, perch\u00e9, a quanto pare, <em>\u00e8 ormai chiaro il valore economico e demografico dell&#8217;immigrazione<\/em>. Sar\u00e0 chiaro per chi scrive simili cose, ma non per noi, e, crediamo, non per tantissimi altri. Dal punto di vista economico, \u00e8 evidente che un Paese pu\u00f2 avere un vantaggio ad accogliere quote molto consistenti d&#8217;immigrati stranieri se la sua economia \u00e8 in espansione; se, viceversa, \u00e8 in piena recessione, o se sta lentamente e faticosamente uscendo da una crisi devastante, come \u00e8 il nostro caso, Dio solo sa quanto utile e vantaggioso, anzi, semplicemente quanto sensato, sia assecondare tali massicce immigrazioni. Dal punto di vista demografico, poi, certo che gli effetti sono evidenti: ma forse non tutti gli italiani sono d&#8217;accordo che milioni di stranieri, il cui alto tasso d&#8217;incremento contrasta in maniera stridente con il nostro crollo demografico, vengano a prendere il posto dei bambini italiani non nati, e dei numerosi italiani in et\u00e0 avanzata che fra dici o quindici anni non ci saranno pi\u00f9. Ci\u00f2 equivale a una sostituzione di popolazione: \u00e8 questo il valore di cui si parla? Questo sarebbe un vantaggio: vedere l&#8217;Italia negrizzata, cio\u00e8 trasformata in una provincia dell&#8217;Africa? Del resto, proprio il fatto che i Paesi del Golfo, con una economia ricchissima (per via del petrolio) e che professano la stessa religione degli immigrati, facciamo di tutto per scoraggiare l&#8217;immigrazione permanente, e non favoriscano affatto i ricongiungimento familiari, non \u00e8 di per se stesso abbastanza eloquente? Ci\u00f2 significa che l&#8217;immigrazione straniera, e sia pure con possibilit\u00e0 di offrire posti di lavoro e con una fede religiosa in comune, dai governanti di quei Paesi non \u00e8 vista come un fatto positivo; che non la giudicano cosa normale e tanto meno, alla lunga, vantaggiosa. Utilizzano la mano d&#8217;opera che serve loro, nella misura e per il tempo che serve a loro, e poi rispediscono a casa gli stranieri. Noi, che non abbiamo la possibilit\u00e0 di offrire molti posti di lavoro, e anzi, che abbiamo milioni di poveri italiani dei quali occuparci, e che non abbiamo in comune con gli stranieri proprio niente, n\u00e9 la lingua, n\u00e9 la cultura, e tanto meno la religione, dovremmo regolarci in maniera opposta, considerare gl&#8217;immigrati come una benedizione del cielo e spalancare le porte a quantitativi sempre pi\u00f9 numerosi di stranieri? Qui c&#8217;\u00e8 qualcosa che proprio non funziona, anche sul piano della logica pi\u00f9 elementare. Ma andiamo avanti.<\/p>\n<p><em>Uno dei principali indicatori dell&#8217;integrazione \u00e8 l&#8217;equilibrio fra i sessi, segno del generalizzato ricongiungimento familiare. Questo avviene, in particolare, quando l&#8217;immigrato considera stabile la sua posizione di lavoro e desidera ricostituire qui la sua famiglia e, in prospettiva, di crescere e far studiare qui i suoi figli<\/em>.<\/p>\n<p>Il raggiunto equilibrio numerico fra i sessi sarebbe, dunque, uno dei principali indicatori dell&#8217;avvenuta integrazione (per\u00f2, questi progressisti dovrebbero mettersi d&#8217;accordo fra di loro: i sessi esistono, s\u00ec o no? perch\u00e9 quando si parla d&#8217;immigrati e ricongiungimenti familiari, sembra di s\u00ec; quando invece si parla dell&#8217;educazione gender nelle scuole, pare proprio di no). A sentire questa tesi, parrebbe che, se un immigrato chiede il ricongiungimento con la moglie e i figli, e intende farli studiare in Italia, ci\u00f2 implichi che l&#8217;integrazione \u00e8 felicemente avvenuta: ma non \u00e8 vero affatto. Se la moglie dell&#8217;immigrato viene in Italia con il <em>burqa<\/em>, e se ne va col <em>burqa<\/em> per la strada; e se le sue figlie vanno a scuola con il velo che copre non solo i capelli, ma anche parte del viso; se costui non accetterebbe mai che si fidanzassero con dei ragazzi italiani, ma, al caso, le riempirebbe di botte, per far passare loro la voglia; e se in quella famiglia non si facesse alcuno sforzo per imparare l&#8217;italiano, al di fuori dello indispensabile per le necessit\u00e0 quotidiane; se non si mostrasse rispetto per la cultura italiana, n\u00e9 per la religione cristiana, che \u00e8, fino a prova contraria, e piaccia o non piaccia ai laicisti, ai radicali e ai massoni dell&#8217;<em>establishment<\/em> progressista, il cattolicesimo; e se, magari, si inneggiasse ai terroristi islamici che in continuazione riempiono di sangue le strade della citt\u00e0 d&#8217;Europa: ebbene, di che diavolo d&#8217;integrazione stiamo parlando? Tuttavia, ammettiamo, per amore d&#8217;ipotesi, che non sia questo il caso; che molti degli stranieri i quali chiedono e ottengono il ricongiungimento coi loro familiari, siano ben disposti a integrarsi e, comunque, rispettosi delle nostre leggi e tradizioni; resta il fatto che ogni ricongiungimento significa una famiglia straniera in Italia, mentre prima c&#8217;era una persona sola; che il numero degli stranieri, anche grazie alle nuove nascite, crescer\u00e0 sempre di pi\u00f9; e che sar\u00e0 sempre pi\u00f9 improbabile una eventuale politica italiana di rimpatri, o d&#8217;incoraggiamento ai rimpatri, qualora se ne presentasse la necessit\u00e0, o fosse questa la volont\u00e0 del popolo e del governo (ammesso che l&#8217;Italia sia ancora, almeno in parte, uno Stato sovrano; se no, possiamo anche risparmiarci la fatica di ragionare) e sempre pi\u00f9 certa la prospettiva di un definitivo insediamento in Italia di masse crescenti di stranieri. E ancora:<\/p>\n<p><em>Ogni popolo \u00e8 portatore di una propria cultura che si manifesta in varie forme, per esempio nel modo di vestire, nelle abitudini alimentari, nelle espressioni religiose, nei rapporti fra uomo e donna. Per l&#8217;immigrato difendere la propria cultura \u00e8 un modo per conservare la propria identit\u00e0,. L&#8217;incontro e la conoscenza reciproca delle culture pu\u00f2 essere un arricchimento per tutti. Occorre per\u00f2 vincere i pregiudizi: che nessuno ritenga la propria civilt\u00e0 superiore alle altre e che nessuno voglia imporre agli altri le proprie abitudini e usanze.<\/em><\/p>\n<p>Proviamo a tradurre: l&#8217;immigrato, per difendere la propria identit\u00e0, \u00e8 normale che continui a vestire, nel Paese che lo ospita, come si usa nella sua patria; che continui a mangiare secondo la propria cucina tradizionale; e, naturalmente, che conservi le sue credenze religiose &#8212; ci mancherebbe altro! anche sgozzare l&#8217;agnello; ma l&#8217;integrazione, a questo punto, in che cosa consisterebbe? Di fatto, le strade delle nostre citt\u00e0 sono letteralmente piene di stranieri che vanno in giro con i caffettani multicolori e le barbe lunghe, che riempiono l&#8217;aria di odore di aglio fritto ogni volta che cucinano, e che chiedono di aprire sempre pi\u00f9 moschee o &quot;centri culturali&quot;, i quali altro non sono se non moschee travestite; gente che sovente guarda gli italiani con aria di sfida, come a dire: <em>Vedrete, fra qualche anno, quando saremo pi\u00f9 numerosi, chi sar\u00e0 il padrone qui!<\/em> Paranoie, esagerazioni? Non tanto, stando a quel che si legge, ogni santo giorno, sulle cronache dei giornali locali (i <em>mass media<\/em> hanno deciso di non parlare mai della criminalit\u00e0 degli stranieri, a meno che sia assolutamente inevitabile; ma, in compenso, di enfatizzare al massimo ogni pi\u00f9 piccolo fatto positivo abbia per protagonista uno straniero, ad esempio un portafogli smarrito e prontamente restituito al legittimo proprietario). Conclusione politicamente corretta: bisogna combattere i pregiudizi, e tutto andr\u00e0 per il verso giusto! L&#8217;importante \u00e8 <em>che nessuno ritenga la propria civilt\u00e0 superiore alle altre e che nessuno voglia imporre agli altri le proprie abitudini e usanze.<\/em> Questa posizione, che sembra cos\u00ec equilibrata e imparziale, ha il piccolo difetto di mettere sullo stesso piano il diritto alla propria identit\u00e0 del Paese ospitante, e quello delle persone ospitate. Che si sappia, \u00e8 l&#8217;ospitato che deve adattarsi alle regole e alle usanze di colui che lo accoglie; se qualcuno chiede ospitalit\u00e0 a casa mia, se posso, gliela offro, ma sono io che stabiliscono a quali regola deve attenersi. Se c&#8217;\u00e8 qualcuno che deve adattarsi, quello non sono io, ma \u00e8 lui. Non solo: in casa mia, ho tutto il diritto di pensare che la mia casa sia, per me, la migliore del mondo; che non ce ne sia una migliore; e se chi ci entra come ospite si permette di denigrarla, o di offendermi in qualsiasi modo, ho tutto il diritto di metterlo alla porta. Cos\u00ec \u00e8 sempre stato e cos\u00ec \u00e8 giusto che sia: non \u00e8 chi si presenta in casa d&#8217;altri che stabilisce le regole, ma \u00e8 lui che deve attenersi alle regole che gli vengono fissate. Se la cosa non gli piace, nessuno lo trattiene: che se ne torni da dove \u00e8 venuto. Se, per esempio, non gli garbano le donne al volante; se non approva i matrimoni misti; se lo disturbano il crocifisso, il presepio e i canti di Natale, quello \u00e8 un problema suo, non nostro: non siamo noi che, per rispetto a lui, dobbiamo sacrificare le nostre usanze e mortificare la manifestazione delle nostre credenze; e se qualcuno di noi lo pensa &#8212; certe maestre, per esempio, e certi preti progressisti e di sinistra &#8212; beh, allora vuol dire che hanno segatura al posto del cervello, e, quel che \u00e8 peggio, stanno creando i precedenti perch\u00e9 cresca, da parte degli stranieri, la richiesta di sempre nuovi diritti, e sempre pi\u00f9 illegittimi, ci\u00f2 che equivale a un danno e una umiliazione per tutti gli italiani. Ma quando mai un popolo, che \u00e8 gi\u00e0 tanto generoso da ospitare <em>milioni<\/em> di stranieri (almeno il dieci per cento della popolazione totale!), deve anche nascondere i simboli della sua identit\u00e0, per compiacerli?<\/p>\n<p>Da ultimo, l&#8217;indottrinamento finale, in cui la nota buonista tocca veramente l&#8217;apice:<\/p>\n<p><em>La societ\u00e0 italiana, come molte altre in tutto l&#8217;Occidente, sta diventando sempre pi\u00f9 multietnica. Venire in contatto con esperienze diverse \u00e8 fonte di ricchezza per tutti, italiani, &quot;nuovi italiani&quot;, stranieri residenti. Agli amici che vengono da lontano, l&#8217;Italia e gli italiani si presentano come un mondo da scoprire&#8230;<\/em><\/p>\n<p>Poveri illusi: l&#8217;Italia non si presenta loro come un mondo da scoprire, infatti non mostrano alcun interesse per la sua storia, la sua arte, la sua civilt\u00e0, e disprezzano apertamente la sua religione; ma come un mondo da conquistare. E poich\u00e9 queste cose sono sotto gli occhi di tutti, allora chi parla a quel modo non \u00e8 nemmeno un povero illuso: sa bene quel che sta facendo, e ci\u00f2 \u00e8 ancora peggio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci sono tre parole che sono sempre in bocca ai progressisti e, in particolare, agli immigrazionisti (le due cose pressoch\u00e9 si equivalgono): solidariet\u00e0, diritti e integrazione.<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":30178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[56],"tags":[178],"class_list":["post-28935","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-politica","tag-italia"],"jetpack_featured_media_url":"https:../../../../fides-et-ratio.it/wp-content/uploads/2023/10/categoria-politica.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28935","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/comments@post=28935"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/28935\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/fides-et-ratio.it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30178"}],"wp:attachment":[{"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/media@parent=28935"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/categories@post=28935"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https_3A//fides-et-ratio.it/wp-json/wp/v2/tags@post=28935"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}